ELEKTRA, L’OPERA DI STRAUSS IN SCENA FINO AL 23 MARZO AL TEATRO FILARMONICO

Un cast internazionale per il capolavoro di Richard Strauss nel nuovo spettacolo di Yamal das Irmich che racconta il mito degli Atridi attraverso i grandi stravolgimenti di potere e società nel primo ‘900. Un’ora e mezza di pura tensione con musica avvolgente e colori lussureggianti eseguiti dall’Orchestra di Fondazione Arena diretta da Michael Balke.

Un Teatro Filarmonico gremito è esploso in una vera e propria ovazione al termine della prima di Elektra, nuova produzione lirica di Fondazione Arena di Verona. Un’ora e mezza carica di tensione ed emozioni, in cui il mio degli Atridi è riletto attraverso i grandi sconvolgimenti della Storia di un secolo fa nel nuovo spettacolo firmato dal regista Yamal das Irmich. Protagonista in scena per tutta la durata dell’atto unico il soprano Lise Lindstrom, in un cast internazionale comprendente sedici artisti affermati e giovani talenti. Paura, lutto, amore fraterno, desiderio di vendetta, speranza, ira, esultanza, tutto questo è moltiplicato dai mille colori dell’Orchestra di Fondazione Arena, impegnata nella ricchissima partitura di Richard Strauss diretta da Michael Balke. Un capolavoro imperdibile, in replica mercoledì 19 marzo alle 19, venerdì 21 marzo alle 20, domenica 23 marzo alle 15.30.

Elektra, prima collaborazione di Strauss con il letterato Hugo von Hofmannsthal, debuttò a Dresda nel 1909 con uno shock per il pubblico: un’opera potente, che unisce concisione e approfondimento psicologico, frutto delle scoperte di Freud e dei traumi inconsci, con un’orchestrazione lussureggiante e vocalità portate al limite del possibile per narrare un turbine di emozioni e infuocati contrasti. Una storia al femminile, quella di Elektra, la sorella Crisotemi e la madre Clitennestra, in una notte da incubo in cui la maledizione del sangue genererà altro sangue. 

La regina infatti ha ucciso il marito Agamennone e detiene il potere col debole Egisto e una corte di servili approfittatori. I tre figli sono divisi: Oreste è lontano ed è creduto morto, la bella Crisotemi vorrebbe dimenticare e tornare a vivere, mentre Elektra vive in un dolore ossessivo, afflitta dall’orribile assassinio del padre che desidera vendicare. È lei che vive come un animale nel cortile e si scontra con le ancelle e la madre, fino alla visita di sconosciuti messaggeri: tra loro, in incognito, Oreste, giunto a vendicare il padre e riprendere il potere. Ma questa reggia di Micene occhieggia alla Berlino di Isherwood e Cabaret, in una instabile e fluida Repubblica di Weimar ancora orfana del Kaiser e del vecchio ordine, in attesa di ristabilirne uno nuovo, ancora una volta contraddistinto dalla forza.

«Elektra è una storia di tre donne diverse, in conflitto tra loro e con loro stesse, in un mondo al limite, una realtà instabile in un momento sociale e storico di cruciale passaggio di poteri» è il concetto di partenza del regista Yamal das Irmich, autore dell’applaudita produzione che accosta il Mito alla Storia, con le scenografie di Alessia Colosso, i costumi di Eleonora Nascimbeni e il disegno luci di Fiammetta Baldiserri. Protagonista è Lise Lindstrom, specialista del ruolo, già applaudita anche in Arena, come Anna Maria Chiuri nei panni della tormentata Clitennestra. Crisotemi è Soula Parassidis, al debutto veronese come il baritono Thomas Tatzl quale Oreste e il tenore Peter Tantsits quale Egisto.

Completano il folto cast giovani artisti emergenti della scena internazionale: Nicolò Donini (Precettore), Anna Cimmarrusti (Confidente), Veronica Marini (Caudataria), Leonardo Cortellazzi e Stefano Rinaldi Miliani (Servi), Raffaela Lintl (Sorvegliante), Lucia Cervoni, Marzia Marzo, Anna Werle, Francesca Maionchi e Manuela Cucuccio (Ancelle). I servi e la corte di Micene sono voci fuori scena, affidate al Coro di Fondazione Arena di Verona diretto da Roberto Gabbiani. La densissima strumentazione è realizzata dall’Orchestra di Fondazione Arena guidata da Michael Balke (direttore dell’anno agli Opus Klassik Awards 2020 e già sul podio veronese per Salome nel 2018). Per l’occasione, per la prima volta in Italia, si utilizza la nuovissima versione orchestrale di Richard Dünser (edita in Italia da Ricordi), che adatta lo smisurato organico straussiano (il quale richiederebbe un’orchestra di oltre 120 elementi) alle forze e all’acustica di un teatro d’opera oggi, quale è il Filarmonico, rendendo giustizia ed equilibrio sonoro alle trasparenze e alle elaborazioni tematiche originali di Strauss, altrimenti perdute nella semplice riduzione d’organico.

Elektra è il terzo titolo della Stagione Lirica 2025, ricca di capolavori rari e prime esecuzioni al Teatro Filarmonico: è ancora possibile acquistare nuovi carnet e biglietti singoli per ogni data al link https://www.arena.it/it/teatro-filarmonico, alla Biglietteria dell’Arena e, due ore prima di ogni recita, alla Biglietteria stessa del Teatro Filarmonico in via Mutilati.

Paolo Simoncini




IL FLAUTO MAGICO INAUGURA LA STAGIONE ARTISTICA 2024 AL TEATRO FILARMONICO DI VERONA

Fra le ultime creazioni del genio di Salisburgo, summa musicale e spirituale di fine ‘700, Die Zauberflöte apre domenica la Stagione d’Opera e Balletto 2024 di Fondazione Arena di Verona al Teatro Filarmonico. L’opera tedesca di Mozart, con dialoghi in italiano ad intervallare alcuni dei brani più celebri di sempre, racconta una fiaba metaforica vivace, tenera, appassionata e insieme buffa, affidata a giovani interpreti già applauditi su importanti palcoscenici internazionali, tra cui Vinogradov, Fiume, Mezzaro, Siminska. Tre le repliche fino al 28 gennaio; biglietti, abbonamenti e carnet disponibili ai prezzi del 2023. Lo spettacolo rientra nel cartellone del Festival Mozart a Verona, giunto alla quinta edizione.

Era nel pieno della maturità artistica il 35enne Mozart quando, nel 1791, accettò di musicare il libretto dell’amico Schikaneder: in un periodo estremamente denso di impegni, onorati con veri e propri capolavori, Il Flauto magico nacque in poche settimane e andò in scena con successo di pubblico il 30 settembre al teatro viennese auf der Wieden. Il genio salisburghese prese parte alla stesura dell’opera in tutte le sue fasi, aggiungendo una simbologia massonica a quella che si può leggere a più livelli come avvincente fiaba, racconto di formazione, opera popolare ricca di situazioni comiche e personaggi buffi, elementi e stili diversi che solleticarono la fantasia del compositore. Certamente, la qualità dell’esito ha fissato da subito Il Flauto magico nel repertorio: a Verona è stato rappresentato nel ‘79, nel ’90 e nel 2015 in tre diversi allestimenti e ora torna in un nuovo spettacolo firmato per regia, scene e costumi dall’esperto Ivan Stefanutti, con l’assistenza di Filippo Tadolini e Stefano Nicolao, e luci del giovane Emanuele Agliati.

L’allestimento, coprodotto fra i teatri di OperaLombardia, il Verdi di Trieste e la statunitense Opera Carolina, approda a Verona con la sua carica visionaria, onirica e fiabesca, come uscita dall’oriente magico delle Mille e una notte. Sul palcoscenico sale un cast di prestigio internazionale, con alcuni debutti importanti: il basso Alexander Vinogradov, applaudito in Arena e nel mondo, interpreta il saggio Sarastro, la coppia destinata ad amarsi e incontrarsi è composta dal tenore Matteo Mezzaro (Tamino) e dal soprano Gilda Fiume (Pamina) e la temibile Regina della Notte è interpretata da Anna Siminska al suo esordio veronese. Sarà una prima volta anche per la giovane coppia comica Papageno-Papagena, affidata a Michele Patti e Giulia Bolcato. Completano il cast diversi giovani talentuosi: Matteo Macchioni (Monostatos), Marianna MappaFrancesca MaionchiMarta Pluda (le tre Dame al servizio della Regina), Viktor ShevchenkoGianluca Moro (sacerdoti/armigeri) e Alberto Comes. Due terzetti di giovanissime voci bianche si alterneranno nei panni dei genietti, tre fanciulli fatati che guideranno gli eroi nelle loro peripezie (Jacopo Lunardi, Lorenzo Pigozzi, Erika Zaha il 21 e il 26, Maria Vittoria Caputo, Carlotta Caruso, Anna Russo il 24 e il 28). L’Orchestra della Fondazione Arena di Verona e il Coro preparato da Roberto Gabbiani saranno diretti dal maestro Gianna Fratta, molto apprezzata nelle ultime stagioni al Teatro Filarmonico.

