Tennis: Rublev trionfa a Belgrado, ad Istanbul prima gioia per Potapova

Nella settimana più difficile della sua storia, iniziata con l’assurda esclusione dei suoi atleti da Wimbledon e da tutti gli altri tornei che quest’anno si disputeranno sul suolo britannico, il tennis russo ha avuto la forza di reagire sul campo da gioco, ovvero nell’unico spazio che drovrebbe essere deputato a stabilire verdetti in ambito sportivo, regalandosi due titoli nel giorno della Pasqua ortodossa.

Andrey Rublev era già a Belgrado per disputare il Serbia Open quando ha appreso la volontà dell’All England Lawn Tennis and Croquet Club di escludere lui ed i suoi connazionali dai Championships. Il moscovita classe 1997, pur trovando insensata e senza alcuna logica la scelta, in una call avuta con gli organizzatori di Wimbledon aveva proposto, senza essere ascoltato, di devolvere in aiuti umanitari l’intero prize money che i tennisti russi e bielorussi avessero conquistato. In campo, sulla terra rossa di Belgrado, il russo (numero 8 della classifica ATP) ha dimostrato ancora una volta tutto il suo talento, confermando l’eccezionale stato di forma che in questo inizio di stagione gli aveva già consentito di conquistare due titoli (Dubai e Marsiglia).

Dopo aver superato in semifinale Fabio Fognini (6-2, 6-2), Andrey è arrivato all’ultimo atto ritrovandosi di fronte il grande favorito della vigilia, nonché numero uno del mondo e padrone di casa Novak Djokovic. Il serbo, però, arrivato in finale dopo tre rimonte consecutive e con una condizione non ottimale a causa dei pochi incontri disputati quest’anno, non è riuscito a contenere l’esplosività del russo, che ha dominato come di consueto con il dritto senza pagare dazio al fuoriclasse di Belgrado sul lato del rovescio. Dopo aver perso nettamente il primo parziale, con una grande prova d’orgoglio Nole è riuscito a pareggiare i conti nel secondo (vinto al tie break), prima di cedere nel terzo set: 6-2, 6-7, 6-0 il risultato finale in favore di Rublev che, tra gli applausi del pubblico serbo che lo ha sostenuto per l’intera settimana, ha messo in bacheca l’undicesimo titolo in carriera, il terzo stagionale.

Il TEB BNP Paribas Tennis Championship di Istanbul ha invece celebrato il ritorno ad alti livelli di Anastasia Potapova. La giovane tennista nata a Saratov il 30 marzo del 2001, dopo un più che promettente inizio di carriera che le aveva consentito di raggiungere nel 2018 (ancora teenager) due finali nel circuito WTA (alla River Cup di Mosca ed al Tashkent Open), non era fino ad oggi riuscita a confemare le aspettative che i suoi esordi avevano generato. Approdata in Turchia da numero 122 della classifica, la giovane russa allenata da Igor Andreev ha dovuto superare lo scoglio delle qualificazioni per poter accedere al main draw del torneo andato in scena sulla terra rossa dell’Istanbul Tennis Center.

In finale Potapova ha affrontato la connazionale (numero 29 della classifica WTA) Veronika Kudermetova che, giunta alla terza finale stagionale (dopo Melbourne e Dubai), era arrivata a giocarsi il titolo da favorita dopo aver eliminato la detentrice del trofeo, Sorana Cirstea. Nonostante un avvio positivo, culminato con la conquista del break nel terzo gioco dell’incontro, la tennista nativa di Kazan (classe 1997) ha progressivamente subito la crescita di Anastasia, capace di vincere undici dei successivi tredici game disputati e di imporsi quindi alla fine con lo score di 6-3, 6-1. Dopo le lacrime di gioia, le foto ricordo e gli autografi concessi ai tifosi, Potapova ha alzato al cielo il trofeo che la riporta tra le prime cento giocatrici del mondo.

Stefano Tardi




WTA Ladies Trophy: le stelle del tennis mondiale si ritrovano a San Pietroburgo

Sakkari Maria GRE vs Rybakina Elena KAZ

San Pietroburgo. Terminati gli Australian Open con il successo dell’idolo di casa nonchè numero uno al mondo Ashleigh Barty, i riflettori del circuito femminile tornano a riaccendersi in una delle città più incantevoli del mondo: San Pietroburgo. Dal 7 al 13 febbraio la città russa, fondata nel 1703 sul delta della Neva per volontà di Pietro il Grande, accoglierà la settima edizione del WTA Ladies Trophy (votato dalle giocatrici come miglior torneo nella categoria dei 500). Non ci sarà la detentrice del trofeo Daria Kasatkina, che lo scorso anno s’impose in finale nel derby tutto russo sulla connazionale Margarita Gasparyan: la tennista nativa di Togliatti è risultata positiva al Covid e non potrà quindi difendere il prestigioso titolo conquistato nel 2021. Alla Sibur Arena (la cui capienza, nel rispetto delle misure restrittive per la pandemia, sarà ridotta al 50%) non mancheranno comunque le stelle.

