L’artigianato calzaturiero italiano verso il riconoscimento UNESCO
Promosso dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy e guidato da Assocalzaturifici, il progetto riunisce aziende, territori e comunità di artigiani per sostenere il processo di candidatura dell’artigianato calzaturiero italiano.
La manifattura italiana ha compiuto un ulteriore passo avanti nella valorizzazione del proprio patrimonio culturale. Presso la Sala degli Arazzi del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, durante l’Assemblea Generale 2026 di Assocalzaturifici, è stato presentato ufficialmente il processo di candidatura dell’Arte dell’Artigianato Calzaturerio Italiano per l’inserimento nella Lista Rappresentativa del Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità dell’UNESCO.
Durante l’evento, moderato dal giornalista Nicola Porro, è stato formalmente istituito il Comitato Promotore. Presieduto da Giovanna Ceolini, il Comitato comprende Museimpresa, CERCAL e il Politecnico Calzaturiero. Promossa dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy e coordinata da Assocalzaturifici, l’iniziativa lancia un progetto nazionale volto a valorizzare il patrimonio di competenze, tradizioni e know-how produttivo che caratterizzano la filiera calzaturiera italiana. In collaborazione con la Cattedra UNESCO dell’Università Unitelma Sapienza, il Comitato si occuperà della redazione del dossier di candidatura e del coinvolgimento della più ampia rappresentanza possibile di comunità di professionisti, elemento chiave della Convenzione UNESCO del 2003: imprese, territori, competenze professionali e nuove generazioni incaricate di preservare e tramandare nel tempo questo patrimonio di conoscenze. La partecipazione dei ministri del governo e la scelta di un’istituzione così prestigiosa hanno sottolineato l’importanza attribuita all’iniziativa.
Aprendo i lavori, il Ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso ha dichiarato: “La calzatura italiana rappresenta una delle espressioni più riconoscibili del nostro sistema produttivo. Sosteniamo questa iniziativa perché valorizza un patrimonio di competenze radicato nei distretti industriali italiani e basato sull’equilibrio tra tradizione, innovazione e occupazione di qualità. Significa rafforzare un modello produttivo che contraddistingue l’Italia nel mondo”.
Durante il panel dedicato al capitale umano e al ricambio generazionale, il Ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara ha sottolineato il ruolo della formazione tecnica e professionale nel costruire continuità tra scuole e imprese e nel sostenere l’evoluzione delle competenze richieste dal settore. “Le scuole e la formazione tecnico-professionale sono chiamate a sviluppare le competenze che sosterranno il futuro del Made in Italy. Dobbiamo rafforzare il legame tra istruzione e lavoro e guidare i giovani verso percorsi che coniugano qualità, specializzazione e opportunità”.
L’evento ha inoltre evidenziato un ampio sostegno territoriale, con l’adesione delle principali regioni produttrici di calzature – Lombardia, Veneto, Marche, Puglia, Campania, Emilia-Romagna e Toscana – a dimostrazione della portata nazionale del progetto. In questo contesto,
Giovanna Ceolini, Presidente di Assocalzaturifici e Presidente del Comitato Promotore, ha sottolineato l’importanza dell’iniziativa: “Questa proposta nasce dalla volontà di riconoscere il valore culturale di un patrimonio che appartiene all’intero Paese. La calzatura italiana coniuga competenza tecnica, identità locali e capacità di evolversi nel tempo. Rappresenta un’opportunità per rendere visibile un corpus di conoscenze che costituisce parte essenziale della nostra identità produttiva”.
Il tema della memoria aziendale e dell’evoluzione del know-how è stato ulteriormente approfondito da Giovanna Ferragamo Gentile, Presidente della Fondazione Ferragamo, che ha evidenziato l’importanza della continuità tra le dimensioni creativa, tecnica e produttiva. Il quadro tecnico della candidatura è stato presentato da Pier Luigi Petrillo, Direttore della Cattedra UNESCO presso l’Università Unitelma Sapienza, il quale ha spiegato che il riconoscimento riguarda un sistema vivente di pratiche e comunità, con impatti positivi anche in termini di attrattività economica, turistica e professionale.
Ulteriori contributi sono giunti da Marco Nocivelli, Vicepresidente di Confindustria per Politiche Industriali e Made in Italy, e dal Ministro Plenipotenziario Filippo La Rosa, entrambi i quali hanno sottolineato il ruolo dello storytelling territoriale e del soft power nella promozione del sistema produttivo italiano a livello internazionale. Il responsabile culturale Davide Rampello ha descritto l’artigianato calzaturiero italiano come una sintesi storica di tradizione e innovazione, mentre il sociologo Francesco Morace si è concentrato sul valore del “fattore italiano” e sulla necessità di creare nuove forme di impegno intergenerazionale.
La candidatura si configura quindi come un progetto sistemico che pone al centro territori, comunità, e competenze, con l’obiettivo di sostenere nel tempo una delle più distintive espressioni della manifattura e rafforzando il suo posizionamento internazionale.
RED

























