LA TORRE DELLE POLEMICHE

di Kadmo Giorgio Pagano

La dichiarazione

Qualche giorno fa, commentando la notizia del Corriere della Sera sul crollo della Torre dei Conti a Roma, la portavoce del Ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, ha scritto:
«Ricordo che a maggio di quest’anno il Ministero degli Esteri italiano ha riferito che il sostegno all’Ucraina, compreso l’aiuto militare e i contributi versati tramite i meccanismi UE, ammonta a circa 2,5 miliardi di euro […]. Finché il governo italiano continuerà a spendere inutilmente i soldi dei suoi contribuenti, l’Italia crollerà tutta: dall’economia alle torri
».

Il fraintendimento

Certamente lodevole l’interesse della Zakharova ai nostri beni culturali ed all’Italia che, con il Popolo russo ha, storicamente, importanti sintonie e legami artistici, culturali e religiosi. Il nostro Cattolicesimo è ben più sintonicamente legato al Cristianesimo ortodosso russo e dell’Europa orientale che non a quello protestante dell’Europa del Nord.

Però il nesso che la portavoce russa stabilisce tra i fondi italiani all’Ucraina e il crollo della Torre dei Conti è, specificatamente, un collegamento infondato.
Il restauro strutturale della Torre era già finanziato e in corso. Non vi è alcuna relazione tra i bilanci a supporto anche militare all’Ucraina e la manutenzione del nostro patrimonio culturale.
Dietro la battuta della Zakharova si intravede però qualcosa di più profondo: la percezione, in Russia, che l’Italia stia dilapidando risorse per una guerra “esterna”, mentre il Paese si impoverisce. Un sentimento che tocca corde vere, ma che espresso in quei termini – si è rivelato un boomerang diplomatico.

L’effetto boomerang

Non sorprende che la dichiarazione abbia suscitato reazioni indignate anche nell’opposizione italiana. Il Partito Democratico ha chiesto – ed il Governo subito eseguito – un intervento diplomatico sull’ambasciatore russo a Roma.
Era prevedibile: chi conosce i meccanismi dell’informazione colonial-occidentale sa che un messaggio del genere non poteva che essere interpretato come un’insolenza, non come un monito.
La domanda resta: perché inasprire inutilmente rapporti già tesi, proprio mentre la propaganda anglosassone domina il discorso pubblico europeo?

La guerra guerreggiata e quella psicologica

Nella Federazione russa non sembra esserci piena consapevolezza della sofisticata macchina di condizionamento messa in moto dagli Stati Uniti e dal Regno Unito.
Basta guardare la storia.
La Gran Bretagna ha invaso, controllato o combattuto conflitti in 171 dei 193 Paesi membri delle Nazioni Unite.
Gli Stati Uniti sono andati oltre: 190 su 193. Solo Andorra, Liechtenstein e Bhutan non hanno mai conosciuto la loro “esportazione della democrazia.
E quella formula – “esportazione della democrazia” – nasconde una trappola semantica: si tratta in realtà dell’esportazione della loro democrazia, cioè del loro modello socio-economico e del loro potere.

La guerra psicologica e il Congresso per la Libertà Culturale

Già durante la Seconda guerra mondiale, l’esercito americano disponeva di una intera Divisione per la Guerra Psicologica.
Ma la vera svolta avvenne nel dopoguerra con l’Operazione CCF (Congress for Cultural Freedom), lanciata nel 1950 a Berlino dalla CIA con un obiettivo preciso: orientare la vita culturale europea e vincere la battaglia per la conquista delle menti.
Attraverso fondi illimitati, la CIA finanziò riviste, festival, mostre e conferenze in tutta Europa.
In Italia sostenne, tra l’altro, il Festival dei Due Mondi di Spoleto e diverse riviste d’avanguardia.
Nel 1967, dopo diciassette anni, Washington dichiarò conclusa l’operazione: “Il soggetto opera ormai nella direzione richiesta per motivi che ritiene essere propri”.
Pochi mesi dopo esplosero i movimenti del ’68. Ma la CIA non se ne preoccupò: la missione culturale era già compiuta.

