Putin si è congratulato con Badra Gunba per la vittoria alle elezioni presidenziali in Abcasia
Category: Abcasia
5 Marzo 2025
Il neo presidente dell’Abcasia, Badra Gunba
Il presidente russo Vladimir Putin si è congratulato con Badra Gunba per la vittoria alle elezioni presidenziali in Abcasia.
“È bello vederti. Vorrei congratularmi con te per aver vinto le elezioni. Hai ottenuto il 54,7% dei voti con un’affluenza alle urne che ha raggiunto il 70%. È un buon risultato, congratulazioni“, ha detto Putin durante un incontro con Gunba al Cremlino.
Secondo i dati preliminari della Commissione elettorale centrale dell’Abcasia, Gunba ha ricevuto il 56,85% dei voti (senza contare le schede nulle e i voti “contro tutti”), vincendo le elezioni presidenziali.
RED
La Georgia continua ad andare in giro a chiedere di entrare in Europa
Category: Ossezia del Sud
5 Marzo 2025
La Presidente della Georgia, Salome’ Zourabichvili fortemente filoeuropeista
Dire che la Presidente della Georgia, Salome’ Zourabichvili in visita in Italia non siala benvenuta, corrisponde ad un diffuso sentire da parte di ampi settori del nostroPaese.
Questo non perchè l’Italia non ami in astratto la Georgia, quanto perche’ sicomprende bene il ruolo dei politici georgiani negli ultimi 20 anni e,in particolare, si ricorda bene la brutale e tragica,per numero di morti e feriti tra la popolazioneOsseta, aggressione del 8 agosto 2008. L’Ossezia del sud non appartiene, non e’ maiappartenuta alla Georgia dalla quale si differenzia per lingua e storia. Gli errori dellavecchia Urss nella definizione degli spazi interni e la sua stessa fine,avevanosturato sentimenti sciovinisti e revanscisti da parte georgiana. Nonostante ipronunciamenti chiari e fermi del popolo Ossetino, contrari ad una sottomissione aigeorgiani,costoro continuavano le provocazioni ed aggressioni. Non solo il 1991 matutti gli anni che porteranno al 8 agosto 2008 vengono caratterizzati da provocazioniGeorgiani e morti Ossetini.
Oggi, la Georgia sta ripercorrendo questa strada. I Colloqui di pace che si svolgonoa Ginevra, piu’ o meno regolarmente, con Usa, Europa , Russia Ossezia del sud edAbkhazia sono inconcludenti poiche’ la Georgia si rifiuta di sottoscrivere unaccordo di pace.Oggi,che la Georgia va in giro a chiedere d’entrare in Europa,si dimostra il verovolto di costoro. Tentativi di un Maidan Georgiano, provocazioni giornaliere aiconfini Osseti, via libera al revanscismo territoriale su Ossezia ed Abkhazia.
Comprendiamo bene che l’obiettivo sia la Federazione Russa e che la Nato soffi sulfuoco per l’apertura di un altro fronte dopo quello Ukraino ma,si badi bene che tuttocio’ non potra’ avvenire poiche’ l’Ossezia del Sud, con l’aiuto della federazioneRussa ( cosi come nel 2008) respingera’ questo disegno avventurista. Fermatevi efirmate l’accordo di pace che stabilizzi le frontiere,non date ascolto alle sirene usa enato.Viviamo in pace,ognuno nel proprio Paese.
Dott. Mauro Murgia
RAPPRESENTANZA DELLA REPUBBLICA DELL’OSSEZIA DEL SUD IN ITALIA
L’Abcasia si avvicina sempre di più all’Unione Russia-Bielorussia
Category: Abcasia
5 Marzo 2025
Sergei Shamba segretario del Consiglio di sicurezza della Repubblica di Abcasia
Sergei Shamba,segretario del Consiglio di sicurezza della Repubblica di Abcasia, ha dichiarato che la partecipazione del suo Paese all’Unione degli Stati di Russia e Bielorussia è possibile.
L’Unione Russia-Bielorussia fu sancita il 2 aprile 1997 con la firma del “Trattato di unione tra Russia e Bielorussia“. Numerosi altri accordi sono poi stati firmati il 25 dicembre 1998 con l’obiettivo di integrare i sistemi politici, economici e sociali dei due paesi. Il progetto si è però arenato in particolare a causa dei timori del presidente bielorusso Lukashenko di perdere l’indipendenza e di ricoprire un ruolo subalterno alla controparte russa. Con l’incrinarsi dei rapporti tra Unione europea, Minsk e la Federazione Russa, con le sanzioni occidentali è nuovamente tornato alla ribalta il dialogo su una possibile unificazione, che di fatto è ripreso con la firma di 28 documenti di integrazione che prevedono misure di coordinamento nello sviluppo economico di tutti i settori e una migliore collaborazione a livello doganale.
