Russia 2018

Pubblicato il aprile 18th, 2018 | Da Redazione Russia News

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MONDIALI DI RUSSIA 2018, ISTRUZIONI PER L’USO

Russia 2018, ormai ci siamo. Il count-down che ci porterà dritti dritti alla 21ma edizione dei campionati mondiali di calcio è avviato, e tutto è pronto per quello che si annuncia come uno dei tornei più equilibrati ed incerti di sempre. È vero che mancano nazionali di grande prestigio e tradizione come quelle italiana, olandese e cilena. Ma non ce la sentiamo di accodarci al coro di chi riterrà gli ormai imminenti campionati del mondo, un evento privo di significati e di spunti, perché mai come stavolta non esiste la squadra che può davvero dirsi più forte in assoluto di tutte le altre. Vediamo il perché.

A meno di due mesi dal calcio di inizio, se volessimo divertirci ad azzardare una previsione, a nostro avviso riteniamo che a contendersi la vittoria finale saranno oltre alla Germania, detentrice del titolo iridato in carica, il rinnovato Brasile desideroso di rivincita dopo le figuracce rimediate quattro anni fa quando era anche il paese organizzatore, e l’Argentina di Lionel Messi dotata di un potenziale offensivo semplicemente spaventoso, pensando a giocatori del calibro di Higuain, Icardi e Dybala che ben conosciamo, dal momento che militano nel nostro campionato. A ruota Francia, Spagna, Inghilterra e Belgio quale possibile outsider di lusso.

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Doveroso dunque partire dalla nazionale tedesca allenata da Joachim Low che in questi ultimi anni ha integrato nel gruppo vincente, che ha permesso di posizionarsi sul gradino più alto del podio in Brasile, anche dei prospetti molto interessanti e destinati a far parlare di sé. Non a caso, la Germania si è aggiudicata l’anno scorso anche la Confederations Cup che è un po’ la prova generale dei Mondiali non più tardi di dodici mesi fa, con una formazione completamente sperimentale. A testimonianza che cambieranno pure gli interpreti, ma non certo lo spartito che vuole – come tradizione calcistica suggerisce da sempre – i tedeschi un ostacolo con cui bisogna comunque fare i conti, se si ambisce a sogni di gloria. All’esperienza di Kroos, Muller e Neuer, si sono aggiunti la voglia di emergere ed il talento di giovani come Werner e Goretzka che promettono un adeguato ricambio ad una vecchia guardia che si è posta l’obiettivo di uguagliare il Brasile per numero di mondiali vinti.

Una spanna sotto, in sede di pronostici, troviamo proprio i carioca. Possiamo dire un po’ a sorpresa pensando all’umiliante epilogo dell’ultima edizione e non era certo facile preconizzare una nazionale verde-oro autentica dominatrice del proprio girone di qualificazione, concluso con ben 41 punti portati a casa sui 54 a disposizione. Ma anche qui la tradizione, che vuole i brasiliani quali giocatori funambolici, capaci di cambiare con una giocata il corso di una partita, ha ancora un suo perché. Ed ecco spiegato il motivo per il quale il Brasile anche stavolta non può mancare nel ristretto lotto delle favorite alla vittoria finale.

Trascinato da un Neymar che intanto è diventato stella di prima grandezza nel panorama mondiale, anche se il brutto infortunio che lo sta tenendo lontano dai campi di gioco è la vera incognita sul rendimento di una squadra che comunque appare più equilibrata e forte potendo contare anche su elementi di sicuro affidamento come l’estremo difensore Alisson che ha disputato una grande stagione con la Roma, Casimiro e Marcelo del Real Madrid, il redivivo Thiago Silva ed infine Douglas Costa della Juventus. Insomma, la squadra che il ct Tite presenterà in Russia ha tutte le carte in regola per contendere il titolo agli inossidabili ed agguerriti tedeschi.

Sullo stesso piano, troviamo l’Argentina. Presi singolarmente, i giocatori che compongono la rosa dell’albiceleste sono forse i più forti dal punto di vista tecnico. Ma quello che è sempre mancato a questa nazionale che come qualità è di gran lunga più forte di quella che nel 1986 riuscì a primeggiare in Messico, è la formula tattica adatta per sfruttare nel migliore dei modi la classe indiscussa di Lionel Messi. Il paradosso di una squadra che ha rischiato addirittura di non prendere parte a questi mondiali, ma che ha praticamente tutto per arrivare fino in fondo. Il ct Sampaoli pare essere intenzionato a costruire una squadra su misura della Pulga che con la maglia blaugrana riesce ad incantare la platea con le sue incredibili giocate. Non altrettanto con la propria nazionale che negli ultimi anni è sempre arrivata ad un passo dalla vittoria.

Nelle posizioni immediatamente successive, ritroviamo la Spagna che resta avversario comunque da non sottovalutare. È vero che il ciclo d’oro che ha portato alla conquista fra il 2008 ed il 2010 del Campionato Europeo e del primo Mondiale della sua storia, può dirsi ormai concluso. Ma le “furie rosse”, abbandonato il tiki-taka sono diventate terribilmente concrete. Ne sanno qualcosa gli azzurri, che hanno incrociato gli iberici nel girone di qualificazione, uscendone per niente bene. Il rinnovo generazionale ha portato in dote un tandem di attacco formato dal duo Morata-Diego Costa che, se ben innestato, può creare grattacapi a qualsiasi retroguardia.

