Vladimir Putin ha parlato con gli imprenditori italiani di investimenti e cooperazione tra Russia e Italia

Nel formato di videoconferenza si è svolto l’incontro di Vladimir Putin con i dirigenti delle grandi aziende italiane. Sono state discusse la cooperazione economico-commerciale e d’investimento tra la Russia e l’Italia, le prospettive dell’ulteriore allargamento dei legami d’affari. Alla conferenza ha preso parte anche il presidente della Camera di Commercio italo-russa, dott. Vincenzo Trani. Hanno preso parte i ceo di 16 grandi aziende italiane, riuniti in collegamento con dall’hotel Principe di Savoia a Milano e dal St Regis a Roma, inclusi Marco Tronchetti Provera, amministratore delegato di Pirelli, Francesco Starace, ceo di Enel, Guido Barilla, presidente del gruppo alimentare di famiglia, Andrea Orcel, ceo di Andrea Orcel, e Gabriele Galateri, presidente delle Assicurazioni Generali. Assenti, anche se invitati, i manager di Eni, Snam e Saipem. Il governo italiano avrebbe chiesto alle società partecipate di dare forfait, ma solo l’Eni ha ammesso di aver rinunciato «alla vigilia» dell’evento.

Qui di seguito il suo discorso e il VIDEO integrale dell’intervento del presidente russo, Vladimir Putin:

Vladimir Putin: Egregi colleghi, buongiorno!

Sono molto lieto di avere la possibilità di vedervi – gli imprenditori leader italiani, nostri colleghi e amici.

Ci siamo visti nell’ottobre 2018 ed allora abbiamo avuto un colloquio costruttivo sulle prospettive dello sviluppo dei legami economico-commerciali e d’investimento tra Russia e Italia. Molte delle vostre utili raccomandazioni sono state prese in considerazione nel nostro lavoro quotidiano sulla formazione del clima favorevole per la crescita e lo sviluppo dell’ambiente economico, perfezionamento della gestione aziendale e, ovviamente, sul miglioramento del clima d’affari di cui ho appena parlato, compreso il contesto dell’attrazione degli investimenti dall’estero.

Certo, causa pandemia di coronavirus, i contatti di lavoro sono stati ostacolati, ed in generale la situazione volatile nell’economia globale, ovvio, non ha contribuito alla realizzazione di nuovi progetti ed iniziative. Però possiamo constatare con soddisfazione che i nostri Paesi sono riusciti a conservare la cooperazione nel settore economico ad un livello abbastanza alto. Negli undici mesi dell’anno scorso il commercio bilaterale è cresciuto del 53,8% fino a 27,5 miliardi di dollari. Credo anche che alla fine del conteggio molto probabilmente questo indice supererà la soglia di 30 miliardi di dollari.

Oggi, egregi colleghi, propongo di concentrare la nostra discussione sui temi che preoccupano voi – nostri colleghi, investitori, imprenditori che lavorano in Russia e che sono interessati nell’allargamento dei legami commerciali con il nostro Paese, discutere le questioni più incalzanti della cooperazione economica russo-italiana.

Vorrei sottolineare in particolare che noi consideriamo l’Italia uno dei principali partner economici. Il vostro Paese occupa il terzo posto tra gli stati dell’Unione Europea per il livello degli scambi commerciali con la Russia. Gli investimenti delle aziende italiane nell’economia russa ammontano a circa 5 miliardi di dollari, e gli investimenti russi in Italia sono stimati di circa 3 miliardi di dollari.

Con grande rendimento funziona la piattaforma di investimenti russo-italiana creata con la partecipazione del Fondo degli investimenti diretti nel 2019 per il finanziamento dei grandi progetti comuni ad alta intensità di capitale.

Adesso in Russia lavorano circa 500 strutture di business italiane. Lo spettro dei settori in cui sono presenti è veramente impressionante: energia elettrica, acciaieria, industria petrolifera e petrochimica, produzione di elicotteri, alte tecnologie, complesso di produzione agraria, infrastrutture di trasporti, settore bancario e assicurativo e molti altri.

In particolare siamo soddisfatti dalla cooperazione di successo con le aziende italiane e con le banche nei progetti di grande portata nel settore energetico. Intendo “Yamal LNG” nonché “Arctic LNG-2” in cui sono coinvolte più di 60 imprese dall’Italia. I produttori italiani di attrezzature di alta tecnologia sono molto presenti nel progetto “Vostok Oil” che la “Rosneft” sta realizzando al Nord di Russia nella Regione di Krasnoyarsk.

Il nostro Paese è un fornitore affidabile delle risorse energetiche ai consumatori italiani. Nel 2021 Gazprom” ha inviato in Italia 22,7 miliardi di metri cubi del gas naturale, il ciò è significativamente più del 2020. Allora c’erano 20,8 miliardi di metri cubi.

Vorrei evidenziare che le aziende italiane energetiche continuano a lavorare con “Gazprom” su base dei contratti a lungo termine ed oggi hanno la possibilità di acquistare il gas ai prezzi più bassi, direi, molto più bassi di quelli di mercato, di cosiddetti di mercato, in realtà di spot, che sono cresciuti notevolmente sullo sfondo del freddo inverno e del deficit dell’offerta.

Vediamo delle serie prospettive per l’allargamento del partneriato russo-italiano in altri campi d’energia. Prima di tutto si tratta di lavorazione, impiego e commercializzazione dell’energia delle fonti rinnovabili.

