IL PRIMO COWORKING “VERDE” IN RUSSIA SARA’ REALIZZATO NEL QUARTIERE DI MOSCOW CITY

Il primo coworking “verde” in Russia sarà realizzato nel quartiere Moscow City, presso la torre “Federazione”.

L’azienda “SOK“, insieme a “EST Group“, realizzerà  infatti il primo coworking “SOK City” in Russia e nei Paesi CSI  con il certificato LEED Standart (The Leadership in Energy & Environmental Design). La certificazione LEED permette di ottimizzare le spese, ridurre l’impatto sull’ambiente e migliorare la salute. Il costo del concept design è di 2,1 milioni di rubli (27 mila euro). La superficie del coworking è di 6.500 metri quadrati. Lo spazio comprendera’ 969 posti lavorativi, 2 zone lounge, una palestra, 15 sale riunione, uno spazio “antistress”. Il coworking sarà attrezzato di sistemi impiantistici (monitoraggio del microclima, ventilazione, acustico) di ultima generazione.

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IL SISTEMA OPERATIVO RUSSO “AURORA” SARA’ INSTALLATO SUGLI SMARTPHONE DELLA CINESE HUAWEI

Mosca – Una delegazione del ministero dello Sviluppo digitale della Federazione Russa incontrerà alcuni esponenti dell’azienda di telecomunicazioni cinese Huawei nel corso dell’estate, per discutere la possibile applicazione del sistema operativo di matrice russa “Aurora” sui suoi smartphone. Lo ha dichiarato il viceministro russo Mikhail Mamonov, confermando le dichiarazioni fatte ieri dal capo del dicastero, Konstantin Noskov. “Abbiamo concordato sulla necessità di organizzare le consultazioni: una proposta preliminare è già in corso di preparazione”, ha detto il viceministro, aggiungendo che la data esatta a partire dalla quale “Aurora” sarà installato sugli smartphone Huawei è ancora da stabilire.

Aurora OS, l’alternativa russa

Potrebbe quindi arrivare dalla Russia, e per gli Stati Uniti sarebbe un duro colpo, la soluzione ai problemi di Huawei. Nel corso del Forum Economico Internazionale, svoltosi di recente a San Pietroburgo, Russia, Huawei ha siglato un accordo con l’operatore russo MTS per la realizzazione della rete 5G nel Paese.

L’accordo è stato siglato alla presenza del presidente russo Vladimir Putin e del presidente cinese Xi Jinping. Nel corso dell’incontro si sarebbe parlato anche della situazione legata a Huawei, che a quanto pare avrebbe iniziato dei dialoghi con Rostelecom, gestore russo, e Grigory Berezkin, miliardario russo che ha acquisito lo sviluppatore di Aurora OS, un sistema operativo mobile russo basato sul finlandese Sailfish OS.

Secondo quanto riporta la rivista russa “The Bell”, Huawei avrebbe già iniziato i test di Aurora OS sui propri dispositivi e, come parte dell’accordo, starebbe valutando la possibilità di spostare la produzione di alcuni dei propri dispositivi in Russia, in particolare per la realizzazione di chip e software.

Le compagnie interessate non hanno voluto rilasciare dichiarazioni ufficiali in merito alla vicenda ma appare plausibile che Huawei stia valutando diverse alternative, da portare avanti anche nel caso dovesse decadere il ban negli Stati Uniti.

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Design: Milano vince il “Wallpaper* award” 2019

I giudici della nota rivista inglese di lifestyle, assegnano al capoluogo lombardo il prestigioso premio per il settore design, davanti a Shangai, Vancouver, Helsinki e Sharjah.

