WORLD MANUFACTURING FORUM 2020: LA RIPRESA POST COVID 19 PARTE DAL MANIFATTURIERO

Il World Manufacturing Forum in streaming da Cernobbio ha presentato il progetto “Back to the Future” e  analizzato il ruolo dell’Intelligenza Artificiale per il rinascimento del manifatturiero

Cernobbio (Co) – Si è aperta ieri 11 novembre, l’edizione 2020 del World Manufacturing Forum, l’evento internazionale organizzato dalla WM Foundation che ogni anno riunisce a Cernobbio istituzioni, imprenditori, manager, mondo accademico e ricercatori da tutto il mondo per fare il punto sulle sfide e le prospettive del manifatturiero e più in generale dell’economia. Protagonista inevitabile dell’evento l’emergenza Covid-19 che ha sconvolto anche il mondo economico e industriale con un impatto sui mercati e le catene del valore senza precedenti.

‘Intelligenza Artificiale per il rinascimento manifatturiero’ è il tema al centro della due giorni che si è svolta ieri e si chiude oggi in modalità streaming, partendo dal presupposto che la produzione rappresenta il più importante motore dell’economia globale, sia in termini di lavoro che di ricchezza creata e distribuita. Tutto ciò è ora messo a repentaglio dalla crisi sanitaria in corso che, secondo il FMI, causerà un calo del 3% del PIL globale. Dal palco del World Manufacturing Forum, però, la via della ripresa è chiara: è stata indicata da oltre 160 esperti da tutto il mondo che hanno dibattuto su 4 temi prescelti (People, Policy, Preparedness, Productivity) all’interno del progetto “Back to the future” ideato dalla Fondazione WMF in piena emergenza Covid (Marzo ’20). I contenuti del white paper che ne è derivato verranno illustrati nella prima giornata di dibattito.

La WM Foundation sta rafforzando il proprio ruolo di riferimento nel manifatturiero globale attraverso iniziative che puntano a incrementare le relazioni e il confronto e mettere a fattor comune le esperienze positive, valorizzando la sinergia tra industria, ricerca e politiche provenienti da ogni parte del mondo. Ci siamo molto sforzati dai primi mesi di quest’anno di dotarci degli strumenti (nuovo sito web, definizione del Piano Strategico) per consolidare ed allargare la nostra community. Mai come dopo questa lunga e inaspettata fase emergenziale le esperienze di resilienza manifatturiera rappresentano una speranza per una più rapida ripartenza di tutta l’economia e l’industria. A testimonianza dell’effettivo allargamento del nostro network è doveroso citare l’organizzazione della prima World Manufacturing Week, con ben 8 eventi a corollario del Forum di Cernobbio, ed in particolare  il World Manufactirng Forum North America, che si svolge simultaneamente a Phoenix (Arizona), con l’obiettivo di ampliare questo format anche ad altre parti del mondo. Titolo della manifestazione americana sarà ‘Il valore dell’Industria 4.0 per le PMI’ che sottolinea l’importanza delle piccole imprese ancghe nella più grande economia del mondo. L’evento è organizzato da Intelligent Manufacturing Systems, uno dei partner fondatori della WM Foundation con Confindustria Lombardia e il Politecnico di Milano” ha dichiarato il Presidente della World Manufacturing FoundationAlberto Ribolla. “Occorre notare – continua Ribolla – che l’emergenza Covid non solo non ha allontanato la nostra comunità dal WMF, anzi, data la modalità in distance, ciò permetterà ad oltre 3.000 persone, ad oggi già registrate ai 16 eventi da tutto il mondo (rispetto alle 1.500 del 2019) di partecipare ai momenti nel Forum di loro interesse con grande flessibilità”.

Nel corso della prima giornata del WMF 2020 sono intervenuti, tra gli altri: Carlo Bonomi, Presidente Confindustria, Li Yong, Direttore Generale, UNIDO – United Nations Industrial Development Organization, Pierre Gattaz, Presidente, BusinessEurope, Lucilla Sioli, Direttrice per Artificial Intelligence and Digital Industry, DG Connect, Commissione Europea, Mike Lackey, Vice president mondiale di Solution Management Manufacturing, SAP e Daria Taglioni, Research Manager, Trade and International Integration, Development Research Group della Banca Mondiale, Stefan Pan, delegato nazionale di Confindustria per le relazioni con le altre organizzazioni industriali europee.

Significativo anche l’intervento del Presidente di Confindustria Lombardia, Marco Bonometti, che ha dichiarato: “Il futuro dell’industria italiana dipenderà dalle scelte che faremo in questi mesi. L’industria manifatturiera è stata colpita da un duplice shock indotto dalla pandemia, che ha colpito sia la domanda che l’offerta. La conferma viene dal calo dei fatturati e della perdita di produzione, che subiranno nel 2020 una contrazione a doppia cifra. Le industrie italiane hanno saputo resistere prima e stanno reagendo ora, confermando come il manifatturiero sia il traino per l’intera economia e unica leva per creare sviluppo e occupazione. Vanno create le condizioni per ridare fiducia alle imprese. C’è quindi bisogno di una politica industriale concentrata su poche priorità di lungo periodo, per sostenere l’industria ad affrontare la competizione mondiale, favorendo l’adattamento verso i megatrend della manifattura del futuro a livello globale. Dobbiamo rafforzare la capacità delle aziende di consolidare la propria posizione nelle catene globali del valore, di accedere alle nuove tecnologie e di stare sui mercati internazionali. La fase di crisi accelererà alcuni processi di innovazione che erano già avviati verso la transizione al 4.0 e che si tradurranno in investimenti in automazione, nella gestione degli stabilimenti produttivi e della logistica, in incremento della digitalizzazione, in investimenti green e in nuove infrastrutture per la mobilità. Saranno necessari grandi investimenti anche sui nuovi prodotti con innovazioni tecnologiche e soluzioni sostenibili, per soddisfare la richiesta del mercato globale. In questa epoca di incertezza e disorientamento, la visione e i progetti della World Manufacturing Foundation – di cui Confindustria Lombardia è uno dei fondatori – indicano la via da seguire. Le risorse messe a disposizione dal Recovery Fund non dovrebbero essere spese per preservare l’esistente, ma dovrebbero favorire una vera e propria rivoluzione dell’assetto produttivo del paese“.

Il WMF 2020 si chiuderà oggi, 12 novembre, con il prof. Marco Taisch, Scientific Chairman WMF, che presenterà il World Manufacturing Report 2020 ‘Il manifatturiero nell’era dell’Intelligenza Artificiale’ e con gli interventi , tra gli altri, di Chandrakant Salunkhe, Founder and President, SME Chamber of India, Marta Batalla Massana, Policy Officer, DG Grow – European Commission, Fabrizio Sala, vicepresidente e Assessore per la Ricerca, Innovazione, Università, Export e Internazionalizzazione Regione Lombardia e Bernardo Calzadilla-Sarmiento, Director, Department of Trade, Investment and Innovation, United Nation Industrial Development Organization, John Polowczyk, Admiral, US Navy.

