I servizi speciali occidentali collaborano con i terroristi per destabilizzare l’Asia centrale 

Vladimir Putin e Sergey Naryshkin

I servizi speciali degli Stati Uniti e del Regno Unito stanno collaborando con gruppi terroristici per destabilizzare la situazione nei paesi dell’Asia centrale, ha detto ai giornalisti il ​​direttore del Servizio segreto straniero russo (SVR), Sergey Naryshkin.

Nonostante la vergognosa fuga degli americani dall’Afghanistan alcuni anni fa, i servizi speciali britannici e americani non smettono ancora di collaborare con gruppi terroristici clandestini per destabilizzare la situazione non solo in Afghanistan, ma anche nei vicini stati dell’Africa Centrale L’Asia e l’intera Eurasia”, ha detto.

Naryshkin ha sottolineato che “strutture terroristiche odiose come Al-Qaeda (vietata in Russia – TASS) e ISIS (il nome obsoleto del gruppo terroristico Stato islamico, IS, vietato in Russia) sono la prole delle forze speciali di Stati Uniti e Regno Unito Servizi.” “Finora questi servizi speciali si sono avvalsi di tali organizzazioni terroristiche”, ha sottolineato. “La Siria è l’esempio più vivido, ma non è affatto l’unico, e l’Afghanistan è lo stato più colpito in questo senso“, ha detto il capo dell’SVR.

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Uzbekistan: il Paese di Amir Temur punta su Turismo e cultura

Sicuramente l’Uzbekistan con la sua antica storia e ricca cultura, è da sempre considerato un luogo da sogno da visitare. In questo meraviglioso Paese si possono infatti trovare capolavori architettonici che fanno parte della storia secolare degli uzbeki, una natura spettacolare, che combina armoniosamente montagne, valli verdi e deserti caldi, innumerevoli folcloristici festival in ogni regione, particolarità gastronomiche uniche che sono delle vere delizie culinarie e villaggi etno-turistici.

Ogni angolo dell’Uzbekistan possiede delle particolari caratteristiche che lo rendono spettacolare. A Tashkent, si può fare una passeggiata utilizzando una delle metropolitane tra le più belle al mondo o vedere il manoscritto più antico: il Corano di Usman. Nelle città storiche incluse nella Lista del Patrimonio Culturale dell’UNESCOSamarcanda, Bukhara, Shakhrisabz e Khiva, è possibile visitare i più antichi monumenti architettonici che hanno conservato echi di epoche passate. Nella parte più meridionale del Paese, Surkhandarya, ci si incanta davanti alla bellezza delle gole di montagna o alle rovine delle antiche città vicino a Termez.

In ultimo, ma non ultimo, tra i tanti motivi per decidere di visitare questo fantastico Paese è la sua cucina. Millenni di storia hanno incorporato nell’arte culinaria un’ampia varietà di ricette, piatti preparati secondo la tradizione, conosciuti in tutto il mondo, come il fragrante pilaf, inserito nella Lista del Patrimonio Culturale dell’UNESCO, la focaccia calda (uzbek “non”) e il tandoor samsa, i lagman o spaghetti orientali, il manti, il mampar, lo shurpa e molte altre pietanze irresistibili al palato, tanto che, dopo averle provate una volta, si vorrà sicuramente assaggiarle nuovamente.

Oggi è facile constatare che questo Stato dell’Asia centrale è già passato nella fase attuativa di un grande progetto di sviluppo economico atto ad impiegare il suo enorme potenziale mercato nei vari settori. Non è un caso che il Presidente dell’Uzbekistan, Shavkat Mirziyoyev, in carica dal 2016, abbia fortemente voluto il Referendum che si terrà il 30 aprile, volto a modificare e rendere più moderne e agevoli le leggi della Costituzione uzbeka.

