Cultura

Pubblicato il settembre 13th, 2017 | Da Redazione

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OTTO SCRITTORI ITALIANI IN VIAGGIO IN RUSSIA

VeronaUn viaggio nella Russia Nord occidentale alla scoperta della cultura e delle arti russe. È l’iniziativa dell’Associazione Conoscere Eurasia che dal 17 al 24 settembre guiderà 8 scrittori italiani – tra narratori, poeti, giornalisti e saggisti – in alcune delle città più suggestive e letterarie della Russia.  Da San Pietroburgo alla città di Pushkin già Tsarskoe Selo, il “villaggio dello zar” creato nel 18° secolo legata ai nomi di due zarine (Caterina, moglie di Pietro il Grande e la loro figlia Elisabetta); da Pavlovsk, con la sua monumentale residenza circondata da un parco di 600 ettari, fino a Peterhof, la capitale delle fontane che testimoniano lo sfarzo perseguito da Pietro il Grande e comprese nei siti patrimonio dell’umanità dell’Unesco. Sono queste alcune delle tappe del tour organizzato dall’associazione no profit veronese impegnata a intensificare le relazioni economico-culturali tra il nostro Paese, la Russia e l’Eurasia, in collaborazione con Rospechat, Agenzia Federale per la Stampa e Mass Media della Federazione Russa con il sostengo di Banca Intesa Russia.

Tra le mete del viaggio degli otto scrittori italiani, l’Istituto di Letteratura russa di San Pietroburgo (casa Pushkin), la casa museo di Fedor Dostoevskij e l’Hermitage.  Previsti anche alcuni incontri letterari e di scambio di esperienze con lettori e scrittori russi.

Per Antonio Fallico, presidente di Conoscere Eurasia e di Banca Intesa Russia: “Italia e Russia hanno relazioni culturali antiche. Le contaminazioni nei diversi campi – dalla letteratura alla musica, dall’arte all’architettura – confluiscono oggi nel grande patrimonio di due Paesi tradizionalmente amici”.

Qui di seguito un elenco dei partecipanti con breve biografia:

VIAGGIO DEGLI SCRITTORI ITALIANI IN RUSSIA, 17-24 SETTEMBRE 2017

 Marco Drago. Nato nel 1967, ha esordito con il volume di racconti “L’amico del pazzo” nel 1998 a cui sono seguiti “Cronache da chissà dove” nel 2000, “Domenica Sera” nel 2001, “Zolle” nel 2005, “La vita moderna è rumenta” nel 2011 e “La prigione grande quanto un Paese” nel 2013. Ha fondato e diretto per quasi 20 anni la rivista indipendente di racconti “Maltese Narrazioni” e, dal 2000, lavora regolarmente in radio, in coppia con il regista e autore Gaetano Cappa. L’attività radiofonica è coincisa con la fondazione della factory “Istituto Barlumen”, con sede a Milano, nella quale Drago ha prodotto audiolibri, dischi e live show. E’ curatore della collana di ristampe digitali di titoli italiani fuori catalogo “Laurana Reloaded”, scrive per Vanity Fair e Il Giornale.

Federico Baccomo.  Nato a Milano nel 1978, dove vive.  Nel 2007 lascia la professione di avvocato per dedicarsi alla scrittura. Nel 2009 esce il suo primo romanzo, “Studio Illegale” (vincitore del Premio Letterario Mastronardi Giovani), cui segue, nel 2011, “La gente che sta bene”, entrambi editi da Marsilio. Da questi romanzi sono stati tratti gli omonimi film, dei quali Baccomo ha collaborato alla scrittura della sceneggiatura, interpretati rispettivamente da Fabio Volo e Claudio Bisio. Nel 2014 esce il suo terzo romanzo, “Peep Show” (vincitore del Premio Letterario Frignano), sempre edito da Marsilio, cui seguono nel 2015 “Woody” e nel 2017 “Anna sta mentendo”, editi da Giunti. Oltre all’attività di scrittore, Baccomo scrive sceneggiature per il cinema e la televisione e collabora con quotidiani e riviste.

