All’Arsenale di Venezia la terza edizione del Salone dell’Alto Artigianato Italiano

Si è chiusa oggi all’Arsenale di Venezia la terza edizione del Salone dell’Alto Artigianato Italiano, che in quattro giorni ha registrato circa 14mila visitatori. Un risultato che conferma il Salone come punto di riferimento per la promozione dei mestieri d’arte e dell’eccellenza italiana, in una cornice unica come quella dell’Arsenale, cuore pulsante della storia della Serenissima.

Con 161 espositori provenienti da tutta Italia, il Salone ha offerto al pubblico un vero e proprio viaggio nelle botteghe d’arte e nelle mani dei maestri che custodiscono e rinnovano saperi antichi. Legno, vetro, tessuti, ceramica, metalli, carta, pietre e materiali preziosi si sono intrecciati con storie di famiglie, comunità e territori, raccontando il valore di un’identità che si riconosce nel fare.

L’iniziativa, promossa dal Comune di Venezia e organizzata da Vela spa, si inserisce nel più ampio progetto “Venezia e la sua laguna: gestione e valorizzazione dei flussi turisticisostenuto dal Ministero del Turismo, con l’obiettivo di tutelare e rilanciare i Comuni a vocazione turistico-culturale legati al patrimonio Unesco. Anche per quest’anno, da parte dell’ente di Certificazione RINA, è stata confermata la certificazione ISO 20121 che testimonia che l’evento è gestito secondo i principi della sostenibilità. Un risultato ottenuto da subito la cui riconferma certifica l’impegno assunto da Vela nelle principali manifestazioni organizzate per conto del Comune di Venezia.

Il Salone dell’Alto Artigianato Italiano è un orgoglio per Venezia e per l’Italia intera ha dichiarato il sindaco di VeneziaLuigi Brugnaro –. L’artigianato è la spina dorsale della nostra cultura e della nostra economia: non solo conserva la tradizione, ma innova, crea lavoro e genera bellezza. È fondamentale che questo patrimonio si rinnovi attraverso i giovani e la trasmissione dei saperi: le nuove generazioni devono essere custodi e al contempo interpreti del fare artigiano, portando con sé il valore di quelle mani che raccontano storie e territori. Con eventi come questo vogliamo ribadire che Venezia non è solo una città che accoglie, ma che produce, valorizza e rilancia il futuro dei mestieri d’arte. Questa città si conferma il palcoscenico naturale di questa celebrazione, dove la storia incontra il presente e dialoga con l’innovazione.  Un arrivederci alla prossima edizione, da giovedì 1 a domenica 4 ottobre 2026 per continuare a celebrare e a dare voce alla bellezza del fare italiano”.

Gli spazi storici delle Tese e delle Nappe si sono trasformati per quattro giorni in laboratori a vista, dove i visitatori hanno potuto osservare le tecniche di lavorazione e comprendere il valore culturale e umano dei manufatti. L’evento ha proposto un’ampia gamma di categorie merceologiche, dal Nord al Sud: gioielli e accessori, sculture e opere artistiche, arredo e complementi, rilegatura e lavorazione della carta, illuminazione e lavorazione dei metalli, lavorazione del marmo e delle pietre, restauro artistico e conservativo, rivestimenti artistici, liuteria, alta sartoria e lavorazione della cartapesta, pianoforti, ombrelli, calzature. E poi i mestieri veneziani, come l’arte del vetro, i merletti, i mosaici e la tessitura.

La Tesa 113, invece, è stata teatro di progetti speciali curati da MUVE Academy, promossa dalla Fondazione Musei Civici di Venezia, frutto delle collaborazioni con scuole e istituzioni culturali locali e nazionali: un ponte tra tradizione artigiana e formazione delle nuove generazioni.

Non solo esposizioni: il Salone si è confermato anche luogo di confronto, dibattito e riflessione, ospitando presentazioni, talk e momenti culturali che hanno messo in dialogo tradizione e contemporaneità. Tra gli appuntamenti più significativi, il convegno sul restauro della cantoria della Scuola Grande di San Rocco, realizzato grazie al lavoro delle maestranze venete, testimonianza concreta del ruolo insostituibile dell’artigianato nella tutela del patrimonio artistico.

