Biennale di Venezia: la 19a Mostra Internazionale di Architettura dal 10 maggio al 23 novembre 2025

Sarà aperta al pubblico da sabato 10 maggio a domenica 23 novembre 2025, ai Giardini, all’Arsenale e a Forte Marghera la 19. Mostra Internazionale di Architettura dal titolo Intelligens. Natural. Artificial. Collective., a cura di Carlo Ratti, organizzata dalla Biennale di Venezia. La pre-apertura avrà luogo nei giorni 8 e 9 maggio, la cerimonia di premiazione e inaugurazione si svolgerà sabato 10 maggio 2025.

LA MOSTRA INTERNAZIONALE DEL CURATORE

«L’architettura rappresenta da sempre una risposta alle sfide poste dalle condizioni climatiche. Fin dalle “capanne primitive”, la progettazione umana è stata guidata dalle necessità di ripararci per sopravvivere: le nostre creazioni hanno cercato di colmare il divario tra ambienti ostili e quegli spazi sicuri e vivibili di cui abbiamo tutti bisogno.» Così Carlo Ratti introduce la sua Mostra.  

«Oggi questo approccio dinamico viene portato a un nuovo livello, mentre il clima diventa sempre meno clemente. Negli incendi di Los Angeles, nelle inondazioni di Valencia e Sherpur, la siccità in Sicilia, abbiamo assistito in prima persona a come acqua e fuoco ci stiano attaccando con una ferocia senza precedenti. Il 2024 ha segnato un momento critico: la Terra ha registrato le temperature più calde di sempre, spingendo le medie globali ben oltre il limite di +1,5°C fissato dagli Accordi di Parigi del 2016. In soli due anni, il cambiamento climatico ha impresso un’accelerazione che sfida anche i modelli scientifici più validi.»

«Per decenni, l’architettura ha risposto alla crisi climatica con la mitigazione: progettare per ridurre il nostro impatto sul clima. Ma questo approccio non è più sufficiente. È il momento che l’architettura passi dalla mitigazione all’adattamento: ripensare il modo in cui progettiamo in vista di un mondo profondamente cambiato.»

«L’adattamento richiede un cambiamento radicale della nostra pratica. La Mostra di quest’anno, Intelligens. Natural. Artificial. Collettive., invita diversi tipi di intelligenza a lavorare insieme per ripensare l’ambiente costruito. Il titolo stesso della Mostra, Intelligens, contiene la parola latina gens (“gente”) e ci invita a sperimentare oltre i limiti di un focus limitato all’Intelligenza Artificiale e alle tecnologie digitali

«Nell’età dell’adattamento, l’architettura rappresenta un nodo centrale che deve guidare il processo con ottimismo. Nell’età dell’adattamento, l’architettura deve attingere a tutte le forme di intelligenza: naturale, artificiale, collettiva. Nell’età dell’adattamento, l’architettura deve rivolgersi a più generazioni e a più discipline, dalle scienze esatte alle arti. Nell’età dell’adattamento, l’architettura deve ripensare il concetto di autorialità e diventare più inclusiva, imparando dalle scienze.»

«L’architettura deve diventare flessibile e dinamica, proprio come il mondo per cui sta progettando.»

I PUNTI SALIENTI DEL PROGETTO  

  1. Intelligens funge da laboratorio dinamico e riunisce esperti nelle varie forme di intelligenza. Per la prima volta, la Mostra presenta oltre 750 partecipanti: architetti e ingegneri, matematici e scienziati del clima, filosofi e artisti, cuochi e programmatori, scrittori e intagliatori, agricoltori e stilisti, e molti altri. L’adattamento richiede inclusività e collaborazione.
  2. Una curatela di scala così ampia ha richiesto un sostanziale cambio di approccio/mentalità. Il processo di selezione è stato aperto e dal basso, guidato da un team curatoriale interdisciplinare. Lo Space for Ideas, la nostra call per presentare progetti dal 7 maggio al 21 giugno 2024, ha prodotto una risposta globale importante. L’ondata di candidature si è rivelata entusiasmante e scoraggiante allo stesso tempo, ma ci ha permesso di scoprire voci inedite e inascoltate che altrimenti sarebbero passate inosservate.
  3. Il gruppo di partecipanti che ne è scaturito abbraccia diverse generazioni: da professionisti esperti che a novant’anni sono ancora in grado di innovare a neolaureati che hanno appena intrapreso la propria carriera. Vincitori del Premio Pritzker, ex Curatori della Biennale di Venezia, premi Nobel, Professori Emeriti compaiono accanto ad architetti e ricercatori emergenti. Questo processo di inclusione riflette il nostro impegno verso un’ampia gamma di diverse prospettive.
  4. Una tale ricchezza di contributi richiede un nuovo approccio autorialeIntelligens sfida la tradizione dell’architetto come unico creatore, con gli altri professionisti relegati a ruoli di supporto. Proponiamo quindi un modello di autorialità più inclusivo, ispirato alla ricerca scientifica. Nell’Età dell’Adattamento, tutte le voci che guidano la progettazione devono essere riconosciute e accreditate.
  5. Nell’Età dell’Adattamento, La Biennale di Venezia deve collaborare con altre istituzioni. Intelligens ha stretto connessioni con altre Istituzioni globali, con la COP30 delle Nazioni Unite a Belem, con la C40, con la Baukultur Alliance di Davos, con il Soft Power Club e molti altri. Il suo programma pubblico, GENS, ospiterà una serie di incontri e conversazioni, coinvolgendo audience di ogni portata.»

LE CORDERIE

«Le Corderie si aprono con un dato crudo: mentre le temperature globali aumentano, la popolazione mondiale diminuisce. È questa la realtà che gli architetti devono affrontare nell’età dell’adattamento. Partendo da qui – spiega Ratti – i visitatori attraverseranno tre mondi tematici: Natural Intelligence, Artificial Intelligence e Collective Intelligence. La mostra culmina quindi nella sezione Out con una domanda: possiamo guardare allo spazio come una soluzione alle crisi che affrontiamo sulla Terra? La nostra risposta è no: l’esplorazione dello spazio non è una via di fuga, ma un mezzo per migliorare la vita qui, nell’unica casa che conosciamo.»

«Ogni sezione è concepita come uno spazio modulare e frattale, un organismo che collega progetti su larga e piccola scala creando una rete di dialogo. Il progetto espositivo a cura dello studio di architettura e design Sub diretto da Niklas Bildstein Zaar, e il design grafico di Bänziger Hug Kasper Florio rispecchiano l’interconnessione di cui abbiamo bisogno per sopravvivere. Ulteriori strati digitali amplificano ed espandono le conversazioni, aggiungendo una nuova dimensione alla Mostra.»

VENEZIA COME LABORATORIO VIVENTE 

«Con il Padiglione Centrale in fase di ristrutturazione per tutto il 2025, Venezia non ospiterà solo la Biennale Architettura, ma diventerà un laboratorio vivente. La città stessa – una delle più esposte e vulnerabili di fronte ai cambiamenti climatici – farà da sfondo a un nuovo tipo di Mostra, in cui installazioni, prototipi ed esperimenti saranno sparsi tra i Giardini, l’Arsenale e altri quartieri.»

DICHIARAZIONE DEL PRESIDENTE della Biennale

«Intelli/Gens. Costruire con intelligenza il mondo, ascoltando l’intelligenza del mondo. Questo Carlo Ratti vuole dirci con la sua visionaria Mostra, che già dal titolo si annuncia come riflessione fondativa per i futuri prossimi, materia di studio e dibattito per la comunità scientifica e artistica e per il pubblico che la visiterà

Il tempo futuro è difatti il progetto e il pensiero di Carlo Ratti. La sua speciale visione travalica la contemporaneità – che è il tempo della dismissione – per fare dell’architettura, riparo dell’uomo dalla notte dei tempi, capacità di abitare il mondo.

Nell’agone dialettico delle varie discipline, costellato da algoritmi che interpella al modo di oracoli, Ratti decifra ciò che siamo e che saremo – come individui e società – nel flusso digitale che ci destina nel domani, il tempo di tutti noi Gens dotati di Intelligenza. E se l’intelligenza è alla base del processo evolutivo dell’individuo, nel senso più nobile del suo essere civis (sostantivo di terza declinazione, quindi sia maschile che femminile), l’architettura è lo spazio in cui essa può dispiegarsi, in una negoziazione costante con il territorio. Attraverso funzioni, simboli e relazioni, l’intelligenza genera architetture guidate da principi etici, estetici ed ecologici. Non a caso, la parola greca oikos significa sia “casa” da abitare che “ambiente” dove immergersi.»

(Testo integrale di Pietrangelo Buttafuoco )

COLLEGE ARCHITETTURA

Sono 8 i progetti selezionati per la 2a edizione di Biennale College Architettura 2024-2025Joelle Deeb (Repubblica Araba Siriana), Jia Wei Huang (Malesia), Caterina Miralles Tagliabue (Spagna), Agnes Thomasina Parker (Inghilterra), Lucia Rebolino (Italia), Tanvi Khurmi (Canada), Rita Espinha Dos Santos Abreu Morais (Portogallo), Florian Kilian Jaritz (Germania), Franziska Gödicke (Germania), Jaakko Julius Heikkilä (Finlandia), Emil Oscar Lyytikkä (Finlandia).