Siniakova_Katerina_CZE_vs_Rybakina_Elena_KAZ

A guidare il tabellone dell’evento sponsorizzato da Gazprom Export sarà la tennista greca (numero 8 del mondo) Maria Sakkari, che al primo turno affronterà la russa Anastasia Potapova. La seconda testa di serie del torneo è l’estone (numero 9 della classifica WTA) Anett Kontaveit, attesa da un primo turno tutt’altro che agevole che la vedrà contrapporsi alla svizzera Jil Teichmann. Elena Rybakina (finalista nel 2020) torna a San Pietroburgo da numero tre del seeding. La giovane moscovita, naturalizzata kazaka, dopo un’ottimo avvio di stagione culminato con la finale raggiunta ad Adelaide ed il miglioramento del proprio best ranking (attualmente è la numero 12 del mondo), ritroverà il campo dopo l’infortunio che l’aveva costretta al ritiro al secondo turno degli Australian Open.

Al primo turno affronterà una giocatrice proveniente dalle qualificazioni. Testa di serie numero quattro è Anastasia Pavlyuchenkova: la russa (numero 14 della classifica WTA e finalista al Roland Garros lo scorso anno) è attesa al primo turno dal confronto con la romena Jaquelin Cristian. La medaglia d’oro olimpica (n. 5 del seed) Belinda Bencic sfiderà la russa Veronika Kudermetova. Tra le protagoniste annunciate la fuoriclasse ceca (bicampionessa slam, nonchè già trionfatrice a San Pietroburgo nel 2018) Petra Kvitova (in tabellone grazie ad una wild card), così come la lettone (vincitrice del Roland Garros nel 2017) Jelena Ostapenko, la belga Elise Mertens e l’italiana Camila Giorgi. Nell’attesa che il tabellone si completi con i risultati delle qualificazioni, sono già nel main draw le russe Ekaterina Alexandrova, Vera Zvonareva (semifinalista lo scorso anno) e Kamilla Rakhimova.

Stefano Tardi




San Pietroburgo: 7 atlete russe ai nastri di partenza della V edizione del WTA Premier Ladies Trophy

San Pietroburgo – Dopo gli Australian Open nei quali si è assistito al trionfo dell’ennesima prima volta slam di questi ultimi tempi, che a Melbourne ha preso forma nell’angelico sorriso di Sofia Kenin (classe ’98, nata a Mosca ma di cittadinanza statunitense), il circuito WTA riparte da San Pietroburgo. La città, fondata sul delta della Neva per volontà di Pietro il Grande, si appresta ad accogliere la quinta edizione del WTA Premier Ladies Trophy (il cui montepremi quest’anno sarà di 782.900 dollari) che, dopo la due giorni di qualificazioni (tra sabato 8 e domenica 9) che ne hanno completato il tabellone, si disputerà tra il 10 ed il 16 febbraio. Ad ospitare il torneo indoor saranno alternativamente la Sibur Arena ed il Dynamo Tennis Club

Saranno ben sette le atlete russe a rappresentare la propria nazione nel torneo di casa. Dopo tre anni di assenza (dovuti agli infortuni che non le avevano consentito di essere presente), tornerà a disputare il torneo nella città che le ha dato i natali Svetlana Kuznetsova, beneficiaria di una wild card. La bicampionessa slam (New York 2004, Parigi 2009) attuale numero 49 della classifica WTA, che nella sua ultima partecipazione (2017) aveva raggiunto i quarti di finale, se la vedrà al primo turno con la statunitense Jennifer Brady (numero 52 del ranking). L’altra wild card Daria Kasatkina (attuale numero 71 del ranking) è invece attesa dal derby con la connazionale Ekaterina Alexandrova, che dopo l’ottimo avvio di stagione, culminato con il primo successo in carriera a Shenzen, ha scalato la classifica ed è entrata tra le prime trenta giocatrici al mondo (al momento è al numero 28, la migliore delle russe). Direttamente ammessa al tabellone principale anche Veronika Kudermetova: la ventiduenne originaria di Kazan (attuale numero 38 del mondo) affronterà al primo turno la kazaka (ma moscovita di nascita) Yulia Putintseva (numero 34 della classifica WTA, finalista nel 2017). Dalle qualificazioni hanno raggiunto il tabellone principale e si affronteranno al primo turno Anastasia Potapova (nata a Saratov, classe 2001, numero 101 del ranking), brava a superare nettamente sia l’italiana Martina Di Giuseppe (6-1, 6-4) prima che l’esperta francese Pauline Parmentier (6-3, 6-1) poi, e Liudmila Samsonova che, dopo aver superato la connazionale Ekaterina Shalimova (6-2, 6-1) ha rimontato l’ungherese Timea Babos (5-7, 6-3, 6-2). Nel main draw ci sarà anche Vitalia Diatchenko, che per qualificarsi ha dovuto superare due connazionali: Daria Mishina (6-7, 7-5, 6-3) e Natalia Vikhlyantseva (7-6, 6-4). La tennista di Sochi (numero 89 al mondo) è attesa al primo turno dalla greca Maria Sakkari (numero 6 del tabellone e 21 del mondo).