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INDUSTRIA, COME RIPARTIRE DOPO L’EMERGENZA CORONAVIRUS. EDIZIONE 2020 DEL WMF L’11 e 12 NOVEMBRE A CERNOBBIO

Presentati a Bergamo il Piano strategico 2020-25 della World Manufacturing Foundation e la nuova edizione del Forum

Bergamo – Presentato, presso la sede di Confindustria Bergamo inserita nell’innovation district Kilometro Rosso, il Piano strategico 2020-25 della World Manufacturing Foundation. Alla conferenza stampa di presentazione sono intervenuti Alberto Ribolla, Presidente WMF, Stefano Scaglia, Presidente di Confindustria Bergamo, Fabrizio Sala, Vicepresidente di Regione Lombardia, Ferruccio Resta, Rettore del Politecnico di Milano e Marco Bonometti, Presidente di Confindustria Lombardia.

“Abbiamo scelto di presentare a Bergamo il piano strategico della World Manufacturing Foundation perchè è da qui, dove all’improvviso tutto si è fermato, che devono arrivare segnali di ripartenza, fiducia e coraggio. E il manifatturiero, che per definizione è resiliente, inclusivo, sostenibile e innovativo, deve sempre più incarnare il ruolo di attore positivo e dinamico affinché la ripartenza del settore avvenga in maniera ancor più competitiva e sostenibile oltre che con un rafforzato compito di traino dell’intero sistema economico” ha dichiarato Alberto Ribolla nel corso della conferenza stampa.

La World Manufacturing Foundation nasce nel 2018 per volontà di Confindustria Lombardia, Politecnico di Milano, IMS con il support di Regione Lombardia e Commissione Europea. Il Piano strategico delinea l’azione della WM Foundation nei prossimi 5 anni, che si concentrerà sulla diffusione di valori quali:  sostenibilità, apertura, eccellenza, approccio globale e mentalità orientata al futuro per promuovere cultura industriale e migliorare la competitività del settore manifatturiero.

Il Piano Strategico 2020-25 si avvale del contributo dei 150 esperti che, da ogni parte del mondo, hanno inviato le proprie opinioni, contribuendo a delineare le azioni e le best practices per affrontare le sfide dei cambiamenti in atto nel settore manifatturiero.

Alla base dell’agire della World Manufacturing Foundation, con la sua rete globale di partner, c’è un modello rodato di collaborazione aperta tra l’ambito industriale, accademico e di ricerca e il settore pubblico. Questo network globale, nell’ambito del progetto ‘Back to the Future’, ha consentito di costruire una vision più ampia sull’impatto che il ‘new normal’ avrà sul settore manifatturiero, oltre a poter individuare nuove dinamiche competitive sia dal punto di vista delle politiche industriali che delle catene del valore.

La conferenza si è chiusa dando appuntamento al World Manufacturing Forum 2020: il tradizionale meeting che ogni anno riunisce piccoli e grandi imprenditori, istituzioni, accademici, manager e associazioni industriali provenienti da tutto il mondo si svolgerà a Cernobbio (Co) l’11 e 12 novembre in modalità ibrida (online e in presenza). Al centro dell’edizione 2020 del Word Manufacturing Forum, arricchita da appuntamenti collaterali che andranno a comporre la Manufacturing Week, il tema della Intelligenza Artificiale e la resilienza delle imprese del manifatturiero: “Artificial Intelligence for the Manufacturing Renaissance. The resilience of companies in a New Normal society”.

La prima giornata del Forum sarà interamente dedicata alle sfide e ai cambiamenti che la pandemia impone al settore manifatturiero.

Al WMF 2020 interverranno, tra gli altri: Carlo Bonomi, Presidente di Confindustria, Pierre Gattaz, Presidente di Business Europe, Chandrakant Salunkhe, Presidente SME Chamber India, Linda Hasenfratz, CEO di Linamar, Paolo Benanti, francescano del Terzo Ordine Regolare, esperto di etica, bioetica ed etica delle tecnologie, John Polowczyk, Supply Chain Stabilization Task Force – Covid-19, FEMA / Health and Human Services (USA). Attesi a Cernobbio anche esponenti del Governo italiano e della Commissione Europea.

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NUMERI DA RECORD PER LA VII EDIZIONE DEL WORLD MANUFACTURING FORUM 2018

Prima giornata del World Manufacturing Forum 2018, l’evento internazionale sul manifatturiero che da quest’anno si tiene stabilmente a Cernobbio. Numeri record per questa settima edizione: 30 gli speaker internazionali (sui 45 totali) che si alternano sul palco di Villa Erba e circa 900 partecipanti provenienti da oltre 40 Paesi. Numeri più che confortanti per la neonata World Manufacturing Foundation (fondata da Confindustria Lombardia, Intelligent Manufacturing System e Politecnico di Milano) che certificano la dimensione globale ormai raggiunta dal World Manufacturing Forum.
Il Presidente della World Manufacturing Foundation, Alberto Ribolla, intervenendo in apertura del WMF, nel comunicare alla platea vision e mission della fondazione oltre alle tre attività strategiche della stessa, (la produzione del WMF Report, l’organizzazione del WMF con cadenza annuale e l’organizzazione di Regional events di disseminazione), ha posto l’accento sull’approdo naturale che “il WMF ha trovato sbarcando stabilmente a Cernobbio, a causa della secolare vocazione manifatturiera dell’Italia e in particolare della Lombardia, uno dei quattro motori d’Europa“. Ringraziando i soci fondatori della WMFoundation, i partner e i supporter del WMF, Ribolla ha ricordato che “la manifattura dà benessere alle persone, un benessere sociale ed economico, per questo motivo rappresenta il miglior investimento in termini di risorse, idee e sinergie che si possa fare per garantire un futuro sostenibile e equo alle popolazioni. Per questo occorre generare e disseminare cultura d’impresa a livello globale, scopo principe della WMFoundation“. Ribolla ha infine ringraziato Regione Lombardia, partner strategico della prima ora, e la Commissione Europea per il supporto che hanno garantito e garantiranno alla Fondazione.
Tra le novità introdotte nell’edizione 2018 la più attesa era la presentazione del primo WMF Report sul manifatturiero ‘2018 World Manufacturing Forum Report – Recommendations for the Future of Manufacturing’, documento al quale hanno lavorato 30 esperti mondiali e per il quale sono stati consultati più di 150 documenti di policy e che avrà un ruolo centrale nelle attività della Fondazione.
Nel report, presentato in apertura di forum da Marco Taisch, WMF Scientific Chairman, il manifatturiero viene definito come un architetto per la prosperità sociale che può aiutare i Paesi a sviluppare altri importanti settori della loro economia e creare una crescita economica positiva. Ma, mentre il manifatturiero gioca un ruolo vitale nella comunità globale, vi sono numerose sfide future da affrontare. Tra queste i mutamenti dei megatrend sociali, l’esigenza di skill specifiche, la digitalizzazione di tutta la filiera, la necessità di creare dei nuovi ecosistemi manifatturieri urbani, la iper-personalizzazione del manifatturiero, i cambiamenti demografici e climatici, e tanti altri.

E sono sfide che il WMF Report propone di affrontare attraverso una serie di azioni specifiche:

– Coltivare una percezione positiva della produzione
– Promuovere l’educazione e lo sviluppo delle competenze per il benessere della società
– Sviluppare politiche efficaci per sostenere iniziative imprenditoriali globali
– Rafforzare ed espandere le infrastrutture per consentire la produzione orientata al futuro
– Incoraggiare gli ecosistemi per l’innovazione manifatturiera nel mondo
– Creare ambienti di lavoro attraenti per tutti
– Progettare e produrre prodotti orientati socialmente
– Assistere le PMI con la trasformazione digitale
– Esplorare il valore reale della produzione cognitiva basata sui dati
– Promuovere l’efficienza delle risorse e le politiche ambientali specifiche per paese.