Cinquantotto anni dopo

Oggi, nel 2025, sono passati cinquantotto anni da quel momento.
Eppure l’effetto perdura.
L’Italia e gli altri ventisei Paesi dell’Unione europea continuano a muoversi “nella direzione richiesta dagli Stati Uniti per motivi che ritengono essere propri”.
Il risultato è che l’Europa, priva di autonomia culturale, si trova schiacciata in una guerra non sua: quella combattuta in Ucraina, ma pianificata altrove.
E la seconda vittima, dopo l’Ucraina stessa, è proprio l’Unione europea.

Una nuova linea

La comunicazione russa in Europa appare spesso inconsapevole di questo scenario.
Ogni dichiarazione impulsiva, come quella della Zakharova, finisce per rafforzare la narrativa avversaria.
Serve invece una nuova “linea Putin” — nonuna linea Medvedev” — capace di comprendere fino in fondo la dimensione culturale del conflitto: la guerra delle parole, delle immagini e delle percezioni.
Perché da oltre mezzo secolo l’Anglosfera – e finiamola di chiamarla Occidente! – non ha colonizzato solo i mercati, ma le menti.
E se Mosca non ne tiene conto, rischia di combattere sul terreno scelto dal nemico: quello dell’informazione, dove una frase sbagliata può valere più di un missile.

BOX – Cronologia sintetica dell’Operazione CCF (Congress for Cultural Freedom)

Anno Evento chiave Contenuto e impatto
1942–45 Nascita della Psychological Warfare Division Prima struttura militare dedicata alla propaganda nei Paesi alleati e occupati.
1947 Fondazione della CIA L’agenzia eredita competenze di guerra psicologica e pianifica azioni culturali in Europa.
1950 Nascita del Congress for Cultural Freedom (Berlino) Organizzazione di facciata finanziata dalla CIA per promuovere artisti e intellettuali filo-anglosfera.
1951–1965 Espansione in Europa e in Italia Finanziamento di riviste, festival, conferenze e mostre d’arte astratta; in Italia il Festival dei Due Mondi.
1966 Prime rivelazioni sul finanziamento CIA Emergono scandali interni negli USA e in Europa.
1967 Chiusura ufficiale dell’Operazione CCF La CIA dichiara la missione compiuta: l’Europa opera ormai nella direzione richiesta.
1968 Moti studenteschi europei Esplosione dei movimenti giovanili; la CIA non interviene: obiettivi culturali già raggiunti.
2025 Eredità Persistente dipendenza culturale e informativa dell’Europa dall’Anglosfera.

Kadmo Giorgio Pagano, giornalista e analista delle relazioni culturali euro-russe, dal 2016 blogger di Sputnik e, recentemente, ideatore della rubrica su Facebook “Il Putin di Vista”.
Leggi anche I BRICS dell’arte .




Zakharova-Italia: un caso di inesistente ingerenza

Che i governi italiani facciano finta spesso di dimenticare gli aiuti russi dispensati all’Italia, è ormai risaputo ma comprensibile, anche considerando che un precedente ministro degli Esteri del Belpaese, non ricordava neanche in quale regione si trovava Matera, la città dei “Sassi“. Che quello stesso ministro già addetto alla distribuzione di bibite allo stadio, abbia poi anche dimenticato (aihmè insieme all’attuale presidente della Repubblica italiana) di aver fatto pubblici ringraziamenti alla stessa Russia per gli aiuti forniti durante il COVID, è altrettanto strano, ma tutto sommato comprensibile perchè in linea con il ben noto e angosciante livello di servilismo italiano.

Ma che si dimentichi che la Russia è spesso intervenuta anche a sostegno del restauro e della conservazione del patrimonio artistico italiano, è un subdolo atto di irriconoscenza strumentale che non regge neanche un pò.

Nel 2010 per il restauro di Palazzo Ardinghelli e della chiesa di San Gregorio Magno danneggiate dal terremoto in Abruzzo, la Russia donò 9 milioni di euro (rispettivamente 7,2 mln + 1,8 mln ).