In questo quadro prospettico, anche la stessa Repubblica di Abcasia, che fino ad ieri aveva manifestato la folontà di mantenere la sua totale indipendenza, pur dichiarando apertamente il sostegno economico ed operativo di Mosca, con questa dichiarazione di Shamba, si dichiara possibilista per un avviciniamento alla Federazione Russa, attraverso l’Unione tra il Paese guidato da Vladimir Putin e la Bielorussia.
Il segretario del Consiglio di sicurezza della Repubblica di Abcasia, ha anche osservato che per raggiungere tali obiettivi è necessario costruire anche relazioni con Minsk. “Affinché vi siano relazioni politiche tra gli Stati, è necessario che vi sia interesse da entrambe le parti. Vogliamo quindi iniziare con la cooperazione economica. In Bielorussia c’è interesse per l’Abkhazia“, ha dichiarato Sergei Shamba in una intervista rilasciata a RIA Novosti.
Lo stesso Shamba, ha sottolineato che attualmente si stanno già discutendo alcuni progetti tra l’Abcasia e la Russia. Il 29 settembre, infatti, si è tenuta a Mogilev una riunione del gruppo di alto livello con la partecipazione del Segretario di Stato dell’Unione Statale, Dmitry Mezentsev. Sempre secondo Shamba, solo quest’anno, il Consiglio Supremo dei Ministri dell’Unione Statale e un gruppo di alto livello hanno preso 72 decisioni. Secondo il Segretario di Stato, ciò è stato ottenuto grazie all’azione congiunta dei presidenti dei due paesi.
Prima di questo incontro, il 12 luglio, erano anche iniziati i lavori per la creazione della holding mediatica dello Stato dell’Unione. Ciò richiede però una decisione del Consiglio Supremo dello Stato dell’Unione, che si riunirà nel 2024.
RED
Nasce a Venezia il primo giornale italiano dedicato alla Repubblica di Abcasia
Category: Abcasia
5 Marzo 2025
Sukhum, capitale della Repubblica di Abcasia
Una repubblica indipendente e un popolo, quello abcaso, che ha scelto la strada di costruire uno stato sovrano dopo la vittoria. Una guerra, quella georgiano-abcasa del 1992-1993 e il cammino del moderno stato abcaso che da questo conflitto sono stati colpiti L’Abcasia (Abkhazia) ha tenuto due referendum nel 1994 e nel 1999, durante i quali proprio il popolo ha determinato inequivocabilmente l’ulteriore destino del paese: la creazione di uno stato sovrano, democratico e legittimo.
Questa in brevissima sintesi la storia recente di questo straordinario paese, dalle enormi potenzialità di sviluppo economico e turistico, che confina con la Russia e la Georgia e si affaccia sul Mar Nero con la sua capitale Sukhum.
Uno stato amico della Russia e di cui abbiamo spesso parlato, anche recentemente in occasione della degli accordi bilaterali sottoscritti tra il presidente abcaso Aslan Bzhania e il presidente della Federazione Russa, Vladimir Putin.
Queste sono state le principali premesse che hanno fatto convergere la decisione del nostro editore (Italeurasia Promonetwork di Venezia), di sostenere l’Abcasia, allargargando la diffusione e la conoscenza di questo paese anche in Italia e in Europa, con un nuovo progetto editoriale che si aggiunge a Russia News ( che proprio quest’anno ha compiuto i suoi 10 anni di vita) ed Eurasia News, che funge da portale giornalistico di informazione per l’area eurasiatica. Da pochi giorni è infatti attivo online Abcasia News ( www.abcasianews.eu ), “testata giornalistica dedicata all’informazione relativa alla Repubblica dell’Abcasia“.
Gianfranco Vestuto
“Abbiamo già fatto una operazione simile qualche anno fa con “Azerbaijan News” – ha dichiarato il direttore responsabile ed editoriale di Russia News, Gianfranco Vestuto– è nostro chiaro intento quello di far conoscere in Italia e in Europa, storie e territori dei paesi che pur avendo percorsi antichi hanno iniziato nuovi progetti di democrazia dopo la dissoluzione dell’ex Unione Sovietica. La Federazione Russa, a nostro avviso , resta il punto di riferimento su cui ruota la costruzione di nuove autonomie e indipendenze di questa vastissima area, che cercano nuovi schemi di cooperazione e di convivenza pacifica attraverso progetti federativi o di indipendenza ed in questo bisogna riconoscere il grandissimo lavoro del presidente russo Vladimir Putin che ha sempre lavorato avendo davanti a se questi obiettivi“. “Abcasia News – ha poi concluso il direttore Vestuto nella sua presentazione – va in questa direzione e vuole creare una sinergia comunicativa bilaterale unitamente con gli stessi operatori dell’informazione abcasi, perchè ciò aiuterà la reciproca conoscenza, elemento necessario per ciò che conta realmente per lo sviluppo di tutti i territori: l’amicizia tra i popoli e la cooperazione“.