Protagoniste annunciate la numero uno del seed Belinda Bencic (attualmente al quinto posto del ranking WTA, già finalista nel 2016), la numero due Kiki Bertens (trionfatrice nella passata edizione), la numero tre Petra Kvitova (vincitrice dell’edizione 2018), Caroline Garcia, Donna Vekic (finalista nel 2019), Marketa Vondrousova, Anastasia Sevastova, Kristina Mladenovic (trionfatrice nel 2017 e finalista nel 2018), Joanna Konta ed Elena Rybakina. A tutte le giocatrici, come da tradizione, sono arrivati gli auguri del Presidente della Federazione Russa, Vladimir Putin.

In attesa che inizi il torneo, buone notizie per il tennis russo sono intanto arrivate dalla Fed Cup. La Russia, capitanata da Igor Andreev, ha superato la Romania 3 a 2 qualificandosi così per le finali che si disputeranno a Budapest tra il 14 ed il 19 aprile. Decisivi i due successi in singolare di Ekaterina Alexandrova (il 6-1, 6-4 rifilato alla Ruse ed il 7-5, 3-6, 7-5 con cui ha superato Ana Bogdan) e quello in doppio di Anna Blinkova ed Anna Kalinskaya sulla coppia romena formata da Cristian e Ruse per 6-3, 6-2. 

Stefano Tardi




Gli incendi non fermano l’Australian Open:16 russi ai nastri di partenza

Melbourne – Gli incendi che hanno devastato l’Australia (per una superficie ben superiore a quella che colpì lo scorso anno Siberia ed Amazzonia messe insieme) e le cui immagini hanno scosso il mondo,  hanno messo a rischio anche lo svolgimento del primo slam stagionale. Che però, alla fine, si giocherà. Nonostante le difficoltà riscontrate durante le qualificazioni, di cui si ricordano le immagini di Dalila Jakupovic, caduta in ginocchio dopo un colpo di tosse (mentre si trovava in vantaggio nell’incontro che stava disputando contro Stefanie Voegele) e la notizia di un raccattapalle letteralmente collassato durante la partita tra Kavcic e Clarke. Motivo l’aria irrespirabile, che non ha risparmiato nemmeno il match di esibizione in programma tra Maria Sharapova e Laura Siegemund, costringendo la siberiana ad abbandonare il campo. Una situazione che ha suggerito a molti big di allenarsi al coperto. Eppure, i medici hanno dichiarato che, a Melbourne, non è a rischio la salute degli atleti, quindi si giocherà. Intanto, il mondo del tennis si è già mobilitato per dare il suo sostegno alle vittime degli incendi.

Già nel corso dell’Atp Cup, l’australiano Nick Kyrgios aveva comunicato la volontà di donare di 200 dollari per ogni ace che avrebbe messo a segno, seguito poi da altri colleghi. Il 5 gennaio Maria Sharapova (tramite twitter) aveva annunciato una donazione di 25.000 dollari, trovando l’adesione del campione serbo Novak Djokovic, chiamato in causa nell’iniziativa direttamente dalla tennista russa. L’ITF e gli altri tre slam (Roland Garros, Wimbledon, Us Open) sono scesi in campo con 400.000 mila dollari (cento mila a testa). Serena Williams ha donato l’intera vincita conquistata in seguito al successo nel torneo di Auckland. Roger Federer e Rafael Nadal hanno annunciato una donazione congiunta di 250.000 dollari. Il 15 gennaio, alla Rod Laver Arena di Melbourne, molti dei migliori giocatori del circuito (Roger Federer, Serena Williams, Rafael Nadal, Naomi Osaka, Novak Djokovic, Petra Kvitova, Alxander Zverev, Caroline Wozniacki ed altri ancora) si sono esibiti nell’evento “Rally for Relief”, organizzato per devolverne l’incasso in beneficenza.

Tabellone maschile. Nel tabellone maschile, guidato dai soliti tre, Rafael Nadal (1), Novak Djokovic (2) e Roger Federer (3), la testa di serie numero 4 sarà rappresentata da Daniil Medvedev, attualmente il primo dei terrestri, inserito (come tutti gli altri russi) nella parte alta del main draw, ovvero quella presieduta da Nadal, vincitore dell’ultimo slam del 2019 (gli US Open), conquistato dopo una battaglia di cinque set proprio contro il russo. Al primo turno, Daniil dovrà fronteggiare lo statunitense Frances Tiafoe. Andrey Rublev (testa di serie numero 17), reduce dai due trionfi di Doha e Adelaide, è atteso dal confronto con l’australiano Christopher O’Connell. Karen Khachanov (testa di serie numero 16) sfiderà invece al primo turno il qualificato spagnolo Mario Martinez Vilella. Per Evgeny Donskoy, proveniente dalle qualificazioni, il confronto sarà con l’esperto spagnolo Fernando Verdasco.

