Successo a Firenze per “Taste19”: il salone dedicato enogastronomia italiana di alta qualità

Il salone dedicato al mondo delle piccole imprese agroalimentari ed enogastronomiche italiane di alta qualità (gli espositori quest’anno sono stati 810) , tenutosi alla Fortezza da Basso di Firenze dal 7 al 9 febbraio 2026, cresce ancora e consolida il profilo B2B che ha assunto nelle ultime stagioni: il totale dei visitatori è lo stesso di un anno fa, oltre 12.300, ma con un ulteriore aumento dei compratori esteri e una leggera flessione del pubblico finale. Selezione, varietà merceologica, formato allestitivo e cultura del cibo sono i fattori vincenti di Taste, ma la differenza la fanno i prodotti e le storie delle persone che sono dietro ai banconi.

Anzitutto i numeri di questa 19esima edizione di Taste: 810 espositori, 8.500 compratori specializzati (di cui oltre 900 esteri, erano 615 nel 2023, 750 nel 2024, 890 nel 2025…), 1.500 visitatori professionali (fornitori, agenti e rappresentanti), 650 giornalisti (di cui una settantina esteri), 1.700 appassionati e gourmet.

“Taste è un evento basato sulla relazione diretta e sulla scoperta di prodotti unici per qualità, provenienza e impegno – hanno detto Daria Vagelli e Vanni Marchioni, responsabili commerciali del salone -. “È questo che rende la nostra manifestazione riconoscibile e diversa da tutte le altre fiere del food. A ogni edizione Taste riesce a centrare gli obiettivi. Anzitutto la soddisfazione delle aziende espositrici, poi il consenso dei buyer e degli operatori di settore, che hanno dimostrato di apprezzare la selezione proposta e la varietà merceologica. Promuovere e comunicare l’agroalimentare e l’enogastronomia può apparire un esercizio semplice, ma noi di Pitti sappiamo quanto sia sfidante far emergere l’eccellenza, andandola a cercare sul territorio e mettendo al centro chi ne è artefice. Questa è la carta vincente”. 

Anche Raffaello Napoleoneamministratore delegato, ha avuto parole entusiastiche sull’edizione 19 di Taste: “Ancora una volta vogliamo sottolineare con soddisfazione la presenza e l’attenzione delle istituzioni, a cominciare dal Governo, rappresentato dal sottosegretario all’Agricoltura e alla Sovranità Alimentare Giacomo La Pietra e naturalmente dal presidente di Ice Matteo Zoppas, che è stato affiancato da un team di lavoro dell’Agenzia che ha lavorato in tutti e tre i giorni del salone e con il quale stiamo sviluppando una fondamentale collaborazione iniziata da un paio d’anni per promuovere l’arrivo dei compratori esteri. E ancora la Regione Toscana con l’assessore allo sviluppo economico e all’agricoltura Leonardo Marras e il Comune di Firenze con l’assessore allo sviluppo economico, turismo e fiere Jacopo Vicini. Come sempre abbiamo infine potuto contare sulla partecipazione attiva del nostro main partner UniCredit, protagonista attraverso i suoi dirigenti regionali di incontri ravvicinati con una serie di espositori per raccogliere informazioni utili all’offerta della banca in materia di sostegno all’internazionalizzazione e all’innovazione tecnologica”.

A conclusione, da sottolineare anche il successo di pubblico e i tanti apprezzamenti ricevuti per gli eventi e le partecipazioni speciali di questa edizione, il focus sui vini eroici da terre estreme, gli Spirits, la partecipazione di Coldiretti con le masterclass sull’olio. E ancora per i temi originali, le tendenze del mondo food i protagonisti invitati sul palco dei TASTE TALK (il ruolo dell’olfatto con Mane; sinergie tra turismo e true food; i consumi della Gen Z; il fenomeno dei cibi fermentati; crisi climatica e gastronomia, il rapporto tra chef e produttori; la nuova generazione della ristorazione e le nuove tendenze di Tè e infusi…), e ai TASTE RING di Davide Paolini (il boom del panettone fuori stagione; dalla panetteria alla bakery; gli chef stellati che diventano produttori), e tutte le presentazioni andate in scena nella UniCredit Taste Arena.

Senza dimenticare le bellissime sculture totemiche e pop True Food Series al Padiglione delle Ghiaia, fatte di cibo vero (peperoncino, meringhe, lenticchie, pane…), rigorosamente a mano, realizzate da Arabeschi di Latte in collaborazione con Dylan Tripp, ispirate dal tema di questa edizione.
E ancora, seguitissimi gli oltre 60 eventi in città per il FuoriDiTaste: sempre più originali e curati, che hanno reso protagoniste le aziende di TASTE in luoghi speciali di Firenze.

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Tonda, buona e moderna arriva a Roma la pizza di Dazio

Il mondo della pizza si arricchisce di una nuova e interessante insegna: ‘Dazio’, il progetto (non solo) gastronomico di Federico Del Moro Federico Coniglio che unisce ristorazione e ricettività in un contesto di grande valore storico, punta sulla pizza tonda, buona e moderna per conquistare il palato dei romani. A guidare le operazioni in cucina due volti noti della scena capitolina, Mattia Lattanzio e Giovanni Giglio che, dopo aver dato vita al format di Spiazzo e dopo la significativa collaborazione con Seu Pizza Illuminati, affrontano questa nuova sfida professionale con una proposta fortemente identitaria. Gli spazi del vecchio dazio di Roma (la soglia di ingresso in città, per oltrepassare la quale occorreva per l’appunto pagare un ‘dazio’) sono stati ristrutturati con grande cura per creare un ambiente reso informale dagli elementi d’arredo, dall’accoglienza dello staff di sala e dalla bontà di un prodotto popolare quale la pizza. Un locale alla moda, giovanile, confortevole, che mette in luce l’attenzione posta su ogni singolo dettaglio per trovare la giusta armonia e che può contare su 55 coperti interni e 60 collocati nello spazio esterno.