La forma è quella del Singspiel, non lontana dall’operetta come la conosciamo oggi, che prevede dialoghi parlati tra i diversi numeri musicali: senza alterare la lingua originale delle sublimi pagine mozartiane, proprio i dialoghi recitati sono stati adattati e tradotti in italiano per facilitare la comprensione e la scorrevolezza della storia. Il Flauto magico va quindi in scena domenica 21 gennaio alle 15.30 e replica mercoledì 24 gennaio alle 19, venerdì 26 gennaio alle 20 e domenica 28 gennaio alle 15.30. Biglietti, abbonamenti e nuovi carnet sono disponibili al link https://www.arena.it/it/teatro-filarmonico, alla Biglietteria dell’Arena e, due ore prima di ogni recita, alla Biglietteria stessa del Teatro in via Mutilati.

Fra le novità del 2024, Fondazione Arena propone incontri di approfondimento gratuiti che precedono l’andata in scena di ogni titolo d’opera e balletto in cartellone. Per Il Flauto magico, primo appuntamento del 2024, l’incontro di formazione del pubblico sarà guidato dal professore e musicologo Fabio Sartorellivenerdì 19 gennaio alle 18 presso la Sala Filarmonica (via Roma 1). L’ingresso è libero fino ad esaurimento posti.

«Anche la Stagione 2024 di Fondazione Arena si apre di concerto con tutta la città, in occasione del V Festival Mozart a Verona – dichiara Cecilia Gasdia, Sovrintendente della Fondazione Arena di Verona. – Il Flauto magico, la penultima delle sue oltre venti opere per il teatro, è un capolavoro di umanità, azione e musica, adatto a tutte le età. Siamo particolarmente felici di omaggiare il compositore guardando a questo frutto maturo del suo genio compiuto e, nello stesso tempo, ai primi passi di quel bambino prodigio destinato ad affascinare l’Europa, compresa Verona nel 1770. Raccontiamo infatti Mozart bimbo e le sue primissime composizioni in Baby Mozart, spettacolo pensato proprio per i più piccoli, che apre le matinée per le scuole di Arena Young e la rassegna del sabato pomeriggio, Sogniamo ad occhi aperti».

Fondazione Arena di Verona desidera ringraziare particolarmente BCC di Verona e Vicenza, che per il secondo anno conferma il proprio sostegno alle attività della Stagione Artistica 2024 al Teatro Filarmonico in qualità di main sponsor«Il rinnovo della partnership con Fondazione Arena è tra le prime azioni che la nostra banca lancia nel 2024 per la base sociale e le comunità locali – commenta Flavio Piva, Presidente di BCC di Verona e Vicenza. – La nostra realtà è prossima al completamento dell’iter di fusione con Banca Patavina. Dal 12 febbraio diventeremo a tutti gli effetti BCC Veneta e il nostro impegno, che ha guidato sin dalle prime fasi il percorso di integrazione, è di continuare a dialogare, ascoltare ed essere in relazione con le persone dei territori di presidio. Questo a conferma delle nostre strategie e politiche, da sempre fondate sulla missione del credito cooperativo e sull’impegno per il sociale, la cultura e la solidarietà, con un approccio di reale sinergia con enti, persone e imprese del territorio. Per questo, anche quest’anno siamo orgogliosi di essere a fianco di Fondazione Arena per la stagione lirica e sinfonica al Teatro Filarmonico, convinti della straordinaria qualità artistica della rassegna e della sua rilevanza per lo sviluppo della città e del Veneto in tutti i settori, sia culturale che dell’indotto turistico di così fondamentale rilevanza. La disponibilità ad accompagnare un progetto come questo, di importanza strategica per Verona e per la sua immagine internazionale, potrà incontrare anche la piena soddisfazione dei nostri 29mila soci che potranno beneficiare di tariffe agevolate e iniziative loro dedicate»

La ricca programmazione di Arena Young 2024, con nuovi spettacoli, incontri e iniziative per bambini, studenti, famiglie, personale di scuole, università, accademie, inizia proprio con uno spettacolo dedicato a Mozart e riservato per la prima volta alla scuola dell’infanzia e primaria, dal 17 al 20 gennaio. Il Flauto magico riprende la richiesta Anteprima scuole, lo spettacolo di venerdì 19 gennaio alle 16 riservato a studenti e giovani. Dopo la première, la rassegna Andiamo a teatro propone un avvicinamento all’opera per il mondo della Scuola, con la possibilità di assistere alle rappresentazioni infrasettimanali al Teatro Filarmonico e di partecipare ad un Preludio un’ora prima dello spettacolo: un momento di approccio alla trama, ai personaggi e al linguaggio del teatro in musica, a cura di Fondazione Arena, che avrà luogo nella prestigiosa Sala Maffeiana. Per Il Flauto magico è possibile partecipare al Preludio mercoledì 24 alle 18.00 e venerdì 26 gennaio alle 19.00. Info e prenotazioni: Ufficio Formazione scuola@arenadiverona.it – tel 045 8051933.

Paolo Simoncini




UN BALLO IN MASCHERA, CAPOLAVORO DI VERDI, CORONA LA STAGIONE LIRICA 2023 AL FILARMONICO DI VERONA

Titolo di grandi voci per antonomasia, opera di melodie, passioni e colpi di scena, “Un Ballo in maschera” completa la Stagione Lirica 2023 al Teatro Filarmonico. Nel ricco cast diretto dal maestro Ciampa, protagonista è il Governatore di Luciano Ganci, col baritono Simone Piazzola nei panni dell’amico e inconsapevole rivale in amore; nel ruolo di primadonna si alternano Maria Josè Siri e Daria Masiero. Lo spettacolo di Marina Bianchi ricostruisce l’epoca d’oro del melodramma con le eleganti tele dipinte nel 1913 da Carmignani.

Scritto da Verdi sui versi del librettista Somma, il teatralissimo Un Ballo in maschera viene da un’opera precedente di Auber ispirata al vero assassinio di Re Gustavo III di Svezia: la progettata Vendetta in domino, per titolo, soggetto e contenuti, incontrò enormi ostacoli con la censura prima a Napoli, quindi a Roma, dove andò in scena nel 1859 con un successo tale da lanciare l’acronimo “Viva V.E.R.D.I.” in un’Italia non ancora unificata. Da allora, Un Ballo in maschera non è mai uscito dal repertorio, conquistando le più belle voci di ieri e di oggi, e naturalmente il pubblico, nel mondo e in Arena, dove è stato rappresentato per 45 serate dal 1932 al 2014, e anche al Teatro Filarmonico, dove è comparso solo nel 2002. E dove oggi torna per chiudere la Stagione Lirica 2023 in un nuovo allestimento “storico” del Regio di Parma nei giorni 17, 20, 22 e 23 dicembre.  

La vicenda si svolge non più alla corte illuminista svedese ma a Boston nel ‘600, ancora colonia inglese, dove il governatore, il Conte Riccardo, vanta amici e sostenitori, tra cui Renato, ma anche nemici disposti a congiurare e ucciderlo. L’intreccio politico fa da sfondo a quello amoroso che, una volta svelato, creerà un insanabile contrasto fra amore e lealtà: Riccardo è infatti segretamente innamorato di Amelia, moglie del suo migliore amico Renato. Alla musica forse più appassionata di tutto Verdi, si aggiunge la presenza, altrove non frequente e qui in perfetto equilibrio, dell’elemento soprannaturale, le profezie dell’indovina Ulrica, e di quello umoristico, incarnato dal paggio Oscar, scanzonato alter ego di Riccardo. Verdi crea in questa partitura un caleidoscopio di colori e personaggi, finezze piscologiche e orchestrali, e alcune delle melodie più belle e immortali del repertorio operistico.

