Il Legame tra Dostoevskij e l’Italia
Lo scorso 24 gennaio, si è svolto con ottima partecipazione e riscontro di pubblico, il seminario “Dostoevskij e l’Italia”, tenutosi alle ore 17:00 presso la Casa del Municipio I di Roma (via Galilei 53), in modalità sia in presenza, sia online. L’incontro ha confermato il forte interesse per i legami culturali fra lo scrittore russo e l’Italia e, più in generale, per il dialogo tra tradizione russa e sensibilità italiana. I presenti, nonostante la pioggia, hanno gremito la sala.
L’evento è stato organizzato, nell’ambito del Premio internazionale Pushkin, dai loro fondatori Yulia Bazarova, Paolo Dragonetti de Torres Rutili, moderatore dell’incontro e dal Centro di lingua italiana e di cultura “Elitalia” di San Pietroburgo.
L’introduzione è consistita in una descrizione del Premio internazionale Pushkin, seguita dalla narrazione dell’ultima edizione il 20 ottobre 2025 a Mosca.
Quindi è intervenuto in collegamento il Presidente di Giuria del Premio. Il Prof. Arnaldo Colasanti, per un breve saluto, concludendo con qualche interrogativo sull’eredità che ha lasciato Dostoevskij nella nostra attualità.
All’inizio vi è stata la relazione della prof.ssa Irina Dergačëva, autrice del volume “Dostoevskij e l’Italia”, e soprattutto il confronto con Aleksej Dostoevskij, pronipote dello scrittore, che ha dato vita a un colloquio particolarmente interattivo con il pubblico, ricco di domande, scambi e curiosità. La professoressa Dergaceva è una delle vincitrici del Premio internazionale Pushkin nel 2021 a Roma, per la monografia “Dostojeskj e l’Italia”.
L’artista italiana Ombretta Del Monte ha donato due copie della sua opera dedicata a F. M.Dostoevskij, «Alla ricerca di Dio», alla fondatrice del Premio Internazionale Pushkin Yulia Bazarova e al pronipote di Aleksej Dostoevskij. Il quadro originale si trova al museo di F.Dostoevskij a San Pietroburgo.
Molto apprezzato l’intervento conclusivo del prof. Stefano Maria Capilupi, che ha nuovamente presentato la propria monografia “Il tragico e la speranza. Da Manzoni a Dostoevskij”, offrendo un percorso comparativo tra due grandi tradizioni della letteratura europea e insistendo sul nesso fra realismo etico, coscienza moderna e responsabilità della speranza. Il pubblico presente ha accolto con vivo interesse la presentazione del volume, che resta disponibile tramite Edizioni Lithos. Anche’ intervenuta inoltre la prof.ssa dell’Università MPGU Elena Kovaleva.
Il Premio Internazionale Pushkin prosegue così il suo percorso di incontri volti a promuovere la conoscenza reciproca, la qualità del dibattito culturale e la cooperazione intellettuale tra Italia e mondo russo, nel segno della grande letteratura europea.
“Questo seminario non è solo un’analisi accademica”, hanno commentato gli organizzatori, “ma un affondo nell’anima di un dialogo mai interrotto. Dostoevskij, con la sua ricerca inquieta della verità sull’uomo, parla all’Italia e all’Europa di ieri e di oggi. Avere qui con noi Alexei Dostoevskij è un onore e un segno tangibile di come la grande letteratura unisca le generazioni e le nazioni”.
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