L’obiettivo del College Architettura 2025 è quello di affiancare alla 19. Mostra Internazionale di Architettura un laboratorio di ricerca e sperimentazione per lo sviluppo e la produzione di progetti che utilizzano l’intelligenza naturale, artificiale e collettiva per combattere la crisi climatica. Al bando di partecipazione hanno aderito oltre 200 studenti/studentesse, laureati/e e professionisti/e emergenti under 30, provenienti da 49 paesi in tutto il mondo.

Gli otto progetti potranno accedere a un contributo di 20.000 euro per la realizzazione del lavoro finale. Le opere realizzate saranno presentate, fuori concorso, come parte della 19. Mostra Internazionale di Architettura della Biennale di VeneziaIntelligens. Naturale. Artificiale. Collettiva., a cura di Carlo Ratti.

PAESI

66 partecipazioni nazionali organizzeranno le proprie mostre nei Padiglioni ai Giardini (26), all’Arsenale (25) e nel centro storico di Venezia (15). Le nuove partecipazioni sono 4: Repubblica dell’Azerbaijan, Sultanato dell’Oman, Qatar, Togo.

PADIGLIONE ITALIA

Il Padiglione Italia alle Tese delle Vergini in Arsenale, sostenuto e promosso dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura, è a cura di Guendalina Salimei con il progetto TERRÆ AQUÆ. L’Italia e l’intelligenza del mare.

SANTA SEDE

Il Padiglione della Santa Sede, promosso dal Prefetto del Dicastero per la Cultura e l’Educazione della Santa Sede, Cardinale José Tolentino de Mendonça, avrà luogo quest’anno nel Complesso di Santa Maria Ausiliatrice (Fondamenta S. Gioacchin, Castello 450). La mostra ha come titolo “Opera aperta” ed è a cura di Marina Otero Verzier e Giovanna Zabotti.

PADIGLIONE VENEZIA

Il Comune di Venezia partecipa con lo storico Padiglione Venezia ai Giardini, con l’allestimento della mostra dal titolo Biblioteche. Costruendo l’intelligenza veneziana. Il Padiglione cittadino avrà una sua emanazione in altri spazi istituzionali e nelle sedi dell’Università Iuav di Venezia.

EVENTI COLLATERALI

Saranno annunciati nelle prossime settimane gli Eventi Collaterali ammessi dal Curatore, promossi da enti e istituzioni nazionali e internazionali senza fini di lucro. Organizzati in diverse sedi della città di Venezia, propongono diversi contributi e partecipazioni che arricchiscono il pluralismo di voci della Mostra.

PROGETTI SPECIALI realizzati dalla Biennale di Venezia

Il progettoMargherissima, presentato all’interno della Polveriera austriaca di Forte Marghera a Mestre, si concentra sull’area di Marghera e il territorio contaminato situato nei pressi del Ponte della Libertà. È ideato da Nigel Coates, Michael Kevern, Guan Lee, John Maybury e Jan Bunge, partecipanti in concorso nella Mostra Internazionale.

IlPadiglione delle Arti Applicate, presentato per il nono anno consecutivo dalla Biennale di Venezia e il Victoria and Albert Museum, Londra, è intitolato On Storage. A cura di Brendan Cormier, in collaborazione con Diller Scofidio + Renfro (DS+R), esplora l’architettura globale degli spazi di deposito al servizio della circolazione degli oggetti e include un nuovo film a sei canali, diretto da DS+R.

BIENNALE SESSIONS, il progetto per le Università

La Biennale dedica anche quest’anno il progetto Biennale Sessions alle Università, alle Accademie e agli Istituti di Formazione Superiore. L’obiettivo è quello di offrire una facilitazione a visite di tre giorni da loro organizzate per gruppi di almeno 50 tra studenti e docenti, con assistenza all’organizzazione del viaggio e soggiorno e la possibilità di organizzare seminari in luoghi di mostra offerti gratuitamente. Ad oggi sono 24 le istituzioni italiane che hanno aderito al progetto, 20 le straniere e le istituzioni coinvolte tramite un progetto congiunto con DASTU-Politecnico di Milano. – (Scheda allegata).

EDUCATIONAL

Con Educational si intende quell’insieme di proposte didattiche che La Biennale di Venezia rivolge al pubblico delle Mostre e dei Festival quali università, scuole, famiglie e pubblico di appassionati e curiosi. Nell’ultimo biennio, con le due grandi Mostre, la 18. Mostra Internazionale di Architettura e la 60. Esposizione Internazionale d’Arte sono stati complessivamente 131.509 i soggetti coinvolti, di cui 72.125 i giovani partecipanti alle attività Educational. Per il 2025 si rinnova l’offerta, rivolta a singoli e gruppi di studenti, bambini, adulti, famiglie, professionisti, aziende e università. Tutte le iniziative puntano sul coinvolgimento attivo dei partecipanti. Condotte da operatori selezionati e formati dalla Biennale, si suddividono in macro categorie: Percorsi Guidati, Attività di Laboratorio e Iniziative Interattive, tour che abbinano una parte laboratoriale alla visita che può essere svolta negli spazi preposti o direttamente nel percorso espositivo. – (Scheda allegata)

L’OFFERTA EDITORIALE E IL PROGETTO GRAFICO

Il catalogo ufficiale, dal titolo Intelligens. Naturale. Artificiale. Collettiva., è composto di due volumi. Il Volume I del Catalogo è dedicato alla Mostra Internazionale a cura di Carlo Ratti e si divide in due parti. La prima parte, intitolata Intelligens, è dedicata alla presentazione delle diverse sezioni della Mostra: IntroNatural IntelligenceArtificial IntelligenceCollective Intelligence e Out. Ciascun progetto esposto in Mostra è accompagnato da un testo critico di approfondimento e da un ricco apparato iconografico. La seconda parte del volume, intitolata Venice as a Living Lab, riporta “una serie di progetti speciali capaci di trasformare porzioni di Venezia e le aree esterne delle sedi di Mostra della Biennale in Living Lab – laboratori viventi, dove far convergere forme di intelligenza molteplici”. Il volume è arricchito da una serie di saggi critici e di “Impossible Conversations” che approfondiscono i temi della Mostra. Il Volume II presenta le Partecipazioni Na­zionali e gli Eventi Collaterali: include una serie di testi corredati da immagini che approfondiscono gli interventi proposti dai Padiglioni e dagli Eventi Collaterali ai Giardini, all’Arsenale e in diverse sedi a Venezia.

L’identità grafica della Biennale Architettura 2025 e il design delle pubblicazioni sono a cura di Bänziger Hug Kasper Florio. I volumi sono pubblicati da Edizioni La Biennale di Venezia. – (Scheda allegata)

LA BIENNALE PER IL CONTRASTO AL CAMBIAMENTO CLIMATICO

Dal 2021 La Biennale ha avviato un percorso di rivisitazione di tutte le proprie attività secondo principi consolidati e riconosciuti di sostenibilità ambientale. Dal 2022 ottiene la certificazione di neutralità carbonica secondo lo standard PAS 2060 per tutte le proprie manifestazioni svolte durante l’anno, grazie a una raccolta dati sulla causa delle emissioni di CO2 generate dalle manifestazioni stesse e all’adozione di misure conseguenti. 

Anche per il 2025 l’obiettivo è quello di ottenere la certificazione della “neutralità carbonica” , secondo la nuova norma ISO 14068,  per tutte le attività programmate dalla Biennale: 82. Mostra Internazionale Cinematografica, i Festival di Teatro, Musica, Danza 2025 e, in particolare, la 19. Mostra Internazionale di Architettura. Per tutte le manifestazioni, la componente più rilevante dell’impronta carbonica complessiva è collegata alla mobilità dei visitatori. In questo senso, La Biennale è impegnata anche nel 2025 in un’attività di sensibilizzazione e comunicazione verso il pubblico.

Il Manifesto di Economia Circolare lanciato da Carlo Ratti, con la guida di Arup e il contributo della Ellen MacArthur Foundation, rafforza l’impegno della Biennale in questo obiettivo, promuovendo un modello sempre più sostenibile per la progettazione, l’installazione e il funzionamento di tutte le sue attività e manifestazioni. La sfida è quella di creare padiglioni e spazi che siano esempio di un pensiero circolare audace che generi un’eredità duratura in termini di sostenibilità. L’obiettivo è quello di eliminare gli sprechi, facendo circolare i materiali e rigenerando i sistemi naturali, dimostrando così che l’architettura e l’ambiente costruito possono coesistere in armonia con il nostro pianeta.

IL PARTNER E GLI SPONSOR

La Biennale Architettura 2025 è realizzata con il sostegno di Rolex, Partner e Orologio Ufficiale della ma?nifestazione. Si ringraziano gli Sponsor della Biennale Architettura 2025: Bloomberg Philanthropies, Vela – Venezia Unica, Hydro Gruppo Saviola. Ringraziamenti a Cleary Gottlieb Steen & Hamilton LLP.

Rai è Media Partner della 19. Mostra Internazionale di Architettura e seguirà la manifestazione con un’offerta dedicata in Tv, alla radio e sul web.

