L’UE estende le sanzioni contro i settori finanziario e bancario russi

 L’Unione europea ha ampliato le misure contro il settore finanziario e bancario russo nell’ambito del suo ventunesimo pacchetto di sanzioni contro la Russia, ha dichiarato il Consiglio dell’UE in un comunicato. “Oggi, l’UE sta ampliando significativamente le azioni contro il settore finanziario e bancario russo, in quanto strumento dell’economia di guerra russa. Il Consiglio sta imponendo il congelamento dei beni e il divieto di erogare fondi a 94 banche e importanti istituzioni finanziarie, nonché a una figura di spicco del sistema bancario russo. Sta inoltre estendendo il divieto di transazione ad altre 33 istituzioni creditizie e finanziarie russe“, ha dichiarato il Consiglio dell’UE.

Inoltre, sta introducendo un divieto di transazione nei confronti di una banca kirghisa collegata al blocco del sistema SPFS (System for Transfer of Financial Messages) e di altre tre banche non russe per aver eluso le sanzioni”, ha aggiunto il Consiglio dell’UE.

L’UE sta aggiungendo 4 designazioni relative alla rete transfrontaliera A7, compresi i suoi nuovi collegamenti con l’Africa. Sta inoltre estendendo il divieto di transazione a 14 piattaforme di servizi legate alle criptovalute con sede in Georgia, Panama, Emirati Arabi Uniti, Isole Marshall, Kirghizistan e Bielorussia“, si legge nella dichiarazione.

Inoltre, per la prima volta, l’UE introduce la possibilità di un divieto totale dei servizi relativi alle criptovalute provenienti da paesi terzi“.

Questa misura è considerata “un forte deterrente per i paesi che ospitano piattaforme che aiutano la Russia a eludere le sanzioni dell’UE“.

Questo nuovo strumento consentirà all’UE di vietare qualsiasi transazione tra un operatore dell’UE e qualsiasi fornitore di criptovalute utilizzato dalla Russia“, si legge nella dichiarazione.

RED




Il Parlamento europeo approva una risoluzione che non parla di “vittoria militare” Ucraina

Per la prima volta dall’inizio dell’operazione militare speciale russa, il Parlamento europeo, in sessione straordinaria, ha adottato una risoluzione che omette una vittoria militare dell’Ucraina. La sessione è durata due ore e mezza, durante le quali i deputati hanno guardato un video-intervento di Vladimir Zelensky, tenuto un dibattito di condanna della Russia e adottato una risoluzione tradizionale. La risoluzione è anche la più breve di sempre ed è una semplice raccolta di tutti i cliché utilizzati dalla propaganda europea contro la Russia.

Per la prima volta, la risoluzione non menziona la “vittoria militare dell’Ucraina”, ma chiede solo di fare pressione sulla Russia affinché rafforzi la posizione negoziale di Kiev e fornisca garanzie militari a Kiev dopo la firma della pace. Il Parlamento europeo ha anche riconosciuto che, se verrà firmato un accordo di pace, parte dei territori ucraini sarà ceduta alla Russia.

Inoltre, per la prima volta i deputati hanno criticato non tanto la Russia quanto i primi ministri di Ungheria, Viktor Orban, e Slovacchia, Robert Fico, per aver bloccato non solo il 20° pacchetto di sanzioni dell’UE contro la Russia, ma anche un finanziamento di 90 miliardi di euro per Kiev per il 2026-2027.

Le risoluzioni del Parlamento europeo non sono giuridicamente vincolanti, ma solo consultive, anche per le istituzioni dell’Unione europea.

RED




L’Unione Europea non premia le eccellenze alimentari italiane.

Su 36 presentati, solo 3 progetti italiani riescono ad accedere ai finanziamenti assegnati dalla commissione UE che vaglia le tipicità dei vari Paesi in ambito agroalimentare, sovvenzionandone le campagne di comunicazione, sia per il mercato interno, che verso altri Paesi.