Ma la vera partita l’Uzbekistan sa di doverla giocare nei settori del Turismo e della Cultura ed è proprio qui che intende fare la differenza. Non è un caso che proprio nei giorni scorsi i vertici del Ministero del Turismo e dell’Eredità Culturale della Repubblica dell’Uzbekistan con la collaborazione dell’Agenzia Italia Unica Events , abbiano invitato per un Press Tour un gruppo di giornalisti italiani, tra cui c’era anche il nostro direttore di Russia News e Eurasia News, Gianfranco Vestuto. Fitto il programma di visite a monumenti, siti archeologici e turistici nella capitale, Tashkent (la più grande città dell’Asia centrale in termini di popolazione) e nelle splendide Samarcanda ( dove è sepolto Amir Temur – meglio conosciuto in Europa come il Tamerlano) e Bukhara. A queste visite sono susseguiti incontri istituzionali con Sherzood Sultanov, del Dipartimento marketing e promozione del Ministero della Cultura e del Turismo , con Bobokalonov Sukhrobjon, Direttore del Dipartimento regionale di Bukhara del Turismo e Feruza Akramova della “Silk RoadInternational University of Tourism and Cultural Heritage.

Non tutti se ne sono ancora accorti, ma di fatto l’Uzbekistan è già partito da tempo per far decollare definitivamente un Paese che vuole aprirsi anche alle altre culture, compresa quella occidentale, consapevole del suo potenziale e delle sue radici saldamente attaccate a valori e conoscenze legate al profondo della notte dei tempi. L’antica “Via della Seta“, ancora una volta ci indica la magia di queste Terre.

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Chi fosse interessato a ricevere ulteriori notizie, suggerimenti o approfondimenti su come visitare l’Uzbekistan, può contattarci attraverso l’indirizzo mail del nostro giornale: info@russianews.it

(foto di redazione e di Davide Della Penna)

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TTG TRAVEL EXPERIENCE ALLA FIERA DI RIMINI DAL 9 ALL’11 OTTOBRE: GLI ATTORI ITALIANI ED ESTERI DEL BUSINESS TURISTICO

Rimini – Centotrenta destinazioni straniere, con l’area europea in crescita, un’ampia rappresentanza delle Americhe e dell’Asia e la conferma, dopo il positivo debutto lo scorso anno, dell’African Village, danno la dimensione dell’impronta internazionale di TTG Travel Experience, la manifestazione IEG  (Italian Exhibition Group) dedicata alla Travel Industry che alla Fiera di Rimini, dal 9 all’11 ottobre, chiama a raccolta gli attori del business turistico sia italiani che esteri.

Alla cerimonia di inaugurazione, mercoledì 9 ottobre alle 11.30 alla Main Arena (Hall Sud, ingresso da via Emilia), interverranno l’On. Lorenza Bonaccorsi (Sottosegretario di Stato ai Beni e alle Attività Culturali), Andrea Corsini (Assessore al Turismo e Commercio Regione Emilia-Romagna), Andrea Gnassi (Sindaco di Rimini) e Lorenzo Cagnoni (Presidente Italian Exhibition Group).

A TTG Travel Experience quattro padiglioni del quartiere fieristico (da C1 a C4) saranno occupati dagli espositori della sezione The World, letteralmente un giro del mondo tra le proposte vacanziere dei cinque continenti.

Ricco il panel di appuntamenti dedicati alle destinazioni internazionali che si svolgeranno principalmente nella World Arena, parte integrante del programma di Think Future.

TURISMO ATTIVO IN TURCHIA

Meta internazionale dal fascino irresistibile è anche la Turchia, che sarà al centro di un incontro nell’ambito del progetto speciale che TTG Travel Experience dedica quest’anno al turismo attivo. La BeActive Arenamercoledì 9 ottobre (ore 15,45) ospiterà un approfondimento sulla Turchia meno nota, quella tra montagna, sci e siti archeologici, con gli interventi di Omer Faruk Sonmez, vice direttore commerciale, Europa Meridionale di Turkish Airlines, Serra Aytun Roncaglia, direttrice dell’Ufficio Cultura e Informazioni dell’Ambasciata di TurchiaFrancesco Comotti, consulente strategico DMO Skisilkroad – Dap.

