Roberto Bolle and Friends: le stelle della danza all’Arena di Verona il 22 e il 23 luglio
Category: Arena di Verona
16 Luglio 2025
Nicoletta Manni e Timofej Andrijashenko
Una grande festa in due serate per i 25 anni di Roberto Bolle and Friends. Duecento anni di musica e di danza, stili diversi dall’800 ad oggi. Nove étoilese primi ballerini da tutto il mondo, il pianoforte di Madrigal, i maggiori coreografi, tra classico e contemporaneo. E per la prima volta Diodato guest star
Nel suo 25° anniversario, il gala Roberto Bolle and Friends torna all’Arena di Verona in doppia data, martedì 22 e mercoledì 23 luglio alle 21.30, con un cast e un programma davvero speciali, che spaziano in duecento anni di musica e danza fino ad oggi con alcuni dei più grandi artisti internazionali. La formula è collaudata e avvincente, con un impaginato sempre nuovo ogni anno che accosta sapientemente il moderno, la sperimentazione contemporanea e nuove commissioni a indimenticabili passi a due del balletto classico, quest’anno con un’inedita incursione nel pop d’autore. Un’occasione imperdibile per ogni appassionato di danza ma anche per migliaia di curiosi che vogliano accostarsi a questo mondo di disciplina, gioia e bellezza che proprioRobertoBolle si è impegnato a comunicare come nessun altro negli ultimi venticinque anni.
Roberto Bolle and Friends Arena di Verona
Il gala 2025 del 22 e 23 luglio, coprodotto con ArteDanza, schiera sul palcoscenico Nicoletta Manni e Timofej Andrijashenko, étoile e primo ballerino del Teatro alla Scala, Melissa Hamilton, prima ballerina del Royal Ballet di Londra,TatianaMelnik, prima ballerina dell’Hungarian National Ballet di Budapest, GiorgiPotskhishvili, primo ballerino del Dutch National Ballet di Amsterdam, OleksandrRyabko, primo dell’Hamburg Ballet tedesco, e due artisti internazionali come MikaelaKelly, al debutto in Arena, e Toon Lobach, atteso ritorno, insieme in “I” di PhilippeKratz.
Accanto all’étoile della Scala, anche due grandi incontri con la musica dal vivo: al pianoforte MarcosMadrigal, pluripremiato concertista cubano che dipingerà con le note il Clair de lune di Debussy, per il poetico Moonlight coreografato da Juliano Nunes, con il chiarore della vera luna che sorgerà dietro il palco areniano. Quindi, dopo la collaborazione 2021 in Rai nel programma “Danza con Me” 2021 (con una platea di 4 milioni di telespettatori), Roberto Bolle ritrova il cantautore AntonioDiodato, per la prima volta insieme dal vivo, sull’immenso palcoscenico dell’Arena di Verona.
Il programma ricco e vario di questo doppio appuntamento areniano inizierà con Roberto Bolle e Melissa Hamilton in Borderlands, creazione di Wayne McGregor per il San Francisco Ballet: i due torneranno nel passo a due Take me with you che Robert Bondara ha firmato anche per costumi e luci sulle note dei Radiohead. Nicoletta Manni e Timofej Andrijashenko, coppia nell’arte e nella vita, tornano sul palcoscenico areniano nel Grand pas classique di Auber coreografato da Gsvovskij e nel celebre passo a due “del balcone” da Romeo e Giulietta diProkof’ev secondo MacMillan, che li ha visti promettersi amore eterno in un’Arena gremita e festante tre anni fa. Classico fondamentale anche il Pas de deux di Melnik e Potskhishvili da Il Corsaro di Drigo-Petipa e l’Opus 100-Für Maurice di John Neumeier in cui Bolle e Ryabko dialogano con le canzoni di Simon & Garfunkel. E, per i cinquant’anni anni dalla scomparsa di DmitrijŠostakovič, genio del ‘900 musicale, Roberto Bolle sarà protagonista di Memories, toccante assolo creato sul Secondo concerto per pianoforte e orchestra del compositore russo. Il gran finale con Diodato, su inedite coreografie di Stefania Ballone e Massimiliano Volpini, si preannuncia coronamento emozionante di questa grande festa per i 25 anni di Roberto Bolle and Friends.
I biglietti dello spettacolo, coprodotto da Fondazione Arena di Verona e Artedanza, sono in vendita su arena.it, alla biglietteria dell’Arena di Verona e su Ticketone. Speciali riduzioni sono riservate agli under 30 e agli over 65.
RED
FALSTAFF, L’OPERA RITROVATA DI SALIERI FESTEGGIA I 50 ANNI DEL TEATRO FILARMONICO
Category: Filarmonico
16 Luglio 2025
Fondazione Arena di Verona celebra 50 anni d’opera al Teatro Filarmonico riproponendo, a distanza di mezzo secolo, il titolo che inaugurò la prima Stagione artistica nel 1975, ma con uno spettacolo tutto nuovo e in edizione critica. Domenica 19 gennaio alle 15.30 si alza il sipario su Falstaff ossia Le tre burle, opera comica di Antonio Salieri, nato a Legnago e divenuto compositore alla corte imperiale di Vienna. Una gemma del teatro musicale da riscoprire, grazie alla regia dell’esperto shakespeariano Paolo Valerio, con scene di Ezio Antonelli e luci di Claudio Schmid, in una lettura settecentesca e frizzante, con un cast di giovani talentuosi e i complessi artistici di Fondazione Arena diretti da Francesco Ommassini. Repliche mercoledì 22 gennaio alle 19, venerdì 24 alle 20, domenica 26 alle 15.30.
Dopo i bombardamenti della Seconda guerra mondiale, Verona dovette attendere la ricostruzione del Teatro, per mano dell’Accademia Filarmonica, prima di rivedere l’opera sul principale palcoscenico al coperto della città. Era il 1975 e, per i 150 anni dalla morte di Salieri, andò in scena Falstaff: inaugurazione lirica del Teatro e vera e propria riscoperta, che fece circolare l’allestimento in numerose città, prima di tornare a Verona nel 1981. Da allora molti passi avanti si sono fatti nella rivalutazione di Salieri e della sua arte, liberi dalla leggendaria rivalità col coevo Mozart, immortalata in prosa da Puškin e al cinema da Amadeus. Cinquant’anni dopo, per il bicentenario salieriano, Falstaff va in scena per la prima volta in edizione critica, prodotta da Fondazione Arena, edita da Casa Ricordi e a cura di Elena Biggi Parodi, musicologa, titolare della cattedra di Storia e storiografia della musica al Conservatorio di Parma e critico musicale cui si deve la riscoperta di numerosi scritti del compositore, del quale ha già pubblicato il catalogo completo delle opere.
Salieri, nato nel 1750 da commercianti di Legnago, da sempre votato alla musica, fu notato a Venezia da Florian Leopold Gassmann, compositore alla corte degli Asburgo, che lo portò con sé come allievo aVienna. Qui il giovane veronese conquistò anche la fiducia dell’Imperatore, che lo nominò Hofkapellmeister dopo il suo maestro. In questo ruolo amministrò fino alla morte (esattamente duecento anni fa) il patrimonio musicale di corte, i musicisti, le esecuzioni e il repertorio, fornendo in prima persona nuove composizioni in ogni genere, tra cui serenate, sinfonie, concerti, inni, messe, opere serie e buffe. A Vienna Salieri fu anche un ricercato insegnante: fra i suoi allievi, che spesso citarono il proprio maestro con dediche o variazioni di temi dalle sue opere, si annoverano Beethoven, Cherubini, Czerny, Hummel, Liszt, Meyerbeer, Schubert.
