Commercio

Pubblicato il novembre 6th, 2017 | Da Redazione

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A TORINO LA 26a CONVENTION MONDIALE DELLE CAMERE DI COMMERCIO ITALIANE ALL’ESTERO

Torino – Supporto del sistema camerale al processo di internazionalizzazione, ed invito alla politica ad occuparsene e sostenerla con maggiore decisione. Sono stati questi i principali spunti emersi nella XXVI Convention mondiale delle Camere di Commercio Italiane all’Estero (CCIE), che ha visto in questa edizione la partecipazione di imprese ed istituzioni in una 3 giorni molto intensa, caratterizzata anche dagli oltre 700 incontri B2B con le imprese presenti sul territorio. Insieme a tematiche, come quelle legate all’internazionalizzazione, che non possono più ormai essere trascurate dai policy maker.

L’intervento in mattinata del Presidente di Assocamerestero, Gian Domenico Auricchio, del resto, è stato molto chiaro ed ha evidenziato come “il prossimo governo, di qualunque colore esso sia, non potrà più trascurare le richieste di quelle imprese che, dotate di ottime produzioni, non percepiscono un grande supporto da parte delle istituzioni, nei processi di internazionalizzazione. In merito alle attività svolte dal sistema camerale italiano presente all’estero, una recente indagine condotta dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, ci pone fra i primi soggetti di riferimento del sistema italiano a sostegno di tali processi. E ciò – ha poi aggiunto – è un riconoscimento dell’importante lavoro a supporto del Made in Italy che quotidianamente svolgiamo sui territori esteri, insieme al costante aggiornamento dei servizi che forniamo alle imprese”.

L’iniziativa, organizzata insieme con la Camera di Commercio di Torino ed in collaborazione con Unioncamere, ha visto il coinvolgimento diretto di 170 rappresentanti delle CCIE provenienti da 54 paesi, nonché di importanti referenti economici, istituzionali e imprenditoriali sia locali che nazionali.

L’appuntamento rappresenta ormai un importante momento di confronto sulle tematiche particolarmente sentite dell’internazionalizzazione delle imprese, i nuovi servizi del sistema camerale a supporto del business italiano nel mondo con particolare attenzione ai settori legati all’Italian lifestyle, tra cui l’agroalimentare che riveste un ruolo di primissimo piano.

“L’edizione di quest’anno – ha osservato Gaetano Fausto Esposito, Segretario Generale di Assocameresteroè particolarmente importante non solo perché si realizza a Torino che è uno dei più importanti centri del nostro paese per l’esportazione. Ma anche per i temi che sono stati affrontati, nel contesto di una situazione mondiale in ripresa e con alcuni paesi, soprattutto extraeuropei, per i quali c’è un fortissimo interesse. Pensiamo alla Russia, alla Cina, agli Stati Uniti ed ai paesi dell’area ASEAN. Il problema è rappresentato dalla lontananza di questi paesi dalle nostre imprese anche di piccole dimensioni ed uno degli argomenti di cui si è maggiormente discusso è come coniugare le grandi possibilità offerte dalle reti informatiche e digitali, pensando ad esempio all’e-commerce ed alle piattaforme di match mailing con la personalizzazione dei servizi, che è uno dei più importanti servizi dalle camere di commercio italiane all’estero. Le riflessioni portate avanti dal Presidente Auricchio, non solo come attore istituzionale ma anche come operatore del settore, hanno riguardato soprattutto il come restare sui mercati esteri. E non c’è dubbio che il ruolo delle CCIE, presenti in alcuni casi anche da 130-140 anni, sarà sempre incentrato sul come supportare ed aiutare in maniera continuativa le nostre imprese anche attraverso un’attività di consolidamento e non lasciandole dunque mai sole, nel momento in cui hanno avviato il loro business. Dopo questa convention – ha poi annunciato – daremo vita ad una serie di partnership con il sistema bancario e quello dei professionisti, che dallo scorso anno può essere considerato una vera e propria new entry. Dopo i commercialisti, daremo spazio agli architetti per la valorizzazione del design italiano”.

Sulla stessa lunghezza d’onda, il Presidente di Unioncamere, Ivan Lo Bello  che ha sottolineato come “attraverso la riforma del sistema camerale, le CCIE sono diventate più efficienti con funzioni innovative anche sull’internazionalizzazione, in cui siamo impegnati nel raggiungere un obiettivo molto ambizioso che potrà essere raggiunto anche attraverso un percorso di collaborazione con l’ICE (Istituto per il Commercio Estero – ITA) e che potrà coinvolgere anche le Camere di Commercio Italiane all’Estero, ovvero quello di individuare, formare e preparare per l’export almeno 10.000 nuove imprese nel prossimo triennio”.

Decisamente soddisfatto il Presidente della Camera di Commercio italiana in Ungheria, Francesco Mari, “sia per il confronto di best practices che ci fa portare a casa tante idee, che per il dialogo che si è innescato con le istituzioni che ho notato hanno partecipato con fervore e grande interesse a questo evento. È stato ribadito il ruolo determinante delle CCIE, della loro collaborazione con ConfIndustria e con il Governo, in particolare con il Ministero degli Affari Esteri ed il Dicastero dello Sviluppo Economico. Un altro aspetto che mi è piaciuto è l’evidenziazione del ruolo delle CCIE sul territorio, ed anche dei rapporti con l’ICE. Tutti gli interventi vanno verso una maggiore sinergizzazione di queste relazioni, e questo è indubbiamente un fattore molto positivo”.

In merito alla percezione delle imprese di scarsa attenzione da parte delle istituzioni sul processo d’internazionalizzazione, Mari ha osservato come “i produttori italiani si siano storicamente arrangiati ed oggi più che mai è necessario un supporto statale che non solo è auspicabile, in considerazione dei segnali finalmente positivi provenienti dall’economia. Ma è altresì necessario sedersi attorno ad un tavolo e fare chiarezza sui rapporti fra Camere di Commercio ed ICE sulle rispettive competenze. Il nuovo governo, ci è stato assicurato dai relatori, si muoverà in tal senso, ed assicurerà anche un supporto al processo di internazionalizzazione. Vogliamo pensare che quell’obiettivo di 450 miliardi di euro quale quota per le esportazioni, possa essere raggiunto grazie al ruolo fondamentale delle CCIE”.

Novità assoluta dell’edizione di quest’anno, riguarda il varo di una vera e propria competition fra le CCIE partecipanti: su 22 progetti presentati dalle CCIE di 15 paesi, la Camera di Commercio di Torino ne ha selezionati 6 che sono stati ritenuti tra i più efficaci per favorire l’accesso delle imprese del territorio ai mercati esteri e che potrebbero essere replicati anche su scala nazionale. Nel pomeriggio sono stati premiati, quali idee maggiormente innovative, quelle delle Camere di Commercio di Svizzera (che ha proposto l’accesso di start-up innovative italiane alle comunità di venture capitalist e business angels locali, in considerazione della presenza di un notevole volume di capitale di rischio investito in servizi e produzioni innovative) e Russia (attraverso l’utilizzo della piattaforma Export Alliance che prevede l’individuazione di un partner logistico, allo scopo di superare le difficoltà legate alla presenza del regime sanzionatorio attualmente in vigore).

Altro aspetto che si è constatato è che non sempre gli imprenditori conoscono a fondo le tante iniziative intraprese da parte di questi enti destinati, in futuro, ad assumere una funzione assai rilevante nello sviluppo di nuove opportunità di business e di lavoro per un paese, come il nostro, alle prese con bassi tassi sia di crescita economica che di occupazione. E non certo da oggi.

Francesco Montanino





 

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