L’imprenditoria italiana ha già investito circa 500 milioni di euro nella costruzione degli impianti eolici in tre regioni russe: Regione di Stavropol, Rostov – il Sud di Russia, la Regione di Murmansk al Nord. Sulla base dell’impianto di generazione dal vento di Murmansk verrà prodotto congiuntamente il cosiddetto idrogeno verde per l’ulteriore esportazione nei Paesi d’Europa.

A proposito, negli ultimi tempi la Russia ha intrapreso una serie di passi importanti nel processo di creazione dell’economia a basso tenore di carbonio. In programma – avrete sentito, ed io ho già detto – raggiungere la neutralità carbonica entro il 2060 mantenendo nello stesso tempo sostenibile crescita economica.

La Russia possiede grandi risorse e possibilità tecnologiche che intendiamo utilizzare per lo sviluppo dell’energia “verde”. Nei prossimi anni cominceranno dei progetti pilota nella produzione dell’idrogeno a basso livello dell’emissione di gas serra ed il suo utilizzo nel settore energetico, nei trasporti, nell’industria. Viene realizzato il concetto dell’energia ad idrogeno ed entro il 2035 la Russia può diventare uno dei più grandi produttori ed esportatori mondiali di idrogeno.

Siamo interessati al fatto che gli imprenditori stranieri inclusi quelli italiani si sentino al mercato russo quanto più possibile a loro agio. Intraprendiamo sistematicamente delle misure per migliorare il clima di affari e di investimenti. Un grande contributo a questo dà il Consiglio di consulenza per gli investimenti stranieri presso il Governo della Russia, che già da 26 anni si occupa del perfezionamento delle condizioni per l’imprenditoria.

In Russia si svolgono regolarmente numerosi forum economici internazionali e voi li conoscete tutti: Il Forum di San Pietroburgo, Il Forum Orientale, l’esposizione annuale “Innoprom” a Ekaterinburg ed altri. Le aziende italiane tradizionalmente prendono parte attiva ai loro lavori. L’anno scorso ai margini del Forum di San Pietroburgo è stata organizzata una sessione speciale del dialogo imprenditoriale russo-italiano, invece a “Innoproml’Italia è venuta in qualità del Paese-Partner.

Vorrei menzionare anche che la capitale russa Mosca ha avanzato la propria candidatura ad ospitare l’Esposizione universale mondiale “EXPO-2030”. Certo, sappiamo, stimati colleghi, che anche Roma è la città-candidata. L’Italia ha già svolto tali eventi, è stata padrona dell’Esposizione universale mondiale. Il nostro Paese non l’ha mai fatto malgrado che partecipa da 170 anni e fa parte del movimento internazionale d’esposizione, era presente alla prima “EXPO” a Londra nel 1851. Facciamo gara con voi, facciamo gara.

Egregi colleghi!

Riteniamo, il fattore chiave dell’attrattività d’investimenti della Russia sia la stabilità macroeconomica, al supporto della quale dedichiamo e intendiamo dedicare nel futuro l’attenzione prioritaria.

Vorrei sottolineare che la crisi economica globale provocata dalla pandemia non ha avuto un impatto grave sul nostro Paese in paragone agli altri stati. È stato reso possibile per molti versi grazie all’affidabilità strutturale dell’economia russa. Secondo le stime, come l’esito dell’anno passato il PIL ammonterà a circa 4,5%. La disoccupazione si mantiene ai minimi storici – 4,3%.

Vorrei notare anche, che le aziende operanti nel nostro Paese usufruiscono attivamente dei diversi meccanismi di sostegno. Se ne approfittano siccome noi li offriamo a partner sia nostri che stranieri. Le aziende straniere che hanno localizzato la produzione sul territorio della Russia, ricevono ulteriori benefici, possono usufruire dei benefici fiscali nelle zone “porto franco”, lavorare in base a contratti d’investimento speciali. Oltre a questo a metà dell’anno corrente entrerà in vigore un ordine preferenziale e semplificato del rilascio del permesso di soggiorno agli investitori stranieri.

È ovvio che non contribuisce all’intensificazione dei contatti di lavoro e dei viaggi il fatto che tra la Russia e l’Unione Europea non è terminato fino ad oggi il processo del riconoscimento reciproco dei vaccini e dei certificati di vaccinazione.

A questo punto voglio menzionare la recente ricerca congiunta russa-italiana comparativa sui vaccini, condotta nell’Istituto nazionale di malattie infettive L.Spallanzani, secondo l’esito della quale il vaccino russo “SputnikV” ha dimostrato il titolo più alto di anticorpi neutralizzanti la variante “Omicron” ed ha di nuovo ribadito con questo la propria alta efficienza.

Egregi colleghi!

All’incontro di oggi sono presenti da parte russa i ministri chiave del blocco economico del Governo, nonché i dirigenti di una serie di grandi aziende nazionali. Loro, naturalmente, terranno presenti i problemi che vi preoccupano e saranno con voi in costante contatto per favorire il vostro ulteriore lavoro di successo in Russia.

Passiamo al nostro lavoro, direttamente alla discussione. Vi ringrazio dell’attenzione e con piacere cedo la parola al presidente della Camera di commercio italo-russa, dott. Vincenzo Trani.