Sul palco di Villa Erba, in plenaria, si sono poi alternati numerosi ospiti, rappresentanti delle istituzioni nazionali e internazionali e del mondo dell’industria globale. Tra questi: Marco Bonometti, Presidente di Confindustria Lombardia, Attilio Fontana, Presidente Regione Lombardia, Michele Geraci, Sottosegretario al Ministero dello Sviluppo Economico Italia, Signe Ratso, Commissione Europea – DG Ricerca e Innovazione, Mike Lackey, SAP, Julien Tognola, Ministero Economia e Finanza Francia, Marco Lavazza, Lavazza, Luc Triangle, IndustriAll Europe, Ralf Michael Wagner, Siemens, Jayson Myers, Next Generation Manufacturing Canada, Jorge Ramos, Embraer. Tanti i temi approfonditi nel corso della prima giornata del World Manufacturing Forum: ‘Le priorità dell’innovazione nel mondo dal 2030’, ‘L’industria manifatturiera come valore aggiunto per la società’, ‘Politiche internazionali per lo sviluppo del manifatturiero avanzato e la cooperazione globale’, ‘Risolvere le sfide delle competenze nel manifatturiero: creare un mercato delle competenze’. Numerosi gli interventi in programma nella giornata conclusiva del World Manufacturing Forum di venerdì 28 settembre, tra gli altri: Li Yong, UNIDO, Vincenzo Boccia, Presidente Confindustria, Massimo Garavaglia, viceministro all’Economia e Finanze, Pichet Durongkaveroj, Ministro dell’Economia digitale e Società della Thailandia, Ilijana Vavan, Kaspersky, Fabio Borsotti, Leonardo, Flemming Besenbacher, Carlsberg.

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UN VIDEO CONTEST TARGATO WORLD MANUFACTURING FORUM

Il World Manufacturing Forum ha lanciato lo scorso mese di marzo, in vista dell’Annual meeting ‘Manufacturing Revolution to Promote Global ResilienceHow the Industrial Transformation Inspires Education, Sustainable Development and Societal Impact (27 e 28 settembre, Cernobbio), un video contest per promuovere la cultura d’impresa e la centralità del manifatturiero.

Venti i partecipanti al concorso tra cui videomakers, freelance, istituti tecnici e operatori dell’industria creativa, provenienti in particolare da Stati Uniti, Turchia, Italia, Filippine; tra di loro la giuria, composta dal Board della WMF Foundation, ha selezionato i tre video finalisti che saranno votati dai partecipanti al WMF Annual meeting.
Per il Presidente della WMF FoundationAlberto Ribolla “la prima edizione del video contest può essere considerata già un successo, sia dal punto di vista numerico che culturale: ben 20 tra artisti e videomakers provenienti da tutto il mondo hanno dato la loro interpretazione di Industria 4.0 ed essendo la prima edizione di questa manifestazione possiamo essere soddisfatti.

Inoltre, i messaggi contenuti in questi video e l’utilizzo di alcune clip ci consentirà di gestire con maggiore efficacia l’attività di disseminazione dell’intelligent manufacturing in maniera trasversale, sia nei settori più pronti così come in quelli meno coinvolti ad oggi dal processo di digitalizzazione dei processi industriali. L’interpretazione soggettiva di questo fenomeno data dai creativi ha molto arricchito la nostra esperienza in questo senso. Il 27 settembre, con la votazione dei video da parte dei partecipanti all’Annual meeting di Cernobbio, l’iniziativa riceverà la “certificazione ufficiale” da un’audience internazionale di primissimo piano” ha concluso Alberto Ribolla.
I tre finalisti:
– ‘The 4th Industrial revolution, a medical perspective’ di Yuri Tegas – Italia VIDEO
– ‘Youth & Technology’ di Alex Oh – USA VIDEO
– ‘Here and now’ di Simon Rivera – USA VIDEO

I video finalisti saranno veicolati attraverso il canale Class Cnbc e il web magazine EconomyUp, due dei media partners del World Manufacturing Forum. Il vincitore sarà premiato la sera del 27 settembre, al termine della prima giornata dell’Annual meeting, con un assegno da 5 mila euro.

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WMF, nasce la World Manufacturing Forum Foundation

Milano – Presentata , il 21 maggio scorso, presso l’Aula Magna del Politecnico di Milano, la Fondazione World Manufacturing Forum, ente i cui fondatori promotori sono Confindustria Lombardia, Politecnico di Milano e Intelligent Manufacturing System (con il supporto e cofinanziamento della Commissione Europea e di Regione Lombardia).

La Fondazione, con sede in Lombardia – culla del settore manifatturiero dal 18esimo secolo – è un perfetto esempio di collaborazione tra imprese, mondo accademico, istituzioni e mondo associativo e nasce con l’intento di generare e diffondere cultura a livello globale sul settore manifatturiero, primo generatore di ricchezza ed equilibratore sociale, come mezzo di ulteriore sviluppo delle economie evolute e anche come strumento fondamentale per la crescita delle aree del mondo meno sviluppate.
Tra le molteplici attività, la Fondazione si occuperà direttamente della stesura di un Report annuale sul manifatturiero e della sua presentazione durante il Meeting Annuale, evento che a partire da quest’anno si svolgerà stabilmente in Lombardia. Altro fulcro delle attività della Fondazione saranno l’organizzazione di regional events internazionali, strumenti di diffusione di cultura manifatturiera.

A margine della conferenza stampa di presentazione della Fondazione, alla quale sono intervenuti il Professor Ferruccio Resta, Rettore del Politecnico di Milano, Marco Bonometti, Presidente di Confindustria Lombardia, Dan Nagy, Managing Director IMS International, il Professor Marco Taisch del Politecnico di Milano, e il vice presidente e assessore per la Ricerca, Innovazione, Università, Export e Internazionalizzazione di Regione Lombardia Fabrizio Sala, è stato firmato l’atto costitutivo della World Manufacturing Forum Foundation e nominato Alberto Ribolla Presidente della World Manufacturing Forum Foundation.

Per il Presidente di Confindustria Lombardia, Marco Bonomettiil World Manufacturing Forum qualificherà la Lombardia come cuore mondiale del manifatturiero di nuova generazione e rappresenterà un modello di diffusione di priorità industriale del nostro sistema, mettendo in rete le diverse specializzazioni produttive dei territori e le politiche di promozione industriale (Cluster, filiere, ecc). Per questi motivi – prosegue Bonometti il sistema Confindustria Lombardia ha creduto fin dall’inizio nel WMF promuovendo la nascita della fondazione e mettendo a disposizione del progetto risorse umane e finanziarie. Il nostro obiettivo è portare la Lombardia a confrontarsi stabilmente con le Regioni più dinamiche e innovative del mondo e traghettare l’industria non solo lombarda ma italiana ed europea nel manifatturiero del futuro”.