Un progetto imprenditoriale che comprende oltre alla pizzeria anche un Boutique Hotel da 8 camere che verrà inaugurato nei primi mesi del 2022 ed un Roof Garden da oltre 400 mq, uno spazio anch’esso dedicato alla ristorazione e che potrà divenire un riferimento per la stagione estiva di RomaDazio ha aperto le proprie porte a febbraio del 2021, in un periodo reso difficile dall’emergenza sanitaria, partendo nella prima fase con le formule del Delivery e dell’asporto, e potendo poi ospitare i clienti in sala dal 5 maggio. Per dar vita a questo nuovo format gastronomico Federico Del Moro e Federico Coniglio, impegnati nel mondo della ristorazione da oltre 15 anni tra Roma, Sardegna e l’Expo di Milano, hanno deciso sin da subito di coinvolgere nella fase di progettazione Mattia Lattanzio e Giovanni Giglio, due giovani protagonisti della scena ristorativa capitolina, legati da una forte amicizia e con molti punti in comune tra i rispettivi percorsi professionali. Entrambi infatti hanno mosso i primi passi in cucina, per poi spostarsi in pizzeria dove hanno applicato le tecniche e le conoscenze acquisite nel tempo.

Giovanni ha iniziato a muoversi tra i fornelli prima seguendo un corso dell’Italian Chef Academy, poi lavorando a Tolentino presso “La Gattabuia”, quindi seguendo lo chef Daniel Cavuoto (ex sous-chef di Gagnaire), che gli ha insegnato i segreti delle marinature e le tecniche della cucina giapponese. Quindi l’incontro con Lattanzio da Spiazzo e il passaggio da Seu Pizza Illuminati. Mattia ha invece frequentato l’Istituto Alberghiero di Rieti e ha iniziato un percorso all’estero, trasferendosi prima in Germania quindi a Londra per andare prima da Gagnaire e poi da Heinz Beck. Particolarmente significativa anche l’esperienza al Miami Art (mostra internazionale d’arte) oltre al ritorno a Roma che lo ha visto lavorare come Executive Chef a Palazzo Dama (5 stelle lusso) e nella cucina di Pipero per due anni (nel corso dei quali si è anche aggiudicato il premio “Chef Emergente Centro”). Infine l’inizio del sodalizio professionale con Giglio da Spiazzo e il successivo passaggio da Seu Pizza Illuminati. I ragazzi da Dazio in soli 5 mesi hanno saputo già conquistare importanti riconoscimenti (come i 2 spicchi della guida del Gambero Rosso) proponendo il riuscito connubio tra pizza e cucina. Una proposta gastronomica moderna e innovativa la loro, che punta anche su un servizio professionale ma informale e su un ambiente estremamente accogliente.

Da Dazio la protagonista è naturalmente la pizza, in questa caso “all’italiana”: un prodotto che poggia sulla classica struttura alla napoletana ma con un tocco ‘crunch’ ed una leggera asciugatura in più. Un meticoloso lavoro sull’idratazione e sull’utilizzo del lievito madre liquido ha consentito di mettere a punto un impasto altamente performante che con la lievitazione di 24 ore diviene estremamente digeribile. Il ‘disco’ di pasta diventa quindi la base per consentire a Mattia e Giovanni di esprimere idee e talento partendo da materie prime di qualità e prodotti di stagione, creando topping a dir poco originali. La carta delle pizze è strutturata su 3 differenti sezioniVintage (tra cui Margherita, Marinara, Napoli e Diavola), Dal Mercato (con la Hotpinambur, Zucca, Friarielli e Salsiccia, Porcini e Ciauscolo) e Crazy (con alcune proposte quali Lasagna, Sfinciona e Trippa e Pecorino). Merita naturalmente una menzione anche la sezione dei Fritti, preparati con una particolare attenzione alla cottura ed all’umidità per ottenere dei prodotti davvero golosi.

Da Dazio la protagonista è naturalmente la pizza, in questa caso “all’italiana”: un prodotto che poggia sulla classica struttura alla napoletana ma con un tocco ‘crunch’ ed una leggera asciugatura in più. Un meticoloso lavoro sull’idratazione e sull’utilizzo del lievito madre liquido ha consentito di mettere a punto un impasto altamente performante che con la lievitazione di 24 ore diviene estremamente digeribile. Il ‘disco’ di pasta diventa quindi la base per consentire a Mattia e Giovanni di esprimere idee e talento partendo da materie prime di qualità e prodotti di stagione, creando topping a dir poco originali. La carta delle pizze è strutturata su 3 differenti sezioniVintage (tra cui Margherita, Marinara, Napoli e Diavola), Dal Mercato (con la Hotpinambur, Zucca, Friarielli e Salsiccia, Porcini e Ciauscolo) e Crazy (con alcune proposte quali Lasagna, Sfinciona e Trippa e Pecorino). Merita naturalmente una menzione anche la sezione dei Fritti, preparati con una particolare attenzione alla cottura ed all’umidità per ottenere dei prodotti davvero golosi.

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Harbour Bistrò a Roma: il grande protagonista è il pesce

A Roma un ambiente raffinato e un prodotto di alta qualità. Nicholas Sarno, Eleonora Zirilli e Fabrizio Sannino sono i tre giovanissimi titolari di Harbour Bistrò di mare in via Flaminia a Ponte Milvio. Una nuova apertura, ci racconta Nicholas, che ha ereditato la passione per la ristorazione dalla famiglia e già con un gran bagaglio di esperienza anche in America assieme ai soci Fabrizio ed Eleonora, vuole coniugare l’alta qualità della cucina tipicamente di pesce con un cocktail bar che può contare su una notevole cantina, sia per prestigio che per quantità, tra distillati, vini e bollicine e dove tutti gli ospiti del ristorante potranno amabilmente terminare la loro serata.

Il dictat dei tre soci è la qualità delle materie prime e la passione per questo lavoro che li ha portati a volersi occupare in prima persona di tutto, anche degli arredi, della divisione degli spazi oltre che nella scelta di distributori e partenrs.

Il Bistrot ha un gradevolissimo spazio esterno coperto e riscaldato, ornato e circondato da grandi piante e luci, con 20 posti a sedere.