Ad interpretarle a Verona sarà un cast internazionale di prestigio: il tenore Luciano Ganci, applaudito anche in Arena e al suo atteso esordio al Filarmonico, sarà Riccardo, con il celebre soprano Maria Josè Siri, quale Amelia (per le recite del 17, 20 e 23) alternata a Daria Masiero (22/12), e col baritono veronese Simone Piazzola nei panni di Renato. Il paggio Oscar, frizzante ruolo en travesti, sarà affidato al soprano Enkeleda Kamani, e la maga Ulrica al mezzosoprano Anna Maria Chiuri, mentre i congiurati Samuel e Tom saranno i bassi Romano Dal Zovo e Nicolò Donini.

Completano il cast Fabio Previati come marinaio Silvano e Salvatore Schiano di Cola nel doppio ruolo di giudice e servo di Amelia. Sul podio dell’Orchestra di Fondazione Arena salirà il maestro Francesco Ivan Cimapa, giovane direttore più volte apprezzato a Verona anche in occasione dell’Opera Festival estivo. Il Coro preparato da Roberto Gabbiani sarà impegnato in scena con mimi, figuranti e i Tecnici di Fondazione Arena. Lo spettacolo avrà la regia dell’esperta Marina Bianchi e riporta alla luce le classiche scene dipinte da Giuseppe Carmignani per il Teatro Regio di Parma nel 1913, centenario verdiano celebrato anche a Verona con la prima Aida areniana. L’istituzione parmense, in coproduzione con l’Auditorio de Tenerife, ha restaurato e riallestito le tele con l’ausilio di Leila Fteita, qui coordinatrice dello spazio scenico e degli arredi, i nuovi costumidi Lorena Marin e le luci di Andrea Borelli.

Dopo la prima di domenica 17 dicembre alle 15.30, Un Ballo in maschera replicherà mercoledì 20 alle 19, venerdì 22 alle 20 e, anticipando eccezionalmente l’ultimo turno pomeridiano, sabato 23 dicembre alle 15.30. Biglietti disponibili al link https://www.arena.it/it/teatro-filarmonicoGià in vendita anche abbonamenti e biglietti singoli per la nuova e ricca Stagione 2024.  

Francesco Ivan Ciampa, Marina BIanchi, Francesco Ommassini 

«Il Teatro Filarmonico, ‘l’altro volto dell’Arena’, propone i capolavori del repertorio lirico e sinfonico meno frequenti o inediti in Anfiteatro – dichiara Cecilia Gasdia, Sovrintendente di Fondazione Arena – e Un Ballo in maschera, che dopo lunga assenza conclude questa Stagione Lirica, è un capolavoro che merita di essere riscoperto con la massima cura possibile su questo palcoscenico. Lo spettacolo che vedremo è un omaggio allo stile di messinscena con cui è nata l’Opera, e la compagnia comprende alcuni dei migliori artisti di oggi nel panorama internazionale, con attenzione ai giovani di talento. Varietà e qualità della proposta artistica ci hanno guidati anche nella Stagione 2024, già disponibile, piena di sorprese, novità e artisti di rilievo».

La prima di Un Ballo in maschera è dedicata al maestro Julian Kovatchev, scomparso prematuramente in Corea poche settimane fa: apprezzato da pubblico, critica e colleghi come artista e persona, per oltre 150 serate alla guida dei complessi artistici areniani, debuttò a Verona proprio nel 2002 dirigendo quest’opera.

Fondazione Arena di Verona ringrazia BCC di Verona e Vicenza Metinvest – Saving Lives, per il sostegno alle attività della Stagione Artistica 2023 al Teatro Filarmonico in qualità di main sponsor.

Arena Young. Parallele alle Stagione Lirica e Sinfonica sono le iniziative rivolte a studenti e personale di scuole, università, accademie. Fra queste, la richiesta Anteprima riservata a studenti e giovani che si terrà venerdì 15 dicembre alle 16. Dopo il debutto, proseguirà anche la rassegna Ritorno a teatro, un percorso di avvicinamento all’opera e alla musica sinfonica proposto dalla Fondazione Arena di Verona: l mondo della Scuola potrà assistere alle rappresentazioni infrasettimanali con tariffe speciali e l’opportunità di partecipare al Preludio un’ora prima dello spettacolo, un momento di approccio alla trama, ai personaggi e al linguaggio del teatro in musica, che avrà luogo in Sala Maffeiana a cura di Fondazione Arena. Per Un Ballo in mascherasarà possibile partecipare al Preludio mercoledì 20 alle ore 18 e venerdì 22 dicembre alle ore 19. Informazioni e prenotazioni: Area Formazione e Promozione Scuole scuola@arenadiverona.it – tel 045 8051933.

Stagione 2024: già in vendita biglietti e abbonamenti. È aperta la vendita dei nuovi abbonamenti e dei biglietti singoli della Stagione d’Opera e Balletto e della Stagione Sinfonica al Teatro Filarmonico. I prezzi degli abbonamenti della Stagione d’Opera e Balletto vanno da 84 a 318 euro in base al settore prescelto, mentre gli abbonamenti per la Stagione Sinfonica vanno da 73 a 182 euroOltre agli abbonamenti tradizionali si segnalano le tre formule carnet che permettono di costruire una propria agenda di appuntamenti con gli spettacoli proposti da Fondazione Arena al Teatro Filarmonico: infatti, superando la modalità del turno e del posto fisso, il carnet (3 ingressi per l’Opera4 ingressi per la Sinfonica) permette di scegliere trasversalmente tra tutte le recite in programma e di utilizzare i tagliandi uno per volta o globalmente, per una o più serate, risparmiando così sull’acquisto del singolo biglietto. Infine è proposta anche l’opzione mista Venerdì in Platea: 8 spettacoli fra opere e concerti da 169 a 243 euro. Biglietti singoli per ogni serata sono già in vendita riconfermando gli stessi prezzi in vigore nel 2023, a partire da 10 euro. In esclusiva per gli abbonati, sono compresi due spettacoli dell’Arena Opera Festival 2024. Nell’abbonamento alla Stagione d’Opera e Balletto c’è una recita della storica Aida che rievoca la prima areniana del 1913 (22 agosto), mentre chi si abbona alla Stagione Sinfonica ha inclusa la serata-evento dedicata alla IX Sinfonia di Beethoven (11 agosto). Per coloro che sceglieranno il maxi-abbonamento Opera + Sinfonica, è previsto in omaggio un biglietto di Poltronissima Gold per uno dei due eventi sopracitati. Infine, gli abbonati al Teatro Filarmonico avranno diritto ad una tariffa speciale (circa il 30% di sconto) per l’acquisto di un biglietto per il 101° Arena di Verona Opera Festival 2024, già in vendita sul sito www.arena.it.

RED




Fondazione Arena di Verona saluterà il 2023 con un evento al Teatro Filarmonico

Come da tradizione, Fondazione Arena di Verona saluterà il 2023 con un evento al Teatro Filarmonico: domenica 31 dicembre, alle ore 19.30, si terrà lo speciale Concerto di San Silvestro. Una seratadedicata ad un avvincente raffronto musicale tra Vecchio e Nuovo Mondo, tra operetta, jazz e musica sinfonica, con brani di Gershwin, Bernstein, Strauss, Offenbach, Nicolai, Lehár, affidati all’interpretazione di giovani artisti italiani apprezzati in tutto il mondo.

Protagonista sarà l’Orchestra di Fondazione Arena, guidata per la prima volta dal direttore palermitano Gaetano d’Espinosa, con la partecipazione dei giovani fratelli Caterina Sala (soprano) e Giovanni Sala (tenore), interpreti apprezzati in teatri e festival italiani ed europei.

Se l’inizio del Concerto sarà dedicato alla musica più accattivante del Novecento americano (Un Americano a Parigi, Candide e West Side Story), nella seconda parte della serata si aggiungerà il Coro di Fondazione Arena, preparato dal maestro Roberto Gabbiani, che porterà sul palco, tra i giri di valzer della Vienna imperiale, le più belle pagine di opere e operette quali Il Pipistrello, La Vedova allegra, Orfeo all’inferno. Non mancheranno autentiche chicche inedite, come il coro scritto da Wagner per il carnevale parigino o l’omaggio a Shakespeare secondo Nicolai con Le Allegre comari di Windsor.