Tabellone femminile. Nutrita la presenza di tenniste russe nel tabellone degli Australian Open. Direttamente in main draw Maria Sharapova (grazie ad una wild card), che al primo turno dovrà fronteggiare la croata (numero 19 del tabellone) Donna Vekic. Uniche teste di serie, la numero 25 Ekaterina Alexandrova (reduce dal primo trionfo in carriera sul cemento di Shenzen), opposta alla svizzera Jil Belen Teichmann, e la numero 30 Anastasia Pavlyuchenkova, che affronterà al primo turno la serba Nina Stojanovic. Ammesse direttamente al tabellone principale anche Daria Kasatkina (che sfiderà la statunitense Madison Keys – testa  di serie numero 10), Svetlana Kuznetsova (opposta alla talentuosa ceca Marketa Vondrousova – testa di serie numero 15), Veronika Kudermetova (attesa dalla spagnola Sara Sorribes Tormo),  Anna Blinkova (che se la vedrà con l’italiana Jasmine Paolini), Vitalia Diatchenko (che si troverà di fronte la statunitense Danielle Collins), Margarita Gasparyan (opposta alla greca Maria Sakkari – testa di serie numero 22) ed Anastasia Potapova, che troverà sulla sua strada Serena Williams, testa di serie numero 8 e, soprattutto, una della grandi favorite del primo slam stagionale. Hanno raggiunto il tabellone principale partendo dalle qualificazioni Anna Kalinskaia (attesa al primo turno dalla cinese Saisai Zheng) e Liudmila Samsonova, che sfiderà al primo turno la slovena Jelena Ostapenko.

Stefano Tardi




Mosca: al via l’edizione 2019 della VTB Kremlin Cup: Kasatkina e Khachanov difendono il titolo

Mosca – Con le qualificazioni al tabellone principale iniziate il 12 ottobre ha avuto inizio la Kremlin Cup, giunta all’edizione numero 30 per quel che riguarda il circuito ATP (922.520 dollari di montepremi), e la numero 24 per quello WTA (1.032.000 dollari di montepremi), che quest’anno si disputa all’interno dell’Ice Palace Krylatskoe. Lunghissima la lista di successi dei padroni di casa nel torneo moscovita che dal 2007 si gioca sul cemento indoor. In campo maschile le prime due edizioni (1990, 1991) furono conquistate da Andrey Cherkasov. Dopo il successo di Volkov (1994), restano indelebili nella memoria i cinque trionfi consecutivi (dal 1997 al 2001) di Evgeny Kafelnikov, a tutt’oggi il tennista che vanta il maggrior numero di successi nel torneo. Tre i trionfi di Nikolay Davydenko (2004, 2006, 2007), inframmezzati dal successo di Igor Andreev (2005) e seguiti poi da quelli di Igor Kunicyn (2008) e Mikhail Youzhny (2009). Poi un lungo digiuno, interrotto nella passata edizione (2018) dal trionfo di Karen Khachanov, vittorioso in finale sul francese Adrian Mannarino 6-2, 6-2. Khachanov, reduce dal secondo turno a Shangai e dalla semifinale di Pechino, sembra in ripresa ed inizia a vedere i frutti della collaborazione con l’ex tennista Nikolay Dadydenko, iniziata a fine estate. Testa di serie numero 2 del tabellone e quindi già al secondo turno, attende il vincitore del match di primo turno tra il tedesco Kohlschreiber ed il francese Herbert. Numero uno del tabellone è Daniil Medvedev che, fresco vincitore del Master di Shangai, attende al secondo turno l’esito dell’incontro del derby russo tra le wild card Alibek Kachmazov ed Alen Avidzba. Nella parte alta del main draw anche la testa di serie numero 6, Andrey Rublev, che al primo turno se la vedrà con il kazako Alexander Bublik e cerca un risultato importante davanti al proprio pubblico per provare l’assalto alle prime trenta posizioni della classifica mondiale. In tabellone dalle qualificazioni anche Artem Dubrivnyy, atteso dal serbo Kecmanovic. Nella parte bassa, Evgeny Donskoy, in tabellone grazie ad una wild card, è atteso da un primo turno insidioso contro il kazako Mikhail Kukushkin.
In ambito femminile, i primi successi nella Kremlin Cup portano la firma di Anastasia Myskina (2003, 2004). Nel 2006 fu la volta di Anna Chakvetadze, mentre nel 2007 fu Elena Dementieva ad iscrivere il proprio nome nell’albo d’oro del torneo di casa rimontando 5-7, 6-1, 6-1 Serena Williams. Il sucesso di Anastasia Pavlyuchenkova (2014) precede la doppietta di Svetlana Kuznetsova, vittoriosa nel 2015 e 2016. Poi, nell’ultima edizione, il trionfo di Daria Kasatkina, capace di rimontare la tunisina Ons Jabeur 2-6, 7-6 (3), 6-4. Per Dasha, reduce dai quarti di finale raggiunti a Pechino (miglior risultato in stagione), il torneo di Mosca è forse l’ultima possibilità per provare a raddrizzare una stagione fin qui difficilissima. Inserita nella parte bassa del main draw, al primo turno troverà l’ucraina Dayana Yastremska (testa di serie numero 5 del tabellone) poi, in caso di successo, possibile derby con la connazionale Natalia Vikhliantseva, che attende l’esito delle qualificazioni per conoscere il nome della propria avversaria. Così come, nella parte alta, la testa di serie numero 8 Ekaterina Alexandrova che, incaso di successo, al secondo turno troverà sicuramente una connazionale, quella che uscirà vincitrice nel derby tra Anastasia Potapova e la wild card Anna Kalinskaya. Svetlana Kunetsova trova al primo turno la giovane promessa ceca Karolina Muchova, mentre Anastasia Pavlyuchenkova è attesa dal difficile confronto con la greca Maria Sakkari (testa di serie numero 7). La finalista della passata edizione Ons Jabeur sarà invece invece l’avversario di primo turno per Veronika Kudermetova.
Stefano Tardi



US Open: Andrey Rublev elimina Stefanos Tsitsipas

New York – Dopo un grande combattimento di quasi quattro ore, il russo Andrey Rublev ha eliminato 6-4, 6-7, 7-6, 7-5 il greco Stefanos Tsitsipas, ottavo mondo, nel primo round degli US Open. Nel secondo turno Rublev incontrerà il francese Gilles Simon o l’americano Björn Fratangelo.