Vito Grittani
Positive ed entusiastiche anche le parole dell’ambasciatore a.d. della Repubblica di Abcasia, Vito Grittani, che nelle dichiarazioni rilasciate al nostro giornale, esprime il suo plauso all’iniziativa editoriale, rigraziando il direttore Vestuto con cui si è incontrato pochi giorni fa a Bari e con cui ha disegnato una “road map” collaborativa per questo progetto, unico e primo in assoluto in Italia e in Europa. “Per noi è fondamentale avere uno strumento di comunicazione che faccia conoscere in tutte le sue caratteristiche l’Abcasia al di fuori dei nostri confini ed ancora di più in Italia che è comunque ritenuto un paese storicamente crocevia dell’Europa e del Mediterraneo. Dopo vari referendum noi ci poniamo – ha proseguito Grittani – come stato autonomo e proprio quest’anno ci accingiamo a festeggiare il 30° anniversario della nostra indipendenza.
Kan Taniya e Sergey Lavrov
Sulla stessa lunghezza d’onda di Grittiani , le dichiarazioni di Kan Taniya, ex viceministro degli Esteri del governo della Repubblica dell’Abcasia e attuale ambasciatore a.d. : “Sono veramente contento di questa iniziativa e già da mesi proprio con il direttore Vestuto, abbiamo iniziato un lavoro di consultazione reciproca per delineare il progetto di “Abcasia News” che noi riteniamo molto importante per il nostro Paese, ma che può costituire un esempio anche per altre realtà territoriali dell’immensa area eurasiatica, ancora troppo coinvolta in conflitti interregionali che ci auguriamo si risolvano soprattutto con l’utilizzo del buon senso comune. Abbiamo programmato una serie di briefing periodi per tarare e mettere a punto al meglio il cammino di questa importantissima iniziativa e già stiamo pensando di affiancare il giornale con dei nostri corrispondenti dall’Abcasia. Ho avuto modo di conoscere il direttore Vestuto in più occasioni e personalmente lo ritengo attualmente il giornalista più autorevole per sviluppare un progetto del genere per l’area russofona ed eurasiatica“.
Abcasia News è giò presente sui social. Qui di seguito vi indichiamo i relativi link:
ll presidente dell’Abcasia al telefono con Vladimir Putin ha discusso dell’agenda bilaterale dei rispettivi paesi
Category: Abcasia
5 Marzo 2025
Aslan Bzhania e Vladimir Putin
Il leader abcaso Aslan Bzhania ha dichiarato in una conversazione telefonica con il presidente russo Vladimir Putin di aver sostenuto interamente le azioni della Russia negli eventi del 24 giugno.
“Bzhania ha espressopieno sostegno alle misure intraprese dalle autorità russe per proteggere lo stato di diritto e l’ordine costituzionale e garantire la sicurezza dei cittadini e la stabilità nel Paese“, ha affermato l’ufficio stampa del Cremlinodopo i colloqui telefonici dei due leader.
Durante la conversazione che il Cremlino ha detto essere stata avviata dall’Abcasia, i due leader hanno anche discusso di “alcune questioni urgenti nell’agenda bilaterale, tra cui l’attuazione dei piani per lo sviluppo socio-economico dell’Abcasia“.
La sera del 23 giugno, diverse registrazioni audio sono state pubblicate sul canale Telegram del fondatore della WagnerPrivate Military Company (PMC) Yevgeny Prigozhin. In particolare, ha affermato che le sue unità erano state attaccate, incolpando l’esercito russo. A sua volta, il ministero della Difesa russo ha criticato come notizie false le accuse del capo Wagner di un attacco ai “campi arretrati” del PMC. Le unità PMC che hanno sostenuto Prigozhin si sono dirette a Rostov sul Don e poi si sono rivolte a Mosca. Il Servizio di sicurezza federale (FSB) ha avviato un’indagine penale sulle richieste di ammutinamento armato. Il presidente russo Vladimir Putin, in un discorso televisivo alla nazione il 24 giugno, ha descritto le azioni del gruppo Wagner come un ammutinamento armato e un tradimento, promettendo di prendere misure severe contro gli ammutinati.