Per Wallpaper*, Milano viene definita “città al centro di un’entusiasmante rinascita”, grazie alla presenza tra i committenti di grandi nomi della moda come Giorgio Armani e Miuccia Prada, ma anche dal ruolo dell’architetto e urbanista Stefano Boeri come nuovo Presidente della Triennale. Nome di spicco nel compartimento del design italiano, Boeri, già assessore comunale alla Cultura dal 2011 al 2013, è anche professore di Progettazione Urbanistica al Politecnico di Milano e le sue opere sono state esposte nei più importanti eventi internazionali, tra cui la Biennale di Venezia, il Salone del Mobile di Milano, oltre all’Istituto di Arte Contemporanea di Berlino e il museo d’Arte Moderna di Parigi.

Importanti per l’assegnazione del riconoscimento di Wallpaper* sono senza dubbio gli ottimi progetti urbanistici, sia terminati che work in progress, con cui diversi progettisti hanno contribuito a disegnare il nuovo skyline della città, donandole un appeal che ha conquistato la giuria. Molto rilevante anche la riuscita organizzazione, sempre sotto la direzione di Boeri, dell’evento Arch Week 2018 dello scorso maggio, una finestra intermente dedicata all’architettura, con workshop, installazioni, mostre, performance e conferenze aperti a tutti, che ha ottenuto grande successo.

Per il Sindaco, Giuseppe Sala, «Milano ottiene un riconoscimento importantissimo nel campo del design. Gli addetti ai lavori ci premiano come città che sta vivendo un periodo di eccitante trasformazione, proiettata nel futuro grazie alle sue eccellenze nel campo della cultura e della formazione. Milano è la città del design grazie alle sue istituzioni più prestigiose a cominciare dal Politecnico e a eventi mondiali come il Salone del Mobile. In questi ultimi anni è rinata proprio attraverso i progetti di grandi studi internazionali di architettura. È un momento d’oro per noi che intendiamo proseguire. – ha concluso il Primo Cittadino – La nostra trasformazione della città è appena iniziata».

Il Wallpaper* Design Award giunge neanche un mese dopo il riconoscimento, per la prima volta, al Comune meneghino del titolo di “Città più vivibile d’Italia nel 2018″; secondo la classifica stilata ogni anno dal Sole 24 Ore in base alla qualità della vita della città italiane.

Eva Bergamo




Design e luxury Made in Italy al 14° Salone del Mobile.Milano Moscow dal 10 al 13 ottobre al Crocus Expo-2

