A Mosca la XII Conferenza Annuale su “Investimenti in Sanità”

Si terrà il prossimo 31 ottobre 2025, presso il Mercure Moscow Paveletskaya, la XII conferenza annuale “Investimenti in Sanità“, la principale piattaforma B2B che mette in contatto investitori, operatori sanitari privati ​​ed esperti del settore in Russia e nella CSI.

La missione della conferenza è promuovere nuove partnership , consentire accordi di investimento concreti e lanci di progetti e rafforzare la resilienza finanziaria e operativa delle organizzazioni sanitarie private in tutta la regione.

Chi partecipa:

  • Fondi di private equity, banche e gruppi di investimento industriale
  • Fondatori e dirigenti di cliniche e laboratori privati
  • Investitori privati ​​e strategici nel settore sanitario
  • Esperti e consulenti in sanità e tecnologia medica

Formato e temi chiave:

  • Discussioni plenarie con analisi approfondita dell’attuale clima di investimento
  • Tavola rotonda dei CEO sui fattori di crescita e gli ostacoli nell’assistenza sanitaria privata
  • Analisi e previsioni di settore : dalle cliniche e diagnostica alla tecnologia medica e alla salute digitale
  • IT e trasformazione digitale : casi di studio su intelligenza artificiale, telemedicina e automazione
  • Sessioni di approfondimento speciali su progetti di riabilitazione, cure palliative e assistenza sanitaria PPP
  • M&A e consolidamento : strategie per transazioni, integrazione e crescita

Alla conferenza parteciperanno decisori di aziende sanitarie private, soci e direttori di fondi di investimento e banche, responsabili di dipartimenti di strategia e investimenti di gruppi industriali e compagnie assicurative, ma anche intermediari professionali come studi di consulenza fiscale e finanziaria , studi legali , consulenti per l’ottimizzazione dei processi aziendali , società di analisi e ricerche di mercato e altri fornitori di servizi professionali a supporto di transazioni di investimento e sanitarie.

Partecipare per:

  • Identificare le strategie di sviluppo dei leader di mercato
  • Approfittare di due giorni di intense discussioni e casi di studio di recenti transazioni;
  • Approfittare delle opportunità di networking e dei nuovi contatti commerciali;
  • Ascoltare gli approfondimenti degli esperti sulle ultime tendenze e sviluppi;
  • Scoprire le migliori pratiche per l’implementazione di progetti di successo.

Info e partecipazioni:

+7 (499) 703 1797 rgtcap@rgtcap.com www.regentcapital.ru | www.rgtcap.com

Il nostro giornale Russia News sarà media partner ufficiale dell’evento.

RED




Neuroscienze e nuove prospettive di ricerca sulla violenza come fattore di rischio in gravidanza

Sempre più spesso gli adolescenti si sentono soli e incompresi, ricadono nelle dipendenze patologiche e
sviluppano disturbi emotivi o vere e proprie patologie psichiatriche, spingendosi talvolta sino al suicidio. Dalla revisione di Esposito-Smythers e Goldston (2008) viene messo in luce che la presenza di un disturbo da uso di sostanze è associata a un aumento di 3-4 volte dei tentativi di suicidio. Inoltre gli adolescenti a cui è stato diagnosticato un disturbo da uso di sostanze sono soggetti da 5 a 13 volte di morire per suicidio rispetto agli adolescenti senza questa diagnosi (Kelly et al. 2001).Dal Rapporto Giovani condotto da Eures Ricerche Economiche e Sociali, in collaborazione con il Consiglio Nazionale dei Giovani e l’Agenzia Italiana per la Gioventù (2024), in Italia il suicidio rappresenta la quarta causa di morte tra i giovani di età compresa tra i 15 e i 29 anni. Nel 2021 il 13,9% dei suicidi ha riguardato la fascia tra i 15 e i 34 anni, mostrando un aumento rilevante rispetto al periodo precedente la pandemia (Eures Ricerche Economiche e Sociali, 2024).

Per poter dare un contributo significativo rispetto a quella che potremmo definire come una vera e propria piaga sociale sarebbe opportuno risalire all’eventuale radice del problema. In molti casi, infatti, le origini di tale disagio risalgono al periodo vissuto nel grembo materno e alle violenze subite dalla madre. La violenza domestica che si verifica durante la gravidanza è associata a un rischio aumentato di morte perinatale e morte neonatale (Yost et al., 2005). Le donne che sono state ricoverate in ospedale per un’aggressione fisica durante la gravidanza corrono un rischio più otto volte più elevato di morte fetale e quasi sei volte più elevato di rischio di morte neonatale (El Kady et al., 2005). Inoltre la violenza domestica e l’esposizione continua a traumi sono associati ad aumento delle intercorrenze nel ciclo gravidanza-puerperale, vale a dire: restrizione della crescita fetale, anemia, fumo, prematurità, parto morto, rottura prematura delle membrane e distacco della placenta (Petrone et al., 2019).
Da studi più approfonditi è emerso che la violenza domestica può colpire i bambini anche prima che nascano.

