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Pubblicato il ottobre 23rd, 2017 | Da Redazione

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ROSARIO ALESSANDRELLO (CCIR): “RUSSIFICAZIONE DEL PRODOTTO E ACCESSO AL MICROCREDITO STRUMENTI PER AGGIRARE LE SANZIONI”.

Il recente X°Forum Economico Eurasiatico che si è tenuto a Verona ha, ancora una volta, ribadito che solo la creazione di solide relazioni economiche fra i paesi europei e quelli che fanno da interfaccia con il mercato asiatico, può essere il vero antidoto alla crisi ed alla stagnazione che da ormai oltre 10 anni stanno mettendo a dura prova gli assetti produttivi di tanti paesi.

L’introduzione oltre 3 anni fa del regime sanzionatorio nei confronti della Russia, all’indomani del referendum con cui la Crimea ha chiesto di tornare sotto la storica ala protettiva di Mosca, ha indubbiamente complicato una situazione già di per se abbastanza compromessa, con diversi paesi fra cui l’Italia sull’orlo della bancarotta.

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Che il clima stia decisamente cambiando del resto emerge anche dal dato relativo alle esportazioni dei paesi aderenti all’UE, nel mese di agosto. Secondo l’ultima relazione mensile sul commercio pubblicata oggi dalla Commissione Europea, ad agosto 2017 le esportazioni agroalimentari europee sono rimaste forti, con un aumento della bilancia commerciale di 2,4 miliardi di euro.  Nello specifico, sono aumentate di 11,5 miliardi di euro (+8% rispetto a luglio 2017).

Gli incrementi mensili maggiori delle esportazioni hanno riguardato ancora una volta la Russia e gli Stati Uniti, rispettivamente  con +153 milioni e +108 milioni di euro rispetto al 2016. Riguardo ai settori, le esportazioni di vino e vermut e di latte in polvere hanno registrato l’aumento maggiore, rispettivamente 130 milioni e 123 milioni di euro rispetto all’anno precedente. Anche le importazioni agroalimentari dell’UE sono aumentate, precisamente del 4% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso, registrando un’eccedenza di 2,4 miliardi di euro nella bilancia commerciale agroalimentare.

La relazione di questo mese si concentra in particolare sul commercio agroalimentare con la Russia. Dopo un calo iniziale, sia dei prodotti vietati che di quelli non vietati, le esportazioni UE di prodotti non vietati verso la Russia hanno ripreso a crescere fino a raggiungere 6.299 milioni di euro nel periodo settembre 2016-agosto 2017, con un aumento di valore del 14% rispetto al periodo precedente.

La Russia torna così al quarto posto tra le principali destinazioni dell’esportazione di prodotti agroalimentari dell’UE, davanti al Giappone (https://ec.europa.eu/agriculture/trade-analysis/monitoring-agri-food-trade_it).

Insomma, anche le statistiche confermano l’assoluta inefficacia ed inutilità di un provvedimento fortemente voluto dall’amministrazione Obama e che, nonostante ci sia stato il cambio della guardia con l’ascesa alla Casa Bianca di Donald Trump, qualcuno si ostina ancora con una rigidità al limite del masochismo, a difendere e ad applicare in maniera a dir poco ottusa e stupida.

Ne abbiamo parlato con il Presidente della Camera di Commercio Italo-Russa (CCIR), Rosario Alessandrello con il quale abbiamo provato a fare un po’ il punto della situazione, in uno scenario che si presenta mai come oggi in continua evoluzione e che presenta prospettive molto interessanti.

“Il X° Forum Eurasiaticoafferma il Presidente della Camera di Commercio Italo-Russaha confermato che il regime sanzionatorio nei confronti della Russia allo scopo di indebolirla, non solo non hanno per niente funzionato ma dobbiamo anche rilevare che quest’ultima ha reagito, attraendo le produzioni non soggette a sanzioni dall’Europa ed in più incrementando i rapporti con la Cina che ha finanziato una serie di grandi opere che prima sarebbero state finanziate con crediti provenienti dal Vecchio Continente, con il quale c’era un interscambio ragguardevole. Tutto questo sta facendo sì che la Russia si stia creando una serie di infrastrutture verso Est, accelerando un processo che era già in atto. Chi ha pagato maggiormente il conto sono state le nostre piccole e medie imprese, visto che Germania, Francia e Giappone hanno portato le proprie produzioni automobilistiche in Russia. Ciò ha provocato gravi danni alla nostra componentistica, così come per l’agroalimentare che storicamente è sempre stato apprezzato dal mercato russo. Molte imprese soprattutto meridionali che producono ad esempio uva da tavola o il pomodorino e che avevano circa il 50% del mercato, sono tornate a zero! Questo piccolo esempio attesta quanto il nostro agroalimentare abbia particolarmente sofferto le sanzioni, in questi ultimi anni”.

Il Presidente della CCIR, quando gli è stato fatto osservare che l’economia ha superato e fatto meglio della politica, per quel che concerne le scelte strategiche, è stato ancora più netto. “Non c’è assolutamente dubbio su questo, e più che fatto meglio – ha tagliato corto – potremmo dire che ha fatto i propri interessi, com’è giusto che sia. Ha provato ad aggirare le sanzioni ed a difendersi in Russia, aiutandola a portare avanti il proprio processo di industrializzazione”.

In tal senso, una delle possibili soluzioni indicate da Alessandrello per poter aggirare l’ostacolo rappresentato dalle sanzioni ed iniziare ad interagire con questo immenso e ricco mercato, è quella di costituire una società regolamentata dalla legislazione russa. “La società con personalità giuridica russa – ha confermato – può aiutare anche nella filiera ed inoltre presenta il vantaggio di non passare attraverso i vincoli delle dogane, perché i prodotti diventano russi e restano in questo mercato. Se si intende difendere il nostro prodotto, questo è un passo assai importante che va fatto. La “russificazione” del prodotto – attraverso la nostra incessante attività che permette di individuare il partner giusto – e la localizzazione, oggi inoltre sono ulteriormente facilitati dalla svalutazione del rublo, dalla riduzione dei costi per l’energia, dai maggiori voucher ambientali perché stiamo parlando di un territorio immenso e dalla riduzione delle tasse. Un altro strumento particolarmente importante è quello del microcredito che stanno agevolando e non poco soprattutto quelle piccole realtà imprenditoriali che trovano grosse difficoltà ad accedere ai finanziamenti da parte delle banche. Molte società di microcredito italiane – ha poi concluso – stanno spingendo da tempo in tal senso, ottenendo ottimi risultati”.

RED



 

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