Altri tre match si sono svolti con la partecipazione dei giocatori  russi. Purtroppo, tutti sono finiti con la sconfitta delle nostre ragazze.

Veronica Kudermetova ha perso contro Federica di Lorenzo per 6/7 – 2/6, Natalia Vihlânceva con la tedesca Yulia Gërges per 6/1 – 1/6 – 6/7  e Anna Blinkova  con la giapponese Naomi Osaka per 4/6 – 6/7 – 2/6.

Nei prossimi incontri giocheranno Karen Hačanov, Anastasia Pavlûčenkova, Anastasia Potapova, Svetlana Kuznetsov e Anna Kalinsky.

RED




US Open: inizia a New York l’ultimo slam dell’anno, con 15 russi nel main draw di Flushing Meadows

New York , è il 28 agosto 2000 e Marat Safin serve per il match point: il plurititolato campione slam Pete Sampras risponde in back avanzando a rete, ma viene infilato da un passante di rovescio del russo che, dopo essersi congratulato con il fuoriclasse statunitense, bacia il cemento dell’Arthur Ashe Stadium (il campo centrale inaugurato nel 1997 ed intitolato al tennista afroamericano scomparso nel 1993) prima di ricevere il trofeo del vincitore (6-4, 6-3, 6-3 dopo un’ora e 38 minuti di partita il risultato finale). Primo titolo major in carriera per Safin e primo successo russo nello slam a stelle e strisce che, dal 1978, si disputa sul cemento del Flushing Meadows Park, nello USTA National Tennis Center.

In ambito femminile, invece, la prima bandiera russa a New York fu issata da una giovanissima Svetlana Kuznetsova, nel memorabile 2004, che appena diciannovenne superò all’ultimo atto la connazionale Elena Dementieva (6-3, 7-5). Nel 2006, invece, fu Maria Sharapova ad alzare al cielo il trofeo, dopo essersi imposta 6-4, 6-4 sulla campionessa belga Justine Henin.

A quindici anni di distanza dal successo di Sveta, per la prima volta nel tabellone femminile, non ci sarà una tennista russa tra le teste di serie. Dopo l’infortunio e la conseguente eliminazione al primo turno di Wimbledon, Maria Sharapova, prima di trasferirsi negli States per preparare la stagione sul cemento americano, ha trascorso due settimane all’Isola d’Elba per allenarsi nella struttura del tecnico comasco Riccardo Piatti, annunciando l’inizio di un percorso di lavoro in vista dello US Open. A New York la strada della siberiana sarà subito in salita: al primo turno Masha si ritroverà infatti di fronte Serena Williams, con la campionessa statunitense che tenterà l’ennesimo assalto al titolo slam numero 24 in carriera. Sorteggio complicato anche per la prima russa nella classifica WTA, Daria Kasatkina. La ventiduenne nativa di Togliatti, attualmente numero 42 al mondo, è attesa al primo turno dalla britannica Johanna Konta. Al secondo turno, invece, possibile derby per Dasha, che potrebbe trovarsi di fronte la connazionale Margarita Gasparyan, che al primo turno se la vderà con la qualificata australiana Priscilla Hon. Dopo la finale di Cincinnati, Svetlana Kuznetsova, risalita al numero 62 della classifica WTA, al primo turno incrocerà le racchette con la wild card statunitense Kristie Ahn. Al secondo turno, invece, si troverà di fronte la vincente del match tra la connazionale Anna Kalinskaya (entrata in tabellone dalle qualificazioni) e la statunitense Sloane Stephens, trionfatrice a New York nel 2017. Sorteggio complicato anche per Anna Blinkova, opposta alla numero uno del mondo, nonchè campionessa uscente Naomi Osaka. La quindicenne statunitense rivelazione a Wimbledon (dove si è spinta fino agli ottavi di finale cedendo solo alla futura campionessa Simona Halep) Cori Gauff, in tabellone grazie ad una wild card, sarà l’avversaria del primo turno di Anastasia Potapova. Ostacolo tedesco per Natalia Vikhlyantseva, opposta all’esperta Julia Goerges; chi passa il turno affronta la vincente del match tra Veronika Kudermetova e l’italoamericana Francesca Di Lorenzo. Anastasia Pavlyuchenkova esordirà contro la francese Pauline Parmentier, mentre la wild card australiana Samantha Stosur (già vincitrice dello US Open nel 2011) sarà l’avversaria di Ekaterina Alexandrova.

