Il Punto

Pubblicato il aprile 9th, 2020 | Da Redazione Russia News

0

La scienza… e la coscienza

I miei professori all’università, facoltà di medicina e chirurgia, ripetevano spesso: “Nell’esercizio della professione, dovete agire sempre in scienza e coscienza”; frase d’effetto che fa capire un concetto importante e molto profondo, in quanto dietro ad un camice bianco c’è una “persona”, così come sono “persone” tutti gli utenti con cui interagisce, e tra persone ci deve essere uno scambio, di parole, informazioni, sguardi, empatia. Non è una banalità, perché la medicina è anche questo.

La pratica però non sempre riesce a rispettare questa semplice regola e spesso, troppo spesso, ci troviamo di fronte a casi in cui il paziente viene “disumanizzato” e considerato semplicemente un “numero”; la scienza avanza, ed è un bene, ma la coscienza non sempre la segue.
Nel mondo moderno i profitti sono diventati più importanti dei progressi terapeutici e il denaro la fa da padrone anche in un ambito importante come la salute delle persone.

Advertisements

Con l’emergenza sanitaria attualmente in corso, assistiamo a veri e propri deliri di apparizione; in tv, nei giornali, sui social, si susseguono interventi di esperti e professori vari, tesi a spiegare l’epidemia al popolo. Quello che si nota però in tutta questa confusione mediatica è il fatto che non ci sono dichiarazioni concordanti e ognuno dice la sua, molte volte contrastando ciò che un collega ha affermato poco prima, per poi essere a sua volta smentito da un altro scienziato poco dopo.
Questo perché ci troviamo di fronte ad un agente patogeno con alcune caratteristiche ancora poco chiare e soggetto a mutazioni, che si trasmette sì molto facilmente, ma che non infetta tutti allo stesso modo e per cui ancora ad oggi non esiste una cura evidente.

Tra tutti gli scienziati coinvolti, il più sovraesposto, la star mediatica che sputa sentenze senza pietà su chiunque non gli dia ragione, colui che viene osannato dagli “antipopulisti” e considerato anche dai giornalisti “il virologo” per eccellenza, è tale Roberto Burioni, che però… non è affatto un virologo!
Eh già, il professore di virologia più famoso dei social non è virologo… Certo è un medico, e può vantare ben due specializzazioni, immunologia e allergologia, ma non è qualificato come specialista in quei microorganismi parassiti subcellulari dotati di capside e codice genetico che rispondono alla denominazione di “virus”.
Eppure lui pontifica pomposamente ogni santo giorno, dall’alto della sua boria, con lo stesso metodo che usa quando se la prende in maniera offensiva con chi solleva dubbi, legittimi, sul contenuto dei preparati sierologici che vorrebbe far somministrare per legge a tutta la popolazione.

E’ tra i promotori del cosiddetto “patto trasversale per la scienza“, una associazione con lo scopo di smascherare quelle che lui definisce “fake news”; in particolare vorrebbe mettere a tacere (o radiare dall’Ordine se si tratta di medici) chi ponga delle questioni riguardo i vaccini, argomento di cui lui è l’unico “saputo”, e chiunque osi fare delle osservazioni viene tacciato di ignoranza.
Guarda caso, ha presentato tramite una società da lui fondata, varie richieste di brevetti per anticorpi monoclonali a scopo immunitario; in uno degli abstract si legge testualmente: “Gli anticorpi monoclonali possono essere utilizzati anche per testare preparazioni di anticorpi da utilizzare come vaccini“.
Ma, ovviamente, è solo un caso!

E dal piedistallo del suo infallibile “patto per la scienza”, il nostro “virologo-influencer” continua la sua crociata contro chi non si sottomette pedissequamente ai dogmi della “scienza ortodossa”. Uno dei suoi bersagli preferiti è il seguitissimo dott. Stefano Montanari, laureato in farmacia ed esperto ricercatore in nanopatologie, con un curriculum scientifico di tutto rispetto, “colpevole” di aver svolto ricerche sulla composizione di alcuni vaccini e di averne divulgato i risultati, smascherando le porcherie di Big Pharma. Le ricerche documentate dal dott. Montanari dimostrano la presenza di metalli pesanti e sostanze neurotossiche nei sieri analizzati, il che li rende potenzialmente pericolosi, soprattutto se pensiamo che vengono somministrati a bambini molto piccoli.
Credo sia giusto e democratico che ogni genitore sia correttamente informato su cosa viene iniettato al proprio figlio, e sia libero di scegliere, soprattutto su un argomento così delicato e dibattuto.

Il “vate” Burioni invece, vorrebbe togliere il potere decisionale dei genitori sulla salute dei figli (sua la boutade di togliere la patria potestà ai no vax) e imporre la vaccinazione obbligatoria per tutti, adulti compresi. Insomma, per lui saremmo tutti inoculati e contenti!
Ed è proprio in questi casi, al di là del divismo esasperato, da “pollo che si crede aquila”, bensì nel concetto concreto che il Burioni rappresenta, quel voler esaltare una scienza disumanizzata, che ha dimenticato la coscienza a cui dovrebbe accompagnarsi e che tende alla medicalizzazione eccessiva, anche quando non utile o addirittura controproducente. Una sorta di accanimento terapeutico forzato, in cui l’intuizione del bravo medico è accantonata a favore del commercio di sieri e farmaci e, in un futuro non troppo lontano, anche dei famigerati microchip sottocutanei, come ad esempio quelli già in produzione che rilasciano ormoni a scopo anticoncezionale.

Siamo proprio sicuri che si tratti di innovazioni per migliorare la vita dei cittadini?
Ognuno la pensi come vuole… magari Burioni sognerà il Premio Nobel; ma intanto, l’unica cosa certa al momento è che i vari Elon Musk, Bill Gates e amici degli amici, ringraziano sentitamente.

Eva Bergamo

CLICCA MI PIACE:

Tags: , , , , ,


Autore Articolo



Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Torna in Alto ↑
  • Translator







    SeedingUp | Digital Content Marketing

  • Russia News TV

  • Russia News Magazine





  • Выбранный для вас!