FOCUS SULLA CINA

Denso il programma di appuntamenti dedicati alla Cina, dove IEG co-organizza, attraverso la joint venture EAGLE (Europe Asia Global Link Exhibitions) la Shanghai World Travel Fair (SWTF), tra le principali fiere dell’industria turistica della Cina orientale. Mercoledì 9 ottobre il COTRI (China Outbound Tourism Research Institute) sarà protagonista di un incontro dedicato al mercato del turismo outbound cinese, in continua crescita ma con esigenze e aspettative sempre più specifiche. Nella stessa giornata si parlerà anche degli strumenti on line più efficaci per intercettare il turista cinese grazie a un workshop presentato da Dragon Trail Interactive, agenzia di marketing digitale focalizzata sul turismo cinese. Del Futuro del mercato turistico outbound cinese: il trend della personalizzazione come leva per il mercato europeo si parlerà anche giovedì 10 con un evento nella Main Arena (Hall Sud, ore 10,30) organizzato in cooperazione con Aeroporti di Roma.

I BUYERS

Sono il segnale dell’interesse dei Paesi esteri nei confronti dell’offerta turistica italiana: i buyers arriveranno anche quest’anno in folto numero per partecipare a TTG Travel Experience. Il 95% delle delegazioni, del resto, sono di provenienza internazionale e provengono da 85 diversi Paesi: il 65% circa dall’Europa, il resto da un po’ tutti i Continenti, dalle Americhe, all’Asia, al Medio Oriente, al Sud est asiatico, dall’Africa all’Australia, ai Paesi dell’ex Unione Sovietica. Le delegazioni più numerose si confermano quelle da Stati Uniti, Regno Unito, Russia e Germania, ma anche dalla Cina che dopo il boom dello scorso anno sarà presente con una delegazione ancora più numerosa. Per la prima volta, saranno a TTG buyers provenienti da Cile, Perù, Kuwait, Quatar. In prevalenza (82%) sono interessati al segmento leisure, il 10% al MICE, l’8% circa all’Exclusive Travel.

Saranno coinvolti in tour organizzati sia pre che post evento fieristico. In Lombardia e Veneto nel primo caso, in Liguria, Marche, ad Amalfi e in un tour dedicato al wedding ad Urbino e Como nel secondo.

LE 8 METE SUGGERITE DA NATIONAL GEOGRAPHIC

In collaborazione con National Geographic, durante i tre giorni della manifestazione esperti di NT, insieme al direttore di National Geographic Italia, Marco Cattaneo, racconteranno otto destinazioni turistiche emergenti. Mercoledì 9 ottobre (ore 10,30), Farian Sabahi, giornalista e docente universitaria, esperta di Asia Centrale e Medio Oriente, racconterà l’Uzbekistan. Alle ore 13,30 sarà la volta della Colombia, Porta del Sud America, con una straordinaria varietà di paesaggi, dalle montagne alle spiagge, dalla foresta amazzonica alle città coloniali. Sarà raccontata da Anna Masperto, esperta dei Paesi dell’America Latina e scrittrice, e da Pascual Martinez Munarriz, rappresentante Pro Colombia Italia. Il “tour” della prima giornata si chiude (ore 16,30) con un viaggio ai piedi del Caucaso, in Georgia, insieme a Giacomo Iachia, programmatore ed esperto del Vicino Oriente.

Giovedì 10 ottobre (ore 10,30) il primo racconto riguarderà invece l’Africa sostenibile, ovvero il Botswana. Ne parlerà Francesca Serafin, tour leader, programmatrice ed esperta della destinazione Africa, che a seguire, (ore 13,30) interverrà anche sul Costa Rica (ore 13,30), buen retiro dell’Occidente. Risparmiata dalla guerra civile jugoslava degli anni Novanta, laRepubblica della Macedonia del Nord, paese tutto da scoprire, sarà al centro dell’incontro successivo (ore 16,30) con Paolo Brovelli, programmatore ed esperto di Vicino Oriente e America Latina. Venerdì 11, infine, focus sul Giappone (ore 10,30) che va verso le Olimpiadi del 2020, con Marco Restelli, giornalista, blogger e Orientalista, che alle 13,30 racconterà invece Kerala e Tamil Nadu, ovvero l’altra India.

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Tyumen è la nuova mecca per gli investimenti in Russia

Appena un italiano pensa alla Russia, arrivano alla mente le immagini delle alte mura del Cremlino o i bianchi palazzi di San Pietroburgo attraversati dai placidi canali. Piazza Rossa e Nevskij Prospekt. Nelle statistiche economiche e sociali, le due capitali storiche hanno una collocazione a parte, sono casi tanto peculiari da essere spesso escluse, per dare una dimensione reale dell’altra Russia.

