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Pubblicato il marzo 22nd, 2021 | Da Redazione Russia News

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WTA Ladies Trophy: Daria Kasatkina è la nuova “zarina” di San Pietroburgo

San Pietroburgo – Le restrizioni dovute alla pandemia non consentono il tutto esaurito, ma c’è un bel pubblico sugli spalti della Sibur Arena di San Pietroburgo a sostenere le proprie beniamine, arrivate ad onorare il torneo con una finale tutta russa. Tante le atlete di casa (ben 10) che hanno affollato il main draw del Ladies Trophy (torneo di categoria WTA500 giunto alla sesta edizione), a partire dalla testa di serie numero uno Ekaterina Alexandrova, a Veronika Kudermetova (n. 2), Svetlana Kuznetsova (n. 4), Anastasia Pavlyuchenkova (n. 5), Daria Kasatkina (n. 8), Vera Zvonareva (wild card), Margarita Gasparyan (wild card), Anastasia Gasanova (qualificata), Kamilla Rakhimova (qualificata) e Daria Mishina (wild card). In sette hanno raggiunto i quarti di finale, prima dell’en plein delle semifinali con 4 giocatrici russe su 4 rimaste a contendersi il trofeo. Nella prima semifinale Margarita Gasparyan ha superato Vera Zvonareva con il punteggio di 6-3, 7-6 (11-9). Subito dopo, Daria Kasatkina si è imposta in rimonta su Svetlana Kuznetsova per 1-6, 6-0, 6-2. Terza finale in carriera per Gasparyan (dopo i trionfi di Baku 2015 e Tashkent 2018), che diventa così la prima wild card ad arrivare in fondo a San Pietroburgo. Per Kasatkina, invece, è la finale numero sette, la seconda in stagione dopo il successo di Phillip Island a febbraio.
Primo set. Si parte con Kasatkina al servizio. L’emozione tradisce entrambe e l’avvio è teso. Gasparyan con lo smash chiude un lungo scambio arrivando a palla break (30-40). Dasha si salva con tre prime ben eseguite e tiene la battuta. Nel secondo game bel punto di Kasatkina che, dopo aver difeso un gran rovescio ad uscire di Marga, chiude con il passante in avanzamento (30-30); nello scambio successivo un errore di dritto di Gasparyan regala palla a break a Dasha (30-40). Nonostante la seconda di servizio Marga comanda lo scambio ma, dopo essersi aperta bene il campo, spedisce out il tentativo di chiusura con il dritto: 2 a 0 Kasatkina. Reazione Gasparyan nel terzo gioco: attacca, si porta 0-40 ed al secondo tentativo indovina il dritto lungo linea che vale l’immediato contro break (1-2). Complici, però, i troppi errori causati dalla necessità di cercare il vincente per chiudere velocemente il punto – al fine di evitare che Kasatkina costruisca la tela del suo armonioso gioco di variazioni, fantasia ed interminabili scambi – fallisce l’aggancio nel game successivo. Splendido dritto vincente a sventaglio di Dasha (30-40) e doppio fallo di Marga. Nuovo break che però stavolta Kasatkina conferma tenendo la battuta a zero ed involandosi sul 4 a 1. Gasparyan chiede il medical time out per problemi alla schiena. Dopo oltre otto minuti di interruzione si riparte, una Dasha solida e concentrata gestisce perfettamente i turni in battuta e si prensenta al servizio nel nono gioco per chiudere: apre con una prima vincente e, al terzo set point a disposizione, conquista il parziale sul 6 a 3 dopo 39 minuti.
Secondo set. Errore di dritto di Gasparyan e subito (0-40) tre palle break consecutive per Kasatkina. Marga salva la prima, poi viene tradita dal rovescio: 0 a 1. Con un set ed un break di vantaggio, Dasha cala però il rendimento al servizio nel secondo gioco, concedendo subito il contro break a Gasparyan (1 a 1). Ma, nel terzo game, una Marga sempre più limitata nei movimenti prova ad accelerare, conquista tre punti di fila (40-0) prima di subire la rimonta di Kasatkina e chiudere con un doppio fallo: terzo break in altrettanti giochi e Dasha rimette la testa avanti. Gasparyan (che con la finale raggiunta tornerà tra le prime cento del mondo) non è in grado di continuare e lascia il campo dopo 55 minuti di partita, ritirandosi sul 6-3, 2-1 in favore di Kasatkina, che diventa così la prima russa a trionfare a San Pietroburgo.
Per Dasha è il secondo titolo in stagione (prima giocatrice del circuito WTA a riuscire nell’impresa quest’anno), il quarto in carriera (il secondo in patria dopo il trionfo di Mosca nel 2018), la vittoria numero 15 in 19 match giocati nel 2021. Il lavoro del tecnico spagnolo Carlos Martinez (già storico coach di Kuznetsova e, per una breve parentesi, anche di Gasparyan) continua a dare i frutti sperati. Arrivata a San Pietroburgo da numero 61 del mondo, la tennista nata a Togliatti il 7 maggio del 1997 lascia le rive della Neva da numero 38. La risalita verso la top ten, già raggiunta nell’ottobre del 2018, è appena iniziata.

Stefano Tardi

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