Lo studio del Michigan State University (2014) è tra i primi a mettere in luce questa correlazione tra l’abuso di donne incinte con sintomi di trauma emotivo e comportamentale nei loro bambini entro il primo anno di vita. I sintomi includono incubi, facilità a spaventarsi, essere disturbati da rumori forti e luci intense, evitare il contatto fisico e avere difficoltà a provare piacere. Lo studio condotto su 182 madri di età compresa tra 18 e 34 anni ha evidenziato una relazione sorprendentemente forte tra gli abusi prenatali subiti dalla madre da parte del partner maschile e i sintomi del trauma postnatale nel bambino. L’abuso prenatale potrebbe, quindi, essere la causa di cambiamenti nei sistemi di risposta allo stress della madre, aumentando i livelli dell’ormone cortisolo, che a sua volta potrebbe aumentare i livelli di cortisolo nel feto. Il cortisolo, essendo una sostanza neurotossica, ha effetti dannosi sul cervello quando raggiunge livelli eccessivi. Questo meccanismo potrebbe essere alla base dei problemi emotivi che vengono riscontranti dopo la nascita in bambino con madri che hanno un vissuto traumatico e violento e potrebbe anche rappresentare l’inizio dei problemi psicologici ed emotivi vissuti dagli stessi bambini una volta divenuti adolescenti. Inoltre questa situazione potrebbe creare una forma di attaccamento madre/figlio insicuro o alterato al punto da causare dei cambiamenti nel funzionamento neurofisiologico del bambino (Michigan State University, 2014).

La violenza domestica nei confronti delle donne durante la gravidanza può avere un impatto significativo anche sullo sviluppo cerebrale del nascituro e un alterazione neuro-psico- posturale. Hiscox et al. (2023) hanno analizzato le scansioni cerebrali di 143 neonati sudafricani le cui madri erano state vittime di violenza del partner intimo (IPV) durante la gravidanza. La violenza del partner intimo include abusi o aggressioni emotive, fisiche e/o sessuali. Le scansioni MRI del cervello sono state eseguite quando i neonati avevano in media solo 3 settimane, quindi è probabile che tutti i cambiamenti osservati si siano sviluppati all’interno dell’utero (Hiscox et al., 2023).
Lo studio evidenzia come l’esposizione materna all’IPV durante la gravidanza sia associata ad alterazioni nella struttura cerebrale nei neonati identificati subito dopo la nascita. È importante notare che gli effetti
dell’esposizione all’IPV possono variare in base al sesso del bambino. Per le bambine, l’esposizione della
madre all’IPV durante la gravidanza è stata associata a un’amigdala più piccola, un’area del cervello coinvolta nello sviluppo emotivo e sociale. Per i bambini, l’esposizione all’IPV è stata invece associata a un nucleo caudato più grande, un’area del cervello coinvolta in molteplici funzioni, tra cui l’esecuzione del movimento, l’apprendimento, la memoria, la ricompensa e la motivazione (Hiscox et al., 2023).

I cambiamenti precoci nelle strutture cerebrali potrebbero spiegare perché i bambini, le cui madri sperimentano alti livelli di stress dovuti a traumi e violenza domestica durante la gravidanza, abbiano maggiori probabilità di sviluppare problemi psicologici nell’infanzia o in età avanzata. Queste modifiche potrebbero in parte spiegare anche lo sviluppo di disturbi del neurosviluppo e di altre patologie psichiatriche. In futuro si può presentare nei pazienti psichiatrici adulti una possibilità di ravvisare una correlazione rispetto ai problemi sviluppati in ambito neurofisiologico-posturale e psicologico-emotivo, richiamando comportamenti delinquenziali (come le dipendenze patologiche) e criminologici, degenerando il funzionamento del “il Locus Coeruleus, un nucleo cerebrale coinvolto, quando disfunzionale nelle malattie neurodegenerative, nel controllo del sistema limbico (memoria, attenzione, concentrazione, controllo dell’ansia e della depressione). Questo nucleo è responsabile direttamente o indirettamente della produzione dei maggiori neurotrasmettitori. La Acetilconina e la Noradrenalina sono prodotti in loco, la Serotonina e la Melatonina a cura della ghiandola pineale in seguito alla stimolazione cerulea, la Dopamina si origina dalla Substanzia Nigra sempre in seguito a stimolazione cerulea.“Ecco perché lavorare sulle cause diventa tanto fondamentale quanto necessario per il futuro delle nuove generazioni.

Le differenze di genere nello sviluppo del cervello potrebbero anche aiutare a spiegare perché ragazze e
ragazzi spesso sviluppano diversi problemi di salute mentale (Hiscox et al., 2023).Partendo da queste evidenze si dovrebbe agire innanzitutto sulle mamme, concentrando gli interventi di riabilitazione sulla capacità di saper riconoscere, rispondere e segnalare la violenza domestica.
Prevenire o agire rapidamente per aiutare le donne a sfuggire alla violenza domestica può essere un modo efficace per supportare uno sviluppo cerebrale sano nei bambini. Le cause della violenza interpersonale sono complesse e spesso il risultato di fattori individuali, familiari, comunitari e sociali. È importante, pertanto, agire attraverso un approccio multidisciplinare e integrato che sappia includere diverse prospettive professionali.

Pschiatria, Psicoterapia, approccio psicologico, terapia miofunzionale, socioterapia, pedagogia clinica e forense, medicina tradizionale e integrata, neuroscienze e la Stimolazione Magnetica Transcranica (Questa tecnica prevede la proiezione di un campo magnetico fluttuante (impulsi magnetici) attraverso il cranio nel cervello. Il suddetto campo magnetico genera correnti elettriche all’interno del tessuto cerebrale (tramite induzione elettromagnetica) che modulano l’attivazione neuronale. Gli impulsi TMS erogati consecutivamente sono indicati come ripetitivi o rTMS. Le caratteristiche della stimolazione magnetica transcranica rendono questa tecnica un metodo fondamentale è uno strumento di analisi delle funzioni cognitive superiori e della via motoria centrale).
Sono tutti approcci utili ed efficaci. È importante ricordare che le collaborazioni tra discipline sono essenziali per poter fare progressi sotto tutti i punti d vista, emotivo, cognitivo, neuronale, sociale e psicologico (Alhusen et al.,2015).