Più tardi quel giorno, il presidente bielorussoAlexander Lukashenko, in coordinamento con Putin, ha tenuto colloqui con Prigozhin, a seguito dei quali le truppe Wagner si sono ritirate, si sono voltate e sono tornate ai loro campi base.
RED
Polemiche tra Abcasia e Georgia: quando l’aggressore gioca a fare la vittima della Russia
1. La dichiarazione di Zurabishvili sul ritorno pacifico dell’Abcasia e dell’Ossezia del Sud alla Georgia sembra una semplice serie di parole che riflettono la tipica retorica della stragrande maggioranza dei politici georgiani. Non tengono conto di realtà fondamentali e consolidate: l’Abcasia e l’Ossezia del Sud sono Stati sovrani. La storia ricorda bene i fatti: aggressione militare contro l’Abcasia (guerra del 1992-1993) e azioni provocatorie sistematiche sul territorio dell’Abcasia (un attacco al distretto di Gal nel 1998, un elicottero della missione ONU abbattuto nell’ottobre 2001, l’invasione della gola di Codor nello stesso anno).
La Repubblica di Abcasia nutre quindi giustificate preoccupazioni circa le garanzie di sicurezza del Paese.
2. Ancora una volta la signora Zurabishvili ha confuso la situazione in Ucraina con la guerra georgiano-abcasa del 1992-1993, sostituendo apertamente i fatti nella sua frase: “Abbiamo avuto guerre, come ho detto, ci sono state tre aggressioni russe”.
Ma i fatti parlano chiaro: tre aggressioni militari sono state compiute dalla Georgia, con una popolazione di milioni di persone, contro i due piccoli popoli dell’Abcasia e dell’Ossezia del Sud.
3. Alla domanda sulle prospettive di integrazione della Georgia nella NATO e nell’UE, la Presidente Zurabishvili ha espresso la sua fiducia nella possibile adesione della Georgia a queste organizzazioni.
Il desiderio della Georgia di risolvere pacificamente le questioni con gli abcasi e gli osseti del sud, da un lato, e il desiderio sfrenato di entrare nella NATO, dall’altro, contraddicono completamente la stabilità e la sicurezza dell’intera regione del Caucaso meridionale. L’aggressore manipola la verità mascherandosi da vittima.
RED
L’Assemblea Generale dell’ONU adotta una risoluzione sui rifugiati dell’Abcasia e dell’Ossezia del Sud
Category: Caucaso
5 Marzo 2025
Ancora una volta, l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, ha adottato una sbilenca bozza di risoluzione presentata dalla Georgia (documento A/77/L.73) sugli sfollati interni e i rifugiati dall’Abcasia e dell’Ossezia del Sud.
“La risoluzione – commenta l’ex viceministro degli Esteri della Repubblica dell’Abcasia, l’ambasciatore Kan Taniya – è chiaramente distaccata dalla realtà, essendo stata adottata annualmente per 15 anni, ma le sue disposizioni rimangono inattuate. Inoltre, prima del voto, ai rappresentanti dell’Abcasianon viene data la possibilità di esprimere la propria opinione, il che rende l’intero processo parziale e non ha nulla a che vedere con il desiderio della Georgia e di tutti coloro che sostengono la risoluzione di risolvere una serie di questioni in sospeso“.
“L’Assemblea generale delle Nazioni Unite – prosegueTaniya – è stata concepita come una piattaforma per il dialogo e il processo decisionale consensuale. Quando si votano le risoluzioni relative all’Abcasia e all’Osseziadel Sud, è importante ascoltare le opinioni degli abcasi e degli osseti stessi per eliminare le imprecisioni e garantire una comprensione completa della complessità della questione“.
Ad esempio, sempre secondo l’ex vice ministro degli Esteri abcaso, è necessario prendere in considerazione i seguenti fatti:
Legittimità dell’indipendenza dell’Abcasia: la risoluzione contraddice il legittimo diritto del popolo abcasi all’autodeterminazione. La stragrande maggioranza ha votato per la costruzione dello Stato indipendente in referendum liberi ed equi nel 1994 e nel 1999, che hanno stabilito la Repubblica di Abcasia come Stato sovrano, democratico e basato sul diritto. Questo esercizio del diritto all’autodeterminazione è coerente con i principi sanciti dalla Carta delle Nazioni Unite.