Veniamo al dunque: quindi se la portavoce del Ministero degli Esteri della Federazione Russa, ha espresso il suo disappunto per i crolli alla Torre dei Conti a Roma, ha semplicemente manifestato una legittima preoccupazione sulle modalità di utilizzo sia dei fondi pubblici, ma anche dei contributi russi ( e non solo russi) dati in passato all’Italia.

E’ ovvio che fa comodo a certa stampa italiana montare un caso inesistente “ingerenza” e alla attuale classe politica esprimere una finta indignazione, che serve soltanto a distrarre l’attenzione pubblica dalle evidenti incapacità di gestire un Paese da operetta che anche senza le parole della Zakharova, finirà male unitamente alle sue sciagurate politiche guerrafondaie.

L‘incapacità comunicativa della allegra combriccola dell’Ambasciata Russa di Roma, dedita più ai festeggiamenti di palazzo che a difendere il suo paese e i suoi cittadini in Italia, ha fatto il resto. Se la “Roma Russa” non parla, il temperamento di una delle più capaci comunicatrici internazionali come Maria Zakharova ci pensa e, come sempre, rende onore alla Russia.

Gianfranco Vestuto




Il regista d’opera italiano Giancarlo Del Monaco diventa cittadino russo

Il Presidente russo Vladimir Putin ha concesso la cittadinanza russa a 23 stranieri, tra cui compaiono francesi, americani, tedeschi e anche un talentuoso italiano.

Si tratta di Giancarlo Del Monaco, famoso regista d’opera e figlio del celebre tenore Mario Del Monaco, protagonista indiscusso del panorama lirico del dopoguerra, dalla voce vibrante e vigorosa, con un accenno baritonale che lo ha sempre contraddistinto.

Il figlio Giancarlo ha ereditato la passione per la musica, trasportandola però nel campo scenografico, curando regia e sceneggiatura di oltre 100 opere nei maggiori teatri del mondo, tra cui spiccano “La fanciulla del West” di Giacomo Puccini, che lo ha visto esordire al Metropolitan di New York nel 1991, e il “Rigoletto” di Giuseppe Verdi, che ha portato in scena questo autunno proprio a Mosca, nella meravigliosa cornice del Teatro Bolshoj, che tra l’altro parla italiano anche nel design, sfoggiando preziosi tendaggi veneziani griffati Rubelli.

L’artista veneto, nato in provincia di Treviso nel 1943, ha studiato presso la prestigiosa Università svizzera di Losanna, specializzandosi musicalmente in tromba e pianoforte ma senza trascurare lo studio delle lingue straniere, arrivando a parlarne fluentemente ben cinque.

Nella sua carriera ha ricevuto numerosi riconoscimenti, tra cui il Cavalierato del Lavoro in Italia, la Légion d’Honneur in Francia, la laurea honoris causa in Cultural Arts negli Stati Uniti e molteplici premi a livello internazionale.

Ora, tramite Decreto Presidenziale firmato venerdì 20 dicembre da Vladimir Putin, arriva quello, ambitissimo, che in molti gli invidiamo: la cittadinanza della Federazione Russa, alla quale l’artista reagisce con poche e chiare parole: “Mi sento nell’animo la grande cultura russa. Il passaporto è un atto di fede culturale che mi lega a questo Paese“.

Un grande uomo, oltre che immenso artista.

Eva Bergamo




La nuova ambasciatrice italiana a Mosca dice di essere onorata di rappresentare l’Italia in Russia: cos’è un primo atto di scuse?

L’ambasciatrice italiana presso la Federazione Russa Cecilia Piccioni, ha iniziato l’esercizio delle sue funzioni:

Sono onorata di rappresentare l’Italia nella Federazione Russa. Responsabilità della pace e del dialogo, del mantenimento della cooperazione culturale tra le due nazioni, vincolate da relazioni secolari, questi sono gli impegni che assumo nella difficile situazione attuale.
Lavorerò guidato da valori e interessi nazionali per mantenere aperti gli attuali canali di comunicazione e creare future opportunità di dialogo
”.