Flavio Ermini. Poeta, narratore e saggista. Dirige dalla fondazione la rivista di ricerca letteraria “Anterem”. Per Moretti&Vitali cura la collana di saggistica “Narrazioni della conoscenza”. Collabora all’attività culturale degli “Amici della Scala” di Milano. Tra le sue ultime pubblicazioni:

– per la poesia: Hamsund (1991), Karlsár (1998), Poema n. 10. Tra pensiero (2001; pubblicato in Francia nel 2007 da Champ Social), Il compito terreno dei mortali (2010; pubblicato in Francia nel 2012 da Lucie Éditions);

– per la narrazione: Antlitz (1994), Ali del colore (2007), L’originaria contesa tra l’arco e la vita (2009, Premio Feronia 2010), Il matrimonio del cielo con la terra (2010);

– per la saggistica: Il moto apparente del sole (2006, Premio De Risio 2007), Antiterra (2006), Il secondo bene (2012, Premio Alziator 2014), Essere il nemico (2013), Rilke e la natura dell’oscurità (2015), Il giardino conteso (2016), Della fine (2016). Suoi testi sono stati tradotti in francese, inglese, spagnolo, slavo, russo. Partecipa a seminari e convegni in molte istituzioni accademiche italiane e straniere. Vive a Verona, dove lavora in editoria.

Marco Rossari. E’ nato a Milano, dove vive e lavora. Tra gli ultimi libri pubblicati: L’unico scrittore buono è quello morto (edizioni e/o, 2012), Piccolo dizionario delle malattie letterarie (Italo Svevo, 2016), Le cento vite di Nemesio (edizioni e/o 2016, selezionato nella dozzina del Premio Strega), Bob Dylan. Il fantasma dell’elettricità (add, 2017). Ha scritto per “Corriere della Sera”, “Sole24Ore”, “Wired”, “The Towner”, “Pixarthinking”, “pagina99”, “Rivista Studio”, “Il Riformista”, “Il primo amore”. Ha tradotto romanzi, saggi, memoir, poesie per Einaudi, Adelphi, Mondadori, Neri Pozza, Sur, Isbn, Giano, Nutrimenti, Fazi, Rizzoli, Frassinelli, Baldini&Castoldi, Archinto, 66thand2nd, Giunti, Fandango, Gaffi e altri. Tra gli autori tradotti: Percival Everett, Charles Dickens, Mark Twain, T.S. Eliot, David Benioff, Gertrude Stein, Hunter S. Thompson, James M. Cain, Iain Sinclair, Patrick DeWitt, John Niven, Stephen Fry e altri. Tiene un laboratorio di scrittura umoristica presso la Scuola Belleville di Milano.

Giovanni D’Alessio. 55 anni, giornalista professionista dal 2001, vicecaposervizio del settore Economia del quotidiano di Verona, L’Arena. Diplomato nel 1981 al liceo classico Giovanni Cotta di Legnago (VR), dopo un periodo di frequenza della facoltà di medicina e chirurgia dell’Università di Bologna, nel 1985 ha interrotto gli studi di medicina e  ha iniziato a scrivere di cronaca locale da Legnago per il quotidiano Il Gazzettino di Venezia.cTerminato il servizio militare, nel luglio 1986, inizia a collaborare con un’agenzia di comunicazione di Milano, curando l’ufficio stampa di una rassegna per l’alimentazione  in calendario per 3 anni alla Fiera di Verona. Un’esperienza che gli è valsa successivamente una collaborazione diretta con l’ufficio stampa della Fiera di Verona fino al 1992, anno in cui ha iniziato a lavorare per il quotidiano di Verona L’Arena, prima come collaboratore per le pagine del settore Provincia e poi come dipendente per il settore Interni-Esteri e dal novembre 2008 per il settore Economia.