Accanto alla valorizzazione del passato, il Salone ha guardato al futuro: è stato presentato il progetto “Archivio delle Mani Maestre”, ideato da Patrizia Ramacci e curato da Gypsea, una collezione di calchi delle mani di artigiani e maestri contemporanei, simbolo di memoria viva e di trasmissione dei saperi.

Il pubblico ha avuto anche modo di partecipare al Public TalkI mestieri dell’arte. Musei in dialogo con le scuole”, promosso dalla Fondazione Musei Civici di Venezia, dove studenti, docenti e istituzioni hanno discusso delle sfide contemporanee dei mestieri d’arte: dalla trasmissione delle competenze alle nuove generazioni al legame tra formazione e lavoro, dalla sostenibilità dei processi produttivi all’apertura all’innovazione, con i musei come punti di riferimento vivi e dinamici per l’apprendimento e la sperimentazione.

Inoltre, nella cornice della terza edizione è stata anche presentata la candidatura del merletto di Burano a IGP promossa dall’Associazione Il Merletto di Burano, che riunisce cinque storici produttori dell’isola. L’iniziativa rappresenta un passo fondamentale per la tutela di una tradizione iconica di Venezia e per la valorizzazione delle maestranze locali.

Gli appuntamenti ormai consolidati del Salone Nautico, attivo dal 2019, e del Salone dell’Alto Artigianato Italiano, inaugurato nel 2023, dimostrano concretamente quanto sia strategico questo connubio tra filiera locale e utilizzo temporaneo di aree cittadine. L’Arsenale in particolare, con i suoi spazi pubblici recuperati e resi disponibili in forma temporanea e non vincolante, diventa un luogo di incontro e confronto tra realtà produttive locali e operatori nazionali e internazionali.– aggiunge Fabrizio D’Oria, direttore operativo di Vela spa –. Questa edizione conferma la lungimiranza dell’Amministrazione comunale nel creare uno spazio dedicato agli artigiani Abbiamo registrato un entusiasmo straordinario da parte del pubblico: famiglie, giovani, appassionati e professionisti hanno affollato le Tese e le Nappe, vivendo da vicino i processi creativi”.

Il successo del numero di visitatori e dei 161 espositori – ha aggiunto Alberto Bozzo, direttore commerciale del Salone – è la prova che c’è un grande desiderio di artigianato, inteso come esperienza autentica e come valore culturale. Quest’anno abbiamo ampliato le categorie merceologiche e, di conseguenza, il numero delle Tese e delle Nappe che le hanno ospitate, arrivando a 8 in totale. Inoltre, abbiamo ampliato le dimostrazioni dal vivo, perché crediamo che vedere gli artigiani all’opera sia il valore aggiunto più grande di questa manifestazione. Il Salone è ormai diventato un appuntamento fisso per la città e per l’intero Paese, un’occasione per mettere in dialogo tradizione e innovazione, per far incontrare maestri artigiani e nuove generazioni. Il Salone cresce e continuerà a crescere in qualità, perché racconta un’Italia che ha ancora molto da dire al mondo”.

Alessandra Costantino

(foto di Alessandra Costantino)

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Salone dell’Alto Artigianato Italiano: aperta in Arsenale a Venezia la seconda edizione della fiera fino al 6 ottobre

Botteghe di ceramisti e mosaicisti, di gioielli, di restauro del legno e di ceramica, vetrerie, atelier e manifatture tessili, legatorie, ma anche costumi di alta moda e le immancabili maschere veneziane in cartapesta originale. Un viaggio nel cuore della città che racconta Venezia, alla scoperta della sua storia artigiana e creativa, che fin dal Duecento vide nascere le corporazioni di mestiere a tutela dei suoi maestri.

L’Arsenale di Venezia, fino a domenica 6 ottobre, è protagonista dell’arte del saper fare manuale portando tradizioni e conoscenze specifiche da tutto lo stivale. Tra questi, le maestranze veneziane – organizzate in ditte individuali o in vere e proprie aziende artigiane – rappresentano un corpus ricco ed articolato a testimonianza di mestieri e saperi maturati nei secoli in laguna. Sui 140 espositori complessivi le realtà artigiane veneziane sono pari al 30 per cento.

