Confindustria

Pubblicato il luglio 27th, 2017 | Da Redazione

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IL PRESIDENTE DI UNIONCAMERE LOMBARDIA: “LA FINE DELLE SANZIONI CONTRO LA RUSSIA APRIRA’ NUOVI SCENARI PER LE NOSTRE IMPRESE”

MilanoLa produzione industriale lombarda guarda con ottimismo al futuro. Nonostante un quadro di generale stazionarietà, le aspettative economiche, nella regione che da sempre è la locomotiva economica del nostro paese, restano positive nonostante il clima di generale incertezza comunque ancora presente soprattutto sulla questione delle sanzioni contro la Russia.

E’ stata presentata stamani presso la sede di UnionCamere del capoluogo meneghino, un’interessante indagine sulla congiuntura economica riguardante il settore manifatturiero, con un focus in particolare sull’industria e l’artigianato.

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Ne è emerso un quadro in cui la produzione industriale lombarda rimane sul livello raggiunto ad inizio anno, con una variazione congiunturale prossima allo zero (-0,1%). Su base annua, l’incremento della produzione rimane sensibile (+2,5%), così come quello degli ordini (+3,9% l’interno e +5,8% l’estero) ed il fatturato (+4,5%). L’indice della produzione industriale, nel  secondo trimestre 2017, si attesta a 106,9 con un trend di graduale crescita che però è ancora ben lontano da quel 113,6 rilevato prima dell’inizio della pesante crisi (2007), dalla quale si fa ancora fatica ad uscire. Con una prospettiva per il terzo trimestre di crescita che mediamente dovrebbe essere del +0,6% che si tradurrebbe in una progressione annua del 2,8%.

Al di sotto degli standard, invece, l’artigianato che non arriva ancora a quota 100 (95,6) anche se mostra segnali comunque incoraggianti come attesta lo +0,2% di variazione congiunturale di produzione. Ma a trainare la ripresa è soprattutto la rilevante quota derivante dal fatturato estero (circa il 40,6%), a testimonianza che gli imprenditori lombardi stanno puntando molto sull’internazionalizzazione quale fattore di sviluppo per creare sviluppo e nuove opportunità di business.

I lavori sono stati introdotti dal Presidente di UnionCamere Lombardia Gian Domenico Auricchio che ai nostri microfoni ha così analizzato questi dati. “L’economia lombarda – ha affermato Auricchio – nel secondo trimestre del 2017 si è consolidata rispetto non solo a quello precedente, ma lo ha fatto in maniera ancora più significativa rispetto allo stesso periodo del 2016. La produzione industriale cresce del 2,5%, i fatturati delle imprese di quasi il 5%, gli ordini esteri di quasi 6 punti percentuali mentre quelli nazionali del 3,9%. Ciò credo sia collegato anche alle previsioni degli imprenditori che si aspettano nel prossimo trimestre un ulteriore incremento di produzione industriale e di fatturato. Se enti pubblici, sistema camerale e Regione Lombardia saranno ancora al fianco soprattutto di piccoli, piccolissimi e medi imprenditori, credo che l’aggancio alla ripresa sarà ancora più solido. Le prospettive sono positive e confido in particolar modo nell’internazionalizzazione e nell’export che si sono dimostrati essere in questi ultimi anni sempre più forti. E questo per due ragioni: sia perché la qualità del manifatturiero italiano  – e lombardo in particolare – è eccellente, sia perché tale eccellenza è riconosciuta in tutto il mondo. Se nello specifico poi si allenterà la morsa delle sanzioni in particolare contro la Russia, si apriranno nuovi scenari per le nostre imprese”.

“Il 2016 è stato per noi – ha commentato Pietro Ferri, docente di Economia dell’Università di Bergamoparticolarmente difficile, in un generale quadro che da comunque importanti segnali di ripresa”. Per Massimo Guagnini del centro studi economico Prometeia “è confermato il trend macroeconomico di sostanziale crescita per il nostro paese, mediamente di un punto percentuale annuo. La Lombardia conferma di essere la locomotiva d’Italia, mentre il dato del Mezzogiorno è molto interessante ed è la vera novità, perché anch’esso si è allineato negli ultimi anni alla tendenza nazionale. Abbiamo inoltre rilevato un incremento dei consumi delle famiglie di circa l’1%, cui si è accompagnata anche una ripresa dell’occupazione. Certo, non sono i tassi di crescita cinesi ma è indubbio che ad ogni buon conto è innegabile che siano indicatori positivi”.

