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Pubblicato il febbraio 20th, 2015 | Da admin

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LORENZO BORGHI: CAPPELLI A REGOLA D’ARTE

Un modello di capppello creato nell'antica cappelleri aLorenzo Borghi a via dei Piatti a MilanoIn un palazzo nobiliare risalente al 1490 in Via dei Piatti, proprio a due passi dalla ben più caotica via dello shopping low cost milanese, Via Torino, si trova il regno di uno dei più rinomati cappellai di Milano, Lorenzo Borghi.
Appena varcata la soglia colpisce subito la mia attenzione il calore e la luminosità di questa piccola bottega antica, la statua dal sapore neoclassico che trovo alla mia destra e l’effetto di La lavorazione artigianele dei cappelli di Lorenzo Borghi a Milanoprofondità dato dalla parete di specchi sulla mia sinistra. Qua e là sono appesi importanti riconoscimenti ricevuti nei molti anni della sua attività, tra cui uno inviato dalla regina Elisabetta in persona, amante da sempre di cappelli ricercati e molto estrosi.
Il signor Lorenzo mi fa accomodare ed è qui che inizia il suo racconto.
Comincia a lavorare giovanissimo il signor Borghi, quando non aveva ancora l’età per farlo, appena dodicenne, per aiutare la madre rimasta sola molto giovane; ricorda ancora con vibrante partecipazione emotiva il giorno in cui fu accompagnato proprio da lei, Lorenzo Borghi cappellaio a Milanoperché ai tempi si faceva così, in Via del Bollo presso la Cappelleria Passerini Lionello dove stavano cercando un “garzone tutto fare”. 3500 lire la settimana, prendere o lasciare.
Lorenzo è un bambino sveglio ed impara in fretta a destreggiarsi fra gli strumenti di lavoro, che a sua insaputa, lo accompagneranno per tutto il resto della sua vita, fino ad oggi. Richiama alla sua mente, ancora come se fosse ieri, la volta in cui, appena compiuti i sedici anni, dovette andare a Bergamo in trenoLa bottega artigianale di Lorenzo Borghi cappelalio in Mialno per promuovere, vendere e prendere nuovi ordini dalle Boutique della città; quanto erano pesanti quelle casse di legno contenenti i cappelli e quanta iniziale diffidenza da parte della gente. Lorenzo cresce ed inizia a viaggiare. A Parigi fa la piacevole conoscenza della modista Madame Blanche, che dopo aver visto le sue realizzazioni, gli chiede di andare a lavorare al suo fianco, nel suo Atelier a due passi dall’Operà; tuttavia il signor Lionello, era oramai diventato come un secondo padre per Lorenzo e per questo si vede costretto a rifiutare quella allettante proposta. Torna a Milano e propone al suo datore di lavoro di fare società insieme; 500 mila lire era la somma necessaria per poterla aprire ai tempi. Una cifra da capogiro. Li trova e nel 1959 il sogno si realizza. Lorenzo espone ancora in Boutique la forma in legno del suo primo cappello, che per forma ed eleganza ha chiamato “la colombina”. Per lui non esistono regole ferree quando si parla di ispirazione, ciò che creo mi dice – nasce da sé, prendo in mano la Modelli di cappelli di Lorenzo Borghiforma, taglio il prototipo e poi cerco di capire quale forma è più adatta per quel cappello, ed in men che non si dica questa si manifesta.  Svariati i materiali utilizzati per la realizzazione dei suoi capolavori: feltro, paglia, organza, pelliccia;  Lorenzo mi fa notare con piacere che da alcuni anni il cappello sta ritornando in auge e questo perché, con eleganza, riesce a donare frivolezza ed allegria alla donna, soprattutto in un periodo storico così difficile come il nostro. Durante la sua carriera i più prestigiosi nomi della moda Made in Italy L'antica cappelleri aLorenzo Borghi a via dei Piatti a Milanohanno bussato alla sua porta: Valentino, Krizia, Moschino, Marni solo per citarne alcuni. Raggiungiamo il suo laboratorio attraversando il cortiletto interno del palazzo, oltrepassiamo una magnifica camelia in fiore ed arriviamo a destinazione.
Qui il tempo pare essersi fermato, tutto è rimasto intatto, dal forno alla vaporiera, dagli antichi ferri da stiro agli “appendi cappelli” che sovrastano le nostre teste. Sono emozionato ed allo stesso tempo onorato di avere questo grande privilegio, quello di poter conoscere da vicino un artista come il signor Lorenzo. Scopro con grande amarezza che il signor Lorenzo ad oggi, tranne una storica collaboratrice, non ha eredi che prenderanno in mano la sua attività, e questo perché il mestiere del cappellaio è un lavoro che si può imparare solo da giovani, mi dice lui, mettendoci una sana dose di buona volontà e sacrificio, cosa che manca ai ragazzi d’oggi. I suoi cappelli decorano tutt’oggi le teste delle più illustri, ma non solo, signore di Milano e del mondo intero; duchesse, contesse e regine, che scelgono la classe e l’eleganza di un prodotto completamente artigianale per portare in giro un prodotto inequivocabile di Savoir faire italiano.

Francesca Brienza

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