Roma

Pubblicato il luglio 4th, 2014 | Da admin

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L’ISOLA DEL CENTRO DI ROMA

Siete mai stati a passeggiare da soli, in coppia o con amici all’Isola Tiberina? TIBERINA 3
A me è capitato davvero tante volte, soprattutto in estate, quando son andata a bere qualcosa sul lato dell’isola dove vengono allestiti localini, pub e stand di vario tipo ma anche quando son andata lì per vedere una proiezione cinematografica sul maxischermo all’aperto, nello spazio allestito appositamente ormai da qualche anno, chiamato “l’Isola del Cinema”; una manifestazione originale che porta sul fiume Tevere il grande cinema italiano e internazionale, eventi culturali e manifestazioni solidali.
L‘Isola Tiberina nata in modo alluvionale (cioè per accumulo di materiale fluviale) è l’unica isola urbana presente nel Tevere, al centro di Roma, collegata alle due rive del fiume dal Ponte Cestio e dal Ponte Fabricio.
Secondo la leggenda l’isola si è formata nel 510 a.C. da i fasci di spighe del grano mietuto a Campo Marzio, di proprietà del re Tarquinio il Superbo al momento della rivolta, ma alcuni studi proverebbero che l’isola ha origini molto anteriori a questo evento. Era una zona poco coinvolta nelle vicissitudini della città e per questa ragione ha ospitato il tempio di Esculapio, dio della medicina, il cui culto era stato introdotto a Roma nel 292 a.C. in seguito ad una pestilenza. Nella prima metà del I secolo a.C. è stata monumentalizzata in opera quadrata: si riprendeva la forma di una nave, di cui oggi con un po’ di attenzione possiamo vederne ancora la prua, e alcune decorazioni raffiguranti Esculapio con il suo serpente e una testa di toro, probabilmente utilizzata per gli ormeggi. Al centro c’era un obelisco come ricordo dell’arrivo del culto della divinità: due anni prima infatti alcuni saggi si erano recati nella città greca per consultare la divinità dopo una grave pestilenza e il mito racconta che un serpente – simbolo del dio – si era allontanato dal tempio e salito sulla nave, ed una volta giunti a Roma lo stesso animale era sceso sull’isola e vi si era stabilito; la leggenda ha anche un lieto fine visto TIBERINA2che si racconta che dopo la costruzione di un tempio dedicato al dio, la peste era svanita miracolosamente.
Il Tempio di Esculapio sorgeva nella parte meridionale dell’isola, nel luogo che oggi è occupato dalla chiesa di San Bartolomeo: al suo interno un pozzo prenderebbe la posizione di una fonte collegata al santuario, mentre ai lati del tempio si trovava un portico per l’accoglienza dei pellegrini e soprattutto dei malati.
Nella parte settentrionale invece si trovavano alcuni piccoli santuari legati a culti particolari, ora situati fra le fondamenta dell’Ospedale Fatebenefratelli di cui farò cenno tra poco.
Tra le curiosità di questo luogo, vi rammento che negli anni dell’800, di 24 agosto, ricorreva sull’isola la festa dei cocomeri in cui numerosi venditori esponevano la propria merce e nel frattempo alcuni praticavano una gara di nuoto, dal ponte Fabricio a ponte Rotto per afferrare i cocomeri: i giochi sono stati poi proibiti nel 1870 a seguito degli incidenti dovuti alla corrente del fiume.
A tal proposito interessante è anche raccontare che nel XVII secolo si era estesa la tradizione di una cerimonia in suffragio delle vittime del Tevere: ogni 2 novembre, giorno della commemorazione dei defunti, dalla chiesa di San Bartolomeo partiva al tramonto una processione che si recava con alcune torce accese fino alla riva, dove si benedicevano le acque e si lanciava una corona di fiori. Dopo anni d’interruzione, la cerimonia è stata ripresa dal 1984 dalla Confraternita dei Sacconi Scuri.
Pensate che nel 1999 Giovanni Paolo II ha deciso, in preparazione del Giubileo dell’anno 2000, di istituire una commissione “Nuovi Martiri”, atta ad indagare sui martiri cristiani del Ventesimo secolo. Tale commissione ha lavorato due anni nei locali della Basilica di San Bartolomeo, raccogliendo circa 12.000 dossier di martiri e testimoni della fede giunti da diocesi di tutto il mondo.
Passato il Giubileo, Giovanni Paolo II ha voluto che questa memoria dei testimoni della fede del Novecento divenisse qualcosa di visibile nella Basilica di San Bartolomeo e per questo nel 2002 è stata posta sull’altare maggiore una grande icona dedicata ai martiri del Novecento.
In conclusione, bisogna fare un accenno anche all’efficiente Ospedale Fatebenefratelli che ha sede sull’isola. Posto di fronte alla basilica di San Bartolomeo, è stato fondato nel 1583, e rimodernato in seguito tra il 1930 ed il 1934. E’ qui che molte mamme romane, per via del rinomato reparto di maternità, scelgono di dare alla luce i propri figli.

Francesca Brienza

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