Dr. Hamida Ouled Slimane

Dr. Hamida Ouled Slimane

About the autor: Neuroscientist, Neurocriminologist, Clinical and Forensic Neuropsychopathologist expert in Integrated Medicine. She is a professor for a high-level training course in Criminology and the study of addictions. Founder and CEO of the scientific method and center “Gaudium” or the use of the multidisciplinary approach to clinical contexts. President of the PSAF headquarters in France (Scientific Association of Insurance and Forensic Health Professionals recognized by the Ministry of Health), President of delegation (Association of Italian Sociologists, recognized by the Ministry of Business and Made in Italy) in Paris and member of AIPU (Italian Association of University Posturology),Honorary Researcher and INTERNATIONAL CHANCELLOR OF REGIONAL SCIENTIFIC DIRECTORS and DIRECTOR OF INTERNATIONAL AND UNIVERSAL EXPERTS IN LAW in SCIENCE AND SCIENCE in IFNLS (International Federation of Neurolegal Sciences) and member of IPO (International Police Organization, recognized by the UN). She is also committed to developing projects at an international level on scientific studies. She is a published
author of a book belonging to the scientific chain: Neuromodulation in the Treatment of Addictions and
numerous scientific studies:and developed a research study currently being published: THE
CORRELATION BETWEEN PSYCHIATRIC DISORDERS AND SLD: A STUDY TOWARDS NEW
RESEARCH PERSPECTIVES.

BIBLIOGRAPHY
Alhusen J.L., Ray E., Sharps P., Bullock L. Intimate partner violence during pregnancy: maternal and neonatal outcomes. J Womens Health (Larchmt). 2015, 24(1):100-6.
El Kady, D., Gilbert, W. M., Xing, G., & Smith, L. H. Maternal and neonatal outcomes of assaults during
pregnancy. Obstetrics & Gynecology, 2005, 105(2): 357–363.
Esposito-Smythers C., Goldston D.B. Challenges and opportunities in the treatment of adolescents with
substance use disorder and suicidal behavior. Subst Abus. 2008, 29(2):5-17.

Ferrante A; La Nuova Terapia MioFunzionale – Manuale Teorico-Pratico; 2022
Kelly T.M., Lynch K.G., Donovan J.E., Clark D.B. Alcohol use disorders and risk factor interactions for
adolescent suicidal ideation and attempts. Suicide Life-Threat. 2001, 31:181– 193.
Ouled Slimane H. La neuromodulazione nel trattamento delle dipendenze, Wip Edizioni, 2022.
Petrone P., Jimenez-Morillas P., Axelrad A., Marini C.P. Traumatic injuries to the pregnant patient: a critical
literature review. Eur J Trauma Emerg Surg. 2019, 45(3):383–92.
Yost, N. P., Bloom, S. L., McIntire, D. D., & Leveno, K. J. A prospective observational study of domestic violence during pregnancy. Obstetrics and Gynecology. 2005, 106(1), 61–65.
WEBSITE:
Eures Ricerche Economiche e Sociali, Giovani 2024: il bilancio di una generazione.
https://agenziagioventu.gov.it/wp-content/uploads/2024/04/2024_01_RAPPORTO-GIOVANI_REPORTCOMPLETO_4_4_2024.pdf.
Hiscox L.V., Fairchild G., Donald K.A., Groenewold N.A., Koen N., Roos A., Narr K.L., Lawrence M., Hoffman
N., Wedderburn C.J., Barnett W., Zar H.J., Stein D.J., Halligan S.L., Antenatal maternal intimate partner
violence exposure is associated with sex-specific alterations in brain structure among young infants: Evidence from a South African birth cohort, Developmental Cognitive Neuroscience, 2023, 60, 101210.
https://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S1878929323000154
Michigan State University. Domestic abuse may affect children in womb. ScienceDaily. 2024.
www.sciencedaily.com/releases/2014/12/141216100628.htm.




Pfizer acquisisce la Global Blood Therapeutics

Il successo della gestione farmacologica del SarsCov-2 ha permesso a Pfizer di effettuare acquisizioni aggressive per espandere il proprio campo di influenza.

Non è un segreto che l’azienda abbia capitalizzato al massimo la crisi sanitaria riempiendo le persone di medicinali e le proprie tasche di denaro. Denaro che, ovviamente, sta investendo con molta oculatezza e attenzione al futuro.

Il colosso farmaceutico ha recentemente annunciato la prossima acquisizione di Global Blood Therapeutics (GBT), un’azienda biotecnologica specializzata in patologie ematiche, per la quale Pfizer sborserà 68,50 dollari per azione, per un totale di 5,4 miliardi di dollari, incluso il debito e al netto della liquidità acquisita. I Consigli di Amministrazione di entrambe le società hanno approvato all’unanimità la transazione.

Il prodotto di punta della GBT è costituito dalle compresse Oxbryta® (principio attivo Voxelotor) utilizzate per il trattamento dell’anemia falciforme (SDC – Sickle Cell Disease); farmaco che solo nel primo trimestre del 2022 ha generato entrate per 55 miliardi di dollari. E’ stato approvato negli Stati Uniti, nell’Unione Europea, negli Emirati Arabi Uniti, in Oman e in Gran Bretagna. Questo tipo di terapia orale agisce aumentando l’affinità dell’emoglobina per l’ossigeno, inibendo la falcetizzazione dei globuli rossi e la conseguente problematica emolitica.

