Franco Mannino, uno tra i più grandi musicisti del ‘900

Il M° Franco Mannino

Franco Mannino, protagonista della scena musicale internazionale, fu artista geniale e completo: pianista, direttore e compositore; fu inoltre anche scrittore, organizzatore, didatta, direttore artistico e molto altro.

La formazione e la carriera concertistica  

Franco Mannino nasce a Palermo il 25 aprile 1924; si trasferisce poi a Roma diventando allievo di Renzo Silvestri per il pianoforte e di Virgilio Mortari per la composizione, diplomandosi a Santa Cecilia in entrambe le materie. Debutta ufficialmente come pianista a 16 anni ed inizia quindi giovanissimo la carriera concertistica, affermandosi subito come straordinario pianista. Fu un grande virtuoso, ma essendo prima di tutto un musicista completo, il virtuosimo era al servizio dell’intelligenza musicale. Fu interprete di un vasto repertorio dal barocco al ‘900. Questa sua attività pianistica nel corso degli anni in parte diminuira’ per dedicarsi soprattutto alla direzione ed alla composizione. Negli anni ‘40 Mannino inizia a collaborare con l‘EIAR a Roma ed in quel periodo nasce anche la sua amicizia artistica con il leggendario direttore d’orchestra Franco Ferrara. Nel 1946 Mannino effettua una serie di concerti in America (fu il primo pianista italiano invitato li’ dopo la guerra) entrando in contatto con i più grandi musicisti del momento che vivevano in America, come Toscanini, Horowitz, Stravinsky e molti altri di questo livello.

Tornato in Italia conosce il grande maestro Tullio Serafin che lo incoraggia a cimentarsi con la direzione d’orchestra, volendolo come suo assistente per la preparazione di varie opere liriche. Successivamente nei primi anni ’50 , Mannino inizia quindi la sua attività come direttore d’orchestra. Fu un grande direttore, (tra l’altro solitamente dirigeva e concertava tutto a memoria) con un vasto repertorio ma con una preferenza per il repertorio novecentesco e operistico. La sua carriera direttoriale lo porterà ad esibirsi in tutto il mondo nei principali teatri e con le principali orchestre, ma ricordiamo in particolare il suo legame con la Russia, dove registrò anche vari dischi con l’Orchestra filarmonica di Leningrado, essendo molto stimato dal leggendario direttore Evgenij Mravinskij che lo invitò più volte a dirigere la sua orchestra. Mannino è stato inoltre il primo direttore d’orchestra italiano invitato in Cina a dirigere le orchestre di Pechino e Shanghai. Dal 1982 al 1986 fu direttore stabile dell’orchestra di Ottawa in Canada, dove venne poi anche fondato un “Festival Mannino” in suo onore e dove tenne dei corsi di direzione d’orchestra. Dal 2000 al 2002 è stato direttore dei “Solisti Aquilani”. Molti grandi interpreti del secolo scorso hanno collaborato in opere e concerti da lui diretti o eseguito sue composizioni; in particolare ricordiamo la sua collaborazione e amicizia col grande violinista Leonid Kogan. Sarebbe impossibile riassumere i tanti eventi importanti della lunga attività concertistica del maestro, ma ricordiamo qualche momento significativo dei suoi ultimi anni di carriera: Nel 1997 diresse il concerto di apertura del ricostruito Teatro Massimo di Palermo, nel 2000 in occasione del Giubileo, diresse al Colosseo la sua “Missa Solemnis” con l’orchestra e coro del Teatro dell’opera di Roma. Attivo fino a poco prima di morire, il suo ultimo concerto fu a Caserta nel dicembre 2004. Il maestro muore a Roma il 1 febbraio 2005. 