Mosca – Per il 14º anno successivo, il Salone del Mobile torna a Mosca confermando la sua vocazione all’internazionalizzazione e presidiando il mercato russo quale manifestazione fieristica di riferimento del settore arredo-casa e delle idee per interni.
Tredici anni per crescere, farsi conoscere, affermare un primato e creare un legame sempre più stretto. All’alba della 14a edizione, in programma dal 10 al 13 ottobre a Crocus Expo-2, il Salone del Mobile.Milano torna a Mosca con rinnovato entusiasmo, consolidando quel processo verso l’internazionalizzazione intrapreso anni fa e sottolineando la volontà di presidiare un mercato importante. L’impegno di trasferire l’esperienza e la capacità innovativa di Milano e del suo Salone in una capitale come Mosca, che in questi anni ha apprezzato la creatività e il valore manifatturiero presentato dalla manifestazione, è evidente anche nel cambio di nome: da quest’anno la fiera si chiamerà Salone del Mobile.Milano Moscow.
Nello stesso modo, per mantenere una relazione e un dialogo continuativo con il proprio pubblico, la stessa campagna pubblicitaria usata a Milano – “Buon Design!” – sarà riproposta in Russia. Il Salone intende, così, comunicare il proprio brand con un “continuum” concettuale che valorizza l’iconicità della manifestazione.
Ancora una volta, la 14a edizione porta a Crocus Expo-2 le proposte del settore arredo-casa presentate lo scorso aprile al Salone del Mobile.Milano, vetrina dove debutta da sempre ciò che sarà tendenza, si affermano nuovi talenti e, contemporaneamente, si consolidano posizioni e strategie.
La Russia mantiene una notevole rilevanza strategica: nel 2017 l’Italia continua ad essere il secondo fornitore di arredamento del mercato russo e nei primi quattro mesi del 2018 le esportazioni di mobili e illuminazione verso la Russia hanno registrato per l’Italia un risultato positivo (+2%).
Oltre 250 le aziende presenti nei padiglioni 7 e 8 e che vivono la manifestazione come una grande opportunità per collocarsi sul mercato russo e su quello dei Paesi delle ex Repubbliche sovietiche sempre più interessato al prodotto di qualità, dal pezzo classico a quello di design e al luxury.
Più di 30.000 i visitatori attesi – tra operatori, pubblico generico e stampa – che riconoscono la manifestazione come l’unico contenitore d’arredo di qualità sul mercato russo per la vasta offerta merceologica – che spazia dagli arredi agli imbottiti, apparecchi per l’illuminazione, cucine, ufficio, complementi, arredobagno e tessile.
14a edizione anche per il SaloneSatellite Moscow, vetrina dei giovani designer russi e dei Paesi delle ex repubbliche sovietiche, che offre ai partecipanti i contatti con le aziende espositrici e grande visibilità. I giovani partecipanti, scelti tra i migliori designer/studenti delle più rinomate scuole di design della Russia e delle ex Repubbliche sovietiche, presentano una gran varietà di progetti che evidenziano un impegno sempre più approfondito verso la progettazione. I primi tre classificati – la premiazione avverrà venerdì 12 ottobre – verranno invitati all’edizione 2019 del SaloneSatellite, che si terrà nell’ambito del Salone del Mobile.Milano dal 9 al 14 aprile 2019.
Il Salone del Mobile.Milano Moscow vede la collaborazione con ICE, Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane, che accompagna alla manifestazione una delegazione di 140 buyer, operatori, distributori, architetti e interior designer dalla Federazione Russa, Armenia, Azerbaijan, Bielorussia, Georgia, Kazakhstan e Uzbekistan.
Anche quest’anno, come ormai da tradizione consolidata, si svolgeranno le Master Classes, un’opportunità per dialogare con grandi nomi dell’architettura e del design italiano, offrendo occasioni di confronto sui temi del progetto grazie alla vasta esperienza dei relatori. I protagonisti, moderati da Olga Kosyreva, CEO e Fondatrice di Design Lectorium, sono 3 dei più celebri architetti italiani: Ferruccio Laviani (10 ottobre), Fabio Novembre (11 ottobre) e Mario Bellini (12 ottobre). Accumunati da una grande passione per il design, da una creatività a tutto tondo e da un approccio innovativo, distintivo e prorompente, racconteranno le loro personali e particolari esperienze progettuali in tutto il mondo.
Ritorna, inoltre, a grande richiesta dopo il debutto nella passata edizione, il Work Talk tenuto, quest’anno, da Katerina Lashmanova, giovane affermata interior designer, che racconterà il design contemporaneo russo.

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Arriva Pilot, il traduttore linguistico che funziona con lo smartphone.

Viaggiare per il mondo è una passione comune a moltissime persone, ma a volte può risultare complicato se non si conosce la lingua del Paese visitato.

Curioso e all’apparenza utile in questo senso il progetto lanciato, e finanziato tramite crowdfunding, di una start-up statunitense, che ha realizzato una coppia di auricolari, collegati allo smartphone tramite una specifica app, in grado di tradurre quasi simultaneamente le lingue più diffuse.

Il sistema, che si chiama Pilot, è frutto di studi tecnologici avanzati e permette di poter dialogare tranquillamente tra persone di nazionalità diverse, senza problemi di comprensione.

Gli auricolari, adattabili ad ogni misura di orecchio, integrano una speciale tecnologia che permette di annullare i rumori esterni, così da poter ascoltare solamente la voce del traduttore automatico senza fastidiose interferenze.

Il funzionamento, secondo l’azienda, è semplice ed efficace: in pratica l’auricolare recepisce le parole dell’interlocutore straniero e le trasmette all’applicazione sullo smartphone, che in pochi secondi provvede a tradurre e quindi ritrasmettere all’auricolare dell’utente.

