La neuroscienza e il nuovo panorama scientifico sulla leucemia
Abstract
La leucemia è un tipo di tumore del sangue in cui le cellule staminali del sangue si sviluppano in modo anomalo ed eccessivo nel midollo osseo. La leucemia causa sintomi quando i globuli bianchi anomali iniziano a sostituire le cellule del sangue sane e a diffondersi. Oltre ai sintomi fisici, come dolore, affaticamento e mancanza di respiro, le persone affette da leucemia possono anche manifestare sintomi psicologici come depressione o ansia, in quanto la malattia altera il funzionamento dei neurotrasmettitori e del Locus Coeruleus Locus, un nucleo cerebrale coinvolto, quando disfunzionale nelle malattie neurodegenerative, nel controllo del sistema limbico (memoria, attenzione, concentrazione, controllo dell’ansia e della depressione). Questo nucleo è responsabile direttamente o indirettamente della produzione dei maggiori neurotrasmettitori quando subisce modificazioni dovuta all’imput trigemino, può determinare l’insorgere di patologie psichiatriche, in particolare di disturbi depressivi e ansia, attacchi di panico, vissuti non solo dal paziente ma anche dal contesto familiare circostante. La Stimolazione Magnetico Transcranica (TMS), insieme alla neurofisiologia, alla terapia miofunzionale, alla posturologia, alla psichiatria e psicoterapia si inserisce tra gli interventi che promuovono lo sviluppo dei neurotrasmettitori del soggetto.
Introduzione
La leucemia è un tipo di tumore del sangue in cui le cellule staminali del sangue si sviluppano in modo anomalo ed eccessivo nel midollo osseo. Questo tipo di patologia ha origine da cellule mieloidi o linfoidi. Le leucemie acute sono costituite da cellule immature, mentre le leucemie croniche sono costituite da cellule mature. I progressi nel trattamento e nell’assistenza sanitaria hanno aumentato sostanzialmente i tassi di sopravvivenza al cancro negli ultimi decenni. La leucemia linfoblastica acuta (LLA), la neoplasia maligna più comune tra i sopravvissuti al cancro pediatrico, ha raggiunto tassi di sopravvivenza a 5 anni superiori al 90% (Siegel et al., 2017), pertanto le preoccupazioni relative alla qualità della vita dopo il trattamento sono diventate più pertinenti. Ciò vale ancor di più per i pazienti pediatrici con leucemia, considerati soggetti a rischio di deficit neurocognitivi che si sviluppano nel tempo e possono durare anche per molti anni dopo la cessazione del trattamento (Iuvone et al., 2002).
Le alterazioni dei neurotrasmettitori
Per ridurre le alterazioni dei neurotrasmettitori e i deficit neurologici bisogna tenere in considerazione innanzitutto i fattori di rischio modificabili. Studi recenti infatti, mettono in luce che l’allattamento al seno riduce il rischio che i bambini sviluppino in futuro la leucemia linfoblastica acuta. Il fatto che l’allattamento al seno possa offrire protezione contro la leucemia linfoblastica acuta infantile non è privo di credibilità biologica, dato il ruolo fondamentale dell’allattamento al seno nella formazione del microbioma intestinale e del sistema immunitario del neonato. Le risposte immunitarie aberranti agli stimoli infettivi svolgano un ruolo centrale nello sviluppo della leucemia linfoblastica acuta a precursori delle cellule B (BCP), il sottotipo di leucemia linfoblastica acuta più comune, nell’infanzia. L’effetto protettivo suggerito dell’allattamento al seno contro il cancro infantile non solo indica potenziali percorsi biologici che potrebbero modulare il rischio di cancro infantile, ma suggerisce anche una semplice misura preventiva, a cui va anche associata una dieta sana, che escluda il più possibile cibi troppo processati o ricchi di zuccheri. La raccomandazione condivisa dagli esperti internazionali è di seguire un’alimentazione equilibrata, varia, sana e moderata, quindi che non sia eccessivamente ricca di carne rossa e carboidrati. È consigliato il consumo di olivo d’oliva che, essendo ricco di omega 3 favorisce la riduzione delle placche tumorali (Søegaard et al., 2024).
