Anna Netrebko è Aida, Arena di Verona sold-out da giorni

Una serata fra le più attese del 2026, quella di domenica 30 agosto. Aida, con regia e scene di Franco Zeffirelli, incontra una delle sue interpreti di riferimento: Anna Netrebko, per la sua unica data in Arena di questo Festival. E il soprano, stella dell’opera, rilancia l’appuntamento con il pubblico areniano per l’anno prossimo, nel segno delle eroine verdiane: 7, 12, 15 agosto. Aida, in due diverse produzioni, e Nabucco. Tre serate, tre allestimenti diversi. Biglietti già disponibili.

Anna Netrebko ha incontrato l’Arena di Verona nel 2019, con tre memorabili recite de Il Trovatore di Verdi ed è subito scattata la scintilla tra lei e il vasto pubblico internazionale dell’Anfiteatro. Da allora, ogni anno, è tornata in attesissime produzioni e concerti, dando voce a Tosca, Adina, Elisabetta, Maddalena, Adriana, Violetta, Turandot, Abigaille (in entrambi i casi, per la prima volta in Italia), e naturalmente Aida. E, per un’unica data in questo Festival 2026, torna nei panni di Aida domenica 30 agosto, nell’allestimento aureo di Zeffirelli, in un’Arena sold-out da giorni e ancora molte richieste.

Per rinnovare l’appuntamento col pubblico areniano, Anna Netrebko annuncia con un anno di anticipo il suo ritorno in Arena nel 2027, per tre imperdibili date del 104° Festival. Tre date che sono anche un’impegnativa prova d’artista, poiché il grande soprano salirà sull’immenso palcoscenico sotto le stelle in tre spettacoli diversi nell’arco di otto giorni: sabato 7 agosto sarà Aida nello storico allestimento 1913 curato da Gianfranco de Bosio che ricostruisce la prima notte d’opera in Arena; giovedì 12 agosto sarà di nuovo Aida ma nella produzione ‘di cristallo’ di Stefano Poda, con cui la stessa Netrebko ha inaugurato in diretta tv il 100° Festival 2023; infine, domenica 15 agosto, interpreterà Abigaille in Nabucco, ruolo titanico, vera villain del grande dramma corale verdiano, riletto in Anfiteatro sempre dal visionario Stefano Poda. I biglietti per queste serate e per tutto il Festival 2027 sono già in vendita nelle biglietterie dell’Arena, sul sito web www.arena.it e nel circuito Vivaticket.

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Roberto Bolle and Friends: le stelle della danza all’Arena di Verona il 22 e il 23 luglio

Nicoletta Manni e Timofej Andrijashenko

Una grande festa in due serate per i 25 anni di Roberto Bolle and Friends. Duecento anni di musica e di danza, stili diversi dall’800 ad oggi. Nove étoiles e primi ballerini da tutto il mondo, il pianoforte di Madrigal, i maggiori coreografi, tra classico e contemporaneo. E per la prima volta Diodato guest star

Nel suo 25° anniversario, il gala Roberto Bolle and Friends torna all’Arena di Verona in doppia data, martedì 22 e mercoledì 23 luglio alle 21.30, con un cast e un programma davvero speciali, che spaziano in duecento anni di musica e danza fino ad oggi con alcuni dei più grandi artisti internazionali. La formula è collaudata e avvincente, con un impaginato sempre nuovo ogni anno che accosta sapientemente il moderno, la sperimentazione contemporanea e nuove commissioni a indimenticabili passi a due del balletto classico, quest’anno con un’inedita incursione nel pop d’autore. Un’occasione imperdibile per ogni appassionato di danza ma anche per migliaia di curiosi che vogliano accostarsi a questo mondo di disciplina, gioia e bellezza che proprio Roberto Bolle si è impegnato a comunicare come nessun altro negli ultimi venticinque anni.

Roberto Bolle and Friends Arena di Verona

Il gala 2025 del 22 e 23 luglio, coprodotto con ArteDanza, schiera sul palcoscenico Nicoletta Manni e Timofej Andrijashenko, étoile e primo ballerino del Teatro alla Scala, Melissa Hamilton, prima ballerina del Royal Ballet di Londra, Tatiana Melnik, prima ballerina dell’Hungarian National Ballet di Budapest, Giorgi Potskhishvili, primo ballerino del Dutch National Ballet di Amsterdam, Oleksandr Ryabko, primo dell’Hamburg Ballet tedesco, e due artisti internazionali come Mikaela Kelly, al debutto in Arena, e Toon Lobach, atteso ritorno, insieme in “I” di Philippe Kratz.

Accanto all’étoile della Scala, anche due grandi incontri con la musica dal vivo: al pianoforte Marcos Madrigal, pluripremiato concertista cubano che dipingerà con le note il Clair de lune di Debussy, per il poetico Moonlight coreografato da Juliano Nunes, con il chiarore della vera luna che sorgerà dietro il palco areniano. Quindi, dopo la collaborazione 2021 in Rai nel programma “Danza con Me” 2021 (con una platea di 4 milioni di telespettatori), Roberto Bolle ritrova il cantautore Antonio Diodato, per la prima volta insieme dal vivo, sull’immenso palcoscenico dell’Arena di Verona.

Il programma ricco e vario di questo doppio appuntamento areniano inizierà con Roberto Bolle e Melissa Hamilton in Borderlands, creazione di Wayne McGregor per il San Francisco Ballet: i due torneranno nel passo a due Take me with you che Robert Bondara ha firmato anche per costumi e luci  sulle note dei Radiohead. Nicoletta Manni e Timofej Andrijashenko, coppia nell’arte e nella vita, tornano sul palcoscenico areniano nel Grand pas classique di Auber coreografato da Gsvovskij e nel celebre passo a due “del balcone” da Romeo e Giulietta di Prokof’ev secondo MacMillan, che li ha visti promettersi amore eterno in un’Arena gremita e festante tre anni fa. Classico fondamentale anche il Pas de deux di Melnik e Potskhishvili da Il Corsaro di Drigo-Petipa e l’Opus 100-Für Maurice di John Neumeier in cui Bolle e Ryabko dialogano con le canzoni di Simon & Garfunkel. E, per i cinquant’anni anni dalla scomparsa di Dmitrij Šostakovič, genio del ‘900 musicale, Roberto Bolle sarà protagonista di Memories, toccante assolo creato sul Secondo concerto per pianoforte e orchestra del compositore russo. Il gran finale con Diodato, su inedite coreografie di Stefania Ballone e Massimiliano Volpini, si preannuncia coronamento emozionante di questa grande festa per i 25 anni di Roberto Bolle and Friends. 

I biglietti dello spettacolo, coprodotto da Fondazione Arena di Verona e Artedanza, sono in vendita su arena.it, alla biglietteria dell’Arena di Verona e su Ticketone. Speciali riduzioni sono riservate agli under 30 e agli over 65. 

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L’Arena di Verona celebra “CARMEN”

Dal 4 luglio, un cast di stelle per lo spettacolo con cui Franco Zeffirelli debuttò in Arena Akhmetshina, Alagna, Kurzak, Schrott diretti dal maestro Ciampa con i complessi artistici e tecnici areniani e centinaia di mimi, figuranti, coro A.Li.Ve. e le danze della compañia Antonio Gades. Fino al 3 settembre in scena anche Rachvelishvili, Eyvazov, Sicilia, Micheletti, Meli, Beczała, Grigolo.

L’Arena di Verona celebra Carmen, Bizet e Zeffirelli. Tre anniversari in un unico grande spettacolo in scena a Verona dal 4 luglio, a 150 anni dalla prima assoluta dell’opera e dalla scomparsa del suo autore Bizet. E a 30 anni dal debutto areniano del maestro Franco Zeffirelli, proprio con questo allestimento che, nel 1995, vide nel ruolo di Micaela il soprano Cecilia Gasdia.

Una messinscena ‘colossal’ per numero di personale artistico e tecnico coinvolto che, anche quest’anno, vede una parata di stelle nel cast diretto da Francesco Ivan Ciampa. Protagonista della prima Aigul Akhmetshina con Roberto Alagna, Aleksandra Kurzak, Erwin Schrott. Tornano anche le storiche coreografie spagnole del Camborio, con il Ballo areniano e la Compañia Antonio Gades.

Un capolavoro che ha cambiato la storia della musica, dell’opera e, nel tempo, della società. Carmen, dalla novella di Prosper Merimée, fece scandalo già alle prove, per le innovazioni di scrittura e presto anche per la libertà della protagonista, disposta a morire pur di difenderla. Il 3 marzo 1875 debuttò alla presenza del mondo musicale parigino ma senza il pubblico abituale dell’Opéra Comique, allertato del “forte soggetto” da una campagna negativa dello stesso impresario. Georges Bizet (1837-1875) non visse abbastanza a lungo per vederne il successo: morì, tre mesi dopo, neanche trentottenne, e la consacrazione partì da Vienna, lo stesso anno, con le scene originariamente parlate messe in musica come recitativi dall’amico Ernest Guiraud, quindi in tutto il mondo. Dopo aver stregato il pubblico, illustri colleghi come Brahms e Čajkovskij e intellettuali come Nietzsche, Carmen arrivò in Italia e, nel 1914, fu il primo titolo ad essere rappresentato in Arena dopo il successo della prima Aida: protagonista allora Maria Gay, compagna del fondatore Giovanni Zenatello. È tuttora la seconda opera più ricorrente in Anfiteatro dopo il capolavoro verdiano: il 14 agosto 2025 è prevista la recita numero 300 da quella prima Carmen.

Tutti i grandi interpreti di ieri e di oggi sono passati dall’Arena di Verona e da Carmen in particolare: per citarne solo alcuni, Elena Nicolai, Fedora Barbieri, Giulietta Simionato, Grace Bumbry, Franco Corelli, Mario Del Monaco, Veriano Luchetti, José Carreras, Mirella Freni, Renata Scotto, Alida Ferrarini, Ettore Bastianini, Piero Cappuccilli, Tom Krause, Giorgio Zancanaro.

Nel luglio 1995, esattamente 30 anni fa, Carmen fu il primo biglietto da visita in Arena del regista e scenografo Franco Zeffirelli. Fiorentino, classe 1923, già dagli anni ’50 era attivo nel teatro, di prosa e d’opera, e nel cinema, acclamato internazionalmente. A lungo corteggiato dall’Arena, attese con un certo timore, quasi diffidenza, il suo debutto, avvenuto con le massime cure di allora, per un titolo che conosceva bene, messo in scena con una disponibilità di grandi masse per lui inedita. Fu l’inizio di una lunga storia d’amore con l’immenso palcoscenico areniano, sviluppatasi in altri 10 spettacoli altrettante inaugurazioni del Festival, compresa quella del 2022 che ha riportato questa Carmen in tutta la grandiosità immaginata ma non realizzabile trent’anni fa.