Affrontando il problema dell’anemia emolitica e migliorando l’apporto di ossigeno nell’organismo, GBT ritiene che Oxbryta abbia il potenziale per modificare il decorso della patologia falciforme, che ha carattere ereditario e andamento cronico-degenerativo.

L’azienda ha attualmente altri due farmaci contro la falcemia, Inclacumab e BGT021601, entrambi in fase di sperimentazione.

In merito all’acquisizione, Pfizer ha dichiarato che “completa e rafforza ulteriormente la tradizione ultratrentennale di Pfizer nel campo dell’ematologia rara e rafforza l’impegno dell’azienda nei confronti della SCD, apportando competenze e un portafoglio e una pipeline di primo piano con il potenziale per affrontare l’intero spettro di esigenze critiche in questa comunità sottoservita“.

Entusiasta della transazione anche il Presidente di GBT, Ted W. Love, il quale afferma che: “Pfizer amplierà e amplificherà il nostro impatto sui pazienti e promuoverà ulteriormente l’innovazione e le risorse necessarie per la cura delle persone affette dalla malattia falciforme e da altre malattie rare, comprese le popolazioni dei Paesi con risorse limitate. Non vediamo l’ora di lavorare insieme a Pfizer per servire le nostre comunità e portare avanti il nostro obiettivo comune di migliorare l’equità sanitaria e ampliare l’accesso a trattamenti che cambiano la vita per creare un futuro più sano per tutti“.

Anche su questo fronte Pfizer dimostra quindi di avere naso per gli affari… ma, a pensar male, potremmo forse ipotizzare che più che all’intuito, le sue azioni sul mercato siano dovute alla conoscenza dei potenziali effetti avversi delle sue creazioni?

Ci sono diversi studi indipendenti che mostrano come l’assunzione del siero a mRna Comirnaty abbia conseguenze poco felici proprio sulle cellule del sangue.

Un recente studio italiano pubblicato sulla rivista scientifica Disinfection, organo di A.T.T.A. (Associazione Tossicologi e Tecnici Ambientali), eseguito con microscopio ottico in campo oscuro, tecnica che evidenzia le parti corpuscolate del tessuto ematico, mostra proprio “gravi e sovrapponibili alterazioni ematologiche“, con deformazione, aggregazione eritrocitaria ed emolisi.

Ed è proprio la malattia emolitica che alla fine dei giochi Pfizer pretende di trattare, in pieno stile Big Pharma. Impossibile non notare come anche stavolta si crei il problema e si offra la soluzione, già pronta e confezionata… come si può avere ancora fiducia in queste diramazioni dello stato profondo che da molti anni eseguono simili giochetti e non agiscono certo per filantropia?

Interessante infine notare come tra i nomi dei consulenti finanziari di entrambe le parti del contratto spuntino i soliti nomi, tra cui Morgan Stanley & Co., Goldman Sachs & Co., J.P. Morgan.

Eva Bergamo




Investire in Sanità: a Mosca dal 27-28 ottobre 2022 il IX Convegno annuale

Per la nona volta, la conferenza annuale “Investire in Sanità” riunirà rappresentanti di banche e fondi privati di investimento, gruppi industriali, cliniche, laboratori e operatori sanitari per discutere le questioni più urgenti, cercare nicchie di mercato promettenti, nuove partnership e strategie per un ulteriore sviluppo . Negli ultimi anni, l’evento , organizzato da Regent Capital Communications, si è affermato come un evento chiave del settore dedicato agli investimenti nel settore sanitario privato, a cui hanno partecipato sia la comunità degli investitori che il settore medico.

Durante l’evento che si terrà dal 27 al 28 ottobre 2022 a Mosca presso l’Hotel Mercure Paveletskaya, i principali attori del settore sanitario e farmaceutico, discuteranno di come è cambiato il mercato, quali opportunità commerciali potrebbero apparire nel prossimo futuro, nonché modelli di business esistenti e decisioni strategiche: tutto ciò che è essenziale per uno sviluppo di successo in un mercato in evoluzione dinamica.

La conferenza “Investing in Health” fornirà informazioni davvero preziose, consigli pratici e indicazioni sulle opportunità che stanno emergendo nel mercato della sanità privata.
Il programma di quest’anno comprende presentazioni, casi di studio, tavole rotonde, sessioni speciali, casi di studio e copre tutte le tendenze chiave che interessano oggi il mercato sanitario privato.

Il nostro giornale Russia News, sarà Media Partner Ufficiale dell’evento.

Per partecipare e per qualsiasi domanda, si può contattare: + 7 (499) 703-17-97 registrations@rgtcap.com oppure rivolgersi alla nostra redazione : info@russianews.it

RED




Il ministero della Salute russo registra il primo vaccino anticovid in spray nasale al mondo

Il ministro della Salute russo Mikhail Murashko

Il primo vaccino contro il coronavirus in formato spray nasale al mondo è stato registrato in Russia, ha affermato venerdì il ministero della Salute in un comunicato.

“Il ministero della Salute russo ha registrato la forma spray nasale del vaccino contro il coronavirus Gam-COVID-Vac (Sputnik V) sviluppato dall’Istituto di ricerca di epidemiologia e microbiologia Gamaleya del ministero della Salute“, si legge nel comunicato.

Secondo il ministero, il vaccino è costituito da due componenti basati sui vettori di adenovirus di tipo 16 e di tipo 5. Le due dosi verranno somministrate con un intervallo di tre settimane.