il compositore 

Mannino fu un talento precoce, come si può notare anche in quella che fu la sua prima composizione ufficiale, la Toccata op.1 per pianoforte, scritta nel 1932; in questo pezzo c’è forse qualche ingenuità, ma certamente è una composizione notevole per un bambino di otto anni, in particolare per l’impegnativa scrittura pianistica; é un breve brano nel tipico carattere brillante delle toccate, con richiami a Debussy e Prokofiev. Nel 1956 viene rappresentato alla Scala il suo balletto “Mario e il mago” (da un racconto di T.Mann) con la regia di Luchino Visconti, che ebbe un grande successo e fu premiato in Francia con il premio Diaghilev. Seguirà’ poi la sua prima opera lirica “Vivì” che fu composta nel 1957 e divenne in breve uno dei suoi pezzi più rappresentati; e’ un’ opera gradevole con riferimenti al jazz, alla tradizione Pucciniana ed altri. Come operista Mannino può essere in parte accostato ad un altro suo celebre contemporaneo autore di opere liriche, Gian Carlo Menotti. La prima esecuzione ebbe luogo nel 1957 al Teatro San Carlo, con la direzione di Serafin. Per quest’opera la regia fu curata dal giovane Franco Zeffirelli. Nel 1991 Mannino diede le dimissioni da tutti i suoi incarichi ufficiali, in modo da avere più tempo da dedicare e alla composizione, continuando a scrivere fino alla fine della sua vita. 

Compositore ecclettico, fu certamente tra i più prolifici compositori del ‘900, (insieme a suoi colleghi contemporanei Kreneck e Milhaud) autore di oltre 600 composizioni che spaziavano in tutti i generi: cameristici, sinfonici, operistici, corali, pezzi da concerto, brani pianistici ecc. senza contare anche un centinaio di colonne sonore e perfino delle canzoni scritte sotto pseudonimo. Ovviamente poi non sempre quantità vuol dire qualità, ma questo è un altro discorso, anche perché ad avere tanta faciltà musicale c’è il rischio di diventare dei “mestieranti” ma del resto anche nel barocco e nel classicismo ci sono stati vari compositori dal catalogo immenso (Vivaldi, Bach, Haendel) ma talvolta anche di vario livello, per esempio Telemann e successivamente anche personalità come Mozart e Haydn che oltre tanti capolavori scrissero anche però tanta musica d’occasione. 

Mannino fu compositore essenzialmente legato alla tonalità, utilizzata in maniera “allargata” come tipico di tanti compositori del ‘900, spesso con influssi vari sia tardoromantici che neoclassici, ma con una sapienza tecnica che gli consentiva di scrivere anche in qualsiasi stile; rifiutò però le avanguardie estreme tipiche di molti suoi coetanei; ovviamente ora la storia sta dando ragione a questo tipo di posizione che fu scomoda all’epoca ma vincente oggi, dove finalmente gli autori “tonali” del secondo ‘900 stanno riavendo il loro posto nella storia e dove gli avanguardisti iniziano ad essere ridimensionati (tranne dai soliti fanatici e cultori del nulla che ancora oggi difendono certe “avanguardie”.)

Il cinema 

Una parte importante della produzione di Mannino è quello delle musiche da film, dove (anche se non raggiunse i vertici di suoi colleghi come Rota o Morricone) fu certamente uno dei più importanti autori italiani per il cinema degli anni ’50/60/70.  In particolare sono da ricordare le sue importanti collaborazioni con Luchino Visconti (del quale Mannino sposò poi la sorella). Questa fu una collaborazione ideale sia perchè il regista conosceva la musica (aveva studiato violoncello) sia perchè lasciava al compositore piena autonomia nello scrivere.

Ricordiamo alcuni dei titoli più famosi per i quali scrisse le musiche o curò gli arrangiamenti, film che hanno fatto la storia del cinema come: “Bellissima”, “Gruppo di famiglia in un interno”, “Ludwig”, “Morte a Venezia”, “L’innocente”. In particolare grazie a “Morte a Venezia”, Mannino contribuì alla diffusione della musica di Mahler, eseguendo alcuni suoi brani nel film. Invece per la colonna sonora de “l’Innocente” Mannino vinse il David di Donatello.