Nel primo cast di allora, quale Micaela, Cecilia Gasdia, dal 2018 Sovrintendente di Fondazione Arena: «La prima volta che ho assistito ad uno spettacolo in Arena, con la mia famiglia, avevo 5 anni, mi portarono a vedere proprio Carmen. Nessuno poteva immaginare che trent’anni dopo sarei stata nel cast di quell’opera, esattamente su quel palcoscenico. Ogni volta che riprendiamo Carmen, e questo allestimento in particolare, l’emozione e la meraviglia sono sempre grandissime. Ho avuto l’onore di interpretare Micaela nel 1995, alla prima volta in Arena del maestro, e amico, Franco Zeffirelli, posso assicurare che quel senso di meraviglia è ancora vivo e cattura, di anno in anno, tanto il pubblico quanto gli artisti in scena».

Oggi come allora, all’appello sono presenti le voci più importanti della scena internazionale: sabato 4 luglio alle 21.15 protagonista è Aigul Akhmetshina, la Carmen più richiesta di oggi, mezzosoprano reduce dal trionfale debutto l’anno scorso e in Arena fino a settembre; accanto a lei l’appassionato Don José di Roberto Alagna e l’applaudita Micaela di Aleksandra Kurzak; Escamillo per antonomasia il basso-baritono uruguaiano Erwin Schrott, di casa in Arena. A loro si alternano nelle diverse serate del Festival grandissimi interpreti di oggi: Anita Rachvelishvili fa il suo atteso ritorno come Carmen il 18 luglio, così come Alisa Kolosova 12 e (26/7). Parata di tenori per José: Francesco Meli, Yusif Eyvazov (per la prima volta), Piotr Beczała, Paolo Lardizzone, Vittorio Grigolo; Mariangela Sicilia è titolare di Micaela in tutte le recite successive, mentre come Escamillo si avvicendano Luca Micheletti, Alexander Vinogradov e Giorgi Manoshvili (altro debutto nel ruolo). Apprezzati artisti e giovani affermati anche nelle parti di fianco, come Sofia Koberidze (Mercedes), Daniela Cappiello (Frasquita), Jan Antem (Dancairo), Carlo Bosi (Remendado in alternanza con Francesco Pittari e Vincent Ordonneau), Gabriele Sagona (Zuniga) e Giulio Mastrototaro (Morales).

Alla guida dell’Orchestra areniana, il maestro Francesco Ivan Ciampa (che debuttò in Arena proprio con questo titolo nel 2018) che per la prima volta affronta lo spettacolo di Zeffirelli: in scena rivive una Siviglia da set cinematografico, più vera del vero e curata in ogni dettaglio, con centinaia tra solisti, artisti del Coro, voci bianche, figuranti e mimi di ogni età, nonché il Ballo dell’Arena, a cui si aggiunge la danza autenticamente spagnola della Compañia Gades sulle coreografie originali di El Camborio e nei costumi fedeli ai disegni di Anna Anni. Oltre al Coro di Fondazione Arena preparato da Roberto Gabbiani, nella piazza sivigliana cantano anche i monelli, interpretati dalle giovanissime voci bianche di A.Li.Ve. istruite da Paolo Facincani.

Repliche il 12, 18, 26 luglio alle 21.15, il 14, 23, 29 agosto e il 3 settembre ore 21. I biglietti per tutte le date sono già in vendita su arena.it, sui canali social dell’Arena di Verona e su Ticketone. Speciali riduzioni sono riservate agli under 30 e agli over 65.

All’interno del programma di sala del 102° Festival, Fondazione Arena ha dedicato nuovi approfondimenti a Carmen e a Bizet, con l’opera introdotta dalla giornalista e musicologa Valentina Anzani, un saggio inedito sul compositore a firma di Hervé Lacombe, oggi massimo studioso d’opera francese e di Bizet in particolare, e una gallery con immagini storiche di Carmen in Arena dal 1914 ad oggi.

L’Arena di Verona Opera Festival 2025 conta sul sostegno di numerosi sponsor, in primis UniCredit, che vanta una longevità di collaborazione di oltre 25 anni, e poi Calzedonia, Pastificio Rana, Volkswagen Group Italia, DB Bahn, Forno Bonomi, Numia, RTL 102.5, Genny, che ha firmato le divise del personale adibito all’accoglienza del pubblico, e Müller, che sostiene i progetti di accessibilità dedicati alle persone con disabilità. Tra gli official partner marchi storici quali Veronafiere, Air Dolomiti, A4 Holding, Metinvest, SABA Italia, SDG Group, Sartori di Verona, Palazzo Maffei e Mantova Village. Così come Calvisius Arena Foyer, ManPower Group e Consorzio di Tutela dell’Aceto Balsamico Tradizionale di Modena DOP e Ferroli. Oltre a imprese, privati, ordini professionali che compongono la schiera della Membership 67 Colonne per l’Arena di Verona, fondata da Gianluca Rana dell’omonimo pastificio e da Sandro Veronesi, patron del Gruppo Oniverse, con il Gruppo Editoriale Athesis, media partner. 

Paolo Simoncini




Aspettando l’edizione 2025 ecco i numeri da record del 101°Arena di Verona Opera Festival

Un’edizione che rimarrà nella storia per record e sold-out, grandi anniversari e importanti debutti. Si spengono i riflettori sul 101° Arena di Verona Opera Festival che chiude, dopo tre mesi e 50 serate di spettacolo dal vivo, registrando il miglior incasso di sempre per un totale di 33 milioni 620 mila euro. Superata dunque anche la stagione del centesimo. Aumentate le presenze in anfiteatro: gli spettatori dell’estate 2024 sono stati 417.354, ben 15 mila in più rispetto allo scorso anno. Si conferma l’internazionalità della maggior parte del pubblico (57% dall’estero) proveniente da 136 Paesi diversi, tra cui, per la prima volta, Barbados, Cambogia e Aruba. La Germania resta sul podio, salgono gli spettatori da Stati Uniti, Canada, Spagna e Corea. Aumentano anche i giovani (+3% under 30, +5% fascia 30-40 anni).

Dall’ultimo rapporto SIAE il mondo dello spettacolo dal vivo è in crescita. E, nell’ultimo anno, l’opera lirica ha potuto contare su 2,1 milioni di spettatori. L’Arena di Verona, con i tre mesi di Festival, costituisce quasi il 20% del totale nazionale.  

Numerosi i sold-out registrati durante la Stagione 2024. Ben 16 serate da tutto esaurito. Turandot, primo titolo in cartellone, ha totalizzato quattro sold-out e oltre 40 mila spettatori. E ha segnato un nuovo record nella storia di Fondazione Arena. La prima di sabato 8 giugno ha toccato quota 1 milione e 22 mila euro di incasso, mai raggiunto per una singola serata areniana. Da 15 anni, il record apparteneva al Gala Domingo del 24 luglio 2009, curato nella regia dall’attuale Vicedirettore artistico di Fondazione Arena Stefano Trespidi. Il ricco e spettacolare allestimento, firmato da Franco Zeffirelli, sarà protagonista a Seoul, in Corea del Sud, dal 12 al 19 ottobre. Regina di incassi e presenze Carmen, che ha chiuso il Festival il 7 settembre con l’ultima delle 9 recite. Il picco di vendite è stato registrato nella seconda metà di luglio.

AUTORITA’. Il Festival ha inaugurato e chiuso la stagione 2024 con un’Arena da tutto esaurito, che ha visto in platea anche le massime Autorità italiane e straniere, tra cui il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, il Primo Ministro Giorgia Meloni, il Presidente del Senato Ignazio La Russa, il Presidente della Camera dei Deputati Lorenzo Fontana, che è tornato il 6 settembre assieme ai rappresentanti dei Parlamenti del G7 e alla presidente del Parlamento Europeo Roberta Metsola. Così come Ministri, Sottosegretari, Ambasciatori italiani nel mondo e rappresentanti Unesco.

ANNIVERSARI. Tra le grandi celebrazioni 2024, il Canto lirico in Italia patrimonio immateriale Unesco, il centenario della morte di Giacomo Puccini, i trecento anni delle Quattro Stagioni di Antonio Vivaldi, i cento anni del regista Gianfranco De Bosio, i duecento anni della IX Sinfonia di Beethoven. E i 250 anni della Guardia di Finanza festeggiati dall’esibizione della Banda delle Fiamme Gialle e dal gong degli atleti della nazionale italiana.

STAR E DEBUTTI. Una stagione che rimarrà nella storia anche per la qualità artistica. Il palcoscenico areniano ha visto il ritorno delle grandi star: Anna Netrebko, Jonas Kaufmann, Yusiv Eyvazov, Ludovic Tézier, Ekaterina Semenchuk, Francesco Meli, Roberto Alagna, Luca Micheletti, Vittorio Grigolo, Elena Stikhina, Luca Salsi, Roberto Bolle e Plácido Domingo. Così come di importanti debutti: Aigul Akhmetshina, Pretty Yende, Erin Morley, Juliana Grigoryan, René Barbera, Igor Golovatenko, Marta Torbidoni, Paolo Bordogna.

Fondamentale la copertura dei media nazionali e internazionali: le testate ed emittenti accreditate sono state infatti 255, per un totale di 1.200 presenze. E sono stati più di 5.200 gli articoli e i servizi dedicati al Festival numero 101 tra web, carta stampata, radio e tv da tutto il mondo.

Un calendario ricco e diversificato che ha visto sul palcoscenico dell’Arena 7 produzioni d’Opera – tra cui Aida sia in versione 1913 che nell’edizione ‘di cristallo’ 2023 – una serata celebrativa inaugurale, quattro concerti, tra cui l’innovativo Viva Vivaldi, e quattro serate dedicate alla danza, due in Arena con Roberto Bolle and Friends e due al Teatro Romano con Zorba il greco.

Crescono tutti i canali social. E, per la prima volta, l’Arena di Verona ‘sbarca’ su TikTok coinvolgendo il pubblico dei giovanissimi. Sui social, gli utenti della fascia d’età 25-34 anni pareggiano gli over 35. A fine Festival, i canali Facebook, Instagram e TikTok hanno raggiunto quasi 59 milioni di contatti, +26% rispetto allo scorso anno. Follower da tutto il mondo, in particolare da Germania, Brasile, Stati Uniti e Argentina. Grande successo per l’iniziativa ‘Gonghista per una sera’ che ha totalizzato 3 milioni di visualizzazioni organiche, e un totale di quasi 16 milioni di impression.