Questo tipo di vaccinazione crea un’immunità mucosale contro il coronavirus all’interno delle vie respiratorie. “L’uso dello uno spray nasale induce una risposta immunitaria umorale (potenziando i titoli di anticorpi IgA nel sangue e nelle secrezioni nasali e i titoli di anticorpi IgG neutralizzanti il ​​virus nel sangue) e una risposta immunitaria cellulare all’infezione causata da SARS-CoV-2, ” ha aggiunto la dichiarazione. Il vaccino è destinato all’immunizzazione delle persone di età superiore ai 18 anni.

Il ministro della Sanità russo Mikhail Murashko ha affermato in precedenza che l’uso del vaccino contro il coronavirus spray nasale sarebbe stato incluso nelle raccomandazioni per i colpi di richiamo.

RED




La Russia resta il primo paese al mondo ad avere eseguito autopsie su pazienti Covid

Fin dall’inizio dell’emergenza sanitaria, l’OMS è stato chiaro: vietato eseguire autopsie sui cadaveri marchiati Covid.

L’Italia si è adeguata con prontezza a questo ordine calato dall’alto, assolutamente privo di fondamenti scientifici. Il Ministero della Salute ha infatti proibito agli ospedali italiani di fare autopsie, suggerendo invece di bruciare i corpi “per evitare contagi”; tra l’altro in questo modo non sarebbero più stati disponibili per un eventuale esame post mortem in tempi successivi, ma chi lo fa notare viene come al solito definito complottista.

Faccio un piccolo appunto di carattere sanitario: se la medicina moderna riesce a diagnosticare e trattare sempre più patologie, che un tempo avevano esito sfavorevole, è anche grazie all’esecuzione delle autopsie, che permettono al patologo di constatare i danni e capire l’evoluzione della malattia, in modo da poterne studiare il miglior protocollo di cura. Non serve una laurea in medicina per capirlo, quindi poteva arrivarci benissimo anche il Ministro della Salute, l’intoccabile Roberto Speranza dalla mente letargica e lo sguardo diversamente sveglio, che effettivamente medico non è, ma ci impone misure demenziali perché così gli è stato detto di fare.

Molti dottori italiani si sono ribellati a questo ordine criminale assai dannoso, ma come spesso succede nel nostro paese, non sono stati minimamente considerati, quando non addirittura zittiti e oscurati dai media.

Diametralmente opposta la situazione in Russia, dove non comandano enti finanziati da Big Pharma, ma la tutela della salute pubblica è sotto controllo statale, pertanto ben lontana da eventuali interessi di tipo privato (non a caso i prezzi dei farmaci e delle visite sono molto più bassi che da noi).

La Federazione Russa è quindi il primo paese al mondo ad eseguire l’autopsia su un cadavere Covid-19, secondo le indicazioni del Ministero della Salute russo, che ne descrive la corretta procedura in base al protocollo denominato “Sicurezza del lavoro con microrganismi dei gruppi I-II di patogenicità (pericolo)“, che prevede l’adozione di indumenti protettivi, tipo “tuta antipeste di tipo 2“, e la procedura in totale sicurezza per la raccolta di materiale, oltre al corretto smaltimento dei rifiuti.

Nel reparto patologico viene effettuato un esame istologico con lo studio di tutti gli organi principali, una descrizione dettagliata dei cambiamenti morfologici, con particolare attenzione ai cambiamenti negli organi dell’apparato respiratorio. Se necessario, si utilizzano macchinari e metodi di ricerca aggiuntivi. Tutti i cambiamenti morfologici significativi dal punto di vista diagnostico dovrebbero, se possibile, essere registrati utilizzando la ripresa tramite foto o video. I campioni di ogni organo vengono prelevati per l’esame istologico.

Spiego questo non per fare un trattato di anatomopatologia spiccia, ma per far capire come sia effettivamente possibile eseguire esami post mortem senza rischi per il personale sanitario coinvolto; i protocolli giusti esistono, basta volerlo e saperlo fare. Aggiungo a titolo di cronaca che non si segnalano patologi russi morti di Covid trasmesso da cadavere.

Le linee guida del Ministero della Salute russo evidenziano anche l’importanza , quando si formula una diagnosi patologica, di differenziare la morte del soggetto “per covid” da quella “con covid“, cosa che in Italia, anche dopo più di un anno, pare non voglia proprio entrare nelle teste corredate di cervello mononeuronico dei politicanti e pseudo virologi da salotto, che non arretrano neanche di fronte all’evidenza dei tanti morti che si potevano (e dovevano) salvare, e continuano imperterriti a terrorizzare la gente dall’alto dei loro scranni televisivi, snocciolando numeri relativi a positivi, decessi e contagi palesemente assurdi e oramai poco credibili.

Dopo approfondite indagini, è stato quindi scoperto che nei pazienti deceduti la causa non era polmonite, ma coagulazione sistemica. I vasi sanguigni erano infatti dilatati e pieni di coaguli, che impedivano il flusso sanguigno e riducevano anche il flusso di ossigeno fino a portare alla morte. In contrasto con le linee guida dell’OMS, gli esperti russi hanno quindi cambiato i protocolli di trattamento, iniziando a somministrare ai pazienti Covid l’acido acetilsalicilico (la classica Aspirina) dagli effetti anticoagulanti, assieme a farmaci antibiotici ed anti-infiammatori.