Entrando è il bancone del coctktail bar a dare il benvenuto agli ospiti che poi accederanno ad una sala principale composta da una sala più grande di circa 30 coperti e ad una saletta più piccola e intima che conta qualche altro posto. La cucina è un ambiente separato ma aperto da una finestra che affaccia sulla saletta privata.

È il pesce il grande protagonista dell’Harbour Bistrò e al suo chef Alessio Pittacci è affidato il nobile compito di realizzare le pietanze tradizionale ma rivisitate del ristorante. La scelta, ci spiega lo chef è varia, ma l’ingrediente più importante è l’amore che ci metto. “Mi sono formato nel ristorante della mia famiglia e pur avendo solo 38 anni ne ho trascorsi ben 25 nelle cucine. Per acquisire esperienza ho viaggiato molto e per alcuni anni la mia carriera si è svolta all’estero, soprattutto in America Latina, terra d’ispirazione oggi per la creazione dei miei piatti. Amo cucinare bene, con attenzione ai particolari per questo mi piace cucinare per poca gente. Non amo i grandi ristoranti ma quelli che più che sulla quantità investono sulla qualità.”

Il concept dell’Harbour viene da sé, è lavorare un prodotto di alta qualità e lavorarlo poco per non uccidere il sapore, utilizzando quindi metodi di cottura al vapore o a bassa temperatura.

Tra le scelte del menù segnaliamo a partire dall’aperitivo la scelta tra Tapas di guacamole con cipolle appassite e accompagnata con carpaccio al salmone; Tapas con polpo rosticciato su vellutata di cannellini al rosmarino; tapas con tonno al vapore e salsa argentina; ceviche di gambero rosa con passion fruit e chips di platano.

Tra i primi una grande varietà di rivisitazioni fatte dallo chef come il Tagliolino di grano saraceno con tonno, pomodoro secco e menta al profumo di lime.

La scelta dei secondi di pesce cade su una frittura di calamari servita con guacamole e una catalana d’astice con riduzione al vino barolo, il pescato del giorno e poi i crudi le tartare del giorno i carpacci, ostriche Gillardeau, gamberi rossi di Mazzara e scampi di Sicilia, tartufi, fasolari tutti di provenienza mediterranea.

La ciliegina sulla torta oltre ai classici un nuovo e originale dessert pensato per l’Harbour dallo chef, la pera cotta a bassa temperatura con sorbetto alla pesca e noce di polvere caramellata.

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TUTTOFOOD E HOSTMILANO: IL FOOD & L’OSPITALITÀ PROFESSIONALE DA OGGI INSIEME A FIERA MILANO

TUTTOFOOD, la fiera agroalimentare aperta da oggi 22 e fino al 26 ottobre a Fiera Milano, con l’offerta merceologica più completa in Italia, che abbraccia tutte le filiere del Food & Beverage, insieme a HostMilano, già leader indiscussa, rappresentano un appuntamento unico e irrinunciabile per tutti gli addetti ai lavori, una forte piattaforma di networking di caratura internazionale a disposizione dei protagonisti delle filiere.

“In questo momento è necessario agire in modo sinergico e trasversale anche nel settore fieristico – afferma Carlo Bonomi, Presidente di Fiera Milanole manifestazioni professionali devono rimanere al fianco delle imprese, aiutandole ad essere sempre più competitive in un mercato dove l’innovazione e l’internazionalizzazione oggi, più che mai, rappresentano elementi fondamentali per la ripresa dei settori economici oltre che per l’intero sistema-Paese”. “Consapevoli della centralità delle nostre manifestazioni vogliamo trasformare le incertezze di questo momento in opportunità – afferma Luca Palermo, Amministratore Delegato di Fiera Milano – la contemporaneità delle due manifestazioni, fortemente connesse, consentirà l’arricchimento dell’intero sistema del Food e dell’Hospitality e Milano si confermerà, ancora una volta, hub internazionale di interscambio e facilitatore di occasioni di incontro e di opportunità di business tra le filiere”.

Un valore complessivo di 575 miliardi di euro quello registrato nel 2021 dal fatturato del mercato agroalimentare italiano con un incremento del 7% rispetto al 2020 che porta il cibo a diventare, di fatto la prima ricchezza del nostro Paese. È quanto emerge dall’analisi della Coldiretti diffusa proprio in occasione dell’inaugurazione di Tuttofood. Coldiretti e Filiera Italia sono presenti in uno spazio innovativo nel Padiglione 18 – L01-L25 dove è stata allestita la prima esposizione delle invenzioni destinate a rivoluzionare l’alimentazione degli italiani, con una decisa svolta verso la sostenibilità nei più diversi ambiti, dal clima all’ambiente, dalla salute alla tecnologia. Nel secondo anno del Covid la filiera agroalimentare tricolore ha dimostrato una elevata capacità di resilienza, con un incremento del fatturato che accomuna agricoltura, industria e grande distribuzione, mentre la ristorazione ricomincia crescere dopo un 2020 disastroso. Internazionalizzazione, sarà la parola d’ordine per la ripresa che farà da “motore” alle rassegne Host, Tuttofood e Meat-Tech (evento dedicato alle tecnologie per la lavorazione delle carni e i piatti pronti), che si svolgeranno in contemporanea (il motto sarà, infatti, “better together”).

Il calendario di eventi proporrà per 4 giornate il connubio tra mozzarella Dop, pasta di Gragnano Igp e piatti di ogni parte del mondo. Si comincerà oggi con una specialità africana, tipica delle Mauritius: la pasta gragnanese sarà inserita nel tradizionale sugo di Dhal Puri con mazzancolle, curry e melanzane. Il 23 ottobre si vola in Argentina con delle empanadas rivisitate con mozzarella campana, pancetta e friarielli. Ancora il 24 ottobre si passa in Armenia, nel continente asiatico, con un piatto che esalta una tecnica di cottura del posto, il pilaf, solitamente abbinata al riso, ma che stavolta sarà proposta con pasta di Gragnano e mozzarella di bufala. Infine il 25 ottobre si torna in Europa, in Albania, dove il tradizionale “Pastiçe” sarà realizzato con pasta di Gragnano e Bufala Dop.