Falstaff fu scritta nel 1799 per il Teatro di Porta Carinzia (sede di storici debutti da Mozart a Offenbach, passando per Beethoven, Chopin e Donizetti), su libretto di Carlo Prospero Defranceschi. È un’opera fra le più mature tra le circa quaranta firmate da Salieri. Partendo dalla celebre commedia shakespeariana Le allegre comari di Windsor, il compositore condensa abilmente i numerosi personaggi in poche essenziali figure, conservando la trama dell’originale e combinandole con le esigenze convenzionali dei ruoli dell’epoca. Il risultato è originale e la commedia procede speditamente con un’estremamente moderna successione di scene e numeri musicali in continuità, includendo tutte e tre le burle di Shakespeare (ridotte invece a due dal più celebre Falstaff verdiano del 1893). Un successo per l’opera italiana buffa anche in terra viennese, che Salieri omaggiò con una aria in lingua tedesca, spiritosamente inserita nell’azione.
Protagonista è il nobile decaduto sir John Falstaff, carattere larger-than-life, a caccia di piaceri culinari e sostegni economici. Sir John tenta di sedurre due donne sposate, le quali, a dispetto dei rispettivi mariti, ordiscono tre finti appuntamenti per Falstaff, umiliandolo in pubblico altrettante volte. Partendo dall’indomita energia del protagonista, Casanova nello spirito, ma meno nel fisico, il regista Paolo Valerio ha curato una cornice veneziana e rococò, l’ambiente libertino per eccellenza ed epoca della scrittura dell’opera comica. Questo mondo rivive con le scene e il projection design di Ezio Antonelli, le luci di Claudio Schmid e un affiatato cast di giovani talenti dell’opera: nel ruolo del titolo, Giulio Mastrototaro “insidia” Gilda Fiume, mrs. Ford, e LauraVerrecchia, mrs. Slender, ad insaputa dei mariti (dalle parti altrettanto esigenti vocalmente) di MarcoCiaponi e MichelePatti. Completano il cast la cameriera Betty di EleonoraBellocci e il servitore Bardolf di RomanoDalZovo. L’inarrestabile azione scenica è resa ancor più vivace dai numerosi mimi coordinati da Daniela Schiavone. L’Orchestra di Fondazione Arena e il Coro preparato da Roberto Gabbiani sono diretti dal maestro veneziano Francesco Ommassini. L’opera è inserita nel programma di Mozart a Verona 2025, Festival diffuso in tutta la città.
Falstaff inaugura la Stagione Lirica 2025, ricca di capolavori rari e titoli in prima esecuzione assoluta al Teatro Filarmonico: è ancora possibile acquistare abbonamenti, nuovi carnet e biglietti singoli per ogni data al link https://www.arena.it/it/teatro-filarmonico, alla Biglietteria dell’Arena e, due ore prima di ogni recita, alla Biglietteria stessa del Teatro Filarmonico in via Mutilati.
BCC Veneta rinnova il suo legame con Fondazione Arena di Verona anche per il 2025, confermandosi main sponsor della Stagione Artistica del Teatro Filarmonico.
INCONTRO DI APPROFONDIMENTO APERTO AL PUBBLICO
Nuova stagione e nuova sede per gli incontri gratuiti di approfondimento, in collaborazione con Accademia Filarmonica di Verona:Falstaff sarà presentato al pubblico giovedì 16 gennaio alle 18 nella prestigiosa Sala Veranda dell’Accademia Filarmonica (via Mutilati 4) dalla curatrice dell’edizione critica Elena Biggi Parodi. Ingresso libero fino ad esaurimento posti.
APPUNTAMENTI PER GIOVANI E STUDENTI
Con Falstaff prende il via anche la programmazione 2025 di Arena Young: spettacoli, incontri e iniziative per bambini, studenti, famiglie, personale di scuole, università, accademie. L’opera debutta infatti con l’Anteprima riservata a studenti e giovani, venerdì 17 gennaio alle ore 16, preceduto da una presentazione dedicata.
Per la rassegna Andiamo a teatro, il mondo della scuola potrà assistere alle rappresentazioni infrasettimanali al Filarmonico partecipando al Preludio un’ora prima dello spettacolo: un’introduzione alla trama, ai personaggi e al linguaggio del teatro in musica, a cura di Fondazione Arena, nella prestigiosa Sala Maffeiana, mercoledì 22 gennaio alle ore 18 e venerdì 24 gennaio alle ore 19.
Info e prenotazioni: Area Formazione e Promozione Scuole scuola@arenadiverona.it – tel. 045 8051933.
RED
La stella del violino Frank Peter Zimmermann al Teatro Filarmonico di Verona
Category: Filarmonico
16 Luglio 2025
La stella del violino Frank Peter Zimmermann, fra i massimi virtuosi al mondo, fa il suo atteso ritorno a Verona per il debutto con l’Orchestra di Fondazione Arena nel Concerto per violino di Johannes Brahms, capolavoro del genere e pagina di estremo impegno per il solista. Il Concerto, concepito per l’amico violinista Joseph Joachim a partire dall’ideale modello beethoveniano, è proposto insieme allaSeconda sinfonia in Re maggiore dello stesso Brahms, forse la sua opera orchestrale più gioiosa. Sul podio, al suo debutto veronese, il direttore svizzero Christoph-Matthias Mueller.Le due composizioni, scritte a pochi mesi di distanza fra il 1877 e il ‘78, costituiscono la seconda tappa della “primavera a tutto Brahms”, dedicata all’integrale di sinfonie e concerti del compositore tedesco, per la prima volta a Verona concentrata in soli quattro appuntamenti affidati a direttori emergenti e solisti di fama internazionale: dopo la prima venerdì 12 aprile, alle 20, si replica sabato 13 aprile, alle 17.
Il concerto (4° della Stagione Sinfonica 2024) ha una durata di 85 minuti circa più intervallo. Biglietti da 10 a 26 euro, con tariffe speciali under30, abbonamenti e carnet disponibili al link www.arena.it/it/teatro-filarmonico, alla Biglietteria dell’Arena e, due ore prima di ogni concerto, alla Biglietteria del Filarmonico in via Mutilati.
La nuova BCC Veneta si conferma main sponsor della Stagione Artistica 2024 del Teatro Filarmonico.
Il prossimo appuntamento sinfonico vedrà la prima italiana dell’eclettico e spettacolare Requiem di Andrew Lloyd-Webber, maestro indiscusso del musical odierno. L’integrale brahmsiana prosegue il 3 e il 4 maggio con la Terza sinfonia diretta da Franz Schottky abbinata al Secondo concerto per pianoforte con Pietro De Maria. Il 10 e l’11 maggio Eckehard Stier dirigerà la Quarta sinfonia e il Primo concerto per pianoforte con Lilya Zilberstein.
RED
Anna Netrebko sarà Tosca all’Arena di Verona Opera Festival 2024
Category: Arena di Verona
16 Luglio 2025
La stella dell’opera conferma il suo legame con Verona e, per la prima volta in Arena, sarà la protagonista dell’opera di Puccini con Yusif Eyvazov e Luca Salsi.
