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Pubblicato il Aprile 8th, 2016 | Da admin

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NASCE LA “GUARDIA NAZIONALE RUSSA”: UN CORPO DI SICUREZZA FEDERALE VOLUTO DA PUTIN

Mosca – Lo scorso 5 aprile il portavoce della presidenza della Repubblica della Federazione russa, Dimitry Peskov, ha comunicato che per volere del presidente Vladimir Putin verrà istituita in Russia la “Guardia Nazionale”, unPutin's New National Guard Strengthens His Grip on Security as Russian Economy Falters nuovo corpo di sicurezza federale con compiti di lotta al terrorismo, all’eversione e al crimine organizzato, alle dirette dipendenze della presidenza della Repubblica.  La notizia era stata anticipata dal quotidiano moscovita Nezavismaia Gazeta che il 2 aprile, citando “fonti attendibili del ministero della Difesa”, aveva scritto della possibile istituzione di una nuova forza di sicurezza composta da unità speciali già esistenti del ministero dell’Interno e da truppe delle forze speciali dell’esercito russo.  L’indiscrezione era stata prontamente smentita dai portavoce governativi ma, forse di fronte al montare di forti pressioni da parte di tutti gli organi di stampa nazionali, tre giorni dopo è arrivata la conferma ufficiale. L’annuncio pubblico è stato poi confermato proprio dal presidente Putin che, dopo un meeting con il ministro dell’Interno, Viktor Kolokoltsev, con il capo del servizio anti-droga, Viktor Ivanov, e con il comandante dei corpi speciali del ministero dell’Interno, Viktor Zolotov, ha dichiarato: “abbiamo preso la decisione di creare un nuovo corpo federale, la Guardia Nazionale, che in collaborazione con il ministero dell’Interno (ma, come è poi emerso, alle dipendenze del presidente della Repubblica, ndr) combatterà il terrorismo e il crimine Putin creates new National Guard in Russia to fight terrorismorganizzato avvalendosi delle funzioni che oggi sono di competenza di varie unità dei corpi speciali”.   La nuova “Guardia Nazionale Russa” avrà un organico stimato tra i 300 e i 400mila uomini provenienti sia dalle unità speciali “Omon” (anti sommossa) e “Sobr” (azione rapida) attualmente dipendenti dal ministero dell’Interno, sia dalle unità scelte dell’esercito (paracadutisti e “spetznatz”), e sarà comandata dall’attuale capo delle unità speciali del ministero dell’Interno, Viktor Zolotov (sopra nella foto di copertina mentre stringe la mano al presidente Vladimir Putin). Questi è un fedelissimo di Putin. Già funzionario del 2° Direttorato Principale del KGB (quello che si occupava di controspionaggio e sicurezza interna), il sessantaduenne Zolotov, dopo vent’anni di carriera nel Servizio segreto sovietico, a seguito del crollo dell’URSS ha comandato il servizio di sicurezza e protezione del sindaco di San Pietroburgo quando Putin era vice-sindaco della città. Dal 1999, con la nomina di Putin a primo ministro nel 2013, ha diretto il servizio di sicurezza e protezione del Cremlino, prima di essere nominato nello stesso anno comandante dei corpi speciali di polizia. Come comandante della nuova “Guardia Nazionale” (che sarà dotata anche di carri armati, artiglieria ed elicotteri armati), Zolotov sarà membro Viktor Zolotov is appointed director of the Federal Service of National Guard Troops and commander-in-chief of the National Guard Troops of Russiadi diritto del “Consiglio di Sicurezza Nazionale” e risponderà direttamente al presidente della Repubblica.  La creazione del nuovo corpo speciale federale ha provocato sulla stampa occidentale commenti ironici e preoccupati circa la nuova “guardia pretoriana” di Putin. La sua istituzione è stata messa in relazione alle ricorrenti voci di preoccupazione della leadership russa circa la possibilità che le prossime elezioni generali del 18 settembre possano innescare tensioni interne e scontri di piazza simili a quelli della “rivoluzione arancione” in Ucraina che, nel 2014, portarono alla defenestrazione del premier Viktor Yanukovich, costretto a fuggire da Kiev da sommosse armate che, secondo Putin, erano state organizzate e finanziate dal Dipartimento di Stato americano e dalla CIAIn effetti, Vladimir Putin già nello scorso febbraio si dichiarò pubblicamente preoccupato che “nemici esterni della Russia” stessero complottando per “interferire nelle elezioni del 18 settembre” e invitò i servizi di sicurezza della РУССКАЯ НАЦИОНАЛЬНАЯ GUARDFederazione a “tenere alta la guardia”. Di certo, l’istituzione di un corpo speciale che accentra e riunifica le competenze e le funzioni di unità dipendenti da una pluralità di centri di potere diversi per ricondurne la gestione direttamente al Cremlino può autorizzare sospetti di autoritarismo da parte del presidente Putin. L’iniziativa può però anche essere spiegata con un “ritorno al passato”, a quando la gerarchia dei poteri russi era molto più semplice e agevole sotto il regime comunista. Il KGB (il “Comitato per la Sicurezza dello Stato”), ad esempio, aveva funzioni di spionaggio, controspionaggio e contro-sovversione. Era dotato di truppe speciali e aveva alle sue dipendenze anche le guardie di frontiera. Con la dissoluzione dell’URSS, il KGB è stato sciolto e le sue funzioni redistribuite in una miriade di corpi federali, con una conseguente proliferazione di centri di potere differenti e un innegabile calo dell’efficienza complessiva Russian President Vladimir Putin inspects the honour guard during a welcoming ceremony at the presidential palacedell’intero comparto della sicurezza russo. È possibile, quindi, che in vista dei mesi difficili che aspettano la Russia (il crollo dei prezzi del petrolio, le sanzioni per la Crimea, la questione dell’Ucraina orientale, le spese per l’intervento in Siria, sono tutti fattori di crisi economica) e della delicata tornata elettorale del prossimo settembre, Vladimir Putin, memore dei suoi trascorsi di alto funzionario del KGB, abbia deciso di razionalizzare un sistema gravato da burocrazia e inefficienza, per migliorare la sicurezza interna del suo Paese e – perché no – tenere in mano tutti i fili della sicurezza nazionale russa in un momento in cui Mosca ha fondati motivi di ritenere che i “nemici della Russia” abbiano tutto l’interesse a tentare di destabilizzarla. Il pesante intervento americano nelle vicende ucraine non può che contribuire a far dormire sonni agitati al capo del Cremlino.

 

RED

(fonti: Nezavismaia Gazeta – LookOutNews)

 

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