L’omaggio internazionale al World Pasta Day si celebrerà anche di ricette della più gustosa tradizione mediterranea, come gli “Ziti mezzani alla Genovese e crema di ricotta di bufala Campana DOP” e i “Maccheroncini con polpettine di vitello, mozzarella di bufala Campana DOP e sugo di pomodoro” preparati live dallo chef Giuseppe Daddio nella MozzaMobile.

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A Roma: “Molto” il ristorante italiano a casa tua

Roma – Con il nuovo sito moltoacasatua.it puoi portare il tavolo del ristorante italiano “Molto” nella tua casa! Potrai organizzare il tuo pranzo e la tua cena in casa ordinando non solo i piatti dal menù, ma anche completando l’esperienza con i servizi come i setting per la tavola, le decorazioni floreali e il personale di servizio.

Il ristorante festeggia così il lancio del sito MOLTOACASATUA.IT, un progetto che si è rivelato indispensabile e lungimirante per la sua affezionata community, un supporto fondamentale all’operatività del ristorante che resta aperto al pubblico nella fascia pranzo mentre la sera si trasforma in asporto o consegna a domicilio entro un raggio di 5 chilometri (al di fuori dei quartieri serviti si possono comunque concordare delle consegne speciali).

Il noto brand romano ha attivato un esclusivo servizio gestito internamente per far rivivere a 360 gradi l’atmosfera di Molto nelle proprie abitazioni. Senza uscire di casa basterà un click per organizzare la tavola di viale Parioli tra le mura domestiche ordinando non solo piatti dal menu tradizionale o da quello benessere, ma includendo anche una serie di servizi extra come l’acquisto dei singoli ingredienti e dei vini oppure la possibilità di ricevere setting completi per la tavola comprese le tovaglie di lino, la posateria originale del ristorante e persino le composizioni floreali , il personale di servizio o addirittura avvalersi di un personal chef. Le portate spaziano dall’antipasto al dolce e variano periodicamente in base alla disponibilità e alla stagionalità della materia prima fino a coinvolgere l’utente in una vera e propria experience ai fornelli di casa propria. Infatti per chi volesse indossare il grembiule da cucina sono stati pensati dei kit di ingredienti da assemblare seguendo le video ricette di Molto , pubblicate settimanalmente su social come instagram @moltoitaliano, oltre che sul canale you tube Molto Italiano.  Alla voce Emporio e Alimentari è possibile ordinare pasta, formaggi, sottolio, confetture, sughi e condimenti con linee made in Italy tra cui le selezioni della ditta Agnoni, Gerardo di Nola, i prodotti del caseificio Mamma Maremma, nonché la bottarga di Cabras Spanu, l’olio 100% Nocellara del Belice imbottigliato per Molto a Trapani dalla ditta Geraci. Oltre alla cantina da cui ordinare bottiglie italiane, a esclusione della voce degli Champagne e dei distillati, è possibile richiedere un sommelier per accompagnare il percorso degustazione di abbinamento piatto-vino. Tra i piatti best seller che potrete ricevere a casa i gamberi croccanti con maionese agli agrumi o il girarrosto con il pollo nero di Borgogna, la sua versione ruspante, il maialino da latte o l’anatra, e una speciale sezione denominata “benessere” con piatti a basso contenuto calorico preparati sempre dallo chef Paolo Castrignano.

Arp Food & Hospitality srl è la societa’ che ha ideato e gestisce Il marchio Molto Italiano.

Il progetto nasce dalla volontà dei suoi ideatori, Lorenzo e Marco Bassetti, di coniugare stile e cucina del territorio e si concretizza nel 2006 con l’apertura del primo ristorante in Viale Parioli.

Sempre facente parte del Gruppo è la divisione Molto Ricevimenti, naturale evoluzione di Molto Ristorante. Con questa nuova iniziativa, Arp Food & Hospitality intende trasferire all’esterno la sua idea di ospitalità condividendo con i clienti la passione per il cibo, l’arte e la cucina della tradizione.

Ogni aspetto dell’evento viene curato in tutti i suoi dettagli. Dalla fornitura e somministrazione di cibo, agli allestimenti e alla ricerca della Location, l’obiettivo è analizzare le esigenze del cliente attraverso consulenze e soddisfarle sotto ogni aspetto.

Il Ristorante Molto nel quartiere romano dei Parioli da 14 anni si distingue per l’italianità dei suoi piatti e la convivialità che caratterizza i diversi ambienti. Uno spazio destinato a essere quel luogo di incontro ideale che è poi diventato nel tempo, tra un accogliente dehors esterno e le calde sale interne, un indirizzo apprezzato soprattutto per aver mantenuto un approccio ristorativo differente valorizzato da materie prime italiane d’eccellenza.

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S.PELLEGRINO YOUNG CHEF 2020

Milano – Sono in corso in tutto il mondo le finali regionali dell’edizione 2020 di S.Pellegrino Young Chef, il progetto di scouting internazionale che promuove l’ingresso dei giovani talenti nella comunità gastronomica globale.

Fino a dicembre i finalisti delle 12 regioni[1] che nel mondo hanno superato le selezioni si sfideranno con l’obiettivo di essere i protagonisti della competizione per il titolo internazionale in programma a maggio 2020.

Per la prima volta dal 2015, anno di esordio della competizione, l’Italia partecipa ad una selezione regionale che prevede il coinvolgimento di finalisti in arrivo da Paesi diversi: Croazia, Romania e Slovenia. Un’occasione unica per i giovani chef – ma anche per la comunità gastronomica che parteciperà alle varie fasi della gara – di scoprire o approfondire la conoscenza di culture culinarie diverse, interpretate con uno sguardo aperto sul futuro.

Tra le novità della nuova edizione, l’opportunità per i finalisti regionali di essere affiancati da un mentore, uno chef di esperienza con cui confrontarsi per perfezionare l’appeal della ricetta ed esprimersi in modo autentico e originale, ma non solo. Se è vero che la cucina è un movimento pulsante che va oltre il buon cibo, il dialogo con i mentori sarà anche un’occasione per comprendere il ruolo della gastronomia come forza trasformatrice e motore per il cambiamento.