Due ore di grande musica, per celebrare la fine dell’anno e l’arrivo del 2024, assieme agli artisti e al pubblico di Fondazione Arena. L’evento, fuori abbonamento, è già in vendita sia alla biglietteria che sui canali social e sul sito www.arena.it.

PREZZI BIGLIETTI        Posto unico numerato

INTERO € 40                     

RIDOTTO over                  € 27

RIDOTTO under 30          € 16

BIGLIETTERIA ARENA DI VERONA

Via Dietro Anfiteatro 6/b, 37121 Verona – Tel. 045 596517

Apertada lunedì a venerdì 10.30-16.00 | sabato 9.15-12.45

BIGLIETTERIA TEATRO FILARMONICO

Via dei Mutilati 4/k, 37121 Verona – Tel 045 8002880

Aperta due ore prima dello spettacolo

Punti vendita TicketOne.itbiglietteria@arenadiverona.it Call center (+39) 045 8005151

www.arena.it




“La Gioconda”: prima rappresentazione al Teatro Filarmonico di Verona

Il melodramma più importante dell’Italia appena unificata, dopo i successi di Verdi e prima di quelli di Puccini, va in scena per la prima volta al Filarmonico veronese in un nuovo allestimento coprodotto da sette teatri: capofila Verona, che propone per le grandi voci necessarie al titolo l’astro della giovanissima Monica Conesa, i tenori Angelo Villari e Samuele Simoncini, il villain di Angelo Veccia, diretti con Orchestra e Coro dal M° Ommassini. Regia e scene di Filippo Tonon, che firma i costumi con Carla Galleri, luci di Fiammetta Baldiserri e coreografie di Valerio Longo.

Amilcare Ponchielli (1834-1886), scomparso prematuramente da stimato docente di composizione a Milano, maestro di Puccini e Mascagni, faticò molto per emergere nell’affollato panorama dell’Ottocento italico: a dominare era ovviamente il maturo Giuseppe Verdi, imitato e inimitabile, mentre i più giovani rivolgevano lo sguardo oltralpe per cercare in Wagner e nel sinfonismo una via all’opera dell’avvenire. Ponchielli, organista, direttore di banda, compositore solido di titoli non troppo fortunati, si fece notare con un adattamento dei Promessi sposi e col successo del grand-opéra I Lituani: l’occasione d’oro che lo consacrò nel repertorio venne quando l’editore Ricordi gli commissionò una nuova opera affiancandogli il librettista più dotto e rivoluzionario della generazione scapigliata: Arrigo Boito (che si firmò con l’anagramma Tobia Gorrio). Ne risultò La Gioconda, dramma a tinte forti, fra tradizione e innovazione, con occasioni di spettacolarità corale, celebri danze, colpi di scena e banco di prova vocale. Dall’esordio alla Scala nell’aprile 1876 (diretta dal veronese Franco Faccio), l’autore ritoccò più volte l’opera, destinata al successo e all’incontro con i più grandi interpreti vocali degli ultimi centocinquant’anni.

La vicenda. Originata dal dramma di Victor Hugo Angelo, tiranno di Padova, che ispirò a Mercadante l’opera Il Giuramento, trova forma propria con Boito. Gioconda, umile cantatrice veneziana del ‘500 con madre cieca a carico, fugge l’amore di Barnaba cercando invece quello di Enzo. Ma Barnaba è una temibile spia del Consiglio dei Dieci mentre Enzo (genovese dei Grimaldi bandito dalla Serenissima) ritrova a Venezia il suo primo amore Laura, divenuta moglie del nobile Alvise Badoero, capo dell’inquisizione, e medita con lei la fuga. Scoperta la tresca, Gioconda è combattuta fra l’odio e il perdono: Laura infatti ha salvato dal linciaggio la povera madre della protagonista. Vincerà la misericordia: Gioconda aiuterà più volte la rivale, anche a prezzo dell’estremo sacrifico di sé. Malefico e onnipresente burattinaio è Barnaba (per Boito, già autore di Mefistofele, prototipo di Jago tradotto da Shakespeare per l’Otello verdiano), che guida le vicende fra intrighi, gelosie, avvelenamenti, ricche melodie (di Ponchielli) e moderni colpi di scena.

Il virtuosismo del librettista stimolò da subito il compositore a cercare soluzioni musicali che abbracciassero l’aria convenzionale con un declamato più libero e teatrale: La Gioconda richiede quindi voce e carisma non solo alla primadonna ma a tutti i ruoli principali. Doti che non mancavano ai nomi coinvolti nelle dieci produzioni areniane dal 1925 al 2005: solo per citarne alcuni, Giannina Arangi Lombardi, Benvenuto Franci, Irene Minghini Cattaneo, Beniamino Gigli, Caterina Mancini, Mario Del Monaco, Giulio Neri, Fedora Barbieri, Giuseppe Di Stefano, Aldo Protti, Ivo Vinco, Fiorenza Cossotto, Carlo Bergonzi, Mario Zanasi, Angeles Gulin, Cornell MacNeil, Ghena Dimitrova, Luciano Pavarotti, Piero Cappuccilli, Giovanna Casolla, Franco Bonisolli, Andrea Gruber, Marco Berti, diretti dai maestri Failoni, Marinuzzi, Serafin, Votto, Molinari Pradelli, Guadagno, Renzetti. Ma il titolo è legato ad un nome che su tutti si impone come spartiacque storico, sia per l’interpretazione de La Gioconda che per il mondo musicale ben oltre le mura di Verona: Maria Callas, che da ventitreenne sconosciuta esordì all’Arena di Verona nel 1947 come titolare di un cast comprendente Richard Tucker, Elena Nicolai, Nicola Rossi Lemeni e Carlo Tagliabue, per tornarvi da stella nel ’52 e lasciare il proprio nome nella leggenda. La Divina Greca, come l’amico Franco Zeffirelli, compie idealmente cento anni nel 2023, anno in cui all’Arena si terrà l’atteso Festival numero 100. 

A settantacinque anni da quello storico debutto, e a diciassette dall’ultima produzione in Anfiteatro firmata da Pizzi, Fondazione Arena propone un nuovo esordio: quello del capolavoro di Ponchielli sul palcoscenico del Teatro Filarmonico, coprodotto con lo Slovene National Theatre di Maribor, i Teatri di OperaLombardia e il Massimo Bellini di Catania. Il nuovo allestimento è firmato da Filippo Tonon per regia, scene e costumi (con Carla Galleri), con Fiammetta Baldiserri (luci) e Valerio Longo (coreografie) e diretto dal veneziano Francesco Ommassini, che guiderà l’Orchestra e il Coro areniani anche nelle repliche lombarde di novembre a Cremona (4 e 6), Como (10 e 13), Brescia (18 e 20) e Pavia (24 e 27) dove per la prima volta le maestranze artistiche accompagnano la produzione in tournée.

Gli artisti impegnati sulla scena sono tutti di rilievo internazionale e di estremo interesse nell’alternanza di due cast in cui spicca la provenienza areniana, a cominciare dalla giovanissima cubano-americana Monica Conesa che ha fatto il suo debutto in Anfiteatro come titolare di Aida, l’opera regina, ed esordisce ora al Filarmonico nei panni della protagonista, affrontando l’impegnativo ruolo di Gioconda per la prima volta. L’impervia parte di Enzo Grimaldo è affidata ai tenori Angelo Villari (al debutto veronese) e Samuele Simoncini (già applaudito Radamès e Calaf in Anfiteatro), mentre il perfido Barnaba è interpretato dal baritono Angelo Veccia (anch’egli all’esordio al Filarmonico). Alvise Badoero è interpretato dal basso coreano Simon Lim e la di lui moglie Laura Adorno è affidata al mezzosoprano polacco Agnieszka Rehlis e a Teresa Romano (entrambe al debutto). Voci importanti sono impiegate anche nei ruoli di fianco, come la Cieca di Agostina Smimmero, lo Zuane di Alessandro Abis e l’Isepo di Francesco Pittari. Completano il cast gli areniani Francesco Azzolini (un Cantore), Maurizio Pantò (un Pilota), Nicolò Rigano (un Barnabotto), Dario Righetti e Jacopo Bianchini (voci) e, nel nuovo spettacolo ricco e articolato, la partecipazione straordinaria del Coro di Voci bianche A.Li.Ve. diretto da Paolo Facincani. Le coreografie coinvolgono le tre prime ballerine Evgenija Koskina, Tetiana Svetlicna, Mina Radakovic: nella celeberrima Danza delle ore, nel concetto di Valerio Longo, queste figure inumane intrattengono gli invitati alla festa di Badoero, rappresentando il Tempo che arriva, il Tempo che resta e il Tempo che fugge.

