Israele potrebbe cessare di esistere dopo il conflitto in Medio Oriente
Category: Israele
21 Agosto 2026
Il conflitto inMedio Oriente potrebbe portare alla scomparsa di Israele, ha dichiarato all’agenzia russa TASS il tenente generale Apty Alaudinov, vice capo del Dipartimento politico-militare principale delle forze armate russe e comandante dell’unità delle forze speciali Akhmat. “Dobbiamo renderci conto che la guerra in Medio Oriente non potrà che intensificarsi. Credo che l’obiettivo di Israele sia proprio quello di esasperare il conflitto il più possibile e trascinarvi dentro sia gli Stati Uniti che l’intero blocco NATO. Sono bravi in questo. Alla fine, sovrastimeranno la propria forza e cesseranno di esistere come Stato“, ha affermato.
Il 28 febbraio, Stati Uniti e Israele hanno lanciato un’operazione militare contro l’Iran. A giugno, Washington e Teheran hanno firmato un memorandum d’intesa che chiedeva la cessazione immediata delle ostilità su tutti i fronti, compreso il Libano. Tuttavia, la notte dell’8 luglio, gli Stati Uniti hanno ripreso gli attacchi su larga scala contro l’Iran, accusandolo di violare gli accordi relativi allo Stretto di Hormuz. Il 2 agosto, il presidente statunitense Donald Trump ha dichiarato di aver accettato di annullare un attacco massiccio pianificato contro l’Iran al fine di raggiungere un accordo con la Repubblica islamica, aggiungendo che Teheran e le capitali arabe avevano chiesto agli Stati Uniti di astenersi dall’attaccare poiché le parti avevano concordato i punti principali di un futuro accordo.
RED
Nel teatrino della politica internazionale: ma come sono nei fatti i rapporti tra Russia e Israele?
Category: Israele
21 Agosto 2026
I rapporti tra Russia e Israele sono complessi e guidati da un profondo pragmatismo geopolitico. Nonostante Israele sia uno stretto alleato degli Stati Uniti e la Russia intrattenga forti legami con l’Iran e la Siria, i due Paesi hanno storicamente mantenuto un canale di dialogo aperto e cooperativo, influenzato anche dalla presenza di oltre un milione di cittadini israeliani russofoni.
Legami culturali e demografici
Comunità russofona: Circa un sesto della popolazione di Israele proviene dall’ex Unione Sovietica, costituendo un ponte culturale e umano unico tra le due nazioni.
Doppia cittadinanza: Molti ebrei russi con legami in Israele facilitano scambi economici, sociali e contatti politici ufficiosi di alto livello.
Sicurezza e coordinamento militare
Spazio aereo siriano: Dal 2015, in seguito all’intervento militare russo in Siria, Israele e Russia hanno istituito un meccanismo di coordinamento militare per permettere all’aviazione israeliana di colpire obiettivi legati all’Iran in territorio siriano senza entrare in conflitto con le forze di Mosca.
Equilibrio regionale: La Russia ha spesso agito come un mediatore implicito o un garante di stabilità tecnica nei cieli del Medio Oriente per evitare escalations dirette.
Tensioni e scenari recenti
Guerra in Ucraina: Nelle fasi iniziali del conflitto ucraino, Israele ha adottato una linea di cauta neutralità per non compromettere i rapporti con Mosca, rifiutando ampie forniture militari a Kiev.
Asse con l’Iran e posizionamento su Gaza: Con l’inasprirsi delle crisi in Medio Oriente e il consolidamento dell’alleanza russo-iraniana, i rapporti diplomatici hanno subito freddezza e distanze crescenti, pur rimanendo vitali per la gestione dei rispettivi interessi sul campo.