Questi i mentori scelti dai giovani chef in gara alla finale regionale in programma a Milano il prossimo 21 ottobre:

  •  Riccardo Camanini, chef del ristorante stellato Lido 84 di Gardone Riviera (BS) – 1 stella Michelin, sarà il mentore di Alessandro Bergamo – sous chef del Ristorante Cracco di Milano – 1 stella Michelin, il cui signature dish sarà “Meglio un uovo oggi o una gallina domani?”
  •  Gabriele Bonci, maestro dei lievitati, sarà accanto a Tommaso Tonioni, a lungo al fianco di Anthony Genovese al Pagliaccio di Roma – 2 stelle Michelin, che presenterà il signature dish “Lol “eel” pop – beach honey & lake’s potatoes”
  •  Davide Maci, chef del The Market Place di Como, sarà accanto al suo sous chef Davide Marzullo, che presenterà come signature dish “Aubergine in black tie”
  • Francesco Nunziata, Resident Executive Chef di ATTIMI by Heinz Beck Milano City Life, sarà il mentore del suo sous chef Antonio Romano, che proporrà il signature dish “Roma locuta”
  • Alessandro Rapisarda, patron del Casa Rapisarda di Numana (AN) e vincitore della finale italiana di S.Pellegrino Young Chef nel 2016, sarà il mentore di Luca Natalini – chef di Autem by Luca Natalinidi Langhirano (PR), il cui signature dish sarà “Pasta in bianco”
  • Vincenzo Dinatale, chef de la Maison du Gourmet di Parma e finalista italiano dell’edizione 2018 di S.Pellegrino, seguirà la sua chef de partie Maria Chiara Brannetti, che presenterà il signature dish “Rabbit, oyster and artichoke”
  • Adrian Hadean, chef rumeno, sarà il mentore di Diana Theodora Draghici – Chef di Meatic by Adi Hadean, Bucarest (Romania); il suo signature dish sarà “Birth of a memory
  • Luka Košir, chef sloveno del Gostišče Grič di Horjul, sarà il mentore di Jakob Pintar – Chef diTabar Restaurant, Lubiana (Slovenia) che proporrà “Alpin ostrich” come signature dish
  • Cezar Munteanu, chef rumeno, sarà il mentore di Roxana Blenche – sous chef di Chef Cezar Munteanu Consultingdi Bucarest (Romania); il suo signature dish sarà “Sheltering under the shadows of the passing autumn the wild spring coming with the smell of confit duck leg”
  • Tvrtko Šakota, chef croato del ristorante Nav di Zagabria, sarà il mentore di Deni Srdoč– Chef del Draga di Lovrana, Lovran (Croazia) – 1 stella Michelin, che presenterà il signature dish “Heritage lamb from family farm”.

Le ricette elaborate dai giovani talenti in gara, perfezionate con l’aiuto dei mentori, saranno valutate da una prestigiosa giuria internazionale composta dagli italiani Pino Cuttaia (La Madia – Licata, 2 stelle Michelin), Matias Perdomo (Contraste – Milano, 1 stella Michelin), Antonia Klugmann (Argine a Vencò – Dolegna del Collio, 1 stella Michelin), Marianna Vitale (Sud – Quarto, 1 stella Michelin), dalla croata Ana Grgić (Zinfandel’s Restaurant – Zagabria), dalla rumena Oana Coantă (Bistro de l’Arte – Brasov) e dallo sloveno Janez Bratovž (JB Restavracija – Lubiana).

Agli chef mentori, spetterà infine il compito di valutare chi, tra gli chef in gara, si aggiudicherà il titolo di Acqua Panna Award for Connection in Gastronomy, ideato per valorizzare il piatto che più di ogni altro saprà interpretare con efficacia e gusto contemporaneo la relazione e l’incontro fra culture.

[1] L’Italia è stata quest’anno inserita nella regione Italia e Sud Est Europa, che raggruppa 12 paesi di questa zona geografica: Albania, Bosnia Erzegovina, Bulgaria, Croazia, Macedonia, Montenegro, Romania, San Marino, Serbia, Slovenia, Vaticano.

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The World’s 50 Best Restaurants 2019: primo il ristorante francese “Mirazur”

Il ristorante Mirazur di Mauro Colagreco si è guadagnato il 1° posto sul podio dei The World’s 50 Best Restaurants 2019.

Il Mirazur, sito a Mentone (Francia), è stato nominato The World’s Best Restaurant 2019, sponsorizzato da S.Pellegrino & Acqua Panna.  La lista del 2019 include ristoranti situati in 26 Paesi di tutto il mondo e presenta 12 ristoranti esordienti e 3 che ritornano sulla lista. L’Italia figura con due posizionamenti: il Piazza Duomo di Enrico Crippa a Alba al No.29 e Le Calandre di Max e Raffaele Alajmo a Rubano al No.31

• Il Noma, sito a Copenaghen (Danimarca), è stato annunciato come Highest New Entry, facendo il suo debutto nella lista alla posizione No.2 nella sua nuova incarnazione
• L’Azurmendi, sito a Larrabetzu (Spagna), si aggiudica il Westholme Highest Climber Award,
salendo di 29 posti fino alla posizione No.14
Alain Passard dell’Arpège, sito a Parigi (Francia), è stato votato dai suoi colleghi come
vincitore dello Chefs’ Choice Award, sponsorizzato da Estrella Damm
• Il Den a Tokyo (Giappone), si aggiudica l’Art of Hospitality Award, sponsorizzato da Legle
• Il Schloss Schauenstein, sito a Fürstenau (Svizzera), si porta a casa il Sustainable Restaurant Award

Tra i vincitori dei premi speciali già annunciati che hanno ricevuto tali riconoscimenti alla cerimonia, vi sono:

