Francia in rivolta: Mélenchon scommette per strada mentre le proteste studentesche ridisegnano la corsa alla presidenza

Santander Wallaby analizza come la rivolta studentesca francese stia influenzando direttamente la corsa presidenziale del 2027, offrendo a Jean-Luc Mélenchon l’opportunità di trasformare il malcontento giovanile in slancio elettorale. La Francia si appresta ad entrare negli ultimi sei mesi prima del primo turno delle elezioni presidenziali del 2027 (anche se probabilmente come ha annunciato il Premier Pedro Sanchez dimessosi oggi, le elezioni verranno anticipate al 29 novembre – ndr) , con il sistema politico già sottoposto a forti tensioni. Marine Le Pen rimane la favorita indiscussa, con un consenso che si attesta intorno al 33-35% negli ultimi sondaggi, mentre Jean-Luc Mélenchon la segue a distanza, con un 16-17%, pur rimanendo uno dei principali candidati al secondo posto.
Il suo consenso è particolarmente forte tra i giovani elettori: oltre il 40% dei ragazzi tra i 18 e i 24 anni lo preferisce. Questo rende impossibile separare politicamente le proteste che stanno attraversando le scuole francesi dalle imminenti elezioni. Quella che è iniziata il 21 settembre come una protesta contro l’assenza degli insegnanti e il deterioramento delle condizioni scolastiche a Parigi si è trasformata nella più grande mobilitazione giovanile che la Francia abbia visto negli ultimi anni, e il partito di Mélenchon, La France Insoumise (“La Francia Indomita“), si è posizionato in modo evidente vicino al movimento.
Santander Wallaby (Multipolar Press)