Dopo il trionfo di Cincinnati (primo Master 1000 in carriera) e la conquista del best ranking (quinto posto nella classifica mondiale), Daniil Medvedev arriva a New York forte di un eccellente stato di forma (tre finali giocate negli ultimi tre tornei disputati – un 500 e due 1000 – 14 vittorie nelle ultime 16 partite giocate). Inserito nella parte alta del tabellone, all’esordio si troverà di fronte l’indiano Prajnesh Gunneswaran; ai quarti di finale, invece, possbile match con il fuoriclasse serbo Novak Djokovic. Nella parte bassa del tabellone, primo turno con il canadese Vasek Popsil per la testa di serie numero nove Karen Khachanov; sulla sua strada, possibile incrocio agli ottavi di finale con Alexander Zverev e, ai quarti, con Rafael Nadal. Avvio subito in salita, invece, per Andrey Rublev, atteso al primo turno dal greco Stefanos Tsitsipas (testa di serie numero 8) e per Evgeny Donskoy, arrivato dalle qualificazioni, che al primo turno affronterà il croato Borna Coric (testa di serie numero 12).

Stefano Tardi




Wimbledon: al via dal primo luglio il torneo più antico e prestigioso del mondo

Wimbledon , Centre Court, 3 luglio 2004. Serena Williams (detentrice del titolo) ha appena salvato un match point, e deve ora fronteggiarne un altro. Dall’altra parte della rete, una giovane russa (appena diciassettenne), bionda e slanciata, si prepara alla battuta; cerca il servizio esterno, che però tocca la rete: “net”, si ripete la prima. La russa cambia angolo, cercando la riga interna. La campionessa statunitense ci arriva, ma la risposta non è forte e profonda come vorrebbe, e consente alla bella siberiana di attaccare colpendo forte con il dritto. La pallina rimbalza a pochi centimetri dalla linea, Serena prova ad incrociare con il dritto che però si spegne in rete; boato del pubblico, Maria Sharapova si lascia cadere in ginocchio portandosi le mani al volto, prima di issarle al cielo: è la nuova campionessa di Wimbledon. Un’immagine entrata ormai nella storia, così come la successiva corsa verso la tribuna, scavalcando le gradinate, per raggiungere suo padre, Jurij.

A quindici anni di distanza, e dopo altri quattro titoli slam messi in bacheca, Masha sarà di nuovo in campo sull’erba inglese, seppur non al meglio della condizione. Un’annata difficile, quella della siberiana, iniziata con un ritiro nei quarti di finale del torneo di Shenzen, in Cina. Poi gli ottavi di finale raggiunti nel primo slam stagionale, in Australia, dopo aver superato la campionessa in carica Caroline Wozniacki  ed aver lasciato strada (dopo tre lottatissimi set) solo all’attuale numero uno del mondo, Ashleigh Barty. Infine, a San Pietroburgo, al Ladies Trophy, dopo aver superato agevolmente Daria Gavrilova (28 gennaio), si era ritirata dal torneo poche ore prima di scendere in campo per gli ottavi di finale contro la connazionale Daria Kasatkina (30 gennaio). Motivo, il dolore alla spalla destra che già l’aveva fatta penare lo scorso anno, costringendola a chiudere anticipatamente la stagione subito dopo gli US Open. Dopo aver constatato l’inefficacia delle terapie a cui si era affidata, la russa aveva deciso di sottoporsi all’intervento chirurgico, rinunciando alla trasferta americana (Indian Wells e Miami), e saltando tutta la stagione su terra rossa. Dopo mesi di preparazione, per riprendere confidenza con l’erba in vista dello slam londinese, Masha è tornata in campo a Mallorca. Al primo turno ha superato nettamente la slovacca Kuzmova, soffrendo solo il primo set (7-6, 6-0), prima di arrendersi (6-2, 6-3) alla classe di Angelique Kerber. Due buoni test in vista del primo turno di Wimbledon, dove affronterà l’esperta tennista francese Pauline Parmentier.

Dallo slam londinese si aspetta risposte anche Daria Kasatkina. Archiviata la stagione su terra, per la marcia di avvicinamento a Wimbledon, Dasha ha aspettato l’ultima settimana utile su erba per rientrare in campo prima dello slam londinese. Dopo Parigi, ha preferito infatti allenarsi per preparare al meglio la seconda parte di stagione. Con la voglia, soprattutto, di dare una decisa sterzata ad un’annata fin qui avara di soddisfazioni. “Disastro”, senza mezze misure, è stata l’espressione utilizzata dalla giovane tennista di Togliatti per definire i primi mesi della stagione, in una intervista rilasciata alla WTA lo scorso aprile, durante il torneo di Stoccarda.

Dopo aver iniziato il 2019 da numero 10 del mondo, Dasha è incappata in un periodo difficile, in seguito al quale ha deciso di chiudere la collaborazione con il tecnico belga Philippe Dehaes, annunciata via social lo scorso 21 febbraio, tra l’eliminazione dal torneo di Dubai e la partenza verso gli States per il Sunshine Double. Dopo la trasferta americana è tornata nella sua amata Barcellona per allenarsi, prima di affrontare la stagione su terra rossa, la sua preferita, conclusasi con il secondo turno raggiunto al Roland Garros. Poi la ripartenza da Eastbourne, con il nuovo coach Carlos Martinez (ex di Svetlana Kuznetsova e Margarita Gasparyan) per ritrovare il gioco smarrito e risalire la china. Al primo turno dei Championships si troverà di fronte l’australiana Ajla Tomljanovic.