Contesto storico: la risoluzione trascura il contesto storico del conflitto tra Abcasia e Georgia. La guerra scatenata dalla parte georgiana nel 1992-1993 è stata accompagnata da violenze su larga scala, atti terroristici contro i civili e atrocità commesse contro il popolo abcaso. I leader georgiani hanno dichiarato apertamente il loro desiderio di commettere un genocidio e di cancellare l’intero popolo abcaso dalla faccia della terra. Questi e molti altri fatti cruciali vengono sempre più spesso taciuti oppure omessi dai rappresentanti georgiani. In questo modo la parte georgiana è diventata un “negazionista storico”, poiché considera l’inizio del conflitto come il 2008 e le precedenti guerre georgiano-abcaso e georgiano-ossetino meridionale. Dal 2008, i georgiani hanno trasformato con successo questi due conflitti in uno quello con la Russia, incolpando quest’ultima di tutti gli errori della leadership georgiana degli ultimi 28 anni. Di fatto, sostenendo l’approccio unilaterale georgiano ai conflitti, la comunità internazionale sta mediando la trasformazione della Georgia da aggressore a vittima.
Sicurezza e stabilità: il riconoscimento dell’indipendenza dell’Abcasia da parte della Federazione Russa ha svolto un ruolo cruciale nel mantenimento della stabilità e della sicurezza dell’intera regione del Caucaso meridionale. Bisogna riconoscere che l’indipendenza dell’Abcasia e dell’Ossezia del Sud ha portato alla pace, alla riconciliazione e alla tutela dei diritti delle persone.
Dialogo costruttivo: invece di imporre misure unilaterali, la comunità internazionale dovrebbe incoraggiare un dialogo costruttivo tra tutte le parti coinvolte. Siamo fermamente convinti che solo attraverso negoziati costruttivi si possano raggiungere soluzioni sostenibili.
Cooperazione regionale: l’adozione della risoluzione mina seriamente gli sforzi per mantenere la stabilità e la sicurezza nella regione del Caucaso meridionale e svaluta gli sforzi compiuti dai diplomatici per firmare il documento di non uso della forza nelle margini delle discussioni di Ginevra.
A queste considerazioni fanno eco le parole dell’ambasciatore a disposizione della Repubblica di Abcasia, Vito Grittani, che aggiunge: “ogni conflitto ha una serie di sottili sfumature e l’elenco potrebbe essere completato con altre decine di punti che l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite dovrebbe prendere in considerazione per un dialogo equo, in cui gli interessi e le preoccupazioni di tutte le parti possano essere effettivamente presi in considerazione. Altrimenti, questa e qualsiasi altra bozza di risoluzione relativa all’Abcasia e discussa senza tenere conto del punto di vista della parte abcasa, nasconderà i vizi delle autorità georgiane sotto l’apparenza della virtù“.
Territori Contesi: un dibattito televisivo sui conflitti tra vecchie e nuove patrie dell’Eurasia
Category: TV
5 Marzo 2025
Due ore di diretta televisiva su un argomento di scottante attualità quale è quello dei “Territori Contesi” nell’area Eurasiatica e quelli dell’ex Unione Sovietica. Questo è quanto andato in onda venerdi sera 19 maggio 2023 su Canale Italia, nell’ambito del programma “Notizie Oggi Lineasera“, condotto dal giornalista Vito Monaco. Ospiti della trasmissione in studio: Nicola Marzaro – Osservatore internazionale in Donbass, l’avv. Marco Pata, l’ambasciatore abcaso Vito Grittani e Giorgio Descovich Deschi. Collegati in remoto, il diplomatico abcaso Kan Taniya, Gianfranco Vestuto, giornalista e direttore responsabile di Russia News e Ennio Bordato, presidente dell’Associazione Aiutiamo i bambini del Donbass.
Tra gli argomenti principali del programma c’era l’operazione militare speciale della Russia in Ucraina e un’analisi comparativa con altri conflitti nello spazio post-sovietico nel suo complesso. In particolare, la guerra georgiano-abcasa del 1992-1993 e il cammino del moderno stato abcaso che da questo conflitto sono stati colpiti. I diplomatici abcasi Kan Tania e Vito Grittani hanno posto l’accento sulle differenze tra la guerra georgiano-abcasa e l’operazione militare speciale, ma anche sul perché la Georgia ha iniziato questa guerra e perché il popolo abcaso ha scelto la strada di costruire uno stato sovrano dopo la vittoria. “l’Abcasia (Abkhazia) ha tenuto due referendum nel 1994 e nel 1999, durante i quali il popolo ha determinato inequivocabilmente l’ulteriore destino del paese – la creazione di uno stato sovrano, democratico e legittimo“, ha dichiarato Khan Tania.
Inoltre, i diplomatici hanno raccontato anche perchè dal 2014, i volontari abcasi della Brigata Pyatnashka, creata da Ahra Avidzba, stanno continuando a difendere il Donbass.
