L’INTERNAZIONALIZZAZIONE DURANTE I GRANDI CAMBIAMENTI - Russia News / Новости России

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Pubblicato il Aprile 14th, 2022 | Da Redazione Russia News

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L’INTERNAZIONALIZZAZIONE DURANTE I GRANDI CAMBIAMENTI

In quella che, grazie alla rete, dovrebbe essere l’era della comunicazione si sta verificando un fenomeno del quale pochi sembrano rendersi conto: singole persone, gruppi e addirittura intere nazioni vivono in una bolla che impedisce di vedere oltre i confini della bolla stessa.

È un po’ come avveniva un tempo nelle zone di montagna dove gli abitanti di una vallata spesso sapevano pochissimo di quelli della vallata vicina e le scarse notizie che arrivavano erano spesso alterate da chi le riportava col risultato che avere un quadro esatto di quanto accadeva pochi chilometri più in là era, se non impossibile, perlomeno difficile.

Nelle nostre società moderne ed iper tecnologiche avviene praticamente la stessa cosa di un tempo perché, a dispetto della disponibilità di strumenti impensabili fino a pochi anni fa (smartphone, tablet, computer, tutte le loro app e la possibilità di accedere ad un’infinità di fonti d’informazione), alcuni di quelli che hanno il compito d’informare presentano una realtà distorta e funzionale a convogliare il pensiero del pubblico in una direzione diversa dalla verità. Ciò avviene per diverse ragioni, dall’aderenza ad un credo politico a specifici interessi economici o altro. Il risultato è che chi si trova all’interno di quella che possiamo definire come una bolla, non riesce a vedere la realtà e quasi sempre non se ne rende conto.

Proprio in queste settimane stiamo assistendo al fatto che le notizie sull’andamento della pandemia e dell’intervento militare della Russia in Ucraina creano un cortina su un altro fatto estremamente importante quale il rapido cambiamento degli equilibri economici globali.

Il tutto parte dalle sanzioni imposte dall’Occidente alla Russia a seguito del suo intervento militare in Ucraina. Già da qualche anno analoghe sanzioni avevano creato difficoltà nei rapporti economici fra Russia ed Occidente attraverso la riduzione forzata del livello di scambi imposto ai propri esportatori dai governi di molti Paesi occidentali. In questo modo molti esportatori hanno subito danni ben superiori a quelli subiti dai loro clienti che, infatti, hanno rapidamente attivato altri canali di fornitura.

Ciò che è avvenuto molto di recente, invece, è qualcosa di enormemente più grande perché ha spinto la Russia a voltare letteralmente le spalle all’Occidente, Europa in primis.

Il risultato di queste nuove sanzioni, infatti, è che la Russia ha rafforzato i propri rapporti commerciali con la Cina, l’India ed altri Paesi che non hanno applicato quelle sanzioni. Fatto ancor più importante è che l’averla improvvisamente esclusa dai canali bancari fino a quel momento in uso ha fatto sì che la Russia, in risposta, abbia immediatamente attivato propri canali volti soprattutto all’uso del Rublo e non più del Dollaro.

In pratica la risposta della Russia alle nuove sanzioni dell’Occidente ha fatto sì che, esattamente come in un gioco di scacchi, alla mossa di uno dei giocatori, l’altro abbia risposto con una contromossa forse non fatale ma di certo durissima, uno Scacco al Re che non chiude la partita ma che mette seriamente in crisi il concorrente adesso in svantaggio, cioè l’Occidente.

È evidente che queste due mosse di scacchi hanno letteralmente cambiato le posizioni di forza sulla scacchiera mondiale e nulla sarà più com’è stato per lungo tempo.

Questo fatto epocale, al quale i media occidentali stanno dando pochissimo spazio, sta già avendo e sempre più avrà un’influenza enorme sul commercio internazionale.

Le ripercussioni saranno moltissime perché la contromossa alle sanzioni ha creato un nuovo quadro dei mercati e chi ne farà maggiormente le spese sarà proprio l’Europa, continente povero di materie prime e quindi obbligatoriamente trasformatore.

A questo punto sarebbe del tutto prematuro suggerire nuove strategie commerciali; per far questo occorre attendere lo svolgersi degli eventi e che questa tempesta si plachi, tuttavia si possono anticipare due cose.

La prima è che adesso è vitale per le imprese europee avviare un processo di internazionalizzazione che le porti ad allargare il loro raggio d’azione sia come vendita di prodotti che come acquisto di materie prime e manufatti. Insomma, non comprendere l’importanza strategica dell’internazionalizzazione può essere esiziale.

La seconda è che la divisione in due grandi blocchi che si sta delineando con sempre maggiore evidenza non potrà non avere conseguenze gravissime su quelle imprese che non adegueranno le loro strategie di internazionalizzazione a questa nuova configurazione del mondo. Non si può certo pensare che l’Europa possa avere relazioni commerciali solamente col “blocco occidentale” anche perché le aree di maggiore sviluppo sono proprio quelle dell’altro blocco che, per parte sua, ha bisogno a sua volta del blocco occidentale per sostenere la propria crescita.

Concludendo, si stanno rapidamente creando le basi per una nuova configurazione dei mercati del mondo. Nello stesso tempo è sempre più chiaro che non è la finanza il motore del mondo, ma l’economia perché la vera ricchezza si crea solo col lavoro e non certo con manovre speculative che trasferiscono ricchezza, non di rado usando strumenti non proprio limpidi.

Quindi, in termini pratici, il miglior suggerimento che si può dare agli imprenditori è di fare proprio il concetto che è solo per mezzo dell’internazionalizzazione delle loro imprese che potranno mantenersi al passo coi grandi cambiamenti che stanno avvenendo. Teniamo presente che materie prime ed energia sono irrinunciabili, quindi è chiaro quali sono i Paesi ed i mercati che saranno predominanti nella nuova configurazione che si sta delineando con crescente chiarezza.

Un’ultima raccomandazione agli imprenditori: teniamo gli occhi aperti sulla Eurasian Economic Union perché è in quella parte di mondo che si avranno i maggiori tassi di crescita.

Alberto Bertoni

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