Daniela Soto-Innes, chef residente a New York, vincitrice del The World’s Best Female Chef Award 2019
Jose Andres, chef e filantropo spagnolo, premiato con il primo American Express Icon Award
• Il ristorante italiano Lido 84, vincitore del Miele One To Watch Award 2019
Jessica Prealpato, chef francese, nominata The World’s Best Pastry Chef 2019, sponsorizzata da Sosa
• Il giovane chef canadese Andersen Lee, a cui è stata assegnata la 50 Best BBVA Scholarship

Le stelle del mondo della ristorazione si sono riunite questa sera (25 giugno 2019) per la premiazione dei The World’s 50 Best Restaurants 2019, sponsorizzati da S.Pellegrino & Acqua Panna, tenutasi presso il Marina Bay Sands a Singapore. L’evento di quest’anno ha visto 26 paesi dei cinque continenti premiati con un posto nella lista. L’evento è culminato con l’annuncio di un nuovo No.1, quando lo chef Mauro Colagreco è salito sul palco per ritirare il doppio premio per il suo ristorante Mirazur, a Mentone (Francia), in quanto The World’s Best Restaurant 2019 e The Best Restaurant in Europe 2019.
Subentrando alla posizione No.1, al posto dell’Osteria Francescana, ascesa al gruppo Best of the Best nella hall of fame, il Mirazur ha scalato la cima dalla posizione No.3 nel 2018. Nel 2017 il ristorante si era classificato al 4° posto nella lista. Il Mirazur di Colagreco è affiancato sul podio dal Noma (No.2) a Copenaghen (Danimarca) e dall’Asador Etxebarri (No.3) ad Atxondo (Spagna).

Il riconoscimento conferito al Mirazur, situato su una Costa Azzurra mozzafiato, è una testimonianza dell’amore che lo chef Colagreco nutre per i prodotti locali, la maggior parte dei quali sono coltivati nel giardino a tre piani del ristorante, a pochi metri dalla sala da pranzo.

William Drew, il direttore dei contenuti di The World’s 50 Best Restaurants, ha commentato: “Quest’anno siamo entusiasti di vedere il Mirazur aggiudicarsi il primo posto, dopo essere salito dal posto No.35 nella classifica dal suo debutto nella lista dei The World’s 50 Best Restaurants nel 2009. Assistere al suo progresso è stato fantastico. Questo è stato un anno di crescita meravigliosa per l’intera lista, con così tante nuove entrate da tutti gli angoli del mondo. Siamo altrettanto lieti di dare il benvenuto ai sette ristoranti che in precedenza hanno occupato la posizione No.1 nella nuova categoria Best of the Best“.

L’Italia è rappresentata nella lista di quest’anno da due ristoranti, oltre che il Lido 84, vincitore del premio Miele One To Watch 2019 e posizionatosi nella lista estesa al No.78. Piazza Duomo ad Alba si posiziona al No.29, mentre solo due posti più in basso si trova Le Calandre di Rubano. L’Osteria Francescana, che nel 2018 vinse il titolo di The World’s Best Restaurant, è quest’anno ascesa alla categoria Best of the Best con gli altri sei ristoranti che hanno raggiunto la posizione No.1 nella storia della lista. Lo chef Massimo Bottura, presente la sera della celebrazione, ha anche partecipato agli eventi #50BestTalks: Kitchen Karma, presentato da Miele, e al Food Meets Future, un evento sul futuro della gastronomia organizzato in occasione del 120° anniversario dello sponsor principale S.Pellegrino.

La Spagna è in prima linea con i suoi sette ristoranti presenti nei The World’s 50 Best Restaurants, di cui tre nella top 10: l’Asador Etxebarri (No.3), il Mugaritz (No.7), e il Disfrutar (No.9). Fuori dalla top 10 per poco, l’Azurmendi (Larrabetzu) ha saltato 29 posti fino ad arrivare al No.14 per vincere il Westholme Highest Climber Award 2019. Anche la Francia è rappresentata da cinque ristoranti di tutto rispetto che figurano nella top 50, tra cui l’Arpège (No.8), il Septime (No.15), l’Alain Ducasse au Plaza Athénée (No.16), l’Alléno Paris au Pavillon Ledoyen (No.25), così come il Mirazur.

Gli Stati Uniti contano sei ristoranti nella lista, tra cui il Cosme (No.23), guidato dal The World’s Best Female Chef 2019, Daniela Soto-Innes, e due nuove entrate: l’Atelier Crenn (No.35) e il Benu (No.47), entrambi a San Francisco (California).
Quest’anno la Danimarca vanta due dei primi cinque riconoscimenti per la nuova incarnazione del Noma (No.2) e per il Geranium (No.5), entrambi siti a Copenaghen. Anche il Perù è tra i primi dieci posti nella lista con ristoranti di Lima, tra cui vi sono il Central (No.6), ancora una volta votato come The Best Restaurant in South America, e il Maido (No.10). Il Messico vanta anche due posti al vertice della lista, tra cui il Pujol (No.12), nominato The Best Restaurant in North America, e il Quintonil (No.24), entrambi siti a Città del Messico. Anche il Regno Unito, l’Italia, il Giappone, la Cina, la Thailandia e la Russia sono rappresentati da due ristoranti nella lista.

Alain Passard dell’Arpège di Parigi (No.8) vince il Chefs’ Choice Award, sponsorizzato da Estrella Damm. Il prestigioso riconoscimento viene votato dai migliori chef del mondo presenti nella lista e assegnato a un collega che abbia ricoperto un ruolo decisivo nel mondo della ristorazione nell’ultimo anno. Il premio The Art of Hospitality Award, sponsorizzato da Legle, viene assegnato al Den di Tokyo (No.11). Il ristorante è molto apprezzato per il suo approccio olistico nel servire gli ospiti, dal momento in cui si siedono a tavola fino al momento in cui concludono il loro pasto. Tra i ristoranti asiatici vi sono anche il Gaggan (No.4) di Bangkok, nominato The Best Restaurant in Asia, e l’Odette (No.18) dalla città ospitante di Singapore. Il The Test Kitchen (No.44), sito a Città del Capo, è stato nominato The Best Restaurant in Africa.