Un’estate di musica e opera anche in tv. Lo scorso 7 giugno, l’inaugurazione del Festival con La Grande Opera Italiana Patrimonio dell’Umanità è stata trasmessa in diretta tv in prima serata da RaiCultura su Rai1 e RaiPlay ed è stata vista da 3 milioni di spettatori in Italia, con uno share del 16% (oltre 70 milioni gli spettatori stimati in mondovisione). La Bohème registrata il 19 e 27 luglio è andata in onda il 10 agosto su ZDF/3sat. Turandot dell’8 giugno è stata trasmessa in prima serata da Rai3 il 19 agosto, conquistando 434 mila spettatori in Italia. E ancora, l’Aida ‘di cristallo’ è tornata in tv il 23 agosto su Rai5 e Nabucco, registrato nel 2022, il 26 agosto è stato seguito da 383.000 spettatori.

Nel corso del 101° Opera Festival, è stato potenziato il progetto di accessibilità ‘Arena per tutti’, sviluppato in collaborazione con l’Accessibility Partner Müller. Raddoppiando le serate, sono state un migliaio le persone con disabilità che hanno potuto fruire degli spettacoli, con i supporti tecnologici, partecipando anche ai percorsi multisensoriali.

«Un ringraziamento a tutto lo staff che compone il capitale umano di questa nostra realtà cittadina, di cui sono presidente e di cui credo Verona debba essere orgogliosa – ha spiegato Damiano Tommasi, Sindaco di Verona e Presidente di Fondazione Arena -. Questo primo festival dopo il centesimo ha portato con sé una sfida delicata, perché era immaginabile una flessione dei risultati. E invece quanto seminato ha portato ad un ulteriore miglioramento dei numeri. Era l’obiettivo della Stagione, aperta dalla straordinaria presenza delle quattro massime Autorità dello Stato, un evento che rimarrà nella storia della città così come la serata con le delegazioni dei Presidenti delle Camere basse dei Paesi membri del G7. Siamo felici che questa nostra realtà continui a dare riscontri importanti. Abbiamo già un’anticipazione di quelle che saranno altre due giornate storiche: le cerimonie olimpiche 2026. Far collimare le esigenze strutturali e gli interventi in anfiteatro, con gli spettacoli sarà la prossima sfida. Gli eventi internazionali rafforzano il profilo reputazionele dell’Arena, la casa della nostra cultura. Un interesse prioritario che è condiviso anche dalle tante realta che supportano la nostra Fondazione, a partire dal progetto 67 Colonne».

«Al termine del Festival 2024, voglio portare l’attenzione sulle 1415 persone che l’hanno reso possibile – ha dichiarato Cecilia Gasdia, Sovrintendente di Fondazione Arena di Verona –. A tutti loro va il mio più caloroso e sincero grazie, loro che in ogni ufficio, settore, arte e professione, dai bambini ai veterani ai dirigenti, si sono impegnati giorno e notte per la riuscita e la fruizione degli spettacoli. Grazie anche al Consiglio d’Indirizzo, ai soci fondatori, alla Provincia, a tutti gli sponsor e le Colonne che sostengono una missione civile e culturale. I risultati di questa 101° stagione sono andati oltre le nostre aspettative. Il Festival stesso lo è stato, ogni giorno, sin dalla sua preparazione, con un entusiasmo e una passione che si è propagata dall’Arena a tutti: ed è proprio l’immagine delle prove del gala inaugurale che porterò nel cuore, la gioia dell’incontro di solisti da tutto il mondo, e di professori d’orchestra e artisti del coro dai teatri di tutta Italia, in un abbraccio fraterno e universale».

«L’Arena porta un turismo di qualità, lo vediamo dai dati di performance delle strutture alberghiere. Ed è quello che tutti vogliamo – ha aggiunto Marta Ugolini, Assessora alla Cultura del Comune di Verona -. Crea connessioni a livello globale e accresce l’internazionalizzazione del pubblico. Come Comune abbiamo il compito tuttavia di radicare il Festival in città. Ecco perchè, anche quest’anno, abbiamo portato, attraverso l’installazione degli schermi, la prima di Turandot in cinque parchi e quartieri di Verona, e investito nel progetto una parte della tassa di soggiorno. La collaborazione con Fondazione Arena è proseguita anche nell’impegno di portare il balletto al Teatro Romano, dove le due serate di Zorba il greco hanno regalato emozioni e spettacolo. Siamo soddisfatti e continueremo a lavorare per fare sempre meglio».

«Non pensavamo di superare i risultati record del 2023, eravamo anzi preparati ad una lieve flessione nell’interesse del pubblico. Ma l’Arena ha un potere magico che, oltre ad attirare e abbracciare lavoratori e spettatori, riserva sempre sorprese – ha concluso Stefano Trespidi, Vicedirettore Artistico di Fondazione Arena di Verona –. È un orgoglio particolare poter ripercorrere questa stagione, rivedere questi grandi spettacoli e soprattutto elencare i nomi di artisti che hanno calcato questo palcoscenico privilegiato in meno di tre mesi, artisti che solo nei teatri più importanti del mondo è possibile vedere lungo un’intera stagione annuale. Felici, ma mai paghi di questo risultato, abbiamo già aperto le vendite del Festival 2025 e guardiamo alla nuova stagione con grande anticipo, dall’annuncio dei cast e delle produzioni, pronti a far conoscere nel mondo l’Arena di Verona».

L’Arena di Verona Opera Festival 2024 ha visto il sostegno di numerosi sponsor, in primis UniCredit, che vanta una longevità di collaborazione di oltre 25 anni, e poi Calzedonia, Pastificio Rana, Volkswagen Group Italia, DB Bahn, Forno Bonomi, RTL 102.5, Genny, che ha firmato le divise del personale adibito all’accoglienza del pubblico, e Müller, che ha sostenuto i progetti di accessibilità dedicati alle persone con disabilità. Tra gli official partner marchi storici quali Veronafiere, Air Dolomiti, A4 Holding, Metinvest, SABA Italia, SDG Group, Sartori di Verona, Palazzo Maffei e Mantova Village. Così come Poste Italiane, ManPower Group e Consorzio di Tutela dell’Aceto Balsamico Tradizionale di Modena DOP. Oltre a imprese, privati, ordini professionali che compongono la schiera della Membership 67 Colonne per l’Arena di Verona, fondata da Gianluca Rana dell’omonimo pastificio e da Sandro Veronesi, patron del Gruppo Oniverse, con il Gruppo Editoriale Athesis, media partner.

IL CARTELLONE. Il 2024, coincidente con il nuovo secolo di storia dell’Arena di Verona Opera Festival 2024, ha portato con sé la sfida della programmazione, che si è confermata ricca e diversificata per un totale di 50 spettacoli dal 7 giugno al 7 settembre. Sono state ben 7 le produzioni d’opera, compreso un nuovo allestimento, 7 le serate-evento e un balletto in doppia data. Decisamente eccezionale è stata la serata d’apertura del 101° Festival, La Grande Opera Italiana Patrimonio dell’Umanità, realizzata dal Ministero della Cultura in collaborazione con Fondazione Arena di Verona e Rai Cultura, e la partecipazione di SIAE. L’evento, trasmesso in diretta in mondovisione, ha celebrato l’inserimento del Canto lirico italiano nel patrimonio immateriale dell’umanità Unesco, percorso pluriennale cui Fondazione Arena ha partecipato attivamente. Alla prima parte dedicata a sinfonie e cori dal Belcanto a Puccini, diretta dal Maestro Riccardo Muti, ha fatto seguito un’antologia di arie celebri del grande repertorio lirico dell’Ottocento interpretate da venti dei maggiori artisti di oggi diretti da Francesco Ivan Ciampa. Nell’inedito allestimento, che ha trasformato il golfo mistico in spazio scenico, hanno preso posto 164 professori d’orchestra e 314 artisti del coro provenienti dalle dodici fondazioni lirico sinfoniche di A.N.FO.L.S., dal Teatro alla Scala, dall’Accademia Nazionale di Santa Cecilia e dai teatri di tradizione di A.T.I.T. da tutta Italia.  

Il 2024 è anno pucciniano, a 100 anni dalla morte del maestro, e l’Arena di Verona lo ha omaggiato con tre titoli: Turandot a giugno ha visto per 4 date sold-out nell’allestimento da favola di Franco Zeffirelli con i costumi del premio Oscar Emi Wada; a luglio ha avuto successo la doppia data de La Bohème, nuova produzione con le scene di Guillermo Nova e il debutto areniano di Alfonso Signorini alla regia; altri 4 sold-out ha inanellato in agosto Tosca per altre 4 date con un cast di stelle nello spettacolo di Hugo De Ana. Il regista, scenografo e costumista argentino è la firma anche del divertente Il Barbiere di Siviglia di Rossini ripreso dopo il successo dell’anno scorso per 7 rappresentazioni totali. Aida di Verdi, opera regina dell’Anfiteatro, è andata in scena in due diversi allestimenti: per le prime 10 serate la potenza innovativa dell’immaginario di Stefano Poda ha inondato di luce l’Anfiteatro per importanti debutti, mentre per 5 recite ulteriori dal 10 agosto (a 111 anni esatti dalla prima in Arena) il pubblico ha potuto rivedere l’allestimento pensato da Gianfranco de Bosio (nel suo centenario) per ricostruire la prima Aida del 1913. Per 9 rappresentazioni è andata in scena Carmen di Bizet, nella produzione classica e cinematografica con cui Zeffirelli debuttò in Arena, anche quest’anno con grandi voci e importanti novità.

Le serate-evento del Festival hanno visto il ritorno dei principali concerti lirico-sinfonici per i folti organici areniani: la IX sinfonia di Beethoven, nel bicentenario della prima, e gli amatissimi Carmina Burana di Orff. A 55 anni dal suo debutto italiano a Verona, Plácido Domingo è tornato con artisti e ballerini iberici ad omaggiare l’Arena e la zarzuela in una indimenticabile Noche Española, mentre una novità assoluta è stato lo spettacolo immersivo Viva Vivaldi coprodotto con Balich Wonder Studio, in cui l’Orchestra guidata dal violino solista Giovanni Andrea Zanon ha proposto le celebri Quattro stagioni con effetti speciali e immagini in alta definizione a un pubblico nuovo per l’Arena. La grande danza ha riconfermato in doppia data l’étoile Roberto Bolle con friends d’eccellenza internazionale, mentre il Ballo areniano ha registrato un doppio sold-out nel titolo-simbolo Zorba il greco al Teatro Romano.

