Tennis

Pubblicato il maggio 20th, 2019 | Da Redazione Russia News

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Roma, Ibi 2019: la prima volta di Pliskova e la nona sinfonia di Nadal

Roma – Che a concludere la 76esima edizione degli Internazionali BNL d’Italia fosse stato il 54esimo atto (28-25 i precedenti in favore del serbo) della rivalità tra Novak Djokovic e Rafael Nadal, lo speravano tutti e, alla fine, sono stati accontentati. Il serbo numero uno al mondo contro lo spagnolo numero due. Quinta finale tra loro a Roma (due a due i precedenti), con Nole a caccia del quinto titolo al Foro Italico, Rafa del nono. I due non si incontravano dal 27 gennaio, ovvero dalla finale dell’Australian Open. Allora, invece, si giocava sul cemento, e Nole non lasciò scampo a Rafa, impedendo al maiorchino di entrare in partita. Sulla terra rossa di Roma, però, i favori del pronostico erano per lo spagnolo, nonostante “The King of Clay” fosse arrivato nella Capitale senza titoli all’attivo nel 2019 e, soprattutto, senza essere mai neanche arrivato all’ultimo atto di un torneo sull’amata superficie (essendosi fermato in tre semifinali consecutive a Montecarlo, Barcellona e Madrid). Discorso diverso per Novak, che dopo un periodo non brillantissimo seguito alla conquista dello slam australiano, si era presentato a Roma con il tasca il titolo del Master 1000 madrileno. Se però Rafa era arrivato all’ultimo atto in scioltezza senza perdere un solo set, Nole aveva dovuto sudare le proverbiali sette camice imponendosi in tre set sia ai quarti di finale contro il rientrante Juan Martin Del Potro (spuntandola dopo oltre tre ore di match ad altissima intensità), che in semifinale contro la rivelazione Schwartzman (dopo oltre due ore e mezza di partita). La pioggia (annunciata in abbondanza) si prende la scena solo al mattino, permettendo il regolare svolgimento della programmazione. Così, sono appena passate le 16 quando Djokovic e Nadal incrociano le racchette. Il serbo vince il sorteggio e sceglie di servire. Il primo game è già uno spartiacque; scambi lunghi e duri con il maiorchino che cerca di comandare sulla diagonale prima di assestare il lungolinea vincente; dal canto suo il serbo non incide con il servizio e fatica a tenere la pressione di Nadal da fondo campo producendosi in errori dettati dalla volontà di uscire dallo scambio. Così lo spagnolo trova il break in apertura, il serbo accusa il colpo ed il primo parziale si chiude con un perentorio 6-0. Il pubblico romano decide allora di far sentire al serbo tutto il suo affetto in aperturta di secondo set. Djokovic aumenta l’efficacia al servizio riuscendo a tenere i propri turni e la partita viaggia sul filo dell’equilibro. Nel nono gioco, sul 4 pari, Rafa si conquista una palla break che potrebbe portarlo a servire per il match ma Nole si salva, si porta avanti 5-4 e poi, nel decimo game, per la prima ed unica volta nel match, strappa il servizio allo spagnolo aggiudicandosi il parziale per 6 giochi a 4. Il serbo ci crede e chiama il Centrale all’ovazione. Si va al terzo, che però si apre come il primo, con Nadal che vince il duello di forza con Djokovic e conquista subito il break. Una mazzata alle ambizioni del serbo che inizia a non credere più nella rimonta. Finisce 6-0, 4-6, 6-1 per Nadal che diventa Re di Roma per la nona volta.

Il tabellone femminile, invece, in perfetta continuità con il trend stagionale, ha visto una finale inattesa. Non tanto per la presenza di Karolina Pliskova (numero 7 del mondo, ex numero uno, quest’anno già vincitrice a Brisbane, semifinalista agli Australian Open, finalista a Miami), quanto per quella di Joanna Konta; la tennista britannica, scivolata alla posizione numero 42 del ranking, nonostante la finale conquistata a Rabat poche settimane fa, non aveva mai raggiunto un traguardo così importante su terra rossa (a differenza di Pliskova già vincitrice a Praga, nel 2015, ed a Stoccarda lo scorso anno, seppur indoor). Chiaro fin dall’inizio il canovaccio tattico, con la Konta intenzionata a muovere e far correre la tennista ceca, difficilmente battibile quando le si consente di colpire a tutto braccio dal centro del campo. Dall’alto dei suoi 186 cm di altezza, però, Karolina ha fatto valere tutta la qualità del suo servizio (il più efficace del circuito), senza perdere un solo game in battuta. Sono così stati sufficienti due break (uno per set) per chiudere il match in poco meno di un’ora e mezza di partita (6-3, 6-4) ed essere incoronata nuova regina di Roma. Per la Pliskova è il tredicesimo titolo in carriera, il secondo di categoria Premier 5 dopo quello vinto a Cincinnati nel 2016.

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Nel torneo maschile di doppio si è imposta la coppia colombiana composta da Juan-Sebastian Cabal e Robert Farah. Nel doppio femminile, invece, seconda affermazione consecutiva per Ashleigh Barty; la tennista australiana si è imposta quest’anno in coppia con la bielorussa Vika Azarenka.

Prima dei match la WTA ha consegnato nelle mani di Lea Pericoli il premio come miglior torneo di categoria Premier 5 (assegnato per l’edizione dello scorso anno dal voto delle giocatrici). La stessa Lea Pericoli, ambasciatrice del tennis italiano, ha consegnato a Roberta Vinci (ritiratasi lo scorso anno) la racchetta d’oro. Lo stesso riconoscimento, in ambito maschile, è invece stato consegnato da Nicola Pietrangeli a Gustavo “Guga” Kuerten (ex tennista brasiliano, vincitore a Roma nel 1999).

La settimana non è stata invece particolarmente esaltante per il tennis russo. Nel tabellone maschile, Daniil Medvedev si è arreso al primo turno all’australiano Nick Kyrgios (3-6, 6-3, 3-6). Karen Khachanov, invece, si è spinto fino agli ottavi di finale. Il numero 13 della classifica ATP ha superato nel primo turno l’italiano Lorenzo Sonego (6-3, 6-7, 6-3), nel secondo ha rimontato lo spagnolo Roberto Bautista-Agut 5-7, 6-4, 6-2, prima di arrendersi ad un altro iberico, Fernando Verdasco (5-7, 6-3, 3-6). Stessa sorte in campo femminile. Anastasia Pavlyuchenkova è stata sconfitta al primo turno dalla greca Maria Sakkari (6-1, 7-5), mentre si è fermata agli ottavi di finale la corsa di Daria Kasatkina. Dasha ha superato la romena Begu 6-2, 7-6, ha rimontato la ceca Siniakova (2-6, 6-4, 6-1), prima di cedere il passo ad un’altra ceca, Marketa Vondrousova (5-7, 6-2, 2-6).  Fino agli ottavi di finale si era spinta anche la coppia russa di doppio formata da Vera Zvonareva e Veronika Kudermetova. Settimana positiva, invece, per Anna Kalinskaya; la ventenne moscovita, sulla terra rossa francese di Saint-Gaudens, ha conquistato il suo settimo titolo nel circuito ITF superando la romena Ana Bogdan 6-3, 6-4.

Stefano Tardi

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