Altre attività 

Mannino fu anche attivo come organizzatore e direttore artistico, ricordiamo alcuni momenti significativi di questa carriera: nel 1968 crea gli “Incontri Musicali Romani” dove fece esibire tanti grandi artisti del momento, spesso anche per la prima volta in Italia. Dal 1969 al 1971 fu Direttore artistico del Teatro San Carlo di Napoli. Nel 1970 viene eletto Accademico di Santa Cecilia a Roma e Presidente dell’Accademia Filarmonica di Bologna. 

Mannino fu anche scrittore. In particolare ricordiamo il suo libro di carattere autobiografico, “Genii“, dove racconta i suoi vari incontri con le più grandi personalità del secolo, non solo musicisti ma anche attori, scrittori, pittori, registi, principi, politici ecc. un libro pieno di anedotti e notizie interessanti. Ha inoltre scritto libri di argomento musicale, saggi e testi di narrativa.

Il maestro ebbe numerosissimi premi e riconoscimenti durante tutta la sua lunga carriera; citarli tutti sarebbe difficile, ricordiamo in particolare diverse onorificenze ufficiali dalla Repubblica italiana.

Mannino per vari aspetti può essere visto come una specie di Leonard Bernstein italiano, per via del suo talento poliedrico che utilizzava in tutte le sue attività musicali, dal suonare al dirigere al comporre fino alla divulgazione musicale ed è per questo certamente da ricordare come uno dei principali e più completi musicisti del’900. 

Keith Goodman (Pianista, direttore, compositore) 