L’altro elemento che balza nel quadro del turista o dell’imprenditore italiano è la vastità, quasi incommensurabile del paese che si allunga come un felino lungo la strada ferrata più lunga del pianeta, la Transiberiana. E allora, si contano le stazioni principali, le grandi città ad est di Mosca che hanno costituito il cuore della produzione industriale nei tempi più drammatici dell’epoca sovietica: Nižnij Novgorod, Perm, Ekaterinburg, Omsk, Novosibirsk e via fino alla “regina dell’oriente” Vladivostok.

Buona parte dell’attenzione e degli investimenti europei, si sono rivolti alle due capitali e alle città di seconda fascia nella Russia europea e asiatica. Allora, nel rating nazionale sull’attrattività delle regioni russe, elaborato dall’Agenzia si aspetterebbe di trovare in testa Mosca e San Pietruburgo, seguite da grandi città come Novosibirsk.

Invece, nel 2018 a primeggiare risulta un territorio della Siberia occidentale, forse sconosciuto agli osservatori occasionali ma non a molte imprese italiane, che riconoscono il suo ruolo strategico per l’economia del paese: la ricca regione di Tyumen.
Il rating è basato su un incrocio di fattori cruciali per il business: la facilità ad addentrarsi nell’ambiente regolatorio, il sostegno alle piccole e medie imprese, la disponibilità di risorse finanziarie ed infrastrutture, e gli istituti di agevolazione per il business.
Nel 2017 la regione si attestava solo al sesto poco, sorpassata dalle grandi città, con un investimento in capitale fisso pari a 290,7 miliardi di rubli, + 20% rispetto all’anno precedente.

Il distretto di Tyumen è la porta della Siberia, a 1700 km e quasi due giorni di treno da Mosca. Nel ‘500 era una delle due capitali del Khanato di Sibir, che poi per estensione ha dato il nome al corpo della Russia asiatica. La città fu distrutta dai cosacchi che inseguivano le preziose pelli siberiane ma furono immediatamente ricostruite dal nuovo stato moscovita, nella sua espansione a oriente. La geografia l’ha sempre benedetta, diventando una stazione di commercio sulla via del tè dalla Cina all’Europa con un considerevole concentrazione di mestieri artigianali.
L’arrivo della ferrovia nel 1885 dà una dimensione industriale ai settori tradizionali, la lavorazione delle pelli, i mobilifici che modellavano i pregiati legni delle foreste siberiane e la cantieristica fluviale. La transizione a centro nevralgico dell’industria pesante avviene durante la Seconda guerra mondiale, quando vengono delocalizzate dalle città del fronte occidentale le produzioni belliche.

Il suo tumultuoso sviluppo corrisponde con la scoperta, negli anni ’60, di immensi giacimenti di petrolio e gas, che attira nella zona industriale della città, una imponente industria di trasformazione. In pochi anni, si assiste ad una crescita rapida della popolazione, attestatasi attorno al milione di abitanti solo al collasso dell’U.R.S.S. Infatti, segreto del benessere nella cittadina siberiana è la sua posizione geografica, a valle di alcuni dei giacimenti più longevi del pianeta e crocevia dei trasporti che collegano la Siberia alla Russia europea.

Se gli impianti estrattivi sono concentrati a centinaia di chilometri, gran parte dei servizi per l’industria e delle sedi delle grandi compagnie petrolchimiche risiedono in città, per via della sua eccellente logistica e delle connessioni aeree, stradali, navali e ferroviarie con il resto del paese. Tyumen, a dispetto delle relative dimensioni demografiche, può addirittura vantare una storica compagnia aerea, la UTair, fondata nel lontano 1967 come una branca di Aeroflot, per ovviare al crescente flusso di traffico diretto nel bacino petrolifero siberiano.