«Questa nuova Gioconda porta una produzione di ampio respiro al Filarmonico: – dichiara il Sovrintendente e Direttore Artistico Cecilia Gasdia – uno spettacolo che, con artisti affermati e giovani di talento, porta voci “areniane” anche nella stagione invernale della Fondazione, dimostrando il rilievo che diamo al nostro Teatro, che lavora tutto l’anno e che merita l’attenzione e l’affetto del pubblico veronese in primis. Abbiamo inoltre scommesso su di un titolo fondamentale del repertorio che oggi è un po’ meno frequente ma che rivelerà, grazie all’arte e all’impegno dei suoi interpreti, tutta la forza e il fascino del grande melodramma».

«La Gioconda è un’opera nata in un periodo di ripensamento del melodramma – dichiara il M° Francesco Ommassini – e lo stesso Ponchielli ne era consapevole, diviso fra le tradizioni dell’opera italiana e la ricerca del nuovo, offertagli dall’ambizioso libretto di Boito. Il mio, anzi il nostro compito, è quello di trovare un equilibrio fra le due direzioni che l’opera percorre simultaneamente, sottolineando ciò che è nuovo e raffinato ma senza vergognarci dei facili effetti o edulcorare passaggi che sono stati concepiti per il canto e il teatro proprio dall’autore».

Il regista Filippo Tonon, che colloca la vicenda negli anni in cui fu composta l’opera, la considera il primo frutto del Verismo italiano, «movimentato influenzato dal Naturalismo francese, che mirava a dare una rappresentazione oggettiva della realtà sociale ed umana, evidenziandone le caratteristiche più umili, più contrastanti e, a volte, anche più sgradevoli. È una Venezia riconoscibile ma decadente, rappresentativa di un potere malato, sospettoso, fatto di spie, detenuto da un’aristocrazia che opprime il popolo e che sceglie le sue vittime».

La Gioconda debutta domenica 23 ottobre alle 15.30 (turno A) e replica mercoledì 26 ottobre (alle 19, turno C), venerdì 28 ottobre (alle 20, turno D) e domenica 30 ottobre (alle 15.30, turno B). Si ricorda che per l’accesso agli spettacoli non è più obbligatoria la presentazione di certificazione verde Covid-19 né l’uso della mascherina.

Con la Stagione Lirica 2022, riprendono le iniziative di Arena Young, rivolte a studenti e personale di scuole, università, accademie. Sono disponibili posti venerdì 21 ottobre alle 16 per l’anteprima giovani de La Gioconda al prezzo speciale di € 5 a biglietto.

È confermato anche il Ritorno a teatro: un percorso di avvicinamento all’opera e alla musica sinfonica proposto dalla Fondazione Arena di Verona. Il mondo della Scuola potrà assistere alle rappresentazioni in cartellone per la Stagione Artistica 2022 al Teatro Filarmonico, con l’opportunità di partecipare ad un Preludio un’ora prima dello spettacolo: un momento di approccio alla trama, ai personaggi e al linguaggio del teatro in musica, che avrà luogo nella prestigiosa Sala Maffeiana. Per Orlando furioso è possibile partecipare al Preludio mercoledì 26 ottobre alle 18 e venerdì 28 ottobre alle 19.

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TRIONFO BAROCCO: CON ORLANDO FURIOSO VIVALDI TORNA NELLA SUA VERONA

A distanza di 44 anni dalla storica prima, il capolavoro di Vivaldi torna al Teatro Filarmonico, sullo stesso palcoscenico dove è iniziata la riscoperta dell’Opera teatrale del “Prete Rosso”.

Con un cast di grandi interpreti del repertorio barocco e non solo, diretto da Giulio Prandi con l’Orchestra e il Coro della Fondazione Arena, Orlando furioso va in scena dall’8 maggio per quattro recite in edizione critica e con lo spettacolare allestimento di Fabio Ceresa.

Una vera macchina teatrale barocca traduce la meraviglia della finzione e il gioco di seduzioni e inganni dell’opera in uno spettacolo immaginifico ed elegante. I virtuosismi vocali e strumentali dell’Orlando furioso rivivono a Verona grazie ad alcuni dei migliori interpreti vivaldiani di oggi: Teresa Iervolino, Lucia Cirillo, Sonia Prina, Francesca Aspromonte, Laura Polverelli, Chiara Tirotta, Christian Senn e con scene, costumi e luci di Checchetto, Palella e Barettin.

Nel 1978, a trecento anni esatti dalla nascita di Antonio Vivaldi (1678-1741), l’allora ente lirico Arena di Verona gli dedicò un festival e tre recite di Orlando furioso, alla prima messa in scena contemporanea dal 1727. Claudio Scimone diresse i Solisti Veneti, il coro areniano e un cast d’eccezione guidato da Marilyn Horne in un repertorio pressoché sconosciuto: l’opera, nel celebre spettacolo di Pizzi, fu accolta da un trionfale successo di pubblico e critica, fu ripresa l’anno successivo e fortunatamente immortalata da una ripresa televisiva, e sancì la Renaissance Barocca in Italia. Dopo quarantatré anni, il titolo ritorna sul palcoscenico del Teatro Filarmonico, da dove ha intrapreso il suo cammino internazionale, nell’allestimento coprodotto dal Festival della Valle d’Itria e dal Teatro La Fenice e con eccezionali interpreti.

Le vicende di donne, cavalieri, armi e amori di Boiardo e Ariosto sono tutte collocate sull’isola della maga Alcina, la cui fonte ha il potere di far innamorare di lei chi vi si abbevera. È così che lei seduce Ruggiero, strappandolo all’amata e amante Bradamante. La stessa Alcina tiene prigioniera Angelica, oggetto d’amore dei poemi cavallereschi, e per questo viene sfidata da Orlando, innamorato della fanciulla; ma Angelica ama Medoro, che fortuitamente naufraga proprio sulla stessa isola: i due, ricongiunti, si sposano, causando la gelosia folle di Orlando. Nel frattempo Bradamante usa il magico anello di Melissa, pegno dello stesso Ruggiero, per annullare l’incantesimo sull’amato e per assumere le sembianze di altro cavaliere: in queste vesti ella stessa seduce Alcina, la quale non ricambia le attenzioni di Astolfo, eroe innamorato della maga. Orlando fuori di sé sconfigge lo spirito malvagio dell’antro oscuro, togliendo istantaneamente ogni potere ad Alcina e rendendo l’isola deserta, e crolla in un sono profondo, interrotto da Astolfo che gli riporta il lume della ragione con una fiaccola. Alcina, che avrebbe voluto uccidere il paladino, può solo giurare vendetta, mentre si festeggiano le coppie ritrovate, con la benedizione dello stesso Orlando.

Gli equivoci e le diverse combinazioni dei paladini cavallereschi e dei loro incostanti o contrastati amori, veri o frutto di sortilegi e seduzioni, sono in realtà una ricchissima cornice intorno ad Alcina, vero motore dell’opera vivaldiana: alla prima veneziana, l’interprete fu il contralto Anna Girò (o Giraud), fidata musa del Prete Rosso, che le dedicò ben sei arie solistiche solo nell’Orlando. La struttura dell’opera e le sue forme musicali in numeri chiusi mostrano i diversi affetti che i personaggi provano, le loro battaglie interiori e i conflitti risolti perlopiù in un lieto fine che coglie lo spirito dell’opera barocca come meraviglia e festa.

I virtuosismi di questi affetti sono affidati ad un cast richiesto in tutto il mondo, specialmente in questo repertorio, in molti casi al debutto sul palcoscenico del Teatro Filarmonico di Verona: il mezzosoprano Teresa Iervolino interpreta per la prima volta l’eroe del titolo, previsto sin dall’origine come gli altri ruoli maschili per voci femminili o castrati, oggi sostituiti dalla vocalità di contralti o contraltisti. Come lei, nei panni virili si calano fuoriclasse quali Sonia Prina come Ruggiero e Laura Polverelli come Medoro, affiancando la Bradamante di Chiara Tirotta e l’Angelica di Francesca Aspromonte. Completano il cast Christian Senn come Astolfo e Lucia Cirillo nell’impegnativa parte della maga Alcina.

