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Pubblicato il luglio 6th, 2019 | Da Redazione Russia News

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LA VISITA DEL PRESIDENTE RUSSO PUTIN: PER UN GIORNO ROMA TORNA AD ESSERE “CAPUT MUNDI”, MA SUBITO DOPO RISPROFONDA TRA I RIFIUTI

Roma – La visita del presidente della Federazione RussaVladimir Putin, presupponeva una “doverosa ripulitadella città e per poche ore, dunque, Roma con addosso i panni di un ammaliante cantastorie è riuscita nel suo intento: creare una magia che però si è dissolta non appena il presidente russo ha varcato l’area di Fiumicino per far ritorno a casa. Con la stessa velocità con cui si è svolta la sua visita, la Città Eterna è tornata quella di sempre e le stesse zone che hanno abbracciato il corteo presidenziale sono tornate vittime del degrado. Rifiuti, abusivi, degrado. Aveva ragione Calvino quando ammoniva: «Questo che voi chiamate ordine è uno sfilacciato rattoppo della disgregazione».

Ripercorrendo strada per strada e provando a guardare la città con gli stessi occhi di Putin, che giovedì l’ha attraversata a bordo della sua limousine super corazzata, si scopre la città di sempre. Quella che i romani odiano e i turisti detestano. Quella che rimbalza come uno zimbello sulle cronache di mezzo mondo. Quella che viene criticata a ragion veduta e quella che non trova una via di salvezza. Sono oltre 50 le strade che il presidente russo ha percorso nell’itinerario studiato dall’ufficio di Gabinetto della Questura di Roma ed elaborato sulla base degli incontri che si sono svolti in Vaticano, al Quirinale e poi a palazzo Chigi, passando per Villa Madama.

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Cinquanta è più angoli della città intonsi e immacolati giovedì che ieri sono tornati a essere drammaticamente sinceri. Non li ha visti Putin, andando da Papa Francesco, i senzatetto che dormivano sui prati di viale delle Terme di Caracalla, le ha schivate con lo sguardo, passando per piazza Venezia, le cartacce, le bottiglie d’acqua vuote, persino le carcasse dei piccioni ricoprire il manto erboso ai piedi dell’Altare della Patria. Non li ha visti gli angoli che da Largo Argentina portano al Centro in un reticolo di viuzze storiche invase dai cattivi odori e dai rifiuti accatastati agli angoli dei portoni di palazzi centenari.

Ma veniamo alla giornata del 4 luglio relativa alla visita a Roma di Vladimir Putin. Dopo essere atterrato a Fiumicino il presidente è stato ricevuto in udienza da papa Francesco. Il corteo di auto, proveniente direttamente da Fiumicino, è giunto in Vaticano attraversando Piazza San Pietro e l’Arco delle Campane, per raggiungere quindi il Cortile di San Damaso. Qui Putin e il suo seguito, in presenza del picchetto d’onore della Guardia Svizzera, sono stati accolti dal prefetto della Casa Pontificia, mons. Georg Gaenswein, che poi li accompagna all’ascensore per salire alla Terza Loggia e all’incontro col Pontefice. Il presidente russo Vladimir Putin è stato accolto da papa Francesco al suo arrivo nella Sala del Tronetto dell’Appartamento pontificio con una calorosa stretta di mano. Quello del 4 luglio è stato il terzo incontro in Vaticano tra Papa Francesco e Vladimir Putin. Il primo fu il 25 novembre 2013 e il secondo il 10 giugno 2015. Ma in tutto le udienze avute da Putin con tre Papi in 19 anni salgono a sei, dato che il 6 giugno 2000 e il 5 novembre 2003 incontrò anche Giovanni Paolo II e il 13 marzo 2007 Benedetto XVI, tanto da diventare in assoluto uno dei più ‘assidui’ capi di Stato in visita Oltretevere.

Il leader del Cremlino, atterrato con quasi mezz’ora di ritardo, è arrivato in Vaticano per l’incontro con il Papa quasi un’ora dopo l’orario previsto. Il ritardo si è quindi accumulato ulteriormente, di almeno un’ora e dieci, all’arrivo di Putin al Quirinale, previsto inizialmente tra le 14.45 e le 15. Putin è noto per far aspettare i suoi interlocutori e ospiti illustri, dal presidente americano Donald Trump alla cancelliera tedesca Merkel, dalla regina Elisabetta allo stesso papa Francesco, tutti “vittime” dei suoi lunghi ritardi. Solo con il leader nordcoreano Kim Jong-un si è presentato non solo puntuale ma con 30 minuti di anticipo in un recente incontro a Vladivostok. Nel cortile d’onore sono risuonati gli inni nazionali dei due Paesi mentre veniva issata sul Torrino del Quirinale la Bandiera della Federazione russa.