Soddisfatto anche il presidente di Confindustria Lombardia, Alberto Ribolla che senza mezzi termini ha affermato che “si tratta di dati molto buoni, armonici ed anche continuativi. Da quando mi sono seduto in questo tavolo, dopo una fase iniziale di numeri con il segno meno, a partire dal 2013 siamo andati man mano in sentiero positivo, anche se con percentuali da prefisso telefonico. Hanno indubbiamente influito gli incentivi per incentivare l’occupazione come il Jobs Act ed anche l’incremento del fatturato con l’estero. Il piano industriale 4.0 è molto ambizioso e sta iniziando a generare flussi positivi che vanno a riequilibrare dei dati che riguardano soprattutto la logistica, in un momento particolarmente delicato come quello attuale. La Lombardia deve tornare ad essere una regione attrattiva e presentare le dinamiche giuste per gli investimenti. Possiamo con certezza dire che la nostra regione rappresenta un punto di riferimento nazionale ed europeo su Industria 4.0 e più in generale sul manifatturiero. L’attività del Digital Innovation Hub Lombardia – un DIH inclusivo e sul modello europeo – come previsto dal Piano nazionale del Ministero dello Sviluppo Economico, darà infatti un ulteriore impulso alla transizione alla nuova era industriale aiutando le nostre imprese, tra le altre cose, a dotarsi del know-how necessario e a puntare sulle giuste tecnologie in base alla funzionalità e alle esigenze produttive. Dall’anno prossimo, inoltre, la nostra regione ospiterà stabilmente il World Manufacturing Forum, e questo darà ulteriore prestigio al nostro settore produttivo, oltre a consentirci di influenzare e dettare l’agenda dell’innovazione manifatturiera. L’ultimo tassello per spingere sull’acceleratore della crescita riguarda il settore creditizio. Le imprese fanno ancora fatica ad avere un agevole accesso al credito e, come emerso dal nostro Piano strategico #Lombardia2030, c’è un forte bisogno di un nuovo rapporto finanza-imprese: le imprese dovranno crescere, aumentare il grado di trasparenza e rafforzare la loro struttura finanziaria attraverso una maggiore patrimonializzazione e un più ampio ricorso a fonti alternative a quello bancario. Le banche, dal canto loro, dovranno essere pienamente consapevoli delle ricadute negative che deriverebbero per l’intera economia italiana dal perdurare di una forte stretta creditizia”.

Per Daniele Parolo, presidente di ConfArtigianato Lombardia “il nostro settore, nonostante abbia fatto segnare nel secondo trimestre di quest’anno un andamento meno brillante, vede in crescita ordini interni ed esteri, cui si accompagna una crescita dell’occupazione. Questi dati positivi, necessitano però di essere accompagnati e sostenuti da una decisa riduzione della pressione fiscale che parliamoci chiaro attualmente è insostenibile. Se vogliamo far liberare e valorizzare risorse da parte delle imprese, è necessario ridurla drasticamente perché solo così si può creare anche occupazione e migliorare la percezione di sicurezza legata dall’avere un lavoro. Il peso della tassazione continua ad essere ancora eccessivo, se pensiamo che solo a Milano raggiunge il 59-60%, andando ben al di sopra di quello della media nazionale del 43%. In particolare, l’IMU non ci è mai andata giù perché pensare di tassare un capannone è follia dal momento che ci serve per lavorare e produrre. Continueremo ad impegnarci, affinché questi risultati positivi che abbiamo registrato in questa prima parte del 2017 siano confermati e rafforzati anche in futuro”.

Ha terminato i lavori, Paolo Mora Direttore Vicario della D.G. Sviluppo Economico di Regione Lombardia che ha posto l’attenzione “in particolare sulla ripresa dei consumi e l’importanza del mercato estero. Sarà importante continuare su questa strada di sostegno alle imprese che vede protagonista la Regione Lombardia nel processo di sviluppo sul nostro territorio. Stiamo adottando delle buone prassi, con cui proseguiremo sulla strada della continuità selettiva, della facilità di accesso al credito ed infine sull’innovazione estesa non solo al settore manifatturiero ma a tutto il settore economico, compresi l’artigianato ed il terziario. Stiamo lavorando con il sistema camerale sull’innovation lab, la formazione giovanile al lavoro ed anche sul turismo attraverso l’utilizzo dei bandi POR perché siamo convinti che queste misure aiuteranno nella ripresa dei consumi”.

 Elizaveta Chernayeva

(foto e servizio video: Francesco Montanino)



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One Response to IL PRESIDENTE DI UNIONCAMERE LOMBARDIA: “LA FINE DELLE SANZIONI CONTRO LA RUSSIA APRIRA’ NUOVI SCENARI PER LE NOSTRE IMPRESE”

  1. natale says:

    i sig.ri di Confindustria sono delle “facce di merda”…
    se fosse vero cio che affermano,alzerebbero la voce nei confronti di questo governo,servo degli interessi USA…
    invece si accontentano del “jobs act” che gli permette di sfruttare i lavoratori Italiani…

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