Venezia, infatti, capitale mondiale d’incontro e scambio tra popoli e culture e porta d’Europa verso l’Oriente, ha favorito lo sviluppo di numerose attività artigianali, grazie all’espansione della Repubblica Serenissima, continuando per secoli ad attirare in laguna maestri artigiani da tutti i territori stranieri.

Nel solco di questa tradizione, il Salone dell’Alto Artigianato Italiano offre un’opportunità quindi di conoscere – in una sorta di viaggio nel tempo e nello spazio – tecniche e strumenti che hanno un sapore antico ma che hanno saputo adattarsi alle trasformazioni del gusto e del mercato.

Tra questi, il vetro di Murano – sotto forma di lampadari, specchi, pezzi d’arte, mosaici, vetrate artistiche o perle –, è presente con una grande varietà di tecniche di lavorazione. Come Matteo Seguso Incisore d’Arte su vetro (Tesa 92), maestro dell’incisione artistica su vetro a ruota fatta a mano, creatore di oggetti che richiedono una grande capacità tecnica utilizzando un tornio fisso con mandrini e ruote intercambiabili. Seguso darà dimostrazione della sua abilità durante il Salone.

Specializzati in specchi e mobili in specchio veneziano sono invece i Fratelli Tosi (Tesa 92), tra i pochi che a Murano portano avanti questa lavorazione complessa che traduce i motivi della tradizione anche in chiave contemporanea.  Marco Franzato (Tesa 93) invece realizza vetrate artistiche legate a piombo e con la tecnica tiffany, un connubio tra vetro e metallo che insegna alla scuola internazionale del vetro “Abate Zanetti” di Murano. Da non dimenticare le storiche ditte di Salviati (Tesa 92) per gli oggetti da tavola e per la casa, attiva dal 1859, e di Orsoni (Tesa 93) per le tessere di mosaico, l’unica fornace sopravvissuta in centro storico e attiva dal 1888 a Cannaregio.

Oltre al vetro, sono presenti al Salone i tessuti preziosi, maschere, merletti, atelier di costumi, ceramiche, gioielli, carpenteria locale, liuteria, lavori con la carta, intarsi su legno, pavimenti alla veneziana, e molto altro. Da segnalare Svo Ceramic di Nadia Saponaro (Tesa 93) che ha portato

l’arte della ceramica, utilizzando tecniche particolari quali la “corda secca”, nell’isola del vetro, per realizzare oggetti di uso quotidiano.

In particolare, cospicuo è il numero di laboratori orafi presenti per la realizzazione di gioielli originali. Tra questi, 4Nove di Francesco Pavan (Tesa 92), “orafo, archeotecnico, rievocatore” che, in collaborazione con la restauratrice Sara Garbellini, trasferisce in chiave moderna nel suo laboratorio di Mestre la sua passione per l’antico, riproducendo modelli classici di gioielli su bronzo, ambra e altre gemme.

O ancora i fratelli Stefano e Daniele Attombri (Tesa 92) che, nella loro bottega di Rialto, utilizzano le vecchie perle di vetro di Murano per creare gioielli, accessori per l’abbigliamento e componenti di arredo di assoluta originalità. Specializzato in fedi nuziali è Andrea D’Agostino (Tesa 92) che nella Bottega Orafa ABC (Tesa 92) di Santa Croce utilizza la tecnica chiamata in giapponese Mokume Gane, ovvero “metallo con venature lignee”, in quanto la lavorazione eseguita, permette di ottenere una lamina di metallo prezioso, che presenta delle venature simili a quella del legno sezionato. Particolarissimi sono i gioielli di Laura Bernard di Dorsoduro (Tesa 92) che realizza pezzi unici – gli Snodi – attraverso la tecnica del macramè, il merletto creato secondo un’antica tecnica marinara con filati intrecciati e annodati tra loro. Da non dimenticare anche Boncompagni di Valeria Sacchi (Tesa 92) che, nella bottega in Piazza San Marco aperta dal nonno negli anni ‘20, realizza con la tecnica della cera persa sculture e gioielli unici, oltre a tenere laboratori personalizzati.