CONCERTI A ROMA CON IL SOPRANO RUSSO NATALIA PAVLOVA

Venerdi  10​ Gennaio  alle 19-30​ a Roma nell’antichissima Basilica di San  Vitale in via Nazionale, a fianco di  Palazzo delle Esposizioni si terra’ il Concerto di Musica Sacra per 2 Celli  ​ e Soprano, si esibisce  Natalia Pavlova, con Marco Algenti e Bernardino Penazzi. Con la partecipazione straordinaria dell’organista Alessandra  Cicaglioni.
Nel concerto verranno eseguiti  brani di Vivaldi, Cesti, Purcell, Bach, Handel, il programma contiene anche le prime dei brani per voce e 2 Celli di Marco Algenti “Stella Maris”, Bernardino Penazzi​ “Angus Dei , del  grande Giovanni Sollima sarà eseguito il brano  “Voi sapete che v’amo (after Arcadelt) , tutti questi brani sono stati adattati dai compositori  appositamente per la voce del Soprano Natalia Pavlova.
Il brano di Sollima è ispirato​ al quadro di Caravaggio che si intitola “il suonatore di liuto”.
Ecco come Giovanni​ ha spiegato a Natalia​ il suo brano :” In realtà il brano fa parte di un lavoro del 2001 – appunto “Caravaggio” – che ho scritto per il Balletto di Torino, a suo tempo questo brano, l’unico vocale nell’intero lavoro, lo cantava un sopranista. ​Il frammento melodico che utilizzo – un po tra l’ossessione e il bassorilievo – è presente in uno dei dipinti “musicali”​ di Caravaggio, dove il pittore con precisione maniacale, riportava strumenti musicali e frammenti di partiture. Dopo un paio di mesi di ricerche scoprii che si trattava in massima parte di compositori fiamminghi e, nel caso di questo brano, di Jacob Arcadelt e di un Madrigale nel cui dipinto figura solo una linea di basso che io ho spostato al soprano, quindi capovolgendo tutto. Successivamente ho fatto altri interventi armonizzandola, dando una sorta di sviluppo, ecc ecc.​ Nel 2001 in internet si trovava poco o nulla
dunque  la mia ricerca si svolse praticamente tra libri e telefonate. Praticamente in ambito musicale sono stato il primo a venirne a capo. Oggi vedo che molti hanno postato info di ogni genere. Ad ogni modo fa fede lo spartito riportato fedelmente e con incredibile conoscenza della notazione musicale ad alta risoluzione si legge benissimo… “Come bis sarà eseguito la prima​ Italiana – di un brano di una dell maggiori compositrici  contemporanee russe Iraida Yusupova, dal titolo  ” Salve dolce vergine” per organo , cello e voce.
Sabato 25 Gennaio, nella bellissima chiesa romana  di S. Alfonso De Liguori in via Merulana 26 – si terra un secondo concerto della soprano​ con due ospiti eccezionali da Mosca  :   le pianiste russe Nadeshda e Elena  Karetnikovy​. Il concerto dal titolo  ” Il Sogno infinito di Fellini“è dedicato alla  celebrazione del centenario della nascita degli amici e artisti Federico Fellini  e Tonino Guerra. Al flauto Claudia Cinici. Le due sorelle gemelle  Nadeshda e Elena  Karetnikovy ,   conosciutissime  a livello internazionale,suonano in duetto a 4 mani.  Al concerto parteciperà anche Ludmilla Osipova  – autore e conduttrice della prestigiosa trasmissione del primo canale di stato della  Radio Russa ” I tesori musicali” e il poeta e scrittore David Colantoni. Ascolterete programma poetico-musicale con i brani di Mozart, Verdi, Nino Rota, Bellini, Rossini, Yusupova, le citazioni dai film di Fellini e testi delle poesie, diari, racconti e lettere di Federico Fellini e Tonino Guerra! Ospite d’onore  la bellissima moglie di Tonino Guerra, Lora Guerra. Il Concerto​ sarà trasmesso sul Primo canale di Radio​ Statale​ di Russia Radiorus.ru.
Info sugli artisti :
  • Natalia Pavlova, soprano, discendente di A. Puskin,si è esibita in Russia, Europa​ e USA con alcune delle maggiori orchestre tra cui la Svetlanov Symphony Orchestra, diretta da V. Yurovsky, Orchestra Di Padova e del Veneto,  Accademia di musica antica, diretta da T. Grindenko, ensamble dei 100 Celli di Sollima  e altri.​ è stata un’attrice e cantante nel teatro di Mosca “Scuola dell’arte​ ​ Dramatica”, diretto da Anatoly Vasiliev.​ Attiva nell’esecuzione di musica antica e contemporanea ,  Si è esibita in alcune delle più​ famose sale da concerto del mondo,  fra cui  la Carnegie Hall di New York, l’Auditorium di Roma, la sala​ Ciajkovskij, International House of Music e Manesh di Cremlino in Mosca,  la Grande sala di Sciostakovich in San Pietroburgo e altre ancora.​ Fa parte del Consiglio artistico del Primo Festival Internazionale della Cultura russa Russian Rome a Palazzo Poli a Roma.​ Ha ricevuto il Leone d’argento al Festival internazionale di Narnia, è vincitore del premio internazionale “Clean Sound”
    Intervista di Natalia in Voice of New York: https://www.lavocedinewyork.com/en/arts/2019/11/03/natalia-pavlova-from-russia-with-a-love-for-italian-culture-and-music-also-in-ny/. Qui si può ascoltare l’ intervista di Natalia sul primo canale della radio di Stato Russa,  nella  trasmissione “I tesori musicali” di​ Ludmila Osipova : https://www.radiorus.ru/brand/64055/episode/2229460?fbclid=IwAR2EuqUm9xwpcX6qQlOy0RlMLCy16AQtqyPLEqYM84yz0_8Fw2DYM0ZADDk
  • Marco  Algenti  ha​ collaborato con l’ orchestra del teatro dell ‘Opera di Roma e la Scala di Milano con artisti internazionali quali Uto Ughi, Riccardo Muti, Giovanni Sollima, Gustavo Dudamel. intraprende attivita’ solistica​ e la musica da Camera​ in importanti festival italiani ed europei.
    Come compositore e direttore d’orchestra​ ha realizzato colonne sonore per il teatro ,cinema e televisione collaborando con Rai ,Mediaset e Fandango.Tra i suoi antenati il compositore napoletano Antonio Porpora che fu’ maestro​ di Haydn.
  • Bernardino Penazzi è un violoncellista dell’orchestra di Santa Cecilia, artista affianca alla sua attività di musica classica a quella di performer nel jazz e nella world music. Ha partecipato a vari festival internazionali in Vienna, New Daly,​ Roma, Parigi​ e collabora con grandi direttori d’ orchestra, come Temirkanof, Petrenko, Pappano ect.
  • Alessandra Ciccaglioni   ha conseguito i diplomi di pianoforte e composizione presso il Conservatorio di Musica S. Cecilia dove ha successivamente intrapreso lo studio dell’organo sotto la guida del M° Alberto Pavoni. Ha frequentato come allieva attiva masterclass organistiche tenute dai maestri Ludger Lohmann, Francesco Cera e Ben Van Oosten e ha preso parte a diverse rassegne (Un organo per Roma 2019, Mascagni Young Generation Festival 2018, Rassegna Organistica S. Maria della Mercede 2018). E’ organista presso la Chiesa di S. Francesco a Ripa in Trastevere a Roma.
Irina Raskina



