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Nadezhda Tolokonnikova leader delle Pussy Riot trasferita in un carcere a 300 km da Mosca

A darne notizia è stato il marito della TolokonnikovaPetr Verzilov, dicendo che sua moglie è stata trasferita in un carcere di Chelyabinsk , in Russia , il 24 o il 25 ottobre, dalla prigione  di Mordovia dove si trovava. La Tolokonnikova, ricordiamo, era  stata arrestata l’anno scorso per la sua “performance” di una “preghiera punk” fatta con altre sue tre colleghe in una cattedrale ortodossa russa per criticare la politica di Vladimir Putin , che era allora Primo Ministro della Russia.
Condannata perché ritenuta colpevole di teppismo, la leader delle Pussy Riot, ha ottenuto in questi mesi la solidarietà di molti esponenti del mondo della musica e dello spettacolo internazionali come Paul Mc Cartney, U2, Bruce Springsteen, Sting, Madonna, Yoko Ono, Patti Smith. Fermo restando il diritto di protesta universale, sulla vicenda  c’è solo da chiedersi cosa sarebbe accaduto se le stesse “attiviste” invece che in una Chiesa russa , fossero entrate a protestare nello stesso modo blasfemo in una Chiesa del Vaticano in Italia… La libertà finisce dove inizia il rispetto degli altri, anche verso la tutela dei propri luoghi di culto.

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