Molto rappresentato è anche il mondo artigianale che ruota intorno al Carnevale, dalle maschere agli atelier di costumi d’epoca. Con il rilancio della manifestazione avvenuto negli anni ‘80 del 900, il Carnevale ha dato vita a una fiorente attività rilanciando la tradizione sia della lavorazione della cartapesta sia della sartoria di costumi. Riuniti in gran parte nelle Tesa 92 e 93, si trovano i più noti maschereri e atelier – da Ca’ Macana a La Bauta di Arnisa Culaj, da Sogno Veneziano Atelier a La Corte dei Miracoli di Annamaria Scintu, da Atelier Nicolao di Stefano Nicolao a L’Arte dei Decori di Raffaella Canziani con bottega a Mestre, senza dimenticare Venetia srl, l’atelier di Antonia Sautter, animatrice delle feste più strabilianti del Carnevale.

Oltre ai celeberrimi tessuti di Luigi Bevilacqua (Tesa 89) che hanno arredato e arredano musei e case regnanti di tutto il mondo, con velluti, damaschi, lampassi, broccati e il prezioso velluto soprarizzo realizzato ancora oggi a mano sui telai del 700, e ai merletti d’arte buranelli di Martina Vidal snc (Tesa 92), al Salone è presente Teod’amar (Tesa 93) che produce pezzi unici in lino, cotone, seta, velluto e spugna di cotone damascati e broccati ispirati a Venezia, o Bacididama di Roberta Pellizzato (Tesa 92) che al Lido di Venezia utilizza tessuti pregiati per confezionare a mano borse uniche ed accessori utili da tenere in borsa o in valigia, associando dettagli preziosi. O ancora l’Atelier Ramosalso Upcycling di Demis Marin (Tesa 92) che dona nuova vita a capi in disuso, smontandoli e riadattandoli, attraverso un vero e proprio progetto sartoriale attento al recupero e mirato a prolungarne la vita. Si segnalano inoltre Monica Daniele (Tesa 92) e il Tabarrificio Veneto (Tesa 93) per gli storici tabarri veneziani, tutti confezionati a mano con tessuti pregiati un tempo come oggi.

Il Salone offre anche una vetrina anche per quelle attività connesse al restauro e alla conservazione del patrimonio architettonico veneziano. Tra questi, affascinante è la realizzazione e il restauro del terrazzo alla veneziana di Vianello Srl (Tesa 93), oppure, per i marmi da esterno e interno, è presente la ditta Lamon Marmi (Tesa 93), attiva a Venezia da oltre 60 anni, o la ditta Matteo Colli (Nappa 91) che lavora marmi e graniti, dai manufatti per l’edilizia alle lavorazioni artistiche. Ivan Ceschin Studio d’Arte (Tesa 92) realizza invece affreschi e decorazioni con pigmenti naturali e tecniche antiche per creare opere uniche o per interventi di restauro su opere d’arte. Non manca infine la lavorazione del legno sia per la realizzazione di strumenti musicali con Liuteria Cadamuro e la Liuteria Pusiol, entrambi in Tesa 92, che per la carpenteria nautica con Giovanni da Ponte (Tesa 93), o per la lavorazione a scopi artistici di bricole recuperate con Massimo Ghezzo (Tesa 92) oppure con le creazioni di design di mobili e oggetti in legno di Lunardelli Venezia (Tesa 93). Infine, la carta con le creazioni di Paperoowl di Stefania Giannici (Tesa 92) che trasforma preziosi fogli in opere d’arte.

Molti degli espositori presenti, oltre a proporre i propri prodotti, si esibiscono in dimostrazioni dal vivo durante la manifestazione, offrendo un’opportunità unica per interagire, porre domande e approfondire la comprensione delle tecniche artigianali tramandate da secoli.

Inoltre, a testimonianza delle origini antichissime del binomio tra artigianato e Venezia, sono presenti al Salone anche il Comitato per la Salvaguardia dell’Arte delle Perle di Vetro Veneziane e la Fondazione Andriana Marcello – Associazione Merlettaie del Museo di Burano, che hanno fatto della trasmissione dei saperi la loro ragione d’essere.

Il Salone dell’Alto Artigianato Italiano è promosso dal Comune di Venezia e organizzato da Vela Spa nell’ambito del progetto “Venezia e la sua laguna: gestione e valorizzazione dei flussi turistici” finanziato dal Ministero del Turismo per la valorizzazione dei Comuni a vocazione turistico-culturale nei cui territori sono ubicati siti riconosciuti dall’UNESCO patrimonio dell’umanità.

