Società

Pubblicato il aprile 22nd, 2018 | Da Redazione Russia News

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Sergey Piga Petrenko il cosacco italiano

Perfugas (SS) – Nato a  Novorossijsk, una grande città russa portuale sul Mar NeroSergey Piga Petrenko è il cosacco italiano. Ci siamo fatti raccontare la sua storia.

 – Nel 1984 dopo il  disastro di Chernobyl mi specializzai  in neurologia infantile nel 1986 a Minsk, la capitale della Bielorussia. Nel 1988 mi laureai in Economia e  ottenni  il grado di” Master of business admistration” in materia di Finanza  Internazionale e nel   1997 a Mosca presso  l’ Alta Accademia governativa dell’economia nazionale. Nel 2001, destino volle  che venni in Italia, in Sardegna per una tourneé con il gruppo folcloristico russo del quale ne facevo la parte. Fui attirato dalla bellezza del Bel Paese e di mia spontanea volontà decisi di  rimanervi a Perfugas nelle vicinanze di Sassari, una piccola realtà, laddove ho avuto una cordiale accoglienza. Chiesi il permesso di soggiorno come emigrato, ma  lo Stato Italiano me lo negò e deliberò di espellermi dall’Italia. Ottenni un permesso di soggiorno grazie all’intercessione personale di Papa Karol Wojtyla. Sua Santità trovò  tempo e possibilità di esaminare una mia lettera  ed espresse la sua buona fede nella lettera personale firmata il 07/01/2002, proprio il giorno di Natale ortodosso considerando il calendario giuliano. Dopo tanti vani tentativi di risolvere la situazione con tutti mezzi previsti dalla Legge italiana,  pensai di fare lo sciopero della fame come protesta in Piazza Italia della provincia di Sassari. Questo accadeva nel 2003. Dopo due settimane di protesta venni  espulso con forza da parte della  polizia. Però, per vari motivi tra cui lo stress e anche l’elevata temperatura della calda stagione (43 gradi), fui colto da un malore e venni ricoverato nell’ospedale di Alghero. Bisogna aggiungere che questa situazione dimostrò l’altruismo  del popolo italiano. Durante lo sciopero della fame raccolsi  200 firme di solidarietà e tantissimi messaggi con parole di  sostegno morale.

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Sono stato fortunato, per la seconda volta, in quanto venni adottato da genitori italiani : Piga Ennio e Matarrese Angela. Dopo anni di una lunga attesa, finalmente, nel 2016 ottenni la cittadinanza italiana. Nel 2013 feci nascere l’associazione per il riconoscimento dello spazio culturale dei cosacchi come patrimonio immateriale dell’Umanità presso “UNESCO”il cui scopo  è di diffondere la cultura cosacca nel mondo: come ad  esempio la più antica democrazia basata su principi della cultura e politica degli antichi romani. In realtà , quando giunsi , in Italia iniziai a promuovere  la cultura cosacca e così nel 2002 fondai un’associazione per la rappresentazione dei cosacchi della Russia centrale di Mosca,

A Rostov sul Don, capitale della omonima regione situata nella steppa in patria antica dei cosacchi, alcuni anni fa si tenne Il IV Congresso Internazionale dei cosacchi nel mondo. Durante  i lavori di questo congresso, mi insignirono dell’incarico della loro rappresentanza per l’Italia. Al momento ci sono molti programmi internazionali che riguardano l’Italia direttamente attraverso la mia veste ufficiale: per esempio si cerca di creare un ponte d’unione e di Amicizia tra l’ Italia e la Russia attraverso alcuni progetti. Uno dei progetti più significativi è un cortometraggio documentario,  “ La sonata la minore” della regista, giornalista, autrice, Galina Vereina, realizzato grazie all’accordo raggiunto a Milano con il dottor Francesco Maria Cusano Presidente Nazionale dell’ U.N.I.R.R. (Unione Nazionale italiana dei reduci di Russia) che è già stato presentato in Italia nelle diverse città del Nord Est. Il Film racconta la storia del salvataggio di un soldato italiano nel periodo della Seconda Guerra Mondiale sul territorio delle steppe del fiume Don. Il nuovo film in via di realizzazione, questa volta sarà un lungometraggio che verrà dedicato alle semplicità donne russe e avrà come il titolo “ La Madonna del Don”. Il Ministero della Cultura della Federazione Russa ha asserito che contribuirà con un milione di euro alla concretizzazione di tale progetto Italo-Russo dalla durata di circa due ore. Adesso stiamo lavorando nella fase preliminare per questo nuovo progetto storico-documentale.