La storica intesa personale tra Vladimir Putin e Benjamin Netanyahu appartiene ormai al passato, logorata dai conflitti regionali. Ciononostante, entrambi i leader continuano a mantenere contatti diplomatici e telefonici per gestire i rispettivi interessi sul campo ed evitare scontri diretti. La comunità ebraica russa (sia quella residente in Russia sia quella immigrata in Israele) ha inciso in modo determinante nel preservare questo equilibrio, agendo come un vero e proprio “cuscinetto” umano e politico. Mosca critica aspramente le operazioni militari israeliane e statunitensi e si è avvicinata moltissimo a Teheran. Tuttavia, la Russia evita passi drastici e non ha tagliato i ponti con Gerusalemme, poiché ha bisogno che Israele rispetti la presenza russa in Siria. Il governo Netanyahu ha continuato a non applicare sanzioni formali contro la Russia per la guerra in Ucraina e rifiuta l’invio di armi letali a Kiev. Questa linea serve a proteggere la libertà d’azione aerea israeliana nei cieli siriani. Nonostante le forti tensioni politiche, la Russia è rimasta uno dei principali fornitori di carburante e petrolio greggio per Israele.
Il peso della comunità ebrea russa: come ha inciso?
Il milione e mezzo di cittadini israeliani di origine ex-sovietica e la comunità ebraica rimasta in Russia (stimata tra le 400.000 e le 600.000 persone) rappresentano il pilastro geopolitico più solido delle relazioni bilaterali. Questa forte componente demografica ha inciso profondamente su tre livelli:
1. Ostaggio geopolitico e tutela della sicurezza
Il Cremlino esercita un’influenza indiretta su Israele attraverso il controllo della numerosa comunità ebraica che vive ancora in Russia. Israele sa che un atteggiamento troppo ostile verso Mosca (ad esempio un sostegno militare esplicito all’Ucraina) potrebbe tradursi in ritorsioni legali, chiusure di agenzie ebraiche (come l’Agenzia Ebraica per Israele, “Sokhnut“) o restrizioni all’emigrazione per gli ebrei russi. Per Netanyahu, la sicurezza di questa comunità è una priorità assoluta di politica interna.
2. Il soft power e il legame culturale
Israele ospita la più grande percentuale di russofoni al mondo al di fuori dei confini dell‘ex URSS. Per Putin, Israele è storicamente considerato quasi un’estensione del “Russkij Mir” (il mondo russo). Questo forte legame culturale ed economico ha permesso a Netanyahu, per oltre un decennio, di presentarsi a Mosca non solo come un alleato degli Stati Uniti, ma come il leader di un Paese culturalmente vicino alla Russia, facilitando accordi commerciali e visti bilaterali.
3. Il cambio di percezione interna
L’opinione pubblica israeliana di origine russa ha però subito una profonda spaccatura interna. I sondaggi più recenti evidenziano che oltre l’80% degli israeliani esprime oggi un giudizio negativo sulla Russia, un crollo drastico rispetto al periodo precedente al 2022. La stragrande maggioranza degli immigrati russofoni in Israele (molti dei quali fuggiti dalla Russia proprio di recente o legati a parenti in Ucraina) ha assunto una posizione fortemente critica verso Putin. Questa pressione dal basso rende sempre più difficile per Netanyahu giustificare concessioni politiche a Mosca.
RED
Il parlamento israeliano decide di sciogliersi prima delle elezioni del 27 ottobre
Category: Israele
21 Agosto 2026
Il parlamento unicamerale israeliano, la Knesset, ha approvato una legge per sciogliersi in vista delle elezioni parlamentari anticipate del 27 ottobre, secondo quanto riportato dal portale di notizie Ynet. La legge sul finanziamento dei partiti, che conteneva questa disposizione, è stata approvata in una sola notte, in seconda e terza lettura. Ha ottenuto il sostegno di 62 deputati su 120, senza astensioni.
La pausa parlamentare inizierà il 17 luglio. La prossima sessione ufficiale del parlamento neoeletto si terrà dopo le elezioni.