Considerate alcune recenti dichiarazioni del Ministro degli Esteri italiano, Antonio Tajani (14/03/2024 – “La politica estera la fa il ministro degli Esteri. Quelle in Russia sono elezioni caratterizzate da pressioni forti e anche violente“), sarebbe giusto capire se c’è stato un ripensamento su quella posizione e quindi se le parole della neo ambasciatrice Piccioni sono frutto di una nuova linea e di un nuovo atteggiamento della politica estera italiana verso la Federazione Russa, oppure sono parole di circostanza regalate al vento.

RED




Maria Zakharova: nessuno potrà distruggere le fondamenta delle relazioni Russia-Italia

La Russia è sicura che nessuno riuscirà a distruggere completamente le basi delle relazioni russo-italiane nonostante l’attuale congelamento nei settori dell’interazione bilaterale, ha dichiarato in una conferenza stampa la portavoce del Ministero degli Esteri, Maria Zakharova.

Per colpa della parte italiana sono stati congelati praticamente tutti gli ambiti dell’interazione bilaterale. I meccanismi istituzionali ormai consolidati sono stati del tutto sospesi. Siamo però certi che nessuno potrà distruggere senza lasciare traccia, cancellare, riorganizzare le solide basi delle relazioni russo-italiane, che si basano sull’interesse reciproco e sulla simpatia reciproca dei popoli“, ha affermato Zakharova.

Mosca crede fermamente che l’abbandono da parte dell’Italia della sua politica anti-russa e il graduale ripristino di una cooperazione pragmatica e reciprocamente rispettosa andranno effettivamente incontro agli interessi bilaterali.

Non abbiamo dubbi che il popolo italiano, con la sua innata saggezza, lungimiranza e buon senso, prima o poi si renderà conto della controproducenza dell’attuale distruttivo corso anti-russo volto alla distruzione piuttosto che alla creazione“, ha concluso la portavoce del Ministero degli Esteri .

RED




Vladimir Putin ha parlato con gli imprenditori italiani di investimenti e cooperazione tra Russia e Italia

Nel formato di videoconferenza si è svolto l’incontro di Vladimir Putin con i dirigenti delle grandi aziende italiane. Sono state discusse la cooperazione economico-commerciale e d’investimento tra la Russia e l’Italia, le prospettive dell’ulteriore allargamento dei legami d’affari. Alla conferenza ha preso parte anche il presidente della Camera di Commercio italo-russa, dott. Vincenzo Trani. Hanno preso parte i ceo di 16 grandi aziende italiane, riuniti in collegamento con dall’hotel Principe di Savoia a Milano e dal St Regis a Roma, inclusi Marco Tronchetti Provera, amministratore delegato di Pirelli, Francesco Starace, ceo di Enel, Guido Barilla, presidente del gruppo alimentare di famiglia, Andrea Orcel, ceo di Andrea Orcel, e Gabriele Galateri, presidente delle Assicurazioni Generali. Assenti, anche se invitati, i manager di Eni, Snam e Saipem. Il governo italiano avrebbe chiesto alle società partecipate di dare forfait, ma solo l’Eni ha ammesso di aver rinunciato «alla vigilia» dell’evento.

Qui di seguito il suo discorso e il VIDEO integrale dell’intervento del presidente russo, Vladimir Putin:

Vladimir Putin: Egregi colleghi, buongiorno!

Sono molto lieto di avere la possibilità di vedervi – gli imprenditori leader italiani, nostri colleghi e amici.

Ci siamo visti nell’ottobre 2018 ed allora abbiamo avuto un colloquio costruttivo sulle prospettive dello sviluppo dei legami economico-commerciali e d’investimento tra Russia e Italia. Molte delle vostre utili raccomandazioni sono state prese in considerazione nel nostro lavoro quotidiano sulla formazione del clima favorevole per la crescita e lo sviluppo dell’ambiente economico, perfezionamento della gestione aziendale e, ovviamente, sul miglioramento del clima d’affari di cui ho appena parlato, compreso il contesto dell’attrazione degli investimenti dall’estero.