La prima versione dell’apparecchio, che ha un costo di 249 dollari (poco più di 200 euro), è attualmente in fase di produzione e disponibile al pre-order; al momento supporta inglese, spagnolo, francese, italiano e portoghese.  Le versioni successive, che dovrebbero arrivare nei prossimi mesi, avranno disponibili anche altre lingue, tra cui tedesco, russo e alcune idiomi di Asia e Africa.

Le premesse fanno sperare in un oggetto realmente pratico, sempre che le esperienze degli utenti ne confermino le performances e la semplicità d’uso.

E’ interessante il fatto che, grazie ai finanziamenti privati tramite le piattaforme di crowdfunding, le idee di ognuno possano venire concretizzate, staccandosi quindi dalla necessità di trovare sponsor importanti, cosa spesso difficoltosa… un bel passo avanti per la meritocrazia e la realizzazione di innovazioni a partire dal basso, che ci auguriamo prenda piede anche nel nostro Paese.

Eva Bergamo






Google: Russia al primo posto nella rimozione dei contenuti online

Mosca – Il più famoso ed utilizzato motore di ricerca online fa strategicamente emergere il risultato del Rapporto sulla Trasparenza; resoconto che lui stesso redige, in teoria, per far conoscere al mondo come i vari Governi possano avere accesso ai dati personali di chi utilizza la rete.

In base a questa classifica, la Federazione Russa sarebbe quindi il Paese con il maggior numero di richieste di rimozione dei contenuti su Google.

Secondo Big G, i dati del 2016 assegnerebbero al Cremlino ben 13.200 domande in tal senso, numero che rappresenta il 60% del totale, il 74% delle quali sono state accolte.

In base a quanto riportato, l’85% delle contestazioni riguarda questioni che mettono a rischio la “sicurezza nazionale”, il 5% “critica gli organi di governo”, mentre il 2% è legato ad altre violazioni della Legge.

Interessanti anche i numeri che riguardano l’Italia; dall’inizio della raccolta dei dati dal nostro Paese sarebbero partite 19.426 richieste, soprattutto per casi inerenti diffamazione e violazione della privacy. Le piattaforme oggetto di censura sono quelle principali legate all’azienda fondata da Larry Page e Sergey Brin; oltre allo stesso Google, troviamo infatti Blogger e You Tube.

Queste le parole con cui la ditta californiana commenta i risultati del Rapporto sulla Trasparenza: “I dati fungono da lente su particolari momenti nella storia del Web riguardo a cambiamenti fondamentali relativi alla sicurezza nonché sui i nostri sforzi per essere trasparenti sulle informazioni e su come vengono utilizzate“.  Anche se, a detta dello stesso Google, pur se importante per far conoscere il fenomeno, il rapporto non è comunque esaustivo rispetto alla vastità della censura online.

C’è però da chiedersi quanto siano reali e provabili i dati che sono stati fatti emergere… soprattutto in virtù del fatto che, in alcuni Paesi, questo motore di ricerca non compare affatto, in quanto censurato in toto.

Il gruppo Google fa attualmente parte della holding Alphabet Inc., di cui rappresenta la compagnia principale. Questo nome è inoltre utilizzato come denominazione per la società presso la Borsa di New York.

Eva Bergamo




Success is not the same old Merry-Go-Round

When I started writing this report I was thinking of naming it differently than I finally did, actually something like “Success is in your Brains” but I thought it could have sounded too much like the introduction slogan to one of those courses held by some guru so I opted for a softer title. Yet the subject is the right attitude to succeed.

If I mention Hugh Edeleanu most probably not many people will know whom I’m talking about anyway he’s the Chairman of the largest company in Europe supplying hired construction machinery. Back in the late 90s his company held an open day for clients and their families that joined the event by the hundreds. During the event Hugh was intrigued by the kids running around the yard admiring the big machines parked there; many of them could climb up the steel stairs and sit inside the operator’s compartments though, of course, they could not start engines or do anything harmful at all. It was by watching children literally crazy for those big toys that Hugh realised they would have liked to play with them for real and that was the start of a story of success in business.