Giulio Prandi, alfiere del repertorio barocco a Verona, torna al Filarmonico dopo il successo del Dido and Aeneas trasmesso in streaming e delle esecuzioni del Messiah haendeliano nel 2021 e dirige il Coro preparato da Ulisse Trabacchin e l’Orchestra su strumenti moderni integrandoli ai suoni di un continuo storicamente informato con due cembali e tiorba. Per la prima volta a Verona, inoltre, Orlando furioso si esegue nell’edizione critica curata dal massimo vivaldiano Federico Maria Sardelli.

L’allestimento di Fabio Ceresa, realizzato a Verona nella ripresa di Federico Bertolani, vanta le scene di Massimo Checchetto coadiuvato da Olimpia Russo, i costumi di Giuseppe Palella, le luci di Fabio Barettin e i movimenti mimici di Silvia Giordano. Lo stesso Ceresa, giovane ma già affermato regista e librettista, ha accuratamente analizzato il testo partendo dall’edizione critica e lo ha lievemente adattato al pubblico di oggi operando tagli e spostamenti di numeri musicali sempre nel rispetto della drammaturgia originaria. La durata complessiva dell’opera, in tre atti, prevede 160 minuti circa di spettacolo e due intervalli.

«Il palcoscenico del Filarmonico è per Fondazione e per la città un’occasione di spettacolo ma anche di cultura – dichiara Federico Sboarina, Sindaco di Verona e Presidente della Fondazione Arena. – Per questo abbiamo mantenuto tutti gli impegni presi e innalzato il livello delle proposte artistiche. Ne è ulteriore prova questa rappresentazione di Vivaldi, una vera ‘chicca’ musicale. Continua quindi il grande impegno di tutta la Fondazione per mantenere alto lo standing della nostra città. Oggi, alla luce di quanto affrontato durante la pandemia e degli straordinari risultati raggiunti nonostante le difficoltà, abbiamo riportato Verona nell’Olimpo della musica e degli spettacoli mondiali. Un livello di qualità che non riguarda solo il Teatro Filarmonico, lo spettacolo che va in scena domenica ne è la dimostrazione, ma presto anche il grande Festival areniamo che sta per partire».

«Con Orlando furioso Fondazione Arena prosegue l’allargamento di repertorio prefissato per il suo pubblico al Filarmonico, alla ricerca di tesori poco o per nulla rappresentati nel teatro della nostra città, – dichiara il Sovrintendente e Direttore Artistico Cecilia Gasdia e lo fa con interpreti di riferimento assoluto non solo per Vivaldi e con una direzione capace di far dialogare la prassi filologica e l’orchestra moderna. In occasione di questa produzione vogliamo inoltre omaggiare il genio di Antonio Vivaldi, che ha inaugurato il Teatro Filarmonico nel 1732, ma anche chi l’ha fatto tornare qui, ossia il maestro e amico Claudio Scimone. Da allora musica e musicologia hanno introdotto nuove scoperte e usanze, ma vogliamo ricordare la sua passione, il suo coraggio e la lungimiranza, senza cui non sarebbe possibile oggi rappresentare e godere di capolavori un tempo sconosciuti come quest’opera».

«Questo Orlando si fonda su due pilastri: – conclude il M° Giulio Prandi la partitura nell’edizione critica di Federico Maria Sardelli e l’elaborazione drammaturgica di Fabio Ceresa, che non ha operato tagli per la pura necessità di accorciare la durata ma ha reso l’opera in grado di parlare ancor meglio al pubblico di oggi. Credo che, tanto nello spirito quanto nella pratica, sia un’operazione molto vivaldiana. Prego il pubblico di porre attenzione a quanto virtuosismo Vivaldi abbia profuso non solo nelle voci ma anche in orchestra, con una filigrana di effetti e affetti che coglie l’eccezionale umanità nel percorso dei personaggi».

Orlando furioso debutta domenica 8 maggio alle 15.30 e replica mercoledì 11 maggio (alle 19), venerdì 13 maggio (alle 20) e domenica 15 maggio (alle 15.30). Dal 1° maggio, per l’accesso agli spettacoli non è più obbligatoria la presentazione di certificazione verde Covid-19; resta però confermato l’obbligo di mascherina Ffp2. Informazioni aggiornate al link: https://www.arena.it/it/teatro-filarmonico/info-covid

Sono riprese inoltre le conferenze di presentazione delle opere in scena nel 2022 in collaborazione con Amici del Filarmonico e Verona Lirica: l’appuntamento è in Sala Filarmonica martedì 3 maggio alle 18, per Orlando furioso di Vivaldi, con Roberto Mori. Ingresso libero da via Roma 3.

Con la Stagione Lirica 2022, riprendono le iniziative di Arena Young, rivolte a studenti e personale di scuole, università, accademie. Sono disponibili posti venerdì 6 maggio alle 16 per l’anteprima giovanidi Orlando furioso al prezzo speciale di € 5 a biglietto.

È confermato anche il Ritorno a teatro: un percorso di avvicinamento all’opera e alla musica sinfonica proposto dalla Fondazione Arena di Verona. Il mondo della Scuola potrà assistere alle rappresentazioni in cartellone per la Stagione Artistica 2022 al Teatro Filarmonico, con l’opportunità di partecipare ad un Preludio un’ora prima dello spettacolo: un momento di approccio alla trama, ai personaggi e al linguaggio del teatro in musica, che avrà luogo nella prestigiosa Sala Maffeiana. Per Orlando furioso è possibile partecipare al Preludio mercoledì 11 maggio alle 18 e venerdì 13 maggio alle 19.

Informazioni e prenotazioni: Ufficio Formazione scuola@arenadiverona.it – tel 045 8051933.

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MOZART: DALL’AUSTRIA ALLA RUSSIA

Verona – Venerdì 8 gennaio alle 20.30 prende il via la Stagione Artistica 2021 al Teatro Filarmonico con un concerto che si inserisce in una serie di eventi in collaborazione con il Comune di Verona, Fondazione Cariverona e l’Accademia Filarmonica di Verona e che hanno come filo conduttore il rapporto tra Mozart e la città di Verona. 

Il concerto, diretto da Francesco Ivan Ciampa, andrà in onda su Telenuovo e sarà trasmesso in streaming sui canali social di Fondazione Arena (Facebook, YouTube e sulla nuova webTV arena.it/tv) e di Fondazione Cariverona (Facebook, YouTube e www.fondazionecariverona.org/mozart) per raggiungere le case di tutti i veronesi – e non solo – con la nuova campagna “Filarmonico aperto…a casa tua“.

Mozart, dall’Austria alla Russia è il titolo del primo concerto della nuova Stagione Artistica, dedicato ad alcune delle composizioni più celebri dell’autore con uno sguardo all’influenza della sua musica fino alla Russia di Čajkovskij ed è inoltre l’appuntamento conclusivo della settimana di eventi dedicati a Mozart realizzata in collaborazione con il Comune di Verona, Fondazione Cariverona e l’Accademia Filarmonica di Verona, nel progetto di condivisione di risorse e competenze delle diverse Istituzioni a sostegno dello sviluppo culturale della città.

Per questo appuntamento sinfonico il Maestro avellinese Francesco Ivan Ciampa torna a dirigere il Coro e l’Orchestra areniani in un programma tutto all’insegna di Mozart che si apre con due famose ouverture: la prima è tratta dall’ultima opera musicale mozartiana, La Clemenza di Tito, composta a Praga nell’agosto del 1791 e rappresentata il mese successivo durante i festeggiamenti per l’incoronazione di Leopoldo II a re di Boemia, opera dalla controversa valutazione critica. Sempre nel 1791 viene messa in scena una delle opere più celebri di Mozart, Il Flauto magico, la cui overture presenta numerose analogie con la precedente poiché in entrambe si manifesta tutto il sinfonismo dell’ultimo Mozart con ricche espressioni contrappuntistiche inserite in formule più decorative.

