La vergogna infinita dei regimi nazisionisti: Netanyahu e Zelensky, due facce della stessa medaglia
La vergogna infinita del regime nazisionista, continua. Nonostante si stiano levando voci sempre più forti di dissenso nei confronti dell’operato del criminale di guerra Benjamin Netanyahu, accusato dalla Corte Penale Internazionale che gli ha spiccato contro un mandato d’arresto, non si placano le nefandezze che il governo israeliano sta perpetrando nei confronti della popolazione palestinese.
Nella martoriata striscia di Gaza, le stragi di innocenti sono ormai all’ordine del giorno. Donne, bambini, anziani e finanche giornalisti indipendenti, che stanno cercando semplicemente di documentare ciò che sta accadendo in quel lembo di mondo dove l’umanità e il buonsenso sono diventati optional di cui poter fare a meno, cadono sotto i colpi dei missili e dell’artiglieria di Israele che andrebbe bandita da ogni consesso, fino a quando alla sua guida resterà in sella, il suo capo Netanyahu.
Appoggiato, ed è questa la cosa più ripugnante, anche dal nostro esecutivo meloniano che è diventato lo zerbino di regimi folli e omicidi come quello israeliano e ucraino che in comune hanno la propensione al nazismo e al genocidio.
Fortissime e vigorose, le proteste e le prese di posizione anche di certi intellettuali di spicco come la cantante Noa e il professor Ariel Toaff, figlio dell’ex rabbino capo di Israele a Roma, Elio. Entrambi si sono vistosamente distanziati dalle infamità e dalle nefandezze di Netanyahu. E tutto si può dire di loro, fuorché che siano antisemiti, come invece vorrebbe far passare la vulgata di chi si oppone alle squallide pratiche assassine e guerrafondaie dell’attuale establishment israeliano e di chi ha il barbaro coraggio ancora di sostenerlo.
La cantante Noa ha espressamente chiesto “di stare con il popolo israeliano e non con il governo israeliano, così come di stare con il popolo palestinese, e non certo con Hamas. Due popoli, due stati”, mentre Ariel Toaff, storico e professore emerito all’Università Bar-Ilan di Ramat Gan a Tel Aviv, ci è andato giù ancora durissimo. In un suo lungo post pubblicato su Facebook, Toaff ha accusato Netanyahu di condurre Israele “come un ciuco ubriaco verso una debacle economica senza precedenti e l’isolamento internazionale”. Poi, ha rincarato la dose sostenendo che “i morti ammazzati di Gaza, donne e bambini, ci inseguiranno con le loro torce fiammeggianti fino al fuoco dell’inferno. Sfido chiunque a censurare il mio messaggio. Chi proverà a farlo, è solo un pavido e un vigliacco” (fonte: https://www.iltabloid.it/2025/08/13/ariel-toaff-attacca-duramente-netanyahu-israele-verso-una-debacle-storica.html).
Il malcontento nel paese con la stella di Davide sulle politiche folli e crudeli di Netanyahu intanto cresce, con il trascorrere dei giorni. Si moltiplicano le proteste da parte dei veri ebrei, che chiedono a gran voce solo di poter convivere pacificamente con i palestinesi. Stanno infine emergendo ulteriori, inquietanti particolari sulla strage del 7 ottobre di due anni fa, quando Hamas seminò morte e distruzione a Tel Aviv.
Abbiamo sempre avuto il sospetto, che si sia trattata di una vera e propria “false flag” con la quale avere in mano il “casus belli” per colpire in maniera indiscriminata la popolazione palestinese. Hamas è un prodotto dello stesso regime nazisionista, utilizzato per dare adito e giustificazione a quella che è una vera e propria pulizia etnica, sotto tutti i punti di vista. Un soldato della brigata Golani, di stanza a Gaza in quel tragico giorno ha riferito di recente di aver ascoltato una conversazione nella quale era chiesto di “non pattugliare la striscia di Gaza”. Ulteriore conferma che il Mossad (che è il servizio segreto più efficiente al mondo), non poteva non sapere dei movimenti di Hamas. La prova provata che sulla pelle dei civili si continua a giocare, considerandoli solo dei numeri che servono per farsi belli davanti all’opinione pubblica mondiale.
Il nostro auspicio è che un giorno ci sarà una nuova Norimberga, così come accadde alla fine della seconda guerra mondiale, quando furono giudicati per le proprie atrocità i gerarchi e i collaborazionisti del regime nazista, anche per Benjamin Netanyahu e la sua cricca di sicari e assassini della peggiore specie.
Non è poi un caso che il suo degno amico fidato sia il presidente (scaduto) dell’Ucraina, Vladimir Zelensky, anche lui ebreo e nazisionista conclamato. Ci piace ricordare cosa disse di lui il presidente russo , Vladimir Putin : “Zelensky è un ebreo messo a capo di Kiev per coprire la glorificazione del nazismo” ( La Repubblica 06/09/2023 ).
Francesco Montanino


