Andrea Tarabbia. Nato a Saronno (Va) nel 1978, laureato in Lingue letterature straniere a Milano, ha fatto un dottorato in teoria della letteratura all’Università di Bergamo, dove ha lavorato per due anni come ricercatore in Letterature comparate. Oggi lavora come consulente per la Fondazione Arnoldo e Alberto Mondadori, insegna scrittura alla Scuola Holden e collabora con Zanichelli editore. Vive a Bologna con la moglie e il figlio. Ha pubblicato i romanzi La calligrafia come arte della guerra (Transeuropa, 2010), Marialuce (Zona, 2011) e Il demone a Beslan (Mondadori, 2011), il saggio Indagine sulle forme possibili (Aracne, 2010) e l’e-book La patria non esiste (Il Saggiatore, 2011). Nel 2012 ha curato e tradotto Diavoleide di Michail Bulgakov per Voland ed è uscito Il cimitero degli anarchici (Franco Angeli), un libriccino scritto per l’Archivio di Stato di Regione Lombardia. Nel 2013 ha pubblicato il racconto La ventinovesima ora (Mondadori), nel 2014 La buona morte, un reportage sull’eutanasia scritto per Manni. Il romanzo più recente è Il giardino delle mosche (Ponte alle Grazie, 2015), Premio Selezione Campiello e Premio Manzoni.

Paolo Zardi. Nato a Padova nel 1970, è sposato con due figli, ed è ingegnere. Ha esordito nel 2008 con un racconto nella raccolta “Giovani cosmetici”, edita da Sartorio e curata da Giulia Belloni. Nel 2010 ha pubblicato con Neo Edizioni la raccolta di racconti “Antropometria”; a questa sono seguiti il romanzo “La felicità esiste” (2012, Alet), una seconda raccolta di racconti “Il giorno che diventammo umani” (2013, Neo), i romanzi brevi “Il signor Bovary” (2013, Intermezzi), “Il principe piccolo” (2015, Feltrinelli Zoom) e “La nuova bellezza” (2016, Feltrinelli Zoom) e i romanzi XXI secolo” (2015, Neo) e “La Passione secondo Matteo” (2017, Neo). ll romanzo “XXI secolo” è stato tra i 12 finalisti del Premio Strega 2015, ed è stato candidato ad altri diversi premi nazionali. Nel 2015, ha curato la raccolta di racconti “L’amore ai tempi dell’Apocalisse” per Galaad. Nel 2018 è prevista l’uscita di un nuovo romanzo per Feltrinelli.

Federica Manzon. Nata nel 1981 a Pordenone, dopo la laurea in Filosofia contemporanea all’Università di Trieste, ha frequentato il master di Editoria della Fondazione Mondadori. Nel 2007 ha iniziato a lavorare per la casa editrice Mondadori, prima come editor di narrativa italiana e, dal 2011, come editor di narrativa straniera. Nel 2009 ha esordito con il romanzo Come di dice addio (Mondadori), che racconta l’esperienza di lavoro di un gruppo di ragazzi selezionati da un progetto europeo, nella Grecia alle soglie della crisi economica. Nel 2011 ha pubblicato il romanzo Di fama e di sventura (Mondadori) con cui ha vinto il Premio Rapallo Carige, il Premio Selezione Campiello Giuria dei Letterati e il Premio Asti d’Appello. Nel 2015 ha curato l’antologia I mari di Trieste (Bompiani), una raccolta di racconti in cui gli scrittori triestini (da Claudio Magris a Boris Pahor, da Gilllo Dorfles a Mauro Covacich) raccontavano il proprio pezzo di litorale e il legame con la propria scrittura. Del 2017 è il suo ultimo romanzo La nostalgia degli altri (Feltrinelli). Collabora con il festival Pordenonelegge, con la redazione del quotidiano Il Piccolo ed è redattrice di Nuovi Argomenti. Vive un po’ a Trieste un po’ a Milano.

RED

(fonte: Ufficio stampa Associazione Conoscere Eurasia: ispropress)

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