Certo, un’altra volta vorrei sottolineare che proprio adesso sono collegati con noi i componenti del Governo della Federazione Russa, miei colleghi, come ho già detto, dirigenti delle grandi aziende – che sono spesso vostri partner. E come la volta scorsa, con piacere passerò la parola a loro durante la nostra discussione. Cosi potrete sentire in prima persona le valutazioni dei vostri colleghi russi sulle prospettive dell’ulteriore sviluppo dei legami economici russo-italiani.

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IL VIDEO INTEGRALE DEL DISCORSO DEL PRESIDENTE RUSSO VLADIMIR PUTIN:




MOSCA: CITTÀ PER IL BUSINESS E GLI INVESTIMENTI

Il 15 novembre, dalle h. 09.00, presso Westin Palace di Milano, si terrà una conferenza economica italo-russa dal titolo “Mosca: città per il business e gli investimenti”, organizzata dal Governo di Mosca e dalla Camera di Commercio Italo-Russa. Nell’ambito della conferenza sarà organizzata una sessione di interventi per parte russa in videocollegamento dall’Hotel St. Regis Nikolskaya di Mosca.

Al centro della conferenza il tema degli investimenti e della cooperazione economica e commerciale tra i due Paesi, in particolare, saranno affrontate le seguenti questioni: opportunità e benefici del rafforzamento delle relazioni commerciali ed economiche bilaterali, attrattiva degli investimenti e progetti prioritari di investimento di Mosca, nonché l’attività dei parchi tecnologici per lo sviluppo della cooperazione internazionale.

All’evento parteciperà una delegazione del Governo di Mosca composta dal Capo del Dipartimento per le Relazioni Economiche con l’estero, Sergey Cheremin, e dai rappresentanti dei diversi dipartimenti del Governo di Mosca: della salute; dei trasporti e delle infrastrutture stradali; di politica industriale e degli investimenti.

A dare il benvenuto alla delegazione russa e alla comunità imprenditoriale italiana saranno Vincenzo Trani, Presidente della Camera di Commercio Italo-Russa; Vladimir Platonov, Presidente della Camera di Commercio e Industria di Mosca (in videocollegamento); Giorgio Starace, Ambasciatore della Repubblica Italiana a Mosca (in videocollegamento); Pavel Dorokhin, Rappresentante Commerciale della Federazione Russa in Italia.

In seguito, interverranno i rappresentanti delle istituzioni e aziende italiane. In questa occasione si terrà la cerimonia di consegna dell’attestato di ringraziamento da parte del Ministro dell’ecologia e delle risorse naturali della Federazione Russa Aleksandr Kozlov alla Sig.ra Ambra Quacchia per il suo contributo nella salvaguardia della flora della Regione di Krasnodar.

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Programma:




A Milano il prossimo 21 settembre il mondo del business italiano incontrerà quello russo

Il prossimo 21 settembre nella cornice dell’Hotel Principe di Savoia del capoluogo lombardo si terrà l’Assemblea Generale dei Soci della Camera di Commercio Italo-Russa. A seguire il Convegno Pubblico “Dall’export alle joint venture: l’importanza della collaborazione tra aziende e regioni italiane e russe”con tavole rotonde dedicate agli strumenti per l’internazionalizzazione a disposizione delle aziende, alla collaborazione tra le Camere di Commercio italiane e russe nonché a metallurgia ed automazione tecnologica (settore di punta dell’interscambio commerciale italo-russo*).

Prestigiose le testimonianze imprenditoriali di successo. Durante l’evento verranno discussi alcuni memorandum di cooperazione tra CCIR e istituzioni e imprese italiane e russe aventi come oggetto la cooperazione e lo sviluppo di opportunità imprenditoriali tra Italia e Russia.

Parteciperanno all’evento un centinaio di rappresentanti di aziende, governi, enti diplomatici ed amministrazioni regionali italiane e russe, nonché di grandi banche e fondi di investimento. Tra i relatori istituzionali, oltre al Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale italiano Luigi di Maio, e del rappresentante del Ministero degli Affari Esteri Russo, parteciperanno l’Ambasciatore d’Italia a Mosca Pasquale Terracciano, l’Ambasciatore della Federazione Russa in Italia Sergey Razov ed il Presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana.

Verrà inoltre data ampia voce alle Regioni russe: per l’occasione arriveranno dalla Russia anche i Presidenti della Camera di Commercio e Industria della Federazione Russa e delle Camere di Commercio del Tatarstan, di Lipetsk e Nizhny Novgorod, pronti a illustrare alle aziende italiane le opportunità di investimento offerte da questi territori.

Come da tradizione, questo evento rappresenta un importante momento di dialogo, confronto e networking, un’occasione importante dal valore aggiunto per le aziende che decidono di associarsi alla nostra organizzazione. In questo periodo storico di incertezza, le aziende sanno che possono guardare alla Camera di Commercio Italo-Russa come ad un punto di riferimento consolidato, una guida nel loro processo di internazionalizzazione sui mercati italiano e russo, e che possono confidare nel nostro know-how e nella fitta rete di collaborazioni e contatti sviluppati in più di cinquant’anni di attività” – ha dichiarato il Presidente CCIR, Vincenzo Trani.

Il Convegno Pubblico sarà trasmesso anche in streaming.

Per maggiori informazioni visita il sito www.ccir.it/assembleasociccir2021/.

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Vaccino anti Covid russo “Sputnik V”: Israele, Ungheria, India e Brasile lo hanno già comprato

Mosca –  Sono ben due i vaccini prodotti e registrati ufficialmente dalla Federazione Russa. Un terzo vaccino, ancora in fase di sperimentazione, dovrebbe essere registrato prossimamente, secondo quanto dichiarato dalle autorità russe.