Putin al Quirinale dal Presidente Mattarella

Putin si è poi recato al Quirinale, per un’incontro con il presidente italiano Sergio Mattarella.
Tra Russia e Italia “i rapporti bilaterali sono ottimi“. E’ quanto riferiscono fonti del Quirinale al termine dell’incontro tra il presidente Sergio Mattarella e il presidente russo Vladimi Putin. I rapporti bilaterali, si è appreso da fonti del Quirinale, rimangono quindi ottimi nonostante il raffreddamento delle relazioni tra la Federazione e l’Occidente dovuta alle diverse valutazioni sull’Ucraina.
E’ stata registrata una “preoccupazione comune per la guerra civile in Libia e il conseguente ritorno del terrorismo islamico battuto in Siria“, faranno poi sapere fonti del Quirinale al termine del colloquio . E’ stata anche evidenziata l‘importanza della stabilità libica per l’Italia e per l’Europa. Da parte russa si è sottolineata la diversa posizione dei Paesi vicini sulla soluzione politica.

La conferenza stampa a Palazzo Chigi.

Il premier italiano ha accolto Putin nel cortile di Palazzo Chigi dove il presidente russo è entrato con la Aurus, la macchina presidenziale del numero uno del Cremlino. I due, dopo una stretta di mano, si sono intrattenuti per un paio di minuti per uno scambio di battute, prima di ascoltare il picchetto d’onore composto dai Carabinieri e dai lancieri di Montebello. Putin è arrivato a Palazzo Chigi con un’ora e trenta di ritardo rispetto all’agenda iniziale.

Abbiamo confermato l’eccellente stato delle nostre relazioni bilaterali, nonostante il permanere delle condizioni che hanno condotto al deterioramento delle relazioni con l’Ue e quindi alle sanzioni. In un momento delicato per l’economia globale è di reciproco interesse. Riteniamo che Mosca sia un attore ineludibile per individuare soluzioni nelle principali crisi regionali. Con Putin siamo d’accordo sul fatto che queste soluzioni, per essere sostenibili, devono essere politiche” . Questo quanto detto dal premier italiano Giuseppe Conte nella conferenza stampa tenutasi a Palazzo Chigi, proprio con il presidente russo Vladimir Putin.

Noi riteniamo che le sanzioni siano un fine, riteniamo che sia un regime transitorio e l’Italia lavora perché si creino le premesse per un superamento di questo stato di rapporti tra l’Ue e la Russia che non fa bene alla Russia, all’Ue e nemmeno all’Italia che potrebbe aumentare le relazioni commerciali. Per raggiungere questo obiettivo, cui l’Italia è devota, occorre che maturino le circostanze e noi lavoreremo per questo“, ha affermato Conte.”Comprendiamo che l’Italia è legata con gli impegni europei e non abbiamo nessuna pretesa rispetto agli amici italiani ma speriamo che l’Italia sulle sanzioni porti avanti la posizione di un ritorno dei rapporti a 360 gradi con la Russia”. Lo afferma il presidente russo Vladimir Putin in conferenza stampa congiunta con il premier Giuseppe Conte. “Siamo grati all’Italia per la posizione che consiste nel fatto che bisogna ristabilire il regime pieno dei rapporti tra Usa e Russia“, aggiunge.

La cena a Villa Madama.

Dopo oltre due ore è terminata infine, la cena a Villa Madama tra le delegazioni italiana e russa. Alla cena, oltre al presidente russo Vladimir Putin e al premier Giuseppe Conte, hanno partecipato i due vicepremier Luigi Di Maio e Matteo Salvini, il ministro degli Esteri Enzo Moavero Milanesi e il suo omologo russo Sergej Lavrov.

Menù di pesce e tavoli dedicati all’arte italiana alla cena italo-russa a Villa Madama, che vede assieme il presidente russo Vladimir Putin, il premier Giuseppe Conte e i vice Luigi Di Maio e Matteo Salvini. “L’incontro tra il pescato e il crostacei con dadolata di mela verde e pesca” figura come antipasto. Come primo piatto sono servite mazzancolle con moscardini, gamberetti e scorfano mentre come secondo a tavola arriverà una spigola agli agrumi accompagnata da un flan di verdure di campo. Come dessert il menù presenta fragoline di bosco con gelato alla vaniglia, prima del caffè finale. E ciascun tavolo presenta il nome di un grande pittore italiano: da Raffaello a Pinturicchio, da Tiziano a Leonardo fino a Caravaggio.

Lapartenza e l’incontro con Silvio Berlusconi.

Al termine della cena l’ultimo saluto prima di ripartire, però, il Presidente russo lo riserva a un amico di vecchia data, Silvio Berlusconi. L’incontro è in aeroporto, a porte chiuse, e suggella un sodalizio personale oltre che politico. Berlusconi non racconta subito del meeting, ma più tardi condivide su Facebook la citazione di un’intervista in cui Putin parla di lui. “Per quanto riguarda Berlusconi ci legano rapporti di amicizia pluriennali – si legge nel post condiviso dal leader di Forza Italia – Silvio è un politico di statura mondiale, che propugna fermamente gli interessi del suo Paese nell’arena internazionale“.

RED

 


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