La Biennale ringrazia anche il Ministero della Cultura, le Istituzioni del territorio che in vario modo sostengono La Biennale, la Città di Venezia, la Regione del Veneto, la Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per il Comune di Venezia e Laguna, la Marina Militare e il Museo Storico Navale di Venezia, ai Donor, agli Enti e Istituzioni internazionali , a a Carlo Ratti e a tutto il suo team.

Paolo Simoncini




La Biennale di Venezia sulle orme di Marco Polo: “È il vento che fa il cielo” dal 10 dicembre 2024 al 10 febbraio 2025

L’artista Gulnur Mukazhanova, nata in Kazakhstan

La Biennale di Venezia ha il piacere di presentare la mostra Gulnur Mukazhanova. Memory of Hope, a cura di Luigia Lonardelli, il 10 dicembre 2024 (inaugurazione ore 12) fino al 10 febbraio 2025 nella Sala delle Colonne di Ca’ Giustinian, sede della Biennale a San Marco.

La mostra rappresenta la seconda tappa del Progetto Speciale dell’Archivio Storico della Biennale dal titolo È il vento che fa il cieloLa Biennale di Venezia sulle orme di Marco Polo, che ripercorre il viaggio dell’esploratore veneziano in occasione delle celebrazioni dei 700 anni dalla scomparsa (1324–2024). La terza città toccata dal progetto sarà Istanbul nell’autunno 2025.

Se nella prima tappa di Hangzhou – con la mostra Il sentiero perfetto, inaugurata lo scorso 9 novembre al CAA Art Museum e visitata dal Presidente della Repubblica Italiana, Sergio Mattarella – il progetto si è concentrato sull’ultima generazione di artisti cinesi alla ricerca del loro personale sentiero, questa tappa veneziana guarda a un’area geografica percorsa da un viaggio meno conosciuto, quello di Niccolò e Matteo, il padre e lo zio di Marco Polo.

La protagonista di questa mostra, l’artista Gulnur Mukazhanova, nata in Kazakhstan e residente a Berlino da più di dieci anni, porta a Venezia la sapienza e la tradizione dell’arte tessile. La sua pratica artistica sovrappone con una trama larga e fragile, lana, fibre di seta e antichi tessuti dando vita a suggestioni provenienti dall’Oriente e fondendo motivi decorativi e materiali lontani fra loro, a volte fino alla distonia, che le sue mani combinano insieme armonizzandoli.

Alessandra Costantino




Manifestazione pro Palestina davanti al “Genocide pavillion” di Israele alla Biennale Arte di Venezia

Una protesta, con la distribuzione di alcuni volantini ai visitatori, è stata messa in atto da un gruppo di dimostranti davanti ai Padiglioni degli Stati Uniti e di Israele alla Biennale d’Arte di Venezia.

Non è bastata la chiusura “fino al cessate il fuoco” decisa da artisti e curatori, e comunicata l’altroieri, alla prima anteprima stampa, a placare le contestazioni intorno alla presenza di Israele alla Biennale di Venezia e al comportamento di alcuni governi occidentali riguardo la situazione a Gaza. Ieri, secondo giorno di apertura su invito, e primo di inaugurazioni, intorno alle 11.30 un nutrito gruppo di persone, circa 500, si è radunato davanti ai padiglioni di Israele e Stati Uniti ai Giardini di Biennale per una corposa azione di protesta. Lo hanno fatto senza alcun preavviso e cogliendo di sorpresa anche le forze dell’ordine presenti in loco anche con la funzione di evitare contestazioni, peraltro in contemporanea alla conferenza stampa di inaugurazione della Biennale in corso all’Arsenale.

I manifestanti – evidentemente in possesso di invito – provenienti da ogni parte del mondo, molti americani e tedeschi, facevano parte della rete Art Not Genocide Alliance, che da mesi chiede l’esclusione di Israele dalla Biennale sul modello di quanto fatto per il Sudafrica, causa apartheid, dal 1968 al 1993, riuscendo a raccogliere finora 24 mila firme. Sotto lo sloganNo death in Venice / No to genocide pavilion” (No morte a Venezia, no al padiglione del genocidio) i dimostranti hanno gettato a terra e distribuito centinaia di volantini denunciando la politica israeliana a Gaza, e si sono spostati dal padiglione israeliano, a quello statunitense, fino a quello tedesco, “sanzionando” con slogan e volantini i tre governi che, a detta del corteo, hanno le maggiori responsabilità per il massacro in corso. Tantissime le bandiere palestinesi e i cartelli che condannano l’aggressione in corso. Il gruppo era composto di attivisti da ogni parte del mondo, molti americani e tedeschi

Nonostante cori piuttosto netti e divisivi, quali “la Germania è uno stato razzista” o “Israele è uno stato terrorista“, urlati ripetutamente, il corteo si è sviluppato attraverso i Giardini in modo assolutamente pacifico, di fronte ai vari padiglioni, senza incontrare resistenza da parte delle forze dell’ordine, né contestazioni da parte del pubblico presente. Il corteo, uscito dalla Biennale, si è sciolto all’altezza di via Garibaldi. La protesta, apparentemente organizzata con largo anticipo, non risulta avere un legame diretto con la chiusura del padiglione comunicata ieri dagli artisti israeliani. Nel pomeriggio, gli attivisti di Anga hanno esposto striscioni pro-Gaza anche sul ponte di Rialto.

Alessandra Costantino




Biennale Arte di Venezia 2024: dal 20 aprile la 60ma edizione

La 60. Esposizione Internazionale d’Arte, a cura di  Adriano Pedrosa, si terrà da sabato 20 aprile a domenica 24 novembre 2024 (pre-apertura 17, 18, 19 aprile). “Sono onorato e riconoscente  – ha dichiarato Pedrosaper questo prestigioso incarico, soprattutto come primo latino-americano a curare l’Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale, e di fatto il primo a risiedere nell’emisfero sud del mondo”.

Adriano Pedrosa (Brasile) è dal 2014 il Direttore Artistico del Museu de Arte de São Paulo Assis Chateaubriand – MASP, dove ha curato numerose mostre, tra cui Histories of Dance (2020) e Brazilian Histories (2022). È stato premiato con il 2023 Audrey Irmas Award for Curatorial Excellence, conferitogli dal Central for Curatorial Studies del Bard College di New York.

La Giuria

La Giuria della 60. Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia è composta da Julia Bryan-Wilson (presidente), curatrice americana e professoressa alla Columbia University; Alia Swastika, curatrice e scrittrice indonesiana; Chika Okeke-Agulu, curatore e critico d’arte nigeriano; Elena Crippa, curatrice italiana; María Inés Rodríguez, curatrice franco-colombiana.

La nomina della Giuria è stata deliberata dal Cda della Biennale di Venezia su proposta di Adriano Pedrosa, Curatore della 60. Esposizione intitolata Stranieri Ovunque – Foreigners Everywhere, che si svolgerà a Venezia (Giardini e Arsenale) dal 20 aprile al 24 novembre 2024.

Julia Bryan-Wilson  presidente – è docente di arte contemporanea e studi LGBTQ+ alla Columbia University. Tra le sue curatele figurano Cecilia Vicuña: About to Happen (con Andrea Andersson) e Louise Nevelson: Persistence. È autrice di Art Workers: Radical Practice in the Vietnam War Era; Fray: Art and Textile Politics (vincitore dell’ASAP Book Prize, del Frank Jewett Mather Award e del Robert Motherwell Book Award); Louise Nevelson’s Sculpture: Drag, Color, Join, Face. Bryan-Wilson è stata Guggenheim Fellow 2019.

Alia Swastika è curatrice, ricercatrice e scrittrice. Negli ultimi dieci anni ha esteso le sue ricerche e la sua pratica curatoriale alla questione e alle prospettive della decolonizzazione e del femminismo. Coinvolta in diversi progetti di decentralizzazione dell’arte, è direttrice della Biennale Jogja Foundation a Yogyakarta, in Indonesia, dove porta avanti ricerche sulle artiste indonesiane durante il Nuovo Ordine e su quelle politiche di genere del regime che hanno influenzato le pratiche artistiche in quel periodo. Fa parte del team curatoriale della Biennale di Sharjah 16 che si terrà nel 2025.

Chika Okeke-Agulu è Direttore del Corso di Studi Africani, Direttore dell’Africa World Initiative e Professore di Arte e Archeologia e di Studi Afroamericani all’Università di Princeton. È Slade Professor of Fine Art all’Università di Oxford (2023) e Fellow della British Academy. Scrive su Nka: Journal of Contemporary African Art ed è autore di El Anatsui. The Reinvention of Sculpture (2022). Okeke-Agulu fa parte del comitato consultivo dello Hyundai Tate Research Centre, Tate Modern.

Elena Crippa è una curatrice italiana che vive e lavora a Londra. Dal 2023 è Head of Exhibitions alla Whitechapel Gallery di Londra. È stata Senior Curator of Modern and Contemporary Art alla Tate Britain, dove ha curato mostre che esploravano le intersezioni transnazionali e transculturali, confrontandosi con l’arte da una prospettiva globale. Tra queste All Too Human (2018), Frank Bowling (2019), Paula Rego (2021) e la commissione Hew Lock: The Procession del 2022.