Certo, causa pandemia di coronavirus, i contatti di lavoro sono stati ostacolati, ed in generale la situazione volatile nell’economia globale, ovvio, non ha contribuito alla realizzazione di nuovi progetti ed iniziative. Però possiamo constatare con soddisfazione che i nostri Paesi sono riusciti a conservare la cooperazione nel settore economico ad un livello abbastanza alto. Negli undici mesi dell’anno scorso il commercio bilaterale è cresciuto del 53,8% fino a 27,5 miliardi di dollari. Credo anche che alla fine del conteggio molto probabilmente questo indice supererà la soglia di 30 miliardi di dollari.

Oggi, egregi colleghi, propongo di concentrare la nostra discussione sui temi che preoccupano voi – nostri colleghi, investitori, imprenditori che lavorano in Russia e che sono interessati nell’allargamento dei legami commerciali con il nostro Paese, discutere le questioni più incalzanti della cooperazione economica russo-italiana.

Vorrei sottolineare in particolare che noi consideriamo l’Italia uno dei principali partner economici. Il vostro Paese occupa il terzo posto tra gli stati dell’Unione Europea per il livello degli scambi commerciali con la Russia. Gli investimenti delle aziende italiane nell’economia russa ammontano a circa 5 miliardi di dollari, e gli investimenti russi in Italia sono stimati di circa 3 miliardi di dollari.

Con grande rendimento funziona la piattaforma di investimenti russo-italiana creata con la partecipazione del Fondo degli investimenti diretti nel 2019 per il finanziamento dei grandi progetti comuni ad alta intensità di capitale.

Adesso in Russia lavorano circa 500 strutture di business italiane. Lo spettro dei settori in cui sono presenti è veramente impressionante: energia elettrica, acciaieria, industria petrolifera e petrochimica, produzione di elicotteri, alte tecnologie, complesso di produzione agraria, infrastrutture di trasporti, settore bancario e assicurativo e molti altri.

In particolare siamo soddisfatti dalla cooperazione di successo con le aziende italiane e con le banche nei progetti di grande portata nel settore energetico. Intendo “Yamal LNG” nonché “Arctic LNG-2” in cui sono coinvolte più di 60 imprese dall’Italia. I produttori italiani di attrezzature di alta tecnologia sono molto presenti nel progetto “Vostok Oil” che la “Rosneft” sta realizzando al Nord di Russia nella Regione di Krasnoyarsk.

Il nostro Paese è un fornitore affidabile delle risorse energetiche ai consumatori italiani. Nel 2021 Gazprom” ha inviato in Italia 22,7 miliardi di metri cubi del gas naturale, il ciò è significativamente più del 2020. Allora c’erano 20,8 miliardi di metri cubi.

Vorrei evidenziare che le aziende italiane energetiche continuano a lavorare con “Gazprom” su base dei contratti a lungo termine ed oggi hanno la possibilità di acquistare il gas ai prezzi più bassi, direi, molto più bassi di quelli di mercato, di cosiddetti di mercato, in realtà di spot, che sono cresciuti notevolmente sullo sfondo del freddo inverno e del deficit dell’offerta.

Vediamo delle serie prospettive per l’allargamento del partneriato russo-italiano in altri campi d’energia. Prima di tutto si tratta di lavorazione, impiego e commercializzazione dell’energia delle fonti rinnovabili.

L’imprenditoria italiana ha già investito circa 500 milioni di euro nella costruzione degli impianti eolici in tre regioni russe: Regione di Stavropol, Rostov – il Sud di Russia, la Regione di Murmansk al Nord. Sulla base dell’impianto di generazione dal vento di Murmansk verrà prodotto congiuntamente il cosiddetto idrogeno verde per l’ulteriore esportazione nei Paesi d’Europa.

A proposito, negli ultimi tempi la Russia ha intrapreso una serie di passi importanti nel processo di creazione dell’economia a basso tenore di carbonio. In programma – avrete sentito, ed io ho già detto – raggiungere la neutralità carbonica entro il 2060 mantenendo nello stesso tempo sostenibile crescita economica.

La Russia possiede grandi risorse e possibilità tecnologiche che intendiamo utilizzare per lo sviluppo dell’energia “verde”. Nei prossimi anni cominceranno dei progetti pilota nella produzione dell’idrogeno a basso livello dell’emissione di gas serra ed il suo utilizzo nel settore energetico, nei trasporti, nell’industria. Viene realizzato il concetto dell’energia ad idrogeno ed entro il 2035 la Russia può diventare uno dei più grandi produttori ed esportatori mondiali di idrogeno.