“Come centro di eccellenza mondiale per l’innovazione, la Lombardia è il luogo perfetto per lanciare questa nuova Fondazione e la sede internazionale per far avanzare la produzione per tutte le nazioniha osservato Dan Nagy, Managing Director di IMS International. “Dal nostro primo evento nel 2011, il nostro sogno era espandere la missione, la portata e le risorse del WMF. Insieme alle risorse aggiuntive dei nostri nuovi partner in Confindustria e Politecnico di Milano, realizzeremo questo sogno. Intendiamo, inoltre, raggiungere ulteriori partner regionali per creare eventi locali al fine di evidenziare e cercare soluzioni alle sfide della produzione manifatturiera locale. Grazie alla creazione di uno Steering Committee e General Assembly, ora invitiamo i leader dell’innovazione globale a unirsi a noi nel plasmare il panorama industriale “.

Il Vicepresidente e assessore per la Ricerca, Innovazione, Università, Export e Internazionalizzazione di Regione Lombardia, Fabrizio Sala sottolinea che “l’internazionalizzazione per il tessuto produttivo e industriale lombardo non è più una scelta ma una necessità: il WMF offre – in virtù dei collegamenti che può creare – l’opportunità per guardare con semplicità fuori dai confini e sviluppare le potenzialità lombarde, valorizzando le nostre piccole/medie ed efficienti realtà. Occorre sostenere e promuovere la piccola impresa e l’artigianato, a cui servono apposite misure per l’innovazione, l’aggregazione territoriale e di filiera, la digitalizzazione; servirà sfruttare la tecnologia per promuovere worldwide ciò che le mani dei lombardi creano e, nel mondo del lavoro attuale, stimolare i datori a sviluppare nuove idee e applicazioni tecnologiche e contestualmente i lavoratori ad agire con flessibilità e spirito digitale” ha concluso Sala.

Per il Rettore del Politecnico di Milanola nascita della World Manufacturing Forum Foundation rientra, a pieno titolo, tra le iniziative che segnano il passo del nostro Ateneo in un contesto di forte rinnovamento. Le sfide aperte da Industria 4.0 e dalle potenzialità del digitale nel manifatturiero avanzato sono tra le nostre priorità – commenta Resta –. Sfide che affronteremo mettendo a sistema le nostre competenze e il nostro capitale umano, inserendo la Fondazione all’interno di una progettualità ampia e condivisa, che vede l’università sempre più al centro del cambiamento, con iniziative che vanno dal Competence Center alla ridefinizione del campus Bovisa come distretto di innovazione. Progettualità condivise che chiamano a raccolta la ricerca e le imprese, gli investimenti pubblici e quelli privati, e che proiettano Milano e la Lombardia come protagonisti nel panorama internazionale”.

La World Manufacturing Forum Foundation è una piattaforma aperta che ha l’obiettivo di stimolare e diffondere la cultura industriale nel mondo, come mezzo per assicurare equità economica e sviluppo sostenibile. Il WMF punta a stimolare la consapevolezza e a delineare soluzioni cooperative relativamente alle sfide manifatturiere globali, attraverso il dialogo e con la condivisione delle migliori prassi tra i maggiori esponenti dei governi, delle industrie e dell’innovazione.

Il World Manufacturing Forum si terrà a Cernobbio (Como), presso Villa Erba, il 27 e 28 settembre 2018.

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LA DIPLOMAZIA DEL BUSINESS NELLE RELAZIONI STRATEGICHE TRA EUROPA ED AREA EURASIATICA

Milano – Il ruolo strategico dell’Italia e della Russia nelle relazioni politiche e economiche tra l’Europa e l’Eurasia e la cooperazione industriale e finanziaria tra i due Paesi, sono stati al centro del 6° seminario italo-russo che si è tenuto oggi nel capoluogo lombardo. La diplomazia del business, è emerso durante i lavori che hanno caratterizzato l’incontro, il percorso da seguire anche nei prossimi mesi, in attesa delle decisioni che verranno prese a giugno, a proposito della spinosa e controversa questione delle sanzioni verso la Russia.

All’evento organizzato dal Consolato Generale della Federazione Russa, Conoscere Eurasia, Roscongress, Forum economico internazionale di San Pietroburgo in collaborazione con Intesa Sanpaolo, Banca Intesa Russia e Pavia e Ansaldo Studio Legale hanno preso parte Tatiana Valovaya, ministro dell’integrazione e della macro economia della Commissione economica eurasiatica; Alexander Nurizade, Console generale della Federazione Russa a Milano; Mauro Micillo, Responsabile Divisione Corporate e Investment Banking di Intesa Sanpaolo e Amministratore Delegato di Banca IMI; l’onorevole Giancarlo GiorgettiAntonio Fallico, presidente Banca Intesa Russia e presidente Associazione Conoscere Eurasia; Igor Karavaev, presidente Rappresentanza commerciale della Federazione Russa in Italia; Daniela Mainini, consigliere regionale Lombardia; Marinella Loddo, direttore ICE -Milano; Sergei Komlev, capo Direzione per la strutturazione dei contratti e della formazione dei prezzi, Gazprom Export; Alberto Ribolla, vicepresidente Siirtec NigiS.p.A.; Konstantin Simonov,general director National Energy Security FundAndrea Clavarino, chairman  & ceo Coeclerici Logistics S.p.A.; Stefania Radoccia, Ernst&Young; Aimone Di Savoia Aosta, responsabile Pirelli Tyre Russia; Elena Grimaylo, Direttore finanziamenti e crediti Banca Intesa Russia; Valeriy Vaisberg, responsabile Ricerche GK Region (Analisi del mercato russo in campo farmaceutico e delle apparecchiature medicinali); Maria Grazia Pravettoni, export manager Betafarma Spa; Elena Popova, senior Director AIPM (Association of International Pharmaceutical Manufacturers); Sergio Forelli, partner Studio Legale Pavia e Ansaldo Mosca.

I lavori sono iniziati, con l’analisi del ruolo strategico dell’Italia e della Russia nelle relazioni politiche e economiche tra l’Europa e l’Eurasia. A fare gli onori di casa, il presidente di Banca Intesa Russia e dell’Associazione Conoscere EURASIA, Antonio Fallico che si è detto fiducioso sul fatto che “presto Germania, Francia e Stati Uniti possano affiancarsi all’Italia nel processo di riavvicinamento alla Russia, nell’ottica di una maggiore cooperazione internazionale. L’Italia torna a puntare sulla Russia e chiude il 2017 con un export prossimo agli 8 miliardi di euro, in aumento del 19,3% sull’anno precedente. Dopo il biennio nero 2015-2016 il valore delle esportazioni raggiunge il segno positivo e cresce grazie, soprattutto, alla reazione della diplomazia del business italiano che ha ripreso la rotta verso Mosca nonostante il continuo inasprimento dei toni e della tensione geopolitica. I dati dell’export, relativi al 2017, parlano di un incremento delle relazioni economiche fra i nostri paesi in diversi settori chiave. Siamo però ancora lontani dal recuperare le perdite accumulate, in questi ultimi anni di grave recessione, delle relazioni economiche tra i due Paesi. Oggi, infatti al nostro export mancano circa 2,7 miliardi di euro per riallinearsi al valore massimo pre-sanzioni raggiunto nel 2013, quando le vendite made in Italy in Russia raggiunsero i 10,7 miliardi di euro”.

Secondo i dati Istat elaborati da Conoscere Eurasia in occasione del VI seminario italo russo di Milano, la Lombardia guida l’export italiano verso la Russia confermandosi, così, prima regione italiana per valore. Nei primi 3 trimestri del 2017, infatti, le vendite hanno superato 1,7 miliardi di euro (+30,4%), con un saldo commerciale positivo di quasi 626 milioni di euro. A trainare la performance lombarda è il settore manifatturiero che complessivamente segna un +30%. Tra i vari comparti in ripresa spiccano quello della farmaceutica (+34%), dei macchinari (+46%) e del tessile (+16%).