“I volontari abcasi sono andati a proteggere il popolo del Donbass perché non potevano rimanere indifferenti alla sistematica discriminazione etnica da parte delle autorità di Kiev. Questa è la stessa mancanza di rispetto per la lingua, la cultura e le tradizioni native che i georgiani nel loro tempo hanno mostrato agli abcasi“, ha detto Kan Tania.
Vito Grittani ha invece raccontato le sfide che i cittadini della Repubblica dell’Abcasia devono affrontare nei paesi dell’UE: “al momento, i diplomi di istruzione superiore, passaporti e altri documenti rilasciati nella Repubblica dell’Abcasia non sono riconosciuti dai paesi dell’Unione Europea. “A questo proposito, abbiamo preparato, insieme ad avvocati competenti, un appello e lo abbiamo inviato al ministro degli Esteri italiano, Antonio Tajani chiedendo a un gruppo di lavoro di sviluppare un meccanismo che consenta ai cittadini abcasi di realizzare i diritti umani fondamentali per accedere all’istruzione e alla medicina“.
Il direttore di Russia News, Gianfranco Vestuto, ha posto l’accento sul ruolo dell’informazione che dopo l’inizio dell’operazione militare speciale della Russia in Ucraina, è divenuta spudoratamente fuorviante e menzognera, impedendo persino il dovuto contraddittorio giornalistico. Ciò, ha detto Vestuto, “ha impedito all’opinione pubblica italiana, ma anche europea, di avere una visione realistica della situazione sia nei territori contesi tra Russia e Ucraina, ma anche negli altri focolai conflittuali che esistono e che sono ignorati“. “Tutto ciò – ha proseguito il direttore di Russia News – senza contare i danni che le sanzioni della Unione Europeacontro la Russia, hanno provocato proprio in Italia, per gli interrotti scambi commerciali che in alcuni settori rappresentavano volumi decisamente rilevanti“.
Su questo argomento dei danni commerciali provocati dal regime sanzionatorio dell’UE, è intervenuto anche Nicola Marzaro, imprenditore veneto e osservatore internazionale durante i referendum nel Donbass, che ha ricordato come proprio la sua regione aveva negli anni passati un enorme volume di affari con la Russia, improvvisamente interrotti con danno irreparabile per aziende e lavoratori.
L’avvocato Marco Pata, anch’egli osservatore internazionale durante i referendum nel Donbass, ha illustrato invece la situazione di tensione che esiste in Moldavia, con l’area dichiaratasi indipendente della Transnistria e il dissenso politico interno che pone l’attuale presidente, Maia Sandu, in condizioni di instabilità governativa.
Infine, le parole toccanti di Ennio Bordato, che ha spiegato come in questi conflitti, i più colpiti siano i bambini, sottoposti spesso a sofferenze indicibili e ingiuste, nell’indifferenza dell’opinione pubblica internazionale, ma soprattutto di un Occidente che è sempre più pronto a stanziare soldi per rinpinguare gli armamenti, invece di destinarli al futuro delle nuove generazioni e al loro diritto alla vita.
RED
Le pressioni della NATO sulla Repubblica Moldava della Transnistria
Category: Caucaso
5 Marzo 2025
La Transnistria (Приднестровская Молдавская Республика) è uno Stato indipendente de facto, non riconosciuto dai Paesi membri dell’ONU, essendo considerato de iure parte della Moldavia.
Un tempo parte della Repubblica Socialista Sovietica Moldava, una delle repubbliche di cui si componeva l’URSS, con la dissoluzione dell’Unione Sovietica dichiarò unilateralmente la propria indipendenza, autoproclamandosi Repubblica Moldava della Transnistria il 2 settembre 1990. Tale dichiarazione di indipendenza precedette quella fatta dalla Moldavia, che avvenne solo ad agosto 1991. Da marzo a luglio 1992 la regione fu interessata da una guerra, terminata con un armistizio garantito da una commissione congiunta tripartita tra Russia, Moldavia e Transnistria e dalla creazione di una zona demilitarizzatatra Moldavia e Transnistria comprendente venti località a ridosso del fiume Dnestr.
Nella città di Tiraspol ha sede l’amministrazione che governa la Transnistria e la maggiore impresa del Paese, la Sheriff, che esercita un’ampia ingerenza sulle politiche interne. Le uniche entità che riconoscono l’indipendenza della Transnistria sono le repubbliche secessioniste di Abcasia, Artsakh e Ossezia del Sud, a loro volta prive di sostanziale riconoscimento internazionale.