Anna Netrebko tornerà da protagonista all’Arena di Verona. E, per la prima volta, sarà Tosca. Un legame, quello con l’anfiteatro romano e la città scaligera, sempre più profondo. Il suo debutto a Verona risale al 2019 con tre recite come Leonora ne Il Trovatore. Da allora, anche nelle estati segnate dalla pandemia, la stella dell’opera non è mai mancata all’appuntamento del Festival areniano, proponendo ogni anno un personaggio diverso: dopo essere stata protagonista del Gala 2020 con brani di Verdi, Cilea, Donizetti e Giordano, ha interpretato Turandot nel 2021, Aida e Turandot nel 2022, per aprire e chiudere con recite sold-out il 100° Festival 2023 rispettivamente come Aida e La Traviata.
Accanto al partner di vita e in scena, il tenore Yusif Eyvazov (Mario Cavaradossi)e al baritono Luca Salsi (il Barone Scarpia), Anna Netrebko guiderà il cast internazionale del Festival 2024 interpretando per la prima volta in Arena la protagonista di Tosca di Puccini per le prime tre rappresentazioni dell’opera nell’apprezzato allestimento curato per regia, scene e costumi da Hugo De Ana, una produzione che unisce potenti simboli, sontuosi costumi tradizionali, rapidi cambi di scena ed effetti mozzafiato.
Il tenore Yusif Eyvazov
La storia di Floria Tosca, creata dal drammaturgo Victorien Sardou per Sarah Bernhardt nel 1887, conquistò subito Giacomo Puccini che, dopo lunghe trattative, ne affidò il libretto ai fidi Giacosa e Illica, riscuotendo alla prima romana del 1900 un successo clamoroso e ininterrotto, facendo della protagonista la diva per eccellenza del repertorio operistico. A Roma, esattamente nell’anno 1800, sullo sfondo delle guerre tra rivoluzionari francesi e il potere del Papa Re, la celebre cantante Tosca vede la politica e la Storia stravolgere completamente la sua vita e il suo amore, in un triangolo avvincente e musicalmente rivoluzionario come un thriller ante-litteram.
Il fascino ricco, complesso ed istrionico della Tosca pucciniana prenderà voce e vita nell’artista Anna Netrebko, che debuttò nel medesimo ruolo al Metropolitan di New York nel 2018, riprendendolo trionfalmente per l’inaugurazione della Scala 2019/20, quindi solo per alcune recite a Madrid e Buenos Aires, e finalmente sarà a Verona per le serate di 2, 9 e 16 agosto.
Anche la quarta e ultima recita del titolo riserverà sorprese, con un cast interamente rinnovato che sarà annunciato nelle prossime settimane insieme a tutti gli artisti del 101° Festival.
I biglietti sono già in vendita per tutte le date dell’Arena di Verona Opera Festival 2024: 48 serate dall’8 giugno al 7 settembre, fra 7 titoli d’opera, 5 gala e 1 balletto.
RED
Roberto Bolle e dieci stelle della danza internazionale al 100° Arena di Verona Opera Festival
Category: Arena di Verona
16 Luglio 2025
Non poteva mancare nel ricco cartellone del Festival numero 100 all’Arena di Verona l’imperdibile Roberto Bolle and Friends: appuntamento speciale che riunisce nella stessa serata la grande “étoile dei due mondi” e dieci artisti di prima grandezza provenienti dalle più prestigiose istituzioni del Balletto internazionale. Mercoledì 19 luglio Roberto Bolle, Étoile del Teatro alla Scala di Milano, guiderà sull’immenso palcoscenico areniano un cast d’eccezione, fra attesi ritorni e debutti areniani: BakhtiyarAdamzhan (Principal Dancer dell’Opera di Astana), WilliamBracewell, Melissa Hamilton e Yasmine Naghdi (Primi Ballerini del Royal Ballet di Londra), António Casalinho (Primo Solista del Bayerisches Staatsballett di Monaco), MadokaSugai (Prima Ballerina del Balletto di Amburgo), gli International Guest Artist Toon Lobach e Casia Vengoechea. Dopo la seguitissima proposta di matrimonio che ha incantato l’Arena e il mondo della danza nel 2022, tornano anche Timofej Andrijashenko e Nicoletta Manni (Primi Ballerini del Teatro alla Scala).
Il cast si completa col M° Alessandro Quarta nella doppia veste di violino solista e compositore (rispettivamente in apertura e chiusura di programma, prima sulle note di Astor Piazzolla coreografate da Massimiliano Volpini, quindi nella nuovissima creazione Sphere firmata da Mauro Bigonzetti. Sono quattro le ampie scene di “passo a due” scelte fra i più spettacolari capolavori del balletto classico: Romeo e Giulietta, Il Corsaro, Don Chisciotte e Le Fiamme di Parigi, cui va aggiunta la coreografia di Amedeo Amodio su Carmen di Bizet, in perfetto equilibrio con le proposte dedicate alla danza moderna e contemporanea, come l’ormai celebre Infra di Wayne McGregor su musiche di Max Richter, oppure il dialogo di Les Indomptés e quello pensato per gli inediti paesaggi sonori di “I”, sempre con lo sguardo rivolto alle eccellenze internazionali di oggi.
Sono pochissimi i posti ancora disponibili per l’attesissima serata evento, coprodotta con ARTEDANZASRL, che si preannuncia un magnifico sold-out in Anfiteatro. Per poter accogliere tutto il pubblico richiedente, Fondazione Arena ha aperto le vendite per gli ultimi posti laterali di VI settore (ex gradinata non numerata). La serata evento Roberto Bolle and Friends è solo il primo di una settimana di grandi eventi al 100° Arena di Verona Opera Festival 2023, che prevede ogni sera un titolo diverso:
Mercoledì 19 luglio Roberto Bolle and Friends,
Giovedì 20 luglio Rigoletto con Salsi, Florez, Minasyan,
Venerdì 21 luglio Aida con Conesa, Lee, Petrova, Piazzola,
Sabato 22 luglio Il Barbiere di Siviglia ultima replica del titolo per questo Festival,
Domenica 23 luglio Juan Diego Flórez in Opera gala unico con le stelle del Belcanto.
Il 100° Arena di Verona Opera Festival 2023, che si svolge con il doppio patrocinio del Ministero della Cultura e della Regione del Veneto, è in scena fino al 9 settembre con 8 titoli d’opera, 4 serate di gala e un concerto straordinario. Tra le molte iniziative che coinvolgono tutta la città, Fondazione Arena propone per tutta la durata del Festival ben due mostre fotografiche: 100 volte Callasal Palazzo della Gran Guardia e Aida 100presso la libreria Feltrinelli di via Quattro spade. L’eccezionalità di questa edizione si rispecchia anche nel parterre degli sponsor privati. Ai partner storici si aggiunge un folto numero di nuovi marchi. Tra gli sponsor di lungo corso Fondazione Arena di Verona desidera ringraziare in primis UniCredit, che vanta una longevità di collaborazione di oltre 25 anni, Calzedonia, Pastificio Rana, Volkswagen Group Italia, DB Bahn, RTL 102.5. Alla compagine degli official sponsor si aggiungono quest’anno Forno Bonomi,Metinvest/Saving Lives, Genny, che firma le nuove divise del personale adibito all’accoglienza del pubblico e Müller, che sostiene i progetti di accessibilità dedicati alle persone con disabilità. Tra gli official partner, a marchi storici quali Veronafiere, Air Dolomiti, A4 Holding, Casa Sartori, SABA Italia, SDG Group e al Cultural Partner Palazzo Maffei, vanno ad aggiungersi Acqua Dolomia, Sanagol e Mantova Village. Un ringraziamento doveroso va naturalmente anche a imprese, privati, ordini professionali che compongono la schiera della Membership 67 Colonne per l’Arena di Verona, fondata da Gianluca Rana, dell’omonimo pastificio, e da Sandro Veronesi, patron del Gruppo Calzedonia, che giunge quest’anno alla sua terza edizione.