“Anche i dati del PIL russo – ha poi proseguito Fallico – sono incoraggianti ed a ciò va aggiunto l’incremento dell’indice di innovazione tecnologica e una serie di iniziative circolari volte a stimolare ulteriormente la produttività. Voglio poi sottolineare l’importanza della Lombardia nel processo di internazionalizzazione verso la Russia che può essere ulteriormente ampliato, anche se gli ultimi dati sono davvero incoraggianti. Oggi constatiamo un’inversione di tendenza – ha concluso il presidente di Banca Intesa Russia e di Conoscere Eurasia – le opportunità di business tra i due Paesi si sono intensificate e le imprese italiane stanno lavorando per riconquistare quote di mercato in questo Paese strategico”.

“I rapporti fra Italia e Russia – ha aggiunto il console Nurizadesono sempre stati molto forti ed attualmente sono ottimi, nonostante gli ostacoli di natura economica che ben conosciamo. Occorrono in tal senso però non più parole, ma fatti perché le sanzioni non stanno favorendo nessuno. Le relazioni fra i nostri paesi comunque stanno andando avanti ed anche la cultura riveste un’enorme importanza nel loro sviluppo: l’iniziativa delle “Stagioni Russe” che si svolgerà nei prossimi mesi in molte città italiane, contribuirà non poco ad incentivarle”.

Sul ruolo che assumerà la politica, in merito all’annosa questione delle sanzioni il deputato Giancarlo Giorgetti ha sottolineato come “l’interesse nazionale debba sempre e comunque prevalere, sopra ogni cosa. In merito a questo regime commerciale restrittivo, non solo si è rivelato dannoso per le nostre imprese ma paradossalmente non permetterà neppure di raggiungere l’obiettivo, per il quale è stato introdotto perché non credo proprio che la Russia recederà dalle proprie posizioni. Molto dipenderà da ciò che nei prossimi mesi decideranno di fare Germania (che ha un ruolo guida nel contesto europeo e di cui l’Italia è diventata in questi ultimi anni un suo subfornitore) e Stati Uniti, con il Presidente Trump cui auspichiamo una ripresa delle relazioni con il proprio omologo russo, Putin”.

La seconda parte dell’incontro ha avuto quale oggetto la cooperazione economica, industriale e finanziaria fra i due paesi. Sull’evoluzione di questi aspetti, Igor Karavaev, rappresentante commerciale della Federazione Russa in Italia ha fatto il punto della situazione. “Siamo testimoni – ha esordito Karavaev – di una dinamica nel complesso positiva, nonostante l’atteggiamento visibilmente ostile di alcuni paesi con le sanzioni comminate alla Russia, a partire dal 2014. Nonostante ciò, i rapporti fra l’Italia ed il nostro paese non si sono arenati e in tal senso abbiamo posto in essere una serie di iniziative per stimolare gli investimenti nel territorio della Federazione. Con il “Made with Italy”, molte imprese italiane hanno deciso di venire in Russia e questo ci ha permesso di incrementare ad esempio la nostra produzione di pompe idrauliche. Ma non solo. Alcuni produttori italiani hanno avviato sul nostro territorio allevamenti di pollo, tacchino ed addirittura struzzo grazie ad una serie di misure come le 26 zone economiche speciali, non ancora adeguatamente sfruttate dagli imprenditori italiani probabilmente perché poco e male informati. Poi abbiamo i territori a sviluppo accelerato come la Siberia, in cui il regime fiscale è particolarmente attraente. Infine, un altro strumento che va citato è rappresentato dai contratti speciali di investimento, che prevedono l’erogazione di sussidi ed anche una serie di agevolazioni fiscali, se parliamo di produzioni che non esistono ancora in Russia. Infine, per quello che riguarda le esportazioni del nostro paese lo scorso anno sono state di 167,6 miliardi di dollari con una certa prevalenza delle materie prime (65,8%), mentre va certamente migliorata quella del settore manifatturiero (34,2%)”.

Sul deleterio fenomeno della contraffazione si è incentrato l’intervento di Daniela Mainini, mentre il Direttore Generale dell’ITA Marinella Loddo ha snocciolato una serie di dati sui settori che maggiormente hanno sviluppato le esportazioni verso la Russia. “Le imprese italiane hanno incrementato scambi e collaborazione con la Russia con nuove modalità – ha rilevato – e questo ci permette di essere nelle prime posizioni fra i paesi che con la Federazione Russa hanno la maggiore quota di interscambio. Quest’anno abbiamo in programma oltre 100 iniziative che riguarderanno non solo le imprese italiane, ma anche quelle russe interessate ad investire in Italia. Come ITA, daremo il massimo sostegno ed il nostro contributo affinché i produttori del nostro paese possano trovare nuove opportunità di business”

Sergey Komlev della Gazprom Export, si è occupato dell’andamento della produzione di gas naturale e della sua domanda da parte del nostro paese che è “destinata a crescere anche nei prossimi anni, nonostante l’incremento delle fonti rinnovabili per le quali i consumatori pagano prezzi elevati, a causa dei sussidi e delle agevolazioni fiscali che sono stati erogati. Le previsioni ci dicono che, nonostante una riduzione del consumo gas naturale entro il 2030, non cambieranno i nostri rapporti di interscambio per questa materia prima. La componente trasporto nella produzione di gas in Italia ha a che fare con il gasdotto che finisce a Tarvisio, ovvero la pipeline della TAG che proviene dall’Austria. Quanto accaduto lì lo scorso dicembre, ci ha portato rivedere le modalità con cui far arrivare il gas russo nel vostro paese”.

Un invito ad andare oltre la politica, lo ha rivolto Konstantin Simonov, Direttore Generale della National Energy Security Fund che ha evidenziato le difficoltà ancora esistenti per il settore energetico, a causa delle sanzioni, sottolineando come “di questa situazione abbia alla fine beneficiato la Cina con cui abbiamo incrementato gli scambi negli ultimi anni. Se consideriamo gli 8,6 miliardi di dollari di quota esportazione di prodotti energetici in Italia, notiamo come si tratti di una cifra che si è comunque ridotta rispetto al 2013. Il paese più diversificato dal punto di vista delle fonti di approvvigionamento è l’Italia, e ciò ha comportato un aumento selvaggio dei prezzi soprattutto dei contratti spot con cui sono stati troncati i rapporti con i vecchi fornitori che garantivano affidabilità e qualità. Nel momento in cui, avete necessità di gas e la domanda eccede l’offerta, non sapete più dove andarlo a prendere. Il Southern Stream doveva essere concluso entro il 2019, con il collegamento fra le rive del Mar Nero e l’Italia, bypassando l’Austria. Poteva essere un’idea, ma non si è fatto più niente in tal senso. In questo nuovo contesto che si è venuto a creare, ci chiediamo anche dov’è il gas dell’Azerbaijan e perché il Southern Stream di cui accennavo in precedenza non è stato mai completato. In Italia, ci sono i terminali per la rigassificazione del gas liquido e ciò è davvero inspiegabile. Non possono essere buttati via – ha poi concluso – oltre 50 anni di storia di forniture di risorse energetiche fra i nostri paesi, e perciò invito gli attori di questo settore ad andare oltre la politica”.