GLI ARTISTI. I grandi artisti del panorama lirico internazionale hanno confermato il loro legame con l’Arena di Verona, insieme a molti giovani di talento. Sul palcoscenico del 101° Festival sono saliti in totale 120 fra le migliori voci di oggi, étoile della danza e maestri; fra questi ben 35 sono i debutti in Anfiteatro, anche illustri e lungamente attesi, con grande riscontro di pubblico e critica: i direttori Michele Spotti, George Petrou, Leonardo Sini, i soprani Olga Maslova, Marta Torbidoni, Pretty Yende, Juliana Grigoryan, Eleonora Bellocci, Erin Morley, Chiara Fiorani, Kristina Mkhitaryan, i mezzosoprani Aigul Akhmethsina, Agnieszka Rehlis, Alisa Kolosova, Alessia Nadin, Ekaterine Buachidze, i tenori Galeano Salas, René Barbera, Ivan Magrì, Jack Swanson, Leonardo Cortellazzi, Paolo Lardizzone, Matteo Macchioni, i baritoni Igor Golovatenko, Paolo Bordogna, Misha Kiria, i bassi Hao Tian, Domenico Apollonio, Salvatore Salvaggio, il regista Alfonso Signorini, i primi ballerini Davide Buffone, Gioacchino Starace, Denys Cherevychko e Futaba Ishizaki. Fra i ritorni, 10 i direttori, tra cui Riccardo Muti, Francesco Ivan Ciampa, Marco Armiliato, Alvise Casellati, Jordi Bernàcer, Andrea Battistoni e Daniel Oren, a 40 anni dal suo esordio areniano; 3 i maestri dei cori impegnati nel Festival, 6 registi, 7 scenografi e costumisti/e, 6 coregrafi/e tra cui Massimiliano Volpini con nuove creazioni per il gala inaugurale e Lorca Massine per il ‘suo’ Zorba. E ovviamente i protagonisti abbracciati dal pubblico dell’Arena: i soprani Anna Netrebko, Aleksandra Kurzak, Mariangela Sicilia, Maria José Siri, Jessica Pratt, Anna Pirozzi, Rosa Feola, Elena Stikhina, Saioa Hernández, Gilda Fiume, Eleonora Buratto, Maria Agresta, Daria Rybak, Daniela Cappiello, Marianna Mappa, Francesca Maionchi, i mezzosoprani Vasilisa Berzhanskaya, Ekaterina Semenchuk, Clémentine Margaine, Anna Maria Chiuri, Sofia Koberidze, il controtenore Filippo Mineccia, i tenori Jonas Kaufmann, Francesco Meli, Yusif Eyvazov, Vittorio Grigolo, Gregory Kunde, Roberto Alagna, Piotr Beczała, Juan Diego Flórez, Dmitry Korchak, Freddie De Tommaso, Arturo Chacón Cruz, Carlo Bosi, Riccardo Rados, Brian Jagde, Carlo Ventre, Vincent Ordonneau, Piero Giuliacci, Martin Muehle, oltre a Plácido Domingo, i baritoni Luca Salsi, Ludovic Tézier, Nicola Alaimo, Amartuvshin Enkhbat, Youngjun Park, Mattia Olivieri, Davide Luciano, Jan Antem, Luca Micheletti, Nicolò Ceriani, Giulio Mastrototaro, Erwin Schrott, Fabio Previati, Dalibor Jenis, i bassi Alexander Vinogradov, Riccardo Fassi, Marko Mimica, Simon Lim, Rafał Siwek, Giorgi Manoshvili, Roberto Tagliavini, Carlo Lepore, Gabriele Sagona, Gianluca Buratto, Carlo Striuli; le étoiles Roberto Bolle, Nicoletta Manni, Melissa Hamilton, Eleana Andreoudi, Liudmila Konovalova, António Casalinho, Margarita Fernandes, Tatiana Melnik, Giorgi Potskhishvili, Toon Lobach, Casia Vengoechea, i solisti della Compañia Antonio Gades.

I RISULTATI DI BIGLIETTERIA. Le 50 serate del 101° Opera Festival hanno registrato la presenza di 417.354 spettatori e generato un incasso totale di 33.619.825 euro, il valore più alto nella storia del Festival insieme al valore dell’incasso medio per recita, che ha raggiunto quota record 698.664 euro a serata (nel 2023 era di 674.490 e nel 2022 di 575.575). Il 2024 rappresenta anche il miglior risultato di presenze medie alle recite d’opera con 8.627 spettatori a serata (rispetto agli 8.219 dello scorso anno).

L’età media si attesta sui 49,6 anni ma crescono i giovani: gli under 40 in Arena aumentano dell’8%. La provenienza degli oltre 417 mila spettatori del 101° Festival conferma la forte vocazione internazionale dell’Arena di Verona: il 57% del pubblico è straniero, con la Germania apripista di 136 diversi Paesi del mondo (il valore più alto nella storia areniana, l’anno scorso erano 125). Sul podio anche Austria, Gran Bretagna, Svizzera, Stati Uniti e Francia. Crescono le presenze dagli USA (+ 1.700 spettatori), dalla Spagna (+ 1.300 spettatori), Canada (+ 500) e Corea (+200), paesi toccati dal tour promozionale internazionale realizzato nei mesi invernali. Cresce anche il pubblico italiano proveniente da ogni regione dello Stivale. Veneto in testa, con oltre 31 mila spettatori solo da Venezia e 6 mila da Vicenza, segue la Lombardia con oltre 20 mila spettatori totali, dei quali 8.600 da Milano, e l’Emilia Romagna. Mancano di poco il podio Piemonte, Puglia e Sicilia. Palermo e Terni, con quasi quattro mila presenze ciascuna superano alcune delle province limitrofe a Verona. Ben 85 mila gli spettatori che hanno dichiarato di essere stati in Arena quest’anno per la prima volta (rispetto ai 77 mila dello scorso anno).

IL RUOLO DI PARTNER, SPONSOR E 67 COLONNE. Mantenuto l’andamento del centesimo Festival con l’ingresso di cinque nuovi sponsor e il progetto 67 Colonne per l’Arena di Verona che, per la prima volta, ha superato quota 2 milioni di euro.  In quattro anni, grandi aziende e piccoli imprenditori, accomunati dal desiderio di essere parte di un’operazione culturale, economica e sociale di portata internazionale, hanno contribuito al prosperare di una realtà, Fondazione Arena di Verona, fondamentale non solo per il territorio veronese ma per l’Italia intera. L’attività di fundraising ideata dalla Fondazione Arena di Verona ha registrato una costante crescita: dagli 1,5 milioni del 2021, il successo di 67 Colonne per l’Arena di Verona è proseguito con 1,6 milioni di raccolta nel 2022, 2 milioni nel 2023 fino al risultato di 2,1 milioni raggiunto quest’anno. Ben 2 milioni e 750 mila euro sono arrivati, invece, dalle sponsorizzazioni.

L’ATTENZIONE DEI MEDIA. La 101a stagione ha visto una grande partecipazione e attenzione dei media, registrando circa 1.200 presenze totali di addetti ai lavori stampa, tv, web, blog e radio, per oltre 255 fra testate ed emittenti diverse presenti al Festival e un totale di oltre 5.200 tra articoli e servizi. Raddoppiata rispetto allo scorso anno l’attenzione delle TV, che dal 7% del 2023 toccano, quest’anno, quota 13% delle pubblicazioni totali. Cresce anche la carta stampata, arrivando a quota 38%, mentre si assestano al 46% le uscite sul digitale e al 3% i servizi radiofonici rilevati dal servizio di rassegna stampa. Il 101° Festival ha interessato oltre alle principali testate giornalistiche nazionali, regionali e locali, anche media da tutto il mondo, tra cui The New York Times, Le Figaro, Le Monde, Financial Times, Tagesspiegel, Associated Press, Radio Tel Aviv, The Times of India, Nueva Tribuna, il giapponese Crea Traveller, l’olandese De Niewe Muze, l’irlandese RTE.

IL 101° OPERA FESTIVAL SUI SOCIAL. L’Arena di Verona Opera Festival ha raggiunto sulle pagine Instagram, Facebook, Youtube e TikTok (novità 2024 per Viva Vivaldi) 59 milioni di contatti (+25,88% rispetto allo scorso anno). Un pubblico appassionato e partecipe che ha lasciato 850 mila tra commenti e like. E usato 21 mila 500 volte l’hashtag #inArena. Una cinquantina gli influencer e talent coinvolti.

I video pubblicati sui canali social hanno registrato 8.239.032 views organiche, ovvero senza alcuna spinta pubblicitaria (+66,34% rispetto allo scorso anno). E un totale di 55.784 ore di riproduzione. Su Instragram e Facebook i follower hanno toccato quota 605.727. Solo Instragram ha fatto un balzo di 43.345 nuovi iscritti da tutto il mondo. Se il 51% dei fan è italiano, il 49% è straniero e segue il Festival soprattutto da: Germania, Brasile, Stati Uniti e Argentina. Per la prima volta i follower nella fascia d’età 25-34 anni hanno pareggiato gli over 35. Quest’anno l’Arena è approdata su TikTok con una campagna speciale per promuovere il concerto più “young” della stagione, Viva Vivaldi. Coinvolti per l’occasione dei content creator under30 italiani come “reporter d’eccezione”. I numeri dell’operazione: 20 milioni di impression, 20 milioni di visualizzazioni ai video, 72 mila tra commenti e like.

Progetti speciali. ‘Gonghisti per una sera’ ha totalizzato 3 milioni di visualizzazioni organiche e un totale di 15 milioni e 600 mila impression (l’80% prodotto da utenti nella fascia d’età 13-34 anni). Tra i protagonisti dell’iniziativa: Csaba Dalla Zorza, Benedetta Parodi, Giulia Pauselli, gli Atleti della Guardia di Finanza, Myss Keta, Paola Cossentino, Marcello Sacchetta, Jody Cecchetto, Diletta Begali, Alice De Bortoli, Martina Stella, Valentina Vignali e Verona Volley. Il podcast ‘Sempre Libera’, realizzato in collaborazione con Unicredit e One Podcast, condotto da Florencia Di Stefano-Abichain e Daniela Farnese, e disponibile su tutte le piattaforme di streaming, ha totalizzato 52.903 riproduzioni, con una media di 14 minuti d’ascolto a puntata.

ARENA OPERA FESTIVAL EXPERIENCE. Le iniziative corporate negli eventi dei quattro spazi esclusivi in collaborazioni di Noahlity sono giunte al terzo anno e hanno coinvolto oltre agli sponsor e alle 67 colonne, nuove aziende che hanno scelto l’Arena per i propri eventi di pubbliche relazioni.

Il pacchetto corporate è composto da quattro esperienze negli spazi più esclusivi dell’Arena di Verona per alcune serate e riservate agli ospiti di sponsor, donatori delle 67 colonne e delle aziende partner dell’Arena di Verona, per offrire a fianco della magia del teatro sotto le stelle più grande al mondo quattro tipologie di esperienze esclusive mai pensate prima negli spazi areniani.

The Star Roof, la più prestigiosa delle iniziative dell’offerta, ha consentito ogni sera a 24 ospiti di accedere alla terrazza esclusiva che collega il primo anello dell’Arena con l’ala simbolo dell’anfiteatro, per gustare una cena dello chef stellato Mattia Bianchi prima di assistere all’opera. Accanto a questa proposta, tre iniziative rivolte unicamente alle Aziende: the Stone Lounge, un’area riservata per accogliere i propri ospiti dall’ingresso in Arena fino all’inizio dell’opera, il Backstage Vip Pass, per respirare l’atmosfera del “dietro le quinte” areniano alla scoperta dei luoghi non accessibili al pubblico, ed infine Meetings & Events in Gran Guardia, area lounge nella Buvette del Palazzo della Gran Guardia con un esclusivo percorso attraverso le migliori etichette delle cantine che sostengono la Fondazione Arena di Verona seguito da un light dinner.