E non dovrebbe essere difficile pensando che presumibilmente Lopetegui si affiderà ai piedi sensibili di Iniesta, Fabregas o Isco per azionare un potenziale offensivo di tutto rispetto. Se poi a ciò, aggiungiamo giocatori come Sergio Ramos in grado di decidere con le proprie improvvise ed imprevedibili sortite le sorti dei più importanti match, si intuisce perché la Spagna è una compagine da prendere con le molle.

Outsider di lusso la Francia, l’Inghilterra ed il Belgio. I transalpini si presentano con una veste completamente rinnovata ed a 20 anni esatti dall’unico trionfo mondiale che hanno in bacheca, cullano il sogno di rinverdire quei fasti. L’organico a disposizione di Didier Deschamps annovera – solo per citare i più noti – Pogbà, Matuidì, Evrà e Payet in mezzo al campo, mentre in attacco l’artiglieria pesante francese è impressionante per qualità, tecnica e potenza: Dembelè, Giroud, Coman, Griezmann e Mbappè dovrebbero essere una garanzia sotto questo punto di vista, assicurando la possibilità di cambiare assetto offensivo anche a gara in corso potendo contare su giocatori estremamente duttili e talentuosi.

Analogo discorso va fatto per l’Inghilterra che si presenta in Russia con l’obiettivo di tornare ai livelli che le competono, dopo anni ed anni di assoluta mediocrità. La nazionale più antica al mondo, sotto la guida di Southgate, potrà contare sull’estro di Vardy, Kane, Sturridge e Sterling e potenzialmente potrebbe essere la mina vagante del torneo, insieme al Belgio.

I diavoli rossi, dopo interi lustri trascorsi nell’anonimato, sono i più seri candidati al ruolo di guastafeste.

E non potrebbe essere altrimenti pensando al talento ed alla qualità che abbondano nella selezione allenata da Roberto Martinez: De Bruyne, Nainggolan, Witsel, Fellainì, Hazard, Mertens, Lukaku, Carrasco…..gente abituata a dare del “tu” al pallone e che, se è in giornata, può mettere sotto qualsiasi avversario. Comprese le altre pretendenti al titolo, che faranno bene a rispettare un Belgio desideroso di entrare finalmente nella storia di questa competizione.

Per il resto, segnaliamo i debutti assoluti del Panama e della sorprendente Islanda che ha stupito tutti gli appassionati agli europei disputatisi in Francia, solo due anni fa. Così come i ritorni del Perù, 36 anni dopo l’esperienza in terra spagnola, di Egitto, Senegal e Marocco.

E la Russia? Per i padroni di casa, l’obiettivo da raggiungere è quello di posizionarsi fra le prime due in un girone in cui a contendere loro la qualificazione agli ottavi saranno Uruguay, Egitto ed Arabia Saudita. Compito tutto sommato alla portata per la selezione allenata da Stanislav Cherchesov che però dovrà fare in fretta nel trovare la giusta quadratura del cerchio, dal momento che nelle ultime uscite la nazionale russa è apparsa tutt’altro che irresistibile ed ha denotato problemi in fase di impostazione e di finalizzazione. In difesa, se presa in velocità, la retroguardia palesa preoccupanti limiti e non garantisce quell’affidabilità che sarebbe necessaria per poter affrontare un torneo che impone grande tenuta fisica e psicologica, considerando l’elevato numero di partite da disputarsi nello spazio di pochissimi giorni.

Appare chiaro che il principale rivale al superamento della fase a gironi sarà l’Egitto di quel Mohammed Salah che nelle fila del Liverpool sta disputando probabilmente la migliore stagione della propria carriera e che rappresenterà un autentico spauracchio anche per l’Uruguay della coppia d’attacco Cavani-Suarez che non dovrebbe però, a nostro avviso, faticare troppo per conquistare la prima posizione.

Curiosità infine anche per il Portogallo dell’attuale “Pallone d’Oro”, Cristiano Ronaldo che spera di trascinare i lusitani in un’altra memorabile impresa, dopo quella che due anni fa ha consentito ai rossoverdi di ottenere per la prima volta nella sua storia, il Campionato Europeo.

Insomma, di elementi di interesse ce ne sono davvero in abbondanza e siamo certi che l’attesa sarà ben ripagata dallo spettacolo che i protagonisti annunciati e non, sapranno regalare a tifosi ed appassionati. La novità assoluta rappresentata dall’introduzione del VAR (Video Assistent Referee) dovrebbe poi essere garanzia di assenza di “casi” arbitrali e dunque di assoluta regolarità del torneo.

Il calcio d’inizio del torneo è fissato alle ore 17 del 14 giugno, quando allo stadio “Luzhniki” di Mosca scenderanno in campo la Russia e l’Arabia Saudita.

REDSPO

 

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