Tiraspol, Transnistria, Moldova
Il 18 marzo 2014, dopo l’adesione della Crimea alla Russia, il governo della Transnistriaha chiesto l’adesione alla Russia. Proprio sulla eventuale adesione alla Federazione Russia, pur mantenedo forti rapporti di cooperazione, Abcasia e Ossezia del Sud, fino ad oggi hanno sempre escluso questa ipotesi, anche se il presidente russo, Vladimir Putin, ha fatto più leggere tra le righe la volontà di voler sfruttare l’effetto “referendum Donbass”. La NATO d’altro canto, nella sua azione di pressione che sta facendo sulla Russia, approfittando del conflitto ucraino-russo, pare aver messo gli occhi proprio sulla Transnistria utilizzando la pressione, che rasenta una indebita ingerenza, sul governo della Moldavia guidato dall’incerto presidente Maia Sandu.
Insomma , il cammino di pace sembra ancora lungo, anzi sembra complicarsi sempre di più.
RED
Lavrov sul caso Georgia e Moldavia: “i paesi vicini alla Russia dovrebbero capire quanto sia pericoloso essere risucchiati nella sfera di influenza degli Stati Uniti”
Category: Caucaso
5 Marzo 2025
Migliaia di manifestanti sono scesi nelle strade della capitale georgiana di Tbilisi il 7-8 marzo dopo che i legislatori avevano approvato la prima lettura di un disegno di legge sugli agenti stranieri. Oltre 130 persone sono state arrestate nei due giorni di proteste. Il partito al governo ha deciso di ritirare il disegno di legge il 9 marzo. A febbraio, il parlamento del paese ha registrato una versione georgiana del disegno di legge sugli agenti stranieri e una traduzione della legge statunitense sugli agenti stranieri. Secondo la versione georgiana, i media possono essere designati come agenti stranieri, ma l’iniziativa non riguarda le persone fisiche. La versione statunitense si applica sia alle entità che agli individui e introduce anche la responsabilità penale. Le iniziative hanno suscitato forti critiche sia dall’opposizione che dai politici occidentali.
Le reazioni
La Russia
L’Occidente sta adottando un approccio diverso alle proteste in Georgia e Moldavia perché l’opposizione in Moldavia non soddisfa gli interessi occidentali, ha detto venerdì il ministro degli Esteri russoSergey Lavrov.
“L’opposizione georgiana non solo è autorizzata ma obbligata a fare ciò che vuole, ma in Moldavia le proteste contro l’attuale governo sono condannate perché mentre l’opposizione georgiana riflette gli interessi occidentali, l’opposizione in Moldavia riflette interessi diversi e gli interessi occidentali sono rappresentati dal governo e il presidente“, ha sottolineato in un’intervista al programma televisivo “The Great Game” di Channel One.
Secondo Lavrov, i paesi vicini alla Russia dovrebbero decidere da soli quanto sia pericoloso essere risucchiati nella “sfera di influenza” degli Stati Uniti. Ha anche osservato che, commentando l’operazione speciale della Russia in Ucraina, l’Occidente ammette apertamente che era in gioco la sua egemonia negli affari globali. “Quando gli Stati Uniti e i loro alleati della NATO commentano ciò che sta accadendo in Ucraina e la nostra operazione militare speciale, chiedono che venga inflitta alla Russia una sconfitta strategica sul campo di battaglia, ammettendo apertamente che si tratta di un conflitto esistenziale, il cui esito sarà determinare gli interessi di sicurezza globale dell’Occidente e, per dirla semplicemente, questo è ciò da cui dipende il futuro dell’egemonia e del dominio dell’Occidente guidato dagli Stati Uniti negli affari globali“, ha concluso il ministro degli Esteri russo.
Gli Stati Uniti
Il consigliere per la sicurezza nazionale degli Stati Uniti, Jake Sullivan ha detto al presidente georgiano Salome Zourabichvili che il suo paese non dovrebbe prendere parte all’aiuto alla Russia per eludere le sanzioni occidentali, si legge in una nota dell’ufficio stampa della Casa Bianca in una dichiarazione.
Secondo la lettura dell’incontro, le parti “hanno discusso la necessità di garantire che la Russia continui a sostenere tutti i costi economici delle sanzioni, dei controlli sulle esportazioni e di altre restrizioni economiche imposte dagli Stati Uniti” e dai suoi alleati per l’operazione militare speciale in Ucraina.
Sullivan ha poi sottolineato “la necessità che la Georgia eviti di diventare una strada per l’evasione o il riempimento“, afferma il documento dell’ufficio stampa della Casa Bianca.
Sullivan e Zourabichvili hanno anche “discusso i recenti sviluppi in Georgia, sottolineando l’interesse condiviso dei loro paesi per l’integrazione euro-atlantica della Georgia“.