Le due composizioni sono intervallate dall’esecuzione della solenne Messa in do maggiore per soli coro e orchestra KV 257 e conosciuta anche come Credo-Messe, composta nel novembre del 1776 su committenza del Principe-Arcivescovo di Salisburgo. La Messa si ricollega alla tradizione del melos liederistico della Landmesse, genere conosciuto da Mozart attraverso gli studi delle opere di Johann Michael Haydn, ricca di elementi popolari e per questa ragione non sempre apprezzata ed esplorata da tanti autori suoi contemporanei. La composizione, con il suo delicatissimo gusto liederistico, la rende il pezzo sacro mozartiano più vicino a quelli di Schubert; presenta una costruzione verticale permeata di una forte cantabilità, ma al tempo stesso sempre pronta ad avvicinarsi allo stile italiano-galante. La solenne Messa, con protagonista il Coro preparato da Vito Lombardi, vedrà esibirsi in veste di solisti il soprano Manuela Schenale, il contralto Tamara Zandonà, il tenore Antonino Scarbaci e il basso Valentino Perera.

La seconda parte del concerto invece opera un salto nello spazio e nel tempo fino alla Russia di fine Ottocento e alla produzione degli ultimi anni di Čajkovskij che, in occasione del centenario della composizione del Don Giovanni, compone la Suite n. 4 op. 61 “Mozartiana”, rendendo esplicita la sua profonda venerazione per il genio di Salisburgo. La prima esecuzione avviene a Mosca il 26 novembre 1887, diretta dall’autore stesso, che in quell’occasione offre in lettura al pubblico una breve prefazione riportata sulla partitura, dove esprime l’intento di riproporre nella prassi esecutiva quel repertorio mozartiano meno noto, ma sempre ricco di inarrivabile bellezza.

Gli eventi conclusivi del 2020, gli attesi concerti di Natale e Capodanno, hanno registrato rispettivamente oltre 3.300 e 3.500 visualizzazioni sul canale YouTube, mentre la webTV ha visto collegati più di 2.400 utenti per ciascuno spettacolo, a dimostrazione dell’apprezzamento dell’offerta artistica e dell’affetto del pubblico per l’attività del proprio Teatro, segnali molto incoraggianti anche per l’avvio della nuova Stagione Artistica.

Il concerto “Mozart, dall’Austria alla Russia sarà disponibile da venerdì 8 gennaio alle 20.30 sulla webTV arena.it/tv e su YouTube, mentre sabato 9 alle 15.00 trasmesso su Facebook e in chiaro su Telenuovo (canale 11). Questo primo appuntamento, che termina le iniziative mozartiane 2021, sarà infine veicolato anche da Fondazione Cariverona sui suoi canali social Facebook, YouTube e www.fondazionecariverona.org/mozart.

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STREAMING E MOLTO ALTRO PER GLI ULTIMI APPUNTAMENTI DELLA STAGIONE ARTISTICA 2020 DEL TEATRO FILARMONICO

Verona – Si rafforza l’impegno di Fondazione Arena nella promozione della grande musica con la diffusione in streaming dei concerti chiusi al pubblico a seguito dei decreti per la gestione dell’emergenza Covid. Gli appuntamenti fino al 31 dicembre, oltre che sulla webtv arena.it/tv e sui canali social Facebook e Youtube, saranno trasmessi in chiaro sull’emittente TeleArena, a conferma dell’impegno culturale, sociale ed educativo di Fondazione Arena.

Il Teatro esiste dove c’è pubblico. Dopo un’estate in Arena costellata da “prime volte” in un clima di festa per essere tornati a fare musica dal vivo, il 16 ottobre il Teatro Filarmonico aveva nuovamente aperto le porte ai suoi spettatori. I nuovi decreti, che hanno disposto la chiusura al pubblico delle sale teatrali, non hanno però fermato l’impegno di Fondazione Arena che, prima tra le grandi Fondazioni liriche italiane, si è attivata per offrire online la sua Stagione Artistica.

L’attività streaming, nata da una situazione di contingenza, si è rivelata un’opportunità apprezzata dal pubblico, ma anche dalle maestranze e da tutti i lavoratori, che hanno tratto dalla proposta nuovo entusiasmo e motivazione. L’iniziativa, nata in collaborazione con Anfols Teatri nell’ambito del progetto #apertinonostantetutto, ha così permesso a Fondazione Arena di portare avanti tutte le attività in programma e ha evidenziato la volontà di diffondere la musica che, più di ogni altra forma d’arte, può raggiungere un pubblico quanto più numeroso possibile facendosi portavoce di valori universali.

Il successo è stato davvero inaspettato e i riscontri ricevuti sono stati particolarmente calorosi, così come le visualizzazioni che sono tutt’ora in continuo aumento. Tale operazione non ha però raggiunto una parte delle persone che hanno meno familiarità con l’uso dei mezzi tecnologici utilizzati per fruire degli spettacoli in streaming. Per questa ragione, Fondazione Arena, insieme al Gruppo Editoriale Athesis, ha deciso di utilizzare anche la televisione tradizionale. Nasce così una serie di 4 concerti che saranno trasmessi in chiaro sull’emittente TeleArena per dare la possibilità a tutti di godere di Musica e di Arte.

 “In un momento come questo ci siamo prontamente attivati per restare aperti, davvero nonostante tutto commenta il Sovrintendente e Direttore Artistico, Cecilia Gasdia. “La tutela dei lavoratori e degli Artisti che gli scorsi mesi sono stati così fortemente penalizzati ci ha motivati ad attivare forme alternative di diffusione dei nostri concerti. L’obiettivo primario resta quello di tornare a fare spettacolo quanto prima, in sicurezza, aprendo nuovamente le porte al pubblico. Fino ad allora cercheremo di farci sentire portando la bellezza del nostro lavoro nelle case e in quante più realtà possibili, affinché il potere della musica possa unirci in un messaggio di speranza e di gioia”.

I concerti, in diretta dal Teatro Filarmonico, saranno in onda su TeleArena nelle seguenti date:

  • 13° Concerto su musiche di Beethoven, Chausson, Brahms: sabato 28 novembre alle ore 16.15
  • Un Ballo in maschera (prima parte): sabato 12 dicembre alle ore 16.15
  • Un Ballo in maschera (seconda parte): domenica 13 dicembre alle ore 16.15
  • Concerto di Natale: venerdì 25 dicembre alle ore 16.15
  • Concerto di Capodanno: giovedì 31 dicembre alle ore 21.15, con replica il 1° Gennaio alle ore 10.00.

E grazie alla sensibilizzazione di realtà da sempre attente alla promozione della cultura come Fondazione Cariverona, l’AULSS 9 Scaligera del Veneto, l’Assessorato alle Politiche sociali del Comune di Verona e   Banco BPM, Sponsor Ufficiale della Stagione Artistica al Filarmonico da undici anni, l’iniziativa sarà diffusa capillarmente presso gli ospedali, le RSA, i centri per gli anziani, le strutture per disabili, il carcere, ma anche in scuole ed enti culturali – solo per citarne alcune – dando vita al legame emotivo tra le persone che solo la musica può creare, per affrontare tutti insieme con determinazione le sfide e i cambiamenti di questo delicato periodo storico.

SEI A CASA AL TEATRO FILARMONICO

– appuntamenti –

TELEARENA WEBTV arena.it/tv

E YOUTUBE

FACEBOOK
13° concerto

musiche di Beethoven, Chausson, Brahms

28 novembre ore 16.15 27 novembre ore 20.00 28 novembre ore 16.15
 

 

Un Ballo in maschera

 

12 dicembre ore 16.15

(prima parte)

13 dicembre ore 16.15 (seconda parte)

 

12 dicembre ore 20.00 (integrale)

 

13 dicembre ore 20.00

(integrale)

Concerto di Natale 25 dicembre ore 16.15 25 dicembre ore 16.15 26 dicembre ore 16.15
Concerto di Capodanno 31 dicembre ore 21.15

1 gennaio 2021 ore 10.00

31 dicembre ore 21.15 1 gennaio 2021 ore 10.00

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LUCIA DI LAMMERMOOR APRE LA STAGIONE LIRICA 2020 DELLA FONDAZIONE ARENA DI VERONA AL TEATRO FILARMONICO

