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Pubblicato il agosto 12th, 2019 | Da Redazione Russia News

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Russia – Iran 3 a 0: anche la nazionale maschile di volley si qualifica per le Olimpiadi di Tokyo 2020

San Pietroburgo – Come da previsioni della vigilia, è stato l’ultimo match della Pool E a stabilire la vincente del Round Robin consegnando la qualificazione diretta alle Olimpiadi di Tokyo 2020. Nel girone a quattro con Russia, Iran, Cuba e Messico sono state le prime due nazionali a contendersi il primato. L’Iran ha prima sofferto l’esuberanza di Cuba (rimontata 3 a 2), salvo poi archiviare agevolmente la pratica Messico (3 a 0). La Russia ha esordito nel primo incontro travolgendo la selezione messicana con un secco 3 a 0 (25-15, 25-11, 25-17 – con 8 punti di Muserskiy, 7 a testa per Mikhailov e Volkov). Poco più di un allenamento per gli uomini di Tuomas Sammelvuo, il coach finlandese (con un passato da giocatore nel ruolo di schiacciatore anche in Russia, nella Lokomotiv Novosibirsk), chiamato a guidare la nazionale russa dallo scorso marzo,  dopo gli ottimi risultati ottenuti sulla panchina del Kuzbass Kemerovo. Russia che è scesa in campo con Butko in cabina di regia, Mikhailov opposto, Volkov e Voronkov sulle bande, Volvich e Kurkaev centrali, il libero Golubev salvo poi, dopo il primo set, inziare con le sostituzioni a dare respiro ad alcuni giocatori, testando il resto del gruppo con gli innesti di Dmitriy Muserskiy (eroe dell’oro olimpico conquistato a Londra nel 2012), Semyshev, Poletaev e Kobzar. Nel secondo incontro contro Cuba Sammelvuo, pienamente fiducioso della qualità della rosa a disposizione e del gruppo che ha iniziato a costruire, ha variato il sestetto iniziale, confermando dall’inizio solo Volkov, Kurkaev ed il libero Golubev, e lasciando spazio in avvio a Kobzar in regia, Poletaev (autore di 13 punti) nel ruolo di opposto, Kliuka in attacco e Iakovlev al centro.  Dopo un primo set scivolato via senza patemi, Cuba (che a livello pallavolistico vanta pur sempre una grande tradizione) ha venduto cara la pelle, costringendo Sammelvuo nel terzo set a chiamare in campo Muserskiy e, nelle battute finali, anche Butko, per evitare di allungare il match e chiudere sul 3 a 0 (25-18, 26-24, 27-25 – best scorer Volkov con 15 punti messi a referto). Nel terzo e decisivo incontro, invece, complice l’assenza di Mikhailov per infortunio, Sammelvuo sceglie la diagonale formata dal palleggiatore Alexander Butko e dall’opposto Victor Poletaev, Dmitri Volkov ed Egor Kliuka nel ruolo di schiacciatori e ricevitori, Dmitriy Muserskiy ed Ilyas Kurkaev al centro; libero Valentin Golubev.    

Primo set. L’Iran parte forte con grande pressione al servizio (saranno 3 gli ace messi a segno nel primo set), mette in difficoltà la ricezione russa ed arriva davanti al primo time out tecnico (8 a 7). Ma la Russia c’è, e Victor Poletaev (classe ’95) non sente la pressione di dover sostituire un fuoriclasse, nonchè punto fermo della nazionale, come Maxim Mikhailov. Prima un muro, poi un contrattacco vincente del neo acquisto dello Zenit Kazan portano avanti i padroni di casa (12-10). L’Iran perde incisività al servizio ed un muro di Volkov porta all’allungo decisivo (17-13), consolidato da un altro muro, stavolta di Kliuka (22-17). Il punto decisivo che chiude il set lo mette a segno ancora Poletaev (25-19).