Nell’ultima parte del seminario, focus puntato sul settore sanitario e farmaceutico in particolare, che si è rivelato essere uno dei più toccati dagli investimenti da parte delle autorità russe. “La quota degli investimenti nella farmaceutica – ha confermato Valeriy Vaisberg, Responsabile Ricerche della Region Investment Groupsi è legata alla crescita della domanda, soprattutto di medicinali non costosi. L’Italia è il terzo paese da cui importiamo farmaci e grazie alle procurement statali, i cosiddetti salvavita sono diventati oggetto di massicci interventi da parte del nostro governo che in questi ultimi anni ha stanziato ingenti fondi. In merito ai progetti in atto, segnalo quelli sulla cardiologia e sulle protesi ortopediche. Ci aspettiamo nei prossimi 4-5 anni un incremento degli investimenti sia nella produzione di farmaci che di dispositivi medicali, anche se in aree come quella di San Pietroburgo sono presenti già alcune realtà che se ne occupano”.

Particolarmente significativa infine la testimonianza di Maria Grazia Pravettoni, Export Manager della Betafarma, PMI specializzata in apparecchiature mediche, prodotti per l’igiene orale e dermocosmesi e che da oltre 20 anni è presente in Russia. “La politica dei piccoli passi – ha affermato – e la qualità delle produzioni e delle collaborazioni, sono state le armi vincenti che ci hanno permesso di penetrare in questo particolare mercato. Siamo inizialmente partiti vendendo i nostri prodotti in Russia per poi puntare al soddisfacimento delle esigenze del cliente, a causa dell’introduzione delle sanzioni. Nel corso degli anni siamo riusciti ad entrare anche in mercati limitrofi come Bielorussia, Azerbaijan e Kazakhstan, con valori fondati sulla pazienza e soprattutto sul rispetto della persona”.

Hanno concluso i lavori le riflessioni di Sergio Forelli partner dello Studio Legale “Pavia e Ansaldo” che ha criticato il recente provvedimento posto con cui è stata limitata la libertà individuale da parte degli Stati Uniti e che è stato esteso anche ad altri paesi. “Faccio davvero fatica a comprenderla – ha evidenziato – perché siamo in presenza di un atto unilaterale preso da un solo paese e senza che si sia passati magari attraverso una decisione ragionata e ponderata da parte dell’ONU. L’auspicio naturalmente è che lo stato delle relazioni possa in futuro migliorare, anche se provvedimenti del genere lasciano davvero perplessi”.

Francesco Montanino









 

 




MARCO BONOMETTI E’ IL NUOVO PRESIDENTE DI CONFINDUSTRIA LOMBARDIA

Unanimità per il Cavaliere del Lavoro e presidente di Omr – Officine Meccaniche Rezzatesi, che succede al varesino Alberto Ribolla.

Milano – Il Consiglio di Presidenza di Confindustria Lombardia, ha eletto con consenso unanime Marco Bonometti Presidente per il quadriennio 2017-2021. Bonometti nel corso delle consultazioni dei componenti del Consiglio, svolte dalla Commissione di designazione (composta dagli ultimi tre Past President di Confindustria Lombardia), era stato individuato come candidato unico.

Nato nel 1954, bresciano,  Marco Bonometti è presidente ed amministratore delegato di OMR – Officine Meccaniche Rezzatesi, gruppo industriale multinazionale specializzato nella componentistica per automobili. Nel 2012 è stato nominato Cavaliere del Lavoro dal Presidente della Repubblica. Nel corso della sua attività associativa, Bonometti ha ricoperto il ruolo di Presidente dell’Associazione Industriale Bresciana dal 2013 al 2017.

Ringrazio i colleghi del Consiglio di Presidenza per la fiducia riposta nella mia persona: l’industria lombarda – ha dichiarato il neo presidente Marco Bonometti è arrivata alla nomina con grande compattezza. Questa unità ci dovrà accompagnare durante questo nuovo percorso che ci accingiamo ad affrontare insieme, e rappresenterà il valore aggiunto, per contare di più, per continuare a competere: solo attraverso l’unità potremo affermare la leadership di Confindustria Lombardia sia verso i nostri stakeholders regionali, nazionali ed europei, sia all’interno, verso il nostro sistema”.

In particolare, nei confronti di Regione Lombardia – prosegue Bonometti – continueremo la collaborazione e il confronto per la crescita e lo sviluppo della Lombardia, con un focus specifico sulla manifattura del futuro, perno della nostra economia. L’interlocuzione con il governo regionale sarà fondamentale anche alla luce del percorso intrapreso da Regione di ulteriore accrescimento delle proprie competenze”.

Per essere protagonista anche a livello nazionale ed europeo, poi, Confindustria Lombardia metterà sempre più a sistema le competenze e le progettualità presenti nei nostri territori: in Lombardia abbiamo mezzi, persone e capacità ai livelli più alti d’Italia. Valorizziamo queste potenzialità e contribuiremo a creare un sistema industriale più forte e moderno e, attraverso esso, un Paese più competitivo” ha concluso Marco Bonometti.

Al Consiglio di Presidenza di Confindustria Lombardia è intervenuto il Presidente di Confindustria, Vincenzo Boccia: “Nel formulare un grande in bocca al lupo al neo presidente eletto Marco Bonometti ringrazio per il lavoro svolto Alberto Ribolla con il quale abbiamo condiviso l’importanza della questione industriale per il Paese. Apprezzo l’unità di consenso: una scelta di Confindustria Lombardia che premia due presidenti, Ribolla e Bonometti, con grande esperienza del sistema associativo” ha dichiarato il Presidente di Confindustria.

Il neo Presidente di Confindustria Lombardia ha infine ringraziato il suo predecessore, Alberto Ribolla, per tutto l’impegno profuso e gli importanti risultati raggiunti nei quattro anni della sua presidenza.

RED




“NEW DEALS”, IL CORAGGIO CONTAGIOSO DEI GIOVANI IMPRENDITORI

Sirmione (BS) – Si è tenuto venerdi 6 ottobre, presso il Villa Cortine Palace Hotel di Sirmione, New Deals – Coraggio 4.0, l’evento organizzato in collaborazione con i Giovani Imprenditori di Confindustria Lombardia. Giunto alla sua seconda edizione l’evento ha avuto il merito di portare all’attenzione dei protagonisti della scena regionale e nazionale alcune tematiche individuate dai Giovani imprenditori come prioritarie per il prossimo futuro, con una keyword ben precisa: ‘Coraggio 4.0’. Coraggio come modus operandi: nella vita, nelle scelte imprenditoriali, nella società fino alla politica.

Nel corso di “New Deals infatti il ‘Coraggio 4.0” è stato declinato nei diversi ambiti della vita sociale che più stanno a cuore ai Giovani Imprenditori perché, come ha dichiarato il presidente dei Giovani Imprenditori di Confindustria Lombardia Federico Ghidini, “è questo il momento di disegnare il nostro futuro, prendersi la responsabilità di fare scelte coraggiose. I giovani sono portatori sani di coraggio, ma troppo spesso questo viene annichilito da altri fattori rendendo passivi coloro che dovrebbero invece invadere di idee ed energie positive la nostra società: per questo motivo ho fortemente voluto portare sul palco di New Deals gli esempi di tre startup manifatturiere italiane che, attraverso il crowdfunding, hanno creato realtà solide e vincenti” ha concluso Federico Ghidini.

