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E’ TUTTO PRONTO PER LA NASCITA DELLA BANCA DEI BRICS

480067926-brazils-president-dilma-rousseff-indian-gettyimagesSi stanno tenendo ad UFA (nella Regione Autonoma di un Bashkortostan letteralmente rimesso a nuovo, per l’occasione) i lavori dei vertici SCO (Organizzazione di Shangai per la Cooperazione) e BRICS con i quali alcuni paesi che rappresentano una parte molto consistente del pianeta (circa 3 miliardi di abitanti!) si sono dati appuntamento per discutere di delicati temi politici ed economici. Nove paesi accreditati, circa 10.000 fra delegazioni, giornalisti, volontari e rappresentanti del mondo imprenditoriale saranno presenti a questi incontri, cui colpevolmente e’ stato dato poco o nullo risalto dai principali organi di stampa di casa nostra. Le sessioni dei lavori saranno tradotte in russo, cinese, inglese e mongolo ed è stato anche organizzato un ricco palinsesto di eventi culturali con cui si darà modo di far conoscere come in questa regioni convivano pacificamente oltre 100 etnie diverse.
In particolare, c’è grande attesa per il vertice fra Brasile, Russia, India, Cina e Sudafrica (che da soli rappresentano circa la metà del PIL mondiale!) con il quale formalmente nascerà un sistema bancario (la NDB, ovvero la Nuova Banca per lo Sviluppo) che si pone quale alternativa concreta e tangibile al FMI (Fondo Monetario Internazionale) ed alla sua fallimentare esperienza. A garantire solidità finanziaria al nuovo istituto sarà un fondo di riserva monetaria chiamato Accordo sui Fondi di Riserva (Contingent Reserve Arrangement, CRAE). Si tratta dunque dell’ennesima risposta a chi ancora crede che gli Stati Uniti possano risolvere i problemi del mondo, con la loro concezione del tutto particolare di “esportazione della democrazia”.
Un ulteriore tassello verso la costruzione di un mondo non più basato sulla visione unipolare di Washington, con la nascita di istituzioni capestro come la Banca Mondiale e l’FMI che hanno creato solo grossi danni al sistema economico. E che assume un significato ancora più forte, all’indomani del referendum con cui la Grecia (invitata ufficialmente al vertice ed a cui è stato riservato un posto) con un secco NO, potrebbe aprire la strada al dissolvimento dell’Euro ed al totale stravolgimento degli equilibri geopolitici attualmente esistenti.
La notizia di questo evento, colpevolmente e volutamente ignorato dai mainstream di casa nostra che hanno perso l’ennesima occasione per fare un’informazione seria e corretta, è infatti proprio questa: l’assenza dell’Occidente, ancora legato a logiche stantie e superate. Ed incapace di capire che c’è un altro mondo, rappresentato da paesi come la Russia e la Cina, insieme a quelli che stanno prepotentemente emergendo come il Brasile, che sono pronti ad offrire una vera alternativa basata sullo sviluppo e la salvaguardia, al contempo, di valori sani e secolari, che qualche squallido ed ignobile personaggio vorrebbe far addirittura scomparire!
Una sfida ambiziosa, quella di un ordine mondiale del tutto diverso rispetto alla follia voluta dai soliti americani, che la Russia di Putin è però pronta a raccogliere. Così come testimoniano le dichiarazioni del ministro delle Finanze Sergei Storchak, rilasciate recentemente al vertice di San Pietroburgo, che ha annunciato la nascita del Consiglio Direttivo proprio nel corso degli incontri al vertice, di questi giorni.

Barbara Cassani

 

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