IL CAPITALE UMANO. Sono ben 1.415 le persone che hanno lavorato al Festival e hanno reso possibile il raggiungimento dei risultati 2024. Tra questi 769 sono professionisti che compongono i complessi artistici (160 professori d’Orchestra, 110 artisti solisti, 159 artisti del Coro, 12 Maestri collaboratori, 61 ballerini, 173 comparse, 84 mimi, 10 ballerini della compagnia spagnola); 229 i tecnici impegnati dietro le quinte prima, durante e dopo ogni prova e spettacolo (tra cui macchinisti, sarte, addette vestizione, elettricisti, portastrumenti); 206 le maschere e gli addetti alla sorveglianza del pubblico e del retropalco; 85 i componenti del personale amministrativo e dei diversi uffici. Oltre un centinaio i bambini e i ragazzi, dai 4 ai 17 anni, che hanno preso parte al Festival come cantanti del coro voci bianche, ballerini e comparse, seguiti da una decina di sorveglianti.

IL FESTIVAL E LA CITTÀ. Il 101° Festival ha coinvolto anche il territorio cittadino, attraverso diverse iniziative. Dai maxischermi nei quartieri per la prima opera in programma, a visori itineranti e led wall. La prima di Turandot di sabato 8 giugno è stata trasmessa su 5 maxischermi, progetto voluto da Comune di Verona, Fondazione Arena, in collaborazione con Rai Cultura. Sold-out i posti a sedere al parco di Santa Marta (Provianda), e poi in piazza del Popolo a San Michele Extra, al parco San Giacomo in Borgo Roma, al parco dei Cantori veronesi in Borgo Venezia e in piazza Marinai d’Italia in Borgo Milano. A precedere la diretta dall’Arena di Verona, musicologi, docenti e giornalisti hanno spiegato al pubblico il mondo del canto lirico, così come trama, curiosità e aneddoti sull’opera. In centro storico, gli info point The Arena Experience, tramite la realtà virtuale, hanno permesso ai visitatori di vivere in prima persona attraverso la realtà virtuale la messa in scena di una delle opere più celebri e amate del festival areniano, Carmen. In piazza Bra, il Social led Wall ha proiettato per tutta estate contenuti video esclusivi realizzati ad hoc da Fondazione Arena. Mentre sul Palazzo della Gran Guardia e lungo il Liston, stendardi e gonfaloni hanno annunciato le opere in programma per tutta l’estate. Nei punti cardine della città sono stati posizionati elementi scenografici di Aida, accompagnati dall’hashtag #inarena per la diffusione social di scatti e selfie. In Bra il Cantiere Arena e le isole sceniche hanno creato un percorso armonioso ed evocativo, con informazioni sugli allestimenti areniani, lessico e aneddoti del mondo dell’opera. Tutte le iniziative sono state rese possibili grazie al sostegno del Comune di Verona che ha destinato al progetto parte degli introiti derivanti dalla tassa di soggiorno, anche per volontà degli stessi albergatori e delle categorie turistiche.

GIOVANI E SCUOLE. Il 101° Arena di Verona Opera Festival ha visto una importante partecipazione delle nuove generazioni: ben 47.282 i biglietti acquistati con lo sconto under30 o con il ridotto

scuola. Grazie all’ormai consolidato progetto di Arena Young denominato Scuola e Università all’opera, che offre la possibilità a docenti e studenti di ogni ordine e grado di assistere ad alcuni spettacoli con riduzioni speciali, hanno partecipato al Festival giovani provenienti da tutte le regioni d’Italia, ma anche dalle vicine Germania, Austria, Inghilterra, Svizzera, Spagna, così come da Giappone, Cina, Stati Uniti, Canada e Corea. Un centinaio i docenti che, lo scorso 6 settembre, hanno assistito all’ultima rappresentazione de Il Barbiere di Siviglia, in un’occasione di scambio e confronto tra Fondazione Arena e la sua Area Formazione e Promozione Scuole e le diverse istituzioni scolastiche. La stagione, infine, si è conclusa con la partecipazione alla Giornata della Didattica – Festival dell’educazione che si è svolta a Verona il 9 e 10 settembre.

IL PROSSIMO FESTIVAL. Già in vendita Opere, Concerti e Gala dell’estate 2025. Il programma del 102° Arena di Verona Opera Festival sarà inaugurato il prossimo 13 giugno con il nuovo allestimento di Nabucco, firmato da Stefano Poda. E proseguirà fino al 6 settembre 2025 con Aida ‘di cristallo’, La Traviata, Carmen, Rigoletto, Roberto Bolle and Friends, Carmina Burana e Jonas Kaufmann in Opera. Tutte le date sono già in vendita su www.arena.it, attraverso il circuito TicketOne e sui canali social Facebook – Twitter – Instagram – YouTube dell’Arena di Verona.

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Immagini di Verona Opera Festival 2024



IL TEATRO ALLA SCALA DEBUTTA ALL’ARENA DI VERONA

Parte dall’Arena di Verona l’importante tournée europea dell’Orchestra e del Coro del Teatro alla Scala che, con il Direttore Musicale Riccardo Chailly e il Maestro del Coro Alberto Malazzi, debuttano nell’anfiteatro romano in occasione del 100° Festival areniano. Unica tappa italiana, in programma giovedì 31 agosto alle 21, vedrà i complessi artistici del prestigioso Teatro milanese protagonisti di un concerto interamente dedicato a Giuseppe Verdi.

Nel concerto si ascoltano infatti alcune delle pagine più rappresentative del percorso corale compiuto da Verdi, presenti anche nel recente album di Cori scaligero pubblicato da Decca: dal “Va’, pensiero” del Nabucco al Trionfo dell’Aida, passando per il celebre “O Signore, dal tetto natio” dai Lombardi alla prima crociata fino al “Si ridesti il leon di Castiglia” da Ernani. Non mancano, poi, il coro delle streghe e il commovente “Patria oppressa” da Macbeth, il famoso “Vedi le fosche notturne spoglie” dal Trovatore, la Tarantella dalla Forza del destino e “Spuntato ecco il dì d’esultanza” da Don Carlo. Durante la serata si alternano momenti corali e sinfonici, fra questi Sinfonie e Preludi da Nabucco, Macbeth, Ernani, Il trovatore e La forza del destino.

il Direttore Musicale Riccardo Chailly

Cecilia Gasdia, Sovrintendente della Fondazione Arena di Verona, dice: «È un onore ospitare in Arena una grande istituzione lirico-sinfonica come La Scala, che rappresenta una delle eccellenze per cui l’Italia è più nota nel mondo. Ringrazio di cuore il Sovrintendente Meyer e il Maestro Chailly per aver reso possibile questo incontro».

Dopo l’avvio all’Arena di Verona, la tournée del Teatro alla Scala prosegue con altre otto date, concludendosi il 12 settembre al Théâtre des Champs-Elysées di Parigi.

Il 100° Arena di Verona Opera Festival 2023, che si svolge con il doppio patrocinio del Ministero della Cultura e della Regione del Veneto, è in scena fino al 9 settembre con 8 titoli d’opera, 4 serate di gala e un concerto straordinario. Tra le molte iniziative che coinvolgono tutta la città, L’eccezionalità di questa edizione si rispecchia anche nel parterre degli sponsor privati. Ai partner storici si aggiunge un folto numero di nuovi marchi.

Tra gli sponsor di lungo corso Fondazione Arena di Verona desidera ringraziare in primis UniCredit, che vanta una longevità di collaborazione di oltre 25 anni, Calzedonia, Pastificio Rana, Volkswagen Group Italia, DB Bahn, RTL 102.5. Alla compagine degli official sponsor si aggiungono quest’anno Forno Bonomi, Metinvest/Saving Lives, Genny, che firma le nuove divise del personale adibito all’accoglienza del pubblico e Müller, che sostiene i progetti di accessibilità dedicati alle persone con disabilità. Tra gli official partner, a marchi storici quali Veronafiere, Air Dolomiti, A4 Holding, Casa Sartori, SABA Italia, SDG Group e al Cultural Partner Palazzo Maffei, vanno ad aggiungersi Acqua Dolomia, Sanagol e Mantova Village. Un ringraziamento doveroso va naturalmente anche a imprese, privati, ordini professionali che compongono la schiera della Membership 67 Colonne per l’Arena di Verona, fondata da Gianluca Rana, dell’omonimo pastificio, e da Sandro Veronesi, patron del Gruppo Calzedonia, che giunge quest’anno alla sua terza edizione.

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Roberto Bolle e dieci stelle della danza internazionale al 100° Arena di Verona Opera Festival 

Non poteva mancare nel ricco cartellone del Festival numero 100 all’Arena di Verona l’imperdibile Roberto Bolle and Friends: appuntamento speciale che riunisce nella stessa serata la grande “étoile dei due mondi” e dieci artisti di prima grandezza provenienti dalle più prestigiose istituzioni del Balletto internazionale. Mercoledì 19 luglio Roberto Bolle, Étoile del Teatro alla Scala di Milano, guiderà sull’immenso palcoscenico areniano un cast d’eccezione, fra attesi ritorni e debutti areniani: Bakhtiyar Adamzhan (Principal Dancer dell’Opera di Astana), William Bracewell, Melissa Hamilton e Yasmine Naghdi (Primi Ballerini del Royal Ballet di Londra), António Casalinho (Primo Solista del Bayerisches Staatsballett di Monaco), Madoka Sugai (Prima Ballerina del Balletto di Amburgo), gli International Guest Artist Toon Lobach e Casia Vengoechea. Dopo la seguitissima proposta di matrimonio che ha incantato l’Arena e il mondo della danza nel 2022, tornano anche Timofej Andrijashenko e Nicoletta Manni (Primi Ballerini del Teatro alla Scala).

Il cast si completa col M° Alessandro Quarta nella doppia veste di violino solista e compositore (rispettivamente in apertura e chiusura di programma, prima sulle note di Astor Piazzolla coreografate da Massimiliano Volpini, quindi nella nuovissima creazione Sphere firmata da Mauro Bigonzetti. Sono quattro le ampie scene di “passo a due” scelte fra i più spettacolari capolavori del balletto classico: Romeo e Giulietta, Il Corsaro, Don Chisciotte e Le Fiamme di Parigi, cui va aggiunta la coreografia di Amedeo Amodio su Carmen di Bizet, in perfetto equilibrio con le proposte dedicate alla danza moderna e contemporanea, come l’ormai celebre Infra di Wayne McGregor su musiche di Max Richter, oppure il dialogo di Les Indomptés e quello pensato per gli inediti paesaggi sonori di “I”, sempre con lo sguardo rivolto alle eccellenze internazionali di oggi.