Nel tabellone principale di Wimbledon sono entrate direttamente anche la veterana e bicampionessa slam (Us Open 2004, Roland Garros 2009) Svetlana Kuznetsova, Anastasia Potapova, Ekaterina Alexandrova, Vitalia Diatchenko, Margarita Gasparyan, Veronika Kudermetova (reduce dall’ottimo torneo di Hertogenbosh in cui ha raggiunto le semifinali) ed Anastasia Pavlyuchenkova. Hanno raggiunto il tabellone principale partendo dalle qualificazioni, invece, Anna Kalinskaya e Varvara Flink.

Saranno invece tre i rappresentanti russi nel torneo maschile, tutti ammessi direttamente al tabellone principale. La testa di serie numero 10 dello slam londinese, Karen Khachanov, affronterà al primo turno il sudcoreano Kwon Soon Woo, proveniente dalle qualificazioni. Sarà incece l’italiano Paolo Lorenzi l’avversario al primo turno dei Championships di Daniil Medvedev (testa di serie numero 11), reduce dalla semifinale raggiunta una settimana fa nel prestigioso torneo londinese del Queen’s Club Championships. Il cileno Garin sarà invece l’avversario di Andrey Rublev; il ventiduenne moscovita è al rientro in un tabellone principale dopo l’infortunio al polso destro che lo ha costretto a saltare buona parte della stagione su terra.

Stefano Tardi




Roland Garros: sul Philippe Chatrier va in scena il primo acuto di Anastasia Potapova

Parigi – Le prime volte non si dimenticano mai, sono destinate a lasciare il segno, a restare impresse nella mente, ricordi indelebili che segnano vite, storie, carriere. Le urla di gioia, la commozione di questo 26 maggio 2019, saranno emozioni che Anastasia Potapova si porterà per sempre nel cuore. La prima vittoria al Roland Garros, lo slam parigino, da debuttante. Non è stata la prima vittoria in assoluto in un torneo dello slam. Quella era già avvenuta qualche mese fa, a Melbourne, quando era ancora diciassettenne. 15 gennaio, primo turno dell’Australian Open, un’ora e quarantatre minuti per avere la meglio sulla veterana francese Pauline Parmentier (6-4, 7-6). Ma lì, non c’erano i riflettori, niente luci della ribalta. Stavolta, invece, match di primo turno in programma sul leggendario Philippe Chatrier, il campo centrale di Parigi, uno di quei luoghi dove si scrive la storia del tennis. Il nuovo Chatrier, ristrutturato ed ammodernato, è stato così inaugurato dal match tra la numero 5 del tabellone Angelique Kerber (ex numero uno della classifica WTA, tre titoli slam in bacheca) e, per l’appunto, Anastasia Potapova, presentatasi esordiente nello slam parigino da numero 81 al mondo.

La giovane russa, nata a Saratov il 30 marzo 2001, è entrata in campo decisa, determinata a far sua la partita, a comandare lo scambio, per nulla intimorita né dal prestigio dell’avversaria né dalla responsabilità di giocare sullo Chartier. Anastasia ha iniziato a picchiar duro, come è solita fare, già dal primo game al servizio, tenuto agevolmente. Nel secondo gioco, un gran rovescio lungolinea le ha regalato la prima palla break, sprecata da un tentativo di drop shot, non perfettamente eseguito, che ha consentito alla tedesca di arrivare sulla pallina e portare il game ai vantaggi. Anastasia però non si è scomposta, ha ricominciato a pressare da fondo campo costringendo la Kerber a due errori di fila,  strappandole così la battuta. Match iniziato come meglio non si potrebbe ma l’impazienza, la giovanile frenesia, se non controllata, rischia di produrre anche conseguenze negative. La ricerca della potenza e della profondità ad ogni costo, unitamente alla volontà di chiudere il punto velocemente, portano Potapova a commettere qualche errore gratuito di troppo, regalando alla tedesca, senza sforzo, l’immediato contro break e, nel game successivo, l’aggancio sul due pari. A questo punto la giovane russa ha il merito di leggere la partita, di intuire che contro una delle migliori giocatrici in fase difensiva del circuito (se non la migliore), che sa perfetttamente appoggiarsi alla spinta dell’avversaria, serve la pazienza di saper giocare qualche colpo in più, reggere gli scambi lunghi aspettando il momento giusto per sfoderare il vincente senza forzare troppo, senza prendere rischi eccessivi, contenendo l’irruenza. Muovere l’avversaria, variare il gioco, magari anche con qualche palla corta, e perchè no insistendo sul gioco in contropiede, approfittando delle non perfette condizioni della Kerber.

La strategia funziona, Potapova si porta a condurre 5 giochi a 4 e la tedesca si ritrova a servire per restare nel set. Kerber si porta sul 40-0 ma la giovane russa infila sei punti consecutivi (il primo, una splendida palla corta – l’ultimo, un poderoso diagonale di rovescio) e si aggiudica il primo set 6 giochi a 4. Il secondo parziale è, di fatto, un lungo assolo della Potapova che s’invola sul 4 a 0 prima di avere un piccolo passaggio a vuoto, un momento di esitazione, che porta la tedesca sul 2 a 4 ad un solo break di distanza. Ma è solo un attimo, la giovane russa riprende la sua strada e chiude trionfalmente il match (6-4, 6-2) in un’ora e quattordici minuti.