Alessandra Costantino




Chiude i battenti la quinta edizione del Salone Nautico Venezia

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Il Salone delle meraviglie.

Il Salone Nautico Venezia 2024 chiude la quinta edizione con oltre 30mila visitatori. Il Sindaco: “Venezia si conferma un punto di riferimento per la nautica internazionale. Siamo già al lavoro per la sesta edizione, dal 29 maggio al 2 giugno 2025”.

E’ terminata oggi la quinta edizione del Salone Nautico Venezia che per 5 giorni ha portato all’Arsenale, culla della marineria della Serenissima, l’eccellenza della nautica italiana, quel Made in Italy che ci rende la prima industria al mondo per la costruzione di grandi barche, e anche i maggiori cantieri internazionali che hanno scelto Venezia alla ricerca dei nuovi mercati.
Il Salone Nautico Venezia, che esprime numeri quantitativamente e qualitativamente sempre crescenti, si è confermato uno degli appuntamenti più attesi del settore. La sua collocazione nel calendario lo rende unico per la possibilità di presentare novità importanti lontano dalle manifestazioni autunnali. Oltre 300 barche, di cui 240 in acqua (messe in fila, si potrebbe realizzare una lunga linea di 2800 metri), tra le più innovative e tecnologiche hanno attraccato lungo le banchine della Darsena Grande e i pontili dedicati, con uno sviluppo di 1.100 metri. Sono numeri in crescita: 270 aziende, 30 nuovi cantieri e 15 première mondiali. La manifestazione – realizzata da Vela spa per conto del Comune di Venezia in collaborazione con la Marina Militare Italiana che gestisce lo specchio acqueo – è appoggiata da Governo e Regione del Veneto che l’ha riconosciuta evento internazionale.

La prima edizione del Salone Nautico Venezia è stata una sfida e un test per l’Arsenale, che è la naturale location per questa tipologia di eventi e per una grande fiera nautica, come si sta dimostrando questo Salone. Siamo arrivati alla quinta edizione e per gli appassionati della nautica il Salone è diventato un punto di riferimento, fiore all’occhiello del Made in Italy ma anche vetrina per le novità dei grandi cantieri internazionali – afferma il Sindaco del Comune di Venezia – abbiamo investito molte risorse nel recupero del complesso dell’Arsenale e scommesso in un suo uso che fosse compatibile con la sua storia e con quello che ha significato nei secoli. La crescita costante di espositori e visitatori, che ringrazio, è la prova che avevamo ragione e che questo luogo non può che essere la casa dell’arte navale. Abbiamo ormai un primato nel dibattito sulla navigazione sostenibile”.

Venezia si conferma una città di passioni, di eleganza e di arte con le esposizioni della Biennale che distano pochi metri dal Salone. Molti diportisti sono arrivati con la loro barca ormeggiando nei marina, molti hanno trovato la barca dei sogni. Prosegue il Sindaco: “Il Salone Nautico in questi anni è stato un motore che ha portato Venezia a essere un luogo dove la nautica si esprime prima e dopo il Salone con grandi eventi. Un luogo di eccellenze e questo è uno degli obiettivi che avevamo: la città come punto di riferimento per yacht e megayacht. I megayacht che possiamo ospitare sono e saranno un modo per alzare il livello della visita alla nostra città. Inoltre, attorno a queste barche, c’è molto lavoro e un indotto di artigianato di alto livello che non deve andare disperso e, se riusciremo a trattenerle anche nel periodo invernale, sarà un altro successo. Il mio ringraziamento va a tutte le persone che hanno lavorato per la riuscita di questa edizione, a tutti gli espositori che hanno scelto di venire a Venezia, al pubblico e al popolo del mare che ha risposto al nostro appello. Vi aspettiamo tutti alla prossima edizione, che si terrà dal 29 maggio al 2 giugno 2025”.

Salone Nautico Venezia

Tra gli imprenditori che hanno fatto visita al Salone c’è Sandro Veronesi, AD del gruppo Oniverse (già Calzedonia) che controlla il Cantiere del Pardo, produttore di barche a vela e a motore. “Venezia è un luogo iconico, conosciuto nel mondo – dichiara –  È sempre stata la porta dell’Oriente, e questa sua vocazione storica può essere recuperata, anche perché l’Oriente rappresenta un turismo sempre più interessante e facoltoso”.