Siamo interessati al fatto che gli imprenditori stranieri inclusi quelli italiani si sentino al mercato russo quanto più possibile a loro agio. Intraprendiamo sistematicamente delle misure per migliorare il clima di affari e di investimenti. Un grande contributo a questo dà il Consiglio di consulenza per gli investimenti stranieri presso il Governo della Russia, che già da 26 anni si occupa del perfezionamento delle condizioni per l’imprenditoria.

In Russia si svolgono regolarmente numerosi forum economici internazionali e voi li conoscete tutti: Il Forum di San Pietroburgo, Il Forum Orientale, l’esposizione annuale “Innoprom” a Ekaterinburg ed altri. Le aziende italiane tradizionalmente prendono parte attiva ai loro lavori. L’anno scorso ai margini del Forum di San Pietroburgo è stata organizzata una sessione speciale del dialogo imprenditoriale russo-italiano, invece a “Innoproml’Italia è venuta in qualità del Paese-Partner.

Vorrei menzionare anche che la capitale russa Mosca ha avanzato la propria candidatura ad ospitare l’Esposizione universale mondiale “EXPO-2030”. Certo, sappiamo, stimati colleghi, che anche Roma è la città-candidata. L’Italia ha già svolto tali eventi, è stata padrona dell’Esposizione universale mondiale. Il nostro Paese non l’ha mai fatto malgrado che partecipa da 170 anni e fa parte del movimento internazionale d’esposizione, era presente alla prima “EXPO” a Londra nel 1851. Facciamo gara con voi, facciamo gara.

Egregi colleghi!

Riteniamo, il fattore chiave dell’attrattività d’investimenti della Russia sia la stabilità macroeconomica, al supporto della quale dedichiamo e intendiamo dedicare nel futuro l’attenzione prioritaria.

Vorrei sottolineare che la crisi economica globale provocata dalla pandemia non ha avuto un impatto grave sul nostro Paese in paragone agli altri stati. È stato reso possibile per molti versi grazie all’affidabilità strutturale dell’economia russa. Secondo le stime, come l’esito dell’anno passato il PIL ammonterà a circa 4,5%. La disoccupazione si mantiene ai minimi storici – 4,3%.

Vorrei notare anche, che le aziende operanti nel nostro Paese usufruiscono attivamente dei diversi meccanismi di sostegno. Se ne approfittano siccome noi li offriamo a partner sia nostri che stranieri. Le aziende straniere che hanno localizzato la produzione sul territorio della Russia, ricevono ulteriori benefici, possono usufruire dei benefici fiscali nelle zone “porto franco”, lavorare in base a contratti d’investimento speciali. Oltre a questo a metà dell’anno corrente entrerà in vigore un ordine preferenziale e semplificato del rilascio del permesso di soggiorno agli investitori stranieri.

È ovvio che non contribuisce all’intensificazione dei contatti di lavoro e dei viaggi il fatto che tra la Russia e l’Unione Europea non è terminato fino ad oggi il processo del riconoscimento reciproco dei vaccini e dei certificati di vaccinazione.

A questo punto voglio menzionare la recente ricerca congiunta russa-italiana comparativa sui vaccini, condotta nell’Istituto nazionale di malattie infettive L.Spallanzani, secondo l’esito della quale il vaccino russo “SputnikV” ha dimostrato il titolo più alto di anticorpi neutralizzanti la variante “Omicron” ed ha di nuovo ribadito con questo la propria alta efficienza.

Egregi colleghi!

All’incontro di oggi sono presenti da parte russa i ministri chiave del blocco economico del Governo, nonché i dirigenti di una serie di grandi aziende nazionali. Loro, naturalmente, terranno presenti i problemi che vi preoccupano e saranno con voi in costante contatto per favorire il vostro ulteriore lavoro di successo in Russia.

