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Pubblicato il Gennaio 28th, 2021 | Da Redazione Russia News

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Vladimir Putin al WEF di Davos: “le divergenze con gli USA aumentano, l’Europa si sbarazzi delle fobie”

Davos – Il presidente della Federazione Russa, Vladimir Putin, è intervenuto in collegamento al World Economic Forum e ha ribadito anzitutto che al momento non ci sono le condizione per reimpostare le relazioni con Washington ricordando come la pandemia abbia accelerato cambiamenti sociali ed economici già in atto.

I temi dei rapporti tra Mosca e Washington e con l’Unione Europea, sono stati i principali argomenti toccati dal leader del Cremlino.

Stiamo per scivolare nella distopia”, ha sottolineato Putin, “la situazione può svilupparsi in modo incontrollabile se non viene fatto nulla per impedire che accada”. “Una lotta di tutti contro tutti porterebbe alla fine della civiltà”. “Il sistema della sicurezza globale è minato”. “Le divergenze con Washington aumentano”. “La Russia fa parte dell’Europa”. Il presidente russo a Davos ha ripetuto un paio di volte la parola collaborazione, ma molte più volte ha pronunciato “escalation” e “conflitto”: “l’incapacità di risolvere disaccordi ha portato alla seconda guerra mondiale nel XXI secolo”. Per concludere il suo discorso al Forum economico di Davos, dove a sorpresa è arrivato virtualmente da una Mosca gelida e nervosa, il presidente della Federazione russa ha ricordato che “l’amore non è unilaterale”. Mai: vale per la vita, quanto per la geopolitica.

Senza menzionare l’ultima videoinchiesta sulla sua presunta villa sul Mar Nero – già vista sui social da 92 milioni di persone dopo che il più famoso oppositore del Cremlino, Aleksey Navalny, l’ha resa pubblica mentre era già in una cella della prigione Matrosskaya TishinaPutin ha ricordato che “il sistema della sicurezza globale è stato minato” e che “i giganti tecnologici ed informatici sono di fatto concorrenti degli Stati in alcuni ambiti: se ne parla molto, soprattutto in riferimento a ciò che è accaduto negli USA in campagna elettorale”.

Mentre il presidente era in collegamento con la Svizzera, il Roskomnadzor, Agenzia federale supervisione comunicazioni di massa del Cremlino, continuava intanto a setacciare il web slavo, in cerca di messaggi d’appello di quanti invitano a partecipare alle manifestazioni di sabato prossimo in solidarietà a Navalny. Sono i cosiddetti “agitatori”, che possono essere “assicurati alla giustizia” ancor prima di aver commesso le azioni di cui parlano, perché “la legge russa permette di farlo”, riferiva l’ultimo comunicato delle autorità. 

Dai monitor in collegamento il presidente ha snocciolato aforismi su sanzioni, ecosistema mediatico, nuove relazioni USA. Lo ha fatto senza ottimismo, ma con qualche apprezzamento: come quello mostrato per il prolungamento del trattato New Start, che nel panorama teso della politica internazionale è “un passo nella giusta direzione”, nonostante con gli Stati Uniti “le divergenze continuano”. Nella prima telefonata di rito tra Biden e Putin gli argomenti trattati qualche giorno fa sono stati quelli più bollenti: guerra in Ucraina, cyberattacchi, il presunto avvelenamento di Navalny, le reazioni delle forze dell’ordine contro i manifestanti delle ultime proteste russe.

Settimane fa il presidente si era detto “pronto alla collaborazione per risolvere i problemi” con l’America, più volte poi ha riferito che l’orizzonte post-Trump non ha cambiato forma né colore e lo ha ricordato anche oggi ai leader a Davos: “non sono state create ancora le condizioni per un reset delle relazioni” tra Mosca e Washington.

Se l’America è lontana, c’è una potenziale amica più vicina a cui tendere una mano. Per Putin, e quindi per Mosca, infine c’è Bruxelles: “vanno aumentate le interazioni economiche e commerciali con il partner naturale della Russia”, l’Europa, di cui il suo Paese fa parte. “Se ci sbarazziamo delle fobie, ci attende una fase positiva”: ne gioverebbe la Federazione più estesa della terra, ma anche la finora silenziosa Ue, dove però tutti già sembrano sapere ciò che il presidente ha detto ad alta voce prima di andare: “l’amore unilaterale è impossibile”.

RED



 

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