In seguito ad un incontro ufficiale a Venezia nel mese del maggio scorso, ho parlato di questa mia idea con Sua Eminenza il vescovo Antonio, il dirigente di  tutte chiese all’estero del Patriarcato Ortodosso Russo di Mosca, come referente di ”Sua Santità KirillPatriarca di Tutte le Russie, che era stato   in  udienza con il  vescovo  d’ Italia e ho discusso di questo argomento anche con  Sua Eccellenza l’Archivescovo di Ginevra, Michele, dal quale ho ricevuto anche la sua Benedizione.

Oltre alla realizzazione del film stiamo lavorando anche ad un progetto per la salvaguardia della Memoria Storica di entrambi i Paesi ed abbiamo raggiunto degli accordi per effettuare degli scavi storici militari sia in Russia, nelle varie zone di città come Voronez, che in Italia, nella zona circoscritta nel Veneto, onde ricavarne i nominativi e i patronimici dei caduti russi ed italiani, coinvolgendo in tale attività giovani studenti italiani e russi.  

  • Ci parli dei cosacchi?

Amo la mia terra, sono un cosacco della zona della Russia meridionale del Kuban. Come ogni russo, quando ascolto le canzoni cosacche mi commuovo . Questa è la vera anima russa. In realtà il mio trisavolo si chiamava Vasilij Belyj , era un generale di artiglieria , eroe della Campagna di Giappone del 1905 e sono uno degli ultimi discendenti della mia dinastia.  Anche lui era un discendente diretto dell’Atamano Belyj che fondò la Truppa dei cosacchi del Kuban, dopo che la zarina Caterina II tolse  il diritto dei cosacchi dell’Ucraina di essere liberi e sterminò  la truppa dei cosacchi di Zaporozie. In Russia sono morti 4 milioni di cosacchi  nella rivoluzione del 1917-1920 . Per capire il significato di questa cifra bisogna sapere che la  minoranza etnica dei cosacchi   prima della rivoluzione, erano  soltanto di 5 milioni di persone. Ancora molti anni addietro nacque nel mio cuore il grande desiderio di promuovere la cultura cosacca.

A proposito dei cosacchi devo affermare che la parola arcaica “cosacco” significa “il guerriero libero”.  Molti cosacchi hanno colonizzato la Siberia, hanno respinto gli invasori turchi dal Caucaso e dall’ Asia centrale, hanno lottato assai per i lori ideali e per difendere la Patria .  Dobbiamo esseri sinceri. I cosacchi erano proprio quelli che hanno creato lo scudo per difendere i popoli dell’Europa medioevale dalle invasioni pericolose e proprio loro hanno dato la possibilità e tempo che servirono  per lo sviluppo della potenza economica e crescita della civiltà moderna. Oggi, i cosacchi cercano di affermare la rinascita e la rivalutazione dei valori storici, culturali e spirituali di questa nostra antica cultura, di sviluppare e rafforzare la Pace, l’Amicizia e la Cooperazione fra i Popoli. Nel Triveneto ho trovato un ambiente assai positivo per la realizzazione di alcuni dei miei progetti. Le mie rappresentazioni sono state applaudite a Roma tra le mura del Centro di Cultura e Scienza Russa dell’Ambasciata Russa in Italia.  Ho anche rappresentato la triste e conosciuta  storia legata allo sterminio dei cosacchi della  città di Lienz in Austria.

  • Quali sono i suoi progetti futuri?

Vi confesso qui che ho un mio sogno “nel cassetto” che vorrei che si realizzasse, cioè quello di invitare la celebre attrice italiana – Sofia Loren, che ammiro sin dall’infanzia a diventare la Madrina del progetto di questo nostro nuovo film Italo-Russo e che mi permetta di avere un Suo Alto Patrocinio Morale per tale nostra iniziativa.

Trovo opportuno, infine, rilevare un piccolo segreto: in Russia, a Rossoš’ si trova la vera e pura protettrice degli alpini “Madonna degli alpini” che proviene, probabilmente da Cuneo. Il cappellano militare cercò di salvare questa icona durante la famosa battaglia di Stalingrado, ma fu ucciso. Grazie però al coraggio di una giovane ragazza, la “Madonna degli alpini” fu custodita per anni, ma nessuno in Italia non conosce tale fatto. Possiamo solo immaginare che esiste una icona russa nella città di Mestre e  un’altra  icona presente  in Russia, proprio sono proprio come due sorelle-gemelle. Due immagini della Santa Madre che proteggono i due Paesi, l’Italia e la  Russia. Una sorta di miracolo!

  • Che cosa ne pensa dell’Italia?

L’Italia è un Paese meraviglioso! La Cultura, i paesaggi, la Storia,  la cordialità e un gran cuore Italiano mi hanno conquistato l’anima.

di Luisa Penzo 

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