Passiamo al nostro lavoro, direttamente alla discussione. Vi ringrazio dell’attenzione e con piacere cedo la parola al presidente della Camera di commercio italo-russa, dott. Vincenzo Trani.

Certo, un’altra volta vorrei sottolineare che proprio adesso sono collegati con noi i componenti del Governo della Federazione Russa, miei colleghi, come ho già detto, dirigenti delle grandi aziende – che sono spesso vostri partner. E come la volta scorsa, con piacere passerò la parola a loro durante la nostra discussione. Cosi potrete sentire in prima persona le valutazioni dei vostri colleghi russi sulle prospettive dell’ulteriore sviluppo dei legami economici russo-italiani.

RED

IL VIDEO INTEGRALE DEL DISCORSO DEL PRESIDENTE RUSSO VLADIMIR PUTIN:




GLI AUGURI DI PUTIN A BERLUSCONI PER I SUOI 85 ANNI

Vladimir Putin ha fatto gli auguri a Silvio Berlusconi per il suo 85esimo compleanno con un messaggio e una telefonata in cui ha citato il suo importante contributo personale allo sviluppo delle relazioni bilaterali, come rende noto il Cremlino. Il Presidente russo ha augurato anche all”amico’ italiano “buona salute e prosperità“. Nel messaggio, scrive l’agenzia Ria Novosti, Putin ha citato l’amicizia che lo lega a Berlusconi da lunga data e ha sottolineato che l’ex Presidente del Consiglio italiano e leader di Forza Italia “è sempre un ospite benvenuto in Russia“.

RED




PRESUNTO SPIONAGGIO IN ITALIA: IL MINISTRO DEGLI ESTERI INGLESE SCIMMIOTTA IL SUO OMOLOGO ITALIANO:”RUSSIA MALIGNA”

Roma – Una scena che sembra presa da un classico film o romanzo di spionaggio, il militare “traditore della patria” e il diplomatico straniero avido di segreti non sono soli. Assistono alla scena i Carabinieri del Ros (Raggruppamento Operativo Speciale), che dopo aver pedinato l’italiano, fermano i due uomini.

L’ufficiale della Marina, Walter Biot,  è in arresto, mentre il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, che giudica la vicenda “un atto ostile”, ha già annunciato l’espulsione immediata di due diplomatici russi. Intanto, su istruzioni del ministro  Di Maio, il Segretario Generale del Ministero degli affari esteri, Elisabetta Belloni, convoca al Ministero l’Ambasciatore della Federazione Russa presso la Repubblica Italiana, Sergey Razov.

In  una nota, l’Ambasciata russa a Roma scrive: ”Confermiamo il fermo il 30 marzo a Roma di un funzionario dell’ufficio dell’Addetto Militare. Si verificano le circostanze dell’accaduto. Per adesso riteniamo inopportuno commentare i contenuti dell’accaduto. In ogni caso ci auguriamo che quello che è successo non si rifletta sui rapporti bilaterali tra la Russia e l’Italia“.

Questa “spy story romana” proietta le sue ombre al di là del suo racconto, ma fa emergere i primi dettagli di una storia tutto sommato mediocre. Walter Biot avrebbe, secondo l’accusa, passato ai russi in cambio di 5mila euro informazioni relative a sistemi di telecomunicazione militare Nato, ma i documenti sottratti – almeno così dicono gli americani – non sarebbero stati di particolare rilievo. Rilevante è però il significato politico e internazionale di un’operazione così plateale, che difatti non trova precedenti dal 1989. E rilevante è il timing dell’operazione, perché se è vero che Biot e l’ufficiale russo erano nel mirino dell’Aisi da mesi, il blitz è scattato a pochi giorni dalla visita del segretario di Stato americano Antony Bliken in Europa per rinsaldare l’Alleanza Atlantica. Qualcuno, per questo motivo, lo ha definito un “gesto plateale” per ribadire a Mosca da che parte sta l’Italia.

Nei confronti di Biot, detenuto nel carcere di Regina Coeli, l’accusa è di procacciamento di notizie concernenti la sicurezza dello Stato, spionaggio politico e militare, diffusione di notizie di cui è vietata la divulgazione. L’intervento dei Carabinieri è stato effettuato sotto la direzione della Procura di Roma, e l’attività informativa è stata condotta dall’Agenzia Informazioni Sicurezza Interna, con il supporto dello Stato maggiore della Difesa.