Il primo vaccino, lo Sputnik V, elaborato dal Centro Gamaleya in collaborazione con il Fondo russo per gli investimenti diretti, era stato registrato lo scorso 11 agosto. Il vaccino prevede l’iniezione di 2 dosi con un intervallo di tre settimane. Complessivamente 40mila volontari hanno preso parte allo studio, di cui 10mila hanno ricevuto un placebo, necessario per testare l’efficacia del vaccino. Alla fine di settembre, il direttore regionale europeo dell’OMS, Hans Kluge, ha ringraziato la Russia per i suoi “eccellenti sforzi profusi nella creazione di un vaccino sicuro ed efficace per la comunità internazionale”.

Il secondo vaccino russo per il coronavirus, denominato “EpiVacCorona”, è stato ufficialmente registrato dal Centro scientifico nazionale di virologia e biotecnologie Vektor di Novosibirsk il 14 ottobre. Lo ha annunciato il presidente della Federazione Russa Vladimir Putin. La vicepremier russa Tatyana Golikova, alla presenza del capo di Stato russo, ha annunciato che il nuovo preparato, sviluppato dal Centro scientifico nazionale di virologia e biotecnologie Vektor di Novosibirsk, risulta essere assolutamente sicuro e ha reso noto che le prime 60.000 dosi dello stesso saranno messe in produzione nel prossimo futuro. Il nuovo vaccino del Centro Vektor contiene frammenti del virus, degli antigeni peptidici sintetici. Grazie ad essi il preparato genera una reazione immunitaria contro il Covid-19 e garantisce lo sviluppo di un ulteriore livello di immunizzazione.

Il terzo preparato, per il quale il 19 ottobre inizierà la seconda fase di sperimentazioni cliniche, è invece in fase di sviluppo presso il Centro per la ricerca e lo sviluppo di farmaci immunobiologici M.P. Chumakov dell’Accademia delle Scienze russa.

L’Hadassah Medical Center di Gerusalemme ha ordinato 1,5 milioni di dosi del vaccino contro il coronavirus “Sputnik V” di fabbricazione russa. A riferirlo sono diversi media israeliani, citando il CEO dell’ospedale, Zeev Rotstein. Secondo il quotidiano Haaretz, l’ospedale ora fornirà al ministero della Sanità israeliano tutte le informazioni rilevanti sul vaccino per ottenere l’autorizzazione per il suo utilizzo. Come citato nel rapporto, Rotstein ha affermato che le paure diffuse dai media riguardo al vaccino non sono fondate e che hanno più a che fare con la lotta globale tra Russia e Stati Uniti piuttosto che con i dati scientifici.

Nel caso in cui il ministero rifiutasse l’autorizzazione, Rotstein ha dichiarato che Hadassah utilizzerà il vaccino nelle sue filiali estere. Secondo l’amministratore delegato, la filiale di Mosca ha già somministrato il vaccino a diversi pazienti e “con ottimi risultati”, come citato nel rapporto.

Qualora l’autorizzazione venisse concessa, invece, lo “Sputnik V” sarà disponibile in Israele tra due o tre mesi al massimo. Ungheria, India e Brasile, invece, lo hanno già comprato.

Vi è infine la testimonianza dell’italiano Vincenzo Trani, presidente della Camera di Commercio italo-russa di Milano e di Mikro Kapital, che ha avuto modo di dichiarare: “Io stesso ho provato il vaccino Sputnik V su me stesso e confermo la sua eccezionale efficienza. Vedo però che anche Israele oltre ad Ungheria, India e Brasile ha comprato il vaccino russo. Non condivido l’atteggiamento attendista del governo italiano guidato da Giuseppe Conte che, oltre a chiudere tutti in casa, resta fermo e dorme. Aspetta il vaccino americano che ancora non si capisce se e quando arriverà, ma intanto cosa accade alla nostra gente ed alla nostra economia ? Non capisco neanche però l’atteggiament della gente che di fatto resta in casa chiusa e zitta” .

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SI RIUNISCE A MILANO IL COMITATO IMPRENDITORIALE ITALO-RUSSO

Si riunirà il prossimo 3 ottobre 2019, dalle 14.30 alle 17.30 a Milano, presso la sede ITA (Italian Trade Agency – ICE), in Corso Magenta, 59 – Sala Pirelli, la XVIIª Sessione del Consiglio di Cooperazione Italo-Russo per la Cooperazione Economica, Industriale e Finanziaria.

L’evento, organizzato congiuntamente dalla la Camera di Commercio Italo-Russa e da ITA (ICE), costituisce per le aziende italiane e russe una preziosa opportunità per segnalare nuove problematiche emerse nei rapporti economici e d’affari tra Federazione Russa e Italia, o per indicare il miglioramento o il peggioramento delle stesse rispetto agli anni precedenti.

Per chiedere di partecipare all’evento si può compilare il form di registrazione on-line ed il questionario di valutazione.