Il gruppo Azimut Benetti ha scelto per la sua prima mondiale del Seadeck 6 proprio lo scenario delle Tese veneziane. Marco Valle, Ad del gruppo, racconta: “Il Salone di Venezia, per distinguersi dagli altri, punta molto sulla sostenibilità. Per questo abbiamo scelto di esporre qui Seadeck 6, che è un concentrato di tutto quello che la nautica e il mondo dello yachting possono esprimere in termini di sostenibilità, sia dal punto di vista di uso e consumo, che di componenti installati a bordo”.

Salone Nautico Venezia

La lista delle premiere mondiali è lunga: tra le grandi barche, il Wider 92 è arrivato dal centro Adriatico come il Silent Yacht 62, un catamarano full electric con una ampia superficie dedicata ai pannelli solari. Da Poole in Inghilterra è sbarcato il Sunseeker 182, barca di tradizione. “Voglio fare i miei complimenti a chi ha concepito e realizzato questo boat show – ha detto Andrea Frabetti CEO di Sunseeker – io viaggio come tanti di voi per tutti i saloni. Credo che l’esperienza che il cliente può vivere a Venezia sia fondamentale. Nell’automotive molte fiere sono tramontate perché erano solo prodotto. Il fatto che la bellezza della città sia a contorno delle nostre barche può rendere questo Salone il più importante del mondo”.

Il Gruppo Ferretti ha presentato almeno tre grandi barche, la Navetta 38 prodotta da Custom Line, Infinyto 90, Pershing GTX80. L’Ad avv. Alberto Galassi dichiara: “Un Salone come quello di Venezia attrae non soltanto italiani, ma anche croati, sloveni, austriaci, cechi, e molti altri, idealmente tutti coloro che hanno una barca sull’Adriatico. Noi abbiamo scelto di presentare a Venezia la Navetta 38, che è l’ammiraglia della nuova flotta Custom Line, proprio perché è un posto che attrae e piace”.

A completare la passerella dei grandi gruppi italiani presenti, c’era Sanlorenzo, che ha esposto SD92 e i Blugame sotto le iconiche mani di Lorenzo Quinn. “Credo che partecipare ad un Salone come quello di Venezia sia molto interessante – dichiara il presidente e Ad Massimo Perotti –innanzitutto perché è in primavera, ovvero l’inizio dell’utilizzo delle barche: se i cantieri hanno qualche imbarcazione ancora da vendere, qui hanno una bellissima opportunità per incontrare i clienti. Inoltre, è un Salone sul lato adriatico, quindi si affaccia su un mercato importantissimo, che è quello dell’Est Europa”.
Non solo grandi barche a Venezia: è stato allestito un pontile intero con una cinquantina di imbarcazioni elettriche con propulsioni sostenibili, dove è comparso l’idrogeno, e un pontile è stato dedicato alle barche a vela con la ammiraglia Jeanneau Yachts 65.

Il Salone Nautico vede lavorare tutti i giorni quasi 1500 persone tra il personale di Vela per l’organizzazione generale e tutti i servizi che vanno dalla gestione degli ormeggi all’allestimento, ai trasporti, sicurezza, pulizia, ristorazione, oltre a hostess e steward – afferma Fabrizio D’Oria, direttore operativo di Vela spa e del Salone Nautico Venezia – Fin dalla prima edizione, uno dei focus su cui abbiamo puntato è stata la sostenibilità, declinata sia nella presentazione di nuove barche con motorizzazioni full electric, ibride e la prima motorizzazione ad idrogeno sia nei numerosi convegni e appuntamenti che hanno avuto al centro della discussione anche il futuro delle infrastrutture stesse. Ringraziamo gli espositori, i partner e l’Agenzia ICE che grazie alla loro presenza confermano la vocazione internazionale della città. Il Salone Nautico rientra tra gli appuntamenti fissi del calendario degli eventi della città e, soprattutto, del calendario internazionale della nautica mondiale”.