María Inés Rodríguez è una curatrice franco-colombiana, direttrice della Fondazione Walter Leblanc di Bruxelles e direttrice artistica di Tropical Papers. Impegnata nella promozione del dialogo tra la produzione artistica e i contesti storici, politici e sociali a livello locale e globale, è stata direttrice del CAPC Musée d’art Contemporain di Bordeaux, curatrice del MASP di San Paolo in Brasile, curatrice capo del MUAC di Città del Messico, del MUSAC in Spagna e curatrice ospite del Jeu de Paume di Parigi.

La Giuria assegnerà i seguenti premi ufficiali:

  • Leone d’Oro per la miglior Partecipazione Nazionale
  • Leone d’Oro per il miglior partecipante all’Esposizione Internazionale Stranieri Ovunque – Foreigners Everywhere
  • Leone d’Argento per un promettente giovane partecipante all’Esposizione Internazionale Stranieri Ovunque – Foreigners Everywhere

La Giuria avrà anche la possibilità di assegnare:

  • un massimo di una menzione speciale alle Partecipazioni Nazionali
  • un massimo di due menzioni speciali ai partecipanti all’Esposizione Internazionale Stranieri Ovunque – Foreigners Everywhere

La cerimonia di premiazione si svolgerà a Venezia sabato 20 aprile 2024.

La Mostra

La Mostra si articolerà tra il Padiglione Centrale ai Giardini e l’Arsenale in due nuclei distinti: Nucleo Contemporaneo e Nucleo Storico.

Come principio guida, la Biennale Arte 2024 ha privilegiato artisti che non hanno mai partecipato all’Esposizione Internazionale, anche se alcuni di loro hanno già esposto in un Padiglione Nazionale, in un Evento Collaterale o in una passata edizione della Esposizione Internazionale. Un’attenzione particolare sarà riservata ai progetti all’aperto, sia all’Arsenale sia ai Giardini, e a un programma di performance durante i giorni di pre-apertura e nell’ultimo fine settimana della 60. Esposizione.

Il titolo Stranieri Ovunque – Foreigners Everywhere è tratto da una serie di lavori realizzati a partire dal 2004 dal collettivo Claire Fontaine, nato a Parigi e con sede a Palermo. Queste opere consistono in sculture al neon di vari colori che riportano in diverse lingue le parole “Stranieri Ovunque”. L’espressione è stata a sua volta presa dal nome di un omonimo collettivo torinese che nei primi anni Duemila combatteva contro il razzismo e la xenofobia in Italia.

«L’espressione Stranieri Ovunque – spiega Adriano Pedrosa – ha più di un significato. Innanzitutto, vuole intendere che ovunque si vada e ovunque ci si trovi si incontreranno sempre degli stranieri: sono/siamo dappertutto. In secondo luogo, che a prescindere dalla propria ubicazione, nel profondo si è sempre veramente stranieri».

NUCLEO CONTEMPORANEO

«Il termine italiano “straniero”, il portoghese “estrangeiro”, il francese “étranger” e lo spagnolo “extranjero” sono tutti collegati sul piano etimologico rispettivamente alle parole “strano”, “estranho”, “étrange” ed “extraño”, ovvero all’estraneo. Viene in mente Das Unheimliche di Sigmund Freud, Il perturbante nell’edizione italiana, che in portoghese è stato tradotto con “o estranho”, lo strano che, nel profondo, è anche familiare. Secondo l’American Heritage e l’Oxford English Dictionary, il primo significato della parola “queer” è proprio “strange” (“strano”), pertanto la Mostra si svilupperà e si concentrerà sulla produzione di ulteriori soggetti connessi: l’artista queer, che si muove all’interno di diverse sessualità e generi ed è spesso perseguitato o messo al bando; l’artista outsider, che si trova ai margini del mondo dell’arte, proprio come l’autodidatta o il cosiddetto artista folk o popularl’artista indigeno, spesso trattato come uno straniero nella propria terra. La produzione di questi quattro soggetti sarà il fulcro di questa edizione e andrà a costituire il Nucleo Contemporaneo».

«Gli artisti indigeni avranno una presenza emblematica e le loro opere accoglieranno il pubblico nel Padiglione Centrale, con un murale monumentale realizzato dal collettivo brasiliano Mahku sulla facciata dell’edificio, e nelle Corderie, dove il collettivo Maataho di Aotearoa/Nuova Zelanda presenterà una grande installazione nella prima sala. Gli artisti queer saranno presenti in ogni spazio e costituiranno il fulcro di un’ampia sezione nelle Corderie, nonché di un’area dedicata all’astrazione queer nel Padiglione Centrale».

«Il Nucleo Contemporaneo ospiterà nelle Corderie una sezione speciale dedicata a Disobedience Archive, un progetto di Marco Scotini che dal 2005 sviluppa un archivio video incentrato sulle relazioni tra pratiche artistiche e attivismo. La presentazione di Disobedience Archive nella Mostra è progettata da Juliana Ziebell, che ha lavorato anche all’architettura espositiva dell’intera Esposizione Internazionale. Questa sezione, suddivisa in due parti principali appositamente concepite per la Mostra, dal titolo Attivismo della diaspora e Disobbedienza di genere. Disobedience Archive includerà opere di 39 artisti e collettivi realizzate tra il 1975 e il 2023».

NUCLEO STORICO

«Il Nucleo Storico è composto da opere del XX secolo provenienti dall’America Latina, dall’Africa, dall’Asia e dal mondo arabo. Si è scritto molto sui modernismi globali e su quelli del Sud del mondo, motivo per cui in alcune sale saranno esposti lavori provenienti da tali territori, come a costituire una sorta di saggio, una bozza, un ipotetico esperimento curatoriale volto a mettere in discussione i confini e le definizioni del Modernismo. Conosciamo fin troppo bene la storia del Modernismo in Euroamerica, ma i modernismi del Sud globale rimangono in gran parte sconosciuti. […]. Lo stesso Modernismo europeo ha viaggiato ben oltre l’Europa nel corso del Novecento, spesso intrecciandosi con il colonialismo, così come molti artisti del Sud globale si sono recati in Europa per esporre il proprio lavoro. […]».

Il Nucleo Storico prevede tre sale nel Padiglione Centrale: la sala intitolata Ritratti, la sala dedicata alle Astrazioni e una terza sala dedicata alla diaspora artistica italiana nel mondo lungo il corso del XX secolo.

«Le due sale che ospitano i Ritratti comprenderanno le opere di 112 artisti, per lo più dipinti, ma anche lavori su carta e sculture, coprendo un arco di tempo compreso tra il 1905 e il 1990. […] Il tema relativo alla figura umana sarà esplorato in innumerevoli modi diversi dagli artisti del Sud globale, riflettendo sulla crisi della rappresentazione dell’umano che ha caratterizzato gran parte dell’arte del XX secolo. Nel Sud del mondo numerosi artisti sono entrati in contatto con il Modernismo europeo attraverso viaggi, studi o libri, pur apportando alle proprie opere riflessioni e contributi molto personali e potenti […]. La sala dedicata alle Astrazioni includerà 37 artisti: quasi tutti verranno esposti insieme per la prima volta in impreviste giustapposizioni, auspicando così connessioni, associazioni e parallelismi inediti che vanno ben oltre le categorie piuttosto semplici che ho proposto. […]».

Tra gli altri, sono presenti in questa sezione artisti provenienti dalla Corea e da Singapore, che in passato facevano parte del cosiddetto Terzo Mondo, oppure artisti indigeni Maori di rilevanza storica come Selwyn Wilson e Sandy Adsett, provenienti da Aotearoa/Nuova Zelanda. «[…]

Una terza sala del Nucleo Storico sarà dedicata alla diaspora di artisti italiani che hanno viaggiato e si sono trasferiti all’estero integrandosi nelle culture locali e costruendo le proprie carriere in Africa, Asia, America Latina nonché nel resto d’Europa e negli Stati Uniti; artisti che spesso hanno avuto un ruolo significativo nello sviluppo delle narrazioni del Modernismo al di fuori dell’Italia. In questa sala saranno esposte le opere di 40 autori italiani di prima o seconda generazione, collocate negli espositori a cavalletto in vetro e cemento di Lina Bo Bardi (italiana trasferitasi in Brasile, vincitrice del Leone d’Oro speciale alla memoria della Biennale Architettura 2021)».

«Nel corso della ricerca – sottolinea Pedrosa – sono emersi in modo piuttosto organico due elementi diversi ma correlati che sono stati sviluppati fino a imporsi come leitmotiv di tutta la Mostra. Il primo è il tessile, esplorato da molti artisti coinvolti, a partire da figure chiave nel Nucleo Storico, fino a molti autori presenti nel Nucleo Contemporaneo. […] Tali opere rivelano un interesse per l’artigianato, la tradizione e il fatto a mano, così come per le tecniche che, nel più ampio campo delle belle arti, sono state a volte considerate altre o straniere, estranee o strane. […] Un secondo elemento è rappresentato dagli artisti – molti dei quali indigeni – legati da vincoli di sangue. […] Anche in questo caso la tradizione gioca un ruolo importante: la trasmissione di conoscenze e pratiche da padre o madre a figlio o figlia oppure tra fratelli e parenti».

ROBERTO CICUTTO

Il Presidente della Biennale, Roberto Cicutto, ha ricordato che «Adriano Pedrosa è il primo curatore della Biennale Arte proveniente dall’America Latina, scelto perché portasse il suo punto di vista sull’arte contemporanea rileggendo culture diverse come fosse un controcampo cinematografico».