Sono pochissimi i posti ancora disponibili per l’attesissima serata evento, coprodotta con ARTEDANZASRL, che si preannuncia un magnifico sold-out in Anfiteatro. Per poter accogliere tutto il pubblico richiedente, Fondazione Arena ha aperto le vendite per gli ultimi posti laterali di VI settore (ex gradinata non numerata). La serata evento Roberto Bolle and Friends è solo il primo di una settimana di grandi eventi al 100° Arena di Verona Opera Festival 2023, che prevede ogni sera un titolo diverso:

Mercoledì 19 luglio Roberto Bolle and Friends,

Giovedì 20 luglio Rigoletto con Salsi, Florez, Minasyan,

Venerdì 21 luglio Aida con Conesa, Lee, Petrova, Piazzola,

Sabato 22 luglio Il Barbiere di Siviglia ultima replica del titolo per questo Festival,

Domenica 23 luglio Juan Diego Flórez in Opera gala unico con le stelle del Belcanto.

Il 100° Arena di Verona Opera Festival 2023, che si svolge con il doppio patrocinio del Ministero della Cultura e della Regione del Veneto, è in scena fino al 9 settembre con 8 titoli d’opera, 4 serate di gala e un concerto straordinario. Tra le molte iniziative che coinvolgono tutta la città, Fondazione Arena propone per tutta la durata del Festival ben due mostre fotografiche: 100 volte Callas al Palazzo della Gran Guardia e Aida 100 presso la libreria Feltrinelli di via Quattro spade. L’eccezionalità di questa edizione si rispecchia anche nel parterre degli sponsor privati. Ai partner storici si aggiunge un folto numero di nuovi marchi. Tra gli sponsor di lungo corso Fondazione Arena di Verona desidera ringraziare in primis UniCredit, che vanta una longevità di collaborazione di oltre 25 anni, Calzedonia, Pastificio Rana, Volkswagen Group Italia, DB Bahn, RTL 102.5. Alla compagine degli official sponsor si aggiungono quest’anno Forno Bonomi, Metinvest/Saving Lives, Genny, che firma le nuove divise del personale adibito all’accoglienza del pubblico e Müller, che sostiene i progetti di accessibilità dedicati alle persone con disabilità. Tra gli official partner, a marchi storici quali Veronafiere, Air Dolomiti, A4 Holding, Casa Sartori, SABA Italia, SDG Group e al Cultural Partner Palazzo Maffei, vanno ad aggiungersi Acqua Dolomia, Sanagol e Mantova Village. Un ringraziamento doveroso va naturalmente anche a imprese, privati, ordini professionali che compongono la schiera della Membership 67 Colonne per l’Arena di Verona, fondata da Gianluca Rana, dell’omonimo pastificio, e da Sandro Veronesi, patron del Gruppo Calzedonia, che giunge quest’anno alla sua terza edizione.

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La Traviata, l’ultimo capolavoro firmato Zeffirelli al 100° Arena di Verona Opera Festival 2023

Pensata come summa di tutte le Traviate create lungo oltre sessant’anni dall’incontro con Maria Callas fino alla fine, la produzione che inaugurò il Festival 2019 fu anche l’ultima a firma di Franco Zeffirelli, che vi lavorò a lungo con i suoi fidati collaboratori degli ultimi anni ma non poté vedere il successo e l’affetto che accolsero da subito il suo spettacolo. L’Arena di Verona celebra i 100 anni dalla nascita del grande maestro fiorentino proponendo tre dei suoi allestimenti più significativi: oltre alla recuperata Carmen che sancì il trionfale debutto di Zeffirelli in Arena, sabato 8 luglio torna in scena La Traviata che fu la sua ultima opera per l’Anfiteatro, con i sontuosi costumi del premiato Maurizio Millenotti, le luci di Paolo Mazzon e le coreografie di Giuseppe Picone, per la prima di sei serate con i migliori artisti internazionali.

Tutto italiano il cast della prima: il soprano Gilda Fiume porta in Arena la sua Violetta, applaudita su palcoscenici da Torino a Boston a Seoul, al fianco di Francesco Meli (Alfredo) e Luca Salsi (Giorgio Germont), apprezzati interpreti verdiani e beniamini areniani. Sul podio al debutto stagionale l’applaudito maestro Andrea Battistoni, alla guida dell’Orchestra di Fondazione Arena e del Coro istruito da Roberto Gabbiani.

Le stelle si susseguono anche nelle repliche, dalle protagoniste Lisette Oropesa, Nadine Sierra e Anna Netrebko (che darà l’addio al ruolo nell’eccezionale serata conclusiva del Festival diretta da Marco Armiliato), ai tenori Vittorio Grigolo e Freddie De Tommaso, ai baritoni Simone Piazzola, Artur Rucińsky e Ludovic Tézier.

Nei ruoli di fianco salgono sull’immenso palcoscenico areniano i più apprezzati interpreti e i migliori giovani cui Fondazione Arena da sempre pone attenzione: Sofia Koberidze è l’amica Flora, Francesca Maionchi e Yao Bohui la fedele Annina, Carlo Bosi e Matteo Mezzaro si alternano come Visconte Gastone, Giorgi Manoshvili e Gabriele Sagona come Dottor Grenvil, Nicolò Ceriani è il Barone Douphol, Roberto Accurso il Marchese d’Obigny; completano il cast Francesco Cuccia come Giuseppe e Stefano Rinaldi Miliani come Domestico di Flora e Commissionario. 

Il Ballo di Fondazione Arena coordinato da Gaetano Petrosino anima la festa del second’atto con due solisti d’eccezione per la prima e l’ultima data: i primi ballerini del Teatro alla Scala Nicoletta Manni e Timofej Andrijashenko, un anno fa protagonisti di una spettacolare promessa di matrimonio in un’Arena gremita. Nelle recite successive si alterneranno nel ruolo anche Liudmila Konovalova e Davide Dato, primi ballerini dell’Opera di Stato di Vienna, entrambi al debutto in Anfiteatro. Dopo la prima di sabato 8 luglio, repliche 14 e 27 luglio, 19 e 26 agosto, 9 settembre.

«Il 100° Festival è un’antologia delle produzioni più amate degli ultimi anni – dichiara Cecilia Gasdia, Sovrintendente della Fondazione Arena di Verona – e questa Traviata è molto amata da coloro che scelgono l’Arena per scoprire la dimensione più spettacolare dell’opera in allestimenti d’impatto ma rispettosi dell’iconografia tradizionale. Da solista, ho avuto la fortuna di conoscere Franco Zeffirelli quarant’anni fa proprio con questo capolavoro di Verdi studiato con lui e Kleiber, e nel segno di Traviata ho avuto l’onore di affidargli la sua ultima produzione compiuta, che è anche un omaggio ai suoi 100 anni e al suo sconfinato amore per l’opera, visibile in ogni dettaglio».

«A 170 anni dalla sua prima, La Traviata è ancora oggi l’opera più rappresentata al mondo – aggiunge Stefano Trespidi, Vicedirettore artistico di Fondazione Arena – e quello che il pubblico può trovare all’Arena di Verona, nella lettura del maestro Zeffirelli, è forse lo spettacolo per antonomasia, in un certo senso La Traviata dei sogni. A contribuire a questo risultato è sicuramente il cast, che dall’8 luglio al 9 settembre vedrà alternarsi i migliori interpreti al mondo in questi ruoli».

Il 100° Arena di Verona Opera Festival 2023, che si svolge con il doppio patrocinio del Ministero della Cultura e della Regione del Veneto, è in scena fino al 9 settembre con 8 titoli d’opera, 4 serate di gala e un concerto straordinario.

L’eccezionalità di questa edizione si rispecchia anche nel parterre degli sponsor privati. Ai partner storici si aggiunge un folto numero di nuovi marchi. Tra gli sponsor di lungo corso Fondazione Arena di Verona desidera ringraziare in primis UniCredit, che vanta una longevità di collaborazione di oltre 25 anni, Calzedonia, Pastificio Rana, Volkswagen Group Italia, DB Bahn, RTL 102.5. Alla compagine degli official sponsor si aggiungono quest’anno Forno Bonomi, Metinvest/Saving Lives, Genny, che firma le nuove divise del personale adibito all’accoglienza del pubblico e Müller, che sostiene i progetti di accessibilità dedicati alle persone con disabilità. Tra gli official partner, a marchi storici quali Veronafiere, Air Dolomiti, A4 Holding, Casa Sartori, SABA Italia, SDG Group e al Cultural Partner Palazzo Maffei, vanno ad aggiungersi Acqua Dolomia, Sanagol e Mantova Village. Un ringraziamento doveroso va naturalmente anche a imprese, privati, ordini professionali che compongono la schiera della Membership 67 Colonne per l’Arena di Verona, fondata da Gianluca Rana, dell’omonimo pastificio, e da Sandro Veronesi, patron del Gruppo Calzedonia, che giunge quest’anno alla sua terza edizione.

Info: www.arena.it

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AIDA ALL’ARENA DI VERONA APRE IN MONDOVISIONE SU RAI 1 IL 100° OPERA FESTIVAL

Guarda al futuro ma dialoga con il passato la nuova produzione dell’Aida di Giuseppe Verdi che venerdì 16 giugno alle 21 aprirà la centesima edizione dell’Arena di Verona Opera Festival. Piramidi trasparenti e architetture di luci si innestano negli spazi dell’anfiteatro romano, evocando un’Aida tecnologica ma intimista al tempo stesso. 

La regia è affidata a un artista poliedrico come Stefano Poda, al debutto in Arena, che cura ogni dettaglio della produzione firmandone anche scene, costumi, luci e coreografie.

La “Prima” del capolavoro verdiano, opera simbolo dell’Arena fin dalla fondazione del Festival nel 1913, è in programma venerdì 16 giugno alle 21.00 e trasmessa da Rai Cultura in diretta in mondovisione su RAI 1, con protagonista la star Anna Netrebko nel ruolo del titolo, affiancata dal tenore Yusif Eyvazov nei panni di Radamès, diretti dall’esperta bacchetta di Marco Armiliato. Insieme a loro sono impegnati Olesya Petrova nella parte di Amneris, Roman Burdenko come Amonasro e Roman Burdenko come Ramfis. 

L’evento, trasmesso da Rai Cultura in diretta su RAI 1 a partire dalle 20.35, sarà condotto da Milly Carlucci, con la partecipazione straordinaria di Alberto Angela e Luca Zingaretti. RAI conferma ancora una volta la propria vocazione divulgativa e l’intento di portare la grande musica a tutti.