È bene ricordare che stress e ansia vengono sperimentati anche dalla famiglia. L’elevata intensità della terapia, la lunga durata del trattamento e gli esiti clinici insoddisfacenti non solo influenzano i pazienti pediatrici ma rappresentano anche un peso per chi se ne prende cura, in particolare i genitori (Elgarten & Aplenc, 2020). Le aree neurocognitive interessate includono velocità di elaborazione, attenzione, memoria, funzione esecutiva (ad esempio, memoria di lavoro, flessibilità cognitiva) e rendimento scolastico (Ghaderi et al, 2016). La leucemia, quindi, provoca rallentamento dei neurotrasmettitori e morbilità neurologica a causa dell’infiltrazione del sistema nervoso centrale o per complicazioni vascolari, metaboliche, infettive, paraneoplastiche e correlate al trattamento. Il declino neurocognitivo a lungo termine comprende una varietà di domini cognitivi, che influenzano notevolmente la qualità della vita dei pazienti con leucemia (Langeveld et al., 2003).
L’alterazione del sistema trigeminale, inoltre, causa stress, ansia e depressione nel paziente. Anche le abilità sociali potrebbero essere limitate. Non è chiaro se questi effetti siano causati dal trattamento, dal carico del cancro o da entrambi. Per migliorare la qualità della vita dei sopravvissuti, è fondamentale comprendere gli effetti tardivi del trattamento nonché il contributo del funzionamento familiare e dei comportamenti di coping al funzionamento emotivo dei bambini. La letteratura scientifica attuale fornisce prove che l’attività sensomotoria del trigemino associata alla masticazione può influenzare l’eccitazione, l’attenzione e le prestazioni cognitive. Questi effetti possono essere dovuti a connessioni diffuse del sistema trigemino al sistema reticolare di attivazione ascendente (ARAS), a cui appartengono i neuroni noradrenergici del locus coeruleus (LC). I neuroni LC contengono proiezioni all’intero cervello ed è noto che la loro scarica varia con le dimensioni della pupilla. Se, dunque, gli effetti della masticazione sulle prestazioni cognitive sono mediati dal LC, è ragionevole aspettarsi che i cambiamenti nelle prestazioni cognitive siano correlati ai cambiamenti nella midriasi correlata al compito. In altri termini si potrebbe dire che la stimolazione trigeminale dovuta alla masticazione attiva il funzionamento dei mitocondri e del sistema neurofisiologico del LC. In tal modo si attivano i neurotrasmettitori, con particolare riferimento alla noradrenalina e tutte le funzioni cognitive, grazie alla stimolazione di alcuni muscoli dell’apparato stomatognatico. Il LC è motore di questo processo neurofisiologico, stimola i neurotrasmettitori, come la serotonina, fondamentale per non cadere in patologie depressive e per sostituire, nei casi clinici che lo consentono, l’uso di farmaci antidepressivi che ne attivano la produzione (Fantozzi et al., 2019).
Questi dati risultano particolarmente significativi se si considera che diverse pubblicazioni scientifiche hanno riportato che i genitori di pazienti pediatrici affetti da leucemia soffrono di rischi comparativi di disturbi psicologici, come ansia, depressione e disturbo da stress post-traumatico (PTSD), che possono essere indotti dal dolore fisico dei loro figli, dalla tensione economica dei trattamenti, dalla sfida dell’isolamento sociale, dalle preoccupazioni per la propria salute, dalle responsabilità di fornire cure di supporto, ecc. (Ljungman et al., 2014). Partendo da questa prospettiva diventa chiaro il motivo per cui la malattia dev’essere considerata come elemento estrogeno contro cui devono lottare il paziente, la sua famiglia e i professionisti clinici che, a vario titolo, collaborano per migliorarne la qualità di vita sotto l’aspetto medico, psicologico e sociale. Come messo in luce da Kunin-Batson et al (2016) una percentuale significativa di bambini sperimenta stress emotivo durante e dopo la terapia per la leucemia. Questi dati forniscono una motivazione convincente per uno screening precoce mirato e interventi psicosociali per supportare il funzionamento familiare e le capacità di adattamento. Comprendere i fattori di rischio per il funzionamento emotivo-comportamentale dei bambini anche dopo il trattamento della leucemia è importante per migliorare l’identificazione di coloro che sono a maggior rischio di difficoltà future e per chiarire possibili vie di intervento. I mesi immediatamente successivi al completamento del trattamento sono descritti come uno dei periodi più difficili e ansiogeni per i pazienti oncologici e le loro famiglie, presumibilmente a causa della paura di ricadute e della perdita del supporto clinico. La possibilità di effetti collaterali neurocomportamentali persistenti da corticosteroidi, così come lo stress post-traumatico, possono anche contribuire al funzionamento emotivo-comportamentale dei sopravvissuti dopo il trattamento (Kunin-Batson et al., 2016).
