UEE

Pubblicato il giugno 21st, 2019 | Da Redazione Russia News

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NONOSTANTE IL RINNOVO DELLE SANZIONI UE CRESCE L’INTERSCAMBIO COMMERCIALE TRA ITALIA E UNIONE ECONOMICA EURASIATICA

Roma – Nella prestigiosa “Sala Galleria presso lo studio legale Gianni-Origoni-Grippo-Cappelli & Partners in Via delle Quattro Fontane si è svolto il VII seminario eurasiatico, l’appuntamento organizzato annualmente nella Capitale dall’Associazione Conoscere Eurasia, dal Forum economico internazionale di San Pietroburgo, Roscongress in collaborazione con Intesa Sanpaolo, Banca Intesa Russia e lo stesso studio legale Gianni-Origoni-Grippo-Cappelli & Partners. All’ordine del giorno del seminario il punto sullo stato delle relazioni tra il nostro Paese e l’Unione Economica Eurasiatica (UEE), ovvero i 5 Paesi (Russia, Bielorussia, Kazakistan, Armenia e Kirghizistan), aderenti all’alleanza eurasiatica di libero scambio, che insieme valgono il 3,2% del Pil mondiale.

Il seminario  è stato aperto da una tavola rotonda, moderata da Aleksey PILKO, direttore di Eurasian Communication Center, intitolata “Il dialogo è la condizione necessaria per lo sviluppo economico e politico di tutti i Paesi dall’Atlantico al Pacifico”. Nella prima relazione, l’Ambasciatore Straordinario e Plenipotenziario della Federazione Russa nella Repubblica Italiana e nella Repubblica di San-Marino, Sergey RAZOV, partendo dalla notizia di ieri (20 giugno 2019), ha espresso il proprio rammarico per la proroga di ulteriori 6 mesi delle sanzioni UE alla Federazione Russa: Spero che la ragione possa vincere e che le sanzioni vengano tolte, ma resta il dispiacere, ha dichiarato l’ambasciatore, riflettendo anche sulla natura stessa delle sanzioni. Razov ha infatti osservato che la natura delle sanzioni economiche sembra essere diventata autonoma, sganciata dalle motivazioni che avevano portato l’Unione Europea alla loro applicazione. Sanzioni che, in parte, la Russia ha colmato favorendo la produzione interna da un lato e aumentando la partnership con altri attori economici dall’altro. In questo senso, ha ricordato, il valore dell’interscambio con la Cina ha raggiunto quota 108 miliardi di dollari e che l’obiettivo, entro il prossimo quinquennio, è di raggiungere la soglia dei 200 miliardi. Nel secondo intervento, Aleksandr GURYANOV, Ambasciatore Straordinario e Plenipotenziario della Repubblica di Belarus in Italia, Malta e Rappresentante permanente presso la FAO, parlando del recente komiglioramento dei rapporti con l’Italia, ha espresso la volontà di Minsk di attrarre capitali stranieri e di essere un ponte verso il mercato eurasiatico, anche attraverso le infrastrutture ferroviarie. Francesco FORTE, Console Generale d’Italia a Mosca, ha voluto sottolineare come, al di la del business, si conferma solido il reciproco interesse di natura culturale, ma non solo, tra Italia e Russia. Quasi un terzo (oltre 550 mila su circa 1 milione ed ottocentomila) dei visti concessi da Roma nell’ultimo anno sono andati a cittadini russi. Francesco PROFUMO, Presidente ACRI e della  Compagnia di San Paolo, ha rivolto il suo intervento alla programmazione economica europea per il prossimo settennato (2021-2027), sottolineando l’importanza dello “European Innovation Council”, che vanta collaboratori provenienti da diversi Paesi, affinché, nel difficile quadro delle attuali relazioni internazionali, la diplomazia dell’innovazione possa travalicare i confini. Il Direttore del Dipartimento di Analisi, Unione Statale Russia-Bielorussia e Professore della Università Statale di Mosca per le Relazioni Internazionali – MGIMO Alexander STOPPE si è soffermato sulla difficoltà di fare previsioni economiche, dato l’attuale quadro politico mondiale. Ha sottolineato quindi l’importanza del dialogo in una fase in cui l’applicazione delle sanzioni provoca inevitabilmente una sorta di de-globalizzazione.