Descrivendo il suo spettacolo, Poda spiega che «il pubblico si troverà davanti a una grande installazione: il moderno non è una rincorsa all’attualità, bensì un salto al futuro. Il patrimonio dell’antico Egitto diventa quello del genio di Verdi, che si trasforma in un tesoro tutto italiano rappresentato in una cattedrale laica, un luogo sacro e millenario pronto a raccogliere tutte le migliori energie dell’Italia».

Non poteva che essere l’opera più rappresentata e amata dal pubblico, che arriva a Verona da tutto il mondo, ad aprire l’edizione numero 100. La visione poetica di Poda restituirà un’Aida fortemente innovativa rispetto alle tradizionali messinscene nell’anfiteatro veronese. «Il palcoscenico sarà un piccolo universo carico di mille esperienze – commenta ancora il regista – sarà tecnologico, dinamico, cangiante, sorprendente… ma allo stesso tempo l’ambizione è quella di sviluppare un viaggio riconoscibile, familiare, a misura d’uomo: un viaggio dantesco, da un mondo in conflitto a una storia intimista. Conciliare questi due lati, grandiosità e intimità, è la sfida nell’affrontare un titolo come Aida». Il mondo in guerra di Aida prenderà forma sul palcoscenico con oltre 400 volti – tra solisti, coro, danzatori e mimi – che indosseranno abiti ispirati a Paco Rabanne e a Capucci ed elmi che brillano come nelle opere di Damien Hirst.

Grandi novità per il Festival 2023 oltre al nuovo allestimento di Aida, dopo oltre vent’anni il Festival presenta anche una seconda nuova produzione in cartellone. È il pluripremiato attore e regista Antonio Albanese a firmare l’inedito Rigoletto verdiano, in scena a partire da sabato 1° luglio per quattro serate. Lo spettacolo segna il debutto alla regia in anfiteatro di Albanese, che rilegge l’opera omaggiando il grande cinema neorealista italiano degli anni ‘50. 

Il pubblico potrà poi rivivere sei produzioni che hanno segnato la storia del Festival areniano: Il Barbiere di Siviglia di Rossini (dal 24 giugno) e la Tosca di Puccini (dal 29 luglio) con la regia di Hugo de Ana; il colossale Nabucco di Verdi (dal 15 luglio) firmato da Gianfranco de Bosio; Carmen di Bizet (dal 23 giugno), Madama Butterfly di Puccini (dal 12 agosto) e La Traviata di Verdi (dall’8 luglio) secondo Franco Zeffirelli – la sua ultima produzione del celebre capolavoro –, che chiude la centesima edizione del Festival e che vedrà Anna Netrebko dare l’addio al ruolo di Violetta nella serata di sabato 9 settembre. Alla prima e all’ultima recita di Traviata parteciperanno inoltre i primi ballerini scaligeri Nicoletta Manni e Timofej Andrijashenko, che proprio sul palco veronese nel 2022 si scambiarono a sorpresa la loro promessa di matrimonio. 

Ad arricchire ulteriormente il programma del Festival n. 100 anche quattro serate di gala e un concerto sinfonico straordinario. All’ormai tradizionale e amatissimo Roberto Bolle and Friends (19 luglio), si aggiungono tre spettacoli costruiti appositamente attorno alla personalità di tre grandi interpreti: Juan Diego Flórez per il suo debutto all’Arena di Verona (23 luglio), Plácido Domingo per l’omaggio al Festival in questa speciale occasione (25 agosto) e Jonas Kaufmann per il suo grande ritorno (20 agosto). Attesi ospiti, per la prima volta sul palco dell’Arena di Verona, anche l’Orchestra e il Coro del Teatro alla Scala di Milano diretti da Riccardo Chailly (31 agosto). 

«La nostra città è onorata e orgogliosa di dare avvio al centesimo festival, un punto di arrivo e la celebrazione di ciò che questo anfiteatro è stato fino ad oggi e del suo sodalizio con il mondo della lirica – affermail sindaco e presidente di Fondazione Arena Damiano Tommasi – Noi vogliamo che sia anche un punto di partenza e che la mondovisione contribuisca a promuovere la manifestazione a livello internazionale oltre che a renderla accessibile a tutti. Quello dell’accessibilità è un percorso su cui stiamo lavorando in modo convinto, già quest’anno aumenteranno i posti per il pubblico con disabilità sensoriali e con difficoltà motorie che verrà ad assistere al festival. Perché il festival deve essere di tutti, e la squadra che lo rende possibile deve scendere in campo coesa, lasciando negli spogliatoi le questioni che nulla hanno a che fare con la grande occasione di raccontarci anche al di fuori del Paese attraverso la lirica e il nostro anfiteatro».

«Per inaugurare il Festival numero 100», dichiara Cecilia Gasdia, Sovrintendente di Fondazione Arena «l’Arena di Verona non poteva che omaggiare il titolo da cui tutto è iniziato nel 1913 per il centenario di Giuseppe Verdi: Aida. Per offrire una nuova lettura di questo capolavoro in cui convivono dramma interiore e grandiosità, dimensione privata e spettacolare, ci siamo rivolti a Stefano Poda, regista sensibile e artista poliedrico, creatore di immagini potenti fuori dal tempo: la sua visione di Aida ci porta in un mondo mai visto, sospeso tra passato e futuro, in cui l’umanità tutta è protagonista. L’uomo ha il potere di creare e distruggere ciò che lo circonda, cose materiali e relazioni personali, arte e innovazioni tecnologiche, riti e gerarchie; l’uomo può fare la guerra o cercare la pace, può bruciare di ambizione o di terrore ma anche accendersi d’amore. Aida parla di tutto questo e, dal 16 giugno, la vedremo in Arena pronta a raccontarsi di nuovo in tutta la sua toccante bellezza: il Ministero della Cultura e Rai ci permettono di portare la prima in tutto il mondo, rendendola raggiungibile gratuitamente a chiunque voglia accostarvisi, e per questo li ringraziamo sinceramente». 

L’eccezionalità di questa edizione si rispecchia anche nel parterre degli sponsor privati che, uniti alle donazioni e al pluripremiato progetto di fundraising 67 Colonne, hanno raggiunto oltre 4,5 milioni di euro. Tra gli sponsor di lungo corso Fondazione Arena di Verona desidera ringraziare in primis UniCredit, che vanta una longevità di collaborazione di oltre 25 anni, Calzedonia, Pastificio Rana, Volkswagen Group Italia, DB Bahn, RTL 102.5. Alla compagine degli official sponsor si aggiungono quest’anno Metinvest/Saving Lives, Genny, che firma le nuove divise del personale adibito all’accoglienza del pubblico e Müller, che sostiene i progetti di accessibilità dedicati alle persone con disabilità.

Tra gli official partner, a marchi storici quali Veronafiere, Air Dolomiti, A4 Holding, Casa Sartori, SABA Italia, SDG Group e al Cultural Partner Palazzo Maffei, vanno ad aggiungersi Acqua Dolomia, Sanagol e Mantova Village.

Il progetto 67 Colonne, grazie al rinnovato apporto di imprese, privati, ordini professionali, si è confermato anche nel 2023 un modello vincente raccogliendo 1,9 milioni di euro dopo essere stato nel 2022 il progetto di fundraising più premiato.

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Aspettando l’Arena: omaggio alla città di Verona con un concerto gratuito sulla scalinata di Palazzo Barbieri

Fondazione Arena di Verona omaggia la città con un concerto gratuito sulla scalinata di Palazzo Barbieri e invita il pubblico al 99° Opera Festival ∙ Orchestra e Coro areniani diretti da Francesco Ommassini eseguono brani dalle opere di Verdi, Puccini, Bellini e Bizet con gli acclamati solisti Fiume e Magrì.

Il programma offre un’anticipazione delle opere nel cartellone 2022 ma propone anche pagine universali dell’Opera come “E lucevan le stelle” e “Casta Diva” per un’ora all’insegna della grande musica. L’Orchestra dell’Arena di Verona aprirà il concerto con l’epica Sinfonia di Nabucco, che ne introduce e riassume i temi principali, per poi unirsi al Coro istruito da Ulisse Trabacchin nel celeberrimo “Va’ pensiero”.

Oltre ai complessi artistici areniani, diretti dal maestro Francesco Ommassini, il concerto vedrà la partecipazione di due giovani solisti italiani che hanno riscosso ampi consensi di pubblico e di critica: il soprano Gilda Fiume, già protagonista dell’inaugurazione 2020 al Filarmonico e attesa al debutto areniano, torna a Verona come acclamata Norma nella sua aria più celebre e come Violetta nell’impegnativo finale I de La Traviata, lirico e virtuosistico; il tenore Ivan Magrì, applaudito Duca di Mantova in Rigoletto sia nella tournée omanita che al Teatro Filarmonico, oltre al già citto intenso addio di Cavaradossi (da Tosca), proporrà “Nessun dorma” da Turandot, brano con cui egli stesso apre il video realizzato per la candidatura dell’Arte del Canto Lirico italiano a patrimonio dell’umanità UNESCO, proprio fra le millenarie pietre areniane. 

Non può mancare nel cuore del programma la suite da Carmen: i cinque brani che condensano tutta la gamma di ritmi e colori sivigliani sono tratti da preludi e intermezzi del capolavoro di Bizet, titolo che inaugurerà il Festival il prossimo 17 giugno, subito seguito da Aida, l’opera regina dell’Arena.

Il concerto si terrà giovedì 26 maggio alle ore 20.30 in Piazza Bra (nello spazio antistante il Municipio) con ingresso libero fino ad esaurimento dei posti disponibili. Non è richiesto l’uso della mascherina.

«Anticipiamo l’apertura del Festival lirico con un concerto gratuito per la città, una serata di grande musica dedicata a tutti i veronesi – spiega il sindaco Federico Sboarina –. In questi anni abbiamo voluto avviare una nuova tradizione proprio perché Fondazione Arena è patrimonio dei cittadini, così come l’anfiteatro romano. E, in questo modo, rinsaldarne il legame. La lirica esce dall’Arena e si offre alla città, per poi tornare tra gli arcovoli e regalarsi al mondo intero. Sarà una stagione entusiasmante che non vediamo l’ora di iniziare, partendo proprio dalla nostra piazza, dal salotto scaligero. Ringrazio tutti i maestri d’orchestra e del coro per le emozioni che ci regaleranno da giovedì fino a settembre».

Cecilia Gasdia, Sovrintendente e Direttore Artistico della Fondazione Arena di Verona, commenta: «In questi anni abbiamo affrontato diverse sfide per tenere l’Arena sempre viva e vicina al suo pubblico: anche il ritorno alla piena capienza, ai grandi allestimenti, è una sfida, con cast prestigiosi comprendenti cento fra i migliori artisti internazionali, di cui oltre un terzo all’atteso debutto. In attesa di annunciare a breve la centesima stagione, siamo pronti ad accogliere il pubblico a questo 99° Arena di Verona Opera Festival: dal 17 giugno al 4 settembre, ognuna delle 46 serate sarà una prima. Con il concerto straordinario in piazza Bra invitiamo in primis i Veronesi a tornare nel loro Teatro, ambito e ammirato in tutto il mondo, a vivere la bellezza e le emozioni di questo immenso patrimonio universale, a disposizione di tutti, alla portata di tutti».

