Sergey Razov: Russia ancora più forte nonostante le sanzioni
Si è tenuto oggi a Bari al 2° Seminario italo-russo “L’Arte dell’innovazione”, organizzato da Regione Puglia, Camera di Commercio di Bari, Associazione Conoscere Eurasia, Roscongress, Forum Economico internazionale di San Pietroburgo in collaborazione con Intesa Sanpaolo, Banco di Napoli, Banca Intesa Russia e Gruppo Cestaro Rossi.
Dalle elaborazioni su base Istat evidenziate nel convegno, è emerso che è salito a quasi 50mln di euro il valore delle esportazioni pugliesi verso la Russia nel 2016, complice la ripresa della domanda delle 2 voci più importanti dell’offerta regionale: il tessile (+17,7%, 13,6 mln di euro) e i prodotti farmaceutici (+4%, 12,4mln). Meno bene Bari, che chiude con una contrazione del 17,7% (a 25,7mln di euro), dovuta quasi esclusivamente al crollo delle forniture di prodotti petroliferi. Nel complesso la regione pugliese conferma la timida inversione di tendenza del Sud Italia nelle vendite verso la Federazione Russa, dopo 2 anni resi difficili dalle tensioni geopolitiche prima e dalla congiuntura negativa poi.
Per il presidente dell’Associazione Conoscere Eurasia, Antonio Fallico: “Sembra che questo piccolo incremento registrato in diverse regioni del meridione possa essere il preludio di una ripresa degli scambi italo-russi dopo una fase piena di fattori esogeni che hanno pesantemente compromesso il mercato. La domanda russa infatti è passata da 11 a 6,2mln di euro in appena 3 anni. Ora sembra ci sia un clima diverso anche se gli strascichi determinati dalle tensioni peseranno a lungo sul commercio”.
Nel dettaglio, il manifatturiero vale in Puglia 48,5mln di euro (25,7mln a Bari) e segna un +3%, grazie – oltre a tessile e farmaceutico – anche ai macchinari e apparecchiature, a 3,8mln di euro e un incremento in tripla cifra (+136,4%). Ripresa anche degli alimentari, che sfiorano i 5,7mln di euro di vendite verso Mosca e tornano in crescita del 32,1% nella regione e del 24,2% a Bari. A livello nazionale, dopo due anni fortemente negativi a causa della crisi geopolitica e della congiuntura internazionale, a gennaio 2017 la Russia sembra essere tornata fulcro strategico nell’interscambio commerciale con l’Italia, con le esportazioni verso Mosca in crescita del 39,4% e l’import a +43,3%.
Incisivo è stato poi l’intervento dell’ambasciatore russo in Italia Sergey Razov: “Chi ha pensato di distruggere la Russia con le sanzioni si è dovuto ricredere. Quest’ anno il PIL sarà positivo e in crescita. La Russia si è adattata alle sanzioni iniziando a diversificare la propria economia. Il nostro debito estero è basso. La Banca mondiale nella sua classifica rating ci colloca al 40° posto, in un anno abbiamo scalato 11 posizioni e ora il governo sta lavorando per arrivare entro la 20esima. Nell’ultimo anno la Russia ha superato per indicatori economici i Paesi BRIC e anche molti Paesi europei, compresa l’Italia. Gli imprenditori italiani devono reagire alle sanzioni venendo a localizzare in Russia”.
Ricordiamo infine, che la città di Bari è legata alla Russia anche per motivi religiosi. Da secoli infatti i pellegrini ortodossi visitano il capoluogo pugliese, città sita nel meridione d’Italia, per inchinarsi innanzi alle spoglie del santo più venerato da tutto il mondo ortodosso: San Nicola Taumaturgo. Un gran numero di personaggi celebri come il conte B.P. Sheremetijev, il principe Alessio – il figlio di Pietro I grande, il futuro imperatore dell’Impero russo Nicola II, fece visita a suo tempo alla città di Bari. Nonostante però le spoglie del santo fossero presenti nella città già da diverso tempo, il vero pellegrinaggio iniziò a svilupparsi solo tra la fine del XIX e l’inizio del XX secolo. Con il passare degli anni l’afflusso di pellegrini ortodossi provenienti dalla Russia, ma anche dalla Grecia e dalla Palestina si fece sempre più grande. Nel 1913 fu posata la prima pietra per la costruzione di una chiesa russa che raccogliesse le reliquie del santo. La progettazione della chiesa nello stile architettonico di Pskov e Novgorod fu assegnata al famoso architetto russo A.V. Sciusev. Durante la Prima guerra mondiale i lavori di costruzione non furono sospesi e prima dell’inizio della Rivoluzione in Russia, la chiesa accolse più di 200 pellegrini ortodossi. La costruzione fu completata negli anni 20 del XX secolo.
RED