In 2000, after making all necessary arrangements, the first amusement park with construction machines instead of the same old merry-go-rounds was opened to the public and that was the first of several parks named Diggerland where children enjoy themselves with excavators, dumpers and four-wheel-drives of any kind. Of course children must be at all times under strict parental control whilst safety stewards keep an eye on both of them. All the four Diggerland parks in the UK offer as well a show like the dancing machines and other spectacular manoeuvring done by highly skilled operators. During the first year of activity Diggerland Kent attracted over 20,000 visitors.

This story of success in business is the proof that a creative mind can generate success out of anything. Now just think of Hugh Edeleanu, wonder how many entrepreneurs could have done the same and rest assured that you won’t be able to name many! Hugh conceived something totally out of his field and totally new as well and that’s creativity:, i.e. the art of being able of thinking beyond the fence of usual thoughts. But, again, how many people can do that? Leonardo da Vinci was indeed a genius because he could space from engineering to painting and much more but he’s not the only one though he’s probably the most versatile genius ever. Let’s jump through time for a few centuries: do you remember Heinrich Schliemann, the discoverer of Troy? Heinrich Schliemann could not complete his education because of his family economic weakness so for several years he had to take any kind of humble jobs till when he became a businessman after moving to Saint Petersburg where he made a fortune with military supplies to the Russian Army during the Crimea War. He was indeed particular in fact besides German, his mother language, he was already fluent in Russian, Italian, English and French but that was not enough for him so he invented his own method to learn languages so he could master also Spanish, Hebrew, Arabic, Latin Greek and other ones so that he could converse in as many as twenty different idioms. The former school dropout who had become an affluent businessman, was then ready for another change so he gave up his good business to concentrate on archeology and in 1872 he started digging Hissarlik hill in Anatolia where he soon found the first ancient artefacts that led him to discover the burnt ruins of Troy.

We started from a most peculiar amusement parks and now I’m telling you about the discovery of Troy but, trust me, I’m not at all going out of track! What I’m trying to show you  that creativity and change are two great keys to success. So let me tell you one more story, this one nearer to our times: the story of Ferruccio Lamborghini…yes, the father of cars like Miura, Murcielago, Aventador and many other models.

In 1948 Ferruccio Lamborghini started his first company manufacturing farming tractors that soon became one of the top ones in the farm machinery field. The success scored with that first venture was at its peak when in 1971 he sold the factory to their competitors SAME that still hold it. In the meantime, in 1959, a team of engineers working for Mr Lamborghini engineered a helicopter but the project could not see the light because production was banned by the Italian government probably because of post-war agreements. Nevertheless Ferruccio’ fervid imagination was already dreaming of something else in fact in 1963 Automobili Ferruccio Lamborghini S.p.A. was established. Many cars that made the history of sport cars were manufactured by Lamborghini company: the first 350GT, the MIURA featuring a 385 HP engine and many other ones. Latest one is the EGOISTA, a 600 HP concept car with just one seat for the lucky driver. In the meantime many other products carried the glorious Lamborghini logo; among them motor boat engines but also fashion accessories, domestic gas burners and wines. Making wine was Ferruccio Lamborghini’ the last venture and, believe it or not, a successful one too! Since 1998 Lamborghini belongs to Volkswagen-Audi Group anyway it’s clear that it was thanks to the creativity of the late Ferruccio Lamborghini, his geniality, flexibility and attitude to dream that so much could be made by just one entrepreneur.

These three cases of success achieved by geniality and flexibility prove the concept stated before: its not by pushing the same old merry-go-round that one can hope for success…and that applies to business as well as to life, arts or anything else so the next time you’ll feel puzzled by what’s happening around you just think of the three men described in this report. None of them kept doing the same things, instead each one followed his own instinct and dared changing course. That’s the recipe…

 Alberto BertoniDIGGERLAND