Il tema di New Deals 2017 ha affrontato il “guardare oltre”, il cambiamento con attenzione, passione e con la volontà precisa di anticipare i nuovi scenari: si è parlato di storie di coraggio con lo psichiatra Paolo Crepet e l’economista Gustavo Piga. Alla tavola rotonda della convivenza generazionale sono intervenuti Antonio e Augusto Gozzi, oltre a Lara Botta, vicepresidente Giovani Imprenditori di Confindustria, e Giandomenico Auricchio. Attesissimo l’intervento di George Guido Lombardi, tra i più noti consulenti Social Media a livello mondiale, reduce dalla campagna elettorale vincente del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump.

Grande interesse ha inoltre suscitato il focus dedicato alle startup all’interno del panel ‘Coraggio Giovani’: Me Scooter, Glass Up e Wise Neuro hanno raccontato le loro esperienze di successo che le hanno portate a diventare alcune tra più interessanti giovani realtà del panorama imprenditoriale italiano.

Un’esortazione ai giovani a prendersi in mano il proprio futuro è arrivata anche dalla politica e dal mondo industriale, nel corso della tavola rotonda conclusiva che ha visto il confronto tra gli assessori regionali Mauro Parolini e Valentina Aprea e il presidente di Confindustria Lombardia Alberto Ribolla.

Chiusura dell’evento affidata ai saluti del Presidente dell’Associazione Industriale Bresciana Giuseppe Pasini e al padrone di casa Federico Ghidini, che ha rivolto infine un ringraziamento a tutti protagonisti e ai partner di questa edizione, dalle istituzioni alle special guest, e un grazie anche a tutto il sostegno che è arrivato attraverso il gruppo Giovani Imprenditori di Confindustria Lombardia.

Ulteriori Informazioni su New Deals, che è stato organizzato con il contributo e il sostegno di una serie di aziende (Sei Consulting, Vendor, AON, Bonera Mercedes Benz, Eolo, Gara Perizie, Intertecnica, Deloitte, Allianz Bank, Aske-Network to Communicate, Cope, Officina Preziosi e Cà Maiol), sul sito: www.newdealsirmione.it.

RED




CORAGGIO 4.0: TORNANO I “NEW DEALS” DEI GIOVANI IMPRENDITORI DI CONFINDUSTRIA LOMBARDIA

Milano – Coraggio 4.0 sarà il tema e filo conduttore della seconda edizione di New Deals, l’evento organizzato in collaborazione con i Giovani Imprenditori di Confindustria Lombardia che si terrà nella splendida cornice del Villa Cortine Palace Hotel a Sirmione (Bs) il prossimo 6 ottobre. Ospite d’eccezione George Guido Lombardi, consulente social media del Presidente degli Stati Uniti Donald Trump.

Il concept di New Deals lo illustra Federico Ghidini, ‎Presidente dei Giovani Imprenditori Confindustria Lombardia e curatore dell’evento, secondo cui ora più che mai è necessario “guardare avanti, guardare oltre, dando voce ai visionari e alle nuove generazioni. Il mondo dell’imprenditoria sta cambiando pelle e passo, e per essere sempre più vicino alle esigenze del mercato, del business, per essere all’avanguardia – spiega il presidente dei GI lombardile aziende devono reinventarsi, cambiando il punto di osservazione. Con coraggio. Bisogna avere coraggio per condurre la propria impresa verso un sano, robusto e duraturo cambiamento” ha concluso Ghidini.

Affrontare il cambiamento con attenzione, passione e con la volontà precisa di anticipare i nuovi scenari: questo è il ‘Coraggio 4.0’ al centro di tutti gli interventi previsti. Dopo i saluti introduttivi del presidente del Comitato Regionale Giovani Imprenditori di Confindustria Lombardia Federico Ghidini e del sindaco di Sirmione Alessandro Mattinzoli, New Deals presenterà case history ed esperienze di relatori di grande spessore. Suddivisi in sessioni, si inizierà parlando proprio di ‘Coraggio 4.0’ con Paolo Crepet (Psichiatra, scrittore e sociologo), Gustavo Piga (Economista, professore ordinario di Economia Politica presso l’Università degli studi di Roma Tor Vergata), Paride Saleri (Presidente OMB Saleri).

Coordinati da Ivan Losio (AD di Sei Consulting), parleranno di ‘Convivenza generazionale’ Antonio Gozzi (Presidente Federacciai e CeO di Duferco Group), Augusto Gozzi (Plant Manager Duferdofin Group), Giandomenico Auricchio (Amministratore delegato Gennaro Auricchio e Presidente Unioncamere Lombardia e Assocameraestero) e Lara Botta (Vice Presidente Giovani Imprenditori di Confindustria).

Il panel ‘Coraggio Giovani!’ vedrà gli interventi di Andrea Stella (Associazione Onlus Lo Spirito di Stella), Andrea Latino (Giovane imprenditore, consigliere politico, opinionista e speaker) e di alcune tra le startup più interessanti del panorama italiano: Me Scooter, Glass Up, Biogenera e Wise Neuro.

L’ultima sessione ‘Coraggio politica!’ vedrà il confronto tra gli assessori regionali Mauro Parolini (Sviluppo Economico) e Valentina Aprea (Istruzione, Formazione e Lavoro), a testimonianza di quanto siano diventate imprescindibili le sinergie tra mondo del capitale umano e mondo produttivo.

Last but not least, l’atteso speech di Lombardi, uomo di fiducia del Presidente degli Stati Uniti, per il quale ha curato la campagna elettorale sui social media.

A chiudere New Deals il confronto tra il Presidente di Regione Lombardia Roberto Maroni e il Presidente di Confindustria Lombardia Alberto Ribolla.

Carlo Aberto Carnevale Maffè, docente di SDA Bocconi, modererà tutti gli interventi dei relatori del convegno.

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IL PRESIDENTE DI UNIONCAMERE LOMBARDIA: “LA FINE DELLE SANZIONI CONTRO LA RUSSIA APRIRA’ NUOVI SCENARI PER LE NOSTRE IMPRESE”

MilanoLa produzione industriale lombarda guarda con ottimismo al futuro. Nonostante un quadro di generale stazionarietà, le aspettative economiche, nella regione che da sempre è la locomotiva economica del nostro paese, restano positive nonostante il clima di generale incertezza comunque ancora presente soprattutto sulla questione delle sanzioni contro la Russia.

E’ stata presentata stamani presso la sede di UnionCamere del capoluogo meneghino, un’interessante indagine sulla congiuntura economica riguardante il settore manifatturiero, con un focus in particolare sull’industria e l’artigianato.

Ne è emerso un quadro in cui la produzione industriale lombarda rimane sul livello raggiunto ad inizio anno, con una variazione congiunturale prossima allo zero (-0,1%). Su base annua, l’incremento della produzione rimane sensibile (+2,5%), così come quello degli ordini (+3,9% l’interno e +5,8% l’estero) ed il fatturato (+4,5%). L’indice della produzione industriale, nel  secondo trimestre 2017, si attesta a 106,9 con un trend di graduale crescita che però è ancora ben lontano da quel 113,6 rilevato prima dell’inizio della pesante crisi (2007), dalla quale si fa ancora fatica ad uscire. Con una prospettiva per il terzo trimestre di crescita che mediamente dovrebbe essere del +0,6% che si tradurrebbe in una progressione annua del 2,8%.