RED
La Traviata, l’ultimo capolavoro firmato Zeffirelli al 100° Arena di Verona Opera Festival 2023
Category: Arena di Verona
16 Luglio 2025
Pensata come summa di tutte le Traviatecreate lungo oltre sessant’anni dall’incontro con Maria Callas fino alla fine, la produzione che inaugurò il Festival 2019 fu anche l’ultima a firma di Franco Zeffirelli, che vi lavorò a lungo con i suoi fidati collaboratori degli ultimi anni ma non poté vedere il successo e l’affetto che accolsero da subito il suo spettacolo. L’Arena di Verona celebra i 100 anni dalla nascita del grande maestro fiorentino proponendo tre dei suoi allestimenti più significativi: oltre alla recuperata Carmen che sancì il trionfale debutto di Zeffirelli in Arena, sabato 8 luglio torna in scena La Traviata che fu la sua ultima opera per l’Anfiteatro, con i sontuosi costumi del premiato Maurizio Millenotti, le luci di Paolo Mazzon e le coreografie di Giuseppe Picone, per la prima di sei serate con i migliori artisti internazionali.
Tutto italiano il cast della prima: il soprano Gilda Fiume porta in Arena la sua Violetta, applaudita su palcoscenici da Torino a Boston a Seoul, al fianco di Francesco Meli (Alfredo) e Luca Salsi(Giorgio Germont), apprezzati interpreti verdiani e beniamini areniani. Sul podio al debutto stagionale l’applaudito maestro Andrea Battistoni, alla guida dell’Orchestra di Fondazione Arena e del Coro istruito da Roberto Gabbiani.
Le stelle si susseguono anche nelle repliche, dalle protagoniste Lisette Oropesa, Nadine Sierra e Anna Netrebko(che darà l’addio al ruolo nell’eccezionale serata conclusiva del Festival diretta da Marco Armiliato), ai tenori Vittorio Grigoloe Freddie De Tommaso, ai baritoni Simone Piazzola,Artur Rucińsky e Ludovic Tézier.
Nei ruoli di fianco salgono sull’immenso palcoscenico areniano i più apprezzati interpreti e i migliori giovani cui Fondazione Arena da sempre pone attenzione: Sofia Koberidze è l’amica Flora, Francesca Maionchi e Yao Bohui la fedele Annina, Carlo Bosi e Matteo Mezzaro si alternano come Visconte Gastone, Giorgi Manoshvili e Gabriele Sagona come Dottor Grenvil, Nicolò Ceriani è il Barone Douphol, Roberto Accurso il Marchese d’Obigny; completano il cast Francesco Cuccia come Giuseppe e Stefano Rinaldi Miliani come Domestico di Flora e Commissionario.
Il Ballo di Fondazione Arena coordinato da Gaetano Petrosino anima la festa del second’atto con due solisti d’eccezione per la prima e l’ultima data: i primi ballerini del Teatro alla Scala Nicoletta Manni e Timofej Andrijashenko, un anno fa protagonisti di una spettacolare promessa di matrimonio in un’Arena gremita. Nelle recite successive si alterneranno nel ruolo anche Liudmila Konovalova e Davide Dato, primi ballerini dell’Opera di Stato di Vienna, entrambi al debutto in Anfiteatro. Dopo la prima di sabato 8 luglio, repliche 14 e 27 luglio, 19 e 26 agosto, 9 settembre.
«Il 100° Festival è un’antologia delle produzioni più amate degli ultimi anni – dichiara Cecilia Gasdia, Sovrintendente della Fondazione Arena di Verona – e questa Traviata è molto amata da coloro che scelgono l’Arena per scoprire la dimensione più spettacolare dell’opera in allestimenti d’impatto ma rispettosi dell’iconografia tradizionale. Da solista, ho avuto la fortuna di conoscere Franco Zeffirelli quarant’anni fa proprio con questo capolavoro di Verdi studiato con lui e Kleiber, e nel segno di Traviata ho avuto l’onore di affidargli la sua ultima produzione compiuta, che è anche un omaggio ai suoi 100 anni e al suo sconfinato amore per l’opera, visibile in ogni dettaglio».
«A 170 anni dalla sua prima, La Traviata è ancora oggi l’opera più rappresentata al mondo – aggiungeStefano Trespidi, Vicedirettore artistico di Fondazione Arena – e quello che il pubblico può trovare all’Arena di Verona, nella lettura del maestro Zeffirelli, è forse lo spettacolo per antonomasia, in un certo senso La Traviata dei sogni. A contribuire a questo risultato è sicuramente il cast, che dall’8 luglio al 9 settembre vedrà alternarsi i migliori interpreti al mondo in questi ruoli».
Il 100° Arena di Verona Opera Festival 2023, che si svolge con il doppio patrocinio del Ministero della Cultura e della Regione del Veneto, è in scena fino al 9 settembre con 8 titoli d’opera, 4 serate di gala e un concerto straordinario.
L’eccezionalità di questa edizione si rispecchia anche nel parterre degli sponsor privati. Ai partner storici si aggiunge un folto numero di nuovi marchi. Tra gli sponsor di lungo corso Fondazione Arena di Verona desidera ringraziare in primis UniCredit, che vanta una longevità di collaborazione di oltre 25 anni, Calzedonia, Pastificio Rana, Volkswagen Group Italia, DB Bahn, RTL 102.5. Alla compagine degli official sponsor si aggiungono quest’anno Forno Bonomi,Metinvest/Saving Lives, Genny, che firma le nuove divise del personale adibito all’accoglienza del pubblico e Müller, che sostiene i progetti di accessibilità dedicati alle persone con disabilità. Tra gli official partner, a marchi storici quali Veronafiere, Air Dolomiti, A4 Holding, Casa Sartori, SABA Italia, SDG Group e al Cultural Partner Palazzo Maffei, vanno ad aggiungersi Acqua Dolomia, Sanagol e Mantova Village. Un ringraziamento doveroso va naturalmente anche a imprese, privati, ordini professionali che compongono la schiera della Membership 67 Colonne per l’Arena di Verona, fondata da Gianluca Rana, dell’omonimo pastificio, e da Sandro Veronesi, patron del Gruppo Calzedonia, che giunge quest’anno alla sua terza edizione.
Aspettando l’Arena: omaggio alla città di Verona con un concerto gratuito sulla scalinata di Palazzo Barbieri
Category: Arena di Verona
16 Luglio 2025
Fondazione Arena di Verona omaggia la città con un concerto gratuito sulla scalinata di Palazzo Barbieri e invita il pubblico al 99° Opera Festival ∙ Orchestra e Coro areniani diretti da Francesco Ommassini eseguono brani dalle opere di Verdi, Puccini, Bellini e Bizet con gli acclamati solisti Fiume e Magrì.