Natalia Pavlova in concerto a Roma il 29 settembre

Domenica 29 settembre alle 19-30 a Roma nel luminoso scenario della Basilica di Santa Maria in AraCoeli, si terra IL CONCERTO DI MUSICA SACRA per 2 Celli, organo  e Soprano Natalia Pavlova, soprano proveniente dalla Russia e discendente dell’ineguagliabile poeta Alexander Puskin. Natalia è appena tornata dal turne in USA dove ha tenuto un  concerto al Carnegie Hall di New York con una Standing ovation applauditissima e appena dopo il ritorno ha presentato a Roma  il nuovo programma AVE MARIA con l’organista da Mosca, Marina Omelchenko   in Basilica dei Santi XII Apostoli, dove è avvenuto  l’incontro tra artisti, quello tra Natalia Pavlova, Marco Algenti e Bernardino Penazzi. Invece con organista Giamila Berre Natalia ha già eseguita in passato il concerto in splendida Basilica in AraCoeli.

Il 29 settembre i musicisti daranno vita ad un concerto di musica SACRA con brani di Bach, Vivaldi, Handel a altri ancora, ma programma contiene anche la prime mondiale assolute: opere per voce e 2 Celli di Marco Algenti e Bernandino Penazzi e opera di grande Giovanni Sollima dal ciclo Caravaggio che si intitola “Voi sapete che vi’amo” (after J. Arcadelt) , la nuova versione per soprano e 2 Celli, la  quale il compositore ha scritto per la voce di Natalia. Il brano fu ispirato  dal quadro di Caravaggio che si intitola “il suonatore di liuto”, sempre che si tratti di un titolo dato dall’autore stesso.
Ecco come Giovanni  ha spiegato a Natalia  il suo brano :”In realtà il brano fa parte di un lavoro del 2001 – appunto “Caravaggio” – che ho scritto per il Balletto di Torino, a suo tempo questo brano, l’unico vocale nell’intero lavoro, lo cantava un sopranista.​
Il frammento melodico che utilizzo – un po tra l’ossessione e il bassorilievo – è presente in uno dei dipinti “musicali”  di Caravaggio, dove il pittore con precisione maniacale, riportava strumenti musicali e frammenti di partiture. Dopo un paio di mesi di ricerche scoprii che si trattava in massima parte di compositori fiamminghi e, nel caso di questo brano, di Jacob Arcadelt e di un Madrigale nel cui dipinto figura solo una linea di basso che io ho spostato al soprano, quindi capovolgendo tutto. Successivamente ho fatto altri interventi armonizzandola, dando una sorta di sviluppo, ecc ecc.​ 

