Roma

Pubblicato il gennaio 8th, 2014 | Da admin

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UNA SOSTA A PIAZZA NAVONA

Chissà se la famiglia Pamphili, quando l’ha fatta costruire, si immaginava che Piazza Navona sarebbe rimasta negli anni una delle piazze più celebri della capitale d’Italia. La sua forma è dovuta alla presenza, a 4.5 m di profondità, Piazza Navona è un esempio magnifico di architettura barocca, sita nel cuore della Città, splendida cornice del vivere romano e turisticodell’antico Stadio di Domiziano fatto costruire dall’imperatore Domiziano nell’85 , lungo 276 metri e largo 106, capace di ospitare fino a 30.000 spettatori. Da non confondersi, attenzione, con un circo. Non c’erano i carceres (i cancelli da cui uscivano i cavalli da corsa) né la spina (il muro divisorio intorno a cui correvano i cavalli) come ad esempio il Circo Massimo, ma era tutto libero ed utilizzato per le gare degli atleti. A testimoniarlo è anche il nome della piazza che in principio si chiamava “in Agone” (dal latino in agonis, cioè “giochi”) perché lo stadio era utilizzato solo e soltanto per delle gare di atletica. Non proprio come mi hanno risposto alcuni passanti quando per curiosità ho chiesto loro il significato di “navona”, e come risposta istintiva ho ricevuto: “navale”! Un errore in cui si può incappare facilmente! Al massimo, poteva capitare che la piazza venisse rinfrescata nel mese di agosto con imponenti getti d’acqua per lenire l’afa che noi abitanti di questa città conosciamo molto bene. A quel tempo, tra l’altro, la piazza era concava, si bloccavano le chiusure delle tre fontane e l’acqua usciva in modo da poterla allagare interamente. Lo stile monumentale che la piazza mostra ai nostri occhi, lo dobbiamo alla volontà di Papa Innocenzio X (Giovanni Battista Pamphilj) ed è diventato indiscutibilmente simbolo della Roma barocca, una piazza ammirata per questo in tutto il mondo. Di grande impatto sono gli elementi architettonici e scultorici di Gian Lorenzo Bernini : la Fontana dei Quattro Fiumi al centro della piazza, che rappresenta il Danubio, il Gange, il Nilo ed il Rio della Plata; i quattro angoli della Terra; Francesco Borromini e Girolamo Rainaldi :la chiesa di Sant’Agnese in Agone, davanti alla fontana del Bernini. Una leggenda racconta di una presunta Piazza_Navona_Fontana dei Quattro Fiumirivalità fra il Bernini e il Borromini : a due delle quattro statue dei fiumi Bernini avrebbe voluto concedere speciali tutele contro l’opera dell’avversario mettendo al Nilo una benda sulla testa per sottrarsi all’infelice visione e al Rio della Plata una mano protesa per ripararsi dal forse imminente crollo della chiesa. La credenza però è fortemente infondata, considerando che la fontana è stata realizzata prima della chiesa, mentre il Nilo ha la testa bendata perché al tempo non erano state ancora scoperte le sorgenti del fiume. La statua di Sant’Agnese sulla facciata della chiesa, invece, ha una postura che apre a più interpretazioni, fra le quali quella che la mano sul petto, insieme all’espressione del volto, sia segno di sconcerto. Piazza Navona però ha anche altre due fontane: la Fontana del Moro, scolpita da Giacomo della Porta e ritoccata dal Bernini, situata nell’area sud della piazza, e la Fontana del Nettuno (originariamente fontana dei Calderari), situata nell’area nord, opera di Gregorio Zappalà e Antonio Della Bitta. Si può dire che l’intento, nel costruire questa piazza, era quello di celebrare la maestosità del casato dei Pamphili che a quel tempo erano in forte competizione con il casato Barberini e quello dei Farnese. Ragione, questa, che ha portato Papa Innocenzio X a far erigere anche il palazzo omonimo.
Oggi la piazza ospita un mercato che nel tempo è divenuto tradizionale. Nato come mercato rionale (in realtà si trattava del trasferimento del mercato del Campidoglio), simile a quello Roma - piazza Navona durante il tradizionale mercatino della Befanaattivo di Campo de’ Fiori, risultava caratteristico per l’ubicazione dei banchi che ne seguivano l’ovale. Pian piano però si è arrivati limitare in questa piazza solo il mercato caratteristico del periodo natalizio, specialmente per la ricorrenza dell’Epifania con la Befana di piazza Navona , appuntamento a cui i romani, spinti anche dai piccoli della famiglia, non rinunciano mai.
Va anche detto che a partire dal dopoguerra, in loco era sempre più ricorrente incontrarvi artisti, pittori e disegnatori che si fermavano con cavalletto e pennelli per dipingere o per esporre, anche per vendere, le loro creazioni. Un uso diventato un’ abitudine portata fino ai nostri giorni. E c’è di più: ad un certo momento sono comparsi anche abili ritrattisti pronti a portare su foglio il volto dei passanti interessati. In sostanza, oggi puoi arrivare in piazza, sederti su una sedia, restare immobile per il tempo che occorre all’artista e andar via con in mano qualcosa che parla di te, anche una tua caricatura!
Francesca Brienza

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