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La seconda tavola rotonda, moderata dal Capo ufficio stampa Associazione Conoscere Eurasia, Ispropress Benny LONARDI, avente a tema le “Relazioni economiche tra l’Italia e l’Eurasia” è stata aperta dall’intervento di Tigran JRBASHYAN, Partner, Head Management Advisory Ameria Group il quale, nel presentare le opportunità di investimento in Armenia, oltre a o fornire un quadro sul sistema bancario, ha ricordato quanto siano datate le interazioni economiche tra i nostri Paesi, visto che già nel XIII secolo le navi mercantili armene trasportavano i prodotti della lontana Cina fino al porto di Venezia. Elena ROVENSKAYA, Program Director, Advanced Systems Analysis, Program International Institute for Applied Systems Analysis nel presentare l’Istituto, nato nel 1972 con la finalità di promuovere la diplomazia scientifica,  ne ha ricordato la funzione, che consiste nello studio metodologico di un’analisi sistemica per l’individuazione delle problematiche che le singole nazioni non sono in grado di risolvere autonomamente. Ha inoltre auspicato che l’Italia, Paese fondatore poi fuoriuscito, possa in seguito rientrare nell’organizzazione. Emilio DALMASSO, Capo di Agusta Westland Global Sales, ha descritto la nascita dei rapporti economici con la Russia, risalenti al 2005. Un mercato nato attraverso le collaborazioni e che oggi, in termini di fatturato, ha un valore che oscilla tra i settanta ed cento milioni di euro su base annua, con margini di crescita.  Elena GRIMAYLO, Direttore finanziamenti e crediti Banca Intesa Russia, ha illustrato il radicamento di Banca Intesa sul territorio russo (presente in 22 regioni con numerosi sportelli) ed il sostegno fornito dall’Istituto di credito sia alle aziende locali (ricordando i finanziamenti per l’ammodernamento delle strumentazione, anche attraverso l’acquisto di macchinari di produzione italiana), che a quelle italiane intenzionate ad investire in Russia. Giovanni DE LISI, Amministratore delegato Greenrail Group, raccontando la storia della start up da lui fondata e guidata, ha ricordato come proprio il Kazakistan sia stato il primo Paese a riconoscere la validità della tecnologia ad alta sostenibilità ambientale (basata sul riciclo di plastica e gomma) della sua azienda per l’industria ferroviaria. Filippo FASULO, direttore Centro Studi Fondazione Italia Cina, analizzando il dettaglio delle relazioni economiche tra i due Paesi, ha osservato come l’interscambio si focalizzi principalmente (sia in entrata che in uscita) sui medesimi prodotti, differenziati però dalla qualità. Una situazione che, però, potrebbe prima o poi cambiare, in considerazione degli investimenti mirati in ricerca e sviluppo promossi da Pechino e finalizzati a colmare il gap tecnologico.

In conclusione dei lavori, Antonio FALLICO, Presidente di Banca Intesa Russia e della Associazione Conoscere Eurasia, ha dichiarato: “Il costante processo di integrazione dei Paesi dell’Unione economica eurasiatica, a soli 4 anni dalla sua istituzione formale, è oggi un dato di fatto irreversibile con effetti sia sul fronte geopolitico che su quello economico commerciale e degli investimenti – ha commentato Antonio Fallico, presidente di Conoscere Eurasia e di Banca Intesa Russia in apertura dei lavori -. L’Eurasia, infatti, – ha proseguito il presidente – assume un ruolo sempre più centrale e da trait d’union nelle relazioni tra Est e Ovest superando così una visione a blocchi contrapposti alimentata dalla politica internazionale degli USA e, purtroppo, anche dall’Unione Europea. D’altra parte – ha concluso Fallico – l’Unione Economica Eurasiatica è una grande opportunità di business che va ben oltre la sola Russia, che rimane comunque il motore principale di questo mercato. Lo dimostrano i dati del nostro export verso il Kazakistan che, nel primo trimestre, ha raggiunto 384 milioni di euro registrando un +140% sullo stesso periodo dell’anno precedente. Bene anche le vendite in Bielorussia e in Armenia che aumentano rispettivamente del 12,6% e del 24,6%. Segnali, questi, che indicano che le imprese italiane stanno diversificando il proprio posizionamento anche sugli altri mercati promettenti di quest’area”.

