Politica Estera

Pubblicato il maggio 20th, 2016 | Da admin

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VERTICE DI VIENNA: TORNA LA GUERRA FREDDA?

Vienna (A) – Cessazione immediata delle ostilità, accessi umanitari alle città assediate, impegno per la transizione politica: sono i punti salienti del vertice di Vienna sulla Siria, che tra mille difficoltà ha cercato di rilanciare il negoziatoSiria: iniziata a Vienna riunione 'gruppo sostegno' e di ripristinare un concreto cessate il fuoco alla luce delle numerose violazioni delle ultime settimane. “La sfida è ora tradurre in atti concreti questa intesa“, ha sottolineato il segretario di Stato Usa, John Kerry, in conferenza stampa congiunta con il ministro degli Esteri russo, Serghiei Lavrov, e l’inviato speciale dell’Onu, Staffan de Mistura. “Occorre ridare slancio ai negoziati siriani, questa è la crisi più drammatica degli ultimi anni“: ha incalzato il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni a margine dei lavori.

Il documento finale, dove spicca l’impegno per avviare la transizione politica e la riforma costituzionale, invita le parti a tornare al negoziato. Il monitoraggio del cessate il fuoco verrà effettuato dall’Onu con cadenza settimanale. Le violazioni finiranno sul tavolo del Consiglio di sicurezza, pronto ad ampliare le pressioni sui belligeranti. C’è poi il sostegno all’inviato Il segretario di Stato Usa, John Kerry, e il ministro degli Esteri italiano, Paolo Gentilonispeciale Staffan de Mistura a ragionare con Iran e l’Arabia Saudita e a riavviare i negoziati. La responsabile della politica estera dell’Ue Federica Mogherini, in questo quadro e su richiesta Onu, ha incontrato la delegazione di Damasco, il primo faccia a faccia tra l’Ue e il governo di Assad dall’inizio del conflitto.Sul fronte umanitario, le grandi potenze riunite a Vienna si sono dette d’accordo sulla ripresa dell’accesso degli aiuti umanitari nelle città assediate, strette in una morsa che per de Misturaricorda le tecniche del Medio Evo“. Ovvero privare gli assediati di acqua, cibo, medicine. Se non verrà consentito l’accesso degli aiuti, il Programma Mondiale Alimentare interromperà le forniture via terra e metterà in campo ponti aerei e aiuti paracadutati. Gli analisti sottolineano tuttavia che si tratta di una extrema ratio, perché le organizzazioni sul campo privilegiano la via terrestre, anche per controllare con maggiore efficacia i destinatari degli aiuti stessi.AUSTRIA-SYRIA-CONFLICT-DIPLOMACY

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Al Vertice non sono mancate le scintille tra Stati Uniti e Russia. Il presidente siriano Bashar al Assad e i “suoi sostenitori” non saranno “mai al sicuro” se non ci sarà la pace in Siria“, ha tuonato Kerry. Se Assad pensa di non ottemperare all’impegno per la transizione politica “si mette in una situazione pericolosa“. Lavrov ha risposto ribadendo la linea di Mosca:le sanzioni decise dagli Usa e dall’Ue “hanno aggravato la crisi umanitaria“. La Russia sostiene “la lotta al terrorismo non il presidente Assad, non difendiamo nessuno personalmente“. L’accordo di Vienna ora dovrà fare i conti con i campi di battaglia, dove le fazioni in lotta sembrano sempre più schegge impazzite e il sangue continua a scorrere a fiumi.

Mogherini ha apprezzato iniziativa della Russia sul vertice di Vienna con UE, ONU e USAMa a margine del vertice di Vienna, sulla questione “sanzioni” alla Russia ( a luglio si discuterà proprio del loro rinnovo o meno), c’è anche da registrare la risposta del portavoce del Cremlino Dmitry Peskov, alle dichiarazioni di Federica Mogherinicommissario europeo per gli Affari esteri – sulla possibilità di estendere appunto le sanzioni dell’Occidente contro la Russia in connessione con il fallimento degli accordi di Minsk: “La parte russa – ha detto Peskov non discute la questione delle sanzioni. Questo non è un argomento all’ordine del giorno. La Russia non è mai stata l’iniziatore della marginalizzazione delle relazioni con i vari Paesi. Siamo sempre dispiaciuti quando Il portavoce del Cremlino Dmitry Peskovosserviamo restrizioni volontarie che i Paesi impongono nei confronti di se stessi, in relazione ai rapporti con la Russia”.

