Confindustria

Pubblicato il novembre 9th, 2017 | Da Redazione

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IL SETTORE MANIFATTURIERO TRAINO DELL’ECONOMIA ITALIANA VERSO LA RIPRESA

Milano – Il manifatturiero conferma i segnali positivi lanciati in questo anno, anche se le aspettative sono ancora all’insegna della prudenza. E’ quanto emerge dalla presentazione che si è tenuta stamani, presso la sede di UnionCamere Lombardia, dei dati (che derivano dall’indagine relativa al terzo trimestre 2017 che ha interessato un campione di oltre 2.800 aziende manifatturiere, suddivise in imprese industriali ed artigiane) riguardanti un comparto che da sempre è chiave per stabilire il trend che attende il nostro sistema economico, nell’immediato futuro.

Svolta congiunturale positiva dunque per la produzione industriale lombarda (+0,4%), dopo la lieve flessione fatta registrare nel trimestre precedente che porta la crescita su base annua ad un +3,2% che in pratica raddoppia il dato del 2016 (+1,6%). In ripresa gli ordini (+1,6% congiunturale interno e +2,0% con l’estero), così come l’artigianato ottiene un risultato positivo, così come certifica l’incremento congiunturale dei livelli produttivi dello 0,6% ed una crescita media dei primi tre trimestri del 2,4%. Particolarmente interessanti e significativi i risultati conseguiti dall’export che fa registrare un tasso di crescita tendenziale che sale al 6,5%, con una variazione congiunturale del +2,2% corroborati da una quota di fatturato ricavata dalle esportazioni che resta stabile oltre il 40%. Aspettative, dunque, sia per la domanda interna che estera, in miglioramento così come per l’occupazione che dovrebbe rimettersi in marcia solo dopo che la ripresa si sarà rafforzata e consolidata. Flettono invece anche se lievemente le attese sulla produzione anche se resterà ampiamente in area positiva. Ottimismo anche da parte degli imprenditori artigiani che prevedono, per il prossimo trimestre, un miglioramento per tutti gli indicatori.

All’incontro erano presenti, il Vice Presidente di UnionCamere, Lombardia Daniele Riva, l’Assessore allo Sviluppo Economico della Regione Lombardia, Mauro Paolini, il professore emerito di Economia Politica dell’Università di BergamoPietro Ferri, Massimo Guagnini dell’Istituto Prometeia, il Presidente della Piccola Industria di ConfIndustria Lombardia, Gianluigi Viscardi e Mario Bettini, Presidente Casartigiani Lombardia in rappresentanza delle Associazioni Regionali dell’Artigianato.

“Si sta consolidando – ha esordito l’Assessore Mauro Paolini, introducendo i lavori – una ripresa che si sta estendendo a tutti i settori e nulla ci vieta di pensare che il risultato di quest’anno possa essere anche più lusinghiero di quello che ci aspettavamo. C’è un dato che però su cui bisogna ancora migliorare ed è il lavoro. Perché una crescita senza lavoro che sia anche pagato adeguatamente è una crescita debole. E per far ciò è necessario maggiore attenzione alla formazione perché il lavoro oltre che ben remunerato dev’essere qualificato. Le imprese devono sentirsi stimolate ad accentuare i rapporti con le scuole, e ciò in vista di questo obiettivo. I dati sono senz’altro positivi, ma vanno consolidati ulteriormente poiché li consideriamo un incentivo a fare ancora di più”.

In tale contesto l’occupazione, che reagisce in ritardo rispetto alle dinamiche produttive, presenta saldi entrate-uscite prossimi allo zero, mentre il ricorso alla CIG (Cassa Integrazione Guadagni) è in calo.

Ad illustrare il quadro congiunturale, il Professor Pietro Ferri che ha snocciolato una serie di interessanti riflessioni come quelle riguardanti “gli ordini esteri che stanno trainando il settore e con esso l’economia lombarda che si avvicina, sotto certi aspetti, a quella tedesca. Pur esistendo ancora 1/5 delle nostre imprese che stenta a risollevarsi, i segnali nel complesso sono incoraggianti. Tutti i settori vanno bene, eccezion fatta il tessile che ha ancora un saldo negativo, seppur basso. Mentre vanno bene la meccanica e la plastica che risentono dell’export positivo. Affinché, alla ripresa della produzione si accompagni quella dell’occupazione, è necessario che lo sviluppo persista”.

Ma quali saranno gli scenari previsionali? Secondo Massimo Guagnini, dell’Istituto Prometeia, sarà il commercio internazionale la chiave di volta con cui sarà possibile anche per il 2018 cogliere le migliori opportunità. “L’economia italiana – ha confermato – si muoverà in un contesto internazionale e mondiale decisamente positivo. Il quadro è abbastanza incoraggiante perché lo sviluppo del commercio internazionale quest’anno non solo non ha ostacolato le dinamiche nazionali, ma si è andato anzi a sommare ad una certa ripresa della domanda interna, con le famiglie che hanno ripreso a consumare. Per quello che riguarda la Lombardia, esistono ulteriori margini di miglioramento con un tasso di crescita del 2% che magari non sarà quello della Cina ma è indubbiamente significativo perché anche nel 2018 ci sono le condizioni affinché tali condizioni possano confermarsi per un periodo non breve. La ripresa, infatti, sembra avere delle basi solide a livello macroeconomico anche considerando il dato degli investimenti che coinvolgono tutto il settore produttivo e che nel territorio lombardo si stanno muovendo, così come attesta l’incremento che è appena sotto il 3%. Un dato tutt’altro che da sottovalutare, considerando sia il momento che il confronto con il quadro europeo. Infine, per quello che concerne l’occupazione e la ripresa dei consumi delle famiglie le prospettive sono buone, se tale ripresa verrà confermata e strutturata. Un’economia dinamica in cui ripresa e prospettive occupazionali sono migliorate, pongono le basi per la ripresa dei consumi. Con il definitivo abbandono di quel pantano in cui ci siamo trovati negli ultimi anni e che ha provocato forti diminuzioni del reddito e dei consumi”.