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LA CAMERA DI COMMERCIO ITALO-RUSSA HA UN NUOVO PRESIDENTE

Mosca – La Camera di Commercio italo-russa ha un nuovo presidente, Vincenzo Trani. Di origini napoletane, Trani è presidente della Mikro Kapital Group e fondatore Delimobil. “La Russia mi ha fatto imprenditore e credo nel potenziale che la Russia ha: sono fortemente convinto del suo potenziale di sviluppo”. Lo ha detto il nuovo Presidente della CCIR. “Viviamo in tempi in cui la geopolitica è diventata parte della strategia d’impresa”, ha aggiunto in una riunione a Mosca. “La funzione della CCIR è unica, ma è importante sviluppare il sistema Italia, lavorare insieme e creare sinergie. La Camera di commercio svolge una funzione importante nella creazione di partnership tra i due Paesi. Purtroppo il ruolo non è esente dal creare partnership anche tra i due governi”, ha sottolineato, mettendo in evidenza il ruolo fondamentale che ha oggi la geopolitica nella strategia di impresa.

Nell’ambito della “nostra casa comune europea” qualcuno dice che la Russia non è più un partner essenziale, ma secondo Trani questo non è il sentimento dell’imprenditoria. Sia guardando allo sviluppo dei rispettivi PIL, sia alla luce delle proiezioni: Goldman Sachs prevede che nel 2050 il tenore di vita in Russia supererà quello in Germania e in Italia, ha sottolineato Trani.

Il presidente onorario (ed ex presidente) Rosario Alessandrello, ha detto che la Russia ha tutto l’interesse ad aiutare le imprese italiane sul mercato russo. “La Russia non ha il tessuto” di piccole e medie imprese che ha l’Italia, ma “lo vorrebbe”. Secondo Alessandrello inoltre l’Italia e le sue imprese “non condizionano politicamente” a differenza di altri Paesi come la Germania o il Giappone.

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ROSARIO ALESSANDRELLO (PRESIDENTE CCIR): “RILANCEREMO IL PROGETTO DEL CORRIDOIO VERDE”

Milano – Sono stati presentati oggi, presso la sede del capoluogo lombardo dell’ITA (Italian Trade Agency), i risultati sull’interscambio commerciale fra Italia e Russia 2017-2018, nell’ambito del XVI Comitato Imprenditoriale Italo-russo.

Nonostante uno scenario, allo stato attuale, ancora complesso a causa della proroga del regime sanzionatorio, ciò che è emerso è che le relazioni economiche fra il nostro paese ed il gigante eurasiatico sono migliorate rispetto allo scorso anno, nonostante che la Russia adesso stia guardando più ad est.

Dopo i saluti di Gianluca Lamio, addetto alle relazioni esterne dell’ITA che ha ribadito “l’importanza storica del mercato russo per le aziende del nostro paese”, è emerso uno spaccato molto interessante sullo stato dell’arte dell’attività degli operatori economici italiani nel paese di Tolstoj, così come attestano i questionari somministrati dalla CCIR (Camera di Commercio Italo-Russa) agli imprenditori presenti in Russia. Molte le imprese che, infatti, hanno approfittato delle agevolazioni previste dalle autorità russe per le attività straniere, grazie alle politiche di import substitution ed allo snellimento delle procedure burocratiche.

“Le maggiori criticità – ha osservato il Segretario Generale della CCIR, Leonora Barbiani, commentando i risultati dei test somministrati agli imprenditori – sono state costituite dalla svalutazione del rublo, e dalla difficoltà nel reperire informazioni di carattere doganali in certe aree geografiche, in cui si sono palesate nel contattare i clienti. Risultati positivi invece abbiamo registrato nella pratica del compromesso che sta diminuendo; segnalo che in merito al progetto Corridoio verde” cui ha aderito un numero di imprese di produzione, ancora molto ridotto. Non ci sono stati invece grossi miglioramenti sul fronte della violazione della proprietà intellettuale; per quel che concerne l’italian sounding ci auspichiamo una maggiore comunicazione al consumatore sull’effettiva provenienza italiana di prodotti del settore del food. Non ci sono state grosse variazioni per l’e-commerce, così come per l’interscambio di flussi finanziari fra il nostro paese e la Russia mentre arrivano notizie positive sul fronte della corruzione, che si sta man mano riducendo. Soprattutto quest’ultima, è una notizia che ci ha favorevolmente sorpreso considerando che sta migliorando anche il contesto infrastrutturale e ci porta alla conclusione che negli ultimi 4 anni il clima produttivo in Russia, è divenuto particolarmente favorevole. Le aziende italiane – ha poi concluso – non ci hanno segnalato inoltre particolari problemi, in merito alle politiche sulla salvaguardia ambientale”.

In particolare, il corridoio verde che era nato quattro anni fa, allo scopo di velocizzare e sburocratizzare le procedure doganali per l’ingresso delle merci italiane in Russia, grazie ad un preliminare scambio di informazioni, così come ha annunciato il presidente della CCIR, Rosario Alessandrello “sarà rilanciato ed oggetto di discussione al prossimo Consiglio di Cooperazione Italo-Russa, che si terrà Roma il prossimo 17 dicembre. Oggi il problema – ha poi proseguito, analizzando la situazione economica globale – non è più la svalutazione del rublo perché è diventato una valuta stabile. I fondamentali dell’economia russa sono buoni e le incertezze sono le stesse esistenti negli altri paesi; se a ciò ci aggiungiamo che l’Europa non sta crescendo come ci aspetteremmo, posso sostenere che la Russia è forte ed è anche più stabile di paesi come Brasile, India, Giappone e la stessa Corea del Sud. L’Europa si sta accorgendo di essere un gigante dai piedi d’argilla, così come testimoniano le difficoltà attuali dell’economia tedesca. La Russia è il settimo produttore di automobili al mondo e fa un certo effetto vedere che non ci sia, in questa particolare classifica, anche l’Italia. Un vero peccato, perché abbiamo know-how manageriale ed imprenditoriale oltre che una serie di tecniche di lavorazione specializzata, entrambe molto richieste dalla Russia ma senza avere quel tessuto di piccole e medie imprese che possano utilizzarle anche e soprattutto all’interno. Gli USA hanno scatenato la guerra commerciale per arginare il processo di espansione economica della Cina che è all’avanguardia nella progettazione dei computer dell’ultima generazione. Ciò significa che la Russia continuerà ad avere nell’Europa il proprio mercato preferenziale, e chi non può permettersi di allontanarsi dal gigante eurasiatico – ha affermato senza mezzi termini –  è proprio il nostro paese che in questi anni ha perso tantissimo, in termini di interscambio”.