Di conseguenza, le persone hanno iniziato a guarire e gli ospedali a vuotarsi, dimostrando al mondo che la malattia da Covid-19 si può curare; alcuni scienziati russi affermano inoltre che “i ventilatori e un’unità di terapia intensiva non sono mai stati necessari“. Mi sento di dar loro ragione, visto che i molti, troppi morti italiani, sono stati spesso uccisi non dal patogeno chiamato Covid ma dalle cure sbagliate, in particolare la ventilazione che ha creato danni irreversibili al tessuto polmonare, bruciando letteralmente gli alveoli. Ciò che va curato è innanzitutto l’infiammazione, e abbiamo visto che i farmaci ci sono.

Il Ministero della Salute russo dichiara quindi che: “Il Covid-19 non esiste come virus, ma piuttosto come un batterio che è stato esposto alle radiazioni e causa la morte umana per coagulazione nel sangue“. Una affermazione che fa riflettere, da parte di una fonte autorevolissima, e che trova ulteriore riscontro nell’utilizzo efficace degli antibiotici nel nuovo registro di cura.

L’omologo Ministero italiano continua invece a prescrivere “Tachipirina e vigile attesa“, arrivando addirittura a proibire le cure domiciliari, minacciando provvedimenti verso quei medici coscienziosi che non si allineano al Nuovo Ordine Sanitario. L’atteggiamento del Ministro Speranza e dei suoi lacché appare molto pericoloso nella sua ostinata perseveranza verso un protocollo sbagliato, che ha ucciso e rischia di uccidere ancora… tutto ciò, dopo oltre un anno, non è più ammissibile.

Eva Bergamo

 




La scienza approva lo Sputnik V anche in Italia. E la politica?

Si è tenuta martedì 23 marzo la tavola rotonda dal titolo “Evoluzione della pandemia, vaccino russo Sputnik V, sue caratteristiche e prospettive di utilizzo“, organizzata dal Forum italo-russo di dialogo tra le società civili e svoltasi presso la sede di Mosca dell’agenzia di stampa TASS.
L’importante conferenza ha messo a confronto l’Istituto di ricerca Gamaleya di Mosca, il Fondo Sovrano russo per gli investimenti diretti (Rdif), l’Istituto Spallanzani di Roma, con prestigiosi ospiti italiani ai massimi vertici della medicina e della ricerca internazionale.
Ha aperto i lavori l’Ambasciatore russo in Italia, Sergey Razov, che sottolinea come l’efficacia dello Sputnik V sia stata ampiamente riconosciuta a livello internazionale alla luce di datti oggettivi, tra cui quelli riportati sulla rivista medico-scientifica Lancet. Attualmente quello russo è il secondo vaccino più esportato, essendo spedito in oltre 50 paesi nel mondo. Secondo l’Ambasciatore, la Federazione Russa è pronta a rifornire lo Sputnik, ed eventualmente anche ad organizzare la produzione dello stesso, nel territorio italiano.

Mettendo poi a tacere le polemiche russofobe da parte di stampa ed Istituzioni a livello europeo, di cui l’ultima è quella del commissario europeo Breton che afferma “L’Unione europea non avrà assolutamente bisogno del vaccino russo Sputnik”, Razov dichiara: “Noi non imponiamo niente a nessuno“, condividendo in pieno l’idea del Presidente Putin, che ha sempre offerto l’aiuto incondizionato del suo Paese (ricordiamo il gruppo di uomini e mezzi mandati in Italia un anno fa allo scoppiare dell’epidemia nel nostro paese), ma che evidentemente non va giù ad alcuni politici e pennivendoli, che preferiscono incensare trattamenti dalla validità meno cristallina.

D’altronde il flop dei sieri di Big Pharma è sotto gli occhi di tutti, e sia i due prodotti innovativi a mRNA di Pfizer e Moderna che il più classico Astra Zeneca (che tra l’altro contiene OGM) hanno evidenziato una efficacia dubbia e un’altissima contagiosità a fronte di effetti collaterali molto pesanti, quando non fatali, mettendo di conseguenza a rischio la campagna vaccinale a causa delle numerosissime rinunce dovute al condivisibile timore dei cittadini. C’è da dire che la maggior parte della stampa italiana si sta assurdamente prodigando in lodi sperticate sulla sicurezza dei miracolosi intrugli, attribuendo a cause diverse i danni riportati da molte persone, anche giovani e in perfetta salute, subito dopo l’inoculazione.
Lo Sputnik V invece può vantare una efficacia vicina al 92% ed effetti collaterali lievi o inesistenti; attualmente è utilizzato in massa sulla popolazione russa maggiorenne e in molti paesi esteri, come sottolinea Daria Egorova, dell’Istituto Gamaleya. La ricercatrice spiega come siano in corso ricerche cliniche per monitorare l’adeguatezza del prodotto anche sulle varianti, in particolare quelle più aggressive. Il vaccino ha la particolarità di utilizzare due diverse varianti vettoriali, per avere uno spettro più ampio di efficacia. Tecnica che è stata definita “intelligente” dal prof. Massimo Galli, intervenuto dopo la dottoressa Egorova, sottolineando che l’utilizzo di vettori diversi nelle due dosi stimola doppiamente la risposta immunitaria, senza creare problemi da risposta anticorpale al momento dell’ultima inoculazione.

Ora la questione importante, secondo Galli, è come utilizzare lo Sputnik fuori dalla Russia, augurandosi “che i processi autorizzativi siano superati in tempi brevi”. Per quanto riguarda la produzione al di fuori del territorio russo, l’infettivologo dell’Università di Milano dà la disponibilità del suo gruppo a collaborare. Invito forse un po’ inaspettato ma che viene colto immediatamente dal Professor Francesco Vaia, Direttore dello Spallanzani, che ha già un team di lavoro qualificato in contatto con Gamaleya e che si dice felice della disponibilità del collega di Milano; molto belle le sue parole in merito: “Via le barriere, uniamo le forze“.