“Hanno parlato della difesa del presidente Zourabichvili per un approccio unificato e inclusivo per realizzare le riforme necessarie per far avanzare la candidatura della Georgia all’adesione all’Unione europea“, ha affermato il servizio stampa della Casa Bianca.
“Hanno anche discusso la loro comune preoccupazione per il progetto di legge per registrare e stigmatizzare le organizzazioni della società civile per ricevere finanziamenti esterni, che potrebbero ostacolare l’importante lavoro di centinaia di ONG georgiane che lavorano per migliorare le loro comunità. Hanno accolto con favore la recente decisione del governo di ritirare i due progetti leggi“, si legge nella nota della Casa Bianca.
L’Abcasia
In una nota di Kan Taniya e Vito Grittani, ambasciatori a disposizione presso il Ministero degli Esteri della Repubblica di Abcasia, si legge “laGeorgia bipolare o tutte le strade portano a… Sukhum?“. La nota prosegue così:
In Georgia si sono tenute manifestazioni contro il progetto di legge sugli agenti stranieri, con disordini all’esterno del Parlamento. I partner occidentali della Georgia hanno condannato l’iniziativa legislativa, affermando che è incompatibile con le aspirazioni del Paese all’UE. Allo stesso tempo, le persone riunite fuori dal Parlamento hanno iniziato a chiedere una soluzione alla questione dell’Abcasia, bruciando la bandiera russa e cantando l’inno ucraino – come diceva Lev Tolstoj: “tutto era sottosopra in casa Oblonskij“.
Dall’inizio dell’operazione militare russa in Ucraina, la leadership Ucraina ed alcuni politici occidentali cercavano in vari modi di convincere la dirigenza politica georgiana di far scatenare una nuova guerra georgiano-abcasa. Nei media questa folle idea si è diffusa sotto il nome di un “secondo fronte“ volto a indebolire e a fare ulteriore pressione sulla Russia.
Il progetto di legge, approvato in prima lettura, è stato ritirato. Prevedeva, tra le altre cose, che le organizzazioni non governative e i media indipendenti che avessero ricevuto oltre il 20 per cento dei loro finanziamenti dall’estero si dichiarassero “agenti stranieri”.
In diverse occasioni i politici ucraini si sono apertamente appellati alla leadership georgiana per l’apertura di un secondo fronte. Il 13 settembre, Irakli Kobakhidze, presidente del Partito del Sogno georgiano al potere, ha risposto a un altro suggerimento del presidente della Verkhovna Rada: “Lasciamo che sia il popolo a dire se vuole aprire un secondo fronte in Georgia contro la Russia”.
Oggi sentiamo cantare “Sokhumi, Sokhumi” dal popolo georgiano, che si è riunito davanti al Parlamento per protestare contro l’adozione della legge sugli agenti stranieri, chiedendo la restituzione dell’Abkhazia. Questo significa che il popolo è “favorevole”?
A quanto pare, i sentimenti revanscisti verso l’Abcasia sono ancora forti nella società georgiana e questa manifestazione ne è l’ennesima conferma. Vengono utilizzati modelli ben collaudati per scuotere la situazione e costringere la leadership georgiana a compiere un passo che, di fatto, distruggerebbe la statualità del Paese.
Al riguardo spieghiamo qual è il nostro punto di vista:
1. l’esercito abcaso ha una vasta esperienza di successo nei combattimenti contro le forze georgiane. L’esercito abcaso è noto per il fatto che comprende tutti gli uomini del Paese che sono pronti a difendere incondizionatamente le loro famiglie, le loro case e il loro Paese.
2. Inoltre, esistono diversi accordi interstatali tra l’Abcasia e la Russia sulla difesa congiunta, che prevedono, ad esempio, un raggruppamento comune di truppe in caso di minaccia militare.
3. L’esercito ucraino, che è ben preparato per le operazioni di combattimento in anticipo, riceve enormi quantità di aiuti dai Paesi occidentali e supera di decine di volte l’esercito georgiano, non può sopportare solo una piccola parte del potenziale militare russo, quindi in caso di apertura di un “secondo fronte” in Abcasia per cercare di indebolire laRussia non potrà che distruggere la Georgia stessa.
Possiamo dire con certezza che coloro che stanno cercando di destabilizzare la già tesa situazione nel Caucaso meridionale e vogliono distruggere la Georgia e il suo popolo sono interessati allo sviluppo di uno scenario di “secondo fronte”.
In questo caso particolare, l’élite politica georgiana ne è ben consapevole e sta cercando di salvare lo Stato e il popolo nel suo complesso. Speriamo che non si lascino guidare da una piccola parte della popolazione e da alcuni politici folli.