«La natura internazionale della Biennale ne fa un osservatorio privilegiato sullo stato del mondo attraverso la trasformazione e l’evoluzione delle arti. Nessun curatore, quando sceglie i contenuti della propria mostra, cavalca direttamente i temi caldi del momento, ma intraprende un viaggio pieno di cambiamenti di rotta e il cui racconto sarà alla fine fortemente influenzato dalla percezione e interpretazione che ne daranno i visitatori, gli addetti ai lavori e la stampa. Ma l’unicità della Biennale sta soprattutto nella presenza reale dei Padiglioni Nazionali (quelli storici ai Giardini, e più recentemente quelli che si sono aggiunti all’Arsenale e in alcuni spazi della città), che la rendono un luogo diverso da ogni altro per il confronto fra le arti e i mutamenti della società. Le Partecipazioni quest’anno raggiungono un livello molto alto, con 90 paesi a cui si aggiungono 30 Eventi Collaterali. L’autonomia dei direttori artistici è la miglior garanzia perché la formula della Biennale di Venezia continui a funzionare e a produrre effetti talvolta sorprendenti, anche sul piano diplomatico e politico».

PAESI

La Mostra sarà affiancata da 88 Partecipazioni Nazionali negli storici Padiglioni ai Giardini, all’Arsenale e nel centro storico di Venezia. Sono 4 i Paesi presenti per la prima volta alla Biennale Arte: Repubblica del Benin, Etiopia, Repubblica Democratica di Timor Leste e Repubblica Unita della Tanzania. Nicaragua, Repubblica di Panama e Senegal partecipano per la prima volta con un proprio padiglione.

Il Padiglione Italia alle Tese delle Vergini in Arsenale, sostenuto e promosso dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura, è a cura di Luca Cerizza, con il progetto Due qui / To hear dell’artista Massimo Bartolini, che include contributi appositamente ideati da musiciste/i e da scrittrici/scrittori.

Il Padiglione della Santa Sede, promosso dal Prefetto del Dicastero per la Cultura e l’Educazione della Santa Sede, Cardinale José Tolentino de Mendonça, avrà luogo quest’anno nella Casa di reclusione femminile di Venezia alla Giudecca. La mostra ha come titolo Con i miei occhi ed è a cura di Chiara Parisi e Bruno Racine.

Il Comune di Venezia partecipa con un proprio Padiglione, il Padiglione Venezia, ai Giardini di Sant’Elena.

EVENTI COLLATERALI

30 Eventi Collaterali approvati dal Curatore e promossi da enti e istituzioni pubbliche e private senza fini di lucro, sono organizzati in numerose sedi della città di Venezia e propongono un’ampia offerta di contributi e partecipazioni che arricchiscono il pluralismo di voci che caratterizza la Mostra.

PROGETTI SPECIALI REALIZZATI DALLA BIENNALE DI VENEZIA

Polveriera Austriaca, Forte Marghera, Mestre
Dieci opere dell’artista italiana Nedda Guidi (Gubbio, 1927 – Roma, 2015), presente in concorso nell’Esposizione Internazionale, saranno esposte a Forte Marghera all’interno dell’edificio chiamato Polveriera Austriaca. «Invitata per le tecniche innovative adoperate nella scultura in ceramica – ha spiegato Adriano Pedrosa – Guidi unisce la figura dell’esperto artigiano col genio dell’arte, non una ‘semplice’ ceramista ma una scultrice fondamentale per l’evoluzione della ceramica contemporanea».

Padiglione delle Arti Applicate, Arsenale, Sale d’Armi
L’artista brasiliana Beatriz Milhazes (n. 1960), nota per il suo lavoro che sovrappone l’immaginario culturale brasiliano e i riferimenti alla pittura modernista occidentale, presenterà sette dipinti e altrettanti collage di grandi dimensioni. Il progetto del Padiglione, quest’anno a cura di Adriano Pedrosa, è arrivato alla sua ottava edizione ed è frutto della collaborazione tra La Biennale e il Victoria and Albert Museum (V&A) di Londra.

BIENNALE COLLEGE ARTE

Agnes Questionmark, Joyce Joumaa, Sandra Poulson, Nazira Karimi sono gli autori dei progetti finalisti della 2a edizione di Biennale College Arte 2023/24, che accederanno a un contributo di 25.000 euro per la realizzazione del lavoro finale. Le loro opere saranno presentate, fuori concorso, come parte della 60. Esposizione. Al bando di partecipazione hanno aderito oltre 150 giovani artisti/e emergenti under 30 provenienti da 37 paesi in tutto il mondo.

LEONI D’ORO ALLA CARRIERA

Sono stati attribuiti ad Anna Maria Maiolino, artista brasiliana (italiana di nascita), e a Nil Yalter, artista turca (residente a Parigi), i Leoni d’Oro alla carriera della Biennale Arte 2024. Il riconoscimento verrà consegnato sabato 20 aprile 2024 durante la cerimonia di premiazione e inaugurazione della Biennale Arte 2024 a Ca’ Giustinian, sede della Biennale di Venezia.

BIENNALE SESSIONS, IL PROGETTO PER LE UNIVERSITÀ

Per il tredicesimo anno consecutivo La Biennale dedica il progetto Biennale Sessions alle Università, alle Accademie e a tutte le istituzioni operanti nella ricerca e nella formazione nel campo delle arti, dell’architettura e nei campi affini. L’obiettivo è quello di offrire una facilitazione a visite di tre giorni da loro organizzate per gruppi di almeno 50 tra studenti e docenti, con la possibilità di organizzare seminari in luoghi di mostra offerti gratuitamente e assistenza all’organizzazione del viaggio e soggiorno.

EDUCATIONAL

La Biennale di Venezia, nel corso dell’ultimo decennio, ha dato crescente importanza all’attività formativa, sviluppando un forte impegno nelle attività cosiddette “Educational” verso il pubblico delle Mostre, le università, i giovani e i ragazzi delle scuole di ogni ordine e grado. Con le due ultime grandi Mostre – la Biennale Arte 2022 e la Biennale Architettura 2023 – sono stati complessivamente 130.298 i soggetti coinvolti, di cui 71.525 i giovani partecipanti alle attività Educational. Anche per il 2024 è prevista una vasta offerta che si rivolge a singoli e gruppi di studenti, bambini, adulti, famiglie, professionisti, aziende e università. Tutte le iniziative puntano sul coinvolgimento attivo dei partecipanti, sono condotte da operatori selezionati e formati dalla Biennale e si suddividono in Percorsi Guidati e Attività di Laboratorio.

L’OFFERTA EDITORIALE E IL PROGETTO GRAFICO

Il catalogo ufficiale, dal titolo Stranieri Ovunque – Foreigners Everywhere, è composto di due volumi. Il Volume I è dedicato alla Mostra Internazionale a cura di Adriano Pedrosa. Nelle prime pagine alle due brevi introduzioni del Presidente Pietrangelo Buttafuoco e del Presidente Roberto Cicutto, segue un’intervista ad Adriano Pedrosa di Julieta Gonzàles. La prima parte del volume è dedicata ai saggi critici e alcune “Conversations”, tra cui le intervista ai Leoni d’Oro alla carriera, Anna Maria Maiolino e Nil Yalter, la seconda parte è dedicata alla presentazione degli artisti esposti divisi in due sezioni principali: Nucleo Storico e Nucleo Contemporaneo. Ogni artista è introdotto da un testo critico di approfondimento e il suo lavoro è illustrato da un apparato iconografico. Il Volume II è dedicato alle Partecipazioni Nazionali e agli Eventi Collaterali. La Guida della Mostra è studiata per accompagnare il visitatore lungo il percorso espositivo.
L’identità grafica e il design delle pubblicazioni della Biennale Arte 2024 è firmata da Estudio Campo (Paula Tinoco, Roderico Souza, Carolina Aboarrage) di San Paolo del Brasile.
I tre volumi sono editi da La Biennale di Venezia.

IL PARTNER E GLI SPONSOR

La 60. Esposizione è realizzata anche con il sostegno di SwatchPartner della manifestazione.
Main Sponsor della manifestazione è illycaffè.
SponsorAmerican Express, Bloomberg Philantropies, Vela-Venezia Unica
Ringraziamenti a Cleary Gottlieb Steen & Hamilton LLP.
Rai è Media Partner della 60. Esposizione Internazionale d’Arte e seguirà la manifestazione con un’offerta dedicata in Tv, alla radio e sul web.

RED




“Al Dio Sconosciuto”: la poesia di Esenin apre l’ultimo cortometraggio di Samantha Casella

Los Angeles – Tre autori, tre diverse espressioni della letteratura mondiale, tre capitoli, un filo conduttore che abbraccia temi universali: l’umanità ed il suo rapporto con la natura, la ricerca dell’essenza divina, lo scorrere del tempo, l’amore.