Ad inasprire ulteriormente il clima per niente idilliaco tra Russia e USA, ha sicuramente contribuito lo scorso 12 maggio,  l’inaugurazione da parte americana della loro nuova base missilistica a Deveselu in Romania. Il vecchio aeroporto sovietico è stato interamente ristrutturato con un investimento di 800 milioni di dollari e ora ospita il sistema di difesa missilistico Aegis Ashore, la versione terrestre del sistema antimissile navale Aegis. Il complesso, già operativo, comprende infrastrutture di sorveglianza radar e lanciatori verticali per 24 missili Standard SM-3 Block IB coordinati da una centrale operativa in grado di individuare missili balistici intercontinentali lanciati dalla Russia occidentale e diretti sugli Stati Uniti. Non si tratta solo di uno «scudo Missili Usa in Romania e Polonia a Deveseluspaziale» ma anche di un sistema di attacco: la stessa base è in grado di gestire e guidare anche missili cruise Tomahawk – eventualmente dotati di testate nucleari – che ora possono minacciare installazioni civili e militari nella Russia sudoccidentale, inclusa la Crimea. Il giorno successivo è iniziata la costruzione di un analogo sistema in territorio polacco. Si prevede che diventerà operativo entro il 2018 completando così il Complesso Europeo di Difesa Antimissili Balistici (BMD).

Entrambe le mosse americane sono giudicate ostili verso Mosca e in violazione del Trattato del 1987 sulle Forze Nucleari a Raggio Intermedio che proibisce esplicitamenteIl sistema di difesa antimissilistica nella base rumena di Deveselu il dispiegamento a terra di missili cruise con una tangenza operativa compresa fra 500 e 5500 km. Per questo Viktor Ozerov, capo del Comitato Nazionale sugli Armamenti nella Camera Alta del Parlamento Russo, ha ventilato la possibilità che la Russia possa abbandonare il tavolo dei negoziati per il rinnovo del Trattato sulla Riduzione delle Armi Strategiche (START).

Ma chi si aspettava proteste esclusivamente diplomatiche è già rimasto deluso: la Russia ha sparigliato le carte iniziando i lavori per la realizzazione di un sistema missilistico completamente asimmetrico ma al contempo più economico rispetto al BMD. Diventerà anch’esso operativo entro il 2019 e prende il nome da «Barguzin»: il forte vento dell’Est che soffia sopra il Lago Baikal e che porta il nome del fiume che vi sfocia.

Mosca inchioda Washington alle sue gravi responsabilitàSi tratta di un sistema di missili da combattimento montati su convogli ferroviari: un «treno nucleare» che ospita sei missili balistici intercontinentali di ultima generazione RS-24 «Yars». Ogni missile ospita quattro testate termonucleari con una potenza esplosiva totale compresa fra 0,4 e 1,2 Megaton (da 33 a 100 volte la potenza della bomba A di Hiroshima). Le versioni più avanzate possono distribuire testate termonucleari su bersagli distanti fino a 11.000 km con una precisione di 100 metri. Le testate sono in grado di manovrare per evitare i missili antimissile lanciati per abbatterle. In pratica, ogni treno del sistema Barguzin, da qualsiasi punto della Russia, sarà in grado di distruggere 60 città o installazioni militari sull’intero territorio degli Stati Il treno nucleare del sistema MolodetsUniti.

In realtà, l’idea non è completamente nuova: la Russia disponeva di 12 treni nucleari del sistema «Molodets» (in russo: «bravo ragazzo») smantellati dopo il trattato Start 2. Ma quello che rende veramente micidiali i nuovi treni nucleari è che, a differenza dei più potenti ma meno precisi e più onerosi sistemi precedenti, i treni Barguzin sono perfettamente mimetizzati da convogli merci. Anche l’emissione infrarossa è stata studiata in modo da simulare quella di un innocuo vagone frigorifero, ma dotato Top diplomats from Russia, the United States, Europe, and the Middle East will meet once again in Vienna on May 17 in an effort to salvage Syrian peacedi un sistema completamente autosufficiente per alcuni mesi studiato in modo da ingannare tanto i satelliti spia quanto gli osservatori sul terreno e percorrere fino a 1000 km al giorno all’interno degli 85.000 km di binari che compongono la rete russa.

Lo scenario può avere effetti pesanti anche per l’Italia e le ultime novità non promettono sviluppi positivi per lo sviluppo delle nostre imprese.

                                                                                                                                                                         RED

(fonti: ANSA – Il Giornale – Wall Street Italia)

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