Un problema particolarmente sentito, così come hanno attestato testimonianze di alcuni imprenditori. Sono state infatti evidenziate le difficoltà legate allo sdoganamento e la preparazione non sempre adeguata degli spedizionieri che non conoscono tutti gli aspetti delle sanzioni, rallentando così i normali flussi di ingresso in Russia, e nei paesi ad essa limitrofi, dei prodotti italiani.

Una situazione che, seppur sia migliorata rispetto ad alcuni anni fa, indubbiamente crea ancora difficoltà ed imbarazzi agli operatori economici nostrani, che hanno scelto l’area eurasiatica per sviluppare il proprio business. Così come alcuni imprenditori italiani faticano ad adeguarsi agli standard informatici in Russia, se si pensa che la fatturazione elettronica – al contrario di ciò che accade in Italia – è già in vigore da più di 5 anni.

Francesco Montanino



 




L’IMPORTANZA DELLE CERTIFICAZIONI NELL’ACCESSO AL MERCATO RUSSO E NELL’UNIONE EURASIATICA

Milano – Lo scorso anno oltre 600.000 certificazioni prodotte dalle aziende italiane per accedere a mercati particolarmente rigidi come quello eurasiatico, sono state annullate e rispedite al mittente. Un numero elevatissimo che ha creato non pochi problemi a quelle realtà produttive dedite all’internazionalizzazione, che si sono trovate alle prese con un aspetto probabilmente sottovalutato, ma che in realtà è ben più importante di quello che si possa pensare pensando ai particolari vincoli di carattere legislativo presenti in paesi come la Russia.

Si è tenuto stamani presso la sede del capoluogo lombardo della Camera di Commercio Italo-Russa un interessante seminario dal titolo “Esportare nell’Unione Economica Eurasiatica: le certificazioni prodotto”, in cui sono stati affrontati gli aspetti tecnici più rilevanti di un tema, divenuto assai sentito così come ha testimoniato la discreta presenza in sala di molti imprenditori.

L’evento, organizzato dalla CCIR in collaborazione della società Gost Standard, specializzata nel rilascio e nella registrazione dei certificati di conformità TR/TC, EAC, Gost e molti altri, rientra nell’ambito del progetto “Chamber Mentoring for International Growth” con il contributo del fondo intercamerale di intervento di UnionCamere.

“Si tratta – ha osservato Leonora Barbiani, segretario generale della CCIRdi uno dei tanti aspetti fondamentali per le imprese italiane ed europee che intendono accedere in questi mercati, ed è per questa ragione che abbiamo inteso fornire con questo incontro degli elementi utili e dei tecnicismi per poter affrontare il delicato tema delle certificazioni. Questo allo scopo di dare agli imprenditori un aiuto importante, per permettere loro di esportare in maniera sicura e senza rischi”.

“Quello dell’iter certificativo per poter accedere nei mercati eurasiatici – ha aggiunto Sergio Russo, Business Development della Gost Standardè uno degli aspetti più ostici, anche dal punto di vista della comprensione, pur essendo di fondamentale importanza per le imprese per accedervi. Vale la pena evidenziare come una delle nuove certificazioni come la AC, abbia una valenza tale che permette la vendita dei propri prodotti in tutti i paesi eurasiatici, ovvero non solo in Russia ma anche in Kazakhstan o in Bielorussia. E dunque, con una sola certificazione, è possibile raggiungere un mercato composto da 250 milioni di persone. Si tratta, nel caso specifico, di certificazioni del tutto diverse da quelle con marcatura CE perché rientranti nel protocollo GOST. Nulla di difficile e impossibile, sia chiaro. Ma si tratta di un processo che va affrontato con la massima serietà e consapevolezza, e senza incappare in quelle aziende che definisco “cartifici” perché rilasciano certificati senza nessuna prova tecnica realmente effettuata sui prodotti. Tant’è vero che lo scorso anno, l’organo russo accreditato per le certificazioni ha provveduto a ritirare 600mila certificati perché li ha ritenuti non conformi e, cosa ancor più grave, il 95% delle aziende che se li sono visti revocare non sapevo neppure il motivo di tale decisione”.

