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La Russia rinforza le alleanze in Africa

L’eco dei ripetuti inviti occidentali ad isolare la Russia si sta progressivamente spegnendo. Messaggi banali, sempre più disperati e perlopiù inascoltati, almeno dai Paesi più lungimiranti.

Mentre l’autolesionista Europa segue lealmente e ottusamente gli inviti atlantisti e recide i propri legami con il mondo russo, anche a costo di annientare la propria economia e affamare i propri cittadini, altre nazioni sovrane, tra cui la maggior parte dell’Asia sud-occidentale e dell’Africa, non colgono questo appello all’autodistruzione.

Lo scorso mese di luglio è stato significativo per il rafforzamento dei legami tra la Federazione Russa e alcuni degli Stati non allineati al blocco euroatlantico.

Non solo il Presidente Putin ha condotto con successo un meeting trilaterale con i Presidenti di Iran e Turchia a Teheran, di cui abbiamo parlato qui su Russia News, dimostrando grande coerenza nel gestire le agende di politica estera tra potenze strategiche e causando qualche mal di pancia in quel di Washington, ma il leader russo ha poi fatto seguire a quell’incontro una importante telefonata con il Principe Ereditario dell’Arabia Saudita Mohammad bin Salman, solo pochi giorni dopo che Joe Biden aveva concluso la sua imbarazzante visita nel Regno.

A breve distanza il Ministro degli Esteri Sergej Lavrov ha effettuato un tour diplomatico di quattro giorni nei Paesi africani, a partire dall’Egitto, dove sono stati firmati vari accordi per la creazione di Zone Economiche Speciali (ZES), che la Russia ha costruito anche in Namibia e Mozambico, importanti sia dal punto di vista strategico che da quello commerciale, in quanto bypassano le sanzioni europee e aiutano lo sviluppo dell’economia africana, fortemente ostacolata dall’atteggiamento dell’occidente, che tende a tenere il continente in povertà e quindi facilmente manipolabile e sfruttabile.

Altre visite effettuate dal Ministro russo si sono svolte presso la Repubblica Democratica del Congo, l’Uganda e l’Etiopia, così da preparare il terreno al prossimo vertice russo-africano che si terrà in novembre ad Addis Abeba.

Descrivendo gli obiettivi dell’imminente summit in Etiopia, Lavrov ha dichiarato che la Russia auspica la firma di un “memorandum d’intesa tra il governo della Federazione Russa e l’Unione Africana sui principi fondamentali delle relazioni e della cooperazione“, nonché la firma di un “memorandum d’intesa tra la Commissione economica eurasiatica e l’Unione Africana sulla cooperazione economica“.

Oltre a rassicurare i partner africani sulla garanzia di spedizioni di grano altri beni fondamentali per il continente, la missione di Lavrov getta le basi per un’ampia strategia di sviluppo dell’Africa e dell’Asia sud-occidentale che vedrà la creazione di vaste zone di libero scambio volte a facilitare l’estensione della Nuova Via della Seta e dei Corridoi di Trasporto Nord-Sud, finanziati sempre più al di fuori del fallimentare ordine occidentale.

Il commercio tra Federazione Russa e Africa è aumentato esponenzialmente nell’ultimo decennio, raggiungendo i 20 miliardi di dollari all’anno, crescendo in particolare nei settori ferroviario, agroalimentare, energetico, culturale e di assistenza militare.

Contrariamente ai media mainstream che dolosamente ignorano gran parte della realtà, noi preferiamo analizzare i fatti, i quali ci dimostrano quanto l’ampio lavoro strategico che sta compiendo il Presidente Putin in questo delicato e intenso periodo della storia mondiale sia coraggioso, innovativo e alla lunga vincente, per la creazione di un nuovo mondo multipolare, basato sulla sovranità dei Popoli e dei Paesi.

Eva Bergamo

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