Samantha Casella ha dato vita ad un’opera complessa, intellettualmente raffinata eppure emotivamente vibrante, in cui il lirismo poetico accompagna le innate riflessioni sull’esistenza e gli ancestrali sentimenti che attraversano da secoli la storia dell’umanità ad ogni latitudine. Sono i versi di Esenin, la sua sensibilità di poeta della natura, della Russia rurale, del senso di appartenenza alla madre terra, ad aprire il cortometraggio. Nella parte centrale, la regista, nonchè autrice, affida a Steinbeck ed al suo romanzo “Al Dio sconosciuto” (che dà anche il titolo alla pellicola), ambientato in una fertile vallata californiana, la rappresentazione misteriosa, insondabile, di un’essenza divina che, forse, proprio dietro la natura sembra celarsi. L’orizzonte poetico di Rimbaud conclude un’opera tanto elegante quanto sensibile. Il quadro da cui è tratta la locandina, ispirata alla Ophélie del poeta francese, è stato dipinto da Claudia Drei, madre di Samantha. Di madrelingua le voci narranti: il russo Viacheslav Syngaevskiy per i versi di Esenin, lo statunitense Richard Lloyd Stevens per la prosa di Steinbeck, il francese Fréderic Bernard per la poesia di Rimbaud. Italiano l’unico attore, Brian Witt (pseudonimo di Matteo Fiori). Particolarmente suggestiva la colonna sonora realizzata da Massimiliano Lazzaretti e Tatiana Mele.

Faentina di nascita, Samantha Casella consegue un diploma in sceneggiatura e tecniche narrative presso la Scuola Holden di Alessandro Baricco, prima di frequentare un corso di regia presso la Scuola Cinema Immagina a Firenze. Nel 2000, appena diciottenne, realizza il cortometraggio “Juliette” che vince 19 premi, tra cui spiccano due riconoscimenti al Premio Europeo Massimo Troisi. Nel 2006 scrive e dirige “Giro di giostra”, presentato durante la Mostra del Cinema di Venezia nella sezione Venice Film Meeting e vincitore di un Premio al Festival Internazionale di Bergamo. Artista dall’eclettico talento, Samantha realizza anche video clip musicali (“Nero Deserto” dei Santo Barbaro, “Strippop” dei Boy Down – entrambi del 2009) e documentari. Tra questi meritano una particolare menzione: “Mediterraneo” (realizzato sotto l’Alto patrocinio del Presidente della Repubblica e commissionato da Vittorio Sgarbi), presente alla Biennale di Venezia 2001 nella sezione Arte e Cultura e dedicato all’opera dello scultore Giuseppe Spagnulo, “Via Crucis al Pantheon”, che ripercorre la realizzazione da parte dello scultore Federico Severino dell’opera composta da 14 formelle della Via Crucis collocata nel Pantheon nel 2010 e “Autoritratto di Papa”, testimonianza dell’omaggio del poeta Davide Rondoni e del pittore Pier Giovanni Bubani a Benedetto XVI avvenuto nel 2011 e prodotto da Lamberto Fabbri. Nella sua infaticabile attività, non manca la scrittura: è del 2005 la raccolta di racconti “Il talento del male” pubblicata da Il Ponte Vecchio. Dopo un periodo di astensione dall’attività cinematografica che la vede girare i campi da tennis di tutto il mondo, collaboranodo con prestigiose testate e regalando agli appassionati memorabili articoli sui protagonisti del circuito, torna dietro alla macchina da presa nell’autunno del 2018 realizzando un nuovo cortometraggio. Prodotto in Italia, “I am Banksy” (che propone un originale punto di vista sul misterioso street artist più famoso al mondo), arriva nel 2019 fino alle sale di Los Angeles (dove Samantha si è nel frattempo stabilita) grazie alla compagnia di distribuzione Fourwalled. Il successo è clamoroso: 13 premi conquistati spingono il corto fino alle preselezioni portandolo a sfiorare la nomination agli Oscar. Neanche il tempo di godersi i riconoscimenti del pubblico e degli addetti ai lavori che Samantha Casella si è subito rimessa al lavoro con “Al Dio Sconosciuto”, già vincitore del Silver Award come miglior cortometraggio sperimentale agli Indipendent Shorts Award (con tanto di menzione alla miglior regia femminile) e del premio come Best Action Adventure all’Hollywood Blood Horror Festival di Los Angeles.

  • Samantha, osservando l’entità di una produzione cha abbraccia molteplici aree d’interesse davvero non si saprebbe da dove iniziare questa conversazione. Partiamo dal tuo ultimo lavoro, “Al Dio sconosciuto”, e dai tre autori che l’hanno ispirato: Esenin, Steinbeck, Rimbaud.

“Al Dio Sconosciuto” è nato dall’esigenza di tramutare in immagini qualcosa che riguardasse la poetica di Esenin. In verità avevo già scritto una sorta di sceneggiatura, per lo più composta da suggestioni visive, ma riconosco che se non si fossero aggiunti gli altri due capitoli, anche il primo era destinato a rimanere su carta. Steinbeck e Rimbaud sono emersi di riflesso, l’ampliamento stesso è derivato da un confronto con una persona che mi ha spinta verso questa nuova direzione. Indubbiamente sono autori che sento vicini, che amo, ma nel momento che ho iniziato a sviscerare un punto di incontro sono emersi aspetti che hanno letteralmente gettato le basi al mio piccolo lavoro, prima di tutto la Natura, qualcosa che io temo e da cui ne sono affascinata. In “Al Dio Sconosciuto” vi sono anche altri elementi ricorrenti come il sangue e l’acqua, così come predominante è lo stato di impotenza al cospetto del significato del tempo, dell’amore e di Dio.

  • Sebbene abbia oltre un secolo di vita (il 28 dicembre ricorre il 125esimo anniversario della prima proiezione organizzata dai fratelli Lumiére nel seminterrato di un Café parigino), il cinema resta una delle espressioni artistiche più giovani. Nella sua ancor breve storia, quali sono stati secondo te i contributi più rilevanti che sono stati realizzati e chi ne sono gli autori?  

Il mio rapporto con il cinema è nato grazie a Ingmar Bergman. Ovviamente il cinema ha avuto inizio molto prima, ma riconosco di non essere sufficientemente preparata per spiegare a livello accademico l’evoluzione del cinema. Ho visto tanti film, ma ammetto di aver visto e rivisto con attenzione principalmente ciò che mi piaceva. Per fare un esempio concreto, trovo “La Strada” di Federico Fellini un vero e proprio capolavoro, ma sinceramente fatico a comprenderlo come regista. Mi riesce più facile capire David Lynch, da molti ritenuto incomprensibile, ma che ritengo abbia realizzato opere basilari per il cinema, su tutti “Mulholland Drive” e alcuni momenti di “I Segreti di Twin Peaks”. Di estremo rilievo e valore penso siano stati autori come Krzysztof Kieslowski e Andrej Tarkovskij, così come indispensabili per il cinema sono sicuramente Truffaut, Welles, Spielberg, Hitchcook, Rossellini, De Sica, Kurosawa, Lang, Wilder, Cukor e tanti, tanti altri…. senza dubbio li ammiro a dismisura, ma la mia sensibilità è stata semmai conquistata dalla ricerca di redenzione dei film di Scorsese, dalle inquietudini di Kubrick, dalla poetica di Kazan, dalla follia di Tarantino, dalla torbidezza di von Trier, dalla maestosità di Visconti, dall’uso della macchina da presa di Paul Thomas Anderson… Sopratutto credo che il cinema abbia toccato l’assoluto con Terrence Malick, credo che “The Tree Of Life” sia un’opera quasi definitiva.

  • Leggendo il blog di cui sei autrice, colpisce la spiccata sensibilità nell’introspezione psicologica delle personalità (siano esse attori, pittori o campioni dello sport) ritratte dal tuo inconfondibile stile, come se la bellezza da essi prodotta fosse un tratto inscindibile della loro vicenda umana.

Per principio parlo “di chi mi piace”. Come chiunque mi capita di esprimere opinioni negative su persone o opere da loro prodotte, subito dopo però provo un totale senso di sconforto. Per questo nel mio blog voglio scrivere solo di chi ha avuto su di me un impatto emotivo positivo, sia esso da un racconto di qualcuno che ha conosciuto o vissuto le vicende di questi personaggi, sia perché ho sperimentato in prima persona le emozioni derivate da una determinata impresa, o carriera. Ciò che tento di fare è sviscerare il mondo interiore di uno scrittore, di uno sportivo, di una attrice, o un artista in generale per meglio arrivare a ciò a cui hanno dato vita, al prezzo che hanno pagato per essere o diventare ciò che sono o sono stati. Perché c’é sempre un prezzo da pagare.

  • Dando un’occhiata al tuo (seguitissimo, con oltre 30 mila follower) profilo Instagram, destano interesse molte istantanee postate. La fotografia è solo una passione o è parte integrante della tua attività?

Ho una forte passione per la fotografia, anzi, più passa il tempo, più sono attratta dalla fotografia. Pur rispettando qualsiasi corrente, dal mio punto di vista la fotografia impone la scelta di una inquadratura quindi una composizione pulita, il più vicino possibile alla perfezione. In secondo luogo ferma il tempo e questo è un concetto che mi affascina. Un momento fissato per l’eternità è ciò che ritengo rende la pittura e la fotografia le arti per eccellenza. Ultimamente sono rimasta totalmente affascinata dal calendario Pirelli 2020, di Paolo Roversi. Credo abbia compiuto una sorta di piccolo miracolo creando un calendario distante dai canoni della moda, proponendo volti particolari, bellissimi, e sopratutto imprimendo un significato, una ricerca, quella della Giulietta, partendo dalla tragedia di Shakespeare, che è presente in ogni donna moderna.