Verona – La Stagione Lirica 2020 al Teatro Filarmonico inaugura domenica 26 gennaio portando in scena uno dei titoli più conosciuti e rappresentati di Gaetano Donizetti: Lucia di Lammermoor. L’allestimento del capolavoro drammatico del compositore bergamasco proviene dal Teatro Verdi di Salerno, ed è firmato da Renzo Giacchieri per regia e costumi, con le scene ed il projection design di Alfredo Troisi, i movimenti mimici di Barbara Pessina e le luci di Paolo Mazzon. A concertare è il maestro ucraino Andriy Yurkevych, esperto direttore d’opera acclamato in tutti i più importanti teatri del mondo. Lucia di Lammermoor è considerata l’opera simbolo del romanticismo italiano. La Prima assoluta va in scena il 26 settembre 1835 al Real Teatro di San Carlo di Napoli, conseguendo uno straordinario successo e una ininterrotta fortuna, tanto che l’opera non uscirà mai dal repertorio lirico. Il compositore infatti, successivamente alla prima napoletana, scrive al suo editore Ricordi che «Lucia di Lammermoor andò, e permetti che amichevolmente mi vergogni e ti dica la verità. È piaciuto e piaciuto assai. Per molte volte fui chiamato fuori e ben molte anche i cantanti. Ogni pezzo fu ascoltato con religioso silenzio e da spontanei evviva festeggiato». Da quella data il dramma tragico in due parti e tre atti di Gaetano Donizetti entra con forza nell’immaginario romantico, specialmente con la “scena della pazzia” che forse ne è il momento più rappresentativo non solo nel panorama del melodramma romantico, ma in tutto il teatro musicale e, ancora più in generale, nella cultura moderna.  La vicenda prende spunto da The Bride of Lammermoor, romanzo storico del 1819 di Walter Scott, da cui il librettista Salvatore Cammarano trae i tradizionali numeri operistici semplificando i personaggi e sistemando la trama, per renderla più concisa ed efficace a rappresentare quell’«amor violento» senza il quale i soggetti, secondo Donizetti, sono freddi e che ben si addice al contesto scenico e musicale dell’opera romantica in stile gotico. Lucia di Lammermoor ha quindi rivoluzionato il gusto dello spettatore ottocentesco e ne ha turbato l’animo, con il suo finale tragico per nulla scontato, con la scena conclusiva affidata al tenore e non alla primadonna ed il suicidio di lui in bellavista.  La regia di Renzo Giacchieri proveniente dal Teatro Verdi di Salerno è in linea con lo spirito romantico e al tempo stesso profondamente drammatico dell’opera e traccia in maniera nitida le molteplici passioni che animano i protagonisti. La fedeltà alla veridicità storica ed emozionale è l’elemento fondamentale attorno a cui ruota la vicenda. I costumi sono dello stesso Giacchieri, le scene e il projection design sono firmati da Alfredo Troisi, i movimenti coreografici sono di Barbara Pessina, mentre le luci sono dell’esperto lighting designer di Fondazione ArenaPaolo Mazzon. Giacchieri è stato profondamente colpito dal racconto di Nicola CiprianiLe tre Lucie. Un romanzo, un melodramma, un caso giudiziario”, soprattutto per la terza vicenda, nel caso processuale di una ragazza dei nostri tempi che ha patito la stessa situazione della fanciulla di Lammermoor. «La storia si ripete e individua lungo il suo percorso anime in pena che vivono e rivivono le stesse identiche sofferenze, atroci dolori di vittime predestinate che seguono ignare il progetto dei loro carnefici». Giacchieri conosce bene l’opera, che ha messo in scena in 5 differenti allestimenti a partire dal 1984, e ricrea sapientemente il dramma della protagonista, le nevrosi convulsive e la malattia che la consuma per l’incapacità di resistere al dolore immenso che la pervade, dando vita ad una regia elegante e estremamente raffinata. Il cast è guidato da Andriy Yurkevych, al debutto operistico al Filarmonico dopo un impegno sinfonico nel 2010; Ruth Iniesta ed Enkeleda Kamani daranno voce a Lucia a fianco di Enea Scala e Pietro Adaini nel ruolo di Sir Edgardo di Ravenswood. Alberto Gazale e Biagio Pizzuti vestiranno i panni di Lord Enrico Ashton, mentre Simon Lim darà voce a Raimondo Bidebent. Enrico Zara sarà Lord Arturo Buclaw e Riccardo Rados sarà Normanno; infine Lorrie Garcia interpreterà il personaggio di Alisa La produzione vede impegnati l’Orchestra, il Coro – preparato per la quinta stagione da Vito Lombardi – e i Tecnici dell’Arena di Verona. Con Lucia di Lammermoor prosegue l’iniziativa Ritorno a Teatro rivolta al mondo della Scuola all’interno della proposta Arena Young 2019-2020: martedì 28 gennaio alle ore 18.00 e giovedì 30 gennaio alle ore 19.00 gli studenti delle scuole primaria e secondaria, i loro familiari, gli insegnanti, i dirigenti scolastici e il personale ATA potranno assistere allo spettacolo a prezzo speciale: € 6,00 per gli studenti e € 12,00 per gli adulti. L’incontro propone un Preludio, momento introduttivo allo spettacolo alla presenza di alcuni dei protagonisti dell’opera, seguito da un aperitivo nel Bar del Teatro.  Per informazioni e prenotazioni: Ufficio Formazione della Fondazione Arena di Verona tel. (+39) 045 8051933 – fax (+39) 045 590638 – scuola@arenadiverona.it 

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CONCERTO DI CAPODANNO AL TEATRO FILARMONICO DI VERONA

Martedì 31 dicembre 2019 alle 21:45 l’Orchestra e il Coro dell’Arena invitano il pubblico veronese ad una speciale e raffinata veglia di San Silvestro nel segno della grande musica italiana.

Il programma del Concerto di Capodanno diretto dal maestro Francesco Ommassini – e presentato da Davide da Como –  conclude idealmente il Viaggio in Italia nel tempo e negli stili che ha animato l’autunno del Teatro Filarmonico: la prima parte del concerto comprende la rara Messa di Gloria di Puccini con i giovani e affermati solisti Masiero, Abete e Montresor, cui seguono le più celebri scene di brindisi dell’Opera da Verdi a Mascagni.

Puccini è protagonista del mese di dicembre al Teatro Filarmonico, come punto d’arrivo ideale del Viaggio in Italia nel tempo e negli stili che lungo l’autunno ha condotto il pubblico attraverso i più rilevanti lavori dei grandi compositori italiani dalla fine del Settecento in poi. Dopo Madama Butterfly viene infatti eseguita una rarità nella produzione del grande lucchese, la giovanile Messa di Gloria per soli, coro e orchestra, scritta tra il 1878 e il 1880, prima di affrontare la produzione operistica, e mai data alle stampe sino alla metà del secolo scorso.

Alcune idee melodiche fungeranno infatti da spunto per i capolavori giovanili di Puccini sino a Manon Lescaut, tuttavia il lavoro è rigorosamente fedele alla liturgia e al contrappunto classico, come richiesto all’esame di diploma dell’Istituto Pacini di Lucca per cui fu composta. Ad oggi sono ancora poche le occasioni per ascoltare quest’opera giovanile ma di assoluto valore, che Fondazione Arena propone con i propri complessi artistici, la direzione del maestro veneziano Francesco Ommassini e la partecipazione dei solisti Daria Masiero (soprano), Raffaele Abete (tenore) e Gianfranco Montresor (baritono) recentemente impegnati nell’applauditissima Madama Butterfly.

La seconda parte del concerto, in attesa della Mezzanotte che aprirà il 2020, è dedicata ai brindisi operistici più e meno noti. Si parte col giovanile Ernani di Giuseppe Verdi (1844), quindi con la gioiosa festa della domenica di Pasqua che apre il Primo atto di Mefistofele(1868-‘75) di Arrigo Boito, per proseguire con altre due celebri scene verdiane, a tema diabolico e scapigliato: la prima è guidata da Lady Macbeth per Macbeth (1847-’65) e l’altra da Jago in Otello (1887). Del 1890 è Cavalleria rusticana, nuovo titolo inaugurale del 98° Arena di Verona Opera Festival 2020 insieme a Pagliacci: dall’opera di Mascagni è tratto il Brindisi condotto dal tenore Turiddu, seguita da un’altra gloriosa pagina dello stesso autore livornese: con l’Inno del Sole che apre Iris (1898) Fondazione Arena di Verona augura al suo pubblico un luminoso anno nuovo. (trovo un po’ lunghetta questa frase, si potrebbe dividerla)

Come da tradizione, il concerto si concluderà con il tradizionale brindisi offerto al pubblico da Fondazione Arena in collaborazione con Vini Sartori.

RED