In merito alle criticità dal punto di vista certificativo presenti nell’area russofona, Russo ha individuato tre tipologie differenti per i prodotti tecnici (industriali), tessili ed alimentari. “Tale distinzione si rende necessaria – ha confermato – perché fanno capo ai prodotti più venduti in quel mercato. Gli impianti e le pompe industriali sono tutto sommato assimilabili agli aspetti tecnici europei come la PED che corrisponde alla normativa 032 dell’Unione Eurasiatica, così come la sicurezza macchine fa parte della TR/TC e coincide con la normativa 010. Si tratta di norme simili che però presentano delle particolari peculiarità: ad esempio, una valvola, che da noi può essere tarata sino ad una temperatura di -35°, se utilizzata in Siberia deve poter funzionare con valori termici che arrivano anche a -50° o -60°. La particolarità sta nel fatto che il costruttore italiano, quando si appresta ad effettuare una fornitura nei paesi russofoni, deve tenere in considerazione tutta una serie di accorgimenti, affinché la propria certificazione ottenuta sia realmente riconosciuta da tutte le più importanti aziende russe, o comunque dell’area eurasiatica”.

Il rischio però di incorrere in frodi è dietro l’angolo, dal momento che esiste il pericolo di affidarsi ad aziende improvvisate che non producono quanto necessario per accedere al mercato russo. “Quando un business diventa interessante, tutti vi si buttano a capofitto. Per poter sviluppare tale tipo di certificazioni – ha messo in guardia il rappresentante della GOST è opportuno diffidare da chi promette i certificati in un giorno, perché è come promettere di costruire una macchina in quel lasso di tempo e dunque è materialmente impossibile. Quello che mi sento di dire agli imprenditori, è di valutare attentamente la serietà di un fornitore e ciò a prescindere che si tratti della GOST Standard o di chiunque altro. Occorre una documentazione tecnica che è imprescindibile, che però richiede del tempo per essere pronta. Chi vi chiede semplicemente la foto di un prodotto, non vi sta certificando, ma solo producendo un documento cartaceo. Fin quando va tutto bene, passi. Ma quella volta che va male, vi blocca non solo la possibilità di esportare nell’area eurasiatica, ma anche di produrre un danno che va ben oltre i 2-3.000 euro”.

F.M.





 




REGISTRAZIONE INTERNAZIONALE DI MARCHI E BREVETTI: IL SISTEMA DI MADRID E LE NOVITA’

Milano – La recente introduzione del Sistema di Madrid, in tema di registrazione dei marchi e dei brevetti industriali, apre nuovi scenari per le imprese interessate ad operare sui mercati esteri.

Se n’è discusso nel corso di un interessante seminario tenutosi stamani presso la sede meneghina della Camera di Commercio Italo-Russa, al quale hanno preso parte anche diversi operatori economici, particolarmente interessati ad un asset aziendale – quello dei marchi e dei brevetti – cui non sempre è stato attribuito il giusto peso. Quando in realtà loghi – giusto per citare alcuni esempi – come quelli di Nike, Apple, Mc Donald’s o Coca-Cola hanno un valore che è quasi impossibile da stimare.

L’evento, realizzato nell’ambito del progetto “Chamber Mentoring for International Growth” con il contributo del fondo intercamerale di intervento di Unioncamere, ha trattato gli aspetti più spinosi e controversi del tema della registrazione dei marchi anche e soprattutto alla luce delle recenti novità introdotte da questo particolare sistema.

A fare una panoramica sugli aspetti salienti di questa innovazione in tema di registrazione dei marchi era Lucy Headington-Horton, Senior Officer della WIPO (World Intellectual Property Organization, sito internet: www.wipo.int) che ne ha illustrato le modalità di applicazione e di adesione. Sarà dunque possibile registrare il proprio marchio in più paesi ed a costi sensibilmente inferiori, rispetto al passato, usufruendo inoltre di una maggiore protezione a livello internazionale da possibili contraffazioni.

“Per poter accedere a tale sistema – ha confermato il funzionario della WIPO basterà pagare un fee di ingresso pari a 653 franchi svizzeri per la riproduzione di un marchio in bianco e nero, mentre per quella a colori ne occorreranno 903. I tempi sono molto rapidi e le procedure decisamente molto più semplici. In 5 anni, inoltre i marchi internazionali potranno anche essere indipendenti e staccati da quelli nazionali”.

Buone notizie dunque per quegli operatori economici che stanno puntando sull’internazionalizzazione quale opportunità di business e che molto spesso però non si sentono tutelati dagli enti che sono preposti alla registrazione e a tutte le procedure burocratiche, così com’è emerso nel corso della discussione. In tal senso, è stato poi annunciato che entro fine anno sarà possibile effettuare la registrazione telematica di un marchio internazionale.

“Una delle peggiori consuetudini dell’amministrazione pubblica italiana in questi ultimi anni – ha riconosciuto Alfonso Piantedosi dell’Ufficio Italiano Brevetti e Marchi (UIBM) – è consistita nel mancato affiancamento degli operatori istituzionali presenti sul territorio che hanno un rapporto diretto con le imprese. Effettivamente, d’ora in poi sarà necessario formare gli enti camerali su certi aspetti, come ad esempio quelli della registrazione e del deposito telematico dei marchi, di cui non si sa ancora molto. Così come sarà molto importante il ruolo dei consulenti, negli aspetti più squisitamente tecnici. Le camere di commercio, quindi, dovranno essere dotate di quelle informazioni necessarie ad assistere in maniera semplice e rapida gli imprenditori, fornendo quella consulenza che ci tengo ad evidenziare non è certo la nostra attività principale. Scontiamo ancora una serie di difficoltà, soprattutto per quel che concerne il rispetto dei tempi che hanno superato anche i 12 mesi, legate alla presentazione telematica dei marchi. Soprattutto per quelli sottoposti ad annotazioni o trascrizioni perché l’ufficio preposto lavorava ancora sul vecchio sistema, e non sul nuovo. Entro fine anno sarà pronta in maniera definitiva, la procedura per presentare direttamente sul nostro portale la domanda di registrazione di un marchio internazionale, che andrà ad affiancarsi a quella cartacea che di solito si presenta alla Camera di Commercio. Il deposito telematico renderà il sistema molto più celere e tra gli adempimenti segnalo che il rinnovo costerà 169 euro. Così come ci tengo ad evidenziare un aspetto, quella della designazione successiva, con cui un marchio che ha sede in Russia può presentare una domanda internazionale al nostro paese. A quel punto, provvediamo ad esaminarlo in maniera approfondita prima di dare il via libera, riscontrando le circostanze che ci portano a non respingerlo ed a trasmetterlo all’OMPI/WIPO. Negli ultimi 20 anni abbiamo inoltre ricevuto quattro domande di sostituzione di un marchio nazionale con uno internazionale, e l’ultima è datata 2008. Ben più numerosi i casi di trasformazione – ha poi concluso – di un marchio europeo in uno nazionale, i cui effetti retroagiscono al momento di presentazione del marchio internazionale”.