La sintesi dei Istat rielaborati da Conoscere Eurasia rileva una crescita nel primo trimestre 2019 del 7,6% nell’interscambio tra Italia e l’Unione Economica Eurasiatica (UEE) che, nel primo trimestre di quest’anno, raggiunge quota 6,2 miliardi di euro.  Tra i prodotti italiani che hanno varcato i confini verso l’Unione Economica Eurasiatica nel primo trimestre, i macchinari guidano la classifica merceologica dell’export con quasi 590 milioni di euro raggiunti nel primo trimestre (+11,3%), seguiti dal sistema moda italiano – tessile, abbigliamento e accessori – che, seppure in contrazione del 10%, supera i 400 milioni di euro e gli apparecchi elettrici (più di 310 milioni di euro; +71,2%). In ripresa i prodotti alimentari e le bevande a 125 milioni, +2,1%. Sul fronte dell’analisi dei dati riferiti ai diversi Paesi, la Russia si conferma l’economia di riferimento per le aziende italiane in Eurasia: 1,7 miliardi di euro di vendite realizzate tra gennaio e marzo, nonostante una lieve flessione (-1,6%), ed una quota che assorbe il 76% del nostro export in quest’area (era quasi l’86% nello stesso periodo del 2018). La forte crescita economica kazaka spinge il made in Italy a 384 milioni di euro (+140,3%), per una quota di mercato del 17% (era del 7,9% a/a). Costantemente in aumento le performance in Bielorussia (105 milioni di euro; +12,6%), mentre i due Paesi emergenti dell’Unione Economica Eurasiatica, Armenia e Kirghizistan, si fermano rispettivamente a 37 milioni di euro circa e a 5,5 milioni di euro.  

Stefano Tardi

ITALIA – UEE 1 TRIMESTRE 2019
Gennaio-Marzo 2019. Valori in euro, dati cumulati
IMPORT 1 TRIM 2018 1 TRIM 2019 VARIAZIONE QUOTA 2018 QUOTA 2019
Bielorussia 19.973.062 21.879.799 9,5% 0,5% 0,6%
Russia 3.413.068.223 3.611.564.314 5,8% 91,9% 91,7%
Armenia 7.011.060 8.953.951 27,7% 0,2% 0,2%
Kazakhstan 275.628.615 294.385.555 6,8% 7,4% 7,5%
Kirghizistan 119.749 767.799 541,2% 0,0% 0,0%
UEEA 3.715.800.709 3.937.551.418 6,0% 100,0% 100,0%
EXPORT 1 TRIM 2018 1 TRIM 2019 VARIAZIONE QUOTA 2018 QUOTA 2019
Bielorussia 93.394.578 105.195.359 12,6% 4,6% 4,7%
Russia 1.735.951.637 1.708.254.526 -1,6% 85,7% 76,3%
Armenia 29.497.138 36.760.126 24,6% 1,5% 1,6%
Kazakhstan 159.879.146 384.126.064 140,3% 7,9% 17,1%
Kirghizistan 5.975.569 5.540.784 -7,3% 0,3% 0,2%
UEEA 2.024.698.068 2.239.876.859 10,6% 100,0% 100,0%
INTERSCAMBIO 1 TRIM 2018 1 TRIM 2019 VARIAZIONE QUOTA 2018 QUOTA 2019
Bielorussia 113.367.640 127.075.158 12,1% 2,0% 2,1%
Russia 5.149.019.860 5.319.818.840 3,3% 89,7% 86,1%
Armenia 36.508.198 45.714.077 25,2% 0,6% 0,7%
Kazakhstan 435.507.761 678.511.619 55,8% 7,6% 11,0%
Kirghizistan 6.095.318 6.308.583 3,5% 0,1% 0,1%
UEEA 5.740.498.777 6.177.428.277 7,6% 100,0% 100,0%

Dati Istat, elaborazione Conoscere Eurasia

 

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