Il Schloss Schauenstein, sito a Fürstenau, Svizzera (No.50), si aggiudica il Sustainable Restaurant Award 2019. Questo premio è stato aggiudicato attraverso un’ispezione indipendente condotta dalla Food Made Good Global, divisione internazionale della Sustainable Restaurant Association, che valuta le strutture nella lista di 120 ristoranti che si auto-nominano per il premio sulla base di criteri di sostenibilità stabiliti.

Nuovo per il 2019, l’American Express Icon Award è stato conferito allo chef e filantropo spagnolo José Andrés, residente negli Stati Uniti. Questo prestigioso riconoscimento celebra un personaggio che ha apportato un contributo eccezionale al mondo della ristorazione nel corso della propria carriera fino a oggi, la cui portata va ben oltre l’ambito culinario. Jessica Préalpato, capo pasticciere presso l’Alain Ducasse au Plaza Athénée (No.16) a Parigi, riceve il The World’s Best Pastry Chef Award, sponsorizzato da Sosa. L’etica innovativa di Préalpato si basa sulla creazione di dolci naturali con prodotti di stagione dal sapore deciso, ma a basso contenuto di zuccheri
e grassi.

Infine, il Lido 84 a Gardone Riviera (Italia) si aggiudica il Miele One To Watch Award, premio che celebra una stella nascente tra i ristoranti di tutto il mondo presenti nella classifica ampliata, un ristorante che possiede il potenziale per fare la differenza nelle classifiche dei prossimi anni. Adesso è al 78° posto, ma chissà dove arriverà nelle classifiche future.

Il processo di votazione La lista dei The World’s 50 Best Restaurants viene aggiudicata in modo indipendente dalla società di consulenza professionale Deloitte. Questo controllo assicura la protezione dell’integrità e dell’autenticità della votazione e della lista dei The World’s 50 Best Restaurants 2019 che viene così creata. La lista è votata da oltre 1000 esperti internazionali del settore della ristorazione e da gourmet che hanno viaggiato molto che formano la The World’s 50 Best Restaurants Academy. L’Academy comprende 26 regioni separate nel mondo, e ognuna ha 40 votanti con un presidente. Nessuno degli sponsor dell’evento ha alcuna influenza sulla votazione.

Best of the Best
I ristoranti d’élite classificatisi al 1° posto (sotto elencati) hanno dimostrato di gran lunga il proprio valore e adesso saranno riconosciuti per sempre come mete culinarie nella Best of the Best hall of fame. Gli chef e ristoratori che hanno portato i loro ristoranti in cima alla lista hanno espresso la volontà di investire nel futuro del settore e “ripagare” il mondo della ristorazione attraverso nuovi progetti e iniziative.

La famiglia di 50 Best include anche Latin America’s 50 Best Restaurants, Asia’s 50 Best RestaurantsThe World’s 50 Best Bars, Asia’s 50 Best Bars e le serie #50BestTalks e 50 Best Explores, tutte di proprietà della William Reed Business Media e da essa gestite.

I seguenti ristoranti sono stati nominati No.1 nei The World’s 50 Best Restaurants dalla nascita della lista e quindi non potevano ricevere voti nel 2019 o successivamente:
El Bulli (2002, 2006-2009)
The French Laundry (2003-2004)
The Fat Duck (2005)
Noma – sede originaria (2010-2012, 2014)
El Celler de Can Roca (2013, 2015)
Osteria Francescana (2016, 2018)
Eleven Madison Park (2017)

RED






La cucina é Donna

Roma – Uno dei locali storici in via di Torre Argentina è stato trasformato in Mercerie da Igles Corelli , famoso Chef italiano che nella sua lunga carriera è stato premiato di ben 5 stelle Michelin.
Igles Corelli è ammirato per il suo concetto di cucina circolare che  riassume il detto popolare “non si butta via niente”. Lo racconta nel suo programma “Il gusto di Igles” sul canale gastronomico Gambero Rosso .
Così Mercerie da negozio di tessuti è diventato un concept di ristorazione che introduce la cucina stellata nel catering e nello street food.
La brillante idea è stata di   proporre la qualità dei piatti stellati in piccoli assaggi per renderli accessibile a tutti .  Sono state inventate le famose praline, lasagnette e bottoni, pensati per l’asporto o per uno spuntino durante una passeggiata a Roma. Ovviamente si mangia anche direttamente nel locale. Mercerie è composto da due piccole sale arredate con classe.
Il simpatico bartender, Stefano Nicola Fenu è il nuovo volto al bar . La sua professionalità si vede e si sente nei ottimi   signature cocktail, come quello  piacevolissimo a base di vodka che adirittura cambia colore mentre va servito.
La proposta culinaria si è arricchita con l’arrivo della brigata in cucina tutta al femminile.  Elisa Cutellè e Stefania Lanotte sotto la guida della bravissima Viviana Marrocoli  sfornano nuovi piatti, eleganti rivisitazioni di tradizione romana , ma anche napoletana. Una delle lasagnette, quella  al nero di seppia ripiena di baccalà mantecato è invenzione di Viviana dedicata alla sua  Napoli. Polpo abbinato al carciofo con gelato di carciofo è un’altra delle nuove specialità.
Viviana, la giovane lady chef di vasta esperienza sia in Italia che all’estero, è appassionata di panificazione. Giornalmente 5-6 tipi di pane, fatti rigorosamente con la farina macinata a pietra, escono dalla cucina di questo piccolo ristorante.
La cucina é DONNA”  – è il motto di Viviana Marrocoli. Anche i migliori Chef hanno imparato la cucina dalla mamma o dalla nonna.  Avete mai sentito dire “ho imparato cucinare dal mio nonno ” ? , ribatte lei con suo splendido sorriso. Viviana  è fiera della fiducia, pienamente meritata,  che ha avuto dal grande Chef per poter dirigere non solo questo locale,  ma anche altre attività legate al progetto Mercerie per tutta l’Italia. Comunque è sempre fiduciosa che le Lady Chef avranno sempre  più importanza nella enogastronomia Italiana e anche mondiale. Purtroppo la vita privata delle lady chef spesso risente degli orari sacrificanti . Ma questo succede anche ad altre donne in carriera. Speriamo che in futuro i uomini possano apprezzare maggiormente gli enormi sforzi delle donne di riuscire nelle loro professioni senza farglielo pesare .