Nella versione originale ho utilizzato più strumenti e anche un controviolino (uno strumento da gamba, un piccolissimo violoncello accordato come il violino ma un’ottava sotto, e dal suono angelico) che feci costruire. In questa versione i 2 violoncelli smanettano non poco.​
Nel 2001 in internet si trovava poco o nulla sull’argomento e la mia ricerca si svolse praticamente tra libri e telefonate. Praticamente in ambito musicale sono stato il primo a venirne a capo. Oggi vedo che molti hanno postato info di ogni genere. Ad ogni modo fa fede lo spartito riportato fedelmente e con incredibile conoscenza della notazione musicale ad alta risoluzione si legge benissimo… “

Programma del concerto

  • Bach “Mein gläubiges herze” – cantata 68
  • Bach “Ich ruf zu dir mein goth”
  • Vivaldi “Domine Deus” – oratoria Gloria
  • Handel “OH! hade I Jubals lyre” – oratoria Joshua
  • Vivaldi “motetto per voce e basso continuo”
  • Scarlatti – solo per soprano e cello da Magnificat
  • Marco Algenti  – Ave  Maris Stella
  • Bernardino Penazzi – Domine Deus
  • Donizetti – “Tecum principum”
  • Iraida Yusupova – Salve Dolce Vergine
  • Giovanni Sollima – “Voi sapete che v’amo” (after J. Arcadelt dal Caravaggio)

NATALIA PAVLOVA,

discendere di A. Puskin, si è esibita in Russia, Europa  e USA con maggiori orchestre tra cui la Svetlanov Symphony Orchestra, diretta da V. Yurovsky, Orchestra Di Padova e del Veneto, Dei Marsi, Accademia di musica antica, diretta da T. Grindenko, 100 Celli e molti altri.  Era un’attrice e cantante nel teatro di Mosca “Scuola dell’arte   Dramatica”, diretto da Anatoly Vasiliev.  Attiva nell’esecuzione di musica dall’antichità ad oggi, Natalia anche  ha cantato le prime mondiale in  esibizioni e registrazioni dei  brani dei compositori  Giovanni Sollima, Venus Rey e Iraida Yusupova, composti appositamente per la sua voce, brani di Vladimir Martynov.  Si è esibita in une delle più  famose sale da concerto del mondo, come la Carnegie Hall di New York, l’Auditorium di Roma e Terme di Caracalla, la sala  Ciajkovskij, International House of Music e Manesh di Cremlino in Mosca, Grande sala di Sciostakovich in San Pietroburgo e altre ancora.  Fa parte del Consiglio artistico del Primo Festival Internazionale della Cultura russa Russian Rome a Palazzo Poli a Roma.  Diverse volte è stata un ospite speciale su RAI 1.Ha ricevuto il Leone d’argento al Festival internazionale di Narnia.

BERNARDINO PENAZZI,

è un violoncellista dell orchestra di Santa Cecilia, affianca alla sua attivita di musica classica quella di performer nel jazz e nella world music. Ha partecipato a vari festval internazionali in Vienna, New Daly,  Roma, Parigi ect
Callobora con grandi direttori d’ orchestra, con Temirkanof, Petrenko, Pappano ect.
Ecco come Bernardino  racconta della   sua nuova opera, che sarà  presentata  in concerto :”Domine deus    nasce da un esperienza inedita su testo in latino, il brano è stato pensato per la voce di Natalia Pavlova, è il breve brano in tempo ternario e prende spunto  da una seconda discendente con  una pausa in battere
cone una Lamentazione, e si sviluppa brevemente per tornare poi al tema iniziale esposto un tono sopra ..”