Il programma offre un’anticipazione delle opere nel cartellone 2022 ma propone anche pagine universali dell’Opera come “E lucevan le stelle” e “Casta Diva” per un’ora all’insegna della grande musica. L’Orchestra dell’Arena di Veronaaprirà il concerto con l’epica Sinfonia di Nabucco, che ne introduce e riassume i temi principali, per poi unirsi al Coro istruito da Ulisse Trabacchin nel celeberrimo “Va’ pensiero”.
Oltre ai complessi artistici areniani, diretti dal maestro Francesco Ommassini, il concerto vedrà la partecipazione di due giovani solisti italiani che hanno riscosso ampi consensi di pubblico e di critica: il soprano Gilda Fiume, già protagonista dell’inaugurazione 2020 al Filarmonico e attesa al debutto areniano, torna a Verona come acclamata Norma nella sua aria più celebre e come Violetta nell’impegnativo finale I de La Traviata, lirico e virtuosistico; il tenore Ivan Magrì, applaudito Duca di Mantova in Rigoletto sia nella tournée omanita che al Teatro Filarmonico, oltre al già citto intenso addio di Cavaradossi (da Tosca), proporrà “Nessun dorma” da Turandot, brano con cui egli stesso apre il video realizzato per la candidatura dell’Arte del Canto Lirico italiano a patrimonio dell’umanità UNESCO, proprio fra le millenarie pietre areniane.
Non può mancare nel cuore del programma la suite da Carmen: i cinque brani che condensano tutta la gamma di ritmi e colori sivigliani sono tratti da preludi e intermezzi del capolavoro di Bizet, titolo che inaugurerà il Festival il prossimo 17 giugno, subito seguito da Aida, l’opera regina dell’Arena.
Il concerto si terrà giovedì 26 maggio alle ore 20.30 in Piazza Bra (nello spazio antistante il Municipio) con ingresso libero fino ad esaurimento dei posti disponibili. Non è richiesto l’uso della mascherina.
«Anticipiamo l’apertura del Festival lirico con un concerto gratuito per la città, una serata di grande musica dedicata a tutti i veronesi – spiega il sindaco Federico Sboarina–. In questi anni abbiamo voluto avviare una nuova tradizione proprio perché Fondazione Arena è patrimonio dei cittadini, così come l’anfiteatro romano. E, in questo modo, rinsaldarne il legame. La lirica esce dall’Arena e si offre alla città, per poi tornare tra gli arcovoli e regalarsi al mondo intero. Sarà una stagione entusiasmante che non vediamo l’ora di iniziare, partendo proprio dalla nostra piazza, dal salotto scaligero. Ringrazio tutti i maestri d’orchestra e del coro per le emozioni che ci regaleranno da giovedì fino a settembre».
Cecilia Gasdia,Sovrintendente e Direttore Artistico della Fondazione Arena di Verona, commenta: «In questi anni abbiamo affrontato diverse sfide per tenere l’Arena sempre viva e vicina al suo pubblico: anche il ritorno alla piena capienza, ai grandi allestimenti, è una sfida, con cast prestigiosi comprendenti cento fra i migliori artisti internazionali, di cui oltre un terzo all’atteso debutto. In attesa di annunciare a breve la centesima stagione, siamo pronti ad accogliere il pubblico a questo 99° Arena di Verona Opera Festival: dal 17 giugno al 4 settembre, ognuna delle 46 serate sarà una prima. Con il concerto straordinario in piazza Bra invitiamo in primis i Veronesi a tornare nel loro Teatro, ambito e ammirato in tutto il mondo, a vivere la bellezza e le emozioni di questo immenso patrimonio universale, a disposizione di tutti, alla portata di tutti».
RED
FONDAZIONE ARENA DI VERONA HA APERTO CON GRANDE SUCCESSO LA STAGIONE DELLA ROYAL OPERA HOUSE MUSCAT CON RIGOLETTO
Category: Arena di Verona
16 Luglio 2025
La Fondazione Arena di Verona è stata nuovamente protagonista di un grande evento culturale nel Sultanato dell’Oman grazie alla fortunata riapertura, dopo due anni di silenzio pandemico, della Royal Opera House di Muscat nella sua decima stagione dalla fondazione del Teatro. La prestigiosa coproduzione, che vede tra i partner anche il Lithuanian National Opera and Ballet Theatre e la Fondazione Zeffirelli di Firenze, ha per protagonista l’iconica figura internazionale di Franco Zeffirelli, che pensò e lavorò a lungo a questo Rigoletto, presentandolo personalmente nel 2018 all’età di 95 anni e finalmente giunto alla sua prima mondiale.I complessi artistici e tecnici areniani sono stati protagonisti in Oman per tre grandi serate, dopo la prima mondiale, con un Teatro esaurito.
È un rapporto consolidato quello tra Fondazione Arena e la Royal Opera House Muscat, iniziato con il memorabile successo di Turandot nella messa in scena di Franco Zeffirelli nel 2011, per l’Inaugurazione del Teatro, e riproposta nel 2015, poi nel 2014 con I Capuleti e i Montecchi di Bellini per la regia di Arnaud Bernard, nuovamente nel 2018 prima con La Sonnambula di Bellini nell’allestimento di Hugo de Ana e poi con lo spettacolo Fuego e il gala dedicato alla Zarzuela con protagonista Plácido Domingo.
«Una tournée che conferma il prestigio di Fondazione Arena e dei suoi artisti, un’eccellenza che tiene alto il nome di Verona nel mondo – afferma il sindaco di Verona e Presidente della Fondazione Federico Sboarina. – Siamo orgogliosi di aver dato vita a questa collaborazione internazionale che onora Franco Zeffirelli, portando per la prima volta sulla scena la sua ultima creazione, un allestimento che, a causa della pandemia e della scomparsa del Maestro, non era ancora stato visto su un palcoscenico. Un’eredità importante di cui questa prima mondiale ha esaltato il valore artistico e culturale. Un’attestazione anche del grande lavoro fatto in questi ultimi due anni per far sì che Fondazione Arena continuasse nonostante l’emergenza sanitaria a essere un faro per la cultura nazionale. Obiettivo che abbiamo raggiunto grazie a un grande lavoro di squadra, lo stesso che ci ha permesso di riportare in Oman la nostra musica, l’arte per la quale Verona è nota in tutto il mondo. La sinergia creata con Royal Opera House Muscat, Lithuanian National Opera and Ballet Theatre e Fondazione Franco Zeffirelli testimonia la reputazione e l’apprezzamento di cui oggi, finalmente, la nostra Fondazione gode a livello internazionale».
Il Sovrintendente e Direttore Artistico Cecilia Gasdia, felice di questa ennesima occasione non persa dalla Fondazione Arena nonostante le difficili condizioni della pandemia, racconta: «Il rapporto di Fondazione Arena con l’Oman è un tesoro che abbiamo voluto fortemente rafforzare e salvare, nonostante la non facile situazione dell’ultimo biennio, sempre nell’ottica di traghettare l’Arena, le sue maestranze e l’indotto cittadino oltre le nebbie degli ultimi due anni con un patrimonio di credibilità internazionale rafforzato, per nulla sminuito dalle difficoltà pandemiche. La centralità della figura di Zeffirelli in questo progetto è stata poi un incentivo anche maggiore a non perdere la speranza di condurre la nave in porto e oggi sono felicissima del risultato: devo per questo ringraziare tutte le maestranze areniane e tutto il team di lavoro perché in queste condizioni hanno veramente lanciato il cuore oltre una marea di ostacoli per raggiungere questo bellissimo e poetico risultato che ci inorgoglisce. E devo anche ringraziare il Maestro Fanni, la Royal Opera House di Muscat e il Sultano Haytham bin Tariq Al Sa’id per non aver smesso di credere insieme a noi che la più grande trasferta artistica del mondo dal 2019 ad oggi fosse, nonostante tutto, possibile e anzi doverosa».