La quinta edizione del Salone Nautico Venezia attesta la costante crescita qualitativa e quantitativa dell’offerta espositiva – aggiunge Alberto Bozzo, direttore commerciale del Salone Nautico Venezia – In questi giorni, abbiamo intrattenuto un dialogo continuo con gli espositori presenti e anche con coloro che, pur non avendo potuto partecipare quest’anno, hanno voluto visitarci per osservare l’evento. Il nostro intento è quello di collaborare con tutti loro per realizzare un’edizione del 2025 ancora più ricca e interessante, ampliando e migliorando ulteriormente le aree espositive”.
Entrato ormai a far parte degli eventi clou della primavera veneziana, il Salone Nautico ha assunto nel tempo una dimensione sempre più internazionale, grazie alla straordinarietà del suo setting all’interno dell’Arsenale, ma soprattutto in virtù della sua posizione nel panorama mediterraneo, essendo l’unico Salone del settore che guarda ad oriente. È diventato quindi un punto di riferimento per gli appassionati della navigazione, rinnovando il profondo legame tra Venezia e il mare, nella città che da sempre celebra lo sposalizio con le sue acque.

Salone Nautico Venezia

Grande novità dell’edizione 2024 è stato il Wood Village, un pontile dove si sono concentrati i cantieri veneziani che ancora oggi realizzano le imbarcazioni secondo tecniche e strumenti antichi della tradizione artigianale della lavorazione del legno. In totale una ventina di imbarcazioni, di varie dimensioni, realizzate dai cantieri Giovanni Da Ponte, Falegnameria Artigiana Pesce, Andrea Zane, Serenella, Crosera, Associazione culturale barche in legno Dalla Pietà, Venmar.
Anche per questa edizione il Salone ha avuto un ruolo chiave nella promozione di una cultura della sostenibilità per rispondere al crescente interesse verso il rispetto ambientale e l’adozione di soluzioni green. Un filo rosso ha legato le 5 giornate della fiera veneziana: l’attenzione alla sostenibilità sia per quanto riguarda l’uso dei materiali sia per quanto riguarda i sistemi di propulsione, tra elettrico, ibrido e a idrogeno. Tra la cinquantina di appuntamenti, si segnalano in particolare quello che ha visto i grandi cantieri italiani – Ferretti Group, Azimut Benetti, Sanlorenzo e Cantieri del Pardo – fare il punto sul futuro della nautica da diporto nel III millennio quale driver di occupazione e di immagine del Made in Italy. Con Assonautica si è discusso di transizione ecologica, energetica e digitale, mentre Assomarinas ha promosso il consueto appuntamento dedicato ai porti turistici, alla sicurezza e all’ambiente. La Fondazione Venezia Capitale della Sostenibilità ha promosso un appuntamento per discutere di investimenti nelle infrastrutture e di piani di rilancio sostenibile per Venezia nell’era del Mose e ha inaugurato nella Tesa 66 dell’Arsenale la mostra Waterproof Venice. E poi, al centro delle presentazioni e delle tavole rotonde ci sono state la blue economy, l’idrogeno e i processi di progettazione circolare per incoraggiare la sostenibilità, le minori emissioni e la prevenzione dei rifiuti.

La sostenibilità è anche nell’approccio all’organizzazione dell’evento stesso che ha intrapreso un percorso di certificazione del sistema di gestione degli eventi sostenibili con riferimento alla norma ISO 20121:2012, attraverso il coinvolgimento di diversi stakeholder nella definizione di soluzioni innovative, ottenendo ad ogni edizione il prestigioso riconoscimento.

Salone Nautico Venezia

All’interno della Tesa 99, la Fondazione Musei Civici ha mostrato gli esiti del Concorso internazionale per la selezione di Studi e Progetti di Barche – Navigazione sostenibile, dedicato in particolare a progetti attinenti la “Selezione di studi e progetti di barche-Navigazione sostenibile”. Una sfida quest’anno interamente universitaria che ha visto protagonisti gli studenti provenienti dal Campus Universitario La Spezia-Promostudi, Università degli studi Trieste, Politecnico di Milano. Per ogni ateneo sono stati selezionati i cinque progetti più meritevoli e innovativi, con caratteristiche di elevata efficienza energetica e ridotto impatto ambientale.