A testimonianza della sua attrattività, legata non solamente, Secondo la classifica redatta nel 2017 da Russian Reporter, Tyumen è la città di medie dimensioni oltre i 600.000 che gode della migliore qualità della vita nella Federazione. Gli introiti municipali assicurati dalla presenza dell’industria petrolifera nella regione, garantiscono alle casse regionali una stabilità che viene reinvestita nei servizi sociali e nel supporto all’economia. La qualità della produzione italiana è riconosciuta nell’apparato industriale della regione, che ha un rapporto privilegiato con primarie aziende nel settore della petrolchimico, della trasformazione e della metallurgia.

Negli ultimi anni molte aziende russe, tra cui Elektrostal Tyumen, il conglomerato di Tobolsk-Polimera e il gruppo petrolifero Antipinskiy NPZ hanno usufruito dei servizi di progettazione e della fornitura di componenti dalle società italiane.

Il gruppo Danieli ha avuto ingenti commesse per forni elettrici, macchine di colata continua e treni di laminazione mentre la «Angelo Cremona» ha fornito l’impianto per la fabbrica di legno compensato di Tyumen, una delle attività non petrolchimiche in maggior sviluppo. Il colosso privato della petrolchimica “Maire Tecnimont”, ha realizzato uno di più grandi impianti di deidrogenazione di propano del paese che a regime ha una capacità produttiva annuale pari a 510 mila tonnellate.

Il piano di sviluppo della città prevede anche incentivi per attrarre investimenti in nuove tecnologie. Nel 2016 Tyumen si aggiunge alla lista delle città russe in cui è stato aperto un parco industriale “Borovskiy” per le start-up, dove sono operative società nel settore alimentare, chimico e meccanico.
L’incubatore di imprese occupa 814 mq con 23 uffici attrezzati e sale riunioni per le piccole imprese innovative, spazi per uffici, una vasta area espositiva di 2084 mq.  In definitiva, la stabilizzazione del prezzo del petrolio e l’abbondanza di risorse naturali, la regione di
Tyumen ha tutte le caratteristiche per essere una delle regioni più dinamiche dell’intera Asia centrale e la prossimità con il Kazakhstan la regione una chiave imprescindibile nei collegamenti eurasiatici per le Nuove Vie della Seta. Sta alle aziende italiane decidere se saltare sul vagone del tumultuoso sviluppo della Siberia occidentale o aspettare la prossima fermata.

Gruppo BPC International




VIII FESTIVAL DELLA MODA RUSSA IL 24 E 25 NOVEMBRE A MILANO

Milano – Il Festival della Moda Russa, riproposto quest’anno per l’VIII edizione nel cuore della capitale dello shopping italiano, costituisce una delle prime e più accreditate manifestazioni che mirano a fornire ai maggiori player del fashion italiano una panoramica completa e aggiornata sul sistema moda del vastissimo mercato russo ed eurasiatico e rappresenta inoltre il trampolino di lancio per l’internazionalizzazione del fashion design russo. Un’iniziativa volta a promuovere l’incontro tra i designer di maggior talento già presenti sul mercato e produttori italiani, showroom milanesi, buyer delle migliori boutique e giornalisti della stampa internazionale.

Quest’anno il Festival potrà vantare partecipanti da ben 10 repubbliche dell’Europa Orientale e dell’Asia Centrale: Federazione Russa, Ucraina, Kazakistan, Georgia, Uzbekistan, Armenia, Estonia, Kirghizistan, Moldavia e Lettonia.

L’organizzazione dell’evento è curata da Società Italiadistributore ufficiale di brand di lusso e di fama internazionale nel settore moda che da più di 20 anni si dedica allo sviluppo di attività volte ad approfondire il dialogo culturale e gli scambi commerciali fra Russia e Italia.

A conferma del taglio internazionale dell’evento, l’ultima edizione del Festival ha ottenuto il patrocinio della Camera Nazionale della Moda Italiana, di Sistema Moda Italia – Federazione Tessile e Moda italiana, e di Soyuzlegprom – Unione russa degli imprenditori del tessile e dell’industria leggera, oltre che  a quello della Provincia di Milano, del Consolato Generale d’Italia a San Pietroburgo, e della CCIR – Camera di Commercio Italo-Russa.

Per maggiori informazioni:
E-mail: festivaldellamodarussa@societaitalia.it
Sito web: www.festivalrussianfashion.societaitalia.it

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