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MILANO FASHION WEEK: PRESENTATA LA COLLEZIONE PRIMAVERA-ESTATE 2018 DI LAURA BIAGIOTTI

Milano – C’era grande attesa nella settimana della moda per la presentazione della collezione primavera-estate 2018 di Laura Biagiotti. A pochi mesi dalla scomparsa della grande ed indimenticata stilista, quella odierna è stata la giornata in cui è avvenuto idealmente il passaggio di consegne artistico fra la fondatrice Laura e la figlia Lavinia, apparsa emozionata mentre alla conclusione della sfilata erano proiettate le immagini della madre.

In un “Teatro Piccolo” appositamente allestito per l’occasione e pieno di giornalisti, fotografi e personaggi della mondanità (presenti fra gli altri Romina Power, Natasha Stefanenko, Silvana Giacobini, Nancy Brilli, Cristina Chiabotto, e Valeria Marini solo per citare alcune delle più amiche più affezionate della stilista), i colori tenui e delicati della primavera hanno letteralmente rapito la scena e l’immaginario dei presenti. E fatto rivivere Laura Biagiotti non solo nel suo carattere dolce e disponibile, ma anche nel suo inconfondibile stile che l’ha resa famosa in ogni angolo del pianeta. A fare da ideale sfondo, il fascino immortale di Roma, cui la stilista era profondamente ed affettivamente legata, come prova l’esistenza della famosa linea di profumi che è presente sul mercato dal 1988.

L’abito come racconto, testimonianza di sé, della propria vita: sentimenti, sogni, ricordi, radici, futuro. Continuità e metamorfosi. L’atmosfera che abbiamo respirato sul palco era esattamente questa, con il toccante e struggente omaggio che Lavinia ha voluto dedicare, insieme alle modelle che hanno sfilato, alla madre, alla fine dell’esibizione, attraverso la proiezione di un video-collage di immagini e foto che hanno ripercorso la leggendaria carriera della madre Laura.

Tornando ai contenuti della nuova linea, l’abito assume il significato di un progetto e non più di un oggetto. Diventa un amico, un compagno fedele nelle sfide del quotidiano. E fra questi, assume un significato assai particolare la “Bambola”, icona Biagiotti in maglia e tessuto, amatissima dalle donne di tutto il mondo. Ecco che dunque l’abito è un valore in ogni senso, evolvendo il guardaroba personale che così si trasforma in un vestire/investire che coniuga l’etica con l’estetica.

La collezione primavera-estate 2018 fa tornare alla mente Roma portandoci al GRAND TOUR, ovvero il “Viaggio in Italia” (magistralmente raccontato da Wolfgang Goethe e da altri grandi scrittori) che i giovani più fortunati, alcuni secoli fa, compivano per approfondire la loro cultura.

Esperienza che era riservata anche alle ragazze, a patto però che fossero accompagnate dalla mamma o da una provvidenziale zia nubile. E lo fa attraverso le stampe di Carlo Labruzzi, il grande vedutista romano settecentesco (quest’anno, ricorrono i 200 anni dalla sua scomparsa) la cui collezione è conservata in Vaticano. Su tuniche di lino, abiti romantici in chiffon a balze, completi strutturati giacca e pantaloni ampi, trench voluminosi, camicie che scoprono le spalle, ma anche su t-shirt must have compaiono i disegni dei luoghi più suggestivi della Città Eterna. Soprattutto la Via Appia, quasi un “reportage” d’epoca che riconduce a quel viaggio reale e metaforico che è la vita. A volte da esorcizzare, come suggeriscono i mascheroni fantastici delle facciate di chiese e palazzi romani, intarsiati nel lino, impressi nella maglia e ricamati nel piquet.

E poi il lungo andare ha la sua sosta, nella luce irripetibile dei tramonti romani catturata dal nuovo “rosa roma” nel mini abito di paillettes o di pizzo che vira verso il mattone, mescolate alle mille sfumature di un cielo che ha sedotto milioni di amanti.

Come racconta l’ironico profumo ROMA lanciato da Laura Biagiotti quasi 30 anni fa e da allora interprete per eccellenza dell’”aura di Roma”. Sfumature e bagliori anche negli accessori gioiello: collane e bracciali hanno le stesse pietre dure. Onice, quarzi lasciati grezzi e naturali che compaiono anche su borse e sandali facendone oggetti unici da collezione. Guizzi di luce di cristalli Swarovski accendono il tulle, indossato in composizioni con inediti riflessi. Il Bianco Biagiotti, altro tema dominante della sfilata, racconta abiti iperfemminili, romantici e voluminosi.

Mentre le stampe si compongono e scompongono su seta, taffettas e chiffon come un’antica/attuale graphic novel, la viaggiatrice si fa viva con una cartolina. Immagini che raccontano l’evoluzione di tempi e luoghi: può essere la trasvolatrice Amelia Mary Earhart detta Lady Lindy, donna di sport, di coraggio, di libertà ed avventura, una leggenda scomparsa nel Pacifico nel 1937.

Il rapporto fra Laura e Lavinia, che va ben oltre fra quello madre e figlia, può essere riassunto in una frase semplice, ma ricca di significato che racchiude in se tutta la sua essenza: “tanti, anonimi struggenti saluti: ciao, mamma….”.

Francesco Montanino







 

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