Gianluigi Viscardi prima di iniziare la propria relazione, ha annunciato che il Presidente di Confindustria Ribolla ha firmato nelle ultime ore l’accordo con cui il World Manifacturing Forum sarà portato, per i prossimi 5 anni, in Lombardia. Innovazione, miglioramento del sistema dei trasporti e formazione sono i tre cardini sui quali si è incentrato il suo intervento. “E’ sempre più evidente come il settore manifatturiero stia reagendo in maniera positiva all’impulso del Piano Nazionale “Industria 4.0”, che è uno dei più importanti anche a livello internazionale. Ben vengano quindi i circa 17 miliardi di euro di incentivi previsti dalla legge di bilancio e spalmati in 10 anni, quale secondo step di questo piano. Le imprese non pagano le tasse – ha sottolineato – non perché le vogliono evadere, ma semplicemente perché non producono reddito. Ed ecco che è necessario che gli sforzi siano incentrati affinché esse tornino a produrre valore. L’innovazione, con il passaggio ad “Industria 4.0”, può essere fondamentale per le nostre piccole e medie imprese che hanno bisogno di misure a sostegno di una ripresa, che ancora non è strutturale, e che magari possa poggiare anche su una maggiore facilitazione nell’accesso al credito nel quadro di un nuovo rapporto fra finanza ed impresa. Così come il sistema dei trasporti va assolutamente migliorato dal punto di vista infrastrutturale, sia riguardo la rete stradale che ferroviaria: tali criticità si sono estese a tutti i settori, riguardando la consegna delle merci che si è bloccata. Infine, la formazione ed in particolare l’aggiornamento delle competenze dei lavoratori nell’ottica di “Industria 4.0” può essere un ulteriore elemento per rendere davvero strutturale questa ripresa. Ci auspichiamo che il modello lombardo di sviluppo – ha poi concluso – possa essere esteso all’intero territorio nazionale”.

Decisamente all’insegna della prudenza, le dichiarazioni di Mario Bettini che ha constatato come “i due appuntamenti elettorali previsti per il 2018, riguardanti il rinnovo della Regione e le amministrative non prospettano alcunché di diverso rispetto a ciò che già sappiamo e non ci danno quella chiarezza di cui invece avvertiamo un forte bisogno. La situazione politica la vedo abbastanza confusa, se non, utilizzando un termine tanto in voga, liquida. Abbiamo una palla al piede, quali imprese artigiane, che è la crisi dell’edilizia, così come la burocrazia è un altro grosso problema per gli artigiani. Per quel che concerne il credito non abbiamo tanto bisogno di interventi, ma quanto piuttosto di evitare di essere scavalcati dal sistema bancario che sempre più tende ad accaparrarsi il medio credito. Con questo, non voglio fare la predica anche se sembra che stiamo uscendo fuori dal tunnel dal momento che anche il prossimo trimestre, lo prevediamo in territorio positivo. È necessario però che questa positività si confermi nel tempo, in modo che ci arriviamo compatti per meglio affrontare le prossime sfide che ci attendono”.

“La ripresa degli ordini interni – secondo Daniele Riva che ha concluso i lavori – è un altro fattore positivo che si va ad aggiungere ad un contesto in cui il quadro macroeconomico globale è in crescita. Anche se non sono del tutto soddisfacenti, perché chi fa impresa tutti i giorni sa bene quali siano le difficoltà nell’evadere le richieste. Perciò, ci auspichiamo che questo trend positivo venga ulteriormente rafforzato anche in futuro. Siamo impegnati inoltre come sistema camerale in una serie di progetti riguardanti l’innovazione con il “Punto impresa digitale”, il turismo con “Turismo e Attrattività” e l’occupazione con i “Servizi di orientamento al lavoro ed alle professioni”, a livello non solo lombardo ma anche nazionale. Il progetto “Impresa 4.0” va portato avanti anche negli anni futuri e la nostra speranza è che presto andrà a regime, mentre in merito all’occupazione bisogna dare fiducia agli imprenditori che stanno affrontando questo particolare momento con grande cautela, anche a causa di un cuneo fiscale che in questo paese, è purtroppo ancora molto alto. Il manifatturiero è senz’altro uno dei pilastri della nostra economia, e sarà ancora una volta uno dei suoi volani verso una ripresa strutturale. Che non riguarderà solo le grandi imprese, ma anche le piccole e medie con un’occupazione che sarà di maggiore qualità, grazie ad una più intensa e proficua collaborazione con il sistema scolastico”.

Francesco Montanino

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