  • Torniamo al cinema. Dopo aver parlato di registi, occupiamoci degli interpreti. Due nomi del cinema di ieri e due del presente.

Si tratta di una scelta difficile, perché il cinema è denso di interpreti incredibili e io ne apprezzo a centinaia. Del passato estrapolo Marlon Brando e Liz Taylor; del presente Leonardo Di Caprio e Nicole Kidman.

  • Quando potremo ammirare il primo lungometraggio di Samantha Casella?

Anno scorso, di questi giorni, non avevo una vera e propria sceneggiatura che ritenessi idonea a un esordio alla regia di un lungometraggio. Poi, nell’arco di otto mesi ho scritto due sceneggiature e sono a buon punto con una terza. Ultimamente sta infatti prendendo forma l’ipotesi di rendere “Al Dio Sconosciuto” un lungometraggio fedele al corto come autori, contenuti e diciamo liricità, aggiungendo però un filo conduttore narrativo, anche se non troppo… Eventi legati alla mia vita mi hanno spinto verso la realizzazione del cortometraggio, lo stesso sta accadendo per un eventuale film. 

Stefano Tardi

 




SLITTA AD AGOSTO ANCHE LA BIENNALE ARCHITETTURA DI VENEZIA 2020

Venezia – L’emergenza globale dovuta alla sindrome respiratoria da Coronavirus investe anche gli eventi nel capoluogo veneto, già piegato dalla crisi dell’acqua alta che lo scorso novembre ha devastato la città.

La Biennale di Architettura 2020, che quest’anno vede un cambio della guardia alla presidenza, da Paolo Baratta a Roberto Cicutto, inizialmente prevista da fine maggio al 29 novembre, viene quindi posticipata di tre mesi, mentre la data di chiusura rimane la stessa.

Il comunicato ufficiale dell’Ente Biennale, comunica lo slittamento della data di apertura dell’evento; How will we live together?, curata dall’architetto libanese Hashim Sarkis, Preside della facoltà di architettura del prestigioso Massachusetts Institute of Technology, sarà infatti visitabile da sabato 29 agosto, con pre-apertura il 27 e 29 agosto. 

La decisione è motivata dalle “recenti misure precauzionali in materia di mobilità prese dai governi di un numero crescente di paesi del mondo”. La diretta conseguenza saranno gli “effetti a catena sul movimento delle persone e delle opere nelle prossime settimane”, ovvero nello stesso periodo in cui l’allestimento della mostra avrebbe iniziato a prendere forma e che vede coinvolti “architetti e istituzioni di oltre 60 paesi di tutti i continenti“, oltre alle altre categorie di professionisti del settore, quali critici, giornalisti, e visitatori da varie parti del mondo. L’apertura nei tempi inizialmente previsti avrebbe causati parecchi disagi, che la Biennale di Venezia spera di poter risolvere con il rinvio degli eventi.

Per il momento rimane invece confermato l’altro evento di punta della città lagunare, la Mostra d’Arte Cinematografica, in calendario dal 2 al 12 settembre, che si svolgerà quindi in concomitanza con la Biennale con l’augurio degli organizzatori di “offrire a Venezia e al mondo a fine estate un periodo di grande interesse culturale e di richiamo internazionale“, cosa che auspichiamo tutti e che sicuramente costituirebbe una bella iniezione di fiducia non solo per Venezia, ma per il mondo intero.

RED




Design: Milano vince il “Wallpaper* award” 2019

I giudici della nota rivista inglese di lifestyle, assegnano al capoluogo lombardo il prestigioso premio per il settore design, davanti a Shangai, Vancouver, Helsinki e Sharjah.

Per Wallpaper*, Milano viene definita “città al centro di un’entusiasmante rinascita”, grazie alla presenza tra i committenti di grandi nomi della moda come Giorgio Armani e Miuccia Prada, ma anche dal ruolo dell’architetto e urbanista Stefano Boeri come nuovo Presidente della Triennale. Nome di spicco nel compartimento del design italiano, Boeri, già assessore comunale alla Cultura dal 2011 al 2013, è anche professore di Progettazione Urbanistica al Politecnico di Milano e le sue opere sono state esposte nei più importanti eventi internazionali, tra cui la Biennale di Venezia, il Salone del Mobile di Milano, oltre all’Istituto di Arte Contemporanea di Berlino e il museo d’Arte Moderna di Parigi.

Importanti per l’assegnazione del riconoscimento di Wallpaper* sono senza dubbio gli ottimi progetti urbanistici, sia terminati che work in progress, con cui diversi progettisti hanno contribuito a disegnare il nuovo skyline della città, donandole un appeal che ha conquistato la giuria. Molto rilevante anche la riuscita organizzazione, sempre sotto la direzione di Boeri, dell’evento Arch Week 2018 dello scorso maggio, una finestra intermente dedicata all’architettura, con workshop, installazioni, mostre, performance e conferenze aperti a tutti, che ha ottenuto grande successo.

Per il Sindaco, Giuseppe Sala, «Milano ottiene un riconoscimento importantissimo nel campo del design. Gli addetti ai lavori ci premiano come città che sta vivendo un periodo di eccitante trasformazione, proiettata nel futuro grazie alle sue eccellenze nel campo della cultura e della formazione. Milano è la città del design grazie alle sue istituzioni più prestigiose a cominciare dal Politecnico e a eventi mondiali come il Salone del Mobile. In questi ultimi anni è rinata proprio attraverso i progetti di grandi studi internazionali di architettura. È un momento d’oro per noi che intendiamo proseguire. – ha concluso il Primo Cittadino – La nostra trasformazione della città è appena iniziata».

Il Wallpaper* Design Award giunge neanche un mese dopo il riconoscimento, per la prima volta, al Comune meneghino del titolo di “Città più vivibile d’Italia nel 2018″; secondo la classifica stilata ogni anno dal Sole 24 Ore in base alla qualità della vita della città italiane.

Eva Bergamo




Excellence con il Salon de la Mode a Milano Fashion Week

Chiusa questa settimana a Milano la Fashion Week per le collezioni moda uomo primavera/estate 2019 del mese di giugno 2018. Un ricco il calendario di sfilate che ha visto la presenza, come sempre, di grandi nomi del fashion system internazionale.

Ai brand storici si sono alternate griffe emergenti sulle passerelle in suggestive location cittadine, richiamando decine di migliaia fra giornalisti e buyer provenienti da tutto il mondo, fashion blogger e numerose celebrities.

Evento top “Excellence” che si è tenuto nello storico Palazzo Visconti in via Cino Del Duca 8, a Milano. Evento di “Le Salon de la Mode”,  organizzazione della  fashion managerGabriella Chiarappa.

Appuntamento esclusivo sull’eccellenza italiana e sulle nuove opportunità di business nei mercati emergenti dei Paesi dei Caraibi e dell’America Latina che punta sulle strategie di internazionalizzazione. “Excellence” è patrocinato  dalla Camera di Cooperazione Italo-Araba, dalla CC-ICRD, dalla Camera Nazionale Giovani Fashion Designer, dalla A.O. Fatebenefratelli e oftalmico di Milano e da Italian Industry & Commerce Office in the UAE.

La prima parte della serata ha sorpreso gli ospiti con una performance di tango, un passo a due con Roberto Angelica e Loredana Sartori, sulle note inconfondibili di Santa Maria – Gotan Project, successivamente la serata è proseguita con esposizioni ed allestimenti che hanno animato le splendide sale del palazzo catturando l’attenzione degli invitati; presenti anche angoli dedicati all’arte contemporanea con le creazioni di Andrea Prandi reduce dal successo dell’ultima edizione della Biennale di Venezia, al libro con Scarpediem (storie di scarpe straordinarie) di Pino Ammendola.

Gli affascinanti saloni di Palazzo Visconti sono stati il contenitore di un viaggio tra fashion e accessori, rigorosamente Made in Italy……per gli amanti delle essenze è stato presentato un percorso olfattivo con Danhera e i suoi Profumi d’Atmosfera, Revenge, brand di calzature femminili di altissima qualità, che ha presentato le tre linee Norah, NH.24 e Le Gioie di Capri., le calzature di Ivan Crivellaro, il Brand romano  Beltbag, capolavori ricavati dall’ecologico, “quando il riciclo creativo diventa moda”, il nuovo brand Aishha Haute Couture, le calzature Kiara, il brand J’etrès, foulard come variopinte ali di farfalle.

Infine ci sono state grandi sorprese e momenti destinati alla premiazione con ospiti d’eccezione, artisti che si distinguono nelle categorie cinema, musica, moda e giornalismo, con una giuria presieduta da Roberta Ammendola giornalista Rai e  Pino Ammendola attore, regista e scrittore.

Tra i premiati il grande attore trasformista di fama internazionale Arturo Brachetti, il direttore di Radio Italia, Antonio Vandoni per i suoi 30 di carriera musicale, lo stilista Alviero Martini, il regista Roberto Piana, la stilista dall’anima candida e dall’eleganza inimitabile Angela Bellomo.

