Carnevale di Venezia 2026: torna l’appuntamento della Maschera Più Bella e la Festa delle Marie
Venezia si anima di colori, stoffe preziose, maschere e travestimenti che intrecciano tradizione e contemporaneità. Tornano le sfilate per vincere il titolo della Maschera Più Bella in Piazza San Marco e della Mascherina più bella in Piazza Ferretto. Grande attesa per le sfilate in Piazza San Marco, dove centinaia di partecipanti trasformano il “salotto buono” della città in un palcoscenico a cielo aperto. Qui sfilano costumi sontuosi, realizzati dai migliori atelier internazionali o cuciti a mano con passione dagli appassionati che, anno dopo anno, rendono il Carnevale un inno all’arte sartoriale e alla fantasia.
Sotto gli occhi del pubblico prendono vita abiti veneziani tradizionali e costumi di fantasia, pizzi e damaschi, merletti, pailettes, maschere e travestimenti che raccontano il presente, celebrano il fasto del Settecento e si spingono verso epoche immaginarie e futuristiche. Un dialogo raffinato tra passato e presente che, come da secoli accade a Venezia, annulla le differenze sociali dietro il fascino del travestimento.
Negli ultimi anni le protagoniste sono state maschere studiate nei minimi dettagli, capaci di sorprendere e incantare: dalla Corona alla Sinfonia di passioni, dai costumi ispirati a Marco Polo e Giacomo Casanova fino alle creazioni di pura fantasia. Per l’edizione 2026, in occasione delle Olimpiadi Invernali di Milano-Cortina, il tema scelto è “Olympus – Alle origini del gioco”: ci si attende dunque un’esplosione di costumi ispirati alla mitologia classica, al mondo del gioco e allo sport.
Gli appuntamenti per sfilare sono sabato 31 gennaio e domenica 1 febbraio, sabato 7 e domenica 8 febbraio, da giovedì 12 a sabato 14 febbraio. Alla fine di ogni giornata viene proclamato un vincitore, che accede alla finale di domenica 15 febbraio per aggiudicarsi il titolo di “Maschera Più Bella”. È possibile iscriversi in un desk dedicato in Piazza San Marco tutti i giorni delle sfilate a partire dalle ore 11.
Un’ultima sfilata – dopo la proclamazione della Maria dell’Anno – si svolge martedì 17 febbraio alle ore 17.
Atmosfera più giocosa e contemporanea in Piazza Ferretto, dove bambini, ragazzi e adulti sfilano con costumi colorati e fantasiosi: fatine, supereroi, principesse, cavalieri e le intramontabili maschere della tradizione come Arlecchino, Pulcinella e Colombina. Gli appuntamenti sono sabato 31 gennaio e domenica 1 febbraio, sabato 7 e domenica 8 febbraio e da giovedì 12 a martedì 17 febbraio, sempre alle ore 16.30, con iscrizioni aperte dalle 15.30.
La Festa delle Marie torna protagonista
È uno dei momenti più attesi del Carnevale di Venezia, un rito che ogni anno rinnova il legame tra storia, tradizione e nuove generazioni. La Festa delle Marie torna protagonista anche nel 2026, pronta ad emozionare e a coinvolgere decine di giovani della Città metropolitana in un’esperienza unica, capace di unire memoria e sogno. Rilanciato nel 1999 da Bruno Tosi e oggi guidato con passione e competenza da Maria Grazia Bortolato, il concorso giunge alla sua 27ª edizione e si inserisce quest’anno in un contesto speciale, quello dei Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali di Milano-Cortina 2026.
Il primo appuntamento è in programma sabato 31 gennaio, dalle ore 15, nelle eleganti sale della Scuola Grande San Giovanni Evangelista, dove la giuria selezionerà le 12 Marie tra le quali verrà scelta l’erede di Elena Sofia Cesca, Maria del Carnevale 2025.
Come da tradizione, le 12 ragazze indosseranno abiti ispirati ai capolavori di Tiziano, realizzati da Francesco Briggi dell’Atelier Pietro Longhi. La Maria dell’Anno, che sarà eletta il 16 febbraio, indosserà invece un abito speciale, attualmente in fase di creazione, che trae ispirazione anche dal tema del Carnevale 2026, “Olympus – Alle origini del gioco”, celebrazione del valore universale del gioco e dello sport nell’anno olimpico e paralimpico.
Lo scorso anno Elena Sofia Cesca ha sfilato con un abito simbolico, capace di fondere elementi maschili e femminili. Il colore azzurro richiamava Venezia e rimandava all’abito indossato da Giacomo Casanova al momento del suo arresto, appena ritirato dal sarto, che gli consentì poi di uscire dal Palazzo Ducale passando dalla porta principale, scambiato per un visitatore rimasto accidentalmente all’interno.