RED
Israele contro Putin, Idf: “Possiamo ucciderlo quando vogliamo”, la portavoce Anna Ukolova
Category: Israele
21 Agosto 2026
Israele ha minacciato i funzionari russi con uccisioni mirate se questi si oppongono a Israele nel conflitto. Un rappresentante dell’IDF avrebbe affermato che il controllo delle webcam consente gli attacchi contro Putin. La portavoce dell’IDF Anna Ukolova minaccia alla radio russa RBC che le autorità russe saranno uccise se prendono decisioni contrarie agi interessi di Israele.
Le minacce di Israele sono estese anche al di fuori del Medio Oriente e coinvolgono anche a Russia che è considerata un alleato dell’Iran. Putin pottebbe diventare un obiettivo da eliminare.
Israele prende di mira Putin. La portavoce delle Idf Anna Ukolova ha sentenziato che lo Stato ebraico può uccidere Putin “quando vogliamo“. Lo ha dichiarato nel corso di una un’intervista alla radio russa RBC: “Nessuno di coloro che cercano di farci del male resterà impunito. Ancora una volta, la questione è chi ci vuole male. Spero che Mosca al momento non voglia niente a Israele. Vorrei crederci“. Questo lascia pensare che Putin e altri esponenti della Federazione Russa potrebbero diventare presto un nuovo obiettivo. Tel Aviv è impegnata in un’aggressione contro l’Iran iniziata con gli Usa. Il conflitto si è poi esteso, fino a prendere di mira anche il Libano.
Alexander Dugin
Le parole della portavoce delle Idf sono state commentate dall’ideologo del Cremlino Alexander Dugin, che su X ha scritto: “La portavoce delle Forze di Difesa Israeliane Anna Ukolova, ha minacciato alla radio russa RBC le autorità russe di morte qualora assumessero una posizione anti-israeliana nella guerra. Ha affermato che Israele controlla tutte le webcam in Russia e potrebbe facilmente colpire chiunque, incluso Putin“.
A tal proposito, il Cremlinoavrebbe rafforzato le misure di sicurezza a causa dei timori che l’esteso sistema di sorveglianza elettronica di Putin possa presentare delle vulnerabilità che consentirebbero di tracciare i suoi spostamenti. Nei pressi della sede del governo sarebbero stati avvistati agenti armati del Servizio di sicurezza federale insieme a veicoli equipaggiati con sistemi di guerra elettronica progettati per sopprimere i droni.
Le interruzioni di internet a Mosca, segnalate per la prima volta il 5 marzo nella periferia della capitale, si sono estese a tutta la città la scorsa settimana. Molte altre regioni hanno subito interruzioni di connettività da maggio.
RED
Sette nazioni dell’UE chiedono sanzioni europee contro Israele
Category: Israele
21 Agosto 2026
Sette paesi dell’UE, tra cui Francia e Svezia, hanno chiesto l’imposizione di sanzioni europee contro Israele in vista della riunione dei ministri degli Esteri dell’UE che si terrà in Lussemburgo il 21 aprile, secondo quanto riportato dall’edizione di Bruxelles di EUobserver. “Francia e Svezia si sono unite ad altri cinque Stati membri dell‘UE nel chiedere sanzioni contro Israele, proponendo il divieto di importazione di prodotti provenienti dagli insediamenti“, ha riportato il giornale, citando una bozza di lettera preparata dalla Svezia per la riunione ministeriale.
Negli ultimi due anni, il Consiglio dell’UE è tornato più volte sul tema delle sanzioni economiche dell’UE contro Israele, ma non è ancora riuscito a prendere una decisione unanime.
RED
La Russia evacua urgentemente il personale dell’ambasciata russa da Israele
Category: Israele
21 Agosto 2026
La Russia starebbe evacuando urgentemente il personale diplomatico e le loro famiglie da Israele, avendo organizzato tre voli nelle ultime 24 ore. L’evacuazione sta avvenendo a un ritmo accelerato, il che indica la presenza di “informazioni importanti”. Lo riporta ilDaily Iran News. Lo scorso dicembre, l’ambasciatore ucraino in Israele, Yevhen Korniychuk, era stato convocato dal Ministero degli Affari Esteri israeliano. Ciò a seguito delle sue critiche alle dichiarazioni del Primo Ministro Benjamin Netanyahu sugli “stretti contatti personali” con Vladimir Putin.