Serata che si è conclusa fra “le dolcezze” infatti i cake design di Alice’ Noglù hanno incantato la folla dei partecipanti, media, buyers e clienti, dal laboratorio nel cuore della sua città nativa (Pedaso – FM) fino a Milano l’atelier delle dolcezze ha raccontato- come, con i dolci, si possa dare libero sfogo alla fantasia: “se puoi sognarlo, puoi farlo. Walt Disney”.

RED

 

 

 




IL TOP DELL’ARCHITETTURA MONDIALE ALLA BIENNALE DI VENEZIA 2018

Venezia – Si è aperta ieri, 24 maggio, con la tre giorni di visite dedicata alla stampa e agli addetti ai lavori, la 16ma Mostra Internazionale di Architettura della Biennale di Venezia. Da sabato 26 maggio poi, i padiglioni allestiti nelle sue sedi storiche, ai Giardini e all’Arsenale, saranno accessibili a visitatori, studiosi e appassionati fino a domenica 25 novembre 2018.

Questa edizione della Biennale Architettura 2018, dal titolo Freespace e curata da Yvonne Farrell e Shelley McNamara (Grafton Architects), come ha spiegato il Presidente, Paolo Baratta,  “pone al centro dell’attenzione la questione dello spazio, della qualità dello spazio, dello spazio libero e gratuito”.

Gli architetti partecipanti di questa edizione sono 71. A questi sono poi affiancati quelli raccolti in due sezioni specialiClose Encounter, meetings with remarkable projects (16 partecipanti), che presenterà lavori che nascono da una riflessione su progetti noti del passato; The Practice of Teaching (13 partecipanti), che raccoglierà lavori sviluppati nell’ambito dell’insegnamento.

La Mostra è affiancata da 63 partecipazioni nazionali, di questi, 6 sono presenti per la prima volta alla Biennale Architettura: Antigua & Barbuda, Arabia Saudita, Guatemala, Libano, Pakistan, e Santa Sede (con un proprio padiglione sull’Isola di San Giorgio Maggiore). Il Padiglione Italia alle Tese delle Vergini in Arsenale, sostenuto e promosso dal Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, Direzione Generale Arte e Architettura Contemporanee e Periferie Urbane, è curato Mario Cucinella con il titolo di Arcipelago Italia.

Il Padiglione Russia (Station Russia), che ha sede ai Giardini, è curato invece da Semyon Mikhailovsky.  Questi gli espositori: Studio 44, Metrogiprotrans, Liteinaya Chast-91, Nikken Sekkei, Citizen Studio, Studio 911, NER (New Element of Resettlement), Arden Vald, Anatoly Akue, Mikhail Rozanov.

Gli Eventi Collaterali promossi da enti e istituzioni nazionali e internazionali senza fini di lucro, sono organizzati in numerose sedi della città di Venezia. Propongono un’ampia offerta di contributi e partecipazioni che arricchiscono il pluralismo di voci che caratterizza la mostra di Venezia.

RED

(foto: Alessandra Costantino)

 




TUTTI I VINCITORI DELLA 74a MOSTRA INTERNAZIONALE D’ARTE CINEMATOGRAFICA DI VENEZIA

Venezia – Qualcuno ha detto che quello dell’edizione 2017 della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, è un Leone d’Oro da 110 chili, facendo riferimento al peso del messicano Guillermo Del Toro che ha appunto vinto con il suo magico “The Shape of Water”.

Alessandro Borghi, madrino del Festival di Venezia 2017, in Gucci “illuminante”, nella introduzione alla serata finale, ha raccontato il suo festival e insieme rivelato il segreto di un’edizione “speciale”, che ha davvero puntato sul cinema, le sue storie, i suoi personaggi, i suoi background. L’attore romano ha ringraziato famiglia, fidanzata, Claudio Caligari (il regista che l’ha lanciato con Non essere cattivo) e tutti gli incontri/sogni/momenti della sua Venezia 2017. Ha citato Jim Carrey visto di persona e sullo schermo, la colazione di Donald Sutherland, i divi incrociati… La sua vita privata (reale) e il mondo dei suoi sogni (coronati).

Venezia 2017 è stato un mix di tutto. Di America, Italia, Giappone, Libano… Di tante nazionalità come quelle della giuria, come ha ricordato la presidenta Annette Bening. Di fantasy e di musical (partenopeo…). Un documentario lungo 3 ore sulla più grande biblioteca newyorchese e la storia di un ragazzo che attraversa gli States con un cavallo da corsa.

Un western australiano premiato a sorpresa (Sweet Country, con tanto di aborigeni) e un attore teatrale palestinese venuto dal Libano e dalla sua storia di guerre senza fine alla sua prima prova da professionista e premiato con la Coppa Volpi (per il piccolo bellissimo e bellico The Insult)…

#Venezia74 è stato Charlotte Rampling che è Hannah e che ha ritirato la sua Coppa Volpi con la stessa giacca Giorgio Armani Privé con cui si era presentata al photo call del film.

E ancora… Una cantante bellissima e famosissima in fuga dalla sua bellezza e dalla sua fama (il vincitore della sezione Orizzonti Nico, 1988: con una protagonista, Trine Dyrholm davvero speciale, e un film di due antropologi su un caso famosissimo di cannibalismo (Caniba, film scandalo annunciato e premiato nella sezioni Orizzonti)…

La realtà virtuale (new entry, con una sezione e tre premi tutti suoi) e la tv (Suburra, i Leoni d’Oro alla carriera a Jane Fonda e Robert Redford e via così. Col mondo e i film riuniti al Lido di Venezia per 10 giorni e con pochissime delusioni.

Il Festival  è organizzato dalla Biennale di Venezia, una delle più importanti istituzioni culturali al mondo. Il nome esatto del festival è “Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica”. È considerato importante sia per il cinema in quanto arte (l’anno scorso vinse un film filippino in bianco e nero, lungo più di tre ore, con lunghe inquadrature fisse) sia per il cinema dal punto di vista economico e sociale, che dà del lavoro ad alcune persone e ne fa divertire o emozionare altre.

Il festival di Venezia è il più antico del mondo (arrivò un paio d’anni dopo gli Oscar, ma quelli sono premi, non un festival con proiezioni di film nuovi) ed è anche piuttosto importante: già da qualche anno se ne parla come di una rampa di lancio per gli Oscar” perché capita spesso che i film prestigiosi che vengono presentati finiscano poi per vincere come Miglior film agli Oscar, com’è successo nel 2015 e nel 2016 con Birdman e con Spotlight. Un anno fa a Venezia fu presentato La La Land, che poi vinse l’Oscar per il Miglior film solo per un paio di minuti. Oltre a La La Land, che comunque è andato molto bene sotto diversi punti di vista,  un anno fa a Venezia furono mostrati per la prima volta anche Arrival, Jackie, Animali notturni e i primi episodi di The Young Pope. Nel 2016 il Leone d’oro fu assegnato a The Woman Who Left, il 19º film del regista filippino Lav Diaz: molto noto tra i critici, quasi sconosciuto a gran parte del pubblico.

Ecco tutti i vincitori del Festival del Cinema di Venezia 2017, compreso i tre neonati Venice Virtual Reality Awards:

– Leone d’oro per il miglior filmThe Shape of Water di Guillermo del Toro
Gran premio della giuriaFoxtrot di Samuel Maoz
Leone d’argento per la miglior regiaXavier Legrand per Jusqu’à la gard 
Coppa Volpi per la miglior interpretazione femminile: Charlotte Rampling per Hannah
Coppa Volpi per la miglior interpretazione maschile: Kamel El Basha per L’insulte
Miglior sceneggiaturaMartin McDonagh per Tre manifesti a Ebbing, Missouri
Premio Marcello Mastroianni (a un attore emergente): Charlie Plummer per Lean on Pete
Premio speciale della giuriaSweet Country di Warwick Thornthon
Miglior film della sezione Orizzonti: Nico, 1988 di Susanna Nicchiarelli
Premio Leone del futuro per la miglior opera primaJusqu’à la garde di Xavier Legrand

La giuria che ha assegnato i premi principali era presieduta quest’anno dall’attrice statunitense Annette Bening e ne facevano parte: la regista e sceneggiatrice rumena Ildikó Enyedi, il regista messicano Michel Franco, il regista Edgar Wright, il regista cinese Yonfan, il critico cinematografico David Stratton, e le attrici Rebecca Hall, Anna Mouglalis e Jasmine Trinca. Durante quest’edizione del festival sono stati assegnati anche due Leoni alla carriera, a Jane Fonda e a Robert Redford, prima della proiezione di Le nostre anime di notte, il loro film fuori concorso.

Durante la cerimonia sono stati anche assegnati dei premi per la Miglior storia in realtà virtuale (a Bloodless), per la Miglior esperienza in realtà virtuale (a La camera insabbiata) e per la Miglior realtà virtuale (a Arden’s Wake).

Il film The Prince and the Dybbuk ha vinto il Premio Venezia Classici per il Miglior documentario sul cinema; il premio per il Miglior film restaurato è andato a Idi Smotri. Il Premio per il Miglior cortometraggio è andato a Gros Chagrin. Il premio per il Miglior attore della sezione OrizzontiNavid Mohammadzadeh, quello per la Miglior attrice della sezione orizzonti a Lyna Khoudri. Il premio per la Miglior regia della sezione Orizzonti l’ha vinto Vahid Jalilvand per il film Bedoune Tarikh Bedoune Emza.

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L’album con tutte le foto di #Venezia74