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Pubblicato il aprile 22nd, 2020 | Da Redazione Russia News

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Misure economiche per l’emergenza coronavirus: in Russia la Duma approva una legge a sostegno delle Pmi

Mosca – La Duma di Stato russa ha adottato in seconda e terza lettura la legge che esenta dall’imposta sul reddito le piccole e medie imprese (Pmi) sotto forma di sovvenzioni dal bilancio federale a causa della situazione sfavorevole associata alla diffusione del coronavirus. Il sostegno sarà concesso ai contribuenti inclusi dal primo marzo nel registro unificato delle Pmi e che operano nei settori dell’economia russa che sono stati maggiormente colpiti dal contagio del coronavirus, il cui elenco è approvato dal governo della Federazione Russa. Nel determinare la base imponibile per l’imposta sul reddito, la legge consente di tenere conto delle spese delle piccole e medie imprese sostenute attraverso questi sussidi, che dovrebbero ulteriormente ridurre l’imponibile.

Sempre sul tema dell’andamento economico, in una nota dell’Agenzia Nova, si legge anche che il governo esclude la possibilità che la Russia vada in default come accaduto nel 1998. Ciò per quanto dichiarato dal ministro dello Sviluppo economico della Federazione Russa, Maksim Reshetnikov, intervenuto sull’emittente televisivaPrimo canale”. Il ministro ha sottolineato che in questa situazione, lo Stato deve aiutare gli imprenditori, “così da stimolarli a portare avanti i loro affari in Russia”. A differenza del 2008, ha poi proseguito Reshetnikov, “quando abbiamo agito principalmente per salvare le grandi imprese, ora stiamo parlando delle piccole e medie“. Il ministro ha inoltre ricordato che l’economia russa ha acquisito esperienza in termini di capacità di affrontare certi tipi di crisi.

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Secondo quanto affermato in precedenza in una riunione di governo dal primo ministro russoMikhail Mishustin, oltre 500 mila piccole e medie imprese con oltre 3 milioni di lavoratori riceveranno una forma di sostegno finanziario diretto da parte dello Stato. La crisi finanziaria russa del 1998 obbligò il governo e la Banca centrale a svalutare il rublo e a dichiarare il paese inadempiente per quanto concerne il suo debito. A determinare la crisi sono stati il calo della produttività, un tasso di cambio troppo elevato fra il rublo e le valute straniere e un cronico deficit fiscale. A favorire la rapida ripresa dopo il crollo finanziario dell’agosto del 1998 fu l’aumento dei prezzi del petrolio nel biennio successivo, un fattore che consentì al paese di registrare un importante surplus commerciale fra il 1999 e il 2000. Secondo alcuni analisti finanziari, la crisi del 1998 ha avuto un effetto positivo per le banche russe che, da quel momento, hanno iniziato a diversificare le loro attività.

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