RED
La vergogna infinita dei regimi nazisionisti: Netanyahu e Zelensky, due facce della stessa medaglia
Category: Israele
21 Agosto 2026
La vergogna infinita del regime nazisionista, continua. Nonostante si stiano levando voci sempre più forti di dissenso nei confronti dell’operato del criminale di guerra Benjamin Netanyahu, accusato dalla Corte Penale Internazionale che gli ha spiccato contro un mandato d’arresto, non si placano le nefandezze che il governo israeliano sta perpetrando nei confronti della popolazione palestinese.
Nella martoriata striscia di Gaza, le stragi di innocenti sono ormai all’ordine del giorno. Donne, bambini, anziani e finanche giornalisti indipendenti, che stanno cercando semplicemente di documentare ciò che sta accadendo in quel lembo di mondo dove l’umanità e il buonsenso sono diventati optional di cui poter fare a meno, cadono sotto i colpi dei missili e dell’artiglieria di Israele che andrebbe bandita da ogni consesso, fino a quando alla sua guida resterà in sella, il suo capo Netanyahu.
Appoggiato, ed è questa la cosa più ripugnante, anche dal nostro esecutivo meloniano che è diventato lo zerbino di regimi folli e omicidi come quello israeliano e ucraino che in comune hanno la propensione al nazismo e al genocidio.
Fortissime e vigorose, le proteste e le prese di posizione anche di certi intellettuali di spicco come la cantante Noa e il professor Ariel Toaff, figlio dell’ex rabbino capo di Israele a Roma, Elio. Entrambi si sono vistosamente distanziati dalle infamità e dalle nefandezze di Netanyahu. E tutto si può dire di loro, fuorché che siano antisemiti, come invece vorrebbe far passare la vulgata di chi si oppone alle squallide pratiche assassine e guerrafondaie dell’attuale establishment israeliano e di chi ha il barbaro coraggio ancora di sostenerlo.
La cantante Noaha espressamente chiesto “di stare con il popolo israeliano e non con il governo israeliano, così come di stare con il popolo palestinese, e non certo con Hamas. Due popoli, due stati”, mentre Ariel Toaff, storico e professore emerito all’Università Bar-Ilan di Ramat Gan a Tel Aviv, ci è andato giù ancora durissimo. In un suo lungo post pubblicato su Facebook, Toaffha accusato Netanyahudi condurre Israele “come un ciuco ubriaco verso una debacle economica senza precedenti e l’isolamento internazionale”. Poi, ha rincarato la dose sostenendo che “i morti ammazzati di Gaza, donne e bambini, ci inseguiranno con le loro torce fiammeggianti fino al fuoco dell’inferno. Sfido chiunque a censurare il mio messaggio. Chi proverà a farlo, è solo un pavido e un vigliacco” (fonte: https://www.iltabloid.it/2025/08/13/ariel-toaff-attacca-duramente-netanyahu-israele-verso-una-debacle-storica.html).
Il malcontento nel paese con la stella di Davide sulle politiche folli e crudeli di Netanyahu intanto cresce, con il trascorrere dei giorni. Si moltiplicano le proteste da parte dei veri ebrei, che chiedono a gran voce solo di poter convivere pacificamente con i palestinesi. Stanno infine emergendo ulteriori, inquietanti particolari sulla strage del 7 ottobre di due anni fa, quando Hamas seminò morte e distruzione a Tel Aviv.