Oltre alla presenza dell’eccellenza della nautica, il Salone Nautico, come già nelle scorse edizioni, è stato anche il contenitore di laboratori e attività didattiche per bambini e famiglie, prove in acqua e dimostrazioni di voga alla veneta, mentre nel Bacino di Carenaggio Medio si sono concentrati gli sport acquatici con particolare focus sulle soluzioni sup, surf e foil elettrici, il tutto ricaricabile grazie a pannelli fotovoltaici galleggianti installati nel bacino.

Molte le occasioni sportive, racchiuse nel contenitore del Salone, che qui vedono la loro naturale declinazione. Tra queste, la Gara di Sci Voga Trofeo Bortoli Assicurazioni a bordo delle caorline nel Rio delle Galeazze, la Regata delle Nazioni – Cdv Class – Trofeo Salone Nautico, la presentazione della XI edizione della Venice Challenge – Gran Premio della Città di Venezia, le gare Slalom ed E-Ballerina che si sono concluse con la sfilata silenziosa E-Regatta lungo il Canal Grande e il Bacino di San Marco

Alessandra Costantino




Le Frecce Tricolori aprono il Salone Nautico Venezia

Venezia Lo spettacolare sorvolo della Pattuglia Acrobatica Nazionale dell’Aeronautica Militare con sottofondo l’Inno di Mameli, eseguito dal coro del Teatro La Fenice, ha inaugurato il 19 giugno, il Salone Nautico Venezia. L’evento fieristico in programma fino a domenica 23 giugno all’Arsenale è promosso dal Comune di Venezia e realizzato da Vela Spa. Alla cerimonia sono intervenuti il Presidente del Senato, Maria Elisabetta Alberti Casellati, il Sindaco di Venezia, Luigi Brugnaro, insieme alle massime autorità civili e militari, e ai rappresentanti della città metropolitana di Venezia.

L’Arte Navale torna a casa, uno slogan dal fascino innegabile che rievoca la storia, la gloria e i successi di Venezia. La Serenissima già nel 1500 produceva in questa location imbarcazioni che hanno decretato la supremazia della sua cantieristica nel mondo – sottolinea entusiasta il Presidente del Senato, Maria Elisabetta Alberti Casellati  Il Salone Nautico Venezia confermerà negli anni un’intuizione di assoluto successo. D’altronde questo splendido luogo ha da sempre intrecciato i propri destini con la storia di Venezia e rappresenta un valore aggiunto unico, il miglior punto di partenza per una manifestazione che si è da subito caratterizzata per originalità e tradizione, potenzialità e concretezza, sinergie e visione.

Il Sindaco di Venezia, Luigi Brugnaro, oltre a ringraziare il Presidente del Senato ha voluto congratularsi congli imprenditori, pionieri che hanno creduto a questa scommessa, in particolare Alberto Galassi, ad di Ferretti, che ci ha aiutato e ci ha dato una credibilità incredibile. Oggi è una giornata di festa, ma non deve restare solo questo: deve essere prorogata nel tempo. Perché questo è un Salone importante per tutta l’Italia: non vogliamo essere contro nessuno. E ricordiamo che ci si può arrivare in barca: vogliamo che i visitatori sentano Venezia come una città aperta, sempre e non solo oggi, e accogliente per tutte le famiglie, italiane e straniere, che vengono qui con educazione. Solo chi va in mare lo rispetta”.

Il primo cittadino ha ribadito la centralità di questo settore per lo sviluppo economico della Serenissima: Abbiamo 3000 km di costa, vogliamo riappropriarci del mare. L’Italia è una frontiera per tutta l’Europa e il nostro obiettivo è riuscire a raccontare cos’è industria, il design, l’artigianato italiano. Con questo spirito, insieme alla Regione Veneto, stiamo facendo grandi battaglie per sviluppare il lavoro e Porto Marghera. Non vogliamo morire di turismo. Vogliamo sviluppare il terziario e le fabbriche”.

Il Salone Nautico Venezia offre, in una area espositiva composta da 50.000mq di bacino acqueo e 6000mq di padiglioni,  una vetrina con il meglio della produzione nautica:  un centinaio di barche tra cui oltre 50 yacht e super yacht tra i 15 e i 50 metri, barche a vela, imbarcazioni ibride ed elettriche, natanti storici civili e militari. In mostra anche servizi marittimi, impianti ed accessoristica. Completa la manifestazione un ricco programma congressuale con l’intervento di autorevoli esperti sui temi di più stretta attualità per il settore.

RED