Irina Raskina




A IDENTITÀ GOLOSE 2019 S.PELLEGRINO PREMIA FRANCESCO VINCENZI

Il giovane chef a capo della brigata de La Franceschetta di Modena ha ricevuto da Elisabetta Bracci, Marketing Manager Sanpellegrino, il premio Vent’Anni, da sempre attribuito dalla redazione di Identità Golose al più promettente chef under 30.

Milano – S.Pellegrino ribadisce il suo impegno nella promozione dei giovani talenti della gastronomia internazionale in occasione del congresso Identità Golose, che fin dalla sua nascita rappresenta luogo e momento di incontro e scambio tra i principali protagonisti del settore.

Durante la quindicesima edizione del Congresso, S.Pellegrino ha attribuito a Francesco Vincenzi, a capo della brigata de La Franceschetta di Modena, il premio Vent’Anni, il riconoscimento riservato da sempre dalla redazione di Identità Golose allo chef italiano più promettente tra coloro che non hanno ancora compiuto 30 anni.

Emiliano, classe 1992, Francesco è lo chef della Franceschetta. La sua formazione nelle cucine dell’Osteria Francescana gli ha permesso di fare sua la cura per gli ingredienti, assieme alla passione che lo spinge a una costante ricerca. Con la supervisione di Massimo Bottura, segue lo sviluppo di un menù ricco di suggestioni che racconta la cucina emiliana tanto quanto le sue esperienze di viaggio, immediatamente riconoscibili e senza preconcetti, che pongono sempre al centro l’esperienza degli ospiti.

Il premio Vent’anni rappresenta l’impegno di S.Pellegrino verso le future generazioni di chef, impegno che di anno in anno si rinnova nella cornice del congresso Identità Golose e che trova la sua principale manifestazione in S.Pellegrino Young Chef, il progetto internazionale che promuove l’ingresso e l’affermazione dei giovani chef all’interno del panorama gastronomico globale.

Il progetto, che quest’anno giunge alla quarta edizione, ha avuto il merito di costruire, nelle precedenti edizioni, un solido network che ha coinvolto e coinvolge tuttora numerosi chef provenienti da tutto il mondo, rappresentando un’importante occasione di crescita e visibilità professionale per i ragazzi che partecipano alla competizione.

A testimonianza dell’impegno di S.Pellegrino in questo progetto, sono saliti sul palco dell’Auditorium di Identità Golose 2019 Paolo Griffa, Alessandro Rapisarda e Edoardo Fumagalli, i finalisti italiani delle prime tre edizioni, che hanno portato la loro testimonianza: Paolo Griffa è oggi Executive Chef del ristorante Petit Royal del Grand Hotel Royal di Courmayer; Alessandro Rapisarda ha aperto, la scorsa primavera, il suo ristorante Casa Rapisarda a Numana; infine Edoardo Fumagalli è alla guida della cucina della Locanda del Notaio di Pellio Intelvi, una stella Michelin.

RED




Gran Gala’ Vitis 2018

Всё больше наших соотечественников в Италии идут учиться на курсы сомелье и выбирают для себя эту профессию, которая даёт большую возможность трудоустройства . Благодаря престижности итальянских курсов , в частности  Ассоциации Итальянских Сомелье AIS , и за границей найти работу по профессии гораздо легче. AIS является одной из самых авторитетных ассоциаций этой категории. Она активна с 1965 года. Президент Ais Италии Antonello Maietta сам живёт в Римини , регион где много наших соотечественников . Филиалы AIS по всей стране , организуют, помимо курсов семинаров , многочисленные дегустации вин. Трудно не заразиться увлечением вином , даже если ты не собираешься стать профессиональным сомелье, увлекателен весь процесс производства вина , но особенно его дегустация.
AIS Lazio является региональным филиалом очень активным в Риме и регионе Лацио . На организованные AIS  мероприятия, включая тематические дегустации вин, приходят как и владельцы ресторанов в поисках интересных вин для своих заведений, так и просто любители хорошего вина .
 Раз в год ассоциация проводит Гала Ужин в Grand Hotel Palazzo della Fonte , лучшем отеле города Фьюджи (Fiuggi) , одного из самых известных курортов региона Лацио. Всемирно известная своими лечебными свойствами  вода Fiuggi, привлекает большое количество наших соотечественников.
Гала Ужин из местных деликатесов сопровождался 34 винами премированными AIS Lazio , обслуживание гостей вечера осуществляли лучшие сомелье ассоциации.
В этом году на Gran Gala’ Vitis 2018 были премированы лучшие представители  эногастрономической жизни южной части региона Lazio . PREMIO VITIS 2018 – главный приз , заслуженно получил Chef Mario Quattrociocchi  главный шеф-повар ресторана Domus Hernica из города Veroli . Премия Персонаж Года (Personaggio dell’Anno ) – Giovanni Terenzi – местный производитель знаменитого вина Cesanese del Piglio из одноимённого местного вида винограда . Его лучшее вино Velobra  , получило награды всевозможных винных выставок, а его сын Armando Terenzi продолживший семейную традицию, является президентом ассоциации производителей этого вина.
Вот список всех номинаций этого года:
PREMIO VITIS 2018: chef Mario Quattrociocchi
– Degustazione AIS dell’anno:   Cantine Lunae della famiglia Bosoni;
– Socio AIS Frosinone dell’anno: Annamaria Rea e Loreto Capuano;
– Formazione e Didattica : Francesco Guercilena;
– Azienda dell’anno: Pasticceria Simone Dolcemascolo
– Personaggio dell’anno: Giovanni Terenzi;
– Interpretare il territorio: Luigi Neglia Ristornate La Stella;
– Comunicare il Territorio: Maurizio Turriziani;
– L’arte del comunicare: Giuseppe Cerasa
Ирина Рас