Questa nuova produzione, in prima mondiale proprio a Muscat, conferma il legame del Maestro Zeffirelli con il Teatro omanita sin dalla sua inaugurazione con Turandot nel 2011, quando Sua Maestà Sultan Qaboos bin Said Al Said conferì al Maestro Zeffirelli “The Order of Oman, First Class” (la più alta onorificenza del Sultanato, in riconoscimento del suo eccezionale contributo al lancio del nuovo teatro).
La fedele messa in opera del dettato originale del grande regista e scenografo, scomparso nel 2019, è stata possibile grazie alla preziosa collaborazione della Fondazione Zeffirelli di Firenze e del suo Presidente Pippo Zeffirelli, a Stefano Trespidi, regista e Vice Direttore Artistico di Fondazione Arena, amico personale e per decenni fidato collaboratore del Maestro, grazie alla profondissima conoscenza della cifra stilistica zeffirelliana. Trespidi è stato affiancato in questo delicato lavoro dallo scenografo Carlo Centolavigna e dal pluripremiato costumistaMaurizio Millenotti, entrambi da tempo insostituibili cooperatori nelle produzioni di Franco Zeffirelli.
È particolarmente orgoglioso Pippo Zeffirelli: «È significativo continuare a celebrare il nome di Zeffirelli proprio qui, alla Royal Opera House di Mascate, il Teatro inaugurato nel 2011 per volere del Sultano Qaboos bin Said Al Said con una felicissima messa in scena della Turandotdi Giacomo Puccini, e con i complessi artistici e tecnici della Fondazione Arena di Verona.Sono particolarmente emozionato che la ricca eredità artistica del Maestro, sostenuta da collaboratori di grande spessore artistico italiano riesca, ancora oggi, a rafforzare legami culturali tra varie nazioni».
Stefano Trespidi dichiara: «Questo Rigoletto è l’ultimo spettacolo straordinario di un artista inarrivabile: Franco Zeffirelli che, grazie alla sua conoscenza profonda ed il suo amore sempre vivo per l’Opera e le diverse arti, è stato ed è uno dei massimi rappresentanti della migliore tradizione estetica italiana. Ho lavorato a lungo su questo progetto con il Maestro ed ora che il suo Rigoletto vede finalmente la luce lo sentiamo vicino, ad osservarci e guidarci con lo spirito che abbiamo conosciuto in oltre vent’anni di collaborazione. Si tratta di un appuntamento storico, con la prima tournée di Fondazione Arena da anni: una scommessa coraggiosa in un periodo che sappiamo essere difficile per tutti ma soprattutto una promessa mantenuta: non potevamo perdere quest’occasione di incontro tra culture nel segno della musica e della Bellezza».
Rigoletto rappresenta il frutto di un pensiero portato avanti dal Maestro Zeffirelli nell’arco di molti anni, un progetto iniziato, poi interrotto e ripreso poco prima della sua scomparsa per arrivare ad un definitivo compimento grazie alla volontà del Consiglio di Amministrazione della Royal Opera House Muscat e del suo Direttore Generale e Artistico Umberto Fanni, i quali ne hanno intuito il valore e oggi ne ereditano l’onore e la responsabilità finale della messa in scena. In tal senso le prime impressioni a caldo di Umberto Fanni, dopo aver finalmente visto la realizzazione di un progetto così lungamente cullato: «La Royal Opera House Muscat è orgogliosa di mettere in scena la prima mondiale di Rigoletto di Giuseppe Verdi con la regia di Franco Zeffirelli. Nel compiere un decennio di attività, ricco di strepitosi successi di pubblico e critica – a partire dell’inaugurazione dell’Ottobre 2011 con la splendida produzione di Turandot di Giacomo Puccini, sempre a firma di Zeffirelli – l’evento di apertura della stagione 2022 celebra uno dei più importanti registi d’opera che il mondo ha avuto il privilegio di apprezzare. Un Artista che, di diritto, appartiene al mondo dell’Arte e della Cultura tout-court. Tra i pochissimi che possono incarnare e contribuire a rafforzare quella creazione di ponti culturali di cui la Royal Opera House Muscat è stata artefice sin dalla sua nascita. La scelta di produrre e mettere in scena quella che viene considerata l’ultima creazione del Maestro, segna l’inizio di un nuovo decennio della Royal Opera House Muscat, nel segno della grande Musica, consolidando il marchio di eccellenza che la contraddistingue e con il quale si presenta al pubblico di tutto il mondo».
L’Ambasciatore d’Italia a Mascate, Federica Favi, sottolinea inoltre come «questa storica produzione riaffermi una lunga amicizia tra i due Paesi e il fascino per la cultura italiana da parte delle istituzioni e della popolazione omanita. Lo spettacolo porta in Oman il meglio dell’estro e delle professionalità teatrali italiane in un evento di portata storica, che grazie ad una collaborazione promossa dall’Ambasciata tra la Rai e la Royal Opera House Muscat potrà essere ammirato anche dal pubblico italiano su Rai5. Ciò alimenta un legame culturale con l’Italia che ha radici profonde e che va da una consolidata cooperazione in campo archeologico e della conservazione del patrimonio culturale omanita fino alle più recenti collaborazioni accademiche e alle prospettive per una sempre maggiore diffusione dell’insegnamento della lingua italiana. Grazie a grandi iniziative culturali come questa, oltre a flussi turistici in crescita e opportunità di affari e investimenti, il rapporto con l’Oman si sta rafforzando sempre più».
L’opera è stata diretta dal MaestroJan Latham-Koenig con la partecipazione dell’Orchestra e del Coro dellaFondazione Arena di Verona preparato da Vito Lombardi. Una nota di orgoglio per la Royal Opera House Muscat è rappresentata dalla partecipazione di un gruppo di coristi della Royal Guard di Muscat, che hanno integrato l’organico degli artisti del Coro diFondazione Arena. Nel ruolo del titolo Ambrogio Maestri, Dmitry Korchakha vestito i panni del Duca di Mantova, come GildaGiuliana Gianfaldoni, Riccardo Zanellato ha dato voce al personaggio di Sparafucile, mentre come Maddalena si è esibita Yulia Mazurova.
Hanno completato il cast Agostina Smimmero come Giovanna, Kristinn Sigmundsson nel Conte di Monterone, Christian Peregrino come Marullo, Dave MonacocomeMatteo Borsa, Kurt Rydl nel ruolo del Conte di Ceprano, Clarissa Leonardi in quello della Contessa di Ceprano, Omar Kamata come Usciere di corte, ed infine Barbara Massarocome Paggio della Duchessa.
Per le repliche, un cambio di voci nei ruoli principali: Vladislav Sulimski vestirà i panni di Rigoletto, Ivan Magri sarà Il Duca di Mantova, Gilda sarà interpretata da Enkeleda Kamani, SparafuciledaAntonio Di Matteo, per finire con Maddalena di Maria Barakova.