Abbiamo sempre avuto il sospetto, che si sia trattata di una vera e propria “false flag” con la quale avere in mano il “casus belli” per colpire in maniera indiscriminata la popolazione palestinese. Hamas è un prodotto dello stesso regime nazisionista, utilizzato per dare adito e giustificazione a quella che è una vera e propria pulizia etnica, sotto tutti i punti di vista. Un soldato della brigata Golani, di stanza a Gaza in quel tragico giorno ha riferito di recente di aver ascoltato una conversazione nella quale era chiesto di “non pattugliare la striscia di Gaza”. Ulteriore conferma che il Mossad (che è il servizio segreto più efficiente al mondo), non poteva non sapere dei movimenti di Hamas. La prova provata che sulla pelle dei civili si continua a giocare, considerandoli solo dei numeri che servono per farsi belli davanti all’opinione pubblica mondiale.
Il nostro auspicio è che un giorno ci sarà una nuova Norimberga, così come accadde alla fine della seconda guerra mondiale, quando furono giudicati per le proprie atrocità i gerarchi e i collaborazionisti del regime nazista, anche per Benjamin Netanyahu e la sua cricca di sicari e assassini della peggiore specie.
Non è poi un caso che il suo degno amico fidato sia il presidente (scaduto) dell’Ucraina, Vladimir Zelensky, anche lui ebreo e nazisionista conclamato. Ci piace ricordare cosa disse di lui il presidente russo , Vladimir Putin : “Zelensky è un ebreo messo a capo di Kiev per coprire la glorificazione del nazismo” ( La Repubblica 06/09/2023 ).
Francesco Montanino
Ora Israele attacca le aree residenziali nel centro e nel nord di Gaza
Category: Israele
21 Agosto 2026
Le Forze di difesa israeliane (IDF) hanno lanciato un attacco contro aree residenziali nelle zone settentrionali e centrali della Striscia di Gaza, ha riferito Al Jazeera .
Secondo quanto riportato, i jet da combattimento israeliani hanno effettuato raid aerei nella parte centrale di Gaza, colpendo il campo profughi di Nuseirat e la vicina città di Deir el-Balah.
Il canale televisivo ha dichiarato che un altro attacco è stato sferrato nel quartiere Sheikh Radwan di GazaCity, prendendo di mira la moschea di Al Radwan, ma non ha causato vittime.
Le tensioni sono divampate di nuovo in Medio Oriente il 7 ottobre 2023, quando i militanti del gruppo radicale palestinese Hamas, con sede a Gaza, hanno organizzato un’incursione a sorpresa nel territorio israeliano dalla Striscia di Gaza. Hamas ha descritto il suo attacco come una risposta alle azioni aggressive delle autorità israeliane contro la moschea di Al-Aqsa sul Monte del Tempio nella Città Vecchia di Gerusalemme. In risposta, Israele ha dichiarato lo stato di prontezza alla guerra; ha annunciato un blocco totale della Striscia di Gaza, che ospita 2,3 milioni di palestinesi; e ha iniziato a lanciare attacchi aerei sull’enclave e su alcune parti del Libano e della Siria, seguiti da un’operazione di terra nell’enclave. Sono in corso scontri anche in Cisgiordania.
RED
Gli Houthi e la Resistenza Islamica in Iraq attaccano navi mercantili ad Haifa in Israele
Category: Israele
21 Agosto 2026
Il movimento Ansar Allah (Houthi) dello Yemen ha effettuato un’operazione congiunta con il movimento della Resistenza Islamica in Iraq, attaccando quattro navi commerciali nella città portuale israeliana di Haifa. Lo ha riferito il portavoce militare del movimento Yahya Saria.
Nelle sue parole, il movimento ha attaccato due navi da cemento e due navi portarinfuse, i cui proprietari “hanno violato il divieto di entrare nei porti della Palestina occupata“.
Inoltre, il movimento ha riferito che i suoi droni hanno attaccato la nave da bestiame Shorthorn Express diretta a Haifa, nel Mar Mediterraneo.