Marco Algenti ha collaborato con L’ orchestra del teatro dell ‘Opera di Roma e la Scala di Milano con artisti internazionali quali Uto Ughi, Riccardo Muti, Giovanni Sollima e Gustavo Dudamel. intraptende l’’Attivita’ solistica  e la musica da Camera  in importanti festival italiani ed europei.
Come compositore e direttore d’orchestra  ha realizzato colonne sonore per il teatro ,cinema e televisione collaborando con Rai ,Mediaset e Fandango. Tra i suoi antenati il compositore napoletano Antonio Porpora che fu’ maestro  di Haydn. Il brano Ave Maris Stella  di Marco Algenti nasce da uno studio di Duport, un compositore  e violoncellista francese del 1700, grande virtuoso dell ‘epoca. Ecco come ne parla Marco stesso:”Ho voluto riadattare lo studio per violoncello cambiando ritmi e aggiungendo una melodia valorizzando la modernita di questa musica che gia’ all ‘epoca anticipava di 300 anni il minimalismo attuale.”

Giamila Berrè , diplomata in pianoforte,  organo e musica sacra ha al suo attivo concerti da solista,  formazioni cameristiche e in orchestra. È  titolare della cattedra di organo al Conservatorio Casella di L’Aquila.

Vi aspettiamo Domenica 29 settembre alle ora 19 30 in Basilica in AraCoeli. Free Entrance! Entrata libera!

Irina Ras




MUSICAL SU GHIACCIO: IL 6 OTTOBRE “ROMEO & JULIET” MADE IN RUSSIA ALL’ARENA A VERONA

Verona – Sarà proprio a Verona la prima tappa europea di “Romeo & Juliet”, il musical su ghiaccio diretto dal coreografo dei Mondiali di calcio 2018, Ilya Averbukh, in programma all’Arena scaligera il 6 ottobre. Realizzato in collaborazione con l’Associazione Conoscere Eurasia in veste di partner ufficiale dell’evento, Russian Seasons Italy 2018 e Comune di Verona, lo spettacolo conta su una produzione di 250 persone e vede calati nei panni dei celebri amanti shakespeariani i pattinatori e campioni olimpici – oltre che due volte campioni del mondo e cinque volte campioni europei – Tatiana Totmianina e Maksim Marinin, affiancati da altri pluripremiati sportivi, ma anche da artisti, cantanti e ballerini. Un allestimento monumentale, con tecnologie sceniche innovative e incredibili effetti speciali, ma che conserva una grande attenzione alla narrazione, dalla cura dei dettagli alla musica, con arie di Mozart, Prokofiev, Bach e Mendelssohn alternate a brani originali composti dal maggior compositore russo per musical, Roman Ignatiev.

“Si tratta di uno spettacolo unico – ha spiegato Antonio Fallico, presidente dell’Associazione Conoscere Eurasia –, un tributo a William Shakespeare, ma anche alla città teatro di questo amore leggendario. Per questo Ilya Averbukh ha lavorato perché la storia di Romeo e Giulietta, dopo aver conquistato oltre un milione di persone in Russia lo scorso anno, riprendesse vita anche in Italia proprio a partire da Verona”. Sarà poi Torino (19 – 20 ottobre) ad ospitare il secondo e ultimo appuntamento europeo del musical che, dopo aver trasformato anche il Palavela in una pista di pattinaggio da 1.250 metri quadrati, darà spettacolo nel 2019 negli Stati Uniti e in Cina. I due eventi italiani si inseriscono nel programma del festival “Russian Seasons”, un progetto internazionale di promozione culturale voluto dal Governo russo che, dopo il Giappone nel 2017, vede quest’anno l’Italia protagonista di oltre 40 appuntamenti tra arte e musica.

Classe 1973, il produttore russo Ilya Averbukh è stato a sua volta un pattinatore iridato, campione del mondo e argento olimpico, e ha contribuito alla realizzazione delle più famose cerimonie sportive, come i Mondiali di calcio 2018, i Giochi Olimpici di Sochi e i Campionati mondiali di Hockey. Tra le stelle dell’ice skating figurano nel cast anche Roman Kostomarov (campione olimpico di Torino 2006, due volte campione del mondo e tre volte campione europeo), Alexei Yagudin (campione olimpico, due volte campione del mondo e tre volte campione europeo) e Albena Denkova e Maxim Stavinsky (due volte campioni del mondo di danza su ghiaccio).

RED