Al di sotto degli standard, invece, l’artigianato che non arriva ancora a quota 100 (95,6) anche se mostra segnali comunque incoraggianti come attesta lo +0,2% di variazione congiunturale di produzione. Ma a trainare la ripresa è soprattutto la rilevante quota derivante dal fatturato estero (circa il 40,6%), a testimonianza che gli imprenditori lombardi stanno puntando molto sull’internazionalizzazione quale fattore di sviluppo per creare sviluppo e nuove opportunità di business.

I lavori sono stati introdotti dal Presidente di UnionCamere Lombardia Gian Domenico Auricchio che ai nostri microfoni ha così analizzato questi dati. “L’economia lombarda – ha affermato Auricchio – nel secondo trimestre del 2017 si è consolidata rispetto non solo a quello precedente, ma lo ha fatto in maniera ancora più significativa rispetto allo stesso periodo del 2016. La produzione industriale cresce del 2,5%, i fatturati delle imprese di quasi il 5%, gli ordini esteri di quasi 6 punti percentuali mentre quelli nazionali del 3,9%. Ciò credo sia collegato anche alle previsioni degli imprenditori che si aspettano nel prossimo trimestre un ulteriore incremento di produzione industriale e di fatturato. Se enti pubblici, sistema camerale e Regione Lombardia saranno ancora al fianco soprattutto di piccoli, piccolissimi e medi imprenditori, credo che l’aggancio alla ripresa sarà ancora più solido. Le prospettive sono positive e confido in particolar modo nell’internazionalizzazione e nell’export che si sono dimostrati essere in questi ultimi anni sempre più forti. E questo per due ragioni: sia perché la qualità del manifatturiero italiano  – e lombardo in particolare – è eccellente, sia perché tale eccellenza è riconosciuta in tutto il mondo. Se nello specifico poi si allenterà la morsa delle sanzioni in particolare contro la Russia, si apriranno nuovi scenari per le nostre imprese”.

“Il 2016 è stato per noi – ha commentato Pietro Ferri, docente di Economia dell’Università di Bergamoparticolarmente difficile, in un generale quadro che da comunque importanti segnali di ripresa”. Per Massimo Guagnini del centro studi economico Prometeia “è confermato il trend macroeconomico di sostanziale crescita per il nostro paese, mediamente di un punto percentuale annuo. La Lombardia conferma di essere la locomotiva d’Italia, mentre il dato del Mezzogiorno è molto interessante ed è la vera novità, perché anch’esso si è allineato negli ultimi anni alla tendenza nazionale. Abbiamo inoltre rilevato un incremento dei consumi delle famiglie di circa l’1%, cui si è accompagnata anche una ripresa dell’occupazione. Certo, non sono i tassi di crescita cinesi ma è indubbio che ad ogni buon conto è innegabile che siano indicatori positivi”.

Soddisfatto anche il presidente di Confindustria Lombardia, Alberto Ribolla che senza mezzi termini ha affermato che “si tratta di dati molto buoni, armonici ed anche continuativi. Da quando mi sono seduto in questo tavolo, dopo una fase iniziale di numeri con il segno meno, a partire dal 2013 siamo andati man mano in sentiero positivo, anche se con percentuali da prefisso telefonico. Hanno indubbiamente influito gli incentivi per incentivare l’occupazione come il Jobs Act ed anche l’incremento del fatturato con l’estero. Il piano industriale 4.0 è molto ambizioso e sta iniziando a generare flussi positivi che vanno a riequilibrare dei dati che riguardano soprattutto la logistica, in un momento particolarmente delicato come quello attuale. La Lombardia deve tornare ad essere una regione attrattiva e presentare le dinamiche giuste per gli investimenti. Possiamo con certezza dire che la nostra regione rappresenta un punto di riferimento nazionale ed europeo su Industria 4.0 e più in generale sul manifatturiero. L’attività del Digital Innovation Hub Lombardia – un DIH inclusivo e sul modello europeo – come previsto dal Piano nazionale del Ministero dello Sviluppo Economico, darà infatti un ulteriore impulso alla transizione alla nuova era industriale aiutando le nostre imprese, tra le altre cose, a dotarsi del know-how necessario e a puntare sulle giuste tecnologie in base alla funzionalità e alle esigenze produttive. Dall’anno prossimo, inoltre, la nostra regione ospiterà stabilmente il World Manufacturing Forum, e questo darà ulteriore prestigio al nostro settore produttivo, oltre a consentirci di influenzare e dettare l’agenda dell’innovazione manifatturiera. L’ultimo tassello per spingere sull’acceleratore della crescita riguarda il settore creditizio. Le imprese fanno ancora fatica ad avere un agevole accesso al credito e, come emerso dal nostro Piano strategico #Lombardia2030, c’è un forte bisogno di un nuovo rapporto finanza-imprese: le imprese dovranno crescere, aumentare il grado di trasparenza e rafforzare la loro struttura finanziaria attraverso una maggiore patrimonializzazione e un più ampio ricorso a fonti alternative a quello bancario. Le banche, dal canto loro, dovranno essere pienamente consapevoli delle ricadute negative che deriverebbero per l’intera economia italiana dal perdurare di una forte stretta creditizia”.

Per Daniele Parolo, presidente di ConfArtigianato Lombardia “il nostro settore, nonostante abbia fatto segnare nel secondo trimestre di quest’anno un andamento meno brillante, vede in crescita ordini interni ed esteri, cui si accompagna una crescita dell’occupazione. Questi dati positivi, necessitano però di essere accompagnati e sostenuti da una decisa riduzione della pressione fiscale che parliamoci chiaro attualmente è insostenibile. Se vogliamo far liberare e valorizzare risorse da parte delle imprese, è necessario ridurla drasticamente perché solo così si può creare anche occupazione e migliorare la percezione di sicurezza legata dall’avere un lavoro. Il peso della tassazione continua ad essere ancora eccessivo, se pensiamo che solo a Milano raggiunge il 59-60%, andando ben al di sopra di quello della media nazionale del 43%. In particolare, l’IMU non ci è mai andata giù perché pensare di tassare un capannone è follia dal momento che ci serve per lavorare e produrre. Continueremo ad impegnarci, affinché questi risultati positivi che abbiamo registrato in questa prima parte del 2017 siano confermati e rafforzati anche in futuro”.

Ha terminato i lavori, Paolo Mora Direttore Vicario della D.G. Sviluppo Economico di Regione Lombardia che ha posto l’attenzione “in particolare sulla ripresa dei consumi e l’importanza del mercato estero. Sarà importante continuare su questa strada di sostegno alle imprese che vede protagonista la Regione Lombardia nel processo di sviluppo sul nostro territorio. Stiamo adottando delle buone prassi, con cui proseguiremo sulla strada della continuità selettiva, della facilità di accesso al credito ed infine sull’innovazione estesa non solo al settore manifatturiero ma a tutto il settore economico, compresi l’artigianato ed il terziario. Stiamo lavorando con il sistema camerale sull’innovation lab, la formazione giovanile al lavoro ed anche sul turismo attraverso l’utilizzo dei bandi POR perché siamo convinti che queste misure aiuteranno nella ripresa dei consumi”.

 Elizaveta Chernayeva

(foto e servizio video: Francesco Montanino)