Il sigillo sulle buone intenzioni ad agire al più presto viene messo dall’Assessore alla Sanità del Lazio, Alessio D’Amato, per il quale la priorità è “superare la pandemia, con pragmatismo e affidandoci alla scienza”; sicuramente una dichiarazione di buon senso e assolutamente condivisibile.
L’Istituto Spallanzani, ente designato ad effettuare i test di efficacia, pubblicherà a tal proposito un memorandum relativo allo Sputnik V, con tutti i dati della sperimentazione, che saranno così a disposizione per essere liberamente consultati e divulgati.
Auguriamoci che l’Italia non si pieghi ad eventuali decisioni negative dell’EMA, finanziata per l’84% da Big Pharma, che quindi ha tutto l’interesse a denigrare lo Sputnik anche senza valide motivazioni.
Si metta a tacere la politica e si lasci parlare la scienza, almeno questa volta, per il bene del Paese.

Eva Bergamo

 

Cliccando qui potrai rivedere il video dell’intero evento:

 

 

 

 

 

 

Si ringraziano l’agenzia di stampa Tass e l’Istituto di Cultura e Lingua Russa.




LA RUSSIA REGISTRA ANCHE UN TERZO VACCINO ANTICOVID: IL COVIVAC (Ковивак)

Il ministero della Salute russo ha registrato un terzo vaccino contro il Covid-19: il CoviVac (Ковивак) , realizzato dal Centro scientifico federale per la ricerca e lo sviluppo di farmaci di immunobiologia Chumakov di San Pietroburgo. Lo ha annunciato il premier Mikhail Mishustin, secondo cui “a metà marzo le prime 120.000 dosi saranno distribuite tra la popolazione civile”.

Gli altri due vaccini registrati in Russia contro il Covid-19 sono lo Sputnik V del Centro Gamaleya e l’EpiVacCorona del Centro Vektor. Entro la fine del primo semestre di quest’anno, la Russia prevede di produrre 88 milioni di “set di dosi” di vaccini contro il Covid, di cui 83 milioni di Sputnik V. Lo ha annunciato vice premier russa Tatiana Golikova. “Ad oggi abbiamo in programma di produrre entro metà anno, al momento senza contare il vaccino CoviVac, 88 milioni di set di dosi“, ha detto Golikova, ripresa dall’agenzia di stampa statale russa Tass.

Queste le caratteristiche dei tre vaccini:

Tipi di vaccini e caratteristiche di ricerca

  • “Covivac” è il vaccino più “tradizionale“, creato direttamente sulla base del nuovo coronavirus. La vaccinazione ti consente di imitare il processo naturale del corpo di combattere il virus. Come sottolineano gli sviluppatori, le particelle virali in CoviVac non sono più in grado di causare alcun danno al corpo umano, ma sono in grado di indurlo a sviluppare l’immunità.
  • Sputnik V è un vaccino vettore a base di adenovirus umano con l’aggiunta di informazioni genetiche del coronavirus. “EpiVacCorona” è stato creato sulla base di elementi strutturali sintetizzati artificialmente del nuovo virus.
  • A marzo sono previste le sperimentazioni cliniche post-registrazione di “CoviVac“, a cui parteciperanno 3mila volontari. Studi simili su Sputnik V sono iniziati il ​​9 settembre 2020 e su EpiVacCorona il 17 novembre. Alla prima partecipano più di 30mila persone, alla seconda oltre 3mila.
  • Inoltre, il 19 febbraio, sperimentazioni cliniche internazionali del farmaco “Sputnik Light“, sviluppato sulla base di un vaccino del Centro Gamalei. Vi parteciperanno in totale 6mila volontari.

Efficienza e sicurezza

  • Secondo il Ministro della Salute della Federazione Russa, Mikhail Murashko, le prime due fasi dei test hanno confermato la sicurezza e l’efficacia di CoviVac. Le stime ufficiali di questi parametri non sono ancora state rese note.
  • L’efficacia dello “Sputnik V“, secondo gli sviluppatori (pubblicato a febbraio su una delle principali riviste mediche The Lancet), raggiunge il 91,6% e il farmaco protegge del 100% dalle forme moderate o gravi della malattia. Lo Sputnik V è uno dei tre vaccini al mondo con oltre il 90% di efficacia.
  • I risultati della prima e della seconda fase dei test EpiVacCorona dovrebbero essere pubblicati a breve. Finora, è noto che gli anticorpi contro il coronavirus sono apparsi nel 100% dei partecipanti a studi sui farmaci di età compresa tra 18 e 60 anni e nel 94% dei volontari con più di 60 anni.

Archiviazione, costi, volumi

  • Tutti e tre i vaccini possono essere conservati tra 2 e 8 gradi sopra lo zero. Questo li rende più facili da trasportare.
  • Il costo di “CoviVac” è ancora sconosciuto. Il prezzo di una dose di Sputnik V ed EpivacCorona, secondo stime preliminari, è praticamente lo stesso – circa $ 10.
  • Al momento sono state prodotte circa 10 milioni di dosi di Sputnik V e 80mila dosi di EpiVacCorona. Secondo il vice primo ministro Tatyana Golikova, la Russia prevede di produrre 88 milioni di serie di dosi di vaccini contro il coronavirus entro la fine della prima metà del 2021, escluso Kovivac.