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TRIONFO BAROCCO: CON ORLANDO FURIOSO VIVALDI TORNA NELLA SUA VERONA

A distanza di 44 anni dalla storica prima, il capolavoro di Vivaldi torna al Teatro Filarmonico, sullo stesso palcoscenico dove è iniziata la riscoperta dell’Opera teatrale del “Prete Rosso”.

Con un cast di grandi interpreti del repertorio barocco e non solo, diretto da Giulio Prandi con l’Orchestra e il Coro della Fondazione Arena, Orlando furioso va in scena dall’8 maggio per quattro recite in edizione critica e con lo spettacolare allestimento di Fabio Ceresa.

Una vera macchina teatrale barocca traduce la meraviglia della finzione e il gioco di seduzioni e inganni dell’opera in uno spettacolo immaginifico ed elegante. I virtuosismi vocali e strumentali dell’Orlando furioso rivivono a Verona grazie ad alcuni dei migliori interpreti vivaldiani di oggi: Teresa Iervolino, Lucia Cirillo, Sonia Prina, Francesca Aspromonte, Laura Polverelli, Chiara Tirotta, Christian Senn e con scene, costumi e luci di Checchetto, Palella e Barettin.

Nel 1978, a trecento anni esatti dalla nascita di Antonio Vivaldi (1678-1741), l’allora ente lirico Arena di Verona gli dedicò un festival e tre recite di Orlando furioso, alla prima messa in scena contemporanea dal 1727. Claudio Scimone diresse i Solisti Veneti, il coro areniano e un cast d’eccezione guidato da Marilyn Horne in un repertorio pressoché sconosciuto: l’opera, nel celebre spettacolo di Pizzi, fu accolta da un trionfale successo di pubblico e critica, fu ripresa l’anno successivo e fortunatamente immortalata da una ripresa televisiva, e sancì la Renaissance Barocca in Italia. Dopo quarantatré anni, il titolo ritorna sul palcoscenico del Teatro Filarmonico, da dove ha intrapreso il suo cammino internazionale, nell’allestimento coprodotto dal Festival della Valle d’Itria e dal Teatro La Fenice e con eccezionali interpreti.

Le vicende di donne, cavalieri, armi e amori di Boiardo e Ariosto sono tutte collocate sull’isola della maga Alcina, la cui fonte ha il potere di far innamorare di lei chi vi si abbevera. È così che lei seduce Ruggiero, strappandolo all’amata e amante Bradamante. La stessa Alcina tiene prigioniera Angelica, oggetto d’amore dei poemi cavallereschi, e per questo viene sfidata da Orlando, innamorato della fanciulla; ma Angelica ama Medoro, che fortuitamente naufraga proprio sulla stessa isola: i due, ricongiunti, si sposano, causando la gelosia folle di Orlando. Nel frattempo Bradamante usa il magico anello di Melissa, pegno dello stesso Ruggiero, per annullare l’incantesimo sull’amato e per assumere le sembianze di altro cavaliere: in queste vesti ella stessa seduce Alcina, la quale non ricambia le attenzioni di Astolfo, eroe innamorato della maga. Orlando fuori di sé sconfigge lo spirito malvagio dell’antro oscuro, togliendo istantaneamente ogni potere ad Alcina e rendendo l’isola deserta, e crolla in un sono profondo, interrotto da Astolfo che gli riporta il lume della ragione con una fiaccola. Alcina, che avrebbe voluto uccidere il paladino, può solo giurare vendetta, mentre si festeggiano le coppie ritrovate, con la benedizione dello stesso Orlando.

Gli equivoci e le diverse combinazioni dei paladini cavallereschi e dei loro incostanti o contrastati amori, veri o frutto di sortilegi e seduzioni, sono in realtà una ricchissima cornice intorno ad Alcina, vero motore dell’opera vivaldiana: alla prima veneziana, l’interprete fu il contralto Anna Girò (o Giraud), fidata musa del Prete Rosso, che le dedicò ben sei arie solistiche solo nell’Orlando. La struttura dell’opera e le sue forme musicali in numeri chiusi mostrano i diversi affetti che i personaggi provano, le loro battaglie interiori e i conflitti risolti perlopiù in un lieto fine che coglie lo spirito dell’opera barocca come meraviglia e festa.

I virtuosismi di questi affetti sono affidati ad un cast richiesto in tutto il mondo, specialmente in questo repertorio, in molti casi al debutto sul palcoscenico del Teatro Filarmonico di Verona: il mezzosoprano Teresa Iervolino interpreta per la prima volta l’eroe del titolo, previsto sin dall’origine come gli altri ruoli maschili per voci femminili o castrati, oggi sostituiti dalla vocalità di contralti o contraltisti. Come lei, nei panni virili si calano fuoriclasse quali Sonia Prina come Ruggiero e Laura Polverelli come Medoro, affiancando la Bradamante di Chiara Tirotta e l’Angelica di Francesca Aspromonte. Completano il cast Christian Senn come Astolfo e Lucia Cirillo nell’impegnativa parte della maga Alcina.

Giulio Prandi, alfiere del repertorio barocco a Verona, torna al Filarmonico dopo il successo del Dido and Aeneas trasmesso in streaming e delle esecuzioni del Messiah haendeliano nel 2021 e dirige il Coro preparato da Ulisse Trabacchin e l’Orchestra su strumenti moderni integrandoli ai suoni di un continuo storicamente informato con due cembali e tiorba. Per la prima volta a Verona, inoltre, Orlando furioso si esegue nell’edizione critica curata dal massimo vivaldiano Federico Maria Sardelli.

L’allestimento di Fabio Ceresa, realizzato a Verona nella ripresa di Federico Bertolani, vanta le scene di Massimo Checchetto coadiuvato da Olimpia Russo, i costumi di Giuseppe Palella, le luci di Fabio Barettin e i movimenti mimici di Silvia Giordano. Lo stesso Ceresa, giovane ma già affermato regista e librettista, ha accuratamente analizzato il testo partendo dall’edizione critica e lo ha lievemente adattato al pubblico di oggi operando tagli e spostamenti di numeri musicali sempre nel rispetto della drammaturgia originaria. La durata complessiva dell’opera, in tre atti, prevede 160 minuti circa di spettacolo e due intervalli.

«Il palcoscenico del Filarmonico è per Fondazione e per la città un’occasione di spettacolo ma anche di cultura – dichiara Federico Sboarina, Sindaco di Verona e Presidente della Fondazione Arena. – Per questo abbiamo mantenuto tutti gli impegni presi e innalzato il livello delle proposte artistiche. Ne è ulteriore prova questa rappresentazione di Vivaldi, una vera ‘chicca’ musicale. Continua quindi il grande impegno di tutta la Fondazione per mantenere alto lo standing della nostra città. Oggi, alla luce di quanto affrontato durante la pandemia e degli straordinari risultati raggiunti nonostante le difficoltà, abbiamo riportato Verona nell’Olimpo della musica e degli spettacoli mondiali. Un livello di qualità che non riguarda solo il Teatro Filarmonico, lo spettacolo che va in scena domenica ne è la dimostrazione, ma presto anche il grande Festival areniamo che sta per partire».

«Con Orlando furioso Fondazione Arena prosegue l’allargamento di repertorio prefissato per il suo pubblico al Filarmonico, alla ricerca di tesori poco o per nulla rappresentati nel teatro della nostra città, – dichiara il Sovrintendente e Direttore Artistico Cecilia Gasdia – e lo fa con interpreti di riferimento assoluto non solo per Vivaldi e con una direzione capace di far dialogare la prassi filologica e l’orchestra moderna. In occasione di questa produzione vogliamo inoltre omaggiare il genio di Antonio Vivaldi, che ha inaugurato il Teatro Filarmonico nel 1732, ma anche chi l’ha fatto tornare qui, ossia il maestro e amico Claudio Scimone. Da allora musica e musicologia hanno introdotto nuove scoperte e usanze, ma vogliamo ricordare la sua passione, il suo coraggio e la lungimiranza, senza cui non sarebbe possibile oggi rappresentare e godere di capolavori un tempo sconosciuti come quest’opera».

«Questo Orlando si fonda su due pilastri: – conclude il M° Giulio Prandi – la partitura nell’edizione critica di Federico Maria Sardelli e l’elaborazione drammaturgica di Fabio Ceresa, che non ha operato tagli per la pura necessità di accorciare la durata ma ha reso l’opera in grado di parlare ancor meglio al pubblico di oggi. Credo che, tanto nello spirito quanto nella pratica, sia un’operazione molto vivaldiana. Prego il pubblico di porre attenzione a quanto virtuosismo Vivaldi abbia profuso non solo nelle voci ma anche in orchestra, con una filigrana di effetti e affetti che coglie l’eccezionale umanità nel percorso dei personaggi».

Orlando furioso debutta domenica 8 maggio alle 15.30 e replica mercoledì 11 maggio (alle 19), venerdì 13 maggio (alle 20) e domenica 15 maggio (alle 15.30). Dal 1° maggio, per l’accesso agli spettacoli non è più obbligatoria la presentazione di certificazione verde Covid-19; resta però confermato l’obbligo di mascherina Ffp2. Informazioni aggiornate al link: https://www.arena.it/it/teatro-filarmonico/info-covid

Sono riprese inoltre le conferenze di presentazione delle opere in scena nel 2022 in collaborazione con Amici del Filarmonico e Verona Lirica: l’appuntamento è in Sala Filarmonica martedì 3 maggio alle 18, per Orlando furioso di Vivaldi, con Roberto Mori. Ingresso libero da via Roma 3.

Con la Stagione Lirica 2022, riprendono le iniziative di Arena Young, rivolte a studenti e personale di scuole, università, accademie. Sono disponibili posti venerdì 6 maggio alle 16 per l’anteprima giovanidi Orlando furioso al prezzo speciale di € 5 a biglietto.

È confermato anche il Ritorno a teatro: un percorso di avvicinamento all’opera e alla musica sinfonica proposto dalla Fondazione Arena di Verona. Il mondo della Scuola potrà assistere alle rappresentazioni in cartellone per la Stagione Artistica 2022 al Teatro Filarmonico, con l’opportunità di partecipare ad un Preludio un’ora prima dello spettacolo: un momento di approccio alla trama, ai personaggi e al linguaggio del teatro in musica, che avrà luogo nella prestigiosa Sala Maffeiana. Per Orlando furioso è possibile partecipare al Preludio mercoledì 11 maggio alle 18 e venerdì 13 maggio alle 19.

Informazioni e prenotazioni: Ufficio Formazione scuola@arenadiverona.it – tel 045 8051933.

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