Approccio multidisciplinare
Diventa pertanto fondamentale un approccio multidisciplinare, attraverso cui vengono presi in carico anche gli aspetti “invisibili” della malattia. L’analisi dei disturbi della depressione è già analizzata attraverso l’utilizzo del papillomede che, registrando la dimensione della pupilla verifica l’attività del LC e la sua modificazione dovuta all’imput trigemino. il Locus Coeruleus, un nucleo cerebrale coinvolto, quando disfunzionale nelle malattie neurodegenerative, nel controllo del sistema limbico (memoria, attenzione, concentrazione, controllo dell’ansia e della depressione). Questo nucleo è responsabile direttamente o indirettamente della produzione dei maggiori neurotrasmettitori. La Acetilconina e la Noradrenalina sono prodotti in loco, la Serotonina e la Melatonina a cura della ghiandola pineale in seguito alla stimolazione cerulea, la Dopamina si origina dalla Substanzia Nigra sempre in seguito a stimolazione cerulea. Osservare come reagisce la pupilla alla luce, pertanto, potrebbe aiutare a prevedere il recupero dalla depressione e a personalizzare il trattamento del disturbo depressivo maggiore attraverso la stimolazione magnetica transcranica (TMS). Si tratta di una tecnica sicura e non invasiva utilizza campi magnetici per stimolare le parti del cervello coinvolte nella regolazione dell’umore. Pertanto la Stimolazione Magnetico Transcranica (TMS), insieme alla neurofisiologia, alla terapia miofunzionale, alla posturologia, alla psichiatria e psicoterapia si inserisce tra gli interventi che promuovono lo sviluppo dei neurotrasmettitori del soggetto (Ouled Slimane, 2022).
È possibile, inoltre, intervenire con i pazienti pediatrici attraverso un approccio ludico, adatto alla specifica età evolutiva, come la drammaterapia. e della marionetta terapeutica, che riducono la paura e l’ansia legate alle procedure diagnostiche o terapeutiche nei pazienti oncologici pediatrici. Un importante fattore motivazionale per i bambini è il complimento per il loro buon comportamento e per la riuscita della cooperazione durante la procedura diagnostica o terapeutica. Questo suggerisce che l’inclusione di una preparazione psicologica attraverso un gioco con un pupazzo diventa fondamentale nell’assistenza infermieristica terapeutica per ridurre ansia e stress nel paziente. L’uso della terapia del gioco è particolarmente efficace nei bambini come forma di prevenzione e trattamento è adatta principalmente ai bambini in età prescolare e scolare. Si tratta di uno strumento utile per affrontare vari problemi emotivi e comportamentali, può fornire un approccio per migliorare i risultati psicosociali per i bambini con leucemia e per migliorare il benessere durante la degenza ospedaliera (Sri et al., 2023).
Per quanto riguarda i genitori, invece, tra gli interventi psicologici più efficaci possiamo menzionare la scrittura narrativa e le conversazioni suscitate dalle emozioni. (Carson & McWhirter, 2022; Laudenslager et al., 2014). La scrittura narrativa di esperienze emotive e angoscianti promuove l’auto-riflessione e la regolazione emotiva e riduce la sensibilità emotiva e l’inibizione, migliorando i problemi mentali nei genitori di bambini sottoposti a trapianto di cellule staminali (Farahani et al., 2017).
Conclusioni
Alla luce dei dati sin qui presi in considerazione per la ricerca futura si auspica di esplorare l’utilità dello screening per il disagio psicologico e l’efficacia di interventi multidisciplinari fondai sulla riattivazione dei neurotrasmettitori, sullo stile di vita, la riabilitazione e la riduzione dei sintomi di ansia, stress e depressione, nella prevenzione e nel trattamento del disagio psicologico del paziente e della sua famiglia.
Hamida Ouled Slimane
Neuroscientist, Neurocriminologist, Clinical and Forensic, Neuropsychopathologist- Neuropsychophysiologist ExpertinNeuropsychiatry of Neurological Diseases / Behavioral Neurology and in Integrated Medicine, Psychotherapist in training and President of PSAF France.
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Raffaele Zinno
Founder of the scientific method and center “Gaudium”, a multidisciplinary approach to clinical contexts.
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