Un aspetto importante legato a questa produzione di Rigoletto è l’originalità delle varie componenti con una partecipazione “corale” di musicisti, cantanti, tecnici e professionisti del settore provenienti da tutto il mondo, mantenendo sempre una forte identità italiana. L’esecuzione musicale è stata arricchita dalla presenza dell’Ensemble d’Archi del celebre complesso de “I Solisti Veneti”, che ha eseguito le danze del Perigordino, affidate alla compagnia Il Leoncello – Scuola e Gruppo di Danza Storica diretto daAlessandro Pontremoli.
Nel rispetto della grande tradizione dell’arte italiana, che ha sempre contraddistinto la produzione di Franco Zeffirelli, le scene sono state costruite presso i laboratori di scenografia della Fondazione Arena di Verona e Tecnoscena di Tivoli per la parte in vetroresina. I costumi sono stati realizzati presso la Sartoria Farani di Roma e rappresentano uno dei momenti più alti dell’artigianato italiano sempre attento alla valorizzazione dei dettagli, con altissima qualità e coerenza nei cromatismi e nel pieno rispetto della ricostruzione storica.
RED
La Voix humaine e The Telephone al Filarmonico di Verona
Category: Filarmonico
16 Luglio 2025
Due rari capolavori del ‘900 allestiti per la prima volta insieme a Verona: vite appese al filo del telefono nell’intenso monologo di Poulenc e nella commedia di Menotti. Francesco Lanzillotta dirige l’Orchestra della Fondazione Arena con Cappiello, Bini e Verna nella nuova produzione firmata da Federica Zagatti Wolf-Ferrari Squilla il telefono e si apre il sipario sull’inedito dittico operistico domenica 28 novembre alle 15.30 al Teatro Filarmonico ∙ Il soprano Lavinia Bini interpreta una donna sconvolta da un doloroso addio nella geniale pièce di Jean Cocteau, già cavallo di battaglia di artiste come Anna Magnani e Sophia Loren, qui musicata da Francis Poulenc ∙ Opposta e complementare è la breve opera buffa di Gian Carlo Menotti, mai rappresentata a Verona: Lucy e Ben sono Daniela Cappiello e Francesco Verna, alla prese con un esilarante terzo elemento incomodo ∙ L’Orchestra della Fondazione Arena di Verona è diretta dal M°Lanzillotta mentre la nuova produzione vede la regia di Federica Zagatti Wolf-Ferrari, le scene di Maria Spazzi, i costumi di Lorena Marin e le luci di Paolo Mazzon.
La Voix humaine è la terza e ultima opera teatrale di Francis Poulenc (1899-1963): dopo la surreale Les Mamelles de Tirésias e l’ampio capolavoro Dialogues des Carmélites, l’atto unico sulla Voce umana (che traspone quasi integralmente il testo in prosa di Jean Cocteau, 1930) è forse anche il suo esperimento formale più ardito nel genere. In meno di cinquanta minuti di musica, si assiste ad una scena di compattezza e densità drammatica inaudite, dove l’orchestra e il canto sono perfettamente modellati sulla parola recitata, le sue mille sfumature ed il suo significato profondo, talvolta nascosto.
La vicenda è semplice e immediata: nella sua stanza, una giovane donna è impegnata in un’unica lunga telefonata, nonostante la linea sia più volte interrotta e disturbata. A poco a poco il pubblico capisce che all’altro capo del filo si trova un uomo, che non sarà mai visto né udito in scena, con cui si sta consumando l’ultima chiamata di addio. Sulla sola interprete femminile in scena (genericamente definita “lei”) ricade tutta la responsabilità dell’esecuzione: alla sua voce e alle sue doti attoriali spetta svelare le inquietudini, le menzogne, le preghiere, il pianto, i sorrisi nervosi, la disperazione della protagonista che ha, come unico mezzo per comunicare a distanza il proprio amore, solo la voce umana, mediata dalla cornetta del telefono.
Prima ancora dell’opera di Poulenc (cui arrise un grande successo sin dalla prima nel 1959), la pièce di Cocteau aveva attirato l’interesse di diversi interpreti, arrivando anche a costituire un intero episodio del film L’Amore di Roberto Rossellini, la cui protagonista fu un’intensa Anna Magnani, e quindi diversi omaggi cinematografici recenti, che hanno coinvolto da Sophia Loren a Tilda Swinton, da Madonna ad Almodóvar. Il soprano toscano Lavinia Bini si cimenta nell’impegnativo atto unico, che ritorna dopo molti anni sul palcoscenico del Teatro Filarmonico nel ruolo che a Verona è stato di Magda Olivero (in italiano nel 1988), dame Gwyneth Jones (in scena) e Tiziana Fabbricini (in forma di concerto). Sul podio dell’Orchestra della Fondazione Arena fa il suo gradito ritorno il maestro Francesco Lanzillotta, reduce da quattro anni di successi alla guida dello Sferisterio di Macerata, ugualmente impegnato nell’opera e nel repertorio sinfonico con successo di pubblico e di critica.
Dopo l’intervallo i toni si alleggeriscono grazie al breve atto unico di Gian Carlo Menotti (1911-2007), da lui stesso definito opera buffa: The Telephone (1947) guarda scopertamente al genere dell’intermezzo buffo settecentesco ma con la melodia e la scaltrezza dell’uomo del Novecento che conosceva Broadway e i meccanismi della presa sul pubblico. Il malizioso sottotitolo L’Amour à trois investe l’apparecchio telefonico di uno scomodo ruolo, quasi un animale domestico che si intromette fra gli amanti, per poi permetterne riconciliazione e (si spera) lieto fine. Il sipario si apre su Ben, che raggiunge l’amata Lucy per comunicarle qualcosa di importante prima di partire per un viaggio di lavoro. Lucy però è sempre al telefono, in una rete di interruzioni e pettegolezzi con invisibili interlocutori, mentre Ben perde la pazienza e il tempo a sua disposizione. Giunta l’ora della partenza, al povero protagonista maschile non resta che parlare con Lucy da una cabina telefonica: grazie all’odiato e indiscreto mezzo può almeno avere l’attenzione di lei e chiederla in sposa, per il suo ritorno: Lucy dice sì, con grande gioia di entrambi (finché un nuovo squillo di telefono non li separi).
Sensibile librettista e compositore, considerato un reazionario sui generis dalle avanguardie del Secondo Novecento che trovavano spazio al suo lungimirante Festival dei Due Mondi senza mai ricambiarne l’ospitalità, Menotti non ha mai goduto di rappresentazioni al Teatro Filarmonico di Verona, se si eccettua un brano dall’opera commissionata dalla NBC Amahl and the night visitors eseguito in un concerto natalizio del 1997. The Telephone è quindi una prima assoluta e arriva sul palcoscenico del Filarmonico con il giovane soprano sorrentino Daniela Cappiello (Lucy) e il baritono Francesco Verna (Ben) in una nuova produzione realizzata da un team creativo completamente al femminile: al suo debutto veronese è la regista, Federica Zagatti Wolf-Ferrari, che si avvale della collaborazione di Maria Spazzi per le scene e di Lorena Marin per i costumi. Le luci sono firmate dall’esperto areniano Paolo Mazzon.