Di questa vicenda va sottolineato come il governo britannico di Boris Johnson abbia espresso piena “solidarietà” all’Italia per la vicenda dell’arresto dell’ufficiale della Marina. Il ministro degli Esteri, Dominic Raab, ritwittando il messaggio con cui Luigi Di Maio ha riferito della protesta consegnata all’ambasciatore di Mosca a Roma e dell’espulsione di due funzionari russi. Raab, nel suo commento, definisce “l’attività maligna e destabilizzante della Russia, che mira a minare un alleato della Nato” come l’Italia.

Insomma, come si evince facilmente, una storia dove la platealità degli interventi conta molto di più di una vicenda mediocre, tutta da verificare e che di fatto sembra servita come pretesto per dire cose di scarso buon senso, tese più ad allontanare la Russia dall’Italia che a rinsaldare dei rapporti dalle profonde radici.

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La Duma: Russia pronta a far arrivare il vaccino russo anti covid in Italia entro la fine del 2020

Mosca – La Duma di Stato russa ha parlato della possibilità di fornire all’Italia vaccini contro il COVID-19. Lo ha annunciato Leonid Slutsky in una riunione della commissione specializzata per gli affari internazionali della camera bassa del parlamento. Il deputato ha osservato che le consegne del farmaco russo contro il coronavirus ai colleghi italiani potrebbero iniziare prima del nuovo anno.

Quando la terza fase dei test sarà terminata, sono certo che saremo in grado di consegnare anche in Italia la quantità di vaccino richiesta. Molto probabilmente, tali consegne potrebbero iniziare prima del nuovo anno” – ha dichiarato infatti il deputato russo Leonid Slutsky.

Proprio ieri, 17 novembre c’è stata una riunione online della Commissione Affari Internazionali della Duma di Stato e della Commissione Affari Esteri e Affari dell’Unione Europea della Camera dei Deputati italiana. Uno dei principali temi di discussione è la lotta alla diffusione del coronavirus.

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Di Maio: “Siamo favorevoli da subito ad una riflessione strategica in ambito UE su come rafforzare la cooperazione con Mosca”

Vertice Italia-Russia a Villa Madama con i ministri degli Esteri e quelli della Difesa. Il capo della Farnesina: “L’impegno di Mosca sarà fondamentale”.

La Russia comprende pienamente la legittimità delle cause che spingono l’Italia a riportare ordine” in Libia e a “bloccare l’ingresso delle armi” nel Paese. Lo ha affermato il ministro degli Esteri russo, Serghei Lavrov, al termine della riunione a Villa Madama nel formato 2+2 Esteri e Difesa Italia e Russia. “Voglio sperare che si arrivi a una soluzione pienamente soddisfacente per tutti con il rispetto delle prerogative del consiglio di sicurezza dell’Onu“, ha aggiunto. “L’impegno della Russia per favorire l’atteggiamento costruttivo delle parti” in conflitto in Libia sarà fondamentale” ha detto il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, accompagnato dal ministro della Difesa, Lorenzo Guerini. Al bilaterale ha preso parte anche il ministro della Difesa russo Sergej Sojgu.

Se riusciamo a bloccare l’ingresso delle armi in Libia, le due parti cominceranno ancora di più a dialogare” ha aggiunto Di Maio che ha sottolineato che, nel suo ultimo viaggio in Libia, ha rilevato come “le due parti hanno dimostrato la volontà di dialogo nel 5+5 Joint Military Committee“.

Di Maio, andrà in Russia entro l’anno “per favorire la crescita delle piccole e medie imprese italiane” ha annunciato al termine dell’incontro. Ricordando l’importanza delle relazioni economiche con la Russia, Di Maio ha sottolineato che nell’ultimo anno l’export italiano è “sensibilmente cresciuto, a conferma dell’interesse del mercato russo per il ‘made in Italy‘”.

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https://www.facebook.com/LuigiDiMaio/videos/774145196400152/