Inizio della vaccinazione e registrazione nel mondo

  • L’inizio della vaccinazione su larga scala con CoviVac è previsto per questa primavera. Le prime 120mila dosi di CoviVac saranno lanciate nella circolazione civile a metà marzo. I creatori del vaccino intendono entrare nei mercati internazionali.
  • Lo Sputnik V è stato immesso nella circolazione civile l’8 settembre dello scorso anno, la vaccinazione su larga scala è iniziata nella Federazione Russa il 5 dicembre e la vaccinazione di massa il 18 gennaio 2021. Il farmaco è già stato registrato in più di 25 paesi, tra cui Bielorussia, Argentina, Bolivia, Serbia, Algeria, Palestina, Venezuela e altri.
  • Il farmaco “Vector” è entrato in circolazione tra i civili l’11 dicembre. Il primo e finora l’unico paese oltre alla Russia a registrare il farmaco è il Turkmenistan.

RED




Anche la Merkel apre alla diffusione in Europa del vaccino russo Sputnik V

La cancelliera tedesca, Angela Merkel, rispondendo ad una domanda sullo Sputnik V, il vaccino russo anticovid, ha dichiarato nei giorni scorsi:  “Se il vaccino sarà approvato dall’Ema, potremo parlare di accordi sulla produzione e anche dell’uso”. Merkel ha sottolineato di aver offerto attraverso il Paul Ehrlich Institut la Russia, supporto nello sviluppo del vaccino. “Al di là delle differenze politiche che sono ampie, possiamo certamente lavorare insieme in una pandemia, in un settore umanitario”, ha spiegato la cancelliera.

Il vaccino “Sputnik V sarà presto uno dei vaccini più diffusi e accettati del mondo: la prossima settimana una prestigiosa rivista ‘peer-reviewed’ europea pubblicherà i risultati della fase 3 e sarà chiaro a tutti la bontà del lavoro svolto”. Lo ha detto l’amministratore delegato del Russian Direct Investment Fund (RDIF), Kirill Dmitriev, in un incontro con la stampa. “Molti Paesi europei sono interessati e, come sapete, stiamo discutendo con la Germania l’opportunità di produrre il vaccino localmente”.

“Un gran numero di persone che hanno cercato di mettere lo Sputnik V in luce negativa sono in realtà a corto di argomenti. Credetemi, sarà l’ultimo argomento quando apparirà la pubblicazione nella rivista medica già la prossima settimana”, ha aggiunto Dmitriev. Secondo il capo del fondo sovrano, la decisione dell’Ungheria di approvare lo Sputnik è «molto importante» ma per certi versi lo è ancor di più quella degli Emirati Arabi Uniti, giunta sempre oggi. “Gli Emirati hanno uno dei sistemi sanitari migliori al mondo e per di più hanno condotto degli studi clinici sullo Sputnik in loco, coinvolgendo persone da 26 nazioni». Per quanto riguarda l’Ue, Dmitriev ha precisato che «stiamo lavorando molto con le ambasciate europee, dato che ne abbiamo vaccinate molte, e abbiamo un buon dialogo con gli ambasciatori europei, e loro capiscono che lo Sputnik è sicuro ed efficiente”.

Anche Belgrado ha avviato trattative con la parte russa per la produzione in Serbia del vaccino Sputnik V. Lo ha detto il ministro serbo per l’innovazione e lo sviluppo tecnologico Nenad Popovic, che oggi in Russia, nella regione di Vladimir ha visitato uno dei principali impianti produttivi del vaccino Sputnik V. Accompagnato da ricercatori e responsabili del ministero della sanità, il ministro – come riferito dai media a Belgrado – ha avuto incontri con la dirigenza del gruppo ‘Generium’, che si è detta disponibile a consentire l’avvio della produzione del vaccino russo in Serbia. Popovic ha detto che ad oggi lo Sputnik V, fuori dalla Russia, si produce solo in Kazakhstan. Quello russo è uno dei tre vaccini che vengono somministrati in Serbia, con il Pfizer-BioNTech e Sinopharm.

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Il commissario italiano Domenico Arcuri: “non è sbagliato comprare i vaccini dalla Russia”

Milano – Il super commissario italiano Covid, Domenico Arcuri, nei giorni scorsi, si è collegato con la trasmissione condotta dal giornalista Paolo Del Debbio, Dritto e rovescio su Rete 4, dopo aver annunciato l’intenzione di querelare proprio il padrone di casa. L’uomo scelto dal premier italiano Giuseppe Conte cerca di approfittare della vetrina televisiva per discolparsi dalle accuse che gli stanno piovendo sulla testa sui vaccini.

Arcuri dice che le siringhe ci sono e che basta fare un pò più di fatica. Che i medici stanno esagerando con queste dichiarazioni e che dovranno semplicemente adeguarsi al materiale arrivato. Poco importa che stia parlando di un vaccino mai utilizzato e che tutti i medici suggeriscono di somministrarlo con la massima precisione. La notizia poi, è quella che gli tira fuori Del Debbio. Angela Merkel  promotrice di una Europa buona e cara si è già adoperata nel reperire le dosi di vaccino necessarie in Russia da Putin. Del Debbio pone giustamente sul tavolo la questione: “Se non abbiamo vaccini a sufficienza li compriamo anche noi dalla Russia?“.  Arcuri incalzato sembra titubare, ma risponde sibillino: “La salute degli italiani viene dapprima, non è sbagliato comprarli dalla Russia“.

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