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Secondo set. I giovani attaccanti della Russia sono in stato di grazia. Polotaev attacca anche da posto 4, Volkov mette a segno un punto spettacolare da posizione angolatissima e con palla staccata (2-1). Un ace di Muserskiy porta i padroni di casa avanti al primo time out tecnico (8-6). L’Iran però ha pazienza, si affida alla solidità del suo cambio palla e, quando incide con il servizio complicando la costruzione russa, trova muri e contrattachi vincenti grazie ai quali prima aggancia e poi sorpassa i padroni di casa (12-10). Sammelvuo toglie Muserskiy ed inserisce Artem Volvich che, quantomeno, dimostra subito di avere buon occhio. Gli arbitri vedono out una battuta di Poletaev, Volvich invita il suo allenatore a chiamare il challenge e la tecnologia da ragione ai russi: l’ace dell’opposto vale l’aggancio sul 14 pari. Si prosegue punto a punto fino al 20 pari. Poi, un contrattacco vincente di Volkov al termine di una lunga azione ed un muro di Poletaev sulla parallela portano la Russia avanti (22-20). Poletaev si erge a protagonista assoluto con un altro ace che vale il  24 a 21. Gli ospiti reagiscono ed annullano due set point: 24-23. Butko si affida allora al centro ed il compagno di club a Kazan Volvich non tradisce, mettendo a segno l’attacco in primo tempo che chiude il parziale: 25-23 e due a zero per i padroni di casa.

Terzo set. Il primo strappo del parziale lo firma ancora Poletaev con due contrattacchi vincenti consecutivi (5-3); poi un errore in battuta degli ospiti porta al primo time out tecnico (8-5). Con la partita in pugno la Russia abbassa un po’ la concentrazione, riaccendendo così le speranze iraniane: un primo tempo out di Kurkaev ridà la parità agli ospiti, che poi contrattaccano e si portano avanti (13-12); poi, grazie ad un muro su Volvich ed un attacco fuori misura di Kliuka, allungano (20-17). Ma la Russia ha solidità mentale ed un Poletaev inarrestabile: uno splendido attacco in diagonale dell’opposto ed un muro di Kurkaev consentono alla Russia di riacciuffare gli ospiti a quota 21; Kliuka trova l’ace che vale il sorpasso: 23-22. Sul 23 pari un errore al servizio degli ospiti vale il match point; un altro errore iraniano nell’azione successiva (attacco out in parallela) segna il risultato sul 25-23. La panchina ospite cerca un disperato aiuto dalla tecnologia, chiamando il challenge nella speranza di un’invasione del muro russo, che però non c’è: finisce 3 a 0 per la Russia e la Sibur Arena di San Pietroburgo può finalmente liberare tutta la sua gioia. Top scorer di giornata, naturalmente, Victor Poletaev, autore di 19 punti, cui si aggiungono gli 11 di Kliuka, i 9 di Volkov, i 6 di Kurkaev, i 3 di Muserskiy, uno a testa per Butko e Volvich.

Per la Federazione Russa sarà la settima partecipazione consecutiva ai giochi olimpici. Nelle precedenti sei edizioni ha sempre raggiunto almeno la semifinale, conquistando il podio in ben quattro occasioni: due medaglie di bronzo (Atene 2004 e Pechino 2008), una di bronzo (Sydney 2000) e l’indimenticabile oro di Londra nel 2012, agguantato in seguito ad una epica rimonta sul Brasile, sconfitto 3 set a 2 dopo aver perso i primi due parziali, anche grazie ad una mossa tattica (lo spostamento del centrale Dmitriy Muserskiy nel ruolo di opposto) che la leggenda attribuisce al tecnico italiano Sergio Busato, assitente dell’allora tecnico della selezione russa Vladimir Alekno.  A conferma di una tradizione di primo livello che già aveva visto in precedenza l’URSS primeggiare a livello mondiale (3 medaglie d’oro, due d’argento ed una di bronzo nelle sei edizioni olimpiche a cui ha preso parte). Un risultato di fondamentale importanza per la pallavolo russa (che segue il risultato raggiunto dalla nazionale femminile una settimana fa a Kaliningrad), continuando i festeggiamenti di un’estate iniziata bene già a metà luglio, con il successo (il secondo consecutivo in altrettante edizioni) nella Volleyball National League, dove i ragazzi di Sammelvuo (che per l’occasione aveva lasciato a riposo i senior in vista della qualificazione olimpica) si sono imposti a Chicago superando i padroni di casa degli Stati Uniti, sconfitti 3 set ad 1 (25-23, 20-25, 25-21, 25-20). Prossimo obiettivo, i Campionati Europei che scatteranno il 13 settembre.

Stefano Tardi

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