Francesco Montanino




I PRIMI EVENTI 2018 DELLA CAMERA DI COMMERCIO ITALO-RUSSA

Milano – E’ da poco iniziato il 2018, ma già si infittisce il calendario degli appuntamenti della Camera di Commercio Italo-Russa che sta predisponendo una serie di iniziative molto interessanti per ampliare i contatti fra le realtà produttive del nostro paese ed il mondo russo.

Oltre al master in Wine Export Management che prenderà il via il prossimo 2 febbraio, sono particolarmente rilevanti i due eventi in programma il 25 gennaio, ovvero l’International Trademark Registration – Evolution of Legal Framework, including Replacement ed il workshop La UE cambia la privacy – GDPR e tutela dei dati personali: competitività e valorizzazione dei processi aziendali”.

Il primo seminario (inizio ore 10), durerà tutta la mattinata, ed avrà quale tema quello della registrazione dei marchi internazionali, alla luce delle recenti novità introdotte dal Sistema di Madrid (ed in particolare la procedura di sostituzione) che contempla la possibilità di registrare sino a 99 marchi in un Paese, presentando una sola domanda.

L’evento – realizzato nell’ambito del progetto “Chamber Mentoring for International Growth” con il contributo del Fondo intercamerale di intervento di Unioncamere – sarà incentrato sulla maggiore consapevolezza per le imprese italiane dei vantaggi derivanti dagli strumenti a tutela della proprietà industriale, sia in ambito nazionale e nell’Unione Europea che a livello internazionale.

Nel pomeriggio, dalle 16.30 alle 19.30 si terrà – in collaborazione con lo Studio legale  tributario Lexalia – un incontro molto importante per tutti gli operatori economici in tema di tutela della privacy, alla luce della recente introduzione del Regolamento Comunitario n. 679/2016 che impone alle imprese entro il prossimo mese di maggio di adeguarsi a questa novità legislativa, dal momento che anche la privacy diventerà un importante asset. Particolare spazio saranno date alle nuove figure professionali del Data Protection Officer e del Data Breach, oltre alla sicurezza informatica dei dati ed in particolare la gestione che riguardano i clienti ed i lavoratori che può comportare l’irrorazione di gravi sanzioni, nel caso in cui fosse accertato il loro scorretto utilizzo.

Nello stesso giorno, segnaliamo l’inaugurazione di una mostra organizzata dalla Fondazione Archivio Antonio Ligabue riguardante il grande pittore emiliano che si terrà fino al 13 marzo al Museo di Storia Contemporanea Russa di Mosca e fra aprile e maggio (date ancora da stabilirsi) al Museo del Teatro e della Musica di San Pietroburgo. L’iniziativa gode del patrocinio della Camera di Commercio Italo-Russa e sarà una prestigiosa vetrina per le imprese che intenderanno potenziare il proprio prestigio e la propria visibilità in Russia.

Sabato 27 gennaio al Fidenza Village (Parma), cultura e svago si intrecciano nel Russian New Year, in una giornata in cui sarà possibile visitare la casa che ha dato i natali al grande compositore Giuseppe Verdi e di fare shopping nel famoso outlet. L’evento sarà corredato dagli interventi di un rappresentante della CCIR e del nuovo partner EsplorEst.

Martedì 6 febbraio, presso la sede del capoluogo lombardo, altra giornata dedicata (dalle 9.15 alle 13) alle esportazioni nell’area economica eurasiatica, in particolare con un focus sul non sempre facile argomento delle certificazioni prodotto. L’incontro vedrà la partecipazione di esponenti della società GOST Standard che enunceranno le procedure e gli aspetti squisitamente tecnici, attraverso cui essere certi di adempiere alle rigide procedure presenti e di evitare di incappare in spiacevoli frodi.

Infine, la CCIR comunica che per le imprese del comparto agroalimentare presenti nella Regione Lazio sarà possibile aderire entro il prossimo 28 febbraio al progetto Food: dal Lazio alla Russia. Si tratta di un’iniziativa, cofinanziata per il 50% dalla Regione Lazio, il cui scopo è quello di promuovere il sistema produttivo laziale ed in particolare la filiera agroalimentare in Russia, attraverso l’incremento dei rapporti commerciali fra le imprese del settore e gli operatori economici russi.

Per ulteriori informazioni:  www.ccir.it

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