Certo, si dirà che quella vista sullo Chatrier non era la migliore Kerber, che la terra rossa non è la sua superficie prediletta, che la tedesca non giocava un match dal 5 maggio in seguito ad un infortunio che, per sua stessa ammissione nella conferenza stampa pre match, aveva rischiato di mettere in dubbio la sua partecipazione allo slam parigino. Tutto vero, come evidenziato anche dalle due vistose fasciature alle caviglie della tedesca. Vero è anche, però, che Anastasia è entrata determinata fin da subito, ha mostrato carattere, non ha ceduto all’emozione, ha saputo mantenere alta la concentrazione nei momenti importanti non consentendo ad una giocatrice esperta come la Kerber di rientrare in partita. Segnali di crescita, da una ragazza da poco maggiorenne, formatasi nell’accademia di Alexander Ostrovsky (suo manager), che alla fine del 2016, neanche sedicenne, annunciava il ritiro dalla categoria juniores per esordire nel circuito professionistico. Un successo che segna anche il primo importante risultato da quando a seguirla nel suo angolo c’è, da pochi giorni, Iain Hughes (ex coach di giocatrici come Elina Svitolina e Belinda Bencic), che ha preso il posto della sua storica allenatrice, Irina Doronina.

Stefano Tardi




Roland Garros: inizia a Parigi l’Open di Francia, lo slam che ha fatto la storia del tennis russo

Parigi – Dopo Madrid e Roma, la stagione su terra rossa raggiunge il momento più alto ed atteso dell’anno con il Roland Garros, secondo slam stagionale.  Un torneo, quello parigino, particolarmente ricco di significato nella storia del tennis russo. Nel 1996, infatti, sul Philippe Chatrier, Evgeny Kafelnikov conquistò la Coppa dei Moschettieri e divenne il primo giocatore russo nella storia ad aggiudicarsi un titolo del grande slam, superando in tre set il tedesco Michael Stich (7-6, 7-5, 7-6). Anche in ambito femminile Parigi è stata la terra dove si è scritta la storia. Nel memorabile 2004, il 5 giugno resta una data indelebile; sul Philippe Chatrier, sotto gli occhi dell’ex presidente Boris Eltsin, due russe scendono in campo per regalarare alla Russia il primo titolo dello slam: Anastasia Myskina e la connazionale Elena Dementieva, con la prima ad alzare al cielo la Coppa Suzanne Lenglen e ad iscrivere il proprio nome nell’albo d’oro del torneo imponendosi 6-1, 6-2. Nel 2009, in un’altra finale tutta russa, Svetlana Kuznetsova conquista il suo secondo titolo slam in carriera (dopo lo Us Open del 2004) superando Dinara Safina (6-4, 6-2). Tre finali consecutive e due successi per Maria Sharapova, nel 2012 su Sara Errani (6-3, 6-2) e nel 2014 su Simona Halep (6-4, 6-7, 6-4). Da ricordare anche il 2013, con il successo in doppio della coppia formata da Elena Vesnina ed Ekaterina Makarova su quella italiana composta da Sara Errani e Roberta Vinci (7-5, 6-2).

Anche questa edizione vedrà una nutrita partecipazione di atleti russi, soprattutto in ambito femminile. Nella parte alta del tabellone, al primo turno sarà derby tra Margarita Gasparyan, ammessa direttamente nel main draw, e la qualificata Anna Blinkova; Evgeniya Rodina si troverà di fronte la statunitense Madison Keys. Primo turno decisamente complicato per Vitalia Diatchenko: la tennista di Sochi dovrà infatti fronteggiare Serena Williams e la sua determinazione nel cercare il ventiquattresimo titolo slam in carriera. Daria Kasatkina (unica testa di serie russa, numero 21) è attesa al primo turno dalla qualificata italiana Jasmine Paolini; Ekaterina Alexandrova affronterà la testa di serie numero 30 Mihaela Buzarnescu, mentre l’esperta Vera Zvonareva si troverà di fronte la qualificata Aliona Bolsova Zadoinov. Nella parte bassa, invece, primo turno di prestigio per Anastasia Potapova, opposta alla tedesca Angelique Kerber (tre titoli slam in carriera) e Veronika Kudermetova che si troverà di fronte l’ex numero del mondo Caroline Wozniacki; la veterana Anastasia Pavlyuchenkova incrocerà le racchette con Mandy Minella, mentre l’ex detentrice del titolo Svetlana Kuznetsova si troverà di fronte la qualificata Kristina Kucova. Dalle qualificazioni hanno raggiunto il tabellone principale anche Sofya Zhuk (opposta alla tedesca Laura Siegemund) e Liudmila Samsonova, attesa dalla croata Donna VekicAssente Maria Sharapova, ancora infortunata.

In campo maschile occhi puntati su Karen Khachanov (testa di serie numero 10), inserito nella parte alta del tabellone, che al primo turno sarà opposto al tedesco Marcel-Cedric Stebe. Nella parta bassa del tabellone, invece, Daniil Medvedev (testa di serie numero 12) se la vedrà con il francese Pierre-Hugues HerbertOstacolo francese anche per Alexey Vatutin (arrivato dalle qualificazioni), opposto a Corentin Moutet.

Stefano Tardi