«Chissà se Menotti e Poulenc immaginavano che il telefono sarebbe diventato l’oggetto fondamentale nella vita di oggi… – osserva il maestro Francesco Lanzillotta, descrivendo i diversi ruoli dell’orchestra nei due titoli – In Poulenc la partitura scorre come l’acqua di un ruscello, è musica raffinata in cui la ricerca di colori significanti più che di melodie coinvolgenti è alla base di una concezione illuminata di grande teatro musicale. Menotti segue il canto con un tappeto di velluto morbido e con ironia sottile, la cui apparente semplicità è il punto di arrivo di un percorso compositivo complesso, che lavora per sottrazione, eliminando il superfluo, ricordandoci che semplice non significa banale». Proprio l’onnipresenza del telefono è al centro dello spettacolo pensato dalla regista Federica Zagatti Wolf-Ferrari e lega le due opere come parti di uno stesso arco temporale che tocca diverse generazioni: «Il telefono interrompe, limita, spezza e sbriciola l’attività della mente in frammenti impossibili da ricomporre: un tempo per la precarietà della linea, oggi per la “necessità” dei social di esaurire un argomento in 15 secondi, per passare il più velocemente possibile ad altro. Oggi come ieri, è il telefono a possedere noi, non siamo noi a possedere un telefono. In scena prevale un elevamento: il filo. In Poulenc, come un conto alla rovescia, il filo diventa sempre più corto, fino a diventare irraggiungibile. In Menotti assistiamo a una moltiplicazione mostruosa e angosciante di fili, simbolo della bulimia comunicativa e dell’iper-connettività odierna che domina azioni e relazioni, anche quella fra Lucy e Ben».
«Prima di presentare il cartellone del 2022 – conclude Cecilia Gasdia, Sovrintendente e Direttore Artistico della Fondazione Arena di Verona – puntiamo i riflettori sull’ultimo titolo della nostra Stagione Lirica 2021: una stagione anomala, che non ha potuto contare su campagne abbonamenti né sulla serenità dei tempi ma che finalmente ha ritrovato il pubblico dal vivo. Sul palcoscenico del Teatro Filarmonico diamo finalmente spazio ad un repertorio tra i meno frequentati a Verona con due vette del teatro musicale del Novecento. Siamo particolarmente contenti di affidare la creazione e la realizzazione di questo nuovo allestimento a nomi nuovi e giovani di talento, anche in scena, sia nella intensissima interpretazione del monologo di Poulenc, sia nel brio dell’opera buffa di Menotti, che qui è arricchita di significati, nel rispetto dell’opera originale, con una lettura profonda e davvero contemporanea».
Dopo la prima di domenica 28 novembre, il dittico telefonico La Voix humaine – The Telephone va in scena martedì 30 novembre (alle 19), giovedì 2 dicembre (alle 20) e domenica 5 dicembre (alle 15.30). I biglietti sono già in vendita online e presso la Biglietteria centrale, e anche presso la Biglietteria di via Mutilati due ore prima di ogni spettacolo. Per legge, l’accesso e la permanenza in teatro sono consentiti solo indossando la mascherina chirurgica ed esibendo il green pass (ulteriori informazioni disponibili alla pagina web https://www.arena.it/it/teatro-filarmonico/info-covid). Con La Voix humaine – The Telephone continua l’iniziativa Ritorno a Teatro rivolta al mondo della Scuola all’interno della proposta Arena Young 2021: martedì 30 novembre alle ore 18.00 e giovedì 2 dicembre alle ore 19.00 gli studenti delle scuole primaria e secondaria, i loro familiari, gli insegnanti, i dirigenti scolastici e il personale ATA potranno assistere allo spettacolo a prezzo speciale: € 6,00 per gli studenti e € 12,00 per gli adulti. L’incontro propone un Preludio, momento introduttivo allo spettacolo alla presenza di alcuni dei protagonisti dell’opera. Inoltre Fondazione Arena di Verona apre le porte della sua prova generale alla Scuola, all’Università, al Conservatorio e al Polo Nazionale Artistico VAO per una speciale Anteprima giovani pomeridiana venerdì 26 novembre (informazioni e prenotazioni a scuola@arenadiverona.it).
Fondazione Arena è orgogliosa di riaprire allo spettacolo dal vivo e ringrazia gli sponsor ufficiali della Stagione Artistica 2021: Banco BPM e METINVEST. Banco BPM da dodici anni con il suo sostegno consente di offrire alla città occasioni di cultura e svago; sostenere la Fondazione Arena, significa infatti dare continuità alle proprie radici solidaristiche e promuovere la cultura in tutte le sue espressioni. Anche quest’anno ha scelto di essere al fianco di Fondazione Arena il gruppo METINVEST, multinazionale del settore minerario e dell’acciaio, che, attraverso la sua controllata Ferriera Valsider, sostiene la programmazione artistica del Teatro Filarmonico.
RED
NUOVE STELLE PER LA TRAVIATA ALL’ARENA DI VERONA
Category: Arena di Verona
16 Luglio 2025
Verona – La Traviata di Giuseppe Verdiva in scena giovedì 22 agosto alle 20.45 (repliche: 30 agosto, 5 settembre – ore 20.45)con nuovi straordinari interpreti: l’applaudita Lana Kos nei panni della protagonista, accanto al tenore americano Costello, al suo esordio assoluto all’Arena di Verona, e al grande baritono Enkhbat, all’esordio nel ruolo. Daniel Oren guida i complessi artistici areniani nell’ultimo sogno di Franco Zeffirelli.
Dopo il pienone e lo strepitoso successo dello scorso 17 agosto, il capolavoro di Verdi torna per conquistare il pubblico areniano con nuove stelle tra le migliori dell’Opera di oggi. Sono tutti ancora molto giovani ma già afffermati sui palcoscenici più importanti del mondo i nuovi interpreti principali de La Traviata. Per le ultime tre recite infatti la protagonista è Lana Kos, soprano croato già acclamato a Verona proprio come Violetta Valéry e qui per la prima volta nella nuova produzione firmata da Franco Zeffirelli, estremo lascito registico e scenografico del maestro fiorentino. È un esordio assoluto all’Arena quello del tenore di Philadelphia Stephen Costello, già premio Tucker e ora star irrinunciabile di teatri come il Metropolitan di New York, nei panni di Alfredo per le ultime tre repliche di La Traviata. Con loro fino a settembre il possente baritono mongolo Amartuvshin Enkhbat, già Amonasro e protagonista di Rigolettoe Nabucco nelle ultime edizioni del Festival, debutta nel ruolo di Germont padre.
La locandina comprende nelle parti di fianco altri cantanti di assoluto rilievo nel panorama lirico internazionale e giovani scoperti e applauditi proprio sul grande palcoscenico areniano: Marcello Nardis come Gastone di Letorières, Clarissa Leonardicome Flora,Nicolò Ceriani come Barone Douphol, Daniela Mazzucato come Annina,Alessandro Spina come Dottor Grenvil, Max René Cosotticome Giuseppe, Dario Giorgelé come Marchese d’Obigny, Stefano Rinaldi Miliani come Domestico e Commissionario. Il Ballo dell’Arena di Verona coordinato da Gaetano Petrosino si esibisce nelle coreografie dell’étoile Giuseppe Picone, con la prima ballerina Eleana Andreoudi.
Alla guida dell’Orchestra e del Coro istruito da Vito Lombardi, c’è il maestro Daniel Oren, Direttore Musicale del Festival areniano 2019. Lo spettacolo è l’ultima creazione registica e scenografica dello scomparso maestro Zeffirelli, mentre i costumi sono del prestigioso Maurizio Millenotti e le luci dell’areniano Paolo Mazzon. Michele Magnani, Global Senior Artist di MAC Cosmetics, ha disegnato il make-up dei personaggi principali.
Informazioni e biglietti: www.arena.it e sui canali social.