Fino a lunedì 16 febbraio, giorno della proclamazione ufficiale nelle Sale Apollinee del Teatro La Fenice, le 12 Marie saranno chiamate a dimostrare di meritare l’eredità e la corona di Elena Sofia Cesca. Sabato 7 febbraio si svolgerà il tradizionale corteo acqueo con le gondole che sfileranno lungo il Canal Grande, mentre martedì 17 la Maria del 2026 sarà presentata al pubblico di Piazza San Marco.
Oltre al suo valore storico, la Festa delle Marie è anche un’occasione privilegiata per ammirare l’eccellenza dei costumi della tradizione veneziana. L’Atelier Pietro Longhi, guidato da Francesco Briggi e dalla moglie Anna Zappella, ha ideato anche il modello che accompagnerà le 12 ragazze nei diversi appuntamenti del Carnevale di Venezia 2026.
La giuria – che sceglierà prima le 12 Marie del Carnevale tra le candidate provenienti dai comuni della Città metropolitana e poi la Maria dell’Anno – sarà presieduta dal direttore artistico del Carnevale di Venezia, Massimo Checchetto, e composta da:
Claudia Marchiori – MARIA DELL’ANNO 2016 e attrice
Cristina Scarpa – Direttore eventi Scuola Grande San Giovanni Evangelista
Gianandrea Seguso – Vetri d’arte Seguso 1397
Eleonora Fuser – Attrice professionista, operatrice culturale / Regionale/ Naz./ Internazionale
Giovanni Giusto – Consigliere delegato alla Tutela delle tradizioni del Comune di Venezia
Roberto Papetti – Direttore ” Il Gazzettino”
Paolo Polato – Membro del Direttivo Nazionale ADUSBEF ANDREA FAVARETTO RUBELLI – Presidente della Sezione Industrie tessili, Amm. delegato Rubelli
Claudio Vernier – commerciante e direttore Al Todaro
Francesco Briggi – Stilista, titolare Atelier Pietro Longhi
Marco Ramot – Area Manager, Nord Italia – Costa Crociere
Sir Oliver Skardy – cantante e fondatore del complesso musicale Pitura Freska
Oltre alla Maria del Carnevale 2026 nella serata del 16 febbraio alla Fenice sarà eletta anche la Maria dei lettori del quotidiano “Il Gazzettino”.
La Festa delle Marie è una delle celebrazioni più antiche della Repubblica di Venezia e nasce come manifestazione popolare, in cui il popolo aveva un ruolo centrale. Le sue origini risalgono all’inizio del IX secolo: ogni 2 febbraio, giorno della Purificazione di Maria, dodici giovani del popolo, simbolo di tutta la città, ricevevano la benedizione nuziale nella chiesa di San Pietro di Castello. Lo Stato e le famiglie patrizie contribuivano alle loro doti, custodite in preziose cassette di legno chiamate arcelle.
La festa aveva una forte valenza sociale: favorire i matrimoni, sostenere le famiglie meno abbienti e rafforzare il legame tra popolo e nobiltà. Il Doge, insieme alle autorità, partecipava alla cerimonia e accompagnava le spose a San Marco, offrendo loro doni e un banchetto a Palazzo Ducale. Le vere protagoniste erano le ragazze, simbolo del futuro della città.
Secondo la tradizione, durante una di queste cerimonie – nell’844 o nel 946 – un gruppo di pirati dalmati rapì le fanciulle e le loro doti. Il Doge guidò personalmente l’inseguimento e i Veneziani riuscirono a liberarle nei pressi di Caorle, in un luogo che da allora prese il nome di “porto delle donzelle”. In segno di riconoscenza, i casseleri, artigiani che avevano costruito le arcelle, chiesero che il Doge visitasse ogni anno la chiesa di Santa Maria Formosa, dando origine a una tradizione che si mantenne per secoli, accompagnata da festeggiamenti popolari, regate e riti simbolici.
Con il tempo, però, il significato originario della festa si affievolì: dal XIV secolo le giovani spose furono sostituite da sagome di legno dipinto, le Marie de tola, spesso oggetto di scherno popolare. Dopo secoli di declino e abbandono, la Festa delle Marie è stata rilanciata nel 1999 da Bruno Tosi, tornando a essere uno degli eventi più amati e identitari del Carnevale di Venezia.
Alessandra Costantino






