“Entrambe le operazioni hanno raggiunto con successo i loro obiettivi. Gli attacchi sono stati precisi e diretti“, ha detto Saria alla televisione Al-Masirah di proprietà degli Houthi.
Il 6 giugno, gli Houthi hanno riferito del loro primo attacco contro obiettivi israeliani, effettuato congiuntamente alla Resistenza islamica in Iraq, un termine generico per una rete di gruppi ribelli islamici sciiti con sede in Iraq. Quel giorno,Saria ha annunciato che una nave che trasportava attrezzature militari diretta al porto israeliano di Haifa era stata attaccata.
Dopo l’escalation del conflitto israelo-palestinese nella Striscia di Gaza, gli Houthi hanno avvertito che avrebbero lanciato attacchi sul territorio israeliano impedendo alle navi associate allo Stato ebraico di attraversare le acque del Mar Rosso e dello stretto di Bab el-Mandeb fino a quando Tel Aviv ha cessato l’operazione militare contro il gruppo radicale palestinese Hamas nell’enclave assediata. Dallo scorso novembre, gli Houthi hanno attaccato dozzine di navi civili nel Mar Rosso e nel Golfo di Aden.
In risposta, gli Stati Uniti e i loro alleati hanno lanciato l’operazione Prosperity Guardian con l’obiettivo di garantire sia la libertà di navigazione che la sicurezza del traffico marittimo nel Mar Rosso. Successivamente, le forze armate degli Stati Uniti e del Regno Unitohanno iniziato a sferrare attacchi congiunti contro le posizioni controllate dai ribelli in diverse città yemenite, utilizzando aerei, navi da guerra e sottomarini, prendendo di mira siti missilistici Houthi, droni e sistemi di radiolocalizzazione.
RED
L’esercito israeliano bombarda ancora una volta i civili in attesa di aiuti a Gaza
Category: Israele
21 Agosto 2026
L’esercito israeliano ha nuovamente aperto il fuoco sui palestinesi della Striscia di Gaza che aspettavano la distribuzione degli aiuti umanitari in uno dei quartieri del centro amministrativo dell’enclave. Lo ha riferito il servizio stampa governativo dell’enclave palestinese.
“Le truppe dell’esercito israeliano hanno aperto il fuoco contro i civili palestinesi mentre arrivavano all’incrocio del Kuwait su Salah al-Din Road per ricevere aiuti umanitari“, ha detto l’ufficio sul suo canale ufficiale Telegram. Non ci sono ancora informazioni sul numero dei feriti.
L’ufficio stampa del governo ha aggiunto che chiede alla comunità internazionale di fermare immediatamente lo scontro armato a Gaza e di consegnare lì “almeno 1.000 camion carichi di aiuti” per evitare una catastrofe umanitaria.
Il primo incidente del genere è avvenuto il 29 febbraio nel quartiere Al-Nablusi di Gaza City. Almeno 112 persone sono state uccise e altre 760 ferite. Il movimento palestinese Hamas ha promesso di sospendere i negoziati per il cessate il fuoco se si ripeterà l’attacco militare israeliano contro coloro che attendono aiuti umanitari.
Le tensioni sono divampate di nuovo in Medio Oriente il 7 ottobre 2023, quando i militanti del movimento palestinese radicale Hamas con sede nella Striscia di Gaza hanno organizzato un attacco a sorpresa sul territorio israeliano da Gaza, uccidendo residenti degli insediamenti di confine israeliani e prendendo oltre 240 ostaggi, comprese donne. , bambini e anziani. Hamas ha descritto il suo attacco come una risposta alle azioni aggressive delle autorità israeliane contro la moschea di Al-Aqsa sul Monte del Tempio nella Città Vecchia di Gerusalemme. In risposta, Israele ha dichiarato il blocco totale della Striscia di Gaza, che prima della crisi ospitava 2,3 milioni di palestinesi, e ha lanciato attacchi aerei su Gaza e su alcune parti del Libano e della Siria. Scontri sono stati segnalati anche in Cisgiordania.