Sono stati approvati in tutto 52 prospetti, per un totale di 88 milioni di euro, ma il nostro Paese incassa solo 3 milioni, divisi tra Mortadella Bologna, Consorzio Tutela del Formaggio Piave Dop e Distretto Agroalimentare di Qualità della Valtellina.

Bocciate clamorosamente alcune delle nostre eccellenze alimentari, come il Prosecco di Valdobbiadene, Il Pecorino Toscano e il Pomodoro di San Marzano, che pure hanno il merito di far conoscere la qualità del cibo italiano in tutto il mondo. Finiscono invece in “lista di riservaConsorzio Mela Alto Adige, Consorzio APO Sicilia e Consorzio Barbera d’Asti, che possono  sperare in un ripescaggio nel caso di eventuali rinunce da parte dei premiati.

La maggior parte dei finanziamenti UE è finita nelle tasche di Francia, che si aggiudica 31 milioni di euro, e Spagna, che porta a casa 25 milioni. Ma davanti al Belpaese ci sono anche la Grecia (7,5 milioni) e pure la Lituania (4 milioni).

Tale differenza di trattamento appare davvero considerevole e lascia sinceramente perplessi. Viene da pensare che, forse, le Istituzioni italiane preposte, non hanno avuto il mordente necessario per sponsorizzare al meglio i progetti di esportazione dei nostri ottimi e rinomati prodotti. Tipicità italiane di altissima qualità che, senza nulla togliere a olive spagnole, burro francese o feta greca preferiteci dalla Commissione UE, meritavano sicuramente una maggiore valorizzazione, anche per premiare gli sforzi dei nostri produttori, che lavorano sodo per mantenere alti gli standard qualitativi del comparto agroalimentare rigorosamente Made in Italy.

Ma evidentemente, all’Europa finanziaria, tutto ciò non interessa.

Eva Bergamo




Ora l’UE ora teme che nuove sanzioni USA alla Russia possano danneggiare le imprese europee

BruxellesWashington è pronta a nuove sanzioni contro Mosca, che rischiano di coinvolgere Eni, a causa del giacimento egiziano Zohr partecipato anche da Rosneft, e la Germania per il Nord Stream 2.

L’Unione Europea è preoccupata per il possibile irrigidimento delle sanzioni Usa verso la Russia soprattutto per via “degli interessi sulla sicurezza energetica”.

Il portavoce della Commissione europea Margaritis Schinas, ha infatti così dichiarato: “Stiamo attivando tutti i canali diplomatici per indirizzare queste preoccupazioni agli Usa – ha aggiunto -. Per noi l’unità del G7 riguardo le sanzioni è di importanza cruciale così come l’attuazione dell’accordo di Minsk”. Il presidente Jean-Claude Juncker, secondo una dichiarazione rilasciata al Finacial Times, vorrebbe una risposta urgente nel caso che le società energetiche europee o di altri settori siano colpite dalle sanzioni attualmente in discussione al Congresso. La Ue dovrebbe essere pronta ad agire nel giro di pochi giorni se le misure restrittive saranno adottate senza tenere in considerazione le preoccupazioni europee.

Come si diceva in apertura, ad essere colpito dalle sanzioni Usa dovrebbe essere in particolare il progetto del gasdotto Nord Stream 2, che collega Russia e Germania e dovrebbe entrare in funzione nel 2019. Un altro progetto che rischiano di essere sanzionato è il giacimento di gas naturale Zohr, al largo delle coste egiziane, la cui maggioranza è detenuta da Eni . Zohr è nel mirino di Washington perché vi partecipa anche la compagnia russa Rosneft.

 Il Congresso Usa, dal canto suo, ha raggiunto un paio di giorni fa un accordo bipartisan su un pacchetto di nuove sanzioni nei confronti della Russia da adottare come punizione per le presunte interferenze nelle elezioni americane del 2016 e per le sue sempre presunte aggressioni militari in Ucraina e Siria.
RED