L'Ungheria si oppone al divieto di importazione da parte dell'Europa di risorse energetiche russe - Russia News / Новости России

Sanzioni

Pubblicato il Maggio 2nd, 2022 | Da Redazione Russia News

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L’Ungheria si oppone al divieto di importazione da parte dell’Europa di risorse energetiche russe

L’Ungheria è contraria all’introduzione di un divieto sulle forniture russe di petrolio e gas all’Unione europea. Lo ha affermato oggi il capo dell’ufficio del Primo Ministro Gergely Gulyas.

Non dovremmo introdurre sanzioni di cui soffriremo in primo luogo, piuttosto che quelle che vorremmo sottoporre a sanzioni“, ha affermato Gulyas, citato dal portale web di informazioni ungherese Origo.hu.

La Germania invece, dopo essersi espressa a sfavore, dice: “Siamo pronti all’embargo sul petrolio russo, sarebbe pesante da sopportare ma non siamo contrari“: una improvvisa apertura a voce del ministro tedesco per gli Affari economici e l’azione climatica, Robert Habeck, che spiega: “Avremmo un problema locale e ovviamente un aumento dei prezzi e forse le catene di approvvigionamento non sarebbero sicure, ma non colpirebbe l’economia nazionale nel suo insieme“. 

A cambiare il quadro e portare alla decisione del governo tedesco, forse anche la dipendenza della Germania dalle importazioni dell’oro nero russo, sensibilmente diminuita dallo scorso 24 Febbraio (inizio del conflitto) quando era al 35%: ora ridotta al 12% (e quindi probabilmente riducendo anche l’impatto sull’economia dovuto ad un eventuale embargo).

La Finlandia ieri aveva detto di essere pronta allo stop verso il gas russo a partire da subito. La società statale Gasum dovrà decidere entro il 20 maggio se accettare i termini di pagamento della Russia, ovvero il pagamento in rubli. La russa Gazprom ha già sospeso le forniture di gas alla società bulgara Bulgargaz e alla polacca Pgnig a causa – appunto – del mancato pagamento in rubli, richiesto il 23 marzo scorso dal presidente russo Vladimir Putin. Il Cremlino non ha esitato a dichiarare che la decisione è “una ritorsione alle sanzioni occidentali” stabilite dagli alleati su Mosca per aver dato inizio alla guerra il 24 febbraio scorso.

Noi veniamo criticati” per la questione del pagamento del gas russo in rubli “però non vogliono dire una cosa molto semplice: hanno rubato i nostri soldi. Diversi miliardi di euro sono stati rubati perché la maggior parte di queste somme ricevute per la fornitura di gas Gazprom secondo le vostre regole ha dovuto conservarle nelle banche occidentali, per cui questi soldi adesso non sono più accessibili”. Così il ministro degli Esteri russo, Sergey Lavrov, in un’intervista a “Zona Bianca“, su Rete 4. “Quindi volete continuare a commerciare ma volete pagarci tenendo voi i soldi nelle vostre banche, perché non ne parla nessuno? Dov’è l’onestà intellettuale dei giornalisti?“, ha aggiunto.

Per questo abbiamo proposto quanto segue: che le forniture vengano considerate pagate non quando arrivano euro o dollari ma quando vengono convertiti in rubli, che non è possibile rubare, e lo sanno tutti i nostri partner. Per gli acquirenti non cambia assolutamente nulla, sono le stesse somme che sono indicate nei contratti perché la conversione avviene dopo“, ha proseguito Lavrov. La questione della valuta resta, dunque, dirimente.

Oggi intanto il gas apre in forte ribasso alla piattaforma TTF di Amsterdam, passando di mano a 94,20 euro al MwH e cedendo il 5,28%. Prezzi del petrolio in calo di oltre un punto percentuale tra i timori dell’economia cinese e l’attenzione all’embargo graduale sul petrolio russo che l’Unione Europea è pronta a introdurre nell’ambito delle nuove sanzioni verso Mosca: il Brent scadenza luglio arretra a 105,84 dollari al barile, il Wti giugno a 103,45 dollari al barile. Gas naturale in calo di quasi il 4% in Europa a 95,8 euro al megawattora sul Ttf. 

Ho parlato con Josep Borrell sul prossimo round di sanzioni dell’Ue alla Russia che devono includere anche l’embargo al greggio”. Lo scrive su twitter il ministro degli esteri ucraino, Dmytro Kuleba. “Ho anche sottolineato – ha aggiunto – che non